LA PAROLA AI CONSIGLIERI: CARLO PESARESI

Carlo Maria Pesaresi, Capogruppo del Gruppo Consiliare ANCONA DIAMOCI DEL NOI.

I CONSIGLI TERRITORIALI DI PARTECIPAZIONE PER RIPARTIRE DAI TERRITORI

Il 28 giugno i cittadini di Ancona saranno chiamati a eleggere i propri rappresentanti nei Consigli Territoriali di Partecipazione (CTP). È un appuntamento che forse non fa molto rumore nel dibattito pubblico, ma che ha un valore profondo: riaprire spazi di democrazia e partecipazione nei quartieri, là dove si vive ogni giorno la città vera.
I quartieri, infatti, sono il primo livello della vita pubblica. Sono il luogo in cui emergono bisogni, difficoltà, desideri e idee. Per questo è importante che le cittadine e i cittadini partecipino, non solo recandosi al voto, ma anche candidandosi, proponendo, confrontandosi. Perché partecipare non significa solo esprimere un’opinione: è un modo concreto per prendersi cura del proprio pezzo di città.
Viviamo un tempo in cui la distanza tra le persone e la politica è cresciuta. In cui la sfiducia si traduce troppo spesso in disinteresse o rinuncia. Proprio per questo, credere nell’importanza di questi organismi, e impegnarsi perché funzionino, è già un piccolo atto di fiducia nel futuro.
Come opposizione abbiamo cercato di riformare i CTP per renderli più incisivi e più utili alla vita dei quartieri: dalla gestione degli spazi pubblici alle iniziative culturali e sociali. Non ci siamo riusciti. Ma questo non significa che il loro potenziale sia perso. Se li guardiamo con la giusta lente, i CTP possono diventare laboratori di cittadinanza attiva, spazi in cui si sperimentano nuove forme di collaborazione tra amministrazione e comunità. Luoghi in cui il dialogo può diventare davvero continuo e costruttivo.
Le elezioni dei CTP sono anche una sfida per chi vuole costruire un’alternativa alla destra che governa la città. Un’occasione per superare le divisioni che negli anni hanno indebolito il campo progressista e per proporre, quartiere per quartiere, liste unitarie che mettano al centro i tanti punti in comune. Ripartire dai territori può essere anche un modo per ritrovare un linguaggio comune, più vicino alle persone.
E infine, una speranza: che queste elezioni siano una palestra per le nuove generazioni, un’opportunità per i giovani di mettersi in gioco, di imparare, di costruire un percorso di protagonismo civico che, nel tempo, li porti a essere parte attiva della vita politica della città.
Perché la democrazia non si conserva da sola. Va coltivata. E i quartieri possono essere un buon punto da cui cominciare.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI: DANIELE GIACHI

Il decoro urbano parte anche dal verde privato
di Daniele Giachi – Capogruppo del Gruppo Consiliare RINASCI ANCONA CIVICI E SOLIDALI

Il decoro urbano è un tema centrale per lo sviluppo armonioso della nostra città. In qualità di consigliere comunale, ho avuto modo di confrontarmi con numerosi cittadini e di rilevare una problematica spesso sottovalutata: la gestione del verde di proprietà privata.

Come amministrazione, stiamo portando avanti un lavoro importante di riqualificazione del verde pubblico, grazie alla pianificazione dell’assessore Berardinelli e all’impegno operativo di Ancona Servizi. Tuttavia, è necessario affiancare a questo percorso un’azione altrettanto incisiva per quanto riguarda le aree verdi private.

Ancona, secondo un censimento in continuo aggiornamento, presenta numerosi spazi verdi di proprietà privata, molti dei quali purtroppo versano in condizioni di abbandono. Questa situazione comporta non solo un evidente degrado estetico, ma anche rischi per la sicurezza pubblica — come la possibile caduta di alberi su strade e marciapiedi — e problemi igienico-sanitari, dovuti all’accumulo di rifiuti e alla proliferazione di animali infestanti.

Anche se si tratta di spazi privati, il loro impatto sul paesaggio urbano è significativo. Il verde incolto o trascurato compromette il decoro complessivo della città, influenzando negativamente l’immagine di Ancona e la qualità della vita dei suoi abitanti.

Per questo motivo, intendo promuovere un’azione strutturata su questo fronte, anche attraverso il richiamo e l’applicazione del regolamento regionale, affinché si possa stimolare una maggiore attenzione e responsabilità da parte dei proprietari.

Un ambiente urbano curato, in ogni sua componente, è un valore collettivo che dobbiamo preservare con impegno e consapevolezza.

L’Ancona dei prossimi 30 anni: Comune al lavoro per il nuovo Piano urbanistico generale

Una delle missioni fondamentali di un Comune è la pianificazione urbanistica generale. Mettere mano a quello che un tempo si chiamava Piano regolatore generale, il Prg, significa, per chi governa, da un lato fare il punto sulla visione del territorio e, quindi, contestualizzare i progetti, le idee, gli impegni assunti con i cittadini, ma anche, e soprattutto, ascoltare la città nelle sue molteplici espressioni, comprenderne realmente i percorsi, le aspirazioni, il carattere. Significa, quindi, stabilire il ruolo degli spazi e dei contenitori più importanti, confermarne o modificarne le funzioni, creare nuovi scenari e nuove opportunità urbane per rispondere ai nuovi bisogni. Significa disegnare un volto, con una visione chiara degli obiettivi. Oggi il Prg cambia nome e diventa Piano Urbanistico Generale e quindi, sostituendo l’aggettivo “regolatore” con il termine “urbanistico”, pone esplicitamente il sistema città al centro dell’attività di pianificazione.

“Oggi comincia una delle fasi più importanti non solo per l’Amministrazione ma anche e soprattutto per l’intera città” ha detto infatti l’assessore all’Urbanistica Angelo Eliantonio nella conferenza stampa di presentazione dell’iter cha accompagnerà l’attività amministrativa per i prossimi tre anni. “Il PUG – ha aggiunto – è lo strumento con cui si disegnano le prospettive e il futuro dell’Ancona dei prossimi 30 anni”. Un momento strategico, dunque, che ha tra i suoi capisaldi il ruolo di Ancona capoluogo di regione, città portuale, città che ospita un grande Parco al proprio interno. Lo stesso sindaco Silvetti ha delineato i tratti salienti della visione che sarà alla base di questo piano: “Una città aperta, soprattutto a nuovi flussi, con il consumo di suolo zero, improntata sulla rigenerazione autentica. Ancona quindi città del turismo, universitaria, della ricettività, una città effettivamente internazionale, che valorizza la propria vocazione di attirare capitali privati e soprattutto anche grandi eventi”. Non solo: una città che si costruisce e si disegna in modo sistemico e corale: “Abbiamo voluto – aggiunge il Sindaco – concordare il nostro Piano con altri Enti attraverso il Piano Città, quindi con il Demanio, con l’Università, con l’Autorità Portuale di Sistema e con la Regione Marche. Questa è la visione di una città che ovviamente ha bisogno di riappropriarsi dei propri volumi e soprattutto di poterli condividere per quelle attività che possono e devono essere caratterizzanti”.

