Dal mare la Lampada di Assisi per una Cultura di Pace

Un evento inedito in favore della PACE nella Giornata Internazionale ad essa dedicata, il 21 settembre, ha coinvolto oltre cinquecento alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado e alcuni spazi significativi del centro città, in particolare il porto antico dal quale nel 1219 San Francesco partì per una missione di Pace in Oriente. Presso la Banchina a lui intitolata, il Sindaco Silvetti e l’Arcivescovo Mons. Spina hanno accolto in arrivo dal mare la Lampada della Pace di Assisi, nell’ambito della tappa anconetana del Giro d’Italia per la Pace, ideato dal Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, lo stesso che promuove l’annuale, storica Marcia per la Pace Perugia-Assisi. L’iniziativa, che ha è stata presa in carico dalla presidenza del consiglio comunale e ha coinvolto le principali istituzioni cittadine, scuole e associazioni e ha trasformato l’arrivo della Lampada in un momento di mobilitazione e in un impegno concreto per fare di Ancona, nel cammino verso Capitale Italiana della Cultura 2028, una città sempre più orientata al dialogo, all’incontro e alla costruzione della pace.

Ogni città attraversata dal Giro è stata invitata a trasformarsi in un “Cantiere e Scuola di Pace”, ovvero non un appuntamento destinato a concludersi nell’arco di una giornata, ma l’inizio o il rafforzamento di un impegno capace di proseguire nel tempo, soprattutto attraverso il protagonismo delle giovani generazioni. Bambini e ragazzi delle scuole Pascoli, Leopardi, Falcone, Don Milani, Faiani e Podesti che hanno lavorato con passione nei primissimi giorni del nuovo anno scolastico alla preparazione dei materiali (striscioni, cartelli illustrati, sciarpe, bandierine, e ogni tipo di manufatto), dei canti e delle coreografie per celebrare la Giornata internazionale della Pace. Dopo lo sbarco dalla motovedetta della capitaneria di Porto e la consegna della Lampada, accolta dalle parole del Sindaco, che ha citato i tempi difficili che stiamo attraversando rinnovando l’appello alla pace, dell’Arcivescovo che ha posto l’accento sul “fare luce” attraverso l’opearto quotidiano, del francescano Padre Alvaro Rosatelli, presidente del Comitato delle celebrazioni dell’ 800ario di San Francesco, di Flavio Lotti del Coordinamento nazionale enti locali per la Pace e dell’Ammiraglio Massimo Seno, le scolaresche in festoso -e al contempo, solenne- corteo hanno raggiunto Piazza della Repubblica accolti dalle note del celebre brano “Imagine” della coppia John Lennon e Yoko Ono, eseguito dal coro delle scuole Pascoli-Leopardi. Dopo ulteriori momenti di riflessione portati dal presidente del consiglio comunale Simone Pizzi e dal giornalista conferenziere Diego Mecenero, che ha interpretato il personaggio sel Santo Patrono d’Italia e il suo messaggio con simpatia e forza espressiva, bambini e ragazzi si sono impegnati in un flash mob che ha coinvolto tutti, ma proprio tutti. A dare man forte alla parte dedicata all’animazione il trio Cristina-Massimo e Fabio dei BanZaii, apprezzatissimo team di giovani animatori anconetani molto seguito sui social. La mattinata si è chiusa con la consegna alle scuole partecipanti delle Vele della Pace, manufatti realizzati dagli ospiti disabili del Centro Papa Giovanni XXII

La tappa di Ancona del Giro d’Italia per la Pace conferma la vocazione che il capoluogo ha sempre avuto e che ha rafforzato rivalutando il legame con la figura potentissima di San Francesco e che oggi assume un significato ancora più forte nel cammino verso Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. “Perché – come ha sottolineato il presidente del consiglio comunale Pizzi– essere capitale della cultura significa anche interrogarsi sulla cultura che una comunità vuole generare e consegnare al futuro. E Ancona, città-porto naturalmente protesa verso l’Adriatico e il Mediterraneo, vuole fare dell’incontro, del dialogo e della pace uno dei linguaggi della propria identità: una città che si prepara a essere Capitale della Cultura e che vuole diventare sempre più anche “capitale” di Pace. Non un titolo da esibire, ma una responsabilità da vivere”. FZ

