Capitale della Cultura 2028: orgoglio collettivo e dichiarazione di futuro


di Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona

La proclamazione di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028 rappresenta l’inizio di una nuova epoca per la nostra città e un’emozione profonda per me e per tutta la nostra comunità. È un orgoglio che appartiene a ogni singolo cittadino, una scintilla che trasforma il nostro senso di appartenenza in un obiettivo collettivo.

Il titolo del nostro dossier, “Questo. Adesso”, non è un semplice slogan, ma una dichiarazione di futuro. Ci dice che il prezioso patrimonio storico è il carburante per accendere il motore del presente. Significa abitare la nostra storia con occhi nuovi, consapevoli che le radici doriche e il prestigio di Ancona “Porta d’Oriente” sono le fondamenta su cui stiamo costruendo la città di domani.

La Commissione ha premiato un progetto solido, capace di declinare la cultura in azioni concrete attraverso quattro direttrici fondamentali, definendolo “eccellente”.

Il Mare: non più solo un confine o un’infrastruttura logistica, ma lo specchio della nostra identità, un ponte verso l’Adriatico e il Mediterraneo.

Il Parco: la valorizzazione dei nostri polmoni verdi, il Conero e il Cardeto, inteso come spazio di benessere e sostenibilità dove la natura si fa cultura.

La Rigenerazione Urbana: un impegno a ricucire il tessuto della città, trasformando spazi dimenticati in centri pulsanti di creatività e incontro.

I Nuovi Linguaggi per i Giovani: la sfida più ambiziosa. Vogliamo che Ancona parli la lingua delle nuove generazioni, offrendo loro spazi di espressione, innovazione digitale e protagonismo culturale.

Questo successo non ha un solo autore: è il frutto di un lavoro di squadra senza precedenti coordinato dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi. Un ringraziamento profondo va alla Regione Marche, che ha creduto fin da subito nel valore del progetto per il capoluogo e per il territorio e all’Anci per il costante supporto: tutta la rete dei Comuni beneficerà di questo titolo.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza gli altri partner d’eccellenza: l’Università Politecnica delle Marche, bussola del sapere e dell’innovazione, e Marche Teatro, eccellenza nazionale che sarà il nostro ente attuatore. Insieme a loro, ringrazio ogni istituzione, associazione e professionista che ha messo il proprio talento al servizio della candidatura.

Sia chiaro: la vittoria non è il traguardo, ma la linea di partenza. Da oggi siamo chiamati a un impegno straordinario. La sfida più grande in città non è solo infrastrutturale, ma culturale: dobbiamo evolvere il nostro modo di accogliere.

Vogliamo che Ancona diventi una città capace di abbracciare il visitatore, di raccontarsi con fierezza gentile e di offrire un’esperienza umana di alto profilo. Ogni cittadino, commerciante e operatore sarà un ambasciatore della nostra bellezza.

Ci aspettano mesi di preparazione intensa affinché il 2028 non sia solo un calendario di eventi, seppure corposo e attrattivo, ma un anno capace di lasciare un’eredità duratura. Lavoreremo per portare la cultura in ogni quartiere e in ogni settore e per consolidare Ancona come capitale del dialogo tra i popoli. Il cammino è tracciato. Siamo pronti ad aprire il cantiere della creatività, del futuro, dell’accoglienza.

Palombina verso la normalità: ultima estate con sversamenti a mare. Al via i lavori


Sarà l’ultima estate di sversamenti a mare, almeno nel tratto di Palombina a ridosso del quartiere di Collemarino. Stanno iniziando i lavori di Viva Servizi volti a risolvere definitivamente l’annosa problematica degli sversamenti a mare in caso di piogge abbondanti che nella stagione estiva determinano l’apertura e la chiusura della balneazione nel tratto di litorale compreso tra Palombina e Falconara.

Il primo cantiere, della durata di poco meno di un anno, segna l’avvio di un ampio progetto di tre lotti sul litorale da Palombina a Falconara; quello che partirà a giorni prevede la realizzazione di un nuovo collettore fognario, da posizionarsi in adiacenza al Fosso della Palombina e una nuova stazione di sollevamento fognario dotata di elettropompe.

“Il cantiere che sta per iniziare porterà alla risoluzione del problema degli sversamenti che affliggono le coste e gli operatori balneari. È un momento di soddisfazione per tutti, dal consiglio di amministrazione ai tecnici” sottolinea Andrea Dotti Presidente di Viva Servizi “sono tanti anni che lavoriamo a questo progetto e finalmente siamo riusciti a metterlo a terra ed avviare i lavori”.

Il nuovo collettore, di lunghezza pari a circa 800 metri, avrà la funzione di convogliare le acque reflue urbane (acque scure) attualmente riversate nel Fosso della Palombina; si sganceranno quindi le acque reflue che saranno convogliate attraverso un nuovo collettore e una stazione di sollevamento sulla fognatura lungo la Flaminia per poi terminare al depuratore di Falconara.

“È stato il primo problema che ho trovato sulla scrivania sette anni fa quando mi sono insediato” aggiunge Moreno Clementi Direttore di Viva Servizi “siamo riusciti a fare questo stralcio del lotto uno, cioè un progetto a parte per dare subito delle risposte, in modo che dall’estate 2027 i cittadini potranno veder diminuiti i disagi nella fruizione della balneazione grazie ai nuovi impianti. È solo l’inizio di un progetto molto più ampio che comprende altre due fasi, in particolare una è al vaglio della conferenza di servizi e porterebbe gli stessi benefici anche a Falconara, per un cantiere che contiamo di iniziare a partire dal prossimo autunno”

A seguito dell’intervento che inizierà in questi giorni e il ripristino del Fosso della Palombina alla sua funzione originaria, verrà superata l’apertura degli scolmatori che oggi provocano i continui divieti di balneazione. I lavori produrranno pertanto un duplice beneficio immediato: da un lato, la rinaturalizzazione del Fosso della Palombina e dall’altro la riduzione del carico idraulico sulla rete fognaria, in quanto le acque naturali del fosso non confluiranno più, come avviene attualmente, nel sistema fognario.

