Ciclopedonale del Conero risanata, ora un piano di manutenzione stabile


Prossimi all’avvio della stagione estiva, i lavori di manutenzione straordinaria della ciclopedonale del Conero sono stati completati. Il percorso inaugurato nell’aprile del 2024, undici chilometri tra Ancona e Portonovo nel territorio del Parco del Conero tra piante, vigneti e scorci di mare, con una pendenza accessibile alle famiglie con bambini e accessi corrispondenti alle fermate dei bus che consentono di ridurre il tragitto usando il mezzo pubblico per il rientro, è stato ripristinato dal Comune con i propri mezzi e i propri dipendenti dopo i cedimenti del fondo causati dalle acque meteoriche nell’arco della stagione invernale. È però nei prossimi mesi che si definirà un cambiamento importante: la manutenzione della ciclopedonale sarà affidata a una ditta esterna dedicata, con un contratto strutturato di tre anni.

Dentro il Parco del Conero

Per il ripristino sono stati applicati materiali inerti, cioè privi di componenti organiche o chimiche attive, scelti in conformità con le prescrizioni dell’ente Parco: dentro un’area naturale protetta i materiali da costruzione devono essere compatibili con l’ecosistema e ridurre al minimo il rischio di alterazioni del suolo. Sono stati eseguiti anche sfalci mirati dove la vegetazione aveva creato situazioni di pericolo per chi transita, nel rispetto dell’equilibrio del contesto. Nei punti ancora critici permane la segnaletica di avviso.

Manutenzione strutturata e presenza continuativa

Nei prossimi mesi la ciclopedonale sarà dunque affidata per tre anni, con possibilità di estensione a quattro, a una ditta esterna che si occuperà della manutenzione in modo continuativo. A regime, il piano prevede la sistemazione dei fossi laterali e dei canali trasversali per ridurre il flusso delle acque superficiali, causa principale del deterioramento del fondo.

«La manutenzione della ciclopedonale del Conero – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini – è un impegno che questa Amministrazione si è assunta con continuità, perché un percorso di undici chilometri dentro un parco naturale protetto non si conserva con interventi invasivi: richiede materiali compatibili con l’ecosistema, tempi calibrati sulle condizioni del terreno e una presenza costante nel tempo. È la natura stessa del luogo a dettare le regole, e noi le rispettiamo. Questo vale anche per chi frequenta il parco: la convivenza tra fruizione e tutela dell’ambiente passa dalla consapevolezza di trovarsi in un contesto delicato. La ciclopedonale è un collegamento reale tra la città e il mare, a disposizione di residenti e turisti, e tenerla efficiente è una responsabilità che non si esaurisce con un singolo cantiere. Guardo poi a questo intervento come a un primo passo verso qualcosa di più ambizioso: entro poco più di un anno, grazie al sentiero previsto dal programma ITI Portonovo, sarà possibile raggiungere la baia direttamente a piedi: sarà un tracciato che si allunga fino al mare».

Un metodo che unisce mare e città

La stessa logica, manutenzione strutturata e presenza continuativa, vale per la rete urbana. La Giunta ha approvato nelle scorse settimane un Accordo Quadro triennale, estendibile a quattro anni, del valore complessivo di 3,38 milioni di euro, suddiviso in cinque lotti affidati a operatori distinti, per un servizio di pronta manutenzione della rete stradale e pedonale sull’intero territorio comunale. Il piano è finanziato attraverso il piano IMU-TASI, strumento che utilizza entrate comunali legate alla fiscalità immobiliare per finanziare interventi diffusi di manutenzione e sicurezza urbana in modo flessibile lungo l’intero arco temporale. Gli interventi saranno attivati sulla base delle condizioni reali della rete viaria, senza una localizzazione predefinita, e includono sia rifacimenti strutturati di pavimentazioni, marciapiedi, segnaletica e manufatti stradali, sia manutenzioni puntuali. Il sistema consente l’avvio di lavori urgenti entro 24 ore dall’ordine di servizio. La Direzione lavori coordinerà i contratti applicativi e gli ordini di intervento, traducendo le segnalazioni e le verifiche sul campo in azioni concrete.

«Con questo piano – dichiara Tombolini – attiviamo un servizio stabile di pronta manutenzione che cambia il modo di intervenire sulla rete stradale. Si tratta di un sistema organizzato che dovrebbe garantire interventi rapidi, soprattutto nelle situazioni di maggiore criticità».

Margherita Rinaldi

L’ex Cobianchi torna alla città: aula studio e workshop trovano casa in piazza Roma


I locali dell’ex Cobianchi sotto piazza Roma stanno per riaprire come aula studio. I lavori di allestimento di questo grande spazio per gli studenti al centro di Ancona sono quasi conclusi: la ristrutturazione degli ambienti e la realizzazione degli impianti sono già completate, nelle prossime settimane si ultimano i sistemi di videosorveglianza, gli allarmi e gli arredi. L’apertura è prevista per maggio.

Lo spazio potrà accogliere fino a 130 persone e nasce, appunto, con la vocazione principale di aula studio, ma è progettato per un utilizzo più ampio: incontri, iniziative, eventi. Gli orari saranno definiti e comunicati nelle prossime settimane, con un’estensione sicura fino alla sera inoltrata.

Il progetto rientra nel programma “Aule Aperte”, finanziato da Fondazione Cariverona con 180 mila euro a cui si aggiunge un cofinanziamento comunale. Il programma prevede anche nuovi spazi studio nei quartieri Piano San Lazzaro, Torrette e nella zona di via Veneto, con l’obiettivo di costruire una rete cittadina di luoghi dedicati agli studenti.

«Questa apertura — dichiara l’Assessore alle Politiche universitarie Marco Battino — risponde a una richiesta concreta degli studenti, che chiedono più spazi per studiare in città. Allo stesso tempo rappresenta un modo nuovo di vivere il centro, rendendolo più dinamico e frequentato anche nelle ore serali. Piazza Roma, sede del Rettorato storico, ora in fase di ristrutturazione, si arricchisce così di una funzione stabile dedicata agli studenti che vivono e studiano in città».

Next Job

La vocazione polifunzionale dello spazio emergerà subito. Il 27 maggio, dalle 16.30 alle 18.30, l’ex Cobianchi ospiterà un workshop gratuito rivolto alle aziende, in cui verrà presentata la nuova configurazione dell’Informagiovani come agenzia per il lavoro. È il primo degli appuntamenti previsti nello spazio, ed è anche la premessa dell’evento principale: il 28 maggio, in piazza Roma, si svolgerà “Next Job – Il tuo prossimo lavoro”, la giornata dedicata all’incontro diretto tra candidati, imprese, agenzie per il lavoro e centri per l’impiego, con colloqui, orientamento individuale, revisione dei curricula e simulazioni di selezione.

