Salto di qualità per l’Anfiteatro romano di Ancona, cerniera tra il centro storico e il mare Adriatico e area archeologica strettamente connessa con il vicino MAN, Museo Archeologico Nazionale delle Marche, dal quale prende avvio l’itinerario di visita.
Entrato a far parte dei Musei italiani come luogo della Cultura della Direzione regionale Musei delle Marche, in capo al Ministero competente, sarà oggetto di progetti di riqualificazione e valorizzazione, oltre che meta- si diceva- di visite guidate della durata di circa 45 minuti, per ora stabilite nella giornata di martedì, a partire dalla Settimana di Pasqua. Un progetto che nei prossimi anni interesserà scavi, messa in sicurezza e nuovi spazi e connessioni da valorizzare tra più siti (ad esempio la sezione delle antiche terme romane, adiacente a Palazzo Bonarelli). Tra i punti forti del percorso aperto al pubblico, lo spettacolare camminamento sul marciaronda a picco sul mare che condurrà direttamente fino alla nuova uscita dell’Anfiteatro, che la Direzione intende fare coincidere con il limitrofo accesso al parco del Cardeto.
Il Direttore della Direzione Musei Marche, Luigi Gallo e il Direttore del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, Diego Voltolini non nascondono il loro entusiasmo:
Il punto di ritrovo per le visite- che negli intenti potrebbero essere incrementate in concomitanza con l’arrivo dei croceristi- sarà la biglietteria del MAN Marche (Palazzo Ferretti), dalla quale si raggiungerà a piedi l’Anfiteatro che dista circa 150 metri. Per accedere alle visite è consigliabile la prenotazione al centralino del Museo, chiamando il numero telefonico 071-202602.
Nel frattempo i tecnici sono all’opera per migliorare la fruibilità e l’accessibilità dello spazio, dopo il completamento di un’ampia opera di pulizia da ogni traccia di rifiuto. Da parte del Sindaco e dell’assessore alla Cultura un ringraziamento alla Direzione regionale Musei Marche e alla Direzione del Museo Archeologico delle Marche per il lavoro svolto assieme in vista della convenzione tra Comune e Direzione Musei Marche per la valorizzazione condivisa e integrata del prezioso sito dell’Anfiteatro. La convenzione prevede la concessione dell’uso gratuito pluriennale dello spazio al Comune per iniziative culturale e di spettacolo, previa manutenzione ordinaria del sito da parte dell’Amministrazione.
STORIA dell’ANFITEATRO L’Anfiteatro Romano fu realizzato nel periodo augusteo (fine I se. a.C. – inizi I sec. d.C.) sulla sella collinare che sovrasta il porto e la città antica di Ancona, situato tra i Colli Guasco e dei Cappuccini a 40 mt sul livello del mare. ’Anfiteatro presentava una cavea sviluppata su oltre venti gradinate disposte su tre ordini che poggiava in parte sulla roccia marmosa (tagliata per accogliere la struttura) e in parte su volte cementizie costruite in elevato e poteva accogliere fino a 10.000 spettatori. Molteplici le tecniche costruttive dell’Anfiteatro (opera quadrata, opus reticolatum, laterizio…) e spesso in mescolanza tra loro che testimoniano sia alcuni “ripensamenti” in corso d’opera, sia fasi edilizie successive. Dopo l’abbandono in età antica (IV sec. d.C.) venne utilizzato come cava di materiali e, a partire dal XIII secolo, come base per nuove costruzioni che ne hanno nascosto la struttura. Solo nel 1810 si identificò nella volta della cantina del conte Bonarelli uno degli ingressi principali del monumento, Porta Pompae, ingresso destinato ai soldati, mentre quello secondario corrisponde forse alla Porta Libitinensis, destinata all’uscita dei morti e feriti. Annessi all’Anfiteatro sono i coevi locali adibiti a uso termale: un vasto ambiente con vasca a mosaico e pareti affrescate, e altri ambienti con resti del sistema di riscaldamento termale, eretti sopra un precedente lastricato. Nel 1930 iniziarono gli scavi grazie all’intervento della Soprintendenza, a cui si aggiunsero finanziamenti ministeriali appositamente erogati dopo il sisma del 1972.
Federica Zandri






