Ancona è Capitale italiana della Cultura 2028



Il 18 marzo, poco prima di mezzogiorno, il nome di Ancona viene letto ad alta voce dal Ministro Alessandro Giuli nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura. In città la diretta è accesa ovunque. L’orgoglio cittadino è un sentimento nuovo per Ancona, ma c’è, e si sente, come pure le domande. Cosa succede adesso? La città cambierà davvero? E soprattutto: cosa vorrà dire, tra quattro anni, aver vinto? Sono domande giuste. Meritano risposte precise. Perché il titolo di Capitale italiana della Cultura è un punto di partenza.


Cosa è, e cosa non è, una Capitale della Cultura

Il titolo di Capitale italiana della Cultura viene assegnato dal Ministero della Cultura a una città italiana per un anno. Nel caso di Ancona, il 2028. Con il titolo arriva un contributo ministeriale di un milione di euro e, soprattutto, un sistema di monitoraggio che segue nel tempo l’attuazione dei progetti presentati nel dossier di candidatura. Fondi e processi che mobilitano altri fondi, cofinanziamenti e buone pratiche e quindi si pongono alla base di una rete virtuosa.
Quindi non è un festival, che si svolge in un tempo limitato. E’ un programma complesso che costruisce infrastrutture, reti, abitudini. E sono quelle a determinare se una città, dopo l’anno del titolo, è davvero diversa da prima.
Le esperienze delle Capitali precedenti lo mostrano con chiarezza, ognuna a modo suo.
Le esperienze delle Capitali precedenti mostrano con chiarezza come il titolo agisca da catalizzatore per trasformazioni strutturali e sociali, pur adattandosi alle specificità dei singoli territori.

Parma, insignita del titolo per il 2020, è stata la prima città nella storia del programma a beneficiare di una proroga del riconoscimento fino al 2021 tramite decreto governativo a causa dell’emergenza pandemica. Il biennio ha consolidato un modello di governance basato sul partenariato pubblico-privato, guidato da una cabina di regia che ha unito il Comune, l’Unione degli Industriali e l’associazione “Parma io ci sto!”. Questa sinergia ha prodotto un’eredità strutturale focalizzata sulla responsabilizzazione degli attori locali e sull’acquisizione di nuovi sistemi stabili di monitoraggio per la gestione delle attività culturali. Procida (2022) ha centrato il suo progetto sul claim “La cultura non isola”, promuovendo la cultura come infrastruttura per l’inclusione sociale e la rigenerazione urbana. Nonostante le limitazioni fisiche dell’isola, l’anno della nomina ha registrato un record di flussi con 549.000 arrivi ufficiali, portando a una crescita strutturale del settore extra-alberghiero che ha raggiunto i 2.500 posti letto. L’esperienza è stata documentata come uno “stress test” per la resilienza del territorio, lasciando in eredità una nuova percezione del bene comune e l’adozione di modelli di accoglienza turistica sostenibile integrati nelle politiche regionali. Bergamo e Brescia, nominate congiuntamente per il 2023 tramite un decreto straordinario in risposta alla crisi del 2020, hanno fondato il loro dossier sul tema della “Cultura come cura”. L’anno della Capitale ha generato una crescita straordinaria dei flussi turistici, con un incremento delle presenze del 30% e delle visite del 65% rispetto al 2019, anno record precedente. La vera eredità dell’iniziativa risiede nel rafforzamento della rete inter-istituzionale, con il 70% dei progetti nati dalla collaborazione diretta tra enti dei due territori, ponendo le basi per una piattaforma metropolitana integrata. Pesaro (2024) ha declinato il tema “La natura della cultura” attraverso un programma diffuso che ha coinvolto 50 comuni della provincia nel progetto “50×50 Capitali al quadrato”. I dati consuntivi certificano un forte impatto attrattivo con oltre un milione di presenze turistiche, segnando un aumento del 15% delle notti trascorse rispetto all’anno precedente. L’eredità del 2024, sintetizzata nel manifesto “Coltiva la Capitale”, punta alla continuità operativa delle reti nate tra istituzioni, imprese e cittadini, trasformando il metodo di co-progettazione provinciale in una prassi stabile di sviluppo.
Quattro esperienze diverse, alcune nate da circostanze eccezionali, che convergono però su un punto: il successo si misura sulla capacità di costruire qualcosa che resti: relazioni, spazi, pratiche, reti. La visibilità mediatica è una conseguenza, più che un obiettivo.


“Questo. Adesso.” – Cosa dice il dossier vincitore

Il titolo del dossier è una frase del poeta anconetano Francesco Scarabicchi, tratta da Una città di scoglio: “È il tempo necessario di scegliere, di abitare, di coniugare passato, presente e futuro. Questo adesso è un tempo che chiede di essere vissuto, abitato, condiviso”. È una dichiarazione di metodo: il dossier descrive una città reale, con le sue stratificazioni, le sue contraddizioni, le sue energie già presenti, e propone di metterle in relazione in modo nuovo.
Il progetto si articola in quattro direttrici.
Questo Mare assume il porto e il waterfront come spazio culturale. La Mole Vanvitelliana diventa hub di produzione e incontro tra linguaggi diversi. Il porto storico si apre alla città attraverso percorsi, eventi e nuove modalità di fruizione. Il mare smette di essere sfondo e diventa struttura dell’esperienza urbana.
Via Maestra costruisce una continuità tra porto, centro storico e acropoli. Pinacoteca, Museo Archeologico, Teatro delle Muse, Biblioteca Benincasa entrano in relazione lungo un percorso che rende leggibile la città come sistema.
Adesso Parco introduce il paesaggio come esperienza culturale. Il Conero, nel suo percorso verso il passaggio a Parco nazionale, entra in una rete di percorsi e attività che tengono insieme ambiente e vita urbana. La città-parco è una forma concreta di organizzare gli spazi e i tempi della città.
Mare Culturale si concentra sulla produzione contemporanea e sui linguaggi artistici nelle loro diverse declinazioni. La musica, dalle istituzioni concertistiche alle progettualità più sperimentali, rappresenta uno degli assi portanti, insieme alle arti visive, al teatro, alla danza e alle pratiche interdisciplinari. Il dossier valorizza un insieme già strutturato di soggetti riconosciuti dal Ministero della Cultura e dalla Regione Marche, tra enti dello spettacolo dal vivo, istituzioni musicali, festival e realtà associative, che operano stabilmente sul territorio e garantiscono continuità, qualità e capacità produttiva. Su questa base si innestano nuove progettualità legate alle arti digitali, alla formazione e ai processi di co-produzione, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Mare Culturale mette così in relazione un sistema culturale consolidato con le forme emergenti della produzione artistica, costruendo un ambiente in cui tradizione e innovazione si alimentano reciprocamente.
Sono quattro direttrici che non dividono la città in settori ma la attraversano per connessioni. La scommessa del dossier: Ancona c’è, ma deve essere messa a sistema.