Per “Next Job”, le imprese e gli altri soggetti interessati a partecipare e a presentare le proprie opportunità occupazionali devono inviare la candidatura entro le ore 10 del 6 maggio all’indirizzo info@informagiovaniancona.com, allegando il modello scaricabile dall’albo pretorio online (determinazione dirigenziale 985/2026 del 20 aprile 2026). La partecipazione dei giovani è libera e gratuita. Per informazioni: Servizio Informagiovani di Ancona, telefono 071 54954.

Informagiovani diventa agenzia per il lavoro

Alla base di questo evento c’è una trasformazione strutturale dell’Informagiovani. La Giunta comunale ha approvato la delibera che avvia l’iter per l’iscrizione del servizio all’Albo nazionale delle Agenzie per il lavoro, nella sezione riservata ai soggetti pubblici. L’iscrizione formalizza e potenzia attività già svolte, riconoscendole all’interno del sistema nazionale delle politiche attive del lavoro. In concreto, Informagiovani potrà svolgere funzioni di intermediazione, orientamento e supporto all’inserimento occupazionale: un giovane potrà ricevere aiuto nella ricerca attiva, essere orientato tra le opportunità disponibili e partecipare a momenti strutturati di incontro con le imprese; un’impresa potrà segnalare le proprie esigenze, cercare profili e entrare in contatto con candidati.

«Informagiovani evolve e si struttura come uno spazio ancora più operativo, capace di mettere in relazione competenze, aspirazioni e bisogni delle imprese — afferma l’Assessore Battino —. È una scelta che tiene insieme orientamento, formazione e occupazione, con un approccio pubblico, accessibile e senza finalità di lucro. In questo modo il Comune si assume una responsabilità diretta nel creare occasioni reali, costruendo un ponte tra giovani e mondo del lavoro».

Margherita Rinaldi

Palermo Giangiacomi, molto più che autore vernacolare

Se gli anconetani di recente hanno scoperto le tante, sconosciute, sfaccettature del concittadino Palermo Giangiacomi, detto “D’Artagnan” – autore del celeberrimo lavoro vernacolare “L’imbriago” che mio nonno, ricordo, mi portò a vedere al Teatro Sperimentale quando ero bambina- lo devono al Lions Club Ancona Host che a fine marzo ha regalato alla città una conferenza- spettacolo partecipatissima alla Mole Vanvitelliana. L’evento, curato nei minimi dettagli, è inserito nell’ambito delle celebrazioni per il 70° anniversario del Lions Club, molto attivo e propositivo nel recupero e nella divulgazione della storia del capoluogo, di quella Ancona che non c’è più e che in tanti non conoscono. Il progetto “Il poeta e la città”, dedicata al poeta e commediografo anconetano Palermo Giangiacomi prende le mosse dalla ricerca condotta e confluita in un volume del giovane storico Michele Servadio, che è stato anche il conduttore dell’evento. I partecipanti, numerosi e molto interessati, hanno avuto l’occasione di ascoltare alcune fra le composizioni poetiche più intense e liriche del nostro autore, sia in italiano sia in vernacolo anconitano, oltre ad assistere ad alcuni frammenti di sue celebri opere teatrali come “L’assediu di Ancona” e il già citato “L’imbriago”, messi in scena per l’occasione da alcuni attori della compagnia teatrale “J’amici de Candia”. Una commedia la seconda, che è stata scritta non solo per divertire ma anche -ha spiegato Servadio che ha fatto luce su tantissimi aspetti della vita e della produzione di Giangiacomi- per mettere all’indice, ridicolizzandola, una piaga di inizio Novecento, presente soprattutto nelle città portuali come Ancona, l’alcolismo.

Bada che Ancona, a qui, è bel’ un bel po’! | Guarda che panorama che se vede, | coi campi, i monti, el mare de lagió!… | Pure, che sia coscì, non ce se crede.  (da Ancona, in Opere scelte, Gilberto Bagaloni Editore)

Nato nel capoluogo dorico da un’umile famiglia del Rione San Pietro negli anni Settanta dell’Ottocento, Giangiacomi è stato un autore profondamente legato alla sua città, del quale divenne interprete come pochi altri. Considerato insieme a Duilio Scandali e Francesco Scarabicchi tra i più influenti poeti anconetani del XX secolo, oggi la sua figura è (quasi) caduta nell’oblio. Nato – si accennava- in una famiglia poverissima e per questo costretto ad abbandonare gli studi, ebbe una vita avventurosa che lo portò, dopo essersi avvicinato agli ambienti anarchici e repubblicani, a partire volontario per combattere a fianco dei greci nella guerra greco-turca. Tornato ad Ancona, fece i lavori più disparati per mantenersi, fra cui lo strillone di giornali, il carpentiere, il pesatore di carbone al porto e il pescatore, iniziando parallelamente a studiare da autodidatta con libri presi in prestito dalla biblioteca comunale. A quel periodo risalgono i suoi primi sonetti, dati alle stampe nel 1901 con il titolo di ‘Avemarie e tramonti’, cui si affiancarono ben presto le prime composizioni in vernacolo, registro linguistico che consentiva a Giangiacomi di potersi rivolgere con maggiore naturalezza a quel variopinto mondo popolare in cui era cresciuto e che rappresentava il suo pubblico d’elezione. In seguito divenne anche giornalista, collaborando a numerose testate locali, come Il Moschettiere, Il Lucifero e L’Ordine. Nel 1904 ottenne i primi successi commerciali dando alle stampe i suoi più celebri componimenti letterari, tra cui nel 1909 “L’imbriago “. Ferito al fronte durante la guerra del 15-18, tornò ad Ancona dove divenne direttore della Biblioteca comunale e l’intellettuale più influente della città, continuando a pubblicare opere fino a pochi anni prima della morte, tra cui l’ultima ‘Storie e sturiele’, accompagnata da un saggio intitolato ‘Il vernacolo anconitano’ in cui spiegava l’origine e l’importanza della forma dialettale all’interno del panorama poetico nazionale.

Ascoltare le sue poesie significa ascoltare la storia di Ancona, ricordare il suo passato e riportare alla luce il folclore cittadino.