La riduzione del carico idraulico grazie alla separazione delle acque bianche meteoriche, in condizioni di pioggia, comporterà una diminuzione della probabilità di attivazione dello scolmatore, con conseguenti effetti positivi sulla gestione della rete fognaria e sull’ ambiente del litorale.

Marco Loi

Ancona con tutte le Marche per la Cultura: al Ministero il progetto per il 2028


Sono stati i giovani attori della Compagnia Giovani di Marche Teatro, guidata dal direttore Giuseppe Dipasquale, ad aprire nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma l’audizione del Comune di Ancona per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Alzandosi dai loro posti tra il pubblico e raggiungendo il centro della scena, hanno avviato la presentazione con una performance che ha riportato alla voce le parole di Francesco Scarabicchi e Franco Scataglini. Presente in sala con la delegazione anconetana, nel giorno del suo compleanno, il maestro Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico.

Poco prima delle 11 ha preso la parola la delegazione anconetana, seconda a intervenire dopo Anagni e prima di Catania, per illustrare il dossier “Questo. Adesso.”, espressione tratta da un brano di Francesco Scarabicchi e assunta come chiave sintetica della candidatura. Il sindaco Daniele Silvetti ha collocato la proposta come una rotta strategica che intreccia identità storica e visione contemporanea, richiamando la Carta di Ancona e il binomio Città-Porto / Città-Parco come riferimento per un equilibrio strutturale tra sviluppo, paesaggio e cultura, e indicando nella vocazione internazionale, universitaria e nella scelta della gentilezza urbana i punti di riferimento della città.

La presentazione si è svolta alla presenza di una rete ampia e trasversale di soggetti del territorio che hanno contribuito alla costruzione del progetto. A partire dai quattro pilastri – Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche – la candidatura si fonda su un sistema che coinvolge istituzioni culturali, enti di ricerca, fondazioni, operatori economici, associazioni, curatori e progettisti, per un totale di circa ottanta rappresentanti presenti in sala. Tra i soggetti attuatori assume un ruolo centrale Marche Teatro, partner strategico e soggetto attuatore della candidatura, protagonista anche della fase di audizione.

La narrazione del dossier

L’audizione, della durata complessiva di un’ora, è stata costruita come un evento unitario, con una regia coordinata che ha integrato interventi istituzionali, contributi artistici e supporti video. Nei primi trenta minuti è stata illustrata la struttura del dossier come ecosistema culturale articolato in quattro traiettorie: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco, Mare Culturale, direttrici che traducono le caratteristiche storiche e geografiche di Ancona in una proposta di rigenerazione urbana, sociale e produttiva.

L’assessore alla Cultura Marta Paraventi ha richiamato l’impostazione del progetto, nato dalle parole di Scarabicchi e fondato sul mare come riferimento culturale e progettuale, spiegando la connessione tra area portuale e dimensione adriatica, asse degli istituti culturali e scientifici fino al Duomo, integrazione tra Parco del Cardeto e Conero, e sistema della produzione contemporanea che coinvolge giovani e imprese creative. Ha sottolineato l’attenzione a accessibilità e inclusione, con il Museo Tattile Statale Omero come riferimento metodologico, e l’integrazione tra patrimonio materiale e immateriale, innovazione digitale, welfare culturale e processi di rigenerazione urbana.

Il video del regista e musicologo Francesco de Melis ha accompagnato l’esposizione con immagini dedicate al paesaggio urbano e al porto. Alla giuria è stata consegnata anche una copia del dossier in Braille, in coerenza con l’impianto inclusivo del progetto. L’audizione si è conclusa con un contributo video realizzato dallo studio ADV Creativi. Nel corso della presentazione, il direttore creativo Anghela Alò ha illustrato la curatela unitaria dei progetti, il coordinamento tra le diverse linee di intervento e gli strumenti di monitoraggio previsti per garantire misurabilità e continuità.

Il cuore della visione

Per descrivere il cuore della visione sono intervenuti il Sindaco Daniele Silvetti, l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini e il presidente di ANCI Marche Marco Fioravanti. Il sindaco ha ribadito che la candidatura costituisce un piano strategico di sviluppo che riporta la cultura al centro della progettualità urbana, integrando vocazione portuale, sostenibilità ambientale e welfare culturale in un contesto di trasformazione sostenuto da investimenti PNRR, nuovo PUG e sistema dei parchi, con una governance multiattoriale capace di garantire continuità operativa.

Il Magnifico Rettore Enrico Quagliarini ha evidenziato il ruolo dell’Università Politecnica delle Marche come infrastruttura stabile di conoscenza e cooperazione con il Comune, in grado di trasformare ricerca e formazione in leva strutturale di sviluppo. Il presidente di ANCI Marche Marco Fioravanti ha collocato la candidatura nella dimensione territoriale, sottolineando il ruolo di Ancona come capoluogo capace di attivare la rete dei comuni marchigiani in una prospettiva regionale condivisa.

Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, concludendo l’audizione, ha inserito la candidatura in una visione regionale fondata sul policentrismo marchigiano e sul rafforzamento del capoluogo come porta sull’Adriatico e sul Mediterraneo, richiamando il patrimonio storico e monumentale della città, la Mole Vanvitelliana, la vocazione marittima e manifatturiera e il progetto del nuovo porto come infrastruttura capace di coniugare sviluppo, identità e qualità urbana. Ha definito la candidatura un investimento strategico per rendere l’intero territorio marchigiano più protagonista nello scenario nazionale e mediterraneo.