I luoghi

Il programma si radica in una geografia precisa. La Via Maestra è l’asse ordinatore del progetto e coincide con la linea storica che struttura Ancona, dal porto all’acropoli. Nel dossier viene definita come dispositivo di connessione che rende continuo ciò che oggi appare frammentato: il fronte mare, il sistema museale, i teatri, gli spazi della conoscenza, fino al punto più alto della città. Non si tratta solo di un percorso fisico, ma di una sequenza riconoscibile di luoghi e funzioni che vengono messi in relazione attraverso interventi puntuali, segnaletica, programmazione culturale e modalità di fruizione integrate. La Via Maestra riattiva un tracciato che appartiene alla storia urbana di Ancona e lo traduce in esperienza contemporanea, rendendo leggibile la città come sistema culturale continuo e attraversabile.
La Mole Vanvitelliana è destinata a consolidarsi come centro creativo e spazio di produzione. Conterrà anche il Museo della Civiltà dell’Adriatico, un presidio culturale capace di tenere insieme identità adriatica, paesaggio e visione internazionale, affidato alla direzione artistica di Dante Ferretti, scenografo tra i più premiati al mondo, tre Oscar alla carriera, maceratese ma anconetano per l’affetto e la storia professionale che lo legano alla città. Accanto alla Mole, anche Porta Pia entra in un percorso di riqualificazione che ne rafforza il ruolo di accesso simbolico alla città, in relazione con il fronte mare e il porto storico. Il Museo Tattile Statale Omero, all’interno della Mole Vanvitelliana, costituisce l’elemento trasversale del progetto Ancona 2028, perché introduce un principio che attraversa tutte le direttrici del dossier: l’accessibilità come chiave di lettura della cultura: non adattamento, ma standard. In questo senso, la sua presenza rafforza la coerenza del progetto e ne qualifica il profilo a livello nazionale e internazionale. Il Museo Omero lavora da anni su un modello che mette al centro il rapporto diretto con l’opera, attraverso il tatto, l’ascolto e la mediazione, ampliando le modalità di fruizione e superando le barriere sensoriali. Questo patrimonio di competenze entra nel progetto come elemento strutturale, per dialogare con i luoghi, i linguaggi e le pratiche artistiche contemporanee.
Il porto viene assunto come uno dei luoghi centrali del progetto: piattaforma culturale oltre che infrastrutturale, capace di ospitare eventi, percorsi e nuove forme di fruizione lungo il waterfront.
Le piazze sono rilette come spazi di programmazione. Piazza Cavour come arena per concerti ed eventi. Piazza della Repubblica, oggetto di trasformazione urbanistica, assume nuova identità anche attraverso la dedica al tenore dorico Franco Corelli. Piazza del Plebiscito e le altre piazze cittadine entrano nel sistema come spazi diffusi per iniziative culturali e momenti pubblici.
Il Parco del Conero entra nel progetto come elemento strutturale del rapporto tra città e paesaggio. Il suo percorso verso il riconoscimento come Parco nazionale introduce una prospettiva che supera la dimensione locale e colloca questo sistema naturale in un quadro di rilevanza più ampia. Falesie, sentieri, aree protette e affacci sul mare diventano parte di un’esperienza culturale che tiene insieme tutela, fruizione e racconto del territorio. Nel dossier, il Conero non è solo sfondo paesaggistico, ma dispositivo attivo che connette ambiente, cultura e qualità della vita, contribuendo a definire una forma concreta della città-parco e rafforzando il legame tra dimensione urbana e sistema naturale. Al suo interno si inserisce anche la valenza del Parco del cardeto di Ancona, polmone verde e luogo stratificato di memoria, che entra pienamente nel sistema culturale come spazio di attraversamento, racconto e attività, in continuità e in una prospettiva di inclusione all’interno del Parco del Conero.
Il Teatro delle Muse, sede di Marche Teatro, soggetto attuatore del programma, è al centro della produzione artistica e performativa. Marche Teatro, proprio in qualità di soggetto attuatore, assume una funzione operativa centrale nella realizzazione del programma. A questo livello si collocano il coordinamento delle produzioni, la gestione dei processi organizzativi e il raccordo tra i diversi soggetti coinvolti. “Questa scelta ci ha consentito – spiega l’assessore alla Cultura Marta Paraventi – di ottimizzare risorse e qualità, senza ricorrere alla creazione di un nuovo ente dedicato”, vista l’eccellenza di Marche Teatro. La struttura di teatro nazionale consente infatti di mettere a disposizione competenze artistiche, tecniche e produttive già consolidate, che diventano infrastruttura per l’attuazione del dossier. Il ruolo si estende oltre la programmazione teatrale e contribuisce alla costruzione di un sistema di produzione culturale continuo, capace di sostenere nel tempo l’intero impianto di Ancona 2028. Accanto a questo, gli spazi teatrali e culturali diffusi costruiscono una rete attiva lungo tutto l’anno.
L’Università Politecnica delle Marche è una costellazione di luoghi dentro la città. La sua presenza è stata riconosciuta esplicitamente nella motivazione ufficiale del titolo: ricerca, formazione, attenzione ai giovani come assi che qualificano il progetto e ne ampliano la portata.


Il Museo della Civiltà dell’Adriatico

Vale la pena fermarsi su questo punto, perché il Museo della Civiltà dell’Adriatico è uno dei progetti di prospettiva più lunga del dossier.
Dante Ferretti ha firmato le scenografie di Fellini e di Scorsese, ha vinto tre Oscar per The Aviator, Sweeney Todd e Hugo Cabret. Ha lavorato con i più grandi registi del mondo per cinquant’anni. È profondamente legato ad Ancona. E ha accettato di portare la sua visione dentro questo progetto.
Il Museo nasce dall’idea che il Mediterraneo e l’Adriatico abbiano una civiltà propria, fatta di scambi, di rotte, di culture che si sovrappongono e si trasformano. Ancona come città-ponte, come ha indicato il Sindaco Silvetti nella presentazione del dossier, trova in questo progetto la sua declinazione più concreta: un luogo capace di raccontare quella posizione geografica e culturale come identità, e di renderla visibile su scala internazionale.


I giovani sono attori, non destinatari

La compagnia di giovani attori che ha aperto la presentazione del dossier a Roma non era lì come simbolo, ma come soggetto. Il dossier costruisce una relazione stabile tra sistema universitario, scuole e istituzioni culturali, e soprattutto mette i giovani al centro come produttori di cultura e non solo come pubblico da raggiungere.
Arti contemporanee, musica, arti digitali, linguaggi ibridi, sono spazi in cui le nuove generazioni entrano nella programmazione con voce propria. Gli spazi culturali, i teatri, le piazze, il waterfront e i parchi diventano ambienti pensati per una partecipazione ampia e continuativa. Le politiche legate all’economia della notte e alle forme di aggregazione urbana entrano nel quadro.
Il testo di proclamazione cita i giovani esplicitamente. È un indicatore su cui il programma verrà misurato.


