Una nuova alba a Torrette

Sopralluogo nel futuro nido costruito con fondi PNRR

Trenta nuovi posti per bimbi da 0 a 3 anni. È questo il risultato tangibile del sopralluogo effettuato oggi nel complesso di Alba Serena, accanto all’omonima scuola materna in Via Misa a Torrette.

Costruito con fondi PNRR, il polo educativo desidera essere la risposta a una doppia esigenza: ampliare i servizi per l’infanzia e dare il via, dal prossimo anno scolastico, a un vero e proprio percorso di continuità fra il nido e la materna.

 

Planimetria complesso ‘Alba Serena’ a Torrette

In tutto, fra interni e ampio spazio esterno, sono 4.636 i metri quadrati che compongono il complesso, di cui 846 metri quadrati già occupati dalla scuola d’infanzia Alba Serena.

Il nuovo asilo nido ha una superficie lorda di circa 522 metri quadrati ed è ad un solo piano, per un’altezza lorda complessiva di circa 4 metri. La forma in pianta del nuovo nido e il suo posizionamento all’interno del lotto sono stati pensati in modo tale da garantire una sorta di interazione con l’attuale scuola esistente, creando uno spazio verde di comunicazione e condivisione. Da un punto di vista energetico, l’edificio è a impatto quasi zero, dotato di pannelli fotovoltaici in copertura che andranno ad alimentare un impianto di climatizzazione a pompa di calore.

I lavori sono stati aggiudicati ed eseguiti dalla ditta Campanelli Costruzioni srl. L’importo contrattuale dei lavori è di 1,4 milioni di euro e il quadro tecnico economico complessivo dell’intervento è di 1,69 milioni di euro finanziato per 1,21 milioni di euro con fondi PNRR e 330 mila euro con entrate proprie comunali. I lavori sono stati consegnati a fine novembre 2023 e sono stati conclusi a giugno 2026, rispettando i target e le tempistiche richieste dalla relativa misura PNRR. Per completare e sistemare l’area esterna e alcune finiture di modesta entità saranno affidati i lavori di completamento per un quadro tecnico economico di intervento di 150 mila euro già finanziato con mutuo della Cassa Depositi e Prestiti.

I trenta bimbi ospitati dal prossimo anno nel nascente asilo nido di Via Misa saranno così suddivisi: 6 lattanti, 11 semi-divezzi e 13 divezzi.

 

Nicoletta Canapa

 

Dettagli area esterna

 

Dettagli area esterna

IL PERSONAGGIO – Karwan, il barbiere che offre il taglio gratis ai pensionati del Piano

Il quartiere del Piano, cuore multiculturale e pulsante della nostra città, è da sempre un laboratorio a cielo aperto di storie, incroci di culture e, soprattutto, di profonda umanità. L’ultima bellissima pagina di cittadinanza attiva e coesione sociale la scrive Karwan Hakim Gafour, titolare del noto salone di bellezza “Pascià Style” in Corso Carlo Alberto e del ristorante Sultan Pascià in via Pergolesi. In un momento storico complesso, in cui l’inflazione e l’aumento generale dei prezzi gravano pesantemente sui bilanci familiari ed europei, Karwan ha deciso di lanciare circa un anno fa un’iniziativa dal forte impatto sociale: ogni martedì, il taglio di capelli per i pensionati è completamente gratuito. Un omaggio del valore di 15 euro che si traduce in un risparmio concreto per le tasche dei residenti più “saggi” del rione, spesso in prima linea nel subire i morsi della crisi economica. A questa iniziativa se ne è aggiunta un’altra qualche mese fa, ovvero il pasto (composto da hamburger e patatine fritte) offerto presso il suo ristorante Sultan Pascià ai minori accolti da comunità e strutture di accoglienza o che vivono particolari situazioni di difficoltà.

“Piano piano le presenze stanno crescendo, inizialmente c’era maggiore diffidenza – sottolinea Karwan- mi aspettavo una ventina di persone al giorno per il taglio gratuito, al momento ne arrivano 5 massimo 10 ogni martedì ma grazie al passaparola mese dopo mese l’iniziativa raccoglie sempre più adesioni”.

La storia di Karwan è l’emblema di un’integrazione riuscita, nata dal coraggio e dalla determinazione. Di etnia curda e originario della Siria, Karwan è arrivato in Italia nel 2015 come richiedente asilo. Da quel momento ha costruito passo dopo passo il futuro suo e della sua numerosa famiglia – ha cinque figlie, di cui una già brillantemente avviata agli studi universitari – mettendo radici tra Pesaro, dove risiede, e il capoluogo dorico, centro nevralgico della sua attività lavorativa.

Oggi, a distanza di anni, Karwan è un imprenditore affermato che dà lavoro a cinque dipendenti nel suo salone. Ma il suo legame con Ancona va ben oltre il fatturato: “Mi trovo molto bene qui e vorrei restituire qualcosa alla città che ha accolto me e la mia famiglia – spiega Karwan – vedo molti anziani del quartiere in difficoltà e questo piccolo gesto vuole essere un segno di profondo rispetto e vicinanza verso chi vive le maggiori fatiche”.