Non tutte le Amministrazioni hanno l’onore e l’onere di tracciare la visione e le regole urbanistiche della città in un nuovo Piano. L’ultimo Piano Regolatore Generale del Comune di Ancona è stato approvato nel 1993. Al PRG sono state apportate diverse varianti e revisioni nel corso degli anni, per adeguarlo alle esigenze urbanistiche e territoriali della città. Il nuovo strumento urbanistico su cui l’Amministrazione si appresta ora a lavorare risponderà alle regole e ai criteri della nuova Legge urbanistica regionale. La Regione Marche ha infatti approvato la nuova Legge Urbanistica Regionale (L.R. n. 19 del 30 novembre 2023), intitolata “Norme della pianificazione per il governo del territorio”. Questa legge, entrata in vigore il 1 gennaio 2024, sostituisce la precedente normativa risalente al 1992 (L.R. n.34) e introduce significative innovazioni nella gestione del territorio.

Un nuovo modello di pianificazione urbanistica

Il nuovo strumento di pianificazione introduce un approccio più flessibile e integrato alla gestione del territorio. Tra i principali obiettivi del PUG vi sono: il contenimento del consumo di suolo, promuovendo il riuso e la valorizzazione degli spazi già urbanizzati; la rigenerazione urbana e territoriale, con particolare attenzione alle zone degradate e alla riqualificazione delle periferie; la sostenibilità e resilienza ambientale, attraverso strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e di tutela del paesaggio; la pianificazione partecipata, coinvolgendo cittadini, enti e portatori di interesse nelle decisioni sul futuro del territorio.

Articolazione del PUG

La redazione del nuovo PUG, conformemente alle disposizioni della nuova L.R. n.19/2023, vedrà coinvolti diversi specialisti in vari settori quali l’urbanistica, il paesaggio, l’economia, la geologia, la Valutazione Ambientale Strategica, la mobilità, l’archeologia, l’acustica ecc., e si articolerà in diverse fasi: la redazione del Pug, (Documento Programmatico, Progetto Preliminare, Progetto Definitivo), l’attivazione del processo partecipativo, nel quale saranno coinvolti il sapere esperto (Ordini professionali, Associazioni di categoria, Enti territoriali e di ricerca, stakeholders) e il sapere diffuso (cittadini); l’aggiornamento cartografico con conseguente implementazione del Sistema informativo territoriale (SIT).

Governance e finanziamenti

La governance del processo di pianificazione sarà affidata a una cabina di regia composta dagli Amministratori (Sindaco, Assessore all’Urbanistica e altri assessori competenti) e dall’Ufficio di Piano incardinato nell’Area Pianificazione Urbana ed Ambientale, che avrà il compito di coordinare, in sinergia con la Segreteria Generale e i coordinatori d’Area, i contributi alla redazione del PUG, nonché di selezionare e coordinare le professionalità esterne, esperte nei diversi ambiti disciplinari.

Per la realizzazione del nuovo Piano Urbanistico Generale, il Comune di Ancona potrà contare su un finanziamento complessivo di 715.920,81 euro, provenienti da fondi nazionali (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Programma di rigenerazione della periferia Palombella–Stazione–Archi e Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti – Programma Innovativo in Ambito Urbano_PIAU) e da fondi europei (POR-FSE – ITI Waterfront Ancona 3.0).

Tempistiche e prossimi passi

La Legge Regionale prevede per tutti i Comuni delle Marche il completamento dell’iter di redazione e approvazione del PUG entro 48 mesi dalla data della sua entrata in vigore, con termine ultimo fissato al 31 dicembre 2027.

Il cronoprogramma di massima del Comune di Ancona prevede entro il 2025 la predisposizione del documento programmatico e l’avvio del processo partecipativo, entro il 2026 l’elaborazione del progetto preliminare e l’implementazione del SIT, entro il 2027 l’approvazione del progetto definitivo e il completamento delle procedure di valutazione.

Atti propedeutici alla redazione del Piano

Ai fini della redazione del Piano l’Amministrazione si è già dotata di una serie di strumenti operativi in campo urbanistico: gli indirizzi per una variazione del Prg, relativa al metodo di calcolo per il contributo straordinario dovuto all’Ente per l’esecuzione delle trasformazioni dei contenitori urbani dismessi (Art. 29 bis delle norme tecniche di attuazione del Prg), recepito con un atto che prevede l’uso del metodo di calcolo degli oneri già applicato per tutte le altre varianti, più favorevole rispetto a quello attuale, che era invece diversificato; la digitalizzazione cartografica e il contestuale aggiornamento delle Zone di Recupero del patrimonio edilizio esistente (marzo 2025); la costituzione del Registro dei diritti edificatori (e del relativo Regolamento), con un atto approvato dalla Giunta a novembre 2024 che anticipa gli obiettivi di rigenerazione urbanistica e decoro urbano, consentendo di inserire all’interno del Registro stesso le volumetrie pubbliche generate, ad esempio, dalla demolizione di edifici pubblici in corso di attuazione.

A tutto ciò si aggiunge l’approvazione dello schema di accordo per l’Attuazione di iniziative di razionalizzazione, valorizzazione, riqualificazione e rigenerazione relative al patrimonio immobiliare pubblico nel Comune di Ancona, stipulato il 28 febbraio 2025 tra il Comune di Ancona, l’Agenzia del Demanio, la Regione Marche, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e l’Università Politecnica della Marche. L’accordo mette in campo, anche attraverso l’attivazione di un tavolo tecnico congiunto, la valorizzazione di 11 immobili pubblici, di cui 8 di proprietà dello Stato e 3 di proprietà comunale.

Il processo di partecipazione

Tutta l’attività di redazione del nuovo PUG sarà accompagnata da un processo di coinvolgimento della cittadinanza e degli stake holders, delle categorie economiche, delle forze sindacali e dei professionisti tecnici del territorio che sono quindi invitati sin da subito a seguire e partecipare attivamente al percorso di costruzione del nuovo Piano Urbanistico Generale, che definirà il futuro della città di Ancona nei prossimi decenni.

