Dentro la biblioteca Benincasa: restauro tra storia e nuove funzioni

È arrivato quasi a metà dell’opera il cantiere della Biblioteca Civica Benincasa, dove nei giorni scorsi gli assessori ai Lavori pubblici Stefano Tombolini e alla Cultura Marta Paraventi hanno effettuato un sopralluogo insieme con i tecnici. E l’orizzonte temporale per la riapertura, dopo il termine dei lavori e gli allestimenti interni con i nuovi arredi, è fissato per il 2026. Sarà un luogo nuovo, con spazi pensati per le modalità di fruizione contemporanee di una biblioteca, e, al contempo, rispettoso del lungo passato che lo ha visto trasformarsi in più di tre secoli da residenza nobiliare a prezioso spazio culturale a servizio della città.

Risalendo le scale dell’antico palazzo Mengoni Ferretti, per sei livelli dal seminterrato fino al sottotetto, della biblioteca risultano già ampiamente visibili gli spazi più significativi: nuove sale per la lettura, incontri e convegni; quelle destinate agli scaffali e ai depositi dei libri, ai bambini e ai ragazzi e, per tutto il percorso, la suggestiva torre libraria di acciaio, che attraversa verticalmente il centro del palazzo, in tutta la sua altezza. E si possono anche cominciare a immaginare luoghi e funzioni prima assenti nell’edificio, che affacciato su Piazza del Plebiscito, costituirà, con la vicina Pinacoteca, un elemento strategico del polo culturale urbano diffuso: uno spazio strutturato per l’accoglienza, uno shop, una sala ristoro, sale espositive, sale convegni grandi e piccole, per accogliere “in pianta stabile” non solo i libri ma anche le persone, gli anconetani, i visitatori, i turisti, gli appassionati di arte e di cultura.

I lavori attualmente in corso riguardano il miglioramento strutturale sia in termini di resistenza statica che sismica, nel rispetto delle caratteristiche storico artistiche proprie dell’edificio, oltre che una revisione funzionale per garantire l’accessibilità, la salubrità, il comfort, la sicurezza antincendio e l’adeguamento impiantistico alle normative vigenti. A questi si aggiungono i restauri di stucchi, affreschi e infissi che stanno interessando le sale per restituirne l’anima neo classica. In particolare è interessato l’interno dell’edificio, dal momento che le facciate e la copertura sono state oggetto di interventi recenti. Ma il restauro – si legge nella relazione di progetto – “non è da intendere come un mero esercizio conservativo, bensì come qualcosa di più complesso: è la rinascita del monumento architettonico contestualizzata in un determinato luogo e periodo di tempo a favore di una comunità”.

Il Palazzo Mengoni Ferretti

Questa sede storica della biblioteca comunale di Ancona si trova in via Bernabei, all’interno di Palazzo Mengoni Ferretti, una residenza nobiliare del XVI secolo, edificio storico vincolato, ritenuto un importante esempio di architettura civile anconetana. Palazzo Mengoni Ferretti fu costruito nel 1592 come dimora per il conte Ferretti e nel 1949 venne ceduto al Comune, che nel 1950 lo scelse per ospitare la biblioteca.

Il Palazzo ha una pianta piuttosto regolare con una forma assimilabile a un trapezio e si estende su sei livelli principali che comprendono un piano seminterrato e un piano sottotetto, per un totale di circa 4000 metri quadrati. Il primo piano fuori terra corrisponde al livello dei due ingressi su Piazza del Plebiscito e il secondo ai due su via Bernabei. Uno degli accessi si trova sotto Porta San Pietro. Il lato nord‐est dell’edificio, infatti, è in continuità con la Porta e si imposta sulle antiche mura duecentesche che sono visibili al piano seminterrato. Al centro del fabbricato si trova una corte coperta che ospita il vano ascensore, la cui struttura di copertura in ferro e vetro risale agli anni ’90 del 1900. L’edificio è caratterizzato dalla presenza di numerose volte, alcune in muratura e altre in camorcanna, rispetto alle quali si sono resi necessari, nel tempo, interventi relativi alla stabilità. Il palazzo ospita anche una struttura metallica che sale lungo tutti i livelli: la torre libraria, costruita negli anni ’60 del Novecento per ospitare la collezione di libri. La torre fu ricavata dalla demolizione dei solai esistenti e ancorando la struttura alle pareti.

L’edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli e i lavori di adeguamento e rifunzionalizzazione hanno interessato anche gli ultimi decenni. L’ultimo intervento è terminato nel 2012. Il palazzo Mengoni Ferretti è stato nel tempo oggetti di diversi interventi di ristrutturazione, restauro e adeguamento, che non hanno però mai dato una risposta definitiva alle esigenze strutturali dell’edificio e funzionali della biblioteca.

Gli interventi più recenti hanno riguardato, nel 2003/2005, il restauro della facciata e della Porta San Pietro, conosciuta dai più come Arco di Carola, collegata al palazzo, e la revisione parziale della copertura. Successivamente è stato necessario l’adeguamento alla normativa antincendio e al miglioramento dell’accessibilità, che è diventato però anche occasione per una revisione completa della logistica della struttura della biblioteca, per renderla rispondente alle mutate esigenze di fruizione e consultazione, dopo l’avvento della multimedialità e del digitale. L’intervento, concluso nel 2012, ha comportato la chiusura temporanea della biblioteca, completamente interdetta al pubblico nel 2019 per una nuova messa a norma antincendio. Da quest’ultima chiusura è derivato il progetto attualmente in esecuzione, che quindi nasce dalla necessità di una serie di adeguamenti antisismici ma si sviluppa in una serie di opere che affrontano in modo organico sia le criticità sia i temi della rifunzionalizzazione dell’edificio in chiave moderna, considerate in particolare le nuove esigenze di fruibilità di questo tipo di contenitori culturali.