Una comunità presente

All’audizione hanno assistito circa ottanta persone giunte a Roma per sostenere la candidatura: sindaci e amministratori del territorio, europarlamentari, parlamentari, rappresentanti istituzionali e culturali nazionali, curatori di progetto.

Erano presenti, tra gli altri, il Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma Guido Castelli, Vincenzo Garofalo, Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Luigi Conte, Presidente del Parco del Conero, Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura, Valerio Vico Presidente di Marche Teatro, Paolo Clini e Barbara Toce della direzione di candidatura, Gianluigi Mondaini dell’Università Politecnica delle Marche, Francesco de Melis, Aldo Grassini, Presidente del Museo Tattile Statale Omero. Il 26 febbraio, giorno del suo compleanno, anche Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico, ha scelto di essere a Roma assieme alla delegazione anconetana.

Sono arrivati a Roma per il sostegno alla candidatura i sindaci Ezio Capitani di Offagna, Davide Fiorini di Camerata Picena, Luca Serfilippi di Fano con l’Assessore Lucia Tarsi, Gianluigi Tombolini di Numana e il vicesindaco di Jesi Samuele Animali.

Sono intervenuti inoltre il Sottosegretario MEF Lucia Albano, i Deputati della Repubblica Antonio Baldelli, Stefano Maria Benvenuti Gostoli, Augusto Curti e Irene Manzi, la Senatrice Elena Leonardi e il Parlamentare europeo Carlo Ciccioli.

Erano presenti in Sala Spadolini anche Carolina Brook, Vice Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, Stefano Finocchi della Soprintendenza di Ancona, Marta Morico, Direttore Organizzativo di Marche Teatro, Lorenza Mochi Onori, già Soprintendente delle Marche, Francesco De Melis, regista dell’Università La Sapienza, Claudio Strinati, Segretario dell’Accademia Nazionale di San Luca, Neumann Carlo, Presidente della Riviera del Conero e Colli dell’Infinito, Giorgio Moretti, Vicepresidente di Confindustria Ancona, Silvia Caporaletti dell’Archivio di Stato di Ancona, Andrea Speciale, Vicepresidente di Marche Teatro, Silvia Pelonara del Consiglio Nazionale Architetti PPC, Ledo Prato di CIDAC per l’assistenza tecnica, Romina Quarchioni della Rete Museale Città Lottesche, Francesco Cellini, Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca, Gianni Dessì, Accademico della stessa istituzione, Barbara Urbani dell’ICPI di Roma, Paolo Bedeschi della Società Artifex e Guido Vettorel dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.

Particolare attenzione è stata riservata agli under 35, coinvolti nella regia organizzativa dell’audizione e nella definizione dell’identità visiva del dossier, affidata all’Accademia Poliarte.

Le domande della giuria

La seconda parte dell’audizione, della durata di circa venticinque minuti, è stata dedicata alle domande della giuria. La Cabina di regia, coordinata dal Sindaco Daniele Silvetti, ha risposto ai quesiti relativi a governance, sostenibilità economica, monitoraggio dell’impatto ed eredità nel medio e lungo periodo.

Sono intervenuti il sindaco Daniele Silvetti, l’assessore Marta Paraventi, il Magnifico Rettore Enrico Quagliarini, la dirigente Cultura e Turismo del Comune di Ancona Viviana Caravaggi, la professoressa Maria Serena Chiucchi del Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche per l’impianto di valutazione e Giuseppe Dipasquale in qualità di direttore di Marche Teatro, ente attuatore del progetto.

In questa sede sono state approfondite alcune tematiche strategiche, tra cui quelle legate alle strategie di comunicazione del progetto e, più in generale, della città.

Una rotta per il futuro

L’audizione rappresenta la tappa centrale del percorso di candidatura. Il dossier integra programmazione culturale, strumenti di monitoraggio, governance condivisa e una rete istituzionale e territoriale già attiva, che consolida le collaborazioni avviate e garantisce il mantenimento dell’operatività della struttura organizzativa definita nel dossier.

Capitale della Cultura, ci candidiamo con orgoglio e consapevolezza del nostro ricco patrimonio di arte e paesaggio

Ancona è tra le città finaliste per l’assegnazione del titolo Capitale della Cultura 2028. Questo è il video che racconta il senso della candidatura, con l’orgoglio della sua storia millenaria, con la consapevolezza della ricchezza del patrimonio di natura, paesaggio, arte e con tutta la sua bellezza.

Ecco il video di presentazione.

Creative director Anghela Alò / produzione advcreativi.com/ musiche Paolo Principi / logo design Poliarte

Capitale del mare. Ecco i progetti che uniscono porto, economia, sostenibilità e turismo

Ancona lancia la sua sfida ambiziosa per diventare la Capitale Italiana del Mare 2026, con una visione che supera la semplice celebrazione del mare.

Questa candidatura di Ancona a Capitale del Mare – afferma il sindaco Daniele Silvettirappresenta una grande opportunità, perché non si tratta solo di celebrare le eccellenze, le capacità e la tradizione legata alla portualità, ma anche di valorizzare la stretta relazione che il territorio di Ancona ha con la sua storia e con il mare. Abbiamo quindi messo in rete cultura, sviluppo urbanistico e tutte le attività economiche e sociali che caratterizzano una città di mare, insieme all’identità di una città che ha instaurato gemellaggi importanti con Siracusa e Venezia. Il dossier non riguarda soltanto turismo e portualità in senso economico, ma anche cultura. Il nostro percorso, che comprende anche la candidatura a Capitale della Cultura 2028, prevede interventi di adeguamento urbanistico, rigenerazione e lavori pubblici. È un cammino che ci permetterà di sviluppare nuove potenzialità per un capoluogo rinnovato, valorizzando l’intero tessuto urbano”.