Margherita Rinaldi

Progetti che diventano realtà: con “Sistema” il Centro ambientale al Parco del Cardeto

Là dove c’era un deposito di munizioni ora c’è una fabbrica di buone pratiche, nonché quattro caprette che brucano beate. È nel segno dell’inclusione e naturalismo che ha preso il via il Centro di educazione ambientale del Parco del Cardeto, una realtà che negli ultimi anni si è ancor più radicata tra i dolci declivi dell’area e che oggi sempre più richiama scolaresche, gruppi di persone con disabilità o passeggiatori incuriositi. La struttura, nata dalla rigenerazione dei vecchi costrutti nei pressi della Polveriera Castelfidardo, è gestita dalla Cooperativa Hort che ne ha fatto il fulcro delle proprie attività. Come quelle che si tengono attorno alla Fattoria urbana sorta nell’area all’aperto del Centro.

Qui chi arriva può osservare le quattro caprette sotto il cielo del Cardeto e assieme a loro le oche e le galline oltre il recinto che la sera si acquattano nei loro ricoveri di legno, nuovi anch’essi. Ancora, dal 2023 nel giardino del Centro è stato realizzato un orto rialzato che con la sua struttura ergonomica a cassettoni e i moduli di diverse dimensioni consente di piegarsi a coltivarlo anche a persone con disabilità e bambini di varie età, nel segno dell’inclusività. E poi ci sono gli spazi interni del Centro, riorganizzati, ristrutturati, arricchiti di nuovi materiali, per divenire luogo d’incontro e didattica sempre più accogliente e attrezzato.

Lo sviluppo della struttura nasce dalle idee e dalla visione di Hort ed è stato reso possibile grazie a Sistema, progetto di “cura ambientale come leva di sviluppo sostenibile” promosso da Comune di Ancona, che dal 2023 unisce in una rete di azioni oltre ad Hort anche enti e associazioni diverse: Parco del Conero, Cnr Irbim, Csv Marche Ets, Polo9, Casa delle Culture e il Circolo Legambiente il Pungitopo, Sineglossa e Scholanova di Varano, con il sostegno di Fondazione Cariverona.

In città, nel percorso Direzione Parco di Vallemiano fino al Parco del Conero, passando per il centro città e il Parco del Cardeto, sono innumerevoli le azioni sviluppate dai partner di progetto, che hanno intrecciato il rispetto per l’ambiente al turismo sostenibile e all’inserimento lavorativo di persone con fragilità, in un disegno di rafforzamento del nostro ecosistema sociale e ambientale, dal Conero al mare. Grazie a Sistema, ora nel cuore del Parco del Cardeto il Centro per l’educazione ambientale di Hort può contare su un nuovo arredo mobile e sostenibile che può essere spostato per l’occasione anche all’aperto. C’è una stanza pensata per i bambini dai 2 ai 6 anni, con lavagna luminosa, librerie montessoriane, mobili adeguati ad altezza bambino e poi c’è un’aula didattica per bambini della scuola primaria e ragazzi della secondaria. Il Centro ora è dotato di modellini d’insetti e di fiori, gli stessi che si usano nella facoltà di agraria, ci sono venti microscopi e poi espositori per fare attività con le scuole. La nuova sala convegni vanta una cattedra di legno di recupero dal design realizzato con la sovrapposizione d’intagli a forma di libri e due alberi stilizzati sulla parete.

Grazie a Sistema è stato completato anche l’impianto d’illuminazione e quello termico. Questi spazi, assieme alla fattoria urbana e all’orto didattico, sono diventati il perno di tante attività rivolte a varie fasce di età della cittadinanza, tra passeggiate nel parco, compleanni e cacce al tesoro, nonché eventi come il recente Ancona In-Forma, organizzato nella giornata di inizio aprile presso il Centro di educazione ambientale per la Giornata Mondiale della Salute e che, assieme a una serie di realtà del territorio, ha visto la partecipazione di Sistema in una parte delle attività organizzate. Ma sono state diverse le iniziative che hanno trovato ospitalità al Centro rigenerato di Hort, scaturite dalle sinergie di enti e associazioni attive per il bene comune. L’orto rialzato è divenuto lo spazio per progetti di ortoterapia con persone disabili e con disagio psichico, in collaborazione con altre cooperative del territorio.

Non solo, questi spazi, dotati sempre grazie a Sistema di una cartellonistica e segnaletica, hanno poi generato richiamo. “Grazie anche alle azioni pianificate con Progetto Sistema, il Parco del Cardeto ora ha rafforzato la sua relazione con la città – spiega Martina Perugini, presidente della cooperativa Hort – Ciò è stato possibile grazie alle tante attività che hanno trovato il loro punto di convergenza nel Centro di educazione ambientale, realizzate con le scuole, con le associazioni ambientali e con le cooperative che lavorano nel sociale e grazie ai bambini dei centri estivi. E poi ci sono i cittadini che in particolare durante il fine settimana, anche quando i nostri uffici sono chiusi, vengono a salutare gli animali della fattoria urbana”.

Marco Benedettelli, responsabile Comunicazione progetto Sistema

www.progettosistema.org

Mosciolo di Portonovo a rischio: ecco lo studio

di Francesco Regoli*, Gian Marco Luna**, Francesca Barchiesi^, Carlo Cerrano*, Luca Bolognini** (*DiSVA-UNIVPM, **IRBIM-CNR, ^IZSUM-Ancona)

Nel Novembre del 2023, su volontà del Sindaco di Ancona, è stato istituito il Tavolo Tecnico per la salvaguardia del mosciolo selvatico di Portonovo. Questo Tavolo ha visto il coinvolgimento di una serie di Enti Scientifici (Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente-Università Politecnica delle Marche DiSVA-UNIVPM, Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine CNR-IRBIM, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche IZSUM, ARPA Marche, Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca “Marche Agricoltura Pesca” delle Marche AMAP), insieme al Presidio Slow Food, i pescatori della Cooperativa di Portonovo, la Guardia Costiera, a cui si sono aggiunti nel tempo altri interlocutori. Il Tavolo è nato dall’evidenza di un forte calo della risorsa del mosciolo negli ultimi anni, e dalla volontà di capirne le cause attraverso un approccio multidisciplinare condotto da prospettive diverse.

Gli obiettivi principali del primo anno di attività del Tavolo tecnico sono stati orientati a monitorare lo stato di salute del mosciolo selvatico nell’area del Conero, a valutare l’impatto di fattori ambientali come quelli legati al cambiamento climatico, ad affrontare il ruolo delle attività di prelievo ed il loro valore da un punto di vista sia sociale che economico. La strategia inizialmente concordata è stata quella di identificare 2 Aree di Ricerca Sperimentale (ARS), posizionate rispettivamente nelle aree del Passetto e di Portonovo dove poter confrontare l’effetto delle caratteristiche ambientali e delle attività di prelievo sulle popolazioni del mosciolo di queste due aree. In realtà, già durante i primi campionamenti effettuati a marzo 2024 (prima dell’inizio delle attività di prelievo), era stata evidenziata una limitata quantità di moscioli, molto più grave di quanto ipotizzato all’inizio, con ampie zone completamente prive di organismi soprattutto nell’ARS di Portonovo rispetto a quella del Passetto. A seguito delle analisi condotte sugli organismi insediati, la causa di questa situazione è stata associata ad uno scarso reclutamento di mitili giovanili dovuto non tanto all’assenza di seme, quanto ad una serie di probabili concause, tra cui un substrato non ideale a causa del materiale trasportato e depositatosi dopo le esondazioni del 2023, ed anche le modalità di pesca che hanno compromesso la permanenza dei mitili neo-insediati su molte rocce di Portonovo.