Come sarà la biblioteca dopo i lavori

L’edificio della biblioteca Benincasa si sviluppa sulle diverse pendenze della parte in salita di piazza del Plebiscito, piazza del Papa per gli anconetani, fino ad arrivare alla soprastante parte pianeggiante di via Bernabei. Dopo i lavori il piano seminterrato ospiterà l’ingresso (da piazza del Papa), uno spazio per esposizioni, un locale tecnico, i servizi igienici e il primo livello della torre libraria. Al piano terra, aperto su un diverso livello di piazza del Papa, sono previsti un ingresso accessibile, una reception, caffetteria, guardaroba, sala lettura informale per sezione novità/attualità, emeroteca, deposito per conservazione, servizi e torre libraria. Al piano terra al livello di via Bernabei si apriranno due ingressi destinati esclusivamente al personale, sala conferenze ed eventi, deposito sala conferenze, uffici, deposito per conservazione, stanza del custode, servizi e torre libraria. Al primo piano ci saranno la reception per i ragazzi, la biblioteca per bambini e ragazzi, il deposito per la conservazione, servizi e torre libraria. Il piano secondo, con le sue sale affrescate e i soffitti stuccati attualmente in fase di restauro, ospiterà sale lettura con libri a scaffale aperto, stanze musealizzate, il deposito per la conservazione dei libri, i servizi. Nel sottotetto, con un terrazzo a tasca che si affaccia sui tetti della città, sarà collocata la centrale di climatizzazione. La torre libraria tornerà alla sua funzione di deposito di libri ad alta rotazione.

Margherita Rinaldi

Da settembre la Pinacoteca rinnovata: crocevia di culture artistiche

La riapertura della Pinacoteca civica Francesco Podesti, chiusa da alcuni mesi per i lavori Pnrr, sarà l’evento centrale del 2025 e proprio alcuni giorni fa tecnici e giornalisti hanno visitato i locali quasi pronti dei palazzi Bosdari e Bonomini di via Pizzecolli, per fare il punto sui lavori, ormai pressoché conclusi, insieme con gli assessori alla Cultura Marta Paraventi e Stefano Tombolini.

L’intervento principale ha comportato l’adeguamento degli impianti. Al termine dei lavori tutti i locali della Pinacoteca saranno climatizzati, saranno disponibili altre due nuove sale per i depositi e questo consentirà di liberare nuovi spazi per la parte espositiva. Il rinnovato assetto dell’immobile permetterà anche di strutturare una zona destinata a biblioteca museale, destinata a raccogliere una collezione di cataloghi delle mostre, e di allargare la parte destinata agli uffici. L’importo complessivo dell’intervento è di 1,29 milioni di euro, in gran parte di fondi Pnrr e per 300 mila euro di cofinanziamento comunale.

La Pinacoteca attualmente si sviluppa su circa 3.000 metri quadrati, di cui oltre 2.000 collocati nella sede storica di Palazzo Bosdari e circa 900 nell’ampliamento realizzato nel 2016 nell’adiacente palazzo Bonomini. L’intervento in corso ha interessato 1.300 metri quadrati di superfici, quasi tutte all’interno di Palazzo Bosdari. Al termine di questo lotto di lavori sarà completato un circuito espositivo con l’utilizzo di locali precedentemente esclusi e sarà possibile ospitare 100 visitatori contro i 50 ammessi in precedenza.

Accanto ai lavori sugli impianti, le opere edilizie hanno riguardato le coperture e il rinforzo di una capriata in legno che rendeva inagibile una sala del sottotetto. Sono inoltre in corso piccoli lavori di finitura e implementazione impiantistica su ambienti non interessati dal cantiere Pnrr, per un importo totale di 38 mila euro, finanziati con fondi propri dell’Ente. Terminate tutte le opere, si prevede la realizzazione di interventi di completamento di alcune sale espositive per un importo di circa 40 mila euro (pannelli e copertura della rete degli impianti con boiserie in legno). Una volta concluse anche queste opere, potrà avere inizio il riallestimento.

“Abbiamo cominciato con il sopralluogo in questo cantiere – ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini – che ormai à molto avanti. Entro settembre pensiamo di poter cominciare a riaprire gli spazi, dopo la fase dell’allestimento. Siamo dunque veramente in dirittura d’arrivo con questo cantiere”. Come ha annunciato lo stesso Tombolini, proseguiranno i sopralluoghi negli altri contenitori culturali sottoposti a restauro. E proprio in questo numero di ComunicAncona c’è un’anteprima riguardante i lavori alla Biblioteca Benincasa.

“Stiamo lavorando per la riapertura della Pinacoteca come evento centrale del 2025, costruendo un percorso in linea con i più aggiornati standard museologici” spiega l’assessore alla Cultura Marta Paraventi, che traccia una precisa road map delle priorità, a partire dalla governance di questo settore, all’interno della quale da un lato resta ferma la continuità dei rapporti con la Direzione Musei Marche, anche per la valorizzazione dell’Anfiteatro, dall’altro si inseriscono le specifiche competenze e la mission del neo assessore, che sin da subito ha posizionato la pinacoteca al centro della progettualità per la gestione della politica culturale del capoluogo.

Entrando poi nel merito del rapporto tra il più importante e significativo spazio espositivo della città e i visitatori, l’assessore indica la necessità di un aggiornamento del regolamento e dei servizi al pubblico, che consenta di gestire le aperture in modo più funzionale alle mostre e agli eventi che si terranno in pinacoteca, prevedendo anche un orario prolungato in occasione di questi ultimi.

In questa cornice si svilupperà il racconto del nuovo allestimento: “una narrazione – dice Paraventi – che possa trasmettere la centralità di Ancona come crocevia di culture artistiche e che possa far diventare la pinacoteca un’abitudine per gli anconetani”, una narrazione che dovrà concretizzarsi anche in una serie di strumenti pratici, funzionali a una completa e profonda fruibilità delle opere: nuove didascalie bilingui, supporti didattici anche per bambini, programmazione di attività per varie fasce di pubblico compresi gli studenti universitari, aperture in sinergia con gli eventi cittadini, programmazione di mostre studio per valorizzare le collezioni della pinacoteca.