Non solo quindi paesaggio o risorsa, ma un’infrastruttura viva, capace di rigenerare ogni dimensione della città: dalle economie al paesaggio, dalla cultura alla ricerca, dalla quotidianità dei cittadini alle relazioni internazionali. Il mare unisce quartieri e porto, università e imprese, comunità locali e reti internazionali, diventando ponte tra tradizione e futuro, laboratorio per nuove soluzioni in risposta soprattutto alle sfide climatiche, piattaforma di sperimentazione. Come spiega l’Assessore al Turismo Daniele Berardinelli: “Ancona propone una Capitale del Mare che non si limita a celebrarlo, ma lo assume come valore identitario e motore di azione condivisa. Il mare entra nella città, nei saperi, nelle economie e nelle politiche pubbliche, trasformandosi in occasione di relazioni, scienza, innovazione e cultura.”

Ancona: una città di mare, un ecosistema integrato e complesso

Ancona è una città di mare in cui le dimensioni produttive, ambientali, scientifiche, culturali e istituzionali convivono in modo maturo e integrato, dando vita a un ecosistema complesso ma leggibile, raro nel panorama nazionale. La candidatura “Ancona da Mare a Mare. Ecologia delle Coesistenze” rafforza la governance attiva delle interdipendenze tra sistemi diversi, valorizzando la complessità come risorsa e orientando l’azione pubblica verso equilibri dinamici e durevoli, trasformando la condizione storico-geografica in una scelta consapevole di governo delle complessità. È per questo che il progetto di candidatura, coordinato dal Servizio Turismo ed elaborato dal Marchingegno, nasce come lavoro corale, mappa di relazioni tra città, porto, territorio e mare. Nonostante i tempi stretti per la presentazione del dossier, il Comune ha coinvolto tutti gli assessorati, gli uffici e i soggetti del territorio che operano sul mare, dalle istituzioni scientifiche ai parchi, dalle imprese alle associazioni, alle comunità locali. L’obiettivo di lungo termine è quello di creare un dialogo multiattoriale e un ecosistema sempre più integrato, in cui ogni azione rinforza l’altra, generando impatti positivi nelle diverse dimensioni.

Oltre il Calendario di Eventi, le azioni di Ancona Capitale del Mare

La candidatura di Ancona a Capitale Italiana del Mare 2026 si fonda su un palinsesto che integra permanenze e azioni concrete, con un sistema di oltre 150 iniziative provenienti da 118 soggetti diversi. A queste si affiancano i 52 progetti del Comune, creando un quadro multidimensionale e coerente di 139 interventi che spaziano tra azioni ambientali, scientifiche, economiche e culturali. Il risultato è un ecosistema urbano-marino armonico, dove ogni intervento contribuisce a rafforzare l’altro. A seguire, vengono richiamati solo alcuni degli interventi più significativi degli attori istituzionali a cui vanno aggiunti le numerose proposte pervenute da associazioni ed aziende.

Le alleanze per un’azione multilivello

La proposta lavora su alleanze multilivello. A scala regionale, con il coinvolgimento di tutti i comuni delle Marche grazie ad ANCI Marche e, in modo più diretto dei 22 Comuni costieri. A livello nazionale, si presentano i gemellaggi con Venezia e Siracusa, a partire dalla valorizzazione delle relazioni storiche e delle tradizioni marinare comuni. A livello macroregionale e europeo, la candidatura si inserisce nell’Iniziativa Adriatico-Ionica (di cui Ancona ospita il Segretariato), creando spazi di confronto e cooperazione sui temi emergenti del mare, come l’Adriatic Sea Hearing, un’audizione pubblica multilivello che trasforma l’ascolto dei territori in uno strumento formale di costruzione delle politiche marittime europee.

Ecosistemi marini: protezione, innovazione, sostenibilità, accessibilità

Tra i principali interventi proposti, l’iniziativa Conero Reef (realizzata dal DiSVA – Dip. di Scienze della Vita e dell’Ambiente – Università Politecnica delle Marche) punta a creare un hub di sostenibilità marina, integrando tutela ambientale, innovazione e valorizzazione delle tradizioni con la creazione di reef artificiali lungo le coste del Conero, percorsi subacquei e attività di monitoraggio della biodiversità. In collaborazione con il Parco Regionale del Conero, si promuovono progetti concreti per la sostenibilità ambientale e la fruizione inclusiva. Tra questi Reti in Circolo per l’economia circolare, Resonance per la gestione del rischio frane nelle aree costiere e MAPA Marine Adriatic Parks per la creazione di parchi marini interconnessi. L’accessibilità per tutti è un obiettivo fondamentale, con progetti come Sentieri per tutti (sempre del Parco del Conero) per rendere Portonovo accessibile attraverso passerelle e percorsi naturalistici, e Parasailing (Marina Dorica) per garantire la piena accessibilità per atleti paralimpici.

Sostenibilità nella pesca e innovazione scientifica

Nel cuore della strategia marittima di Ancona, la sostenibilità della pesca e lo sviluppo dell’economia blu sono centrali. Con la Scuola di buone pratiche di pescaturismo e ittiturismo (realizzata dal Dip. di Management della Politecnica delle Marche), si favorisce l’integrazione del pescaturismo, la formazione dei pescatori e lo sviluppo di nuovi modelli economici sostenibili. L’innovazione scientifica e la divulgazione sono protagoniste del Congresso Internazionale SeaScience Ancona 2026, promosso da CNR IRBIM, sperimentando tecnologie marine e coinvolgendo la cittadinanza nella conoscenza del mare. La nautica sostenibile è sviluppata da MaritimeCircular Hub, un’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con Marina Dorica, che comprende: Sustainable Nautica Forum, evento incentrato su innovazione e sostenibilità nella nautica con focus su riuso, refitting e riduzione dell’impatto ambientale; nuova fiera della nautica usata Marina Dorica 4 Future, per promuovere la circolarità delle filiere, con incontri B2B tra imprese della Blue Economy, favorendo partnership e scambi di know-how grazie al coinvolgimento delle 37 Camere di Commercio del Forum AIC (Business Waves); Innovation Nautica Forum, presentazione delle principali innovazioni nel settore, con focus su progettazione e materiali, a livello nazionale e internazionale. Inoltre, si intende ospitare alcune barche italiane delle precedenti edizioni della America’s Cup, il più famoso trofeo nello sport della vela, nonché la più antica competizione sportiva internazionale ancora esistente.