Palombella, demolizioni dell’ex Benincasa per un parco urbano e una rotatoria

Sono state completate tra luglio e agosto le demolizioni dell’ex scuola Benincasa e dell’edificio adiacente di via Flaminia alla Palombella, da tempo in stato di abbandono e degrado. L’intervento rappresenta il primo passo del più ampio progetto di riqualificazione, che prevede la sistemazione del versante, la realizzazione di un nuovo parco urbano, di un parcheggio e di una nuova rotatoria lungo via Flaminia.
A breve prenderà avvio la lavorazione in sito delle macerie derivanti dalle demolizioni, che saranno trattate e riutilizzate nell’ambito dell’intervento di sistemazione del versante: il materiale sarà infatti impiegato per la realizzazione di strutture di sostegno terrazzate che consentiranno la realizzazione di un’area verde, percorsi e aree di sosta. I lavori di riprofilatura e sistemazione del parco dovrebbero concludersi entro febbraio 2027: al termine di questa fase prenderà avvio il cantiere per la realizzazione delle opere viarie previste dal progetto di riqualificazione.
Proprio davanti il nuovo parco, che si inserisce in una visione più ampia di connessione degli spazi verdi con il parco urbano di Posatora, sorgerà la nuova rotatoria che consentirà anche ai mezzi del trasporto pubblico extraurbano della stazione Verrocchio di effettuare le necessarie manovre.


L’intervento comprenderà anche la realizzazione di nuovi marciapiedi e di un nuovo impianto di pubblica illuminazione, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e la funzionalità degli spazi e accompagnare la complessiva riqualificazione dell’area.
A fianco della rotatoria sarà inoltre realizzato un nuovo parcheggio pubblico di circa 20 posti auto, a servizio del futuro parco urbano e del quartiere.
“Demolizioni, sistemazione del versante, nuovo parco, parcheggio e opere viarie rappresentano un intervento di recupero e trasformazione essenziale per l’ingresso alla città e per l’area della Palombella- afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini – Restituiremo al quartiere uno spazio riqualificato e fruibile, superando una situazione di degrado che si protraeva da anni e con un collegamento verde ideale e reale il parco di Posatora”.

Mosaic, da degrado a polo musicale

Inaugurato a Ponterosso accanto al centro giovanile

È stato inaugurato venerdì mattina in Via Flavia, 2, nel quartiere di Ponterosso, MOSAIC – Musica, Orientamento, Sostegno, Aggregazione per Iniziative Comuni, il nuovo hub musicale rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni, adiacente al centro giovanile. Il progetto di Mosaic nasce dalla rigenerazione di uno spazio precedentemente inutilizzato, nonché teatro di disagio e incuria, e lo trasforma in un luogo permanente dedicato alla musica, alla formazione, all’aggregazione e allo sviluppo di nuove opportunità per le giovani generazioni.

Mosaic è strutturato essenzialmente su due livelli: uno al pian terreno dedicata alla musica in ogni sua sfaccettatura, con stanze di registrazione insonorizzate, già attrezzate con tutto l’occorrente per suonare e cantare, dai microfoni all’impiantistica, dai pc alle consolle, e uno superiore con un’area polivalente che potrà essere utilizzata come area meeting, per performane e talk, una piccola area ristoro, un terrazzino e uno spazio dedicato al riciclo e al riuso, persino dotato di stampanti 3D. Il tutto contornato da un ampio giardino, luogo ideale per qualche jam session e improvvisati flash mob. I servizi igienici sono presenti su entrambi i livelli della struttura e, in fase di ristrutturazione, grande attenzione è stata posta da ERAP Marche all’abbattimento delle barriere architettoniche. Sono stati rifatti gli infissi e, oltre che rinfrescate le pareti, sono stati predisposti pannelli di insonorizzazione modulabili a seconda delle esigenze, grazie a un sistema di agile spostamento; questi moduli rispondono così contestualmente a esigenze sia estetiche che funzionali.

L’apertura di MOSAIC ha coinciso, non a caso, con l’avvio della terza edizione di StartAn, la fiera nazionale dedicata alle startup e all’imprenditoria giovanile che per due giorni riunisce ad Ancona giovani, startup, investitori, università, imprese e associazioni di categoria. L’edizione 2026 coinvolge almeno 50 startup, circa 500 studenti e oltre 20 partner, con una partecipazione complessiva stimata in più di 2.000 persone. Per questa edizione ha compreso anche un Hackaton, la cui idea vincitrice quest’anno risponde al nome di ‘HearHere’. MOSAIC e StartAn rappresentano così due dimensioni complementari di una stessa strategia: da un lato un appuntamento annuale dedicato all’innovazione e alla nuova imprenditorialità, dall’altro uno spazio permanente destinato a trasformare interessi, competenze e idee dei giovani in percorsi di formazione, relazione e sviluppo, il tutto partendo da un immobile che rischiava di rimanere abbandonato.