La dimensione economica

C’è una parte della domanda iniziale — cosa cambierà davvero? — che riguarda la città in senso materiale.
Le esperienze precedenti mostrano che il titolo produce effetti economici misurabili, e non solo sul turismo. A Procida il fatturato delle imprese legate alle attività artistiche e all’intrattenimento è cresciuto del 45% tra il 2019 e il 2021, quello delle imprese di trasporto del 39%, e questo prima ancora dell’anno del titolo, per effetto della sola proclamazione. Bergamo e Brescia hanno visto raddoppiare gli accessi agli info point turistici e crescere del 40% le presenze rispetto all’anno precedente.
Per Ancona l’effetto atteso opera su più livelli. La produzione culturale si amplia e si struttura: si tende concretamente a un sistema di programmazione annuale che dà continuità agli operatori del settore. Il porto, il waterfront, la Via Maestra sono spazi culturali che attraggono un profilo di visitatore diverso da quello balneare, con ricadute su tutta la filiera dell’accoglienza. Il Museo della Civiltà dell’Adriatico, se realizzato nei tempi previsti, introduce un attrattore permanente di scala nazionale e internazionale.
Accanto a questo, la costruzione del Sistema della Cultura cittadino, avviata con una recente deliberazione della Giunta, punta a creare un coordinamento stabile tra operatori culturali, istituzioni e sistema economico. In molte città che hanno attraversato questo percorso, la fase di preparazione alla Capitale ha prodotto un ecosistema culturale più maturo, con relazioni pubblico-privato più consolidate, che ha continuato a funzionare anche dopo la fine dell’anno del titolo.


Cosa determinerà il successo

Il dossier definisce obiettivi, tempi, strumenti e indicatori, il Ministero monitora. Organizzare eventi è necessario ma non sufficiente: bisognerà realizzare interventi, attivare luoghi, costruire relazioni operative.
Il successo dipenderà dalla tenuta del sistema di soggetti che ha costruito la candidatura: Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche, Università Politecnica delle Marche, Marche Teatro, istituzioni culturali, associazioni, operatori del territorio: oltre 80 progettualità e un sistema ampio di partner pubblici e privati. La coralità che ha vinto il titolo si prepara ad affrontare la fase operativa, che è sempre più faticosa della fase progettuale. La chiave di volta è la costruzione del Sistema della Cultura cittadino: una struttura stabile di coordinamento capace di mettere in relazione progettualità diverse e sostenere un partenariato pubblico-privato continuativo.
“Questo. Adesso.” è un titolo che impegna. Il tempo necessario per scegliere, abitare,  coniugare passato, presente e futuro è il tempo che Ancona ha davanti. A questo punto, il passaggio riguarda tutti. Il dossier non è un documento per addetti ai lavori, ma una base aperta che chiama in causa istituzioni, operatori culturali, imprese, università, associazioni e cittadini, una presenza corale che garantisce la qualità del percorso. La lettura integrale del dossier è il primo strumento per per partecipare: https://ancona-api.municipiumapp.it/s3/223/allegati/dossier-ancona-capitale-2028.pdf


La rete dei soggetti che ha costruito la candidatura

Il progetto è promosso dal Comune di Ancona, Università Politecnica delle Marche, Regione Marche e ANCI Marche, con numerose adesioni istituzionali tra cui: Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, Arcidiocesi Ancona-Osimo, Camera di Commercio Marche, Fondazione Marche Cultura, Confindustria Provincia di Ancona, Parco Regionale del Conero, Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, Forum delle Città Adriatico Ioniche, Associazione Riviera del Conero, e città partner come Spalato, Dubrovnik, Zara e Venezia. Il dossier, con un budget culturale previsto di 7 milioni di euro gestito dall’Ente attuatore Marche Teatro, integra strategie UE e innovazione digitale.

Ancona. Questo adesso è stato ideato da una direzione di candidatura composta da: Marta Paraventi direzione culturale e governance istituzionale, Viviana Caravaggi direzione amministrativa, Anghela Alò direzione creativa e progettazione, Paolo Clini innovazione digitale e università, Barbara Toce strategia europea e relazioni con i programmi UE. Un racconto identitario tra memoria e innovazione che attraverso nuovi linguaggi digitali e narrativi reinterpreta il patrimonio storico e artistico di Ancona.

Margherita Rinaldi

Al via la nuova stagione crocieristica, il primo sbarco venerdì 3 aprile


Quarantacinque approdi crocieristici (cinque in più dello scorso anno), dei quali trenta MSC e gli altri di differenti compagnie in date e orari variabili. La stagione crocieristica MSC comincia venerdì prossimo però in orario inconsueto e una tantum (il 3 aprile dalle 8 alle 18) e prosegue fino al 23 ottobre con orario dalle 14 alle 20,30 tutti i venerdì. Da ricordare comunque la prima toccata dell’anno con la Viking Star lo scorso 19 febbraio. La stessa nave concluderà la stagione crocieristica il 6 dicembre 2026.

L’Amministrazione comunale, in collaborazione con Autorità portuale e Arcidiocesi Ancona-Osimo, ha messo in piedi anche quest’anno uno sforzo non indifferente per svolgere al meglio l’accoglienza ai visitatori. In particolare l’azione è stata indirizzata su due direttrici: 1) l’ampliamento degli orari delle chiese, consentendo finalmente l’adozione dell’orario continuato tutti i giorni in Cattedrale (eliminando quindi tutti i giorni la pausa pranzo dalle 12 alle 13) con attenzione particolare agli approdi crocieristici ma andando incontro, evidentemente, a tutti gli altri flussi turistici in arrivo ad Ancona; 2) razionalizzando l’accoglienza ai crocieristi, in precedenza svolta in siti diversi e in questa stagione concentrata esclusivamente nel terminal crociere.

A partire da venerdì 3 aprile il personale comunale incaricato, è operativo per svolgere l’accoglienza a beneficio dei crocieristi indirizzando i visitatori specialmente verso il centro storico, in particolare verso la Portella Santa Maria e Palazzo degli anziani, sede del futuro Urban center. In occasione degli approdi MSC si svolgerà anche la visita guidata (gratuita e a cura di guide turistiche professionali) nel contesto del programma “Scrigni sacri schiusi” messo a punto in collaborazione con l’Arcidiocesi Ancona-Osimo (solo venerdì 3 alle 9,30, di norma alle 15). La guida accompagnerà i turisti delle crociere MSC (ma anche cittadini o visitatori provenienti da flussi differenti) alla scoperta di chiese e piazze del centro storico fino agli arazzi rubensiani del museo Diocesano. Non è necessaria la prenotazione.

Operativo in concomitanza anche il trenino turistico, con appuntamento davanti a Santa Maria della piazza a beneficio di crocieristi, turisti provenienti da altri flussi e cittadini. Aperti venerdì anche l’anfiteatro romano con visite guidate dalle 14 alle 18 (a pagamento, 8 euro il biglietto intero e 2 il ridotto, comprendente anche la visita al Museo archeologico nazionale, aperto dalle 8,30 alle 19,30) e la Pinacoteca civica “Francesco Podesti” (orari 10-13-15-18).

Questi invece gli orari delle chiese:

Cattedrale di San Ciriaco: dal 1° aprile al 19 giugno: dal lunedì al venerdì ore 8 -19;

– sabato 8 -12 e 15 -19; domenica 8-13 e 15.30-19;

– invece da sabato 30 maggio a sabato 26 settembre, ore 8 -19 anche di sabato e domenica (quindi lunedì – domenica 8-19).

Santa Maria della Piazza: da venerdì 3 aprile (e in concomitanza con il calendario crocieristico) da martedì a domenica 8.30 – 12.30 e 16 -18.30 (orario continuato 8.30-18.30 il venerdì e le altre giornate degli sbarchi).

da venerdì 22 maggio fino a domenica 6 settembre, da martedì a domenica orario continuato 8,30-18,30;

da martedì 8 settembre riprende l’orario spezzato da martedì a giovedì mentre da venerdì a domenica e giornate degli approdi, orario continuato 8,30-18,30.