Cultura, memoria e sperimentazione

Le azioni culturali sono promosse anche dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, con un progetto di urbanistica tattica in collaborazione con l’Università Politecnica e la valorizzazione digitale del patrimonio culturale portuale attraverso la piattaforma ADRIJOROUTES. Ancona ospita anche il progetto Mare Antico con il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che mira a rinnovare gli allestimenti museali per il porto romano e l’arco di Traiano e a rafforzare la connessione tra città e mare attraverso eventi culturali e didattici. Soprintendenza delle Marche e Archivio di Stato guardano invece agliArchivi del mare,con uncensimento degli archivi legati alla cultura marittima, all’educazione e agli antichi mestieri del mare assieme a professionisti del settore. La Pinacoteca Civica accoglierà la mostra Le mappe raccontano: storie di Ancona e del suo Porto attraverso i secoli, con l’esposizione di mappe originali tra XV e XIX secolo. La FORM – Orchestra Filarmonica delle Marche, promuove Porto sonoro. Musica, lavoro e paesaggio acustico del maretrasformando i suoni del porto di Ancona in materia compositiva per un’opera sinfonica contemporanea.

Sport e mare: la dimensione internazionale

Anche lo sport non è da meno: oltre al consolidamento dell’appuntamento annuale della Regata del Conero, promossa da Marina Dorica, Ancona ospiterà anche il Campionato Mondiale di Pesca d’Altura. La competizione sarà accompagnata da incontri, workshop, seminari e spettacoli, tutti pensati per coinvolgere sia la cittadinanza che gli equipaggi provenienti da tutto il mondo.

La nuova Piazza della Repubblica: simbolo del dialogo tra mare e città

Il progetto si completa con la Piazza della Repubblica, che diventa il simbolo del dialogo tra la città e il mare. L’installazione delle sculture I Viaggiatori di Bruno Catalano evoca movimento, identità e connessione, creando un punto di incontro e partecipazione in continua relazione con il paesaggio marittimo. La piazza diventa così un luogo fisico che rappresenta una città che vive e respira di mare.

Urban Center Palazzo Anziani: un hub per il turismo, la cultura e il Made in Italy

Il Centro Urbano/Info-point di Palazzo Anziani, concepito come una infrastruttura integrata, combina spazi fisici e digitali. Ospita una piattaforma multimediale dedicata al Made in Italy e al Made in Marche, con tecnologie immersive come VR/AR, segnaletica intelligente e piattaforme web. Il centro ospita anche eventi culturali ed enogastronomici, arricchendo l’esperienza del visitatore e la narrazione territoriale.

Una prospettiva che va oltre il 2026

La candidatura di Ancona a Capitale Italiana del Mare 2026 è un progetto strategico e generativo, destinato a produrre valore a lungo termine. Gli interventi di riqualificazione, già in gran parte finanziati, sono pensati per valorizzare il patrimonio urbano e naturale, mentre il rafforzamento della sostenibilità ambientale e la protezione del mare si radicano nel territorio, con azioni continuative di educazione e monitoraggio. Il rafforzamento delle filiere legate alla blue economy, dalla nautica alla pesca sostenibile, crea nuove opportunità di sviluppo. In ambito culturale, la candidatura lascia un’impronta duratura con eventi che, oltre il 2026, diventeranno appuntamenti di qualità a livello locale e internazionale. “La rete virtuosa che stiamo costruendo,” conclude l’Assessore Berardinelli, “è riferimento e guida per una governance condivisa anche in futuro, rafforzando le relazioni tra comuni costieri, porti, comunità scientifiche e civiche”.

Nuova dimensione urbana per Corso Garibaldi, al via i lavori per arredo e luci

Panchine e fioriere bianche, nuova luce, zone di sosta e di incontro eleganti e con uno stile contemporaneo, capace comunque di non “tradire” il contesto architettonico antico e di pregio. Per corso Garibaldi inizia da lunedì 26 l’importante intervento su arredi e illuminazione che porterà una nuova dimensione urbana anche all’intero asse da mare a mare, che avrà nella nuova piazza della Repubblica il punto nevralgico di partenza/arrivo.

In termini tecnici, prende il via il primo stralcio dei lavori di riqualificazione per la nuova illuminazione e arredo urbano: lavori edili di demolizione di parte di pavimentazione e di predisposizione delle linee elettriche e idriche per l’impianto a goccia temporizzato sulle fioriere: inizieranno i lavori ai sottoservizi che renderanno possibile il nuovo impianto di illuminazione e la posa in opera degli arredi e dei nuovi lampioni.

Vediamo da vicino gli elementi del progetto. Panchine dalle linee sobrie, in pietra bianca ricostruita e con trattamenti antigraffito e antidegrado, di varie dimensioni: alcune avranno uno schienale in legno, altre senza permetteranno sedute bifronte. Le panchine saranno dotate di un sistema di illuminazione nel basamento che verrà accesa per particolari eventi. Stesso materiale e stile anche per le fioriere. E a proposito di illuminazione (i lavori affidati ad Anconambiente faranno parte del secondo stralcio) è stata progettata con una distribuzione su pali alti 5,5 metri e disposta a “quinconce” cioè alternati lato destro e sinistro per avere ottiche asimmetriche e illuminare maggiormente la parte centrale del Corso, con la minore interferenza possibile con le vetrine dei negozi. I nuovi lampioni presenteranno linee moderne ed essenziali in acciaio grigio. L’illuminazione sottogronda nei palazzi, oggi in funzione, sarà spenta nell’uso quotidiano, ma potrà essere accesa in caso di eventi particolari che richiedano più illuminazione.