“Un ragazzo che fa musica nella sua stanzetta può già essere un imprenditore, solo che ancora non lo sa” così l’assessore alle politiche giovanili e allo sviluppo imprenditoriale Marco Battino ha esordito in una intervista sul quotidiano ‘Milano Finanza’ alla domanda su che cosa consistesse il fulcro di StartAn. Mosaic, quindi, rappresenta il continuum di un percorso che non si arresta con lo spegnersi dei riflettori.

Il nuovo hub musicale si inserisce nel più ampio progetto sostenuto dal bando ANCI collegato al Fondo per le Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’interno di un percorso che punta a rafforzare le opportunità per i giovani e a creare connessioni tra formazione, creatività, innovazione e sviluppo imprenditoriale.

All’inaugurazione hanno partecipato il Sindaco Daniele Silvetti, l’Assessore Marco Battino e il Presidente ERAP Marche Tommaso Fagioli; dato il valore di rivitalizzazione del quartiere, ricoperto da Mosaic, venerdì ha portato i suoi saluti anche il Questore di Ancona Cesare Capocasa.

Nicoletta Canapa

L’area di ingresso da Via Flavia
Camera di registrazione

Una nuova alba a Torrette

Sopralluogo nel futuro nido costruito con fondi PNRR

Trenta nuovi posti per bimbi da 0 a 3 anni. È questo il risultato tangibile del sopralluogo effettuato oggi nel complesso di Alba Serena, accanto all’omonima scuola materna in Via Misa a Torrette.

Costruito con fondi PNRR, il polo educativo desidera essere la risposta a una doppia esigenza: ampliare i servizi per l’infanzia e dare il via, dal prossimo anno scolastico, a un vero e proprio percorso di continuità fra il nido e la materna.

 

Planimetria complesso ‘Alba Serena’ a Torrette

In tutto, fra interni e ampio spazio esterno, sono 4.636 i metri quadrati che compongono il complesso, di cui 846 metri quadrati già occupati dalla scuola d’infanzia Alba Serena.

Il nuovo asilo nido ha una superficie lorda di circa 522 metri quadrati ed è ad un solo piano, per un’altezza lorda complessiva di circa 4 metri. La forma in pianta del nuovo nido e il suo posizionamento all’interno del lotto sono stati pensati in modo tale da garantire una sorta di interazione con l’attuale scuola esistente, creando uno spazio verde di comunicazione e condivisione. Da un punto di vista energetico, l’edificio è a impatto quasi zero, dotato di pannelli fotovoltaici in copertura che andranno ad alimentare un impianto di climatizzazione a pompa di calore.

I lavori sono stati aggiudicati ed eseguiti dalla ditta Campanelli Costruzioni srl. L’importo contrattuale dei lavori è di 1,4 milioni di euro e il quadro tecnico economico complessivo dell’intervento è di 1,69 milioni di euro finanziato per 1,21 milioni di euro con fondi PNRR e 330 mila euro con entrate proprie comunali. I lavori sono stati consegnati a fine novembre 2023 e sono stati conclusi a giugno 2026, rispettando i target e le tempistiche richieste dalla relativa misura PNRR. Per completare e sistemare l’area esterna e alcune finiture di modesta entità saranno affidati i lavori di completamento per un quadro tecnico economico di intervento di 150 mila euro già finanziato con mutuo della Cassa Depositi e Prestiti.

I trenta bimbi ospitati dal prossimo anno nel nascente asilo nido di Via Misa saranno così suddivisi: 6 lattanti, 11 semi-divezzi e 13 divezzi.

 

Nicoletta Canapa

 

Dettagli area esterna

 

Dettagli area esterna

Mercato delle Erbe: al secondo piano una nuova vocazione

Un luogo storico che cambia volto e in parte anche vocazione: dedicato all’enogastronomia ma anche ad attività complementari, unirà spazi di incontro e di ristorazione. Una moderna agorà che metterà insieme le botteghe, la possibilità di bere un drink, spazi culturali e di socialità e che potrà anche divenire palcoscenico per i futuri eventi che Ancona si appresta a mettere in campo come Capitale della Cultura 2028, richiamando così nel cuore della città fulcro delle tradizioni doriche, anconetani e visitatori.

Così diventerà il secondo piano del Mercato delle Erbe i cui lavori proseguono a pieno regime verso il completamento definitivo della struttura che vede ora il cantiere attivo al piano superiore. La ristrutturazione del primo piano del mercato vede l’ampliamento dei ballatoi dove troveranno posto strutture private con diverse destinazioni d’uso, dalla somministrazione di food e bevande ad attività culturali e con diverse metrature. E’ previsto per il 30 giugno prossimo il completamento di tutte le opere anche se altri 60 giorni (31 agosto termine massimo per la definitiva conclusione delle opere) saranno necessari per la realizzazione di alcune lavorazioni residuali e la rendicontazione delle spese.