L’evento, organizzato dal Lions Club Ancona Host con il patrocinio del Comune di Ancona, della Deputazione di Storia Patria per le Marche e dell’Accademia di Oplologia di Ancona, è stato ideato e curato da Michele Servadio e ha visto la collaborazione di Marco Burini, Milena Costantini, Giorgio Ferroni, Rossano Ferrucci, Andrea Micheli, Massimo Parisi, e Luca Vignoni.

Federica Zandri

Ancona è Capitale italiana della Cultura 2028



Il 18 marzo, poco prima di mezzogiorno, il nome di Ancona viene letto ad alta voce dal Ministro Alessandro Giuli nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura. In città la diretta è accesa ovunque. L’orgoglio cittadino è un sentimento nuovo per Ancona, ma c’è, e si sente, come pure le domande. Cosa succede adesso? La città cambierà davvero? E soprattutto: cosa vorrà dire, tra quattro anni, aver vinto? Sono domande giuste. Meritano risposte precise. Perché il titolo di Capitale italiana della Cultura è un punto di partenza.


Cosa è, e cosa non è, una Capitale della Cultura

Il titolo di Capitale italiana della Cultura viene assegnato dal Ministero della Cultura a una città italiana per un anno. Nel caso di Ancona, il 2028. Con il titolo arriva un contributo ministeriale di un milione di euro e, soprattutto, un sistema di monitoraggio che segue nel tempo l’attuazione dei progetti presentati nel dossier di candidatura. Fondi e processi che mobilitano altri fondi, cofinanziamenti e buone pratiche e quindi si pongono alla base di una rete virtuosa.
Quindi non è un festival, che si svolge in un tempo limitato. E’ un programma complesso che costruisce infrastrutture, reti, abitudini. E sono quelle a determinare se una città, dopo l’anno del titolo, è davvero diversa da prima.
Le esperienze delle Capitali precedenti lo mostrano con chiarezza, ognuna a modo suo.
Le esperienze delle Capitali precedenti mostrano con chiarezza come il titolo agisca da catalizzatore per trasformazioni strutturali e sociali, pur adattandosi alle specificità dei singoli territori.

Parma, insignita del titolo per il 2020, è stata la prima città nella storia del programma a beneficiare di una proroga del riconoscimento fino al 2021 tramite decreto governativo a causa dell’emergenza pandemica. Il biennio ha consolidato un modello di governance basato sul partenariato pubblico-privato, guidato da una cabina di regia che ha unito il Comune, l’Unione degli Industriali e l’associazione “Parma io ci sto!”. Questa sinergia ha prodotto un’eredità strutturale focalizzata sulla responsabilizzazione degli attori locali e sull’acquisizione di nuovi sistemi stabili di monitoraggio per la gestione delle attività culturali. Procida (2022) ha centrato il suo progetto sul claim “La cultura non isola”, promuovendo la cultura come infrastruttura per l’inclusione sociale e la rigenerazione urbana. Nonostante le limitazioni fisiche dell’isola, l’anno della nomina ha registrato un record di flussi con 549.000 arrivi ufficiali, portando a una crescita strutturale del settore extra-alberghiero che ha raggiunto i 2.500 posti letto. L’esperienza è stata documentata come uno “stress test” per la resilienza del territorio, lasciando in eredità una nuova percezione del bene comune e l’adozione di modelli di accoglienza turistica sostenibile integrati nelle politiche regionali. Bergamo e Brescia, nominate congiuntamente per il 2023 tramite un decreto straordinario in risposta alla crisi del 2020, hanno fondato il loro dossier sul tema della “Cultura come cura”. L’anno della Capitale ha generato una crescita straordinaria dei flussi turistici, con un incremento delle presenze del 30% e delle visite del 65% rispetto al 2019, anno record precedente. La vera eredità dell’iniziativa risiede nel rafforzamento della rete inter-istituzionale, con il 70% dei progetti nati dalla collaborazione diretta tra enti dei due territori, ponendo le basi per una piattaforma metropolitana integrata. Pesaro (2024) ha declinato il tema “La natura della cultura” attraverso un programma diffuso che ha coinvolto 50 comuni della provincia nel progetto “50×50 Capitali al quadrato”. I dati consuntivi certificano un forte impatto attrattivo con oltre un milione di presenze turistiche, segnando un aumento del 15% delle notti trascorse rispetto all’anno precedente. L’eredità del 2024, sintetizzata nel manifesto “Coltiva la Capitale”, punta alla continuità operativa delle reti nate tra istituzioni, imprese e cittadini, trasformando il metodo di co-progettazione provinciale in una prassi stabile di sviluppo.
Quattro esperienze diverse, alcune nate da circostanze eccezionali, che convergono però su un punto: il successo si misura sulla capacità di costruire qualcosa che resti: relazioni, spazi, pratiche, reti. La visibilità mediatica è una conseguenza, più che un obiettivo.


“Questo. Adesso.” – Cosa dice il dossier vincitore

Il titolo del dossier è una frase del poeta anconetano Francesco Scarabicchi, tratta da Una città di scoglio: “È il tempo necessario di scegliere, di abitare, di coniugare passato, presente e futuro. Questo adesso è un tempo che chiede di essere vissuto, abitato, condiviso”. È una dichiarazione di metodo: il dossier descrive una città reale, con le sue stratificazioni, le sue contraddizioni, le sue energie già presenti, e propone di metterle in relazione in modo nuovo.
Il progetto si articola in quattro direttrici.
Questo Mare assume il porto e il waterfront come spazio culturale. La Mole Vanvitelliana diventa hub di produzione e incontro tra linguaggi diversi. Il porto storico si apre alla città attraverso percorsi, eventi e nuove modalità di fruizione. Il mare smette di essere sfondo e diventa struttura dell’esperienza urbana.
Via Maestra costruisce una continuità tra porto, centro storico e acropoli. Pinacoteca, Museo Archeologico, Teatro delle Muse, Biblioteca Benincasa entrano in relazione lungo un percorso che rende leggibile la città come sistema.
Adesso Parco introduce il paesaggio come esperienza culturale. Il Conero, nel suo percorso verso il passaggio a Parco nazionale, entra in una rete di percorsi e attività che tengono insieme ambiente e vita urbana. La città-parco è una forma concreta di organizzare gli spazi e i tempi della città.
Mare Culturale si concentra sulla produzione contemporanea e sui linguaggi artistici nelle loro diverse declinazioni. La musica, dalle istituzioni concertistiche alle progettualità più sperimentali, rappresenta uno degli assi portanti, insieme alle arti visive, al teatro, alla danza e alle pratiche interdisciplinari. Il dossier valorizza un insieme già strutturato di soggetti riconosciuti dal Ministero della Cultura e dalla Regione Marche, tra enti dello spettacolo dal vivo, istituzioni musicali, festival e realtà associative, che operano stabilmente sul territorio e garantiscono continuità, qualità e capacità produttiva. Su questa base si innestano nuove progettualità legate alle arti digitali, alla formazione e ai processi di co-produzione, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Mare Culturale mette così in relazione un sistema culturale consolidato con le forme emergenti della produzione artistica, costruendo un ambiente in cui tradizione e innovazione si alimentano reciprocamente.
Sono quattro direttrici che non dividono la città in settori ma la attraversano per connessioni. La scommessa del dossier: Ancona c’è, ma deve essere messa a sistema.