Lo studio sui mitili di queste due zone è continuato con una serie di analisi volte a definire il loro pattern di accrescimento, lo sviluppo riproduttivo e, più in generale, la qualità e lo stato di salute degli organismi. Altre indagini sono state finalizzate a comprendere meglio quale ruolo possano avere la tipologia del substrato e altri fattori biologici (come la predazione) sull’insediamento e la resistenza dei mitili giovanili.

Infine, sono state intraprese le prime iniziative sulla componente sociale relativa al mosciolo e al suo prelievo che hanno evidenziato la consapevolezza generale della cittadinanza su questa risorsa che è presidio Slow Food, mostrando anche un elevato gradimento nel consumo del mosciolo rispetto alle cozze allevate, ma una variabile conoscenza sull’esistenza e i dettagli del limite di raccolta consentito.

L’estate del 2024 è stata tuttavia travagliata da numerosi fenomeni che hanno reso ancora più gravi gli effetti dello scarso reclutamento primaverile dei mitili giovanili. A partire da luglio sono comparse le mucillagini che, oltre alla loro massiccia presenza in superficie, hanno anche ricoperto gran parte dei fondali del Conero. E poi una eccezionale anomalia termica con significativi e duraturi aumenti di temperatura rispetto alle medie stagionali e picchi che, per numerosi giorni consecutivi, hanno superato i valori critici per la sopravvivenza dei mitili; la conseguenza è stata la ben nota e improvvisa mortalità nelle popolazioni naturali di mitili lungo tutta la costa del Conero, particolarmente grave alle quote più superficiali, caratterizzate dalle temperature più elevate, dove tutti i mitili sono scomparsi. Questa moria non è stata tuttavia limitata all’area del Conero ma si è verificata lungo tutte le coste delle Marche e di altre regioni, interessando le popolazioni naturali e moltissimi allevamenti delle lagune del nord, del Veneto, dell’Emilia-Romagna, delle Marche, dell’Abruzzo fino alla Puglia. I monitoraggi e gli approfondimenti diagnostici hanno escluso che tali morie siano state causate da fenomeni di ipossia al fondo, o dalla presenza di microalghe bentoniche tossiche, parassiti o ceppi batterici.

In questo scenario complessivo, le immersioni effettuate agli inizi di settembre, dopo la fine dell’ondata di calore e della massiccia moria, hanno evidenziato, contrariamente alle attese, un buon tasso di sopravvivenza di mitili che erano stati sperimentalmente posizionati su substrati sperimentali (rete di cocco), o mantenuti in reste sospese, o cresciuti su alcune strutture artificiali a gabbia presenti a Portonovo, con organismi di dimensioni più grandi in quelle non soggette a prelievo.

Le analisi e le osservazioni effettuate hanno permesso agli Enti scientifici di affermare che alla difficile situazione del mosciolo osservata a partire dalla primavera del 2024, abbiano contribuito una serie di fattori multipli, che hanno interagito tra loro con dinamiche complesse e non facilmente prevedibili. Tra questi fattori, variabili anche in funzione della profondità, vanno sicuramente citati il ridotto reclutamento osservato per i giovanili, le caratteristiche del substrato alterate dal materiale trasportato durante le esondazioni del 2023 o dalle modalità di prelievo dei mitili, l’elevata temperatura del mare e le prolungate ondate di calore, le condizioni trofiche alterate rispetto alla media con basse concentrazioni di nutrienti e biomassa planctonica, le condizioni ambientali con scarse precipitazioni e il limitato rimescolamento della colonna d’acqua, la presenza di mucillagine.

Ma a questo punto, quale situazione ci dobbiamo aspettare per il prossimo o per gli anni a venire? Ovviamente non è possibile pensare di modificare con interventi locali quei fattori ambientali (temperatura, nutrienti, piovosità), che influiscono su reclutamento e sopravvivenza dei mitili giovanili in primavera, o sulla mortalità massiccia dei moscioli come osservato nell’agosto 2024. E’ pertanto evidente che di fronte al ripetersi di fenomeni climatici estremi, eventi di mortalità massiccia, simili a quelli dell’ultima estate, potrebbero ripetersi. Tuttavia, il Tavolo Tecnico ha già proposto alcuni interventi da realizzare il prima possibile con finanziamenti dedicati, finalizzati ad individuare le migliori condizioni per favorire l’attecchimento del nuovo seme e degli adulti, il continuo monitoraggio delle condizioni ambientali nell’area del Conero e lo stato di salute dei moscioli. Tra questi la sperimentazione con i substrati più promettenti per il reclutamento dei giovanili, il posizionamento in mare di nuove strutture artificiali con materiali innovativi ed ecocompatibili, che favoriscano idrodinamismo e dunque creino condizioni più ottimali per gli organismi; ma è stata suggerita anche l’installazione di una boa oceanografica nell’area del Conero per il monitoraggio e la trasmissione in continuo dei dati ambientali da integrare con la prosecuzione delle analisi sulle dinamiche di accrescimento e lo stato di salute dei mitili, utili a calibrare ed ottimizzare eventuali ulteriori interventi e per le quali gli enti scientifici hanno già confermato la loro disponibilità istituzionale.

Il Tavolo Tecnico ha anche sottolineato l’importanza di una campagna di sensibilizzazione rivolta a cittadini e operatori del settore, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sull’importanza della risorsa e le eventuali riduzioni nelle attività di prelievo, promuovere pratiche di sfruttamento sostenibile e favorire la partecipazione attiva alla sua conservazione. Durante il primo anno di attività, è stata evidenziata la necessità di implementare un sistema di monitoraggio integrato per la raccolta dei dati sulla cattura dei mitili, necessario per una stima accurata dello stato della risorsa e delle dinamiche di prelievo. Dalle ultime uscite in mare effettuate a inizio 2025, le attività di prelievo dei moscioli saranno probabilmente condizionate dalla mancanza o limitata presenza di organismi di taglia commerciale prevista per il periodo estivo. Sebbene la sospensione temporanea delle attività di prelievo professionale e ricreativo su una risorsa sotto stress possa essere considerata come una scelta di buon senso, utile a favorire il recupero delle popolazioni già stressate e il pieno sviluppo dei giovanili che si stanno insediando, va tuttavia sottolineato che allo stato attuale non esistono ancora dati sufficienti per poter stabilire il reale impatto delle attività di prelievo sulla risorsa del mosciolo, dati necessari per fornire raccomandazioni gestionali solide da un punto di vista scientifico. Soltanto l’insieme delle conoscenze scientifiche, delle sperimentazioni in atto, del costante monitoraggio delle condizioni ambientali e delle attività umane potrà permettere la definizione di un modello di gestione adattativa della risorsa mosciolo, condiviso tra amministrazione, pescatori, ricercatori ed altre associazioni, che possa consentire la tutela della risorsa biologica e di quella economica tenendo in considerazione i possibili cambiamenti dei vari scenari.