Una importante innovazione riguarderà anche la gestione dei depositi. I nuovi uffici al secondo piano sono stati ampliati da 95 a 160 metri quadrati utilizzando lo spazio destinato ai vecchi depositi. Questi ultimi sono stati dislocati al terzo piano piano e interessano una superficie di 80 metri quadrati, appositamente attrezzati e dotati di sistemi automatici di spegnimento.

Margherita Rinaldi

Da marzo un moderno Poliambulatorio all’ex Umberto I

Le luci accese, le porte aperte, il via vai di medici e infermieri, delle Autorità e dei cittadini che non sono voluti mancare: per i nati nel secolo scorso, con qualche decennio alle spalle, è stato emozionante vedere prendere nuovamente vita l’ex ospedale Umberto I, uno dei primi ospedali civili in Italia, il cui cantiere fu avviato nel 1906 alla presenza del re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena. Svuotato della sua funzione negli anni Ottanta/Novanta a seguito della realizzazione della nuova sede degli Ospedali Riuniti di Torrette, era rimasto a lungo inutilizzato in attesa di ospitare il nuovo Poliambulatorio che avrebbe sostituito la vetusta struttura del Viale della Vittoria. I lavori, avviati il 19 aprile 2016 con un investimento complessivo di oltre 6,5 milioni di euro, hanno incluso il consolidamento sismico e l’ammodernamento impiantistico, con la realizzazione ex novo di sistemi elettrici, idrico-sanitari, di riscaldamento e condizionamento. L’iter, come noto, ha subito alcuni rallentamenti a causa di alterne vicende che hanno interessato le ditte appaltatrici.

Nuova sede, nuovo nome – è oggi intitolato alla dottoressa Giulia Bonarelli (leggi qui l’articolo dedicato) – l’apertura della struttura di largo Cappelli rappresenta un importante traguardo per la sanità territoriale, offrendo ai cittadini un presidio sanitario moderno ed efficiente, in grado di rispondere alle esigenze della comunità. La struttura si sviluppa su cinque piani per una superficie complessiva di circa 2.720 mq, con una distribuzione funzionale degli spazi per garantire efficienza e accessibilità ai servizi offerti. I padiglioni 1 e 2, che costituiscono il nucleo originario dell’ospedale, sono stati completamente ristrutturati per ospitare un moderno poliambulatorio. Ad illustrarci i requisiti del nuovo la presidio, la responsabile, dottoressa Elena Di Tondo che ha coordinato la complessa operazione del trasferimento dal Viale della Vittoria: “fin dal primo giorno -spiega – è possibile l’ accesso diretto alle prestazioni, ai prelievi, all’ attività di certificazione distrettuale e amministrativa. Le attività specialistiche sono accessibili su prenotazione attraverso il Cup regionale. Avvieremo presto il Punto unico di accesso sociosanitario con l’Ambito territoriale sociale Ancona e quindi daremo tutte le indicazioni ai cittadini per potere fruire di un servizio importante che sarà punto di unione tra mondo sanitaria e mondo sociale. “Alla domanda su quale ruolo avrà il medico di famiglia, la dottoressa conferma che il ruolo del medico di base “resta sempre fondamentale per dare l’indicazione all’esame o alla consulenza specialistica necessaria . Abbiamo già avviato fin dal presidio del Viale dei percorsi in collaborazione con i medici di medicina generale soprattutto per la presa in carico precoce di di patologie coniche. Ad esempio un percorso per il Parkinson e il mio auspicio è di attivarne il più possibile”. Rispetto alla nuova intitolazione: “Mi sento orgogliosa, è un onore” dice quasi commossa. “Questa professione è sempre più al femminile. Noi donne la portiamo avanti con dedizione e impegno e questa scelta ci rappresenta “.

Sabato 1° marzo la cerimonia di inaugurazione del nuovo Poliambulatorio con la la partecipazione del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, del vicepresidente e assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, del sottosegretario alla Presidenza della giunta, Aldo Salvi, del sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, oltre alla direzione strategica aziendale dell’AST Ancona e numerose autorità civili e militari. “Un grande aspettativa finalmente soddisfatta – ha commentato il Sindaco: la restituzione alla città di una struttura significativa e di un presidio di questa portata, ma anche di un tratto identitario. L’attivazione del Poliambulatorio non mancherà di avere i suoi effetti anche sull’ospedale regionale di Torrette. Inoltre l’intuizione condivisa da più parti di intitolare alla prima donna medico di Ancona il nuovo presidio, è stata recepita e il vecchio Umberto I rivive da oggi nel nome di Giulia Bonarelli”.

A riguardo, numerosi appartenenti alla nobile e antica famiglia Bonarelli hanno partecipato al momento inaugurale. A tutti loro ha dato voce Guido Bonarelli, cugino della apprezzata neurologa (cliccando qui si può ascoltare la breve intervista).

Federica Zandri

Federica Zandri

“Costruiamo gentilezza”: il contest nelle scuole

Un filmato, una breve rappresentazione teatrale, una canzone o una poesia sono tutti validi strumenti per concorrere al contest ‘Costruiamo gentilezza’, progetto nazionale ideato dall’Associazione “COR ET AMOR” di Ivrea e proposto, all’Asserore alle Pari Opportunità Orlanda Latini, dall’Associazione culturale ANKON NOSTRA, nella persona di Di Paolo Anna Claudia del direttivo, e dall’Ambasciatrice della Gentilezza di Ancona, per l’Associazione “Cor et Amor”, Renata Freddi Gentili.

Il progetto, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, è stato ideato per sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della violenza di genere e contestualmente incrementare l’educazione alla gentilezza. Ogni scuola può concorrere al contest con un elaborato originale utilizzando qualsiasi tecnica: sono tutti espedienti validi per partecipare al concorso. C’è tempo per aderire al concorso fino a sabato 15 marzo (entro le ore 12:00). La partecipazione al concorso è gratuita ed è ammessa la candidatura di un solo progetto per ogni Istituto Scolastico.