I luoghi

Il programma si radica in una geografia precisa. La Via Maestra è l’asse ordinatore del progetto e coincide con la linea storica che struttura Ancona, dal porto all’acropoli. Nel dossier viene definita come dispositivo di connessione che rende continuo ciò che oggi appare frammentato: il fronte mare, il sistema museale, i teatri, gli spazi della conoscenza, fino al punto più alto della città. Non si tratta solo di un percorso fisico, ma di una sequenza riconoscibile di luoghi e funzioni che vengono messi in relazione attraverso interventi puntuali, segnaletica, programmazione culturale e modalità di fruizione integrate. La Via Maestra riattiva un tracciato che appartiene alla storia urbana di Ancona e lo traduce in esperienza contemporanea, rendendo leggibile la città come sistema culturale continuo e attraversabile.
La Mole Vanvitelliana è destinata a consolidarsi come centro creativo e spazio di produzione. Conterrà anche il Museo della Civiltà dell’Adriatico, un presidio culturale capace di tenere insieme identità adriatica, paesaggio e visione internazionale, affidato alla direzione artistica di Dante Ferretti, scenografo tra i più premiati al mondo, tre Oscar alla carriera, maceratese ma anconetano per l’affetto e la storia professionale che lo legano alla città. Accanto alla Mole, anche Porta Pia entra in un percorso di riqualificazione che ne rafforza il ruolo di accesso simbolico alla città, in relazione con il fronte mare e il porto storico. Il Museo Tattile Statale Omero, all’interno della Mole Vanvitelliana, costituisce l’elemento trasversale del progetto Ancona 2028, perché introduce un principio che attraversa tutte le direttrici del dossier: l’accessibilità come chiave di lettura della cultura: non adattamento, ma standard. In questo senso, la sua presenza rafforza la coerenza del progetto e ne qualifica il profilo a livello nazionale e internazionale. Il Museo Omero lavora da anni su un modello che mette al centro il rapporto diretto con l’opera, attraverso il tatto, l’ascolto e la mediazione, ampliando le modalità di fruizione e superando le barriere sensoriali. Questo patrimonio di competenze entra nel progetto come elemento strutturale, per dialogare con i luoghi, i linguaggi e le pratiche artistiche contemporanee.
Il porto viene assunto come uno dei luoghi centrali del progetto: piattaforma culturale oltre che infrastrutturale, capace di ospitare eventi, percorsi e nuove forme di fruizione lungo il waterfront.
Le piazze sono rilette come spazi di programmazione. Piazza Cavour come arena per concerti ed eventi. Piazza della Repubblica, oggetto di trasformazione urbanistica, assume nuova identità anche attraverso la dedica al tenore dorico Franco Corelli. Piazza del Plebiscito e le altre piazze cittadine entrano nel sistema come spazi diffusi per iniziative culturali e momenti pubblici.
Il Parco del Conero entra nel progetto come elemento strutturale del rapporto tra città e paesaggio. Il suo percorso verso il riconoscimento come Parco nazionale introduce una prospettiva che supera la dimensione locale e colloca questo sistema naturale in un quadro di rilevanza più ampia. Falesie, sentieri, aree protette e affacci sul mare diventano parte di un’esperienza culturale che tiene insieme tutela, fruizione e racconto del territorio. Nel dossier, il Conero non è solo sfondo paesaggistico, ma dispositivo attivo che connette ambiente, cultura e qualità della vita, contribuendo a definire una forma concreta della città-parco e rafforzando il legame tra dimensione urbana e sistema naturale. Al suo interno si inserisce anche la valenza del Parco del cardeto di Ancona, polmone verde e luogo stratificato di memoria, che entra pienamente nel sistema culturale come spazio di attraversamento, racconto e attività, in continuità e in una prospettiva di inclusione all’interno del Parco del Conero.
Il Teatro delle Muse, sede di Marche Teatro, soggetto attuatore del programma, è al centro della produzione artistica e performativa. Marche Teatro, proprio in qualità di soggetto attuatore, assume una funzione operativa centrale nella realizzazione del programma. A questo livello si collocano il coordinamento delle produzioni, la gestione dei processi organizzativi e il raccordo tra i diversi soggetti coinvolti. “Questa scelta ci ha consentito – spiega l’assessore alla Cultura Marta Paraventi – di ottimizzare risorse e qualità, senza ricorrere alla creazione di un nuovo ente dedicato”, vista l’eccellenza di Marche Teatro. La struttura di teatro nazionale consente infatti di mettere a disposizione competenze artistiche, tecniche e produttive già consolidate, che diventano infrastruttura per l’attuazione del dossier. Il ruolo si estende oltre la programmazione teatrale e contribuisce alla costruzione di un sistema di produzione culturale continuo, capace di sostenere nel tempo l’intero impianto di Ancona 2028. Accanto a questo, gli spazi teatrali e culturali diffusi costruiscono una rete attiva lungo tutto l’anno.
L’Università Politecnica delle Marche è una costellazione di luoghi dentro la città. La sua presenza è stata riconosciuta esplicitamente nella motivazione ufficiale del titolo: ricerca, formazione, attenzione ai giovani come assi che qualificano il progetto e ne ampliano la portata.


Il Museo della Civiltà dell’Adriatico

Vale la pena fermarsi su questo punto, perché il Museo della Civiltà dell’Adriatico è uno dei progetti di prospettiva più lunga del dossier.
Dante Ferretti ha firmato le scenografie di Fellini e di Scorsese, ha vinto tre Oscar per The Aviator, Sweeney Todd e Hugo Cabret. Ha lavorato con i più grandi registi del mondo per cinquant’anni. È profondamente legato ad Ancona. E ha accettato di portare la sua visione dentro questo progetto.
Il Museo nasce dall’idea che il Mediterraneo e l’Adriatico abbiano una civiltà propria, fatta di scambi, di rotte, di culture che si sovrappongono e si trasformano. Ancona come città-ponte, come ha indicato il Sindaco Silvetti nella presentazione del dossier, trova in questo progetto la sua declinazione più concreta: un luogo capace di raccontare quella posizione geografica e culturale come identità, e di renderla visibile su scala internazionale.