Anche la distribuzione degli elementi di arredo è prevista in maniera alternata per conferire un ritmo dinamico alla composizione. Si rinnova, dunque, senza stravolgere: l’idea alla base della riqualificazione è quella di creare zone di sosta con elementi dalle nuances chiare e con la sottolineature dell’elemento verde: saranno piantate Photinia Red Robin, tipologia di pianta sempreverde molto resistente che tollera bene la soluzione in vaso, con uno speciale effetto bicromatico rosso/verde in base al periodo dell’anno.

Il cronoprogramma di progetto prevede 145 giorni per l’esecuzione dei lavori, che dureranno quindi fino alla fine di giugno 2026: la cantierizzazione sarà “mobile” e organizzata a fasi, un isolato alla volta garantendo anche l’uso degli attraversamenti carrabili perpendicolari al Corso. Inizierà nel primo tratto che va da Piazza Cavour a Via Castelfidardo per poi scendere verso Piazza Roma e poi verso Piazza della Repubblica; la fase uno verso Piazza Cavour, più breve e ridotta come dimensioni, servirà anche da test per calibrare al meglio le interferenze, adottando poi eventualmente quanto necessario per ridurre al minimo le eventuali problematiche che si possano riscontrare. L’area di cantiere, in ogni fase successiva, occuperà solo la parte centrale del Corso, lasciando liberi i due “marciapiedi” laterali per una larghezza di circa 3 metri, garantendo sempre il passaggio pedonale e gli ingressi alle attività commerciali nonchè il passaggio per mezzi di soccorso.

University Card, crescono le attività convenzionate e gli studenti iscritti


A quasi tre settimane dall’avvio della University Card, il nuovo strumento digitale pensato per gli studenti dell’Università Politecnica delle Marche, si registrano i primi riscontri concreti. In una fase dichiaratamente sperimentale, i dati iniziali indicano un interesse diffuso, soprattutto da parte delle attività commerciali, che in questa fase sono chiamate ad aderire. Molti e diversificati sono i settori merceologici delle attività già attive, che sono circa 70. E’ interessato praticamente tutto il commercio di prossimità. Le macrocategorie già attive nella card sono: abbigliamento, beauty (parrucchieri, ottiche, estetiste, profumerie), cultura (musei, mostre), food, formazione (scuole di lingua), immobiliare, informatica, libri, oggettistica, salute, sport, teatro e tempo libero.

Sebbene inoltre non sia ancora partita la campagna di comunicazione per gli studenti, sono già oltre 300 le iscrizioni.

Il progetto nasce come test sul campo, con l’obiettivo di crescere attraverso l’uso diretto da parte degli studenti e l’adesione progressiva degli esercenti. Come ha spiegato l’assessore all’Università Marco Battino, «con il rilascio della Card il percorso di accoglienza e di inclusione degli studenti universitari ad Ancona compie un ulteriore passo avanti». Battino ha sottolineato come l’iniziativa risponda a un impegno assunto con l’Università e con gli studenti, per «costruire una città davvero pensata per loro e per rendere Ancona non solo il luogo in cui si studia, ma anche il luogo in cui si vive bene». La University Card, ha aggiunto, è «uno strumento concreto, che mette in rete esercizi, servizi, cultura, mobilità, sport e occasioni di socialità», capace di far sentire gli studenti parte della comunità cittadina.

La Card è destinata a tutti gli iscritti all’Università Politecnica delle Marche, indipendentemente dal luogo di residenza, e si inserisce nel progetto più ampio di Ancona Città Universitaria. Un disegno che comprende nuovi spazi studio, servizi di orientamento, attività culturali condivise e un rapporto più strutturato tra istituzioni, Ateneo e territorio. La piattaforma digitale collegata alla Card funge da punto di accesso unico alle opportunità offerte dalla città, con informazioni e agevolazioni che spaziano dall’abbigliamento al benessere, dalla cultura al cibo, dalla formazione allo sport, fino al teatro, al tempo libero e all’accesso a mostre e Pinacoteca. Sul fronte culturale, Marche Teatro ha aderito sin dalle prime fasi. Il direttore Giuseppe Dipasquale ha spiegato che l’adesione nasce dalla convinzione che «il teatro debba essere uno spazio vivo, attraversabile, parte integrante della quotidianità dei giovani». L’iniziativa, ha aggiunto, contribuisce ad «abbattere distanze, stimolare curiosità e creare un legame duraturo tra i ragazzi, il territorio e i luoghi della cultura», rappresentando un investimento sul pubblico di oggi e di domani.

Attraverso questo link è possibile accedere alla Web app e registrarsi come studente, inserendo i propri dati anagrafici e la matricola, oppure compilare un modulo on line come attività commerciale per gli esercizi che hanno intenzione di promuovere una scontistica o delle agevolazioni.

Anche l’Università Politecnica delle Marche ha rimarcato il valore strategico della Card. Il rettore Enrico Quagliarini ha definito il progetto «un passo concreto verso una città sempre più accogliente e integrata con la comunità universitaria», capace di offrire agli studenti non solo opportunità di studio ma anche servizi e agevolazioni che migliorano la qualità della vita ad Ancona. Una visione condivisa che rafforza il legame tra Ateneo, istituzioni e territorio.