Cerimonia e premiazioni

I premi consistono in quattro assegni da 1.250 euro ciascuno, che verranno consegnati alle scuole, estratte a sorte, in occasione della cerimonia di premiazione: durante l’evento, programmato per lunedì 31 marzo al Ridotto delle Muse, verranno mostrati i progetti elaborati da ciascuna classe o scuola partecipante, alla presenza di tutti gli studenti coinvolti, oltre che dei rappresentanti degli Istituti Scolastici.

Per conoscere i dettagli dell’iniziativa e partecipare al bando, maggiori info sono disponibili a questo link.

Nicoletta Canapa

Portonovo: a piedi fino al mare e nuovi Mutilatini

Quattro Comuni uniti per realizzare e armonizzare una serie di interventi, anche molto importanti e attesi da tempo, che contribuiranno a rendere ancora più accessibile la Riviera del Conero: con Ancona capofila ha preso ufficialmente il via a fine gennaio la strategia ITI Portonovo, per la quale sono state firmate apposite convenzioni che riguarderanno Portonovo, Camerano, Numana e Sirolo.

La strategia si chiama ITI Portonovo, a indicare la centralità della baia all’interno dell’intera progettualità, che porta in Riviera un finanziamento di 5,6 milioni di euro erogati dalla Regione grazie ai fondi strutturali europei. Vedrà così la luce il sentiero per scendere al mare a piedi costeggiando la strada in sicurezza e con la possibilità di godere di un paesaggio sicuramente unico del litorale adriatico. Ma non solo: lo storico edificio dei Mutilatini, attualmente chiuso e in fase di degrado, sarà riqualificato con un percorso partecipato già cominciato – che sarà seguito passo passo anche da ComunicAncona – in cui il Comune, il Parco, i soggetti e le associazioni impegnate in questa parte di territorio si stanno confrontando sulle priorità e sulle necessità per la riqualificazione e il nuovo utilizzo, a servizio dei cittadini e dei turisti.

La sottoscrizione dà inoltre ufficialmente il via agli interventi per le quattro Porte del Parco del Conero, collocate nei quattro Comuni, e a una serie di interventi inclusivi e di valorizzazione turistica dell’intera area.

Ma vediamo, nel dettaglio, come si sviluppa ITI Portonovo sul territorio.

L’ITI Portonovo

A luglio 2023, dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico, la giunta comunale aveva individuato l’eco-cluster di Portonovo come area ad alto potenziale di sviluppo, in cui focalizzare una serie di investimenti di valorizzazione in chiave sostenibile e condivisa.

In concreto la Strategia prevede quattro punti: il recupero e la riqualificazione dell’ex colonia estiva dei Mutilatini come struttura ricettiva per il turismo sostenibile e per l’educazione ambientale con il coinvolgimento attivo del Parco del Conero e di molte realtà pubbliche e private del territorio, che si sono già riunite nelle scorse settimane nella sala Consiliare del Comune per dare il via a un percorso di progettazione partecipata per il recupero dello stabile e dell’area di sua pertinenza; la creazione del percorso pedonale per la discesa e per l’accessibilità inclusiva alla baia di Portonovo; l’implementazione del progetto Porte del Parco, con hub di valorizzazione e informazione turistica e di supporto alla mobilità sostenibile, nei comuni dell’area urbana per il potenziamento e sviluppo del brand turistico “Conero”; l’intervento “Conero inclusive hub”, destinato a minori, disabili e anziani. I primi tre interventi saranno realizzati a valere sui fondi PR FESR 2021-2017 e l’ultimo sui fondi PR FSE+ 2021-2027.

L’area urbana della Strategia

Per la presentazione della Strategia è stata costituita l’Area urbana con i comuni di Camerano,  Numana, Sirolo ed è stato istituito il partenariato locale con le altre istituzioni del territorio (Ente Parco del Conero, SABAP Marche, Università Politecnica delle Marche). Sono stati inoltre coinvolti, in qualità di stakeholders, gli imprenditori che operano nell’area del Conero, le associazioni di categoria e le associazioni ambientaliste.

Il finanziamento

La quota assegnata ad Ancona è composta da un finanziamento totale di 5,6 milioni di euro (5 milioni di euro FESR e 600 mila euro FSE+)e si colloca all’interno delle risorse regionali previste per gli Investimenti territoriali integrati (ITI). A questa somma si aggiungono 90 mila euro FESR per le attività di assistenza tecnica, erogati in base alla graduatoria stilata da una apposita commissione regionale che, a seguito della costituzione delle cinque aree urbane, ha verificato la rispondenza del livello qualitativo delle strategie presentate.

Gli ITI delle cinque aree urbane (Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro-Fano) saranno finanziati per un importo complessivo di 28 milioni di euro.

Cronoprogramma

Per le tre opere pubbliche è prevista la conclusione delle fasi di progettazione e affidamento lavori entro 30 gennaio 2026. La rendicontazione degli interventi realizzati dovrà avvenire entro il 2028.

Margherita Rinaldi

PNRR, i magnifici 5 pronti nel 2026

Entro la primavera del 2026 la città di Ancona si riapproprierà di 5 tra i principali spazi coperti cittadini, ciascuno con la sua specifica destinazione: Cultura = Pinacoteca, Biblioteca, Mole; Commercio e tempo libero =Mercato delle Erbe e infine Sport = Palaveneto.