I giovani sono attori, non destinatari

La compagnia di giovani attori che ha aperto la presentazione del dossier a Roma non era lì come simbolo, ma come soggetto. Il dossier costruisce una relazione stabile tra sistema universitario, scuole e istituzioni culturali, e soprattutto mette i giovani al centro come produttori di cultura e non solo come pubblico da raggiungere.
Arti contemporanee, musica, arti digitali, linguaggi ibridi, sono spazi in cui le nuove generazioni entrano nella programmazione con voce propria. Gli spazi culturali, i teatri, le piazze, il waterfront e i parchi diventano ambienti pensati per una partecipazione ampia e continuativa. Le politiche legate all’economia della notte e alle forme di aggregazione urbana entrano nel quadro.
Il testo di proclamazione cita i giovani esplicitamente. È un indicatore su cui il programma verrà misurato.


La dimensione economica

C’è una parte della domanda iniziale — cosa cambierà davvero? — che riguarda la città in senso materiale.
Le esperienze precedenti mostrano che il titolo produce effetti economici misurabili, e non solo sul turismo. A Procida il fatturato delle imprese legate alle attività artistiche e all’intrattenimento è cresciuto del 45% tra il 2019 e il 2021, quello delle imprese di trasporto del 39%, e questo prima ancora dell’anno del titolo, per effetto della sola proclamazione. Bergamo e Brescia hanno visto raddoppiare gli accessi agli info point turistici e crescere del 40% le presenze rispetto all’anno precedente.
Per Ancona l’effetto atteso opera su più livelli. La produzione culturale si amplia e si struttura: si tende concretamente a un sistema di programmazione annuale che dà continuità agli operatori del settore. Il porto, il waterfront, la Via Maestra sono spazi culturali che attraggono un profilo di visitatore diverso da quello balneare, con ricadute su tutta la filiera dell’accoglienza. Il Museo della Civiltà dell’Adriatico, se realizzato nei tempi previsti, introduce un attrattore permanente di scala nazionale e internazionale.
Accanto a questo, la costruzione del Sistema della Cultura cittadino, avviata con una recente deliberazione della Giunta, punta a creare un coordinamento stabile tra operatori culturali, istituzioni e sistema economico. In molte città che hanno attraversato questo percorso, la fase di preparazione alla Capitale ha prodotto un ecosistema culturale più maturo, con relazioni pubblico-privato più consolidate, che ha continuato a funzionare anche dopo la fine dell’anno del titolo.


Cosa determinerà il successo

Il dossier definisce obiettivi, tempi, strumenti e indicatori, il Ministero monitora. Organizzare eventi è necessario ma non sufficiente: bisognerà realizzare interventi, attivare luoghi, costruire relazioni operative.
Il successo dipenderà dalla tenuta del sistema di soggetti che ha costruito la candidatura: Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche, Università Politecnica delle Marche, Marche Teatro, istituzioni culturali, associazioni, operatori del territorio: oltre 80 progettualità e un sistema ampio di partner pubblici e privati. La coralità che ha vinto il titolo si prepara ad affrontare la fase operativa, che è sempre più faticosa della fase progettuale. La chiave di volta è la costruzione del Sistema della Cultura cittadino: una struttura stabile di coordinamento capace di mettere in relazione progettualità diverse e sostenere un partenariato pubblico-privato continuativo.
“Questo. Adesso.” è un titolo che impegna. Il tempo necessario per scegliere, abitare,  coniugare passato, presente e futuro è il tempo che Ancona ha davanti. A questo punto, il passaggio riguarda tutti. Il dossier non è un documento per addetti ai lavori, ma una base aperta che chiama in causa istituzioni, operatori culturali, imprese, università, associazioni e cittadini, una presenza corale che garantisce la qualità del percorso. La lettura integrale del dossier è il primo strumento per per partecipare: https://ancona-api.municipiumapp.it/s3/223/allegati/dossier-ancona-capitale-2028.pdf


La rete dei soggetti che ha costruito la candidatura

Il progetto è promosso dal Comune di Ancona, Università Politecnica delle Marche, Regione Marche e ANCI Marche, con numerose adesioni istituzionali tra cui: Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Arcidiocesi Ancona-Osimo, Camera di Commercio Marche, Fondazione Marche Cultura, Confindustria Provincia di Ancona, Parco Regionale del Conero, Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, Forum delle Città Adriatico Ioniche, Associazione Riviera del Conero, e città partner come Spalato, Dubrovnik, Zara e Venezia. Il dossier, con un budget culturale previsto di 7 milioni di euro gestito dall’Ente attuatore Marche Teatro, integra strategie UE e innovazione digitale.

Ancona. Questo adesso è stato ideato da una direzione di candidatura composta da: Marta Paraventi direzione culturale e governance istituzionale, Viviana Caravaggi direzione amministrativa, Anghela Alò direzione creativa e progettazione, Paolo Clini innovazione digitale e università, Barbara Toce strategia europea e relazioni con i programmi UE. Un racconto identitario tra memoria e innovazione che attraverso nuovi linguaggi digitali e narrativi reinterpreta il patrimonio storico e artistico di Ancona.

Margherita Rinaldi

Al via la nuova stagione crocieristica, il primo sbarco venerdì 3 aprile


Quarantacinque approdi crocieristici (cinque in più dello scorso anno), dei quali trenta MSC e gli altri di differenti compagnie in date e orari variabili. La stagione crocieristica MSC comincia venerdì prossimo però in orario inconsueto e una tantum (il 3 aprile dalle 8 alle 18) e prosegue fino al 23 ottobre con orario dalle 14 alle 20,30 tutti i venerdì. Da ricordare comunque la prima toccata dell’anno con la Viking Star lo scorso 19 febbraio. La stessa nave concluderà la stagione crocieristica il 6 dicembre 2026.

L’Amministrazione comunale, in collaborazione con Autorità portuale e Arcidiocesi Ancona-Osimo, ha messo in piedi anche quest’anno uno sforzo non indifferente per svolgere al meglio l’accoglienza ai visitatori. In particolare l’azione è stata indirizzata su due direttrici: 1) l’ampliamento degli orari delle chiese, consentendo finalmente l’adozione dell’orario continuato tutti i giorni in Cattedrale (eliminando quindi tutti i giorni la pausa pranzo dalle 12 alle 13) con attenzione particolare agli approdi crocieristici ma andando incontro, evidentemente, a tutti gli altri flussi turistici in arrivo ad Ancona; 2) razionalizzando l’accoglienza ai crocieristi, in precedenza svolta in siti diversi e in questa stagione concentrata esclusivamente nel terminal crociere.