Chiesa del Gesù: a partire da venerdì 3 e fino al 23 ottobre, da martedì a venerdì 16 -19; sabato e domenica 16-18.30.

E questi infine gli orari del Museo Diocesano e del Museo Omero:

Museo Diocesano Mons. Cesare Recanatini, a fianco della Cattedrale, apre solitamente il sabato e la domenica, ma il giorno di Pasqua sarà chiuso e il lunedì di Pasquetta aperto (orari: 09.30 – 12.00 / 15.30 – 18.30). Ingresso libero con visite guidate.

Museo Tattile Statale Omero, alla Mole Vanvitelliana di Ancona è aperto dal martedì al sabato (15-18) e la domenica/festivi (10-18). Dal 1° aprile al 31 ottobre, il venerdì apre anticipatamente alle 14 per favorire la visita dei crocieristi alla Mole.

Sergio Sparapani

Capitale della Cultura 2028: orgoglio collettivo e dichiarazione di futuro


di Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona

La proclamazione di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028 rappresenta l’inizio di una nuova epoca per la nostra città e un’emozione profonda per me e per tutta la nostra comunità. È un orgoglio che appartiene a ogni singolo cittadino, una scintilla che trasforma il nostro senso di appartenenza in un obiettivo collettivo.

Il titolo del nostro dossier, “Questo. Adesso”, non è un semplice slogan, ma una dichiarazione di futuro. Ci dice che il prezioso patrimonio storico è il carburante per accendere il motore del presente. Significa abitare la nostra storia con occhi nuovi, consapevoli che le radici doriche e il prestigio di Ancona “Porta d’Oriente” sono le fondamenta su cui stiamo costruendo la città di domani.

La Commissione ha premiato un progetto solido, capace di declinare la cultura in azioni concrete attraverso quattro direttrici fondamentali, definendolo “eccellente”.

Il Mare: non più solo un confine o un’infrastruttura logistica, ma lo specchio della nostra identità, un ponte verso l’Adriatico e il Mediterraneo.

Il Parco: la valorizzazione dei nostri polmoni verdi, il Conero e il Cardeto, inteso come spazio di benessere e sostenibilità dove la natura si fa cultura.

La Rigenerazione Urbana: un impegno a ricucire il tessuto della città, trasformando spazi dimenticati in centri pulsanti di creatività e incontro.

I Nuovi Linguaggi per i Giovani: la sfida più ambiziosa. Vogliamo che Ancona parli la lingua delle nuove generazioni, offrendo loro spazi di espressione, innovazione digitale e protagonismo culturale.

Questo successo non ha un solo autore: è il frutto di un lavoro di squadra senza precedenti coordinato dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi. Un ringraziamento profondo va alla Regione Marche, che ha creduto fin da subito nel valore del progetto per il capoluogo e per il territorio e all’Anci per il costante supporto: tutta la rete dei Comuni beneficerà di questo titolo.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza gli altri partner d’eccellenza: l’Università Politecnica delle Marche, bussola del sapere e dell’innovazione, e Marche Teatro, eccellenza nazionale che sarà il nostro ente attuatore. Insieme a loro, ringrazio ogni istituzione, associazione e professionista che ha messo il proprio talento al servizio della candidatura.

Sia chiaro: la vittoria non è il traguardo, ma la linea di partenza. Da oggi siamo chiamati a un impegno straordinario. La sfida più grande in città non è solo infrastrutturale, ma culturale: dobbiamo evolvere il nostro modo di accogliere.

Vogliamo che Ancona diventi una città capace di abbracciare il visitatore, di raccontarsi con fierezza gentile e di offrire un’esperienza umana di alto profilo. Ogni cittadino, commerciante e operatore sarà un ambasciatore della nostra bellezza.

Ci aspettano mesi di preparazione intensa affinché il 2028 non sia solo un calendario di eventi, seppure corposo e attrattivo, ma un anno capace di lasciare un’eredità duratura. Lavoreremo per portare la cultura in ogni quartiere e in ogni settore e per consolidare Ancona come capitale del dialogo tra i popoli. Il cammino è tracciato. Siamo pronti ad aprire il cantiere della creatività, del futuro, dell’accoglienza.

Palombina verso la normalità: ultima estate con sversamenti a mare. Al via i lavori


Sarà l’ultima estate di sversamenti a mare, almeno nel tratto di Palombina a ridosso del quartiere di Collemarino. Stanno iniziando i lavori di Viva Servizi volti a risolvere definitivamente l’annosa problematica degli sversamenti a mare in caso di piogge abbondanti che nella stagione estiva determinano l’apertura e la chiusura della balneazione nel tratto di litorale compreso tra Palombina e Falconara.

Il primo cantiere, della durata di poco meno di un anno, segna l’avvio di un ampio progetto di tre lotti sul litorale da Palombina a Falconara; quello che partirà a giorni prevede la realizzazione di un nuovo collettore fognario, da posizionarsi in adiacenza al Fosso della Palombina e una nuova stazione di sollevamento fognario dotata di elettropompe.

“Il cantiere che sta per iniziare porterà alla risoluzione del problema degli sversamenti che affliggono le coste e gli operatori balneari. È un momento di soddisfazione per tutti, dal consiglio di amministrazione ai tecnici” sottolinea Andrea Dotti Presidente di Viva Servizi “sono tanti anni che lavoriamo a questo progetto e finalmente siamo riusciti a metterlo a terra ed avviare i lavori”.

Il nuovo collettore, di lunghezza pari a circa 800 metri, avrà la funzione di convogliare le acque reflue urbane (acque scure) attualmente riversate nel Fosso della Palombina; si sganceranno quindi le acque reflue che saranno convogliate attraverso un nuovo collettore e una stazione di sollevamento sulla fognatura lungo la Flaminia per poi terminare al depuratore di Falconara.

“È stato il primo problema che ho trovato sulla scrivania sette anni fa quando mi sono insediato” aggiunge Moreno Clementi Direttore di Viva Servizi “siamo riusciti a fare questo stralcio del lotto uno, cioè un progetto a parte per dare subito delle risposte, in modo che dall’estate 2027 i cittadini potranno veder diminuiti i disagi nella fruizione della balneazione grazie ai nuovi impianti. È solo l’inizio di un progetto molto più ampio che comprende altre due fasi, in particolare una è al vaglio della conferenza di servizi e porterebbe gli stessi benefici anche a Falconara, per un cantiere che contiamo di iniziare a partire dal prossimo autunno”

A seguito dell’intervento che inizierà in questi giorni e il ripristino del Fosso della Palombina alla sua funzione originaria, verrà superata l’apertura degli scolmatori che oggi provocano i continui divieti di balneazione. I lavori produrranno pertanto un duplice beneficio immediato: da un lato, la rinaturalizzazione del Fosso della Palombina e dall’altro la riduzione del carico idraulico sulla rete fognaria, in quanto le acque naturali del fosso non confluiranno più, come avviene attualmente, nel sistema fognario.

La riduzione del carico idraulico grazie alla separazione delle acque bianche meteoriche, in condizioni di pioggia, comporterà una diminuzione della probabilità di attivazione dello scolmatore, con conseguenti effetti positivi sulla gestione della rete fognaria e sull’ ambiente del litorale.