Ciascuno con la sua Storia, antica o recente, chi interdetto da poco tempo, chi (come il Palazzo dello Sport) chiuso da anni. Chi destinatario di un intervento di recupero, chi di riqualificazione, chi di un rifacimento vero e proprio. Comune denominatore, l’appartenenza dei cinque monumentali edifici al filone dei progetti che ricadono nei finanziamenti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Va da sé che Amministrazioni Centrali titolari di misure PNRR, hanno l’obbligo di garantire un corretto utilizzo dei fondi, assicurando la coerenza tra i criteri di selezione delle azioni con le regole e gli obiettivi del PNRR,. A a differenza dei programmi di spesa tradizionalmente realizzati nell’ambito di fondi Strutturali di Investimento Europeo (fondi SIE), questo filone si configura come un programma basato sulla Performance, con traguardi qualitativi e quantitativi prefissati da raggiungere a scadenze stringenti, nel caso di Ancona del 31 marzo 2026. . Il controllo e la rendicontazione riguardano, pertanto, sia gli aspetti necessari ad assicurare il corretto conseguimento dei traguardi e degli obiettivi, sia ad assicurare che le spese sostenute per la realizzazione dei progetti del PNRR siano regolari e conformi alla normativa vigente e congruenti con i risultati raggiunti. Di pari passo con i lavori dunque viene eseguita la rendicontazione all’Amministrazione centrale che- a fine 2024- ha avuto riscontri tutti positivi.

I finanziamenti erogati dallo Stato sono stati supportati anche da fondi comunali per far fronte agli incrementi di costo dei materiali che nell’ultimo anno si sono registrati. 

La Pinacoteca comunale Podesti (inizio lavori 8/9/2023) è tra le opere in dirittura di arrivo, e riaprirà i battenti per prima. Ha difatti raggiunto il 75% ad oggi l’intervento di restauro e adeguamento impiantistico per una cifra pari a 1 milione290mila euro. L’appalto che riguarda il restauro e l’adeguamento impiantistico è in fase di completamento. Sono già entrati in funzione i nuovi depositi realizzati al 3° piano per il ricovero delle opere d’arte. Si stanno eseguendo gli ultimi piccoli lavori che dovranno concludersi entro il 3 marzo. A seguire, sempre utilizzando le risorse del PNRR, saranno appaltate opere di natura allestitiva, non comprese nell’appalto principale, per un importo di circa 40.000 € da affidare a ditta specializzata in questo genere di lavori. 

Al 40% è lo stato di avanzamento dei lavori per la Mole Vanvitelliana (inizio lavori 8/1/2024)   per il completamento e la valorizzazione della stessa struttura; lo stanziamento è di 3 milioni 300mila euro. Rilevante l’intervento del Ponte Nord che collega la terraferma con “l’isola” che accoglie il Lazzabaretto e di lì il Circolo Stamura. L’obiettivo è di completare l’intervento per il periodo estivo, al momento è in corso l’esecuzione dei nuovi micropali di fondazione per il rinforzo strutturale. Nella Sala Tabacchi sono stati riaperti tutti gli archi grazie alla demolizione delle murature di tamponamento, con conseguente ripresa delle murature e delle volte; sono stati installati i nuovi infissi vetrati e rimosse pedane, rampe e divisori preesistenti non più funzionali. E’ stata inoltre realizzata la nuova pavimentazione della sala. Nelle Sale Viani e Mercanti: anche in questo caso riaperti tutti gli archi, nuovi infissi vetrati, demolizione interna di tutte le pavimentazioni aggiuntive, smantellamento della vecchia impiantistica varia e nuovi servizi igienici. 

Restauro e risanamento strutturale anche della Biblioteca comunale Benincasa (inizio lavori 9/10/2023), che già prevedeva nel bando un cofinanziamento comunale di € 2 milioni 600.000 euro assicurato con mutuo contratto nel 2023, per un intervento complessivo pari a  7milioni e 660 mila euro. Lo stato di avanzamento dei lavori è superiore al 40%.  Attualmente è in corso di esecuzione l’adeguamento impiantistico, sono stati smantellati gli impianti preesistenti e predisposti di nuovi, sono stati istallati macchinari di trattamento aria e pompe di calore.  Completato il nuovo isolamento termico della copertura e portato a termine il consolidamento delle volte, in esecuzione il restauro degli stucchi e delle pitture così come il rifacimento del tetto con consolidamento.   Completati i restauri delle volte e gli scavi per vespai areati del piano interrato, in fase di prossima esecuzione le nuove pavimentazioni. Infine terminato  l’adeguamento strutturale dell’ascensore con accessibilità dal piano interrato e completato l’adeguamento strutturale della scala antincendio. Sono in corsi di esecuzione la predisposizione dell’impianto elettrico e informatico. 

Il Mercato coperto delle Erbe (inizio lavori 8/1/2024) dal costo di 5 milioni 869.820 euro, richiede tempi un po’ più lunghi, con uno stato di avanzamento delle opere al 16 %. L’intervento nasce nell’ottica della prosecuzione del processo di riqualificazione del centro storico e valorizzazione della struttura del Mercato, proponendo un luogo non solo destinato alla vendita di prodotti alimentari del territorio, ma anche identificato come una vera e propria piazza coperta. L’intervento si configura come un “cantiere aperto”, dove il mercato continua a svolgere il suo ruolo sociale, economico e di connettivo urbano, senza chiudere mai.  Attualmente, sono in corso le opere delle nuove linee di scarico, gli allacci per l’implementazione della linea elettrica e dell’acqua, le predisposizioni per i nuovi corpi di alloggio delle pescherie in acciaio e vetro, le finiture deilocali sotto-strada lato Via Magenta, già disponibili poiché cessati dalla consegna dei lavori. Quanto alla caratteristica struttura esterna in acciaio e ghisa, in stile liberty, dopo aver effettuato diverse prove, si propende per l’utilizzo combinato di due tecniche complementari come la criosabbiatura e la sabbiatura a laser, con un trattamento finale assai complesso. Inoltre, per quanto riguarda i vetri retinati di facciata, si intende procedere alla sostituzione con vetro retinato stampato, anche in considerazione del fatto che i vetri non sono originali ma un rifacimento eseguito alla fine del secolo scorso. 