A partire da venerdì 3 aprile il personale comunale incaricato, è operativo per svolgere l’accoglienza a beneficio dei crocieristi indirizzando i visitatori specialmente verso il centro storico, in particolare verso la Portella Santa Maria e Palazzo degli anziani, sede del futuro Urban center. In occasione degli approdi MSC si svolgerà anche la visita guidata (gratuita e a cura di guide turistiche professionali) nel contesto del programma “Scrigni sacri schiusi” messo a punto in collaborazione con l’Arcidiocesi Ancona-Osimo (solo venerdì 3 alle 9,30, di norma alle 15). La guida accompagnerà i turisti delle crociere MSC (ma anche cittadini o visitatori provenienti da flussi differenti) alla scoperta di chiese e piazze del centro storico fino agli arazzi rubensiani del museo Diocesano. Non è necessaria la prenotazione.

Operativo in concomitanza anche il trenino turistico, con appuntamento davanti a Santa Maria della piazza a beneficio di crocieristi, turisti provenienti da altri flussi e cittadini. Aperti venerdì anche l’anfiteatro romano con visite guidate dalle 14 alle 18 (a pagamento, 8 euro il biglietto intero e 2 il ridotto, comprendente anche la visita al Museo archeologico nazionale, aperto dalle 8,30 alle 19,30) e la Pinacoteca civica “Francesco Podesti” (orari 10-13-15-18).

Questi invece gli orari delle chiese:

Cattedrale di San Ciriaco: dal 1° aprile al 19 giugno: dal lunedì al venerdì ore 8 -19;

– sabato 8 -12 e 15 -19; domenica 8-13 e 15.30-19;

– invece da sabato 30 maggio a sabato 26 settembre, ore 8 -19 anche di sabato e domenica (quindi lunedì – domenica 8-19).

Santa Maria della Piazza: da venerdì 3 aprile (e in concomitanza con il calendario crocieristico) da martedì a domenica 8.30 – 12.30 e 16 -18.30 (orario continuato 8.30-18.30 il venerdì e le altre giornate degli sbarchi).

da venerdì 22 maggio fino a domenica 6 settembre, da martedì a domenica orario continuato 8,30-18,30;

da martedì 8 settembre riprende l’orario spezzato da martedì a giovedì mentre da venerdì a domenica e giornate degli approdi, orario continuato 8,30-18,30.

Chiesa del Gesù: a partire da venerdì 3 e fino al 23 ottobre, da martedì a venerdì 16 -19; sabato e domenica 16-18.30.

E questi infine gli orari del Museo Diocesano e del Museo Omero:

Museo Diocesano Mons. Cesare Recanatini, a fianco della Cattedrale, apre solitamente il sabato e la domenica, ma il giorno di Pasqua sarà chiuso e il lunedì di Pasquetta aperto (orari: 09.30 – 12.00 / 15.30 – 18.30). Ingresso libero con visite guidate.

Museo Tattile Statale Omero, alla Mole Vanvitelliana di Ancona è aperto dal martedì al sabato (15-18) e la domenica/festivi (10-18). Dal 1° aprile al 31 ottobre, il venerdì apre anticipatamente alle 14 per favorire la visita dei crocieristi alla Mole.

Sergio Sparapani

Capitale della Cultura 2028: orgoglio collettivo e dichiarazione di futuro


di Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona

La proclamazione di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028 rappresenta l’inizio di una nuova epoca per la nostra città e un’emozione profonda per me e per tutta la nostra comunità. È un orgoglio che appartiene a ogni singolo cittadino, una scintilla che trasforma il nostro senso di appartenenza in un obiettivo collettivo.

Il titolo del nostro dossier, “Questo. Adesso”, non è un semplice slogan, ma una dichiarazione di futuro. Ci dice che il prezioso patrimonio storico è il carburante per accendere il motore del presente. Significa abitare la nostra storia con occhi nuovi, consapevoli che le radici doriche e il prestigio di Ancona “Porta d’Oriente” sono le fondamenta su cui stiamo costruendo la città di domani.

La Commissione ha premiato un progetto solido, capace di declinare la cultura in azioni concrete attraverso quattro direttrici fondamentali, definendolo “eccellente”.

Il Mare: non più solo un confine o un’infrastruttura logistica, ma lo specchio della nostra identità, un ponte verso l’Adriatico e il Mediterraneo.

Il Parco: la valorizzazione dei nostri polmoni verdi, il Conero e il Cardeto, inteso come spazio di benessere e sostenibilità dove la natura si fa cultura.

La Rigenerazione Urbana: un impegno a ricucire il tessuto della città, trasformando spazi dimenticati in centri pulsanti di creatività e incontro.

I Nuovi Linguaggi per i Giovani: la sfida più ambiziosa. Vogliamo che Ancona parli la lingua delle nuove generazioni, offrendo loro spazi di espressione, innovazione digitale e protagonismo culturale.

Questo successo non ha un solo autore: è il frutto di un lavoro di squadra senza precedenti coordinato dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi. Un ringraziamento profondo va alla Regione Marche, che ha creduto fin da subito nel valore del progetto per il capoluogo e per il territorio e all’Anci per il costante supporto: tutta la rete dei Comuni beneficerà di questo titolo.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza gli altri partner d’eccellenza: l’Università Politecnica delle Marche, bussola del sapere e dell’innovazione, e Marche Teatro, eccellenza nazionale che sarà il nostro ente attuatore. Insieme a loro, ringrazio ogni istituzione, associazione e professionista che ha messo il proprio talento al servizio della candidatura.

Sia chiaro: la vittoria non è il traguardo, ma la linea di partenza. Da oggi siamo chiamati a un impegno straordinario. La sfida più grande in città non è solo infrastrutturale, ma culturale: dobbiamo evolvere il nostro modo di accogliere.

Vogliamo che Ancona diventi una città capace di abbracciare il visitatore, di raccontarsi con fierezza gentile e di offrire un’esperienza umana di alto profilo. Ogni cittadino, commerciante e operatore sarà un ambasciatore della nostra bellezza.