“L’agroalimentare e la gastronomia, la rivendita dei prodotti del nostro mare, la stessa struttura del Mercato delle Erbe fanno parte della tradizione, della storia e della cultura di questa città – afferma l’assessore alle Attività Produttive e Mercati Angelo Eliantonio -. Per questo anche il piano superiore del mercato, dovrà corrispondere a questa vocazione. Il completamento dei lavori restituirà al pieno godimento da parte degli anconetani e dei visitatori un altro spazio identitario della città che potrà essere punto di riferimento anche per l’intrattenimento sociale e luogo di passaggio che ben si connette attraverso corso Mazzini e la Galleria Dorica al cuore della città”.

Il nuovo piano terra è già operativo; i rivenditori dei prodotti ittici ora sono nella nuova collocazione all’interno di box in cristallo più funzionali e che permettono anche le lavorazioni, accanto agli operatori agricoli. L’intervento complessivo mira a trasformare la struttura in una moderna piazza coperta,  riqualificando e valorizzando l’edificio storico, creando un “attrattore” turistico e commerciale nel cuore del centro storico.

“Stiamo per raggiungere il traguardo del PNRR che ci consentirà di restituire alla città un luogo iconico come quello del Mercato delle erbe che l’Amministrazione cercherà ancor più di valorizzare con usi e funzioni che siano ancor più vicini a quello che una città moderna si aspetta – afferma l’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Tombolini -. Avvieremo in questo anno anche la riqualificazione di Corso Mazzini che sarà l’ennesimo atto per arrivare ad una messa a sistema complessiva delle infrastrutture della città”.

Con un finanziamento di quasi 6 milioni di euro derivante dal PNRR, il cantiere era partito l’8 gennaio 2024 con l’obiettivo di procedere alla riqualificazione della struttura mantenendo però attive tutte le attività commerciali in essa contenute. Gli interventi oltre al rifacimento della pavimentazione e dell’impiantistica ormai completati, prevedono anche il trattamento della copertura metallica del mercato, così da rimuovere attraverso l’uso di uno speciale laser un secolo di ruggine e sporco. La stessa impresa poi si occuperà di installare i nuovi infissi, in particolare le nuove finestre.

Rosanna Tomassini

La Biblioteca Benincasa torna alla città: restaurata, più bella e con nuovi spazi per la cultura

Ha accolto generazioni di anconetani, studenti e studiosi. Tra le sue sale sono passate letture, ricerche, versioni di latino e greco, consultazioni di libri rari e prestiti di volumi che hanno accompagnato la vita di generazioni di cittadini, entrando nelle case, passando di mano in mano, alimentando studi, passioni, scoperte e percorsi personali. Oggi la Biblioteca Benincasa, storicamente ospitata a Palazzo Mengoni Ferretti, tra piazza del Papa e via Bernabei, si prepara a tornare alla città dopo un intervento di restauro e miglioramento sismico che ne ha recuperato integralmente il valore storico e architettonico, restituendo alla comunità uno dei luoghi culturali più significativi del centro storico.

Il cuore della Biblioteca resta la sua imponente torre libraria, che attraversa il palazzo dal basamento di piazza del Plebiscito fino alla sommità dell’edificio, custodendo la funzione originaria di conservazione e consultazione del patrimonio librario. Attorno a questa identità storica prende forma una biblioteca contemporanea, pensata per rispondere alle esigenze della cultura di oggi: nuovi spazi per la lettura e lo studio, aree dedicate ai ragazzi, sale conferenze, ambienti multifunzionali, servizi di accoglienza e anche una caffetteria, che renderanno il complesso un luogo aperto e vissuto durante l’intera giornata.

Il restauro ha riportato alla luce la ricchezza architettonica di Palazzo Mengoni Ferretti: soffitti decorati, scaloni monumentali, vetrate, affacci panoramici sulla città e sul mare, fino alla preziosa alcova dell’ultimo piano, con i suoi fregi dorati e gli apparati decorativi storici che testimoniano il prestigio dell’edificio. La biblioteca Benincasa è un patrimonio che torna a mostrarsi in tutta la sua bellezza, insieme con nuove funzioni culturali, formative e sociali.

L’intervento di restauro con miglioramento sismico è in fase finale, avendo superato il 95 per cento del programma dei lavori. L’opera, dal valore complessivo di 7 milioni e 660 mila euro, è stata finanziata attraverso fondi PNRR per 5 milioni e 60 mila euro, insieme con risorse comunali e regionali. Restano da completare alcune sistemazioni esterne e poi si procederà con gli arredi interni. In questo momento gli interni del Palazzo appaiono, ancora vuoti, in tutta la loro bellezza architettonica e pittorica, testimoni del loro valore storico.