In ordine di tempo, l’ultimo avviato è il cantiere del Palasport di via Veneto  (inizio lavori 15/1/2024)-   nella prima fase si sono svolti i lavori di demolizione di gran parte dell’ampia struttura, per procedere poi con i lavori di ristrutturazione; lo stato attuale di avanzamento è oltre il 25% . E’ in corso attualmente il quarto contratto applicativo: in questi giorni sono in essere le opere per l’adeguamento sismico della struttura, poi si procederà all’isolamento termico e alla realizzazione di tutte le opere finali.  Nel nuovo Palasport ci saranno un campo da gioco polivalente che potrà ospitare gare di basket, pallamano, pallavolo calcio a cinque, una tribuna da 460 posti e spogliatoi e altri servizi per gli atleti. Al piano interrato un parking con una cinquantina di posti auto. Il costo di 6 milioni 600mila euro. 

Sono invece terminati una ventina di interventi PNRR per circa 15 milioni di euro e hanno riguardato:  la manutenzione straordinaria delle gallerie stradali; manutenzione straordinaria impianti tecnologici, efficientamento energetico degli impianti comunali; interventi sul piede della frana con bonifica idraulica e drenaggi profondi; lavori di completamento delle palificate nella frazione Paterno; lavori di realizzazione di corsia autobus e ripristino della pavimentazione su Piazza Ugo Bassi; manutenzione straordinaria strade e marciapiedi del centro storico e manutenzione straordinaria strade comunali; lavori di riqualificazione di via della Loggia; manutenzione straordinaria marciapiedi; opere di tutela ambientale per la falesia e messa in sicurezza; adeguamento dell’autorimessa Traiano ai fini della sicurezza antincendio; via XXIX Settembre manutenzione straordinaria;   lavori di adeguamento antincendio del mercato comunale di piazza d’armi; nuovi percorsi di autonomia per persone con disabilità; ristrutturazione del primo piano di piazza Medaglia d’oro; serie di interventi per migliorare l’efficienza di cinema teatri e musei; adeguamento impiantistico e antincendio  per diversi edifici del patrimonio immobiliare comunale; per le scuole interventi sulle Garibaldi (adeguamento sismico),  Maggini, Dante Alighieri, Marinelli, Tommaseo – Mazzini, Fermi, Collodi-Socciarelli-Pinocchio e succursale Pinocchio, Leopardi, Levi con manutenzione straordinaria di adeguamento impiantistico e antincendio; scuola infanzia Anna Freud, scuola primaria Don Milani, scuola primaria Pascoli intervento di miglioramento sismico; scuola elementare Antognini con lavori di adeguamento sismico. 

 “Questa città – ha ricordato l’assessore ai Lavori Pubblici ing. Stefano Tombolini in occasione di un recente incontro con la stampa – ha raccolto oltre 50 milioni di euro di finanziamenti per la rigenerazione urbana, l’edilizia scolastica e sportiva e abbiamo deciso di riferire periodicamente rispetto a questi grandi temi che coinvolgono la cittadinanza e che riguardano importi rilevanti. L’ avanzamento per alcune opere si è sviluppato significativamente negli ultimi mesi e si sta dando il massimo per rispettare i tempi di consegna”. “Sono – la maggior parte – ha spiegato l’ing. Stefano Capannelli, Dirigente Area LLPP – mega cantieri, complessi dal punto di vista tecnico, che insistono in centro e perciò non è facile renderli compatibili con lo svolgimento della vita cittadina, contenendo i disagi; altri hanno a che fare con strutture di pregio che vanno trattate con estrema cura”. Un particolare ringraziamento è stato espresso nei confronti dei tecnici comunali impegnati nei cantieri delle grandi opere pubbliche PNRR -e li ricordiamo: Palasport, Mole, Pinacoteca, Biblioteca, Mercato delle Erbe. Nell’ordine: ing. Elisabetta Valentini, ing.Fiorenza Finizio, geom. Umberto Montesi, ing.arch. Carlo Beer e e arch. Francesca Vecchi. 

 Federica Zandri e Rosanna Tomassini

I 50 anni di Liz Bar. Con i suoi cocktail Enzo ha portato Ancona nel mondo

I celebri occhi viola di Liz Taylor hanno portato fortuna a Enzo Chionne, barman prodigio di origine umbra che nel lontano 1974, mentre faceva la stagione estiva presso il Grand Hotel Don Juan di Giulianova Lido, ebbe la fortuna di averla tra i clienti.

Sì proprio lei -la divina- soggiornò per un settimana nella raffinata struttura e Enzo si ripropose di intitolare a lei- che ne fu molto contenta- l’ American bar che sognava di aprire ad Ancona, città che lo aveva accolto da ragazzo con la sua famiglia. Affascinato fin da giovanissimo dall’intrigante mondo dei cocktail, con i loro nomi esotici ed evocativi che richiamano personaggi e culture di tutto il mondo, ha festeggiato insieme alla moglie Cesidia, tra le prime bar ladies d’Italia iscritte all’Aibes, al figlio Alessandro e alla nuora Dayana, mezzo secolo di attività del suo Liz Bar inaugurato il 25 gennaio 1975. Capelli d’argento, a breve ottant’anni splendidamente portati, con il suo sorriso gentile e i suoi modi da gentleman, Enzo Chionne lo si può incontrare ogni giorno, già dal mattino, nel suo locale di via Marini -a due passi da Piazzale Europa e dalla Galleria del Risorgimento, porta di accesso al capoluogo- che ha visto passare generazioni di clienti in cinque decenni di attività. “Nonostante una posizione non proprio centrale, lontana dalla passeggiata degli anconetani- riferisce- abbiamo avuto sin dai primi tempi una frequentazione assidua, di tanti cittadini e lavoratori, provenienti da uffici e enti in quella che era considerata la zona nuova di Ancona negli anni successivi al terremoto. Impiegati e funzionari della SIP (poi Telecom), del Provveditorato agli Studi Marche-Umbria, della Direzione interregionale dell’Enel, di alcuni Uffici della Regione, e poi nel tempo del Comando dei Vigili del Fuoco, della Questura e altri ancora. Comprai gli spazi in un edificio di nuova costruzione, allargandoci successivamente, pensando in via prioritaria al settore del bere pre- e post-dinner, ma senza escludere i servizi di caffetteria e di piccola ristorazione (attiva tutti i giorni nella saletta al piano superiore). Nel tempo tante cose sono cambiate, molti uffici si sono spostati, ma la nostra clientela affezionata è rimasta, con nuove generazioni che si sono avvicendate”. I 50 anni del Liz Bar Enzo e la sua famiglia hanno voluto festeggiarli invitando i clienti, gli amici e tutti i Sindaci che si sono alternati in questo lungo periodo ( Trifogli e Del Mastro, da tempo scomparsi, erano clienti affezionati) e che hanno risposto con affetto e simpatia alla chiamata. Una bella festa che ha visto tra gli ospiti una versione contemporanea di Liz Taylor, alias Valentina Conti, nota editrice e cliente affezionata che nell’occasione ha dedicato alla famiglia Chionne una pubblicazione intitolata “Cinquant’anni di spirito” con contributi e testimonianze.