La lungimiranza di Karwan ha trovato spazio anche nella ristorazione: poco distante dal salone ha infatti aperto il ristorante “Sultan Pascià”, un punto di riferimento per gli amanti della cucina mediorientale (con specialità da Iraq, Siria e Turchia) celebre per il suo particolare kebab. I suoi progetti per il futuro sono in piena espansione, con la valutazione di un nuovo punto vendita a Senigallia, mentre porta avanti il percorso per richiedere e ottenere l’ambita cittadinanza italiana.

In un’epoca spesso dominata dai freddi numeri e dalle distanze, l’esempio che arriva dal quartiere Piano dimostra come il commercio di prossimità mantenga una funzione sociale fondamentale per l’intero tessuto cittadino. L’integrazione, ad Ancona, non è un concetto astratto: passa anche attraverso la cura reciproca, un paio di forbici e un sorriso regalato a chi ne ha più bisogno.

Per garantire un’organizzazione impeccabile e dedicare a ogni cliente il giusto tempo, il servizio di taglio gratuito del martedì è accessibile esclusivamente su appuntamento. Inoltre, in occasione del primo incontro, verrà effettuata una semplice registrazione dei dati, utile per poter ricontattare i beneficiari per le iniziative future.

Ilaria Traditi

Mercato delle Erbe: al secondo piano una nuova vocazione

Un luogo storico che cambia volto e in parte anche vocazione: dedicato all’enogastronomia ma anche ad attività complementari, unirà spazi di incontro e di ristorazione. Una moderna agorà che metterà insieme le botteghe, la possibilità di bere un drink, spazi culturali e di socialità e che potrà anche divenire palcoscenico per i futuri eventi che Ancona si appresta a mettere in campo come Capitale della Cultura 2028, richiamando così nel cuore della città fulcro delle tradizioni doriche, anconetani e visitatori.

Così diventerà il secondo piano del Mercato delle Erbe i cui lavori proseguono a pieno regime verso il completamento definitivo della struttura che vede ora il cantiere attivo al piano superiore. La ristrutturazione del primo piano del mercato vede l’ampliamento dei ballatoi dove troveranno posto strutture private con diverse destinazioni d’uso, dalla somministrazione di food e bevande ad attività culturali e con diverse metrature. E’ previsto per il 30 giugno prossimo il completamento di tutte le opere anche se altri 60 giorni (31 agosto termine massimo per la definitiva conclusione delle opere) saranno necessari per la realizzazione di alcune lavorazioni residuali e la rendicontazione delle spese.

“L’agroalimentare e la gastronomia, la rivendita dei prodotti del nostro mare, la stessa struttura del Mercato delle Erbe fanno parte della tradizione, della storia e della cultura di questa città – afferma l’assessore alle Attività Produttive e Mercati Angelo Eliantonio -. Per questo anche il piano superiore del mercato, dovrà corrispondere a questa vocazione. Il completamento dei lavori restituirà al pieno godimento da parte degli anconetani e dei visitatori un altro spazio identitario della città che potrà essere punto di riferimento anche per l’intrattenimento sociale e luogo di passaggio che ben si connette attraverso corso Mazzini e la Galleria Dorica al cuore della città”.

Il nuovo piano terra è già operativo; i rivenditori dei prodotti ittici ora sono nella nuova collocazione all’interno di box in cristallo più funzionali e che permettono anche le lavorazioni, accanto agli operatori agricoli. L’intervento complessivo mira a trasformare la struttura in una moderna piazza coperta,  riqualificando e valorizzando l’edificio storico, creando un “attrattore” turistico e commerciale nel cuore del centro storico.

“Stiamo per raggiungere il traguardo del PNRR che ci consentirà di restituire alla città un luogo iconico come quello del Mercato delle erbe che l’Amministrazione cercherà ancor più di valorizzare con usi e funzioni che siano ancor più vicini a quello che una città moderna si aspetta – afferma l’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Tombolini -. Avvieremo in questo anno anche la riqualificazione di Corso Mazzini che sarà l’ennesimo atto per arrivare ad una messa a sistema complessiva delle infrastrutture della città”.

Con un finanziamento di quasi 6 milioni di euro derivante dal PNRR, il cantiere era partito l’8 gennaio 2024 con l’obiettivo di procedere alla riqualificazione della struttura mantenendo però attive tutte le attività commerciali in essa contenute. Gli interventi oltre al rifacimento della pavimentazione e dell’impiantistica ormai completati, prevedono anche il trattamento della copertura metallica del mercato, così da rimuovere attraverso l’uso di uno speciale laser un secolo di ruggine e sporco. La stessa impresa poi si occuperà di installare i nuovi infissi, in particolare le nuove finestre.