Ci aspettano mesi di preparazione intensa affinché il 2028 non sia solo un calendario di eventi, seppure corposo e attrattivo, ma un anno capace di lasciare un’eredità duratura. Lavoreremo per portare la cultura in ogni quartiere e in ogni settore e per consolidare Ancona come capitale del dialogo tra i popoli. Il cammino è tracciato. Siamo pronti ad aprire il cantiere della creatività, del futuro, dell’accoglienza.

Palombina verso la normalità: ultima estate con sversamenti a mare. Al via i lavori


Sarà l’ultima estate di sversamenti a mare, almeno nel tratto di Palombina a ridosso del quartiere di Collemarino. Stanno iniziando i lavori di Viva Servizi volti a risolvere definitivamente l’annosa problematica degli sversamenti a mare in caso di piogge abbondanti che nella stagione estiva determinano l’apertura e la chiusura della balneazione nel tratto di litorale compreso tra Palombina e Falconara.

Il primo cantiere, della durata di poco meno di un anno, segna l’avvio di un ampio progetto di tre lotti sul litorale da Palombina a Falconara; quello che partirà a giorni prevede la realizzazione di un nuovo collettore fognario, da posizionarsi in adiacenza al Fosso della Palombina e una nuova stazione di sollevamento fognario dotata di elettropompe.

“Il cantiere che sta per iniziare porterà alla risoluzione del problema degli sversamenti che affliggono le coste e gli operatori balneari. È un momento di soddisfazione per tutti, dal consiglio di amministrazione ai tecnici” sottolinea Andrea Dotti Presidente di Viva Servizi “sono tanti anni che lavoriamo a questo progetto e finalmente siamo riusciti a metterlo a terra ed avviare i lavori”.

Il nuovo collettore, di lunghezza pari a circa 800 metri, avrà la funzione di convogliare le acque reflue urbane (acque scure) attualmente riversate nel Fosso della Palombina; si sganceranno quindi le acque reflue che saranno convogliate attraverso un nuovo collettore e una stazione di sollevamento sulla fognatura lungo la Flaminia per poi terminare al depuratore di Falconara.

“È stato il primo problema che ho trovato sulla scrivania sette anni fa quando mi sono insediato” aggiunge Moreno Clementi Direttore di Viva Servizi “siamo riusciti a fare questo stralcio del lotto uno, cioè un progetto a parte per dare subito delle risposte, in modo che dall’estate 2027 i cittadini potranno veder diminuiti i disagi nella fruizione della balneazione grazie ai nuovi impianti. È solo l’inizio di un progetto molto più ampio che comprende altre due fasi, in particolare una è al vaglio della conferenza di servizi e porterebbe gli stessi benefici anche a Falconara, per un cantiere che contiamo di iniziare a partire dal prossimo autunno”

A seguito dell’intervento che inizierà in questi giorni e il ripristino del Fosso della Palombina alla sua funzione originaria, verrà superata l’apertura degli scolmatori che oggi provocano i continui divieti di balneazione. I lavori produrranno pertanto un duplice beneficio immediato: da un lato, la rinaturalizzazione del Fosso della Palombina e dall’altro la riduzione del carico idraulico sulla rete fognaria, in quanto le acque naturali del fosso non confluiranno più, come avviene attualmente, nel sistema fognario.

La riduzione del carico idraulico grazie alla separazione delle acque bianche meteoriche, in condizioni di pioggia, comporterà una diminuzione della probabilità di attivazione dello scolmatore, con conseguenti effetti positivi sulla gestione della rete fognaria e sull’ ambiente del litorale.

Marco Loi

Ancona con tutte le Marche per la Cultura: al Ministero il progetto per il 2028


Sono stati i giovani attori della Compagnia Giovani di Marche Teatro, guidata dal direttore Giuseppe Dipasquale, ad aprire nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma l’audizione del Comune di Ancona per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Alzandosi dai loro posti tra il pubblico e raggiungendo il centro della scena, hanno avviato la presentazione con una performance che ha riportato alla voce le parole di Francesco Scarabicchi e Franco Scataglini. Presente in sala con la delegazione anconetana, nel giorno del suo compleanno, il maestro Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico.

Poco prima delle 11 ha preso la parola la delegazione anconetana, seconda a intervenire dopo Anagni e prima di Catania, per illustrare il dossier “Questo. Adesso.”, espressione tratta da un brano di Francesco Scarabicchi e assunta come chiave sintetica della candidatura. Il sindaco Daniele Silvetti ha collocato la proposta come una rotta strategica che intreccia identità storica e visione contemporanea, richiamando la Carta di Ancona e il binomio Città-Porto / Città-Parco come riferimento per un equilibrio strutturale tra sviluppo, paesaggio e cultura, e indicando nella vocazione internazionale, universitaria e nella scelta della gentilezza urbana i punti di riferimento della città.

La presentazione si è svolta alla presenza di una rete ampia e trasversale di soggetti del territorio che hanno contribuito alla costruzione del progetto. A partire dai quattro pilastri – Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche – la candidatura si fonda su un sistema che coinvolge istituzioni culturali, enti di ricerca, fondazioni, operatori economici, associazioni, curatori e progettisti, per un totale di circa ottanta rappresentanti presenti in sala. Tra i soggetti attuatori assume un ruolo centrale Marche Teatro, partner strategico e soggetto attuatore della candidatura, protagonista anche della fase di audizione.

La narrazione del dossier

L’audizione, della durata complessiva di un’ora, è stata costruita come un evento unitario, con una regia coordinata che ha integrato interventi istituzionali, contributi artistici e supporti video. Nei primi trenta minuti è stata illustrata la struttura del dossier come ecosistema culturale articolato in quattro traiettorie: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco, Mare Culturale, direttrici che traducono le caratteristiche storiche e geografiche di Ancona in una proposta di rigenerazione urbana, sociale e produttiva.

L’assessore alla Cultura Marta Paraventi ha richiamato l’impostazione del progetto, nato dalle parole di Scarabicchi e fondato sul mare come riferimento culturale e progettuale, spiegando la connessione tra area portuale e dimensione adriatica, asse degli istituti culturali e scientifici fino al Duomo, integrazione tra Parco del Cardeto e Conero, e sistema della produzione contemporanea che coinvolge giovani e imprese creative. Ha sottolineato l’attenzione a accessibilità e inclusione, con il Museo Tattile Statale Omero come riferimento metodologico, e l’integrazione tra patrimonio materiale e immateriale, innovazione digitale, welfare culturale e processi di rigenerazione urbana.