La Biblioteca nel percorso verso Ancona 2028

“Il percorso verso Ancona 2028 – afferma l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi – passa anche attraverso la restituzione alla città dei suoi luoghi culturali più identitari. Dopo la riapertura della Pinacoteca, lavoreremo per restituire alla città anche questo palazzo con il suo patrimonio librario, immaginando la Biblioteca Benincasa come un vero presidio culturale aperto. Sarà un luogo dedicato allo studio e alla ricerca, ma anche uno spazio vissuto dai giovani, dagli universitari, dalle famiglie e dalla città. La Biblioteca porta il nome di Luciano Benincasa, che nel Seicento decise di aprire al pubblico la propria raccolta libraria, e vogliamo onorare quello spirito rendendo questo spazio un luogo di socializzazione e partecipazione nel cuore del centro storico. Con il Teatro delle Muse, la piazza del Plebiscito riqualificata, la Pinacoteca, il Museo archeologico, l’Anfiteatro romano e il Museo diocesano, prende forma un sistema culturale integrato che rafforza il ruolo del centro storico nel percorso verso Ancona 2028”.

Gli interventi strutturali e impiantistici

L’intervento ha interessato sia il consolidamento strutturale dell’edificio storico sia il suo adeguamento funzionale, energetico e impiantistico. Sono stati completati i consolidamenti di volte, murature e solai, insieme con il restauro degli stucchi, delle decorazioni e di parte delle pavimentazioni storiche. Sono inoltre terminati i lavori esterni e sono state rimosse le impalcature. Sul fronte impiantistico, risultano completati i nuovi sistemi di climatizzazione, gli impianti antincendio e gran parte delle opere relative agli impianti elettrici, con gli ultimi interventi dedicati agli allacciamenti alle reti e al montaggio di rilevatori e corpi illuminanti. Il progetto prevede anche sistemi ad alta efficienza energetica e l’integrazione di fonti rinnovabili compatibili con il valore storico e architettonico del complesso.

I nuovi spazi e l’accessibilità

L’intervento comprende anche la riqualificazione degli spazi interni con nuove aree dedicate alla consultazione, all’archiviazione e alla socializzazione degli utenti, insieme con il recupero del piano seminterrato che ospiterà spazi espositivi, attività formative e laboratori. Previsti anche una nuova sala riunioni da 84 posti, un servizio caffetteria e una piazzetta esterna attrezzata con gradoni per piccoli eventi.

Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità dell’edificio, con l’adeguamento degli spazi alle normative per l’abbattimento delle barriere architettoniche, il rinnovo dell’ascensore e l’adeguamento dei percorsi di accessibilità e del percorso disabili esterno. Il progetto include sistemi di digitalizzazione, rete internet e tecnologie avanzate per il miglioramento dei servizi bibliotecari.

Tempi di completamento e riallestimento della Biblioteca

Per quanto riguarda i tempi necessari per la riconsegna dell’opera alla città, l’Assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini ha spiegato che il completamento del cantiere è previsto entro il 30 agosto 2026, comprese le opere accessorie. Successivamente comincerà la fase dedicata agli allestimenti interni, al completamento degli arredi e alla ricollocazione del patrimonio librario, operazione particolarmente complessa per dimensioni e caratteristiche della Biblioteca. Tombolini ha ricordato che anche il trasferimento dei libri aveva richiesto diversi mesi di lavoro e che sarà necessario intervenire sull’archiviazione dei documenti, sull’organizzazione degli spazi e sull’arricchimento culturale degli ambienti, in linea con la nuova funzione aperta e multidisciplinare immaginata per la Biblioteca Benincasa.

La fase degli arredi e del riallestimento librario

Relativamente alla fase degli arredi e del riallestimento librario, l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi ha spiegato che, grazie a un lavoro congiunto tra l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato ai Lavori pubblici, il Comune ha ottenuto 400 mila euro attraverso un bando della Regione Marche. Le risorse saranno utilizzate nell’ambito dei lavori, svincolando eventuali altre somme residue congiunte a somme già predisposte nel quadro economico tra le somme a disposizione per il ritorno di arredi storici preesistenti, libri e nuovi arredi con una procedura di evidenza pubblica destinata alla realizzazione degli arredi interni delle sale e all’acquisto di materiali e dotazioni funzionali al nuovo assetto della Biblioteca. L’obiettivo, indicato esplicitamente, è quello di restituire alla torre libraria la sua funzione storica di conservazione dei libri e, allo stesso tempo, trasformare la Biblioteca Benincasa in un luogo contemporaneo di socializzazione e partecipazione aperto alla città.