Rosanna Tomassini

La Biblioteca Benincasa torna alla città: restaurata, più bella e con nuovi spazi per la cultura

Ha accolto generazioni di anconetani, studenti e studiosi. Tra le sue sale sono passate letture, ricerche, versioni di latino e greco, consultazioni di libri rari e prestiti di volumi che hanno accompagnato la vita di generazioni di cittadini, entrando nelle case, passando di mano in mano, alimentando studi, passioni, scoperte e percorsi personali. Oggi la Biblioteca Benincasa, storicamente ospitata a Palazzo Mengoni Ferretti, tra piazza del Papa e via Bernabei, si prepara a tornare alla città dopo un intervento di restauro e miglioramento sismico che ne ha recuperato integralmente il valore storico e architettonico, restituendo alla comunità uno dei luoghi culturali più significativi del centro storico.

Il cuore della Biblioteca resta la sua imponente torre libraria, che attraversa il palazzo dal basamento di piazza del Plebiscito fino alla sommità dell’edificio, custodendo la funzione originaria di conservazione e consultazione del patrimonio librario. Attorno a questa identità storica prende forma una biblioteca contemporanea, pensata per rispondere alle esigenze della cultura di oggi: nuovi spazi per la lettura e lo studio, aree dedicate ai ragazzi, sale conferenze, ambienti multifunzionali, servizi di accoglienza e anche una caffetteria, che renderanno il complesso un luogo aperto e vissuto durante l’intera giornata.

Il restauro ha riportato alla luce la ricchezza architettonica di Palazzo Mengoni Ferretti: soffitti decorati, scaloni monumentali, vetrate, affacci panoramici sulla città e sul mare, fino alla preziosa alcova dell’ultimo piano, con i suoi fregi dorati e gli apparati decorativi storici che testimoniano il prestigio dell’edificio. La biblioteca Benincasa è un patrimonio che torna a mostrarsi in tutta la sua bellezza, insieme con nuove funzioni culturali, formative e sociali.

L’intervento di restauro con miglioramento sismico è in fase finale, avendo superato il 95 per cento del programma dei lavori. L’opera, dal valore complessivo di 7 milioni e 660 mila euro, è stata finanziata attraverso fondi PNRR per 5 milioni e 60 mila euro, insieme con risorse comunali e regionali. Restano da completare alcune sistemazioni esterne e poi si procederà con gli arredi interni. In questo momento gli interni del Palazzo appaiono, ancora vuoti, in tutta la loro bellezza architettonica e pittorica, testimoni del loro valore storico.

La Biblioteca nel percorso verso Ancona 2028

“Il percorso verso Ancona 2028 – afferma l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi – passa anche attraverso la restituzione alla città dei suoi luoghi culturali più identitari. Dopo la riapertura della Pinacoteca, lavoreremo per restituire alla città anche questo palazzo con il suo patrimonio librario, immaginando la Biblioteca Benincasa come un vero presidio culturale aperto. Sarà un luogo dedicato allo studio e alla ricerca, ma anche uno spazio vissuto dai giovani, dagli universitari, dalle famiglie e dalla città. La Biblioteca porta il nome di Luciano Benincasa, che nel Seicento decise di aprire al pubblico la propria raccolta libraria, e vogliamo onorare quello spirito rendendo questo spazio un luogo di socializzazione e partecipazione nel cuore del centro storico. Con il Teatro delle Muse, la piazza del Plebiscito riqualificata, la Pinacoteca, il Museo archeologico, l’Anfiteatro romano e il Museo diocesano, prende forma un sistema culturale integrato che rafforza il ruolo del centro storico nel percorso verso Ancona 2028”.

Gli interventi strutturali e impiantistici

L’intervento ha interessato sia il consolidamento strutturale dell’edificio storico sia il suo adeguamento funzionale, energetico e impiantistico. Sono stati completati i consolidamenti di volte, murature e solai, insieme con il restauro degli stucchi, delle decorazioni e di parte delle pavimentazioni storiche. Sono inoltre terminati i lavori esterni e sono state rimosse le impalcature. Sul fronte impiantistico, risultano completati i nuovi sistemi di climatizzazione, gli impianti antincendio e gran parte delle opere relative agli impianti elettrici, con gli ultimi interventi dedicati agli allacciamenti alle reti e al montaggio di rilevatori e corpi illuminanti. Il progetto prevede anche sistemi ad alta efficienza energetica e l’integrazione di fonti rinnovabili compatibili con il valore storico e architettonico del complesso.

I nuovi spazi e l’accessibilità

L’intervento comprende anche la riqualificazione degli spazi interni con nuove aree dedicate alla consultazione, all’archiviazione e alla socializzazione degli utenti, insieme con il recupero del piano seminterrato che ospiterà spazi espositivi, attività formative e laboratori. Previsti anche una nuova sala riunioni da 84 posti, un servizio caffetteria e una piazzetta esterna attrezzata con gradoni per piccoli eventi.

Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità dell’edificio, con l’adeguamento degli spazi alle normative per l’abbattimento delle barriere architettoniche, il rinnovo dell’ascensore e l’adeguamento dei percorsi di accessibilità e del percorso disabili esterno. Il progetto include sistemi di digitalizzazione, rete internet e tecnologie avanzate per il miglioramento dei servizi bibliotecari.