Il coinvolgimento delle associazioni di categoria, CNA, Confartigianato e Confcommercio, conferma la volontà di costruire un progetto condiviso. I rappresentanti delle associazioni hanno ribadito che la crescita della popolazione studentesca rappresenta un’opportunità per l’intero tessuto economico e che ora spetta alle imprese tradurre la Card in uno strumento realmente utile e diffuso, capace di interessare non solo il centro ma tutti i quartieri cittadini.

Uno step successivo già programmato prevede inoltre la possibilità di switch nella lingua inglese, anche in considerazione della crescente presenza ad Ancona di numerosi studenti internazionali. Sin da subito sono stati consegnati ai commercianti aderenti una vetrofania e altro materiale informativo da mettere a disposizione nei propri negozi.

Nelle prossime settimane la fase sperimentale proseguirà quindi con l’ingresso di nuove attività commerciali e con l’ampliamento progressivo delle convenzioni, elementi che consentiranno di valutare l’impatto effettivo della University Card sull’offerta di servizi per gli studenti e il valore di questo servizio per l’integrazione tra città e comunità universitaria.

Le incisioni di Maratti in Pinacoteca fino al 15 marzo. Si intensifica la stagione culturale

Un biglietto di accesso alla Pinacoteca civica e a tutte le mostre che ospita e ospiterà nel 2026, dal costo di appena 5 euro, valido per un anno intero. 

E’ il regalo di Natale da parte dell’Amministrazione comunale ai cittadini residenti,  con l’auspicio che si sviluppi un legame con la “casa dei capolavori”, lo scrigno d’Arte di cui andare orgogliosi,  da fare conoscere a parenti, amici nel territorio locale come in tutto il Paese.   Nutrendosi della bellezza delle opere dei grandi maestri del passato ma anche degli artisti contemporanei con le molteplici suggestioni che generano.    

A pochi giorni dalla riapertura del sito, la Pinacoteca Podesti ha già prodotto due inaugurazioni ravvicinate:   della retrospettiva dedicata a  Umberto Grati, scomparso prematuramente un anno fa,  spin- off  dicembre-maggio 2026 dell’esposizione diffusa “Il tratto sensibile” che si è tenuta a novembre e che ha attirato 5000 visitatori e della  mostra Carlo Maratti e l’incisione”, terza tappa di una importante operazione culturale messa a a punto in occasione del IV centenario della nascita dell’ artista dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV Centenario della nascita dell’artista, istituito dal Ministero della Cultura e sostenuti dalla Regione Marche, dai Comuni di Ancona, Camerano e Ascoli Piceno e con il prestigioso patrocinio dell’Accademia Nazionale di San Luca, di cui Maratti fu Principe.

A riguardo, come sottolinea l’assessore alla Cultura, Marta Paraventi in chiusura di anno intenso:  “con il convegno di studi e la mostra dedicati a Carlo Maratti, aperta fino al 15 marzo, il Comune di Ancona entra nel vivo delle Celebrazioni dell’artista e la Pinacoteca Civica assume il ruolo palazzo dell’arte, hub progettuale ed espositivo dove la ricerca e lo studio si uniscono al godimento dei capolavori, tra cui la grandiosa pala d’altare di Carlo Maratti “Madonna in gloria e santi”, proveniente dalla distrutta chiesa di San Nicola di Ancona. D’altra parte, con questa esposizione intitolata a Maratti, con  la mostra dedicata a Umberto Grati  e in attesa di accogliere il Ritratto di balestriere di Lorenzo Lotto,, il calendario degli eventi natalizi si arricchisce, contribuendo alla valorizzazione di Ancona, candidata capitale della Cultura italiana 2028, come città d’arte

Nato a Camerano nel 1625, Carlo Maratti è una delle figure artistiche più rappresentative della cultura della regione. . Fin dalla prima giovinezza si distinse per il talento straordinario che lo condusse presto a Roma, dove si formò sotto Andrea Sacchi e divenne il più autorevole interprete del classicismo barocco nella seconda metà del Seicento. Nonostante la lunga carriera nella capitale, lontano da casa,  Maratti è stato sempre percepito come motivo di orgoglio identitario per la comunità marchigiana con la quale mantenne rapporti.   Conteso da papi, cardinali, ambasciatori, collezionisti, aristocratici e monarchi, Maratti seppe incarnare un linguaggio pittorico divenuto canone: fu il ritrattista ufficiale di pontefici e alti prelati, dipinse pale d’altare destinate alle maggiori chiese barocche di Roma, da Santa Maria sopra Minerva a Sant’Andrea al Quirinale, e i suoi dipinti vennero richiesti da Genova a Palermo, da Pescia a Vienna. In particolare, fu il pittore prescelto della potente famiglia Altieri, per la quale realizzò, tra le altre opere, la grande allegoria della Clemenza nel soffitto dell’omonima sala di Palazzo Altieri.

 In occasione del IV Centenario, la Regione Marche ha confermato il valore strategico del patrimonio marattesco, approvando una legge regionale (7 maggio 2025) che ha istituito un comitato operativo per promuovere iniziative culturali e formative

Inaugurata il 19 dicembre la mostra anconetana  su Carlo Maratti è stata preceduta da unConvegno internazionale di studi “Carlo Maratti, bilanci e nuovi orizzonti”  a cura di Anna Maria Ambrosini Massari e Simonetta Prosperi Valenti Rodinòal fine di fare il punto sui nuovi studi e approfondimenti sull’artista.  Con la mostra,  che vede insieme 44 incisioni nell’ultimo piano di Palazzo Bosdari, gli studiosi intendono mettere in luce un aspetto decisivo del successo dell’artista: il rapporto tra pittura, incisione e riproduzione grafica come strumenti di diffusione e consacrazione del linguaggio di Carlo Maratti. .   Ideata e curata da due tra i più autorevoli studiosi del barocco romano, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò e Stefano Papetti la mostra  mette in luce   “unartista straordinario, ma una visione del classicismo romano che ha avuto una risonanza europea–spiega  Claudio Strinati Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV Centenario della nascita di Carlo Maratti, storico dell’arte e Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca –. L’incisione fu per Maratti uno strumento di modernità: capì prima di altri che la diffusione delle immagini sarebbe stata la chiave per consolidare la memoria del proprio stile. Questa mostra, profondamente documentata e scientificamente rigorosa, offre una rara occasione per riflettere sull’importanza della riproduzione nell’affermazione dell’identità artistica».