Margherita Rinaldi

Genitori a mensa con i propri bimbi. Inaugurato il nuovo servizio per le primaria Ungaretti di Candia

Hanno condiviso con i propri figli pastasciutta, pietanza, verdure  ed eccezionalmente anche un piccolo dessert per festeggiare insieme il nuovo servizio mensa, i genitori dei bimbi che frequentano la scuola primaria Ungaretti di Candia.   Una occasione speciale e inedita per trovarsi nell’ambiente che-    insieme alla casa-   costituisce lo spazio privilegiato di crescita e socializzazione.  L’iniziativa è “Genitori a mensa – una giornata nella mensa scolastica con i genitori”  (ma è estesa anche ai nonni) ed è promossa dall’Assessorato alle Politiche Educative del Comune:  la terza edizione di un progetto che riscuote ampio gradimento e che ha già interessato alcune scuole primarie cittadine. Una occasione unica – concordano i genitori- per assaggiare i menù e partecipare ad un momento conviviale anche educativo per i bambini.

La nuova mensa, a servizio anche della scuola dell’infanzia “Peter Pan”, è stata realizzata con fondi PNRR e per la prima volta a maggio ha aperto le porte alla città, ai genitori e alla stampa.   L’erogazione dei pasti  è un servizio importante e  accurato che naturalmente sta a molto a cuore alle famiglie: i   centri cottura comunali forniscono oltre 3.000 pasti giornalieri, sono confezionati nel rispetto delle tabelle dietetiche equilibrate nei nutrienti, articolate in 5 settimane a rotazione.  Qualche curiosità: le tabelle primavera-estate sono applicate dalla terza settimana di aprile a settembre mentre  le tabelle autunno-inverno da ottobre alla seconda settimana di aprile.  Entrambe seguono le direttive del SIAN – Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione AST Ancona che le approva.    Il servizio prevede anche  diete personali per intolleranze singole o multiple, per allergie e per motivi etico-religiosi.  

“ ‘Genitori a mensa’ fa seguito all’esperienza di “Dalla terra alla tavola” (visita alle aziende fornitrici di prodotti per le mense) e “Cucine aperte” (visita ai centri cottura comunali) con le quali l’ Amministrazione  ha voluto far conoscere e apprezzare anche da parte delle famiglie la ristorazione scolastica offerta e, al contempo, favorire il dialogo con i genitori.  Il servizio mensa scolastica del Comune di Ancona ha ottenuto lo scorso anno il quarto posto della classifica nazionale di Foodinsider sulle mense scolastiche italiane e ricevuto il bollino d’oro per la Certificazione biologica dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Partecipa, inoltre, ogni anno alla Green Food Week. “Tutti riconoscimenti – ribadisce l’assessore alle Politiche Educative- che segnano il percorso virtuoso che stiamo portando avanti grazie alla scelta accurata dei prodotti biologici e a km 0 e con un forte impegno nel coniugare salubrità e gusto nelle preparazione dei pasti nei centri cottura comunali” .   La nuova mensa della scuola primaria Ungaretti di Candia e della scuola dell’infanzia “Peter Pan”, operativa dall’inizio dell’anno scolastico 2025/2026 ha una superficie di 138 metri quadrati, ospita 100 alunni con doppio turno di refezione con conseguente estensione del tempo pieno scolastico. L’edificio è collocato al centro dei due plessi esistenti.

I lavori sono stati realizzati con un finanziamento PNRR di 297 mila euro e un importo complessivo di 380 mila euro. Oltre allo spazio mensa per i bambini sono presenti: cucina, dispensa, anti cucina e locale per lavaggio delle stoviglie, spogliatoio, doccia e servizi igienici per il personale addetto e altri spazi funzionali per la pulizia.

FZ e RT

Portonovo verso l’estate tra natura, accoglienza e nuovi servizi

Portonovo entra nella nuova stagione estiva con un’immagine sempre più definita: una Baia che tiene insieme tutela ambientale, qualità dell’accoglienza e fruibilità, mentre avanzano interventi destinati a modificare il volto dell’area nei prossimi anni. L’estate comincia con cantieri avviati, servizi già operativi e una serie di progetti che accompagnano la trasformazione in una direzione ormai chiara: rendere Portonovo accessibile e vivibile durante tutto l’anno, senza perdere il rapporto con il paesaggio che la rende uno dei luoghi più riconoscibili della costa adriatica.

La stagione estiva 2026 ha avuto, tra l’altro, un’anteprima prestigiosa su Disney + grazie a un episodio della docuserie di successo “Tucci in Italy”. Stregato dall’atmosfera e dai sapori, l’attore ha espresso tutto il suo apprezzamento, dopo aver gustato i moscioli selvatici di Portonovo in un ristorante della Baia.