Tempi di completamento e riallestimento della Biblioteca

Per quanto riguarda i tempi necessari per la riconsegna dell’opera alla città, l’Assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini ha spiegato che il completamento del cantiere è previsto entro il 30 agosto 2026, comprese le opere accessorie. Successivamente comincerà la fase dedicata agli allestimenti interni, al completamento degli arredi e alla ricollocazione del patrimonio librario, operazione particolarmente complessa per dimensioni e caratteristiche della Biblioteca. Tombolini ha ricordato che anche il trasferimento dei libri aveva richiesto diversi mesi di lavoro e che sarà necessario intervenire sull’archiviazione dei documenti, sull’organizzazione degli spazi e sull’arricchimento culturale degli ambienti, in linea con la nuova funzione aperta e multidisciplinare immaginata per la Biblioteca Benincasa.

La fase degli arredi e del riallestimento librario

Relativamente alla fase degli arredi e del riallestimento librario, l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi ha spiegato che, grazie a un lavoro congiunto tra l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato ai Lavori pubblici, il Comune ha ottenuto 400 mila euro attraverso un bando della Regione Marche. Le risorse saranno utilizzate nell’ambito dei lavori, svincolando eventuali altre somme residue congiunte a somme già predisposte nel quadro economico tra le somme a disposizione per il ritorno di arredi storici preesistenti, libri e nuovi arredi con una procedura di evidenza pubblica destinata alla realizzazione degli arredi interni delle sale e all’acquisto di materiali e dotazioni funzionali al nuovo assetto della Biblioteca. L’obiettivo, indicato esplicitamente, è quello di restituire alla torre libraria la sua funzione storica di conservazione dei libri e, allo stesso tempo, trasformare la Biblioteca Benincasa in un luogo contemporaneo di socializzazione e partecipazione aperto alla città.

Margherita Rinaldi

Genitori a mensa con i propri bimbi. Inaugurato il nuovo servizio per le primaria Ungaretti di Candia

Hanno condiviso con i propri figli pastasciutta, pietanza, verdure  ed eccezionalmente anche un piccolo dessert per festeggiare insieme il nuovo servizio mensa, i genitori dei bimbi che frequentano la scuola primaria Ungaretti di Candia.   Una occasione speciale e inedita per trovarsi nell’ambiente che-    insieme alla casa-   costituisce lo spazio privilegiato di crescita e socializzazione.  L’iniziativa è “Genitori a mensa – una giornata nella mensa scolastica con i genitori”  (ma è estesa anche ai nonni) ed è promossa dall’Assessorato alle Politiche Educative del Comune:  la terza edizione di un progetto che riscuote ampio gradimento e che ha già interessato alcune scuole primarie cittadine. Una occasione unica – concordano i genitori- per assaggiare i menù e partecipare ad un momento conviviale anche educativo per i bambini.

La nuova mensa, a servizio anche della scuola dell’infanzia “Peter Pan”, è stata realizzata con fondi PNRR e per la prima volta a maggio ha aperto le porte alla città, ai genitori e alla stampa.   L’erogazione dei pasti  è un servizio importante e  accurato che naturalmente sta a molto a cuore alle famiglie: i   centri cottura comunali forniscono oltre 3.000 pasti giornalieri, sono confezionati nel rispetto delle tabelle dietetiche equilibrate nei nutrienti, articolate in 5 settimane a rotazione.  Qualche curiosità: le tabelle primavera-estate sono applicate dalla terza settimana di aprile a settembre mentre  le tabelle autunno-inverno da ottobre alla seconda settimana di aprile.  Entrambe seguono le direttive del SIAN – Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione AST Ancona che le approva.    Il servizio prevede anche  diete personali per intolleranze singole o multiple, per allergie e per motivi etico-religiosi.  

“ ‘Genitori a mensa’ fa seguito all’esperienza di “Dalla terra alla tavola” (visita alle aziende fornitrici di prodotti per le mense) e “Cucine aperte” (visita ai centri cottura comunali) con le quali l’ Amministrazione  ha voluto far conoscere e apprezzare anche da parte delle famiglie la ristorazione scolastica offerta e, al contempo, favorire il dialogo con i genitori.  Il servizio mensa scolastica del Comune di Ancona ha ottenuto lo scorso anno il quarto posto della classifica nazionale di Foodinsider sulle mense scolastiche italiane e ricevuto il bollino d’oro per la Certificazione biologica dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Partecipa, inoltre, ogni anno alla Green Food Week. “Tutti riconoscimenti – ribadisce l’assessore alle Politiche Educative- che segnano il percorso virtuoso che stiamo portando avanti grazie alla scelta accurata dei prodotti biologici e a km 0 e con un forte impegno nel coniugare salubrità e gusto nelle preparazione dei pasti nei centri cottura comunali” .   La nuova mensa della scuola primaria Ungaretti di Candia e della scuola dell’infanzia “Peter Pan”, operativa dall’inizio dell’anno scolastico 2025/2026 ha una superficie di 138 metri quadrati, ospita 100 alunni con doppio turno di refezione con conseguente estensione del tempo pieno scolastico. L’edificio è collocato al centro dei due plessi esistenti.