(foto di archivio – Portonovo maggio 2017)

LA PAROLA AI CONSIGLIERI: GIACOMO PETRELLI

Giacomo Petrelli, Consigliere Gruppo Consiliare Partito Democratico

LE ISTITUZIONI E LA CURA DEI GIOVANI IN UN MONDO CHE CAMBIA

“Mala tempora currunt”, dicevano i latini. Mai come oggi questa espressione sembra descrivere la realtà che ci circonda: incertezza, instabilità, cambiamenti repentini e una leadership politica spesso incapace di offrire risposte concrete. Le istituzioni vivono la loro notte più buia e le nostre comunità si trovano a navigare in un mare di paura e precarietà. Questa almeno è la percezione che i giovani stanno ereditando, in silenzio.

Un silenzio solo apparente in realtà, interrotto da dirompenti campanelli d’allarme che rimandano ad una fragilità diffusa tra i giovani e che provoca frequenti risposte violente verso se stessi o verso gli altri: dai fenomeni di microcriminalità per mano delle cosiddette “baby gang” fino alle gravi manifestazioni di malesseri psicologici da parte dei giovanissimi. Si tratta di un’emergenza che nessun altra epoca storica ha vissuto e che necessita di risposte strutturali, non di interventi episodici o superficiali.

In seno al Consiglio comunale ho presentato due Ordini del Giorno, entrambi già approvati dall’assise, proprio su temi legati alla salute mentale e concernenti proposte di ampio respiro per rispondere a queste crescenti esigenze. Con il primo documento si richiede alla Regione Marche di introdurre il servizio dello psicologo di base e di provvedere ad un maggiore impegno a sostegno dell’intercettazione dei bisogni psicologici dei cittadini, mentre il secondo testo pone uno specifico focus sui disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, che stanno sempre più colpendo ragazzi e ragazze della mia età.

Queste due proposte rappresentano solo un primo passo verso la consapevolezza delle sfide che dobbiamo affrontare in questo campo. E se da un lato occorre sviluppare le pratiche di prevenzione e fornire un supporto diretto per affrontare queste difficoltà, dall’altro è importante credere nei giovani per aiutarli a costruire la migliore versione di se stessi, implementando gli strumenti più efficaci per sostenere la loro crescita.

Tra questi risulta sicuramente la pratica sportiva, che rappresenta un’alternativa sana a forme di divertimento e di aggregazione meno positive e che costituisce in molti casi un presidio educativo fondamentale, specialmente nei contesti più difficili e abbandonati. Nella nostra città esiste da anni un sostegno economico dedicato alle famiglie a basso reddito per aiutarle a pagare le rette sportive dei figli minorenni, chiamato Welfare Sport. Lo scorso anno, anziché potenziare questo servizio, l’Amministrazione ha deciso di non stanziare le risorse necessarie per coprire tutte le domande pervenute. Per questo ho presentato in sede consiliare delle interrogazioni per verificare lo stato della situazione e per chiedere di rifinanziare questo contributo, che speriamo possa essere dotato almeno quest’anno delle risorse necessarie per evadere tutte le richieste.

Su questi temi, vitali per il futuro della nostra comunità, manca una visione politica forte. Troppo spesso ci si accontenta di convegni e dichiarazioni di principio, mentre le scelte concrete, quelle che realmente incidono sulla vita delle persone, vengono rimandate o ignorate. Destinare risorse alla salute mentale, allo sport e al benessere giovanile non è una questione secondaria: è una priorità che definisce il tipo di società che vogliamo costruire. Ed è proprio nelle decisioni di bilancio che si misura la volontà politica di cambiare le cose.

Investire nei giovani significa investire nel futuro. Una comunità che abbandona i propri ragazzi alla solitudine e al disagio è una comunità destinata ad impoverirsi, non solo economicamente, ma anche sul piano sociale e culturale. Dobbiamo ribaltare questa tendenza, con politiche coraggiose e scelte lungimiranti. Anche dall’opposizione, continueremo a batterci affinché la cura delle persone, e soprattutto dei giovani, torni al centro delle politiche pubbliche. Perché è solo restituendo loro speranza, fiducia e opportunità che possiamo costruire un futuro migliore, evitando che l’immobilismo e la mancanza di progettualità penalizzino le nuove generazioni. È una sfida, questa, che non possiamo più rimandare.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI: ANGELICA LUPACCHINI

Angelica Lupacchini, Consigliere Gruppo consiliare Fratelli D’Italia

MOZIONE SULLA PREVENZIONE E L’AUSILIO A PERSONE AFFETTE DA CELIACHIA: APPROVATA ALL’UNANIMITA’, UNA VITTORIA PER TUTTI

Nel mese di maggio 2025 ho presentato in IV commissione e poi in Consiglio comunale la mozione che tratta “la prevenzione e l’ausilio a persone affette da celiachia”. 15 mila sono i marchigiani affetti da questa patologia e molti altri ancora non sanno ancora di esserlo. 

La malattia rende complicata la vita di tutti i giorni dei celiaci e dei loro familiari: fare una colazione, un pasto fuori o un semplice aperitivo non sempre è semplice per via di contaminazioni che spesso non sono possibili da escludere. Per andare incontro alle esigenze degli esercenti che devono essere messi nelle condizioni di somministrare pasti senza glutine e delle persone affette da celiachia, la mozione suggerisce all’Amministrazione comunale e regionale alcune semplici indicazioni che sono state in poco tempo applicate e che verranno con il tempo affinate.

Avete visto alla fiera di San Ciriaco lo stand glut free? Beh, è solo l’inizio! Grazie a questa mozione scritta di concerto con l’Associazione Italiana Celiachia delle Marche abbiamo ottenuto anche una Legge regionale che, tra vari dispositivi, inserisce anche un Comitato per la tutela dei soggetti affetti da malattia celiaca, organo propositivo e consultivo della Regione in materia, che avrà il compito di presentare proposte e osservazioni, curare i rapporti tra i vari soggetti coinvolti e collaborare alla redazione delle linee guida. 