L’aspetto centrale e innovativo messo in luce dalla mostra riguarda il rapporto fra produzione pittorica e circolazione delle immagini attraverso la stampa. Maratti fu infatti tra i primi pittori romani a valorizzare l’incisione come strumento di riproduzione e di divulgazione controllata del proprio repertorio figurativo. In vita, seguì e supervisionò la trasposizione calcografica di oltre 400 incisioni tratte da suoi disegni e dipinti, e realizzò anche un piccolo ma prezioso corpus di 13 incisioni originali, giovanili, tutte presenti nella mostra. Queste incisioni, eseguite da celebri incisori come Robert van Audenaerde, Nicolas Dorigny, Jacob Frey, Pietro Aquila, Cesare Fantetti, garantirono al linguaggio di Maratta un’ampia diffusione nelle corti europee, nelle accademie artistiche e nei circuiti collezionistici, ben prima dell’invenzione della fotografia. In molti casi, le incisioni venivano commissionate prima ancora che il dipinto originale fosse collocato nell’altare di destinazione, o spedito in sedi lontane, come accadde ad esempio per: la Morte di san Francesco Saverio, destinata alla chiesa del Gesù a Roma; il Transito di San Giuseppe, commissionato dall’imperatrice Eleonora d’Asburgo e oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna; la Madonna del Rosario per l’Oratorio di Santa Cita a Palermo.

Altre opere, chiuse in collezioni private, come quelle di Niccolò Maria Pallavicini, suo maggiore mecenate, videro nella stampa l’unico mezzo per diventare pubbliche.

A portare i saluti istituzionali della giornata dedicata all’artista cameranese , Marta Paraventi, Assessore alla Cultura del Comune di Ancona, Giacomo Marincioni, Vice Sindaco del Comune di Camerano, Barbara Mori, Segretario-Tesoriere del Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario della nascita di Carlo Maratti e Costanza Costanzi, Già Direttrice della Pinacoteca Civica “Francesco Podesti”.

Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, curatrice insieme a Stefano Papetti della mostra, storica dell’arte e massima esperta di Carlo Maratti, ha evidenziato che si tratta di un progetto che riunisce per la prima volta un corpus straordinario di opere, molte delle quali raramente esposte o inedite, restituendo la complessità di un artista che fu protagonista assoluto della Roma barocca, ma anche attento promotore della propria immagine nel contesto europeo.

FZ

Pinacoteca Podesti riaperta: per i cittadini di Ancona c’è un regalo di Natale


Sabato 6 dicembre 2025 la Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” ha riaperto le sue porte al pubblico, dopo due anni di lavori di restauro, adeguamenti e riallestimento. Un ritorno atteso che restituisce alla città non solo un museo, ma un luogo di identità, memoria e futuro.

Con il nuovo allestimento, le opere di Tiziano, Carlo Crivelli, Lorenzo Lotto, Guercino, Sebastiano del Piombo e molti altri maestri sono ora presentate in un percorso chiaro, accessibile e narrativo. Le sale offrono luce, leggibilità e strumenti didattici, insieme con pannelli tattili realizzati in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero.

“La Pinacoteca non è solo un luogo da ammirare, ma da vivere e interpretare”, sottolinea il sindaco Daniele Silvetti. “Qui l’arte diventa motore di sviluppo culturale, formazione e attrattività turistica. È un pilastro della nostra candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028”.


Un regalo speciale per i cittadini

Per celebrare la riapertura, il Comune ha pensato a un dono di Natale per tutti i residenti del Comune di Ancona: acquistando un biglietto ridotto di soli 5 €, i cittadini potranno entrare liberamente in Pinacoteca tutte le volte che vorranno fino al 31 dicembre 2026. Dopo la prima visita, l’ingresso sarà quindi gratuito per tutto l’anno successivo.

Un gesto simbolico che intende rafforzare il legame tra la città e il suo patrimonio artistico, rendendo l’accesso alla cultura un’esperienza quotidiana e condivisa.


Informazioni utili

Indirizzo: Via Ciriaco Pizzecolli 17, Ancona
Contatti: 071 222 6625 / 6626 – email: pinacoteca@comune.ancona.it

Orari di apertura:

  • Martedì, mercoledì, giovedì: 15-18
  • Venerdì, sabato, domenica: 10-13 / 15-18
  • Lunedì: chiuso

Biglietti:

  • Intero € 8
  • Ridotto € 5 per residenti, dipendenti Comune di Ancona, studenti, over 65, under 25 e possessori di card: Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, iscritti al FAI, Italia Nostra, Touring Club e ICOM, soci ACI / famiglie con minori al seguito. La riduzione è prevista inoltre per coloro che: – pranzano in un ristorante di Ancona; – hanno soggiornato almeno una notte nelle strutture ricettive marchigiane; – visitano la mostra con un accompagnatore residente nel Comune di Ancona.
  • Gratuito under 16, giornalisti muniti di tesserino, guide turistiche iscritte all’albo nazionale, ospiti, per almeno 2 notti, nelle strutture ricettive di Ancona, disabili e accompagnatori.

Biglietto speciale Natale per i residenti di Ancona: 5 € per entrare liberamente fino al 31 dicembre 2026.


La riapertura della Pinacoteca: galleria fotografica