I lavori sono stati realizzati con un finanziamento PNRR di 297 mila euro e un importo complessivo di 380 mila euro. Oltre allo spazio mensa per i bambini sono presenti: cucina, dispensa, anti cucina e locale per lavaggio delle stoviglie, spogliatoio, doccia e servizi igienici per il personale addetto e altri spazi funzionali per la pulizia.

FZ e RT

Portonovo verso l’estate tra natura, accoglienza e nuovi servizi

Portonovo entra nella nuova stagione estiva con un’immagine sempre più definita: una Baia che tiene insieme tutela ambientale, qualità dell’accoglienza e fruibilità, mentre avanzano interventi destinati a modificare il volto dell’area nei prossimi anni. L’estate comincia con cantieri avviati, servizi già operativi e una serie di progetti che accompagnano la trasformazione in una direzione ormai chiara: rendere Portonovo accessibile e vivibile durante tutto l’anno, senza perdere il rapporto con il paesaggio che la rende uno dei luoghi più riconoscibili della costa adriatica.

La stagione estiva 2026 ha avuto, tra l’altro, un’anteprima prestigiosa su Disney + grazie a un episodio della docuserie di successo “Tucci in Italy”. Stregato dall’atmosfera e dai sapori, l’attore ha espresso tutto il suo apprezzamento, dopo aver gustato i moscioli selvatici di Portonovo in un ristorante della Baia.

Entrando nel dettaglio delle novità, uno degli interventi più visibili riguarda il campeggio La Torre del Conero, che punta alla classificazione a tre stelle dopo un percorso di riqualificazione che ha interessato servizi igienici, spazi comuni, percorsi interni e sistema fognario. La struttura resterà aperta dal primo maggio al 30 settembre e conferma una vocazione sempre più orientata al turismo all’aria aperta, anche internazionale: nel 2025 ha registrato quasi tremila arrivi e oltre 8.600 pernottamenti, con una presenza significativa di visitatori stranieri, soprattutto tedeschi. Accanto all’ospitalità tradizionale restano attivi servizi come noleggio canoe, bike ed e-bike e attività legate ai sentieri e al mare.

La stagione si apre anche con l’avvio dei lavori destinati a ridisegnare alcuni punti strategici: è partito il percorso per la ristrutturazione dell’ex colonia dei Mutilatini, destinata a diventare una struttura collegata al turismo sostenibile e all’educazione ambientale. Parallelamente prende forma il collegamento pedonale dal Lago Grande verso la chiesa di Santa Maria di Portonovo, insieme con il nuovo tratto a fianco della strada che punta a migliorare sicurezza e accessibilità.

Completata anche la riqualificazione dei capanni nella zona del Clandestino, pensati per integrarsi con il paesaggio del Parco del Conero. Il progetto si inserisce in un percorso più ampio che prova a rafforzare il decoro complessivo della Baia senza interrompere il legame con la sua identità storica e naturale.

La tutela ambientale resta uno degli assi centrali della stagione. Il Parco del Conero prosegue i progetti di salvaguardia della biodiversità, dal ripristino di habitat degradati alla protezione della fauna autoctona, fino alle attività contro le specie aliene nella zona del Lago Grande. Nell’area umida sono in corso installazioni di nidi artificiali per uccelli insettivori, mentre alle Terrazze è stato avviato un progetto di rinaturalizzazione. Sul fronte dell’accessibilità procede anche il progetto “Sentieri per Tutti”, finanziato dalla Regione Marche, che punta a rendere percorribile l’anello 309 di Portonovo anche a persone con ridotta mobilità e famiglie con passeggini, una direzione che accompagna l’idea di una Baia aperta a pubblici diversi e fruibile oltre la sola stagione balneare.

L’organizzazione dei servizi estivi è già entrata nel vivo. Dal 25 aprile è attiva la navetta gratuita che collega il parcheggio a monte con la Baia attraverso la linea 94, mentre i parcheggi gestiti da AnconaServizi mantengono le stesse tariffe dello scorso anno. Durante l’estate saranno impiegati fino a 14 ausiliari per la gestione della sosta e partirà anche un’attività di multi-service dedicata alla manutenzione di sentieri, staccionate e aree verdi.

Tra le novità di questa stagione compare inoltre una figura dedicata alla manutenzione nei mesi invernali, richiesta dagli operatori per garantire continuità nella cura degli spazi anche fuori dal periodo turistico. L’obiettivo è mantenere Portonovo ordinata e accogliente durante tutto l’anno, rafforzando un modello che guarda alla destagionalizzazione dei servizi e dell’offerta turistica.