Marco Loi

Ancona con tutte le Marche per la Cultura: al Ministero il progetto per il 2028


Sono stati i giovani attori della Compagnia Giovani di Marche Teatro, guidata dal direttore Giuseppe Dipasquale, ad aprire nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma l’audizione del Comune di Ancona per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Alzandosi dai loro posti tra il pubblico e raggiungendo il centro della scena, hanno avviato la presentazione con una performance che ha riportato alla voce le parole di Francesco Scarabicchi e Franco Scataglini. Presente in sala con la delegazione anconetana, nel giorno del suo compleanno, il maestro Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico.

Poco prima delle 11 ha preso la parola la delegazione anconetana, seconda a intervenire dopo Anagni e prima di Catania, per illustrare il dossier “Questo. Adesso.”, espressione tratta da un brano di Francesco Scarabicchi e assunta come chiave sintetica della candidatura. Il sindaco Daniele Silvetti ha collocato la proposta come una rotta strategica che intreccia identità storica e visione contemporanea, richiamando la Carta di Ancona e il binomio Città-Porto / Città-Parco come riferimento per un equilibrio strutturale tra sviluppo, paesaggio e cultura, e indicando nella vocazione internazionale, universitaria e nella scelta della gentilezza urbana i punti di riferimento della città.

La presentazione si è svolta alla presenza di una rete ampia e trasversale di soggetti del territorio che hanno contribuito alla costruzione del progetto. A partire dai quattro pilastri – Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche – la candidatura si fonda su un sistema che coinvolge istituzioni culturali, enti di ricerca, fondazioni, operatori economici, associazioni, curatori e progettisti, per un totale di circa ottanta rappresentanti presenti in sala. Tra i soggetti attuatori assume un ruolo centrale Marche Teatro, partner strategico e soggetto attuatore della candidatura, protagonista anche della fase di audizione.

La narrazione del dossier

L’audizione, della durata complessiva di un’ora, è stata costruita come un evento unitario, con una regia coordinata che ha integrato interventi istituzionali, contributi artistici e supporti video. Nei primi trenta minuti è stata illustrata la struttura del dossier come ecosistema culturale articolato in quattro traiettorie: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco, Mare Culturale, direttrici che traducono le caratteristiche storiche e geografiche di Ancona in una proposta di rigenerazione urbana, sociale e produttiva.

L’assessore alla Cultura Marta Paraventi ha richiamato l’impostazione del progetto, nato dalle parole di Scarabicchi e fondato sul mare come riferimento culturale e progettuale, spiegando la connessione tra area portuale e dimensione adriatica, asse degli istituti culturali e scientifici fino al Duomo, integrazione tra Parco del Cardeto e Conero, e sistema della produzione contemporanea che coinvolge giovani e imprese creative. Ha sottolineato l’attenzione a accessibilità e inclusione, con il Museo Tattile Statale Omero come riferimento metodologico, e l’integrazione tra patrimonio materiale e immateriale, innovazione digitale, welfare culturale e processi di rigenerazione urbana.

Il video del regista e musicologo Francesco de Melis ha accompagnato l’esposizione con immagini dedicate al paesaggio urbano e al porto. Alla giuria è stata consegnata anche una copia del dossier in Braille, in coerenza con l’impianto inclusivo del progetto. L’audizione si è conclusa con un contributo video realizzato dallo studio ADV Creativi. Nel corso della presentazione, il direttore creativo Anghela Alò ha illustrato la curatela unitaria dei progetti, il coordinamento tra le diverse linee di intervento e gli strumenti di monitoraggio previsti per garantire misurabilità e continuità.

Il cuore della visione

Per descrivere il cuore della visione sono intervenuti il Sindaco Daniele Silvetti, l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi, il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini e il presidente di ANCI Marche Marco Fioravanti. Il sindaco ha ribadito che la candidatura costituisce un piano strategico di sviluppo che riporta la cultura al centro della progettualità urbana, integrando vocazione portuale, sostenibilità ambientale e welfare culturale in un contesto di trasformazione sostenuto da investimenti PNRR, nuovo PUG e sistema dei parchi, con una governance multiattoriale capace di garantire continuità operativa.

Il Magnifico Rettore Enrico Quagliarini ha evidenziato il ruolo dell’Università Politecnica delle Marche come infrastruttura stabile di conoscenza e cooperazione con il Comune, in grado di trasformare ricerca e formazione in leva strutturale di sviluppo. Il presidente di ANCI Marche Marco Fioravanti ha collocato la candidatura nella dimensione territoriale, sottolineando il ruolo di Ancona come capoluogo capace di attivare la rete dei comuni marchigiani in una prospettiva regionale condivisa.

Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, concludendo l’audizione, ha inserito la candidatura in una visione regionale fondata sul policentrismo marchigiano e sul rafforzamento del capoluogo come porta sull’Adriatico e sul Mediterraneo, richiamando il patrimonio storico e monumentale della città, la Mole Vanvitelliana, la vocazione marittima e manifatturiera e il progetto del nuovo porto come infrastruttura capace di coniugare sviluppo, identità e qualità urbana. Ha definito la candidatura un investimento strategico per rendere l’intero territorio marchigiano più protagonista nello scenario nazionale e mediterraneo.

Una comunità presente

All’audizione hanno assistito circa ottanta persone giunte a Roma per sostenere la candidatura: sindaci e amministratori del territorio, europarlamentari, parlamentari, rappresentanti istituzionali e culturali nazionali, curatori di progetto.

Erano presenti, tra gli altri, il Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione dei territori colpiti dal sisma Guido Castelli, Vincenzo Garofalo, Presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, Luigi Conte, Presidente del Parco del Conero, Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura, Valerio Vico Presidente di Marche Teatro, Paolo Clini e Barbara Toce della direzione di candidatura, Gianluigi Mondaini dell’Università Politecnica delle Marche, Francesco de Melis, Aldo Grassini, Presidente del Museo Tattile Statale Omero. Il 26 febbraio, giorno del suo compleanno, anche Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar e direttore artistico del progetto Museo della Civiltà del Mare Adriatico, ha scelto di essere a Roma assieme alla delegazione anconetana.

Sono arrivati a Roma per il sostegno alla candidatura i sindaci Ezio Capitani di Offagna, Davide Fiorini di Camerata Picena, Luca Serfilippi di Fano con l’Assessore Lucia Tarsi, Gianluigi Tombolini di Numana e il vicesindaco di Jesi Samuele Animali.

Sono intervenuti inoltre il Sottosegretario MEF Lucia Albano, i Deputati della Repubblica Antonio Baldelli, Stefano Maria Benvenuti Gostoli, Augusto Curti e Irene Manzi, la Senatrice Elena Leonardi e il Parlamentare europeo Carlo Ciccioli.

Erano presenti in Sala Spadolini anche Carolina Brook, Vice Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, Stefano Finocchi della Soprintendenza di Ancona, Marta Morico, Direttore Organizzativo di Marche Teatro, Lorenza Mochi Onori, già Soprintendente delle Marche, Francesco De Melis, regista dell’Università La Sapienza, Claudio Strinati, Segretario dell’Accademia Nazionale di San Luca, Neumann Carlo, Presidente della Riviera del Conero e Colli dell’Infinito, Giorgio Moretti, Vicepresidente di Confindustria Ancona, Silvia Caporaletti dell’Archivio di Stato di Ancona, Andrea Speciale, Vicepresidente di Marche Teatro, Silvia Pelonara del Consiglio Nazionale Architetti PPC, Ledo Prato di CIDAC per l’assistenza tecnica, Romina Quarchioni della Rete Museale Città Lottesche, Francesco Cellini, Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca, Gianni Dessì, Accademico della stessa istituzione, Barbara Urbani dell’ICPI di Roma, Paolo Bedeschi della Società Artifex e Guido Vettorel dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale.