Entrando nel dettaglio delle novità, uno degli interventi più visibili riguarda il campeggio La Torre del Conero, che punta alla classificazione a tre stelle dopo un percorso di riqualificazione che ha interessato servizi igienici, spazi comuni, percorsi interni e sistema fognario. La struttura resterà aperta dal primo maggio al 30 settembre e conferma una vocazione sempre più orientata al turismo all’aria aperta, anche internazionale: nel 2025 ha registrato quasi tremila arrivi e oltre 8.600 pernottamenti, con una presenza significativa di visitatori stranieri, soprattutto tedeschi. Accanto all’ospitalità tradizionale restano attivi servizi come noleggio canoe, bike ed e-bike e attività legate ai sentieri e al mare.

La stagione si apre anche con l’avvio dei lavori destinati a ridisegnare alcuni punti strategici: è partito il percorso per la ristrutturazione dell’ex colonia dei Mutilatini, destinata a diventare una struttura collegata al turismo sostenibile e all’educazione ambientale. Parallelamente prende forma il collegamento pedonale dal Lago Grande verso la chiesa di Santa Maria di Portonovo, insieme con il nuovo tratto a fianco della strada che punta a migliorare sicurezza e accessibilità.

Completata anche la riqualificazione dei capanni nella zona del Clandestino, pensati per integrarsi con il paesaggio del Parco del Conero. Il progetto si inserisce in un percorso più ampio che prova a rafforzare il decoro complessivo della Baia senza interrompere il legame con la sua identità storica e naturale.

La tutela ambientale resta uno degli assi centrali della stagione. Il Parco del Conero prosegue i progetti di salvaguardia della biodiversità, dal ripristino di habitat degradati alla protezione della fauna autoctona, fino alle attività contro le specie aliene nella zona del Lago Grande. Nell’area umida sono in corso installazioni di nidi artificiali per uccelli insettivori, mentre alle Terrazze è stato avviato un progetto di rinaturalizzazione. Sul fronte dell’accessibilità procede anche il progetto “Sentieri per Tutti”, finanziato dalla Regione Marche, che punta a rendere percorribile l’anello 309 di Portonovo anche a persone con ridotta mobilità e famiglie con passeggini, una direzione che accompagna l’idea di una Baia aperta a pubblici diversi e fruibile oltre la sola stagione balneare.

L’organizzazione dei servizi estivi è già entrata nel vivo. Dal 25 aprile è attiva la navetta gratuita che collega il parcheggio a monte con la Baia attraverso la linea 94, mentre i parcheggi gestiti da AnconaServizi mantengono le stesse tariffe dello scorso anno. Durante l’estate saranno impiegati fino a 14 ausiliari per la gestione della sosta e partirà anche un’attività di multi-service dedicata alla manutenzione di sentieri, staccionate e aree verdi.

Tra le novità di questa stagione compare inoltre una figura dedicata alla manutenzione nei mesi invernali, richiesta dagli operatori per garantire continuità nella cura degli spazi anche fuori dal periodo turistico. L’obiettivo è mantenere Portonovo ordinata e accogliente durante tutto l’anno, rafforzando un modello che guarda alla destagionalizzazione dei servizi e dell’offerta turistica.

Anche la chiesa di Santa Maria di Portonovo, tra i più preziosi gioielli romanici d’Italia, si prepara a un’estate più aperta e vissuta. Il piccolo edificio dell’XI secolo, simbolo di Portonovo e citato anche da Dante Alighieri, amplia il piano di valorizzazione con aperture programmate, visite guidate, escursioni e iniziative culturali al tramonto. L’idea è quella di restituire centralità a uno dei luoghi più suggestivi del Conero, intrecciando patrimonio storico e esperienza del paesaggio.

E’ stato inoltre inaugurato nelle scorse settimane il Laboratorio di Biologia Marina di Portonovo (Portonovo LAB), nuovo spazio di ricerca dedicato allo studio e alla tutela degli ecosistemi marini, presso la Spiaggiola in prossimità di Portonovo Pesca. Il laboratorio nasce in una delle aree più rappresentative del territorio, di grande valore ecologico e identitario, e si inserisce nel solco delle attività di ricerca e valorizzazione del mosciolo di Portonovo, simbolo della biodiversità locale e della tradizione marinara del Conero. In questa prospettiva, il Portonovo LAB sarà dedicato non solo alla ricerca scientifica (dagli studi sul mosciolo alla conservazione della biodiversità marina, fino all’analisi dei fenomeni di erosione costiera), ma anche ad attività didattiche rivolte agli studenti internazionali di Marine Biology e a iniziative di sensibilizzazione ed educazione ambientale. Il Laboratorio è stato realizzato grazie a un accordo tra UNIVPM e la Società Portonovo Pesca s.r.l., attraverso la ristrutturazione di un locale dei pescatori: un esempio concreto di collaborazione tra Ateneo, istituzioni e realtà del territorio per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale e scientifico del Conero.  