Tornando dove tutto è cominciato, si evidenzia che fu davvero una bella sfida quella del nuovo American bar aperto negli anni Settanta dai giovani coniugi che si erano conosciuti lavorando assieme in una struttura ricettiva abruzzese: “negli anni successivi all’inaugurazione- ricorda ancora il signor Chionne- quando ancora non esistevano i cellulari e neanche il pc ci allargammo e ci inventammo con mio figlio le business room, con lavagne luminose, diapositive e altri dispositivi: la voce si sparse e arrivava tanta gente, anche da fuori.”

Chef barman nei migliori hotel della riviera abruzzese-marchigiana nella prima parte della sua carriera, vincitore fin da giovanissimo di prestigiosi premi in Italia e all’estero (nel 1968 a S. Vincent quale barman più giovane d’Italia ), il titolare del Liz ha svolto per trent’anni attività di docenza in istituti alberghieri e altre sedi, a diversi livelli, su incarico della Confcommercio di Ancona, ricoprendo anche l’incarico di esperto per pubblici esercizi nella Commissione R.E.C. e ricevendo numerosi altre proposte e riconoscimenti, non ultima la civica benemerenza dorica due anni fa: “Ancona a dire il vero, l’ho fatta conoscere prima degli altri in Italia e nel mondo, partecipando a campionati e altri eventi dell’ Associazione internazionale Barman. Al Liz soddisfiamo i gusti dei nostri clienti con tutti i classici del bere – commenta con gli occhi che brillano- ma anche con una serie di creazioni mie, quali i cocktail “Fisarmonica” (un mix impreziosito dal liquore Aurum), che si ispira allo strumento principe della manifattura musicale marchigiana, con il quale vinsi un premio e che ancora oggi piace a molti, “Young”, con il quale conquistai un secondo premio, “Felicità” (arrivato prima della celebre canzone), “ Italia 1990” e altri ancora. Chi vuole bere leggero può optare per un long drink, che ha un più basso contenuto alcolico, per chi ci chiede invece del vino abbiamo a disposizione un wine corner”. Alla domanda se esiste competizione tra le categorie dei barman e dei sommelier Enzo scuote il capo: “operiamo in due contesti diversi- dice- i colleghi si occupano sostanzialmente di abbinare i vini con i pasti nei ristoranti, e poi ci sono le degustazioni nelle enoteche; noi barman tradizionalmente ci occupiamo dei drink che precedono e seguono i pasti, per lo più in ambito alberghiero ma non solo”. Professionalità ed eleganza, le cifre del mestiere, che richiede anche estrema correttezza nel trattare con il cliente, il quale -sottolinea- non va mai incoraggiato ad esagerare, anzi. Ciascun drink rispetta determinati parametri alcolici, tali da non indurre uno stato di ebbrezza. Riguardo ai giovani, il consiglio è di restare nei limiti: “in genere- spiega – non sono i drink acquistati nei locali ad alzare il tasso alcolico, compromettendo la lucidità alla guida, ma le bottiglie comprate nei supermercati e svuotate senza criterio, spesso prima di iniziare la nottata”. Tanti, tantissimi i clienti che hanno goduto dell’ospitalità del Liz Bar, locali e di passaggio, personaggi del cinema e dello spettacolo, dello sport e della politica, trovando in Enzo, nel figlio Alessandro e nelle loro sempre attive e puntuali consorti, una accoglienza curata e amichevole.

Lo slogan della casa? Cin Cin Evviva! Espressione semplice ed immediata con la quale i Chionne augurano lunga vita ai loro clienti e amici e tanti altri anni piacevoli insieme al Liz Bar.