Anche la chiesa di Santa Maria di Portonovo, tra i più preziosi gioielli romanici d’Italia, si prepara a un’estate più aperta e vissuta. Il piccolo edificio dell’XI secolo, simbolo di Portonovo e citato anche da Dante Alighieri, amplia il piano di valorizzazione con aperture programmate, visite guidate, escursioni e iniziative culturali al tramonto. L’idea è quella di restituire centralità a uno dei luoghi più suggestivi del Conero, intrecciando patrimonio storico e esperienza del paesaggio.

E’ stato inoltre inaugurato nelle scorse settimane il Laboratorio di Biologia Marina di Portonovo (Portonovo LAB), nuovo spazio di ricerca dedicato allo studio e alla tutela degli ecosistemi marini, presso la Spiaggiola in prossimità di Portonovo Pesca. Il laboratorio nasce in una delle aree più rappresentative del territorio, di grande valore ecologico e identitario, e si inserisce nel solco delle attività di ricerca e valorizzazione del mosciolo di Portonovo, simbolo della biodiversità locale e della tradizione marinara del Conero. In questa prospettiva, il Portonovo LAB sarà dedicato non solo alla ricerca scientifica (dagli studi sul mosciolo alla conservazione della biodiversità marina, fino all’analisi dei fenomeni di erosione costiera), ma anche ad attività didattiche rivolte agli studenti internazionali di Marine Biology e a iniziative di sensibilizzazione ed educazione ambientale. Il Laboratorio è stato realizzato grazie a un accordo tra UNIVPM e la Società Portonovo Pesca s.r.l., attraverso la ristrutturazione di un locale dei pescatori: un esempio concreto di collaborazione tra Ateneo, istituzioni e realtà del territorio per la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale e scientifico del Conero.  

Ciclopedonale del Conero risanata, ora un piano di manutenzione stabile


Prossimi all’avvio della stagione estiva, i lavori di manutenzione straordinaria della ciclopedonale del Conero sono stati completati. Il percorso inaugurato nell’aprile del 2024, undici chilometri tra Ancona e Portonovo nel territorio del Parco del Conero tra piante, vigneti e scorci di mare, con una pendenza accessibile alle famiglie con bambini e accessi corrispondenti alle fermate dei bus che consentono di ridurre il tragitto usando il mezzo pubblico per il rientro, è stato ripristinato dal Comune con i propri mezzi e i propri dipendenti dopo i cedimenti del fondo causati dalle acque meteoriche nell’arco della stagione invernale. È però nei prossimi mesi che si definirà un cambiamento importante: la manutenzione della ciclopedonale sarà affidata a una ditta esterna dedicata, con un contratto strutturato di tre anni.

Dentro il Parco del Conero

Per il ripristino sono stati applicati materiali inerti, cioè privi di componenti organiche o chimiche attive, scelti in conformità con le prescrizioni dell’ente Parco: dentro un’area naturale protetta i materiali da costruzione devono essere compatibili con l’ecosistema e ridurre al minimo il rischio di alterazioni del suolo. Sono stati eseguiti anche sfalci mirati dove la vegetazione aveva creato situazioni di pericolo per chi transita, nel rispetto dell’equilibrio del contesto. Nei punti ancora critici permane la segnaletica di avviso.

Manutenzione strutturata e presenza continuativa

Nei prossimi mesi la ciclopedonale sarà dunque affidata per tre anni, con possibilità di estensione a quattro, a una ditta esterna che si occuperà della manutenzione in modo continuativo. A regime, il piano prevede la sistemazione dei fossi laterali e dei canali trasversali per ridurre il flusso delle acque superficiali, causa principale del deterioramento del fondo.

«La manutenzione della ciclopedonale del Conero – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini – è un impegno che questa Amministrazione si è assunta con continuità, perché un percorso di undici chilometri dentro un parco naturale protetto non si conserva con interventi invasivi: richiede materiali compatibili con l’ecosistema, tempi calibrati sulle condizioni del terreno e una presenza costante nel tempo. È la natura stessa del luogo a dettare le regole, e noi le rispettiamo. Questo vale anche per chi frequenta il parco: la convivenza tra fruizione e tutela dell’ambiente passa dalla consapevolezza di trovarsi in un contesto delicato. La ciclopedonale è un collegamento reale tra la città e il mare, a disposizione di residenti e turisti, e tenerla efficiente è una responsabilità che non si esaurisce con un singolo cantiere. Guardo poi a questo intervento come a un primo passo verso qualcosa di più ambizioso: entro poco più di un anno, grazie al sentiero previsto dal programma ITI Portonovo, sarà possibile raggiungere la baia direttamente a piedi: sarà un tracciato che si allunga fino al mare».

