È arrivato quasi a metà dell’opera il cantiere della Biblioteca Civica Benincasa, dove nei giorni scorsi gli assessori ai Lavori pubblici Stefano Tombolini e alla Cultura Marta Paraventi hanno effettuato un sopralluogo insieme con i tecnici. E l’orizzonte temporale per la riapertura, dopo il termine dei lavori e gli allestimenti interni con i nuovi arredi, è fissato per il 2026. Sarà un luogo nuovo, con spazi pensati per le modalità di fruizione contemporanee di una biblioteca, e, al contempo, rispettoso del lungo passato che lo ha visto trasformarsi in più di tre secoli da residenza nobiliare a prezioso spazio culturale a servizio della città.
Risalendo le scale dell’antico palazzo Mengoni Ferretti, per sei livelli dal seminterrato fino al sottotetto, della biblioteca risultano già ampiamente visibili gli spazi più significativi: nuove sale per la lettura, incontri e convegni; quelle destinate agli scaffali e ai depositi dei libri, ai bambini e ai ragazzi e, per tutto il percorso, la suggestiva torre libraria di acciaio, che attraversa verticalmente il centro del palazzo, in tutta la sua altezza. E si possono anche cominciare a immaginare luoghi e funzioni prima assenti nell’edificio, che affacciato su Piazza del Plebiscito, costituirà, con la vicina Pinacoteca, un elemento strategico del polo culturale urbano diffuso: uno spazio strutturato per l’accoglienza, uno shop, una sala ristoro, sale espositive, sale convegni grandi e piccole, per accogliere “in pianta stabile” non solo i libri ma anche le persone, gli anconetani, i visitatori, i turisti, gli appassionati di arte e di cultura.
I lavori attualmente in corso riguardano il miglioramento strutturale sia in termini di resistenza statica che sismica, nel rispetto delle caratteristiche storico artistiche proprie dell’edificio, oltre che una revisione funzionale per garantire l’accessibilità, la salubrità, il comfort, la sicurezza antincendio e l’adeguamento impiantistico alle normative vigenti. A questi si aggiungono i restauri di stucchi, affreschi e infissi che stanno interessando le sale per restituirne l’anima neo classica. In particolare è interessato l’interno dell’edificio, dal momento che le facciate e la copertura sono state oggetto di interventi recenti. Ma il restauro – si legge nella relazione di progetto – “non è da intendere come un mero esercizio conservativo, bensì come qualcosa di più complesso: è la rinascita del monumento architettonico contestualizzata in un determinato luogo e periodo di tempo a favore di una comunità”.



Il Palazzo Mengoni Ferretti
Questa sede storica della biblioteca comunale di Ancona si trova in via Bernabei, all’interno di Palazzo Mengoni Ferretti, una residenza nobiliare del XVI secolo, edificio storico vincolato, ritenuto un importante esempio di architettura civile anconetana. Palazzo Mengoni Ferretti fu costruito nel 1592 come dimora per il conte Ferretti e nel 1949 venne ceduto al Comune, che nel 1950 lo scelse per ospitare la biblioteca.
Il Palazzo ha una pianta piuttosto regolare con una forma assimilabile a un trapezio e si estende su sei livelli principali che comprendono un piano seminterrato e un piano sottotetto, per un totale di circa 4000 metri quadrati. Il primo piano fuori terra corrisponde al livello dei due ingressi su Piazza del Plebiscito e il secondo ai due su via Bernabei. Uno degli accessi si trova sotto Porta San Pietro. Il lato nord‐est dell’edificio, infatti, è in continuità con la Porta e si imposta sulle antiche mura duecentesche che sono visibili al piano seminterrato. Al centro del fabbricato si trova una corte coperta che ospita il vano ascensore, la cui struttura di copertura in ferro e vetro risale agli anni ’90 del 1900. L’edificio è caratterizzato dalla presenza di numerose volte, alcune in muratura e altre in camorcanna, rispetto alle quali si sono resi necessari, nel tempo, interventi relativi alla stabilità. Il palazzo ospita anche una struttura metallica che sale lungo tutti i livelli: la torre libraria, costruita negli anni ’60 del Novecento per ospitare la collezione di libri. La torre fu ricavata dalla demolizione dei solai esistenti e ancorando la struttura alle pareti.
L’edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli e i lavori di adeguamento e rifunzionalizzazione hanno interessato anche gli ultimi decenni. L’ultimo intervento è terminato nel 2012. Il palazzo Mengoni Ferretti è stato nel tempo oggetti di diversi interventi di ristrutturazione, restauro e adeguamento, che non hanno però mai dato una risposta definitiva alle esigenze strutturali dell’edificio e funzionali della biblioteca.
Gli interventi più recenti hanno riguardato, nel 2003/2005, il restauro della facciata e della Porta San Pietro, conosciuta dai più come Arco di Carola, collegata al palazzo, e la revisione parziale della copertura. Successivamente è stato necessario l’adeguamento alla normativa antincendio e al miglioramento dell’accessibilità, che è diventato però anche occasione per una revisione completa della logistica della struttura della biblioteca, per renderla rispondente alle mutate esigenze di fruizione e consultazione, dopo l’avvento della multimedialità e del digitale. L’intervento, concluso nel 2012, ha comportato la chiusura temporanea della biblioteca, completamente interdetta al pubblico nel 2019 per una nuova messa a norma antincendio. Da quest’ultima chiusura è derivato il progetto attualmente in esecuzione, che quindi nasce dalla necessità di una serie di adeguamenti antisismici ma si sviluppa in una serie di opere che affrontano in modo organico sia le criticità sia i temi della rifunzionalizzazione dell’edificio in chiave moderna, considerate in particolare le nuove esigenze di fruibilità di questo tipo di contenitori culturali.
Come sarà la biblioteca dopo i lavori
L’edificio della biblioteca Benincasa si sviluppa sulle diverse pendenze della parte in salita di piazza del Plebiscito, piazza del Papa per gli anconetani, fino ad arrivare alla soprastante parte pianeggiante di via Bernabei. Dopo i lavori il piano seminterrato ospiterà l’ingresso (da piazza del Papa), uno spazio per esposizioni, un locale tecnico, i servizi igienici e il primo livello della torre libraria. Al piano terra, aperto su un diverso livello di piazza del Papa, sono previsti un ingresso accessibile, una reception, caffetteria, guardaroba, sala lettura informale per sezione novità/attualità, emeroteca, deposito per conservazione, servizi e torre libraria. Al piano terra al livello di via Bernabei si apriranno due ingressi destinati esclusivamente al personale, sala conferenze ed eventi, deposito sala conferenze, uffici, deposito per conservazione, stanza del custode, servizi e torre libraria. Al primo piano ci saranno la reception per i ragazzi, la biblioteca per bambini e ragazzi, il deposito per la conservazione, servizi e torre libraria. Il piano secondo, con le sue sale affrescate e i soffitti stuccati attualmente in fase di restauro, ospiterà sale lettura con libri a scaffale aperto, stanze musealizzate, il deposito per la conservazione dei libri, i servizi. Nel sottotetto, con un terrazzo a tasca che si affaccia sui tetti della città, sarà collocata la centrale di climatizzazione. La torre libraria tornerà alla sua funzione di deposito di libri ad alta rotazione.


Margherita Rinaldi