Ciclopedonale del Conero risanata, ora un piano di manutenzione stabile


Prossimi all’avvio della stagione estiva, i lavori di manutenzione straordinaria della ciclopedonale del Conero sono stati completati. Il percorso inaugurato nell’aprile del 2024, undici chilometri tra Ancona e Portonovo nel territorio del Parco del Conero tra piante, vigneti e scorci di mare, con una pendenza accessibile alle famiglie con bambini e accessi corrispondenti alle fermate dei bus che consentono di ridurre il tragitto usando il mezzo pubblico per il rientro, è stato ripristinato dal Comune con i propri mezzi e i propri dipendenti dopo i cedimenti del fondo causati dalle acque meteoriche nell’arco della stagione invernale. È però nei prossimi mesi che si definirà un cambiamento importante: la manutenzione della ciclopedonale sarà affidata a una ditta esterna dedicata, con un contratto strutturato di tre anni.

Dentro il Parco del Conero

Per il ripristino sono stati applicati materiali inerti, cioè privi di componenti organiche o chimiche attive, scelti in conformità con le prescrizioni dell’ente Parco: dentro un’area naturale protetta i materiali da costruzione devono essere compatibili con l’ecosistema e ridurre al minimo il rischio di alterazioni del suolo. Sono stati eseguiti anche sfalci mirati dove la vegetazione aveva creato situazioni di pericolo per chi transita, nel rispetto dell’equilibrio del contesto. Nei punti ancora critici permane la segnaletica di avviso.

Manutenzione strutturata e presenza continuativa

Nei prossimi mesi la ciclopedonale sarà dunque affidata per tre anni, con possibilità di estensione a quattro, a una ditta esterna che si occuperà della manutenzione in modo continuativo. A regime, il piano prevede la sistemazione dei fossi laterali e dei canali trasversali per ridurre il flusso delle acque superficiali, causa principale del deterioramento del fondo.

«La manutenzione della ciclopedonale del Conero – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini – è un impegno che questa Amministrazione si è assunta con continuità, perché un percorso di undici chilometri dentro un parco naturale protetto non si conserva con interventi invasivi: richiede materiali compatibili con l’ecosistema, tempi calibrati sulle condizioni del terreno e una presenza costante nel tempo. È la natura stessa del luogo a dettare le regole, e noi le rispettiamo. Questo vale anche per chi frequenta il parco: la convivenza tra fruizione e tutela dell’ambiente passa dalla consapevolezza di trovarsi in un contesto delicato. La ciclopedonale è un collegamento reale tra la città e il mare, a disposizione di residenti e turisti, e tenerla efficiente è una responsabilità che non si esaurisce con un singolo cantiere. Guardo poi a questo intervento come a un primo passo verso qualcosa di più ambizioso: entro poco più di un anno, grazie al sentiero previsto dal programma ITI Portonovo, sarà possibile raggiungere la baia direttamente a piedi: sarà un tracciato che si allunga fino al mare».

Un metodo che unisce mare e città

La stessa logica, manutenzione strutturata e presenza continuativa, vale per la rete urbana. La Giunta ha approvato nelle scorse settimane un Accordo Quadro triennale, estendibile a quattro anni, del valore complessivo di 3,38 milioni di euro, suddiviso in cinque lotti affidati a operatori distinti, per un servizio di pronta manutenzione della rete stradale e pedonale sull’intero territorio comunale. Il piano è finanziato attraverso il piano IMU-TASI, strumento che utilizza entrate comunali legate alla fiscalità immobiliare per finanziare interventi diffusi di manutenzione e sicurezza urbana in modo flessibile lungo l’intero arco temporale. Gli interventi saranno attivati sulla base delle condizioni reali della rete viaria, senza una localizzazione predefinita, e includono sia rifacimenti strutturati di pavimentazioni, marciapiedi, segnaletica e manufatti stradali, sia manutenzioni puntuali. Il sistema consente l’avvio di lavori urgenti entro 24 ore dall’ordine di servizio. La Direzione lavori coordinerà i contratti applicativi e gli ordini di intervento, traducendo le segnalazioni e le verifiche sul campo in azioni concrete.

«Con questo piano – dichiara Tombolini – attiviamo un servizio stabile di pronta manutenzione che cambia il modo di intervenire sulla rete stradale. Si tratta di un sistema organizzato che dovrebbe garantire interventi rapidi, soprattutto nelle situazioni di maggiore criticità».

Margherita Rinaldi