Un metodo che unisce mare e città

La stessa logica, manutenzione strutturata e presenza continuativa, vale per la rete urbana. La Giunta ha approvato nelle scorse settimane un Accordo Quadro triennale, estendibile a quattro anni, del valore complessivo di 3,38 milioni di euro, suddiviso in cinque lotti affidati a operatori distinti, per un servizio di pronta manutenzione della rete stradale e pedonale sull’intero territorio comunale. Il piano è finanziato attraverso il piano IMU-TASI, strumento che utilizza entrate comunali legate alla fiscalità immobiliare per finanziare interventi diffusi di manutenzione e sicurezza urbana in modo flessibile lungo l’intero arco temporale. Gli interventi saranno attivati sulla base delle condizioni reali della rete viaria, senza una localizzazione predefinita, e includono sia rifacimenti strutturati di pavimentazioni, marciapiedi, segnaletica e manufatti stradali, sia manutenzioni puntuali. Il sistema consente l’avvio di lavori urgenti entro 24 ore dall’ordine di servizio. La Direzione lavori coordinerà i contratti applicativi e gli ordini di intervento, traducendo le segnalazioni e le verifiche sul campo in azioni concrete.

«Con questo piano – dichiara Tombolini – attiviamo un servizio stabile di pronta manutenzione che cambia il modo di intervenire sulla rete stradale. Si tratta di un sistema organizzato che dovrebbe garantire interventi rapidi, soprattutto nelle situazioni di maggiore criticità».

Margherita Rinaldi

L’ex Cobianchi torna alla città: aula studio e workshop trovano casa in piazza Roma


I locali dell’ex Cobianchi sotto piazza Roma stanno per riaprire come aula studio. I lavori di allestimento di questo grande spazio per gli studenti al centro di Ancona sono quasi conclusi: la ristrutturazione degli ambienti e la realizzazione degli impianti sono già completate, nelle prossime settimane si ultimano i sistemi di videosorveglianza, gli allarmi e gli arredi. L’apertura è prevista per maggio.

Lo spazio potrà accogliere fino a 130 persone e nasce, appunto, con la vocazione principale di aula studio, ma è progettato per un utilizzo più ampio: incontri, iniziative, eventi. Gli orari saranno definiti e comunicati nelle prossime settimane, con un’estensione sicura fino alla sera inoltrata.

Il progetto rientra nel programma “Aule Aperte”, finanziato da Fondazione Cariverona con 180 mila euro a cui si aggiunge un cofinanziamento comunale. Il programma prevede anche nuovi spazi studio nei quartieri Piano San Lazzaro, Torrette e nella zona di via Veneto, con l’obiettivo di costruire una rete cittadina di luoghi dedicati agli studenti.

«Questa apertura — dichiara l’Assessore alle Politiche universitarie Marco Battino — risponde a una richiesta concreta degli studenti, che chiedono più spazi per studiare in città. Allo stesso tempo rappresenta un modo nuovo di vivere il centro, rendendolo più dinamico e frequentato anche nelle ore serali. Piazza Roma, sede del Rettorato storico, ora in fase di ristrutturazione, si arricchisce così di una funzione stabile dedicata agli studenti che vivono e studiano in città».

Next Job

La vocazione polifunzionale dello spazio emergerà subito. Il 27 maggio, dalle 16.30 alle 18.30, l’ex Cobianchi ospiterà un workshop gratuito rivolto alle aziende, in cui verrà presentata la nuova configurazione dell’Informagiovani come agenzia per il lavoro. È il primo degli appuntamenti previsti nello spazio, ed è anche la premessa dell’evento principale: il 28 maggio, in piazza Roma, si svolgerà “Next Job – Il tuo prossimo lavoro”, la giornata dedicata all’incontro diretto tra candidati, imprese, agenzie per il lavoro e centri per l’impiego, con colloqui, orientamento individuale, revisione dei curricula e simulazioni di selezione.

Per “Next Job”, le imprese e gli altri soggetti interessati a partecipare e a presentare le proprie opportunità occupazionali devono inviare la candidatura entro le ore 10 del 6 maggio all’indirizzo info@informagiovaniancona.com, allegando il modello scaricabile dall’albo pretorio online (determinazione dirigenziale 985/2026 del 20 aprile 2026). La partecipazione dei giovani è libera e gratuita. Per informazioni: Servizio Informagiovani di Ancona, telefono 071 54954.

Informagiovani diventa agenzia per il lavoro

Alla base di questo evento c’è una trasformazione strutturale dell’Informagiovani. La Giunta comunale ha approvato la delibera che avvia l’iter per l’iscrizione del servizio all’Albo nazionale delle Agenzie per il lavoro, nella sezione riservata ai soggetti pubblici. L’iscrizione formalizza e potenzia attività già svolte, riconoscendole all’interno del sistema nazionale delle politiche attive del lavoro. In concreto, Informagiovani potrà svolgere funzioni di intermediazione, orientamento e supporto all’inserimento occupazionale: un giovane potrà ricevere aiuto nella ricerca attiva, essere orientato tra le opportunità disponibili e partecipare a momenti strutturati di incontro con le imprese; un’impresa potrà segnalare le proprie esigenze, cercare profili e entrare in contatto con candidati.

«Informagiovani evolve e si struttura come uno spazio ancora più operativo, capace di mettere in relazione competenze, aspirazioni e bisogni delle imprese — afferma l’Assessore Battino —. È una scelta che tiene insieme orientamento, formazione e occupazione, con un approccio pubblico, accessibile e senza finalità di lucro. In questo modo il Comune si assume una responsabilità diretta nel creare occasioni reali, costruendo un ponte tra giovani e mondo del lavoro».