Particolare attenzione è stata riservata agli under 35, coinvolti nella regia organizzativa dell’audizione e nella definizione dell’identità visiva del dossier, affidata all’Accademia Poliarte.

Le domande della giuria

La seconda parte dell’audizione, della durata di circa venticinque minuti, è stata dedicata alle domande della giuria. La Cabina di regia, coordinata dal Sindaco Daniele Silvetti, ha risposto ai quesiti relativi a governance, sostenibilità economica, monitoraggio dell’impatto ed eredità nel medio e lungo periodo.

Sono intervenuti il sindaco Daniele Silvetti, l’assessore Marta Paraventi, il Magnifico Rettore Enrico Quagliarini, la dirigente Cultura e Turismo del Comune di Ancona Viviana Caravaggi, la professoressa Maria Serena Chiucchi del Dipartimento di Management dell’Università Politecnica delle Marche per l’impianto di valutazione e Giuseppe Dipasquale in qualità di direttore di Marche Teatro, ente attuatore del progetto.

In questa sede sono state approfondite alcune tematiche strategiche, tra cui quelle legate alle strategie di comunicazione del progetto e, più in generale, della città.

Una rotta per il futuro

L’audizione rappresenta la tappa centrale del percorso di candidatura. Il dossier integra programmazione culturale, strumenti di monitoraggio, governance condivisa e una rete istituzionale e territoriale già attiva, che consolida le collaborazioni avviate e garantisce il mantenimento dell’operatività della struttura organizzativa definita nel dossier.

Capitale della Cultura, ci candidiamo con orgoglio e consapevolezza del nostro ricco patrimonio di arte e paesaggio

Ancona è tra le città finaliste per l’assegnazione del titolo Capitale della Cultura 2028. Questo è il video che racconta il senso della candidatura, con l’orgoglio della sua storia millenaria, con la consapevolezza della ricchezza del patrimonio di natura, paesaggio, arte e con tutta la sua bellezza.

Ecco il video di presentazione.

Creative director Anghela Alò / produzione advcreativi.com/ musiche Paolo Principi / logo design Poliarte

Capitale del mare. Ecco i progetti che uniscono porto, economia, sostenibilità e turismo

Ancona lancia la sua sfida ambiziosa per diventare la Capitale Italiana del Mare 2026, con una visione che supera la semplice celebrazione del mare.

“Questa candidatura di Ancona a Capitale del Mare – afferma il sindaco Daniele Silvetti – rappresenta una grande opportunità, perché non si tratta solo di celebrare le eccellenze, le capacità e la tradizione legata alla portualità, ma anche di valorizzare la stretta relazione che il territorio di Ancona ha con la sua storia e con il mare. Abbiamo quindi messo in rete cultura, sviluppo urbanistico e tutte le attività economiche e sociali che caratterizzano una città di mare, insieme all’identità di una città che ha instaurato gemellaggi importanti con Siracusa e Venezia. Il dossier non riguarda soltanto turismo e portualità in senso economico, ma anche cultura. Il nostro percorso, che comprende anche la candidatura a Capitale della Cultura 2028, prevede interventi di adeguamento urbanistico, rigenerazione e lavori pubblici. È un cammino che ci permetterà di sviluppare nuove potenzialità per un capoluogo rinnovato, valorizzando l’intero tessuto urbano”.

Non solo quindi paesaggio o risorsa, ma un’infrastruttura viva, capace di rigenerare ogni dimensione della città: dalle economie al paesaggio, dalla cultura alla ricerca, dalla quotidianità dei cittadini alle relazioni internazionali. Il mare unisce quartieri e porto, università e imprese, comunità locali e reti internazionali, diventando ponte tra tradizione e futuro, laboratorio per nuove soluzioni in risposta soprattutto alle sfide climatiche, piattaforma di sperimentazione. Come spiega l’Assessore al Turismo Daniele Berardinelli: “Ancona propone una Capitale del Mare che non si limita a celebrarlo, ma lo assume come valore identitario e motore di azione condivisa. Il mare entra nella città, nei saperi, nelle economie e nelle politiche pubbliche, trasformandosi in occasione di relazioni, scienza, innovazione e cultura.”

Ancona: una città di mare, un ecosistema integrato e complesso

Ancona è una città di mare in cui le dimensioni produttive, ambientali, scientifiche, culturali e istituzionali convivono in modo maturo e integrato, dando vita a un ecosistema complesso ma leggibile, raro nel panorama nazionale. La candidatura “Ancona da Mare a Mare. Ecologia delle Coesistenze” rafforza la governance attiva delle interdipendenze tra sistemi diversi, valorizzando la complessità come risorsa e orientando l’azione pubblica verso equilibri dinamici e durevoli, trasformando la condizione storico-geografica in una scelta consapevole di governo delle complessità. È per questo che il progetto di candidatura, coordinato dal Servizio Turismo ed elaborato dal Marchingegno, nasce come lavoro corale, mappa di relazioni tra città, porto, territorio e mare. Nonostante i tempi stretti per la presentazione del dossier, il Comune ha coinvolto tutti gli assessorati, gli uffici e i soggetti del territorio che operano sul mare, dalle istituzioni scientifiche ai parchi, dalle imprese alle associazioni, alle comunità locali. L’obiettivo di lungo termine è quello di creare un dialogo multiattoriale e un ecosistema sempre più integrato, in cui ogni azione rinforza l’altra, generando impatti positivi nelle diverse dimensioni.

Oltre il Calendario di Eventi, le azioni di Ancona Capitale del Mare

La candidatura di Ancona a Capitale Italiana del Mare 2026 si fonda su un palinsesto che integra permanenze e azioni concrete, con un sistema di oltre 150 iniziative provenienti da 118 soggetti diversi. A queste si affiancano i 52 progetti del Comune, creando un quadro multidimensionale e coerente di 139 interventi che spaziano tra azioni ambientali, scientifiche, economiche e culturali. Il risultato è un ecosistema urbano-marino armonico, dove ogni intervento contribuisce a rafforzare l’altro. A seguire, vengono richiamati solo alcuni degli interventi più significativi degli attori istituzionali a cui vanno aggiunti le numerose proposte pervenute da associazioni ed aziende.

Le alleanze per un’azione multilivello

La proposta lavora su alleanze multilivello. A scala regionale, con il coinvolgimento di tutti i comuni delle Marche grazie ad ANCI Marche e, in modo più diretto dei 22 Comuni costieri. A livello nazionale, si presentano i gemellaggi con Venezia e Siracusa, a partire dalla valorizzazione delle relazioni storiche e delle tradizioni marinare comuni. A livello macroregionale e europeo, la candidatura si inserisce nell’Iniziativa Adriatico-Ionica (di cui Ancona ospita il Segretariato), creando spazi di confronto e cooperazione sui temi emergenti del mare, come l’Adriatic Sea Hearing, un’audizione pubblica multilivello che trasforma l’ascolto dei territori in uno strumento formale di costruzione delle politiche marittime europee.