Federica Zandri

Nuovi arredi e luci, verde e sobrietà: ecco il nuovo Corso

Nuovo volto a Corso Garibaldi e all’asse “da mare a mare”, nuove luci, verde. Arredi sobri e una precisa intenzione di non stravolgere l’aspetto originario e il contesto architettonico di pregio, di rinnovare “in punta di piedi” con uno stile contemporaneo che riqualificherà il tratto compreso fra Piazza della Repubblica e Piazza Cavour, con un’attenzione particolare alla connessione con piazza Stamira attraverso via Castelfidardo (che sarà interessata dalla riqualificazione in un secondo stralcio).
Il progetto, messo a punto dai tecnici dei Lavori pubblici e dal consulente arch. Riccardo Piacciafuoco e sottoposto alle categorie economiche, non punta semplicemente a inserire singoli elementi di arredo e piante nel principale corso della città da mesi liberato dalle vecchie isole di ferro, ma intende creare una nuova dimensione urbana dell’asse “da mare a mare” dove ci si incontra, si passeggia, si vive il centro dalle Muse – gli arredi sono stati pensati in continuità con quelli di piazza della Repubblica – al Passetto.
L’idea alla base della riqualificazione è proprio quella di creare zone di sosta, senza trascurare l’elemento luce perché una città vive sia di giorno che di sera: per questo sono previsti led a luce variabile che si propaga sia da sopra sia da sotto il lampione.
I nuovi arredi saranno composti da 27 panchine di pietra sinterizzata (polvere di pietra con resine) e legno; di queste 6 presentano lo schienale, 7 sono composte da sedute bifronte (senza schienale) e 14 composizioni ad L (seduta con schienale e piccola penisola). Le nuances tenderanno al colore chiaro, mentre la zona delle sedute sarà lignea. Le panchine saranno inoltre munite di piedini in grado di azzerare la leggera pendenza del Corso Garibaldi, che in alcuni punti è pari a circa il 5%. Sia legno che pietra saranno trattati con vernici antigraffiti.
Grande spazio sarà riservato al verde: il progetto prevede 27 nuovi alberi, in particolare sono state scelte le specie pyrus calleryana (comunemente noto come ‘pero da fiore’), con il fiore colore bianco, e lagerstroemia, le cui fioriture rosse perdurano per circa 6 mesi; l’altezza media di questi fusti non supera i 7 metri. Le piante sono state selezionate tenendo in considerazione manutenzione, dimensione, venti e condizioni climatiche, evitando quelle allergizzanti.
Sono inoltre previsti 27 lampioni, 14 cestini alternati e 54 fioriere (di cui 27 per composizioni con alberi e 27 per composizioni floreali con lampione).
La collocazione non sarà in parallelo, ma procederà con elementi ricorrenti in ordine diagonale.
Quali saranno i tempi di realizzazione del progetto, del costo complessivo di 345 mila euro? Il prossimo mese si andrà alla progettazione definitiva e nel corso dell’estate i cittadini potranno assistere a una continua composizione degli arredi. Il termine dei lavori previsto è la fine dell’estate, presumibilmente in concomitanza con la tradizionale festa del mare che cade fra agosto e settembre, anche se la piantumazione dovrà slittare per motivi climatici.
Un particolare servizio di manutenzione e di innaffiamento, da incrementare nei mesi estivi, sarà organizzato per mantenere alto il livello di decoro.

Cremazioni in aumento, in arrivo il nuovo impianto

In Italia si ricorre sempre più spesso alla cremazione: nel 2023 quasi 4 persone su 10 hanno optato per tornare a cenere, superando le 250 mila cremazioni in tutto lo stivale.

E il trend si riflette sul capoluogo di regione: ad Ancona dal 2010 al 2024 le cremazioni sono passate dal 9% al 44%. In altre parole, su 1769 decessi, sono 778 coloro che hanno deciso di optare per il proverbiale motto ‘cenere eri e cenere tornerai’.

Alla base del nuovo trend un vero e proprio cambio di sensibilità, ormai scevro dalla tradizionale sepoltura e relative spese a carico dei posteri. Con la cremazione, invece, gli eredi saranno esonerati da incombenze burocratiche e oneri fra manutenzioni e decoro.

Step e costi del progetto

Per rispondere a quella che a tutti gli effetti sta diventando un’indicazione di natura sociale, in questi giorni è in fase di gara l’appalto per la realizzazione del nuovo impianto di cremazione, per un valore totale pari a 2,5 milioni di euro. L’impianto sarà realizzato all’interno del Cimitero di Tavernelle e sarà operativo il prossimo anno. Rendering alla mano, la nuova struttura sorgerà dietro all’attuale Casa del Commiato; qui, in futuro, si prevede di ubicare anche il Giardino della Memoria, luogo indicato – ma non obbligatorio – per disperdere le ceneri in natura.

Stando alla road map, le prime cremazioni potrebbero essere effettuate già da metà 2026. In un primo momento sarà attiva una sola linea di cremazioni, ma l’obiettivo è quella di raddoppiarla: già con una linea di cremazione,  ipotizzando 12 ore di attività al giorno, lavorando con doppi turni sei giorni a settimana (dal lunedì al sabato), l’impianto potrebbe arrivare a sfiorare le 3 mila cremazioni all’anno.

Zero problemi infine dal punto di vista della salute: gli uffici tecnici fanno sapere che il percorso di realizzazione dell’impianto di cremazione è stato gestito, come da prassi, con un confronto con ARPAM e con l’Area Ambiente della Provincia di Ancona in sede di conferenza di servizi; il futuro impianto a Tavernelle, grazie a sistemi avanzati di trattamento e depurazione dei fumi, nonché di monitoraggio e controllo automatico, garantirà il pieno rispetto della legislazione in materia di emissioni in atmosfera.

Obiettivi e prospettive

“Quella dell’impianto di cremazione è una risposta prima di tutto umana: al momento, infatti, per cremare le salme dei propri cari bisogna raggiungere altri centri operativi nel territorio marchigiano, se non addirittura fuori regione – spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini, che continua – non da ultimo questa struttura va anche letta sotto il profilo economico: contiamo di rientrare dell’investimento, per il quale al momento l’Amministrazione comunale deve accendere un mutuo, nel giro di circa 5 anni: stando al trend di circa il 40% di cremazioni sul totale dei defunti, potremmo registrare utili a partire dal sesto anno”.

E gli utili si riverseranno sempre sul fronte cimiteriale: l’Amministrazione comunale, infatti, utilizzerà i fondi derivanti dall’impianto di cremazione per opere di manutenzione all’interno dei cimiteri dorici, senza dover attingere dalle casse comunali.

Costi per la cremazione

È ancora al vaglio dell’Amministrazione comunale il tariffario per la cremazione nel nuovo impianto a Tavernelle: quel che è certo è che i costi potrebbero variare fra non residenti e residenti ad Ancona, con un leggero sgravio per questi ultimi. Inoltre sarà possibile conferire sia salme sia resti mortali.