Margherita Rinaldi

Palermo Giangiacomi, molto più che autore vernacolare

Se gli anconetani di recente hanno scoperto le tante, sconosciute, sfaccettature del concittadino Palermo Giangiacomi, detto “D’Artagnan” – autore del celeberrimo lavoro vernacolare “L’imbriago” che mio nonno, ricordo, mi portò a vedere al Teatro Sperimentale quando ero bambina- lo devono al Lions Club Ancona Host che a fine marzo ha regalato alla città una conferenza- spettacolo partecipatissima alla Mole Vanvitelliana. L’evento, curato nei minimi dettagli, è inserito nell’ambito delle celebrazioni per il 70° anniversario del Lions Club, molto attivo e propositivo nel recupero e nella divulgazione della storia del capoluogo, di quella Ancona che non c’è più e che in tanti non conoscono. Il progetto “Il poeta e la città”, dedicata al poeta e commediografo anconetano Palermo Giangiacomi prende le mosse dalla ricerca condotta e confluita in un volume del giovane storico Michele Servadio, che è stato anche il conduttore dell’evento. I partecipanti, numerosi e molto interessati, hanno avuto l’occasione di ascoltare alcune fra le composizioni poetiche più intense e liriche del nostro autore, sia in italiano sia in vernacolo anconitano, oltre ad assistere ad alcuni frammenti di sue celebri opere teatrali come “L’assediu di Ancona” e il già citato “L’imbriago”, messi in scena per l’occasione da alcuni attori della compagnia teatrale “J’amici de Candia”. Una commedia la seconda, che è stata scritta non solo per divertire ma anche -ha spiegato Servadio che ha fatto luce su tantissimi aspetti della vita e della produzione di Giangiacomi- per mettere all’indice, ridicolizzandola, una piaga di inizio Novecento, presente soprattutto nelle città portuali come Ancona, l’alcolismo.

Bada che Ancona, a qui, è bel’ un bel po’! | Guarda che panorama che se vede, | coi campi, i monti, el mare de lagió!… | Pure, che sia coscì, non ce se crede.  (da Ancona, in Opere scelte, Gilberto Bagaloni Editore)

Nato nel capoluogo dorico da un’umile famiglia del Rione San Pietro negli anni Settanta dell’Ottocento, Giangiacomi è stato un autore profondamente legato alla sua città, del quale divenne interprete come pochi altri. Considerato insieme a Duilio Scandali e Francesco Scarabicchi tra i più influenti poeti anconetani del XX secolo, oggi la sua figura è (quasi) caduta nell’oblio. Nato – si accennava- in una famiglia poverissima e per questo costretto ad abbandonare gli studi, ebbe una vita avventurosa che lo portò, dopo essersi avvicinato agli ambienti anarchici e repubblicani, a partire volontario per combattere a fianco dei greci nella guerra greco-turca. Tornato ad Ancona, fece i lavori più disparati per mantenersi, fra cui lo strillone di giornali, il carpentiere, il pesatore di carbone al porto e il pescatore, iniziando parallelamente a studiare da autodidatta con libri presi in prestito dalla biblioteca comunale. A quel periodo risalgono i suoi primi sonetti, dati alle stampe nel 1901 con il titolo di ‘Avemarie e tramonti’, cui si affiancarono ben presto le prime composizioni in vernacolo, registro linguistico che consentiva a Giangiacomi di potersi rivolgere con maggiore naturalezza a quel variopinto mondo popolare in cui era cresciuto e che rappresentava il suo pubblico d’elezione. In seguito divenne anche giornalista, collaborando a numerose testate locali, come Il Moschettiere, Il Lucifero e L’Ordine. Nel 1904 ottenne i primi successi commerciali dando alle stampe i suoi più celebri componimenti letterari, tra cui nel 1909 “L’imbriago “. Ferito al fronte durante la guerra del 15-18, tornò ad Ancona dove divenne direttore della Biblioteca comunale e l’intellettuale più influente della città, continuando a pubblicare opere fino a pochi anni prima della morte, tra cui l’ultima ‘Storie e sturiele’, accompagnata da un saggio intitolato ‘Il vernacolo anconitano’ in cui spiegava l’origine e l’importanza della forma dialettale all’interno del panorama poetico nazionale.

Ascoltare le sue poesie significa ascoltare la storia di Ancona, ricordare il suo passato e riportare alla luce il folclore cittadino.

L’evento, organizzato dal Lions Club Ancona Host con il patrocinio del Comune di Ancona, della Deputazione di Storia Patria per le Marche e dell’Accademia di Oplologia di Ancona, è stato ideato e curato da Michele Servadio e ha visto la collaborazione di Marco Burini, Milena Costantini, Giorgio Ferroni, Rossano Ferrucci, Andrea Micheli, Massimo Parisi, e Luca Vignoni.

Federica Zandri