Ecosistemi marini: protezione, innovazione, sostenibilità, accessibilità

Tra i principali interventi proposti, l’iniziativa Conero Reef (realizzata dal DiSVA – Dip. di Scienze della Vita e dell’Ambiente – Università Politecnica delle Marche) punta a creare un hub di sostenibilità marina, integrando tutela ambientale, innovazione e valorizzazione delle tradizioni con la creazione di reef artificiali lungo le coste del Conero, percorsi subacquei e attività di monitoraggio della biodiversità. In collaborazione con il Parco Regionale del Conero, si promuovono progetti concreti per la sostenibilità ambientale e la fruizione inclusiva. Tra questi Reti in Circolo per l’economia circolare, Resonance per la gestione del rischio frane nelle aree costiere e MAPA Marine Adriatic Parks per la creazione di parchi marini interconnessi. L’accessibilità per tutti è un obiettivo fondamentale, con progetti come Sentieri per tutti (sempre del Parco del Conero) per rendere Portonovo accessibile attraverso passerelle e percorsi naturalistici, e Parasailing (Marina Dorica) per garantire la piena accessibilità per atleti paralimpici.

Sostenibilità nella pesca e innovazione scientifica

Nel cuore della strategia marittima di Ancona, la sostenibilità della pesca e lo sviluppo dell’economia blu sono centrali. Con la Scuola di buone pratiche di pescaturismo e ittiturismo (realizzata dal Dip. di Management della Politecnica delle Marche), si favorisce l’integrazione del pescaturismo, la formazione dei pescatori e lo sviluppo di nuovi modelli economici sostenibili. L’innovazione scientifica e la divulgazione sono protagoniste del Congresso Internazionale SeaScience Ancona 2026, promosso da CNR IRBIM, sperimentando tecnologie marine e coinvolgendo la cittadinanza nella conoscenza del mare. La nautica sostenibile è sviluppata da MaritimeCircular Hub, un’iniziativa promossa dalla Camera di Commercio delle Marche in collaborazione con Marina Dorica, che comprende: Sustainable Nautica Forum, evento incentrato su innovazione e sostenibilità nella nautica con focus su riuso, refitting e riduzione dell’impatto ambientale; nuova fiera della nautica usata Marina Dorica 4 Future, per promuovere la circolarità delle filiere, con incontri B2B tra imprese della Blue Economy, favorendo partnership e scambi di know-how grazie al coinvolgimento delle 37 Camere di Commercio del Forum AIC (Business Waves); Innovation Nautica Forum, presentazione delle principali innovazioni nel settore, con focus su progettazione e materiali, a livello nazionale e internazionale. Inoltre, si intende ospitare alcune barche italiane delle precedenti edizioni della America’s Cup, il più famoso trofeo nello sport della vela, nonché la più antica competizione sportiva internazionale ancora esistente.

Cultura, memoria e sperimentazione

Le azioni culturali sono promosse anche dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, con un progetto di urbanistica tattica in collaborazione con l’Università Politecnica e la valorizzazione digitale del patrimonio culturale portuale attraverso la piattaforma ADRIJOROUTES. Ancona ospita anche il progetto Mare Antico con il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che mira a rinnovare gli allestimenti museali per il porto romano e l’arco di Traiano e a rafforzare la connessione tra città e mare attraverso eventi culturali e didattici. Soprintendenza delle Marche e Archivio di Stato guardano invece agliArchivi del mare,con uncensimento degli archivi legati alla cultura marittima, all’educazione e agli antichi mestieri del mare assieme a professionisti del settore. La Pinacoteca Civica accoglierà la mostra Le mappe raccontano: storie di Ancona e del suo Porto attraverso i secoli, con l’esposizione di mappe originali tra XV e XIX secolo. La FORM – Orchestra Filarmonica delle Marche, promuove Porto sonoro. Musica, lavoro e paesaggio acustico del maretrasformando i suoni del porto di Ancona in materia compositiva per un’opera sinfonica contemporanea.

Sport e mare: la dimensione internazionale

Anche lo sport non è da meno: oltre al consolidamento dell’appuntamento annuale della Regata del Conero, promossa da Marina Dorica, Ancona ospiterà anche il Campionato Mondiale di Pesca d’Altura. La competizione sarà accompagnata da incontri, workshop, seminari e spettacoli, tutti pensati per coinvolgere sia la cittadinanza che gli equipaggi provenienti da tutto il mondo.

La nuova Piazza della Repubblica: simbolo del dialogo tra mare e città

Il progetto si completa con la Piazza della Repubblica, che diventa il simbolo del dialogo tra la città e il mare. L’installazione delle sculture I Viaggiatori di Bruno Catalano evoca movimento, identità e connessione, creando un punto di incontro e partecipazione in continua relazione con il paesaggio marittimo. La piazza diventa così un luogo fisico che rappresenta una città che vive e respira di mare.

Urban Center Palazzo Anziani: un hub per il turismo, la cultura e il Made in Italy

Il Centro Urbano/Info-point di Palazzo Anziani, concepito come una infrastruttura integrata, combina spazi fisici e digitali. Ospita una piattaforma multimediale dedicata al Made in Italy e al Made in Marche, con tecnologie immersive come VR/AR, segnaletica intelligente e piattaforme web. Il centro ospita anche eventi culturali ed enogastronomici, arricchendo l’esperienza del visitatore e la narrazione territoriale.

Una prospettiva che va oltre il 2026

La candidatura di Ancona a Capitale Italiana del Mare 2026 è un progetto strategico e generativo, destinato a produrre valore a lungo termine. Gli interventi di riqualificazione, già in gran parte finanziati, sono pensati per valorizzare il patrimonio urbano e naturale, mentre il rafforzamento della sostenibilità ambientale e la protezione del mare si radicano nel territorio, con azioni continuative di educazione e monitoraggio. Il rafforzamento delle filiere legate alla blue economy, dalla nautica alla pesca sostenibile, crea nuove opportunità di sviluppo. In ambito culturale, la candidatura lascia un’impronta duratura con eventi che, oltre il 2026, diventeranno appuntamenti di qualità a livello locale e internazionale. “La rete virtuosa che stiamo costruendo,” conclude l’Assessore Berardinelli, “è riferimento e guida per una governance condivisa anche in futuro, rafforzando le relazioni tra comuni costieri, porti, comunità scientifiche e civiche”.

Nuova dimensione urbana per Corso Garibaldi, al via i lavori per arredo e luci

Panchine e fioriere bianche, nuova luce, zone di sosta e di incontro eleganti e con uno stile contemporaneo, capace comunque di non “tradire” il contesto architettonico antico e di pregio. Per corso Garibaldi inizia da lunedì 26 l’importante intervento su arredi e illuminazione che porterà una nuova dimensione urbana anche all’intero asse da mare a mare, che avrà nella nuova piazza della Repubblica il punto nevralgico di partenza/arrivo.

In termini tecnici, prende il via il primo stralcio dei lavori di riqualificazione per la nuova illuminazione e arredo urbano: lavori edili di demolizione di parte di pavimentazione e di predisposizione delle linee elettriche e idriche per l’impianto a goccia temporizzato sulle fioriere: inizieranno i lavori ai sottoservizi che renderanno possibile il nuovo impianto di illuminazione e la posa in opera degli arredi e dei nuovi lampioni.