Il video del regista e musicologo Francesco de Melis ha accompagnato l’esposizione con immagini dedicate al paesaggio urbano e al porto. Alla giuria è stata consegnata anche una copia del dossier in Braille, in coerenza con l’impianto inclusivo del progetto. L’audizione si è conclusa con un contributo video realizzato dallo studio ADV Creativi. Nel corso della presentazione, il direttore creativo Anghela Alò ha illustrato la curatela unitaria dei progetti, il coordinamento tra le diverse linee di intervento e gli strumenti di monitoraggio previsti per garantire misurabilità e continuità.

Il cuore della visione

Per descrivere il cuore della visione sono intervenuti il Sindaco Daniele Silvetti, l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini e il presidente di ANCI Marche Marco Fioravanti. Il sindaco ha ribadito che la candidatura costituisce un piano strategico di sviluppo che riporta la cultura al centro della progettualità urbana, integrando vocazione portuale, sostenibilità ambientale e welfare culturale in un contesto di trasformazione sostenuto da investimenti PNRR, nuovo PUG e sistema dei parchi, con una governance multiattoriale capace di garantire continuità operativa.

Il Magnifico Rettore Enrico Quagliarini ha evidenziato il ruolo dell’Università Politecnica delle Marche come infrastruttura stabile di conoscenza e cooperazione con il Comune, in grado di trasformare ricerca e formazione in leva strutturale di sviluppo. Il presidente di ANCI Marche Marco Fioravanti ha collocato la candidatura nella dimensione territoriale, sottolineando il ruolo di Ancona come capoluogo capace di attivare la rete dei comuni marchigiani in una prospettiva regionale condivisa.

Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, concludendo l’audizione, ha inserito la candidatura in una visione regionale fondata sul policentrismo marchigiano e sul rafforzamento del capoluogo come porta sull’Adriatico e sul Mediterraneo, richiamando il patrimonio storico e monumentale della città, la Mole Vanvitelliana, la vocazione marittima e manifatturiera e il progetto del nuovo porto come infrastruttura capace di coniugare sviluppo, identità e qualità urbana. Ha definito la candidatura un investimento strategico per rendere l’intero territorio marchigiano più protagonista nello scenario nazionale e mediterraneo.

Una comunità presente

All’audizione hanno assistito circa ottanta persone giunte a Roma per sostenere la candidatura: sindaci e amministratori del territorio, europarlamentari, parlamentari, rappresentanti istituzionali e culturali nazionali, curatori di progetto.

Erano presenti, tra gli altri, il Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma Guido Castelli, Vincenzo Garofalo, Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Luigi Conte, Presidente del Parco del Conero, Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura, Valerio Vico Presidente di Marche Teatro, Paolo Clini e Barbara Toce della direzione di candidatura, Gianluigi Mondaini dell’Università Politecnica delle Marche, Francesco de Melis, Aldo Grassini, Presidente del Museo Tattile Statale Omero. Il 26 febbraio, giorno del suo compleanno, anche Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico, ha scelto di essere a Roma assieme alla delegazione anconetana.

Sono arrivati a Roma per il sostegno alla candidatura i sindaci Ezio Capitani di Offagna, Davide Fiorini di Camerata Picena, Luca Serfilippi di Fano con l’Assessore Lucia Tarsi, Gianluigi Tombolini di Numana e il vicesindaco di Jesi Samuele Animali.

Sono intervenuti inoltre il Sottosegretario MEF Lucia Albano, i Deputati della Repubblica Antonio Baldelli, Stefano Maria Benvenuti Gostoli, Augusto Curti e Irene Manzi, la Senatrice Elena Leonardi e il Parlamentare europeo Carlo Ciccioli.

Erano presenti in Sala Spadolini anche Carolina Brook, Vice Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, Stefano Finocchi della Soprintendenza di Ancona, Marta Morico, Direttore Organizzativo di Marche Teatro, Lorenza Mochi Onori, già Soprintendente delle Marche, Francesco De Melis, regista dell’Università La Sapienza, Claudio Strinati, Segretario dell’Accademia Nazionale di San Luca, Neumann Carlo, Presidente della Riviera del Conero e Colli dell’Infinito, Giorgio Moretti, Vicepresidente di Confindustria Ancona, Silvia Caporaletti dell’Archivio di Stato di Ancona, Andrea Speciale, Vicepresidente di Marche Teatro, Silvia Pelonara del Consiglio Nazionale Architetti PPC, Ledo Prato di CIDAC per l’assistenza tecnica, Romina Quarchioni della Rete Museale Città Lottesche, Francesco Cellini, Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca, Gianni Dessì, Accademico della stessa istituzione, Barbara Urbani dell’ICPI di Roma, Paolo Bedeschi della Società Artifex e Guido Vettorel dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.

Particolare attenzione è stata riservata agli under 35, coinvolti nella regia organizzativa dell’audizione e nella definizione dell’identità visiva del dossier, affidata all’Accademia Poliarte.

Le domande della giuria

La seconda parte dell’audizione, della durata di circa venticinque minuti, è stata dedicata alle domande della giuria. La Cabina di regia, coordinata dal Sindaco Daniele Silvetti, ha risposto ai quesiti relativi a governance, sostenibilità economica, monitoraggio dell’impatto ed eredità nel medio e lungo periodo.

Sono intervenuti il sindaco Daniele Silvetti, l’assessore Marta Paraventi, il Magnifico Rettore Enrico Quagliarini, la dirigente Cultura e Turismo del Comune di Ancona Viviana Caravaggi, la professoressa Maria Serena Chiucchi del Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche per l’impianto di valutazione e Giuseppe Dipasquale in qualità di direttore di Marche Teatro, ente attuatore del progetto.

In questa sede sono state approfondite alcune tematiche strategiche, tra cui quelle legate alle strategie di comunicazione del progetto e, più in generale, della città.

Una rotta per il futuro

L’audizione rappresenta la tappa centrale del percorso di candidatura. Il dossier integra programmazione culturale, strumenti di monitoraggio, governance condivisa e una rete istituzionale e territoriale già attiva, che consolida le collaborazioni avviate e garantisce il mantenimento dell’operatività della struttura organizzativa definita nel dossier.

Capitale della Cultura, ci candidiamo con orgoglio e consapevolezza del nostro ricco patrimonio di arte e paesaggio

Ancona è tra le città finaliste per l’assegnazione del titolo Capitale della Cultura 2028. Questo è il video che racconta il senso della candidatura, con l’orgoglio della sua storia millenaria, con la consapevolezza della ricchezza del patrimonio di natura, paesaggio, arte e con tutta la sua bellezza.

Ecco il video di presentazione.

Creative director Anghela Alò / produzione advcreativi.com/ musiche Paolo Principi / logo design Poliarte