Che dire, una vittoria di tutti, per tutti, approvata all’unanimità.

Rinascimento Marchigiano: in mostra le opere restaurate dopo i terremoti

Crivelli, di origine veneta, soggiornò stabilmente ad Ascoli e, dai primi anni ottanta del 1400, a Camerino, ma eseguì numerosi dipinti per Ancona, per Fermo e per Fabriano. Nelle Marche morì, in un luogo non ancora accertato, tra il 1494 e il 1495. Le sue tavole ricche di ori, decorazioni elaborate e dettagli raffinati, erano presenti nelle chiese di centri anche piccolissimi della regione. Molti di questi sono stati duramente danneggiati dai diversi terremoti. “Sembrano ormai lontane – scrivono i curatori della mostra Papetti e Moriconi nell’introduzione al catalogo – le drammatiche giornate dei mesi di agosto e di ottobre del 2016 quando nell’entroterra appenninico la terra tremò violentemente mietendo molte vittime, distruggendo interi paesi come Amatrice e Arquata del Tronto, causando il crollo di edifici monumentali patrimonio della civiltà europea, danneggiando molte opere d’arte mobili: danni materiali ed immateriali, determinanti per la disgregazione dell’identità stessa di una vasta area legata al contesto sibillino, che nonostante l’impegno profuso dalle istituzioni ancora devono essere in parte risarciti. A quei danni che tutta la stampa mondiale ha documentato, si aggiungono quelli più recenti prodotti nel novembre del 2022 da una scossa avvenuta nel Mare Adriatico che ha danneggiato una delle chiese più conosciute della città di Ancona, la chiesa del Santissimo Sacramento a dimostrazione che il terremoto in questa regione non risparmia nessuno, né l’entroterra appenninico né la fascia costiera”.

Per cercare di arginare l’effetto “di lunga durata prodotto dal sisma”, quello che rischia di mandare perduta per sempre l’identità storica, culturale e sociale dei territori colpiti, per la seconda volta ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni hanno finanziato l’iniziativa “Rinascimento Marchigiano” che già nel 2019 era stata promossa da questi due soggetti. “Le opere selezionate – spiegano Papetti e Moriconi – vengono dai luoghi colpiti dalle scosse telluriche del 2016 e, individuandoli su una cartina geografica, si scopre che la maggior parte di essi si colloca lungo i cammini percorsi dai pellegrini che fino al XIX secolo hanno intrapreso questa pratica espiatoria: non è dunque difficile immaginare che dinnanzi a queste immagini sacre si siano raccolte in preghiera non soltanto le comunità locali ma anche milioni di forestieri mossi dal desiderio di effettuare un percorso interiore salvifico”.

Dopo l’esposizione a Roma nel Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni, e dopo la tappa a Palazzo dei Capitani di Ascoli (fino al 23 marzo), dunque, la mostra arriva alla Mole Vanvitelliana di Ancona (dall’11 aprile al 15 giugno), per poi essere ospitata, nella tappa successiva, a San Severino Marche. Il progetto, sulla scia della prima edizione del 2019, è focalizzato sulla valorizzazione e promozione del patrimonio storico artistico proveniente da chiese e musei di comuni colpiti dal sisma del 2016-17 (area Sud della regione Marche) e del novembre 2022 (province di Pesaro Urbino e Ancona).

Sono due le opere anconetane in mostra ed entrambe le chiese del capoluogo che le ospitano sono attualmente chiuse a causa del sisma del 2022. La prima è un crocifisso ligneo a rilievo su croce sagomata con cielo blu stellato, realizzato per la chiesa paleocristiana dedicata al Santissimo Salvatore di Ancona (oggi Santi Pellegrino e Teresa, dopo i rifacimenti settecenteschi), restaurato da Maria Laura Passarini. Il Crocifisso, risalente al XIII secolo (legno di pioppo policromo cm 189,5 x 183; croce cm 249 x 206), rientra nella tipologia del Christus Triumphans come quello di Matelica, anch’esso esposto in mostra. Il Crocifisso di Ancona proviene dalla chiesa paleocristiana dedicata al Santissimo Salvatore, restaurata in epoca medievale tra il 1213 e il 1224 e poi conosciuta con il titolo di San Pellegrino per la presenza delle reliquie del martire Pellegrino rinvenute nella chiesa. In età moderna la chiesa parrocchiale officiata dai padri Carmelitani Scalzi venne demolita e ricostruita sotto il titolo dei Santi Pellegrino e Teresa (agli Scalzi) nei primi anni del Settecento. A partire dal secolo XII molte chiese d’Occidente si erano dotate di grandi crocifissi in cui il Cristo sulla croce veniva rappresentato vivo e trionfante in quanto Salvatore dell’umanità e così continuò a essere rappresentato in epoca romanica. L’intervento, reso necessario dalla presenza di gravi e diffusi segni di attacco xilofago pregresso e attivo che è stato causa di lacune nel supporto, è stato mirato alla migliore conservazione del bene, ma senza la ricostruzione di parti perdute nel corso del tempo.

È anconetano anche l’olio su tela San Carlo Borromeo in gloria e santi (1625-1630) di Cesare Dandini (Firenze 1596 – 1657), un’opera di grandi dimensioni (470×240 centimetri) che si trova nella chiesa del Santissimo Sacramento, restaurato a cura di Maria Veronica Soro. L’opera – spiega Nadia Falaschini nel catalogo – “era stata dipinta successivamente a un fatto clamoroso occorso a Dandini, il quale dopo il 1625 circa “erasi dato di buon proposito alla divozione, ed alli studi dell’arte sua”. Rifugiatosi nella pittura Dandini dipinse soprattutto pale d’altare per varie chiese della Toscana, ma non solo. Questa pala di Ancona a Dandini fu commissionata dal musico Giovan Battista Severi legato alla corte medicea per l’altare dedicato a San Carlo Borromeo, nominato nel 1610 protettore della Confraternita del Santissimo Sacramento istituita nel secolo precedente e che officiava nella chiesa edificata (1539-1543) dopo essersi sottoposta al capitolo della basilica di San Giovanni in Laterano (1538). La rappresentazione di san Carlo Borromeo è abbastanza ricorrente nell’iconografia dell’arcivescovo milanese nel secolo XVII, il quale con i santi Ignazio di Loyola e Filippo Neri fu l’artefice della riforma della Chiesa dopo il Concilio di Trento”. All’interno dell’opera è presente anche la figura di San Lorenzo, significativa per Ancona in quanto a questo santo era dedicata l’antica basilica edificata sul monte Marano (colle Guasco) destinata poi nel Basso Medioevo alla cattedrale di San Ciriaco.