Vediamo da vicino gli elementi del progetto. Panchine dalle linee sobrie, in pietra bianca ricostruita e con trattamenti antigraffito e antidegrado, di varie dimensioni: alcune avranno uno schienale in legno, altre senza permetteranno sedute bifronte. Le panchine saranno dotate di un sistema di illuminazione nel basamento che verrà accesa per particolari eventi. Stesso materiale e stile anche per le fioriere. E a proposito di illuminazione (i lavori affidati ad Anconambiente faranno parte del secondo stralcio) è stata progettata con una distribuzione su pali alti 5,5 metri e disposta a “quinconce” cioè alternati lato destro e sinistro per avere ottiche asimmetriche e illuminare maggiormente la parte centrale del Corso, con la minore interferenza possibile con le vetrine dei negozi. I nuovi lampioni presenteranno linee moderne ed essenziali in acciaio grigio. L’illuminazione sottogronda nei palazzi, oggi in funzione, sarà spenta nell’uso quotidiano, ma potrà essere accesa in caso di eventi particolari che richiedano più illuminazione.

Anche la distribuzione degli elementi di arredo è prevista in maniera alternata per conferire un ritmo dinamico alla composizione. Si rinnova, dunque, senza stravolgere: l’idea alla base della riqualificazione è quella di creare zone di sosta con elementi dalle nuances chiare e con la sottolineature dell’elemento verde: saranno piantate Photinia Red Robin, tipologia di pianta sempreverde molto resistente che tollera bene la soluzione in vaso, con uno speciale effetto bicromatico rosso/verde in base al periodo dell’anno.

Il cronoprogramma di progetto prevede 145 giorni per l’esecuzione dei lavori, che dureranno quindi fino alla fine di giugno 2026: la cantierizzazione sarà “mobile” e organizzata a fasi, un isolato alla volta garantendo anche l’uso degli attraversamenti carrabili perpendicolari al Corso. Inizierà nel primo tratto che va da Piazza Cavour a Via Castelfidardo per poi scendere verso Piazza Roma e poi verso Piazza della Repubblica; la fase uno verso Piazza Cavour, più breve e ridotta come dimensioni, servirà anche da test per calibrare al meglio le interferenze, adottando poi eventualmente quanto necessario per ridurre al minimo le eventuali problematiche che si possano riscontrare. L’area di cantiere, in ogni fase successiva, occuperà solo la parte centrale del Corso, lasciando liberi i due “marciapiedi” laterali per una larghezza di circa 3 metri, garantendo sempre il passaggio pedonale e gli ingressi alle attività commerciali nonchè il passaggio per mezzi di soccorso.

University Card, crescono le attività convenzionate e gli studenti iscritti


A quasi tre settimane dall’avvio della University Card, il nuovo strumento digitale pensato per gli studenti dell’Università Politecnica delle Marche, si registrano i primi riscontri concreti. In una fase dichiaratamente sperimentale, i dati iniziali indicano un interesse diffuso, soprattutto da parte delle attività commerciali, che in questa fase sono chiamate ad aderire. Molti e diversificati sono i settori merceologici delle attività già attive, che sono circa 70. E’ interessato praticamente tutto il commercio di prossimità. Le macrocategorie già attive nella card sono: abbigliamento, beauty (parrucchieri, ottiche, estetiste, profumerie), cultura (musei, mostre), food, formazione (scuole di lingua), immobiliare, informatica, libri, oggettistica, salute, sport, teatro e tempo libero.

Sebbene inoltre non sia ancora partita la campagna di comunicazione per gli studenti, sono già oltre 300 le iscrizioni.

Il progetto nasce come test sul campo, con l’obiettivo di crescere attraverso l’uso diretto da parte degli studenti e l’adesione progressiva degli esercenti. Come ha spiegato l’assessore all’Università Marco Battino, «con il rilascio della Card il percorso di accoglienza e di inclusione degli studenti universitari ad Ancona compie un ulteriore passo avanti». Battino ha sottolineato come l’iniziativa risponda a un impegno assunto con l’Università e con gli studenti, per «costruire una città davvero pensata per loro e per rendere Ancona non solo il luogo in cui si studia, ma anche il luogo in cui si vive bene». La University Card, ha aggiunto, è «uno strumento concreto, che mette in rete esercizi, servizi, cultura, mobilità, sport e occasioni di socialità», capace di far sentire gli studenti parte della comunità cittadina.

La Card è destinata a tutti gli iscritti all’Università Politecnica delle Marche, indipendentemente dal luogo di residenza, e si inserisce nel progetto più ampio di Ancona Città Universitaria. Un disegno che comprende nuovi spazi studio, servizi di orientamento, attività culturali condivise e un rapporto più strutturato tra istituzioni, Ateneo e territorio. La piattaforma digitale collegata alla Card funge da punto di accesso unico alle opportunità offerte dalla città, con informazioni e agevolazioni che spaziano dall’abbigliamento al benessere, dalla cultura al cibo, dalla formazione allo sport, fino al teatro, al tempo libero e all’accesso a mostre e Pinacoteca. Sul fronte culturale, Marche Teatro ha aderito sin dalle prime fasi. Il direttore Giuseppe Dipasquale ha spiegato che l’adesione nasce dalla convinzione che «il teatro debba essere uno spazio vivo, attraversabile, parte integrante della quotidianità dei giovani». L’iniziativa, ha aggiunto, contribuisce ad «abbattere distanze, stimolare curiosità e creare un legame duraturo tra i ragazzi, il territorio e i luoghi della cultura», rappresentando un investimento sul pubblico di oggi e di domani.

Attraverso questo link è possibile accedere alla Web app e registrarsi come studente, inserendo i propri dati anagrafici e la matricola, oppure compilare un modulo on line come attività commerciale per gli esercizi che hanno intenzione di promuovere una scontistica o delle agevolazioni.

Anche l’Università Politecnica delle Marche ha rimarcato il valore strategico della Card. Il rettore Enrico Quagliarini ha definito il progetto «un passo concreto verso una città sempre più accogliente e integrata con la comunità universitaria», capace di offrire agli studenti non solo opportunità di studio ma anche servizi e agevolazioni che migliorano la qualità della vita ad Ancona. Una visione condivisa che rafforza il legame tra Ateneo, istituzioni e territorio.

Il coinvolgimento delle associazioni di categoria, CNA, Confartigianato e Confcommercio, conferma la volontà di costruire un progetto condiviso. I rappresentanti delle associazioni hanno ribadito che la crescita della popolazione studentesca rappresenta un’opportunità per l’intero tessuto economico e che ora spetta alle imprese tradurre la Card in uno strumento realmente utile e diffuso, capace di interessare non solo il centro ma tutti i quartieri cittadini.

Uno step successivo già programmato prevede inoltre la possibilità di switch nella lingua inglese, anche in considerazione della crescente presenza ad Ancona di numerosi studenti internazionali. Sin da subito sono stati consegnati ai commercianti aderenti una vetrofania e altro materiale informativo da mettere a disposizione nei propri negozi.

Nelle prossime settimane la fase sperimentale proseguirà quindi con l’ingresso di nuove attività commerciali e con l’ampliamento progressivo delle convenzioni, elementi che consentiranno di valutare l’impatto effettivo della University Card sull’offerta di servizi per gli studenti e il valore di questo servizio per l’integrazione tra città e comunità universitaria.