Oltre alle opere di Carlo Crivelli, Antonio Vivarini, Pietro Alamanno e Cola dell’Amatrice, si segnala anche la presenza di uno dei capolavori di Lorenzo d’Alessandro, conservato al Museo Piersanti di Matelica ma proveniente dalla scomparsa chiesa di San Michele Arcangelo. Si tratta della «Madonna in trono col Bambino e sant’Anna, san Rocco e san Sebastiano» (seconda metà del XV secolo). La tavola, prima dell’attuale intervento di restauro, si presentava in pessimo stato di conservazione con numerosi e vistosi distacchi della pellicola pittorica dal supporto; sul retro essa era inoltre vincolata da un complesso sistema di contenimento a reticolato che è stato rimosso e sostituito. Il percorso espositivo comprende anche opere del XVII secolo di Ludovico Trasi e Giuseppe Puglia detto il Bastaro.

Ma torniamo alla magnificenza degli abiti di San Sebastiano e alle parole del professor Stefano Papetti, che hanno aperto questo pezzo. L’interessante spiegazione è stata parte di un lungo intervento di Papetti nella sala del Consiglio Comunale di Ancona, in occasione di un pomeriggio di formazione organizzato il 17 marzo dall’assessorato alla Cultura e rivolto in particolare a operatori turistici, guide e docenti delle scuole anconetane. “La mostra – afferma a questo proposito l’assessore alla Cultura Marta Paraventi – sarà anche l’occasione per seguire un percorso di visita e conoscenza, oltre che dell’esposizione, anche della Mole nel suo complesso e del Museo Omero. Vogliamo coinvolgere attivamente nella promozione della mostra tutti quei soggetti che per il loro ruolo possono trasmettere informazioni, organizzare visite e sensibilizzare studenti, cittadini e turisti rispetto a questo evento. In questo modo non saranno solo gli enti e i soggetti organizzatori a farsi parte promotrice, ma gli strumenti per la diffusione delle informazioni saranno forniti a una parte più ampia e attiva all’interno del tessuto economico, sociale e culturale del nostro territorio”.

La mostra sarà quindi l’opportunità per promuovere con i cittadini l’attività culturale del Comune di Ancona, oltre che il territorio e il turismo. E lo testimoniano anche le scelte relative alla bigliettazione: il biglietto di ingresso a prezzo pieno sarà di 8 euro, ma, proprio nell’ottica della promozione delle proposte culturali, del territorio e della promozione turistica, la giunta ha stabilito una serie di agevolazioni rivolte, oltre che ai cittadini di Ancona, agli studenti universitari e ai turisti che, contestualmente alla visita della mostra, soggiorneranno ad Ancona o pranzeranno in città. Oltre al biglietto di 8 euro, quindi, è prevista una tariffa di 5 euro per i residenti del Comune di Ancona, gli studenti universitari con tesserino, gli over 65, i ragazzi sotto i 25 anni, i possessori di card Feltrinelli e Marche Teatro, gli iscritti al FAI, Italia Nostra, Touring Club e Icom, i soci ACI e i soci COOP, le famiglie non residenti ad Ancona con minori al seguito. La riduzione è prevista inoltre per coloro che pranzano in un ristorante di Ancona, hanno soggiornato almeno una notti nelle strutture ricettive marchigiane, visitano la mostra con un accompagnatore residente nel Comune di Ancona. Entreranno gratuitamente i ragazzi al di sotto dei 16 anni, i giornalisti muniti di tessera dell’Ordine, le guide turistiche iscritte all’albo nazionale, le persone con disabilità e i loro accompagnatori. L’ingresso sarà gratuito anche per i visitatori ospiti, per almeno 2 notti, nelle strutture ricettive di Ancona.

Margherita Rinaldi

Foto di copertina: Carlo Crivelli (Venezia, 1430 circa – Ascoli Piceno? 1494-1495) Secondo trittico di Valle Castellana. Madonna con il Bambino in trono fra i santi Sebastiano e Antonio Abate seconda metà del secolo XV – tempera su tavola cm 133,5 x 52; cm 132 x 39,5; cm 134 x 39.
Ascoli Piceno, Pinacoteca Civica (inv. 316)
Restauro a cura di Katiuscia Testa Chiari, Michele Aureli, Serena Petrelli

A giugno si eleggono i nuovi Consigli Territoriali di Partecipazione

Urna voto Consiglio Comunale

I cittadini anconetani a fine giugno potranno di nuovo eleggere i loro rappresentanti nei Consigli territoriali di partecipazione (Ctp). Dopo l’approvazione del nuovo Regolamento nel 2024, nelle scorse settimane la giunta ha approvato una delibera che definisce, nel dettaglio, le modalità organizzative relative alle fasi del voto e dello spoglio e il relativo cronoprogramma. Le elezioni sono previste per sabato 28 giugno 2025 dalle 9 alle 20.

I Ctp sono organi di partecipazione democratica che comprendono al loro interno rioni, quartieri e frazioni della città. Il nuovo Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale di Ancona il 21 ottobre 2024, prevede alcune novità in termini di competenze, introducendo tra queste il Peba (barriere architettoniche), il Piano delle alienazioni e il Pums (mobilità sostenibile). Su questi temi, come sugli altri di competenza, i Ctp saranno di norma consultati e potranno sottoporre proposte da loro elaborate. In particolare si segnala che, a garanzia dell’operatività, la nuova norma prevede che dopo quattro assenze consecutive ingiustificate sono previste la decadenza del consigliere e la surroga con il primo dei non eletti della stessa lista. Il Ctp, inoltre, resta legittimamente costituito fino alla permanenza in carica almeno della maggioranza dei consiglieri assegnati. L’impegno politico assunto dall’Amministrazione comunale, già esplicitato nelle linee di mandato, prevede inoltre che, non potendosi per legge assegnare risorse direttamente ai CTP, all’interno del bilancio comunale sarà costituito un fondo dedicato alle proposte provenienti dai Consigli territoriali.

“Dopo le doverose condivisioni con il Consiglio comunale, completeremo a breve anche il percorso per la restituzione alla città del ruolo fondamentale di partecipazione democratica dei Consigli territoriali di partecipazione” afferma l’assessore Berardinelli. “Il risultato del proficuo lavoro assieme ai consiglieri – aggiunge – è stato quello di impegnarsi per garantire il funzionamento di questi organismi attraverso regole rinnovate che ne assicurino la piena funzionalità. Dopo l’elezione di giugno avrà inizio il lavoro sul territorio. Il costante coinvolgimento con i nuovi Ctp consentirà sicuramente all’Amministrazione di essere ancora più efficace rispetto alle istanze del territorio e sicuramente ancora più vicina ai cittadini”.

Il nuovo Regolamento, recentemente approvato, stabilisce che i Consigli siano 9, individua gli organismi di decentramento partecipato (Consigli Territoriali di Partecipazione, il Presidente, la Conferenza dei Presidenti), suddivide il Comune di Ancona in 9 zone territoriali cui corrispondono 9 Ctp e stabilisce, tra le altre cose, che i Consigli Territoriali di Partecipazione siano composti da 15 Consiglieri (tranne per i Consigli n. 8 e n. 9 la cui composizione è limitala a 9 Consiglieri) i quali vengono eletti a suffragio diretto con sistema proporzionale.

Le sezioni elettorali corrispondono alle nove zone territoriali.

Consiglio territorio 1: Centro Storico – Guasco – San Pietro – Capodimonte – Porto – Spina dei corsi – Piazza Cavour – Via Palestro – Via Santo Stefano, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 1-2-3-6-14-15-16-17-18.

Consiglio territorio 2: Passetto – Adriatico – Pietralacroce – Borgo Rodi, corrispondenti alle sezioni elettorali nn.4-5-7-8-9-i0-ll-12-13-19-20- 21 22 – 69 – 70.

Consiglio territorio 3: Archi – Vallemiano – Via Tiziano – Via XXV Aprile – Via M. Resistenza – Stazione – Palombella – Via De Gasperi – Monte Marino – Via della Ferrovia, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 23 – 24 – 25 -26 -27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33 – 41- 71.

Consiglio territorio 4: Grazie – Tavemelle – Via Ranieri, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 36 – 37 – 38 – 39 – 47 – 48 – 49 – 50 – 51 – 52 – 53 – 54.

Consiglio territorio 5: Brecce Bianche Q1 – Q2 – Q3 – Ponterosso – Passo Varano – PIP Baraccola – Pinocchio – Università – Pontelungo – Via Alpi – Via Appennini, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 56 – 57 – 58 -72-74- 75 -76- 77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82 – 100.

Consiglio territorio 6: Piano S. Lazzaro – Palombare – Scrima – Posatora – Fornetto, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 34 – 35 – 40 – 42- 43 – 44 – 45 – 46- 55 – 59 – 60 – 99.

Consiglio territorio 7: Torrette – Barcaglione – Colleameno – Collemarino – Palombina, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 61 – 62 – 63 – 64 – 65 – 66 – 67 – 68 – 98.

Consiglio territorio 8: Frazioni Montacuto – Poggio – Varano – Massignano, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 73 – 83 – 84 – 85 – 86;

Consiglio territorio 9: Frazioni Montesicuro – Sappanico – Gallignano – Aspio – Candia – Paterno/Casine di Paterno – Ghettarello, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 87 – 88 – 89 – 90 – 91 – 92 – 93 – 94;

I cittadini votanti dovranno presentarsi presso la sede elettorale su cui insiste la propria sezione elettorale muniti di un documento di riconoscimento e di tessera elettorale. Ognuno deve votare per il Consiglio nel cui territorio ha la residenza.

Le sedi dei seggi

CTP 1: Comune URP con seggio per disabili

CTP 2: Locali comunali di Via C. Battisti, n. 11/C

CTP 3: SEGGIO Centro H Via Mamiani

CTP 4: Locali comunali di Via Tavernelle, n, 122

CTP 5: Locali comunali di Piazza S. D’Acquisto, n. 29 – una sede al Pinocchio

CTP 6: Locali comunali Via Scrima. n. 19

CTP 7: Locali comunali Collemarino Piazza Galilei

CTP 8: Circolo Varano

CTP 9: Locali comunali Sappanico Centro Civico

Le fasi del processo di voto

1. Composizione delle liste elettorali: a partire dalla data di esecutività del Decreto Sindacale di indizione delle elezioni, i cittadini sono invitati a organizzare le liste e a presentare le proprie candidature. Da Regolamento (Art. 4, comma 3) le liste elettorali devono essere presentate da almeno 50 cittadini firmatari, iscritti nelle liste elettorali delle sezioni comprese nel territorio del CTP. I cittadini potranno recarsi presso le sedi e negli orari opportunamente comunicati per apporre la firma a sostegno di una delle liste del CTP di propria appartenenza; le firme devono essere autenticate, a cura di funzionari e amministratori comunali, presso le sedi che saranno opportunamente indicate: ogni lista va identificata da uno slogan, non sono ammessi simboli; ogni lista va presentata da un soggetto responsabile il quale sarà l’unico referente della lista stessa con il Comune di Ancona; nella lista va anche indicalo il nominativo di un sostituto del soggetto responsabile; i referenti devono far pervenire all’Ufficio Protocollo del Comune di Ancona in busta sigillata entro i termini indicati (le ore 12:00 del giorno 16 aprile 2025), a pena di esclusione, la lista di riferimento con tutta la documentazione allegata.

2. Controllo della regolarità delle liste presentate: il controllo della regolarità delle liste, cioè la verifica che i candidati e i firmatari siano iscritti alle liste elettorali del Comune di Ancona (tranne che per i minorenni, dai 16 ai 18 anni, per i quali è sufficiente la residenza) e appartengano al CTP per il quale si sono candidati o per il quale hanno apposto la firma di sostegno, è demandato all’Ufficio Elettorale (Servizi Demografici, Scolastici ed Educativi) del Comune di Ancona.

3. Schede elettorali: le schede sono predisposte dall’Ufficio di Coordinamento Elezioni e contengono il nome e slogan della lista, come indicati dal referente, con due spazi dove i votanti possono esprimere le eventuali preferenze: l’ordine di posizione nella scheda è determinalo dalla data di presentazione all’Ufficio Protocollo della lista (la lista che viene presentata per prima avrà la prima posizione, le altre di seguito seguendo lo stesso criterio);

4. Operazioni di voto: il seggio apre al pubblico alle ore 9:00 e chiude alle 20:00 ed è allestito con 2 cabine per l’esercizio del voto, oltre ad un tavolo con un’urna; possono votare oltre tale orario gli elettori presenti all’interno del seggio all’orario di chiusura. È consentita la presenza nel seggio di un rappresentante designato da ogni lista, indicato nella modulistica di presentazione delle liste.

5. Scrutinio: allo scadere delle operazioni di voto, ogni Presidente di seggio elettorale chiude le schede votate e tutti i materiali di voto all’interno di uno scatolone che sarà opportunamente sigillato e che andrà immediatamente a consegnare presso l’Ufficio di Coordinamento Elezioni: lo scrutinio viene svolto il lunedì successivo da parte dell’Ufficio di Coordinamento Elezioni: allo scrutinio partecipa il Presidente del seggio elettorale e gli eventuali rappresentanti di lista ed è aperto al pubblico; l’Ufficio di Coordinamento Elezioni verbalizzerà le risultanze degli scrutini: il Segretario comunale ha competenza decisoria in merito a eventuali contestazioni sull’operato o sulle decisioni dell’Ufficio di Coordinamento Elezioni;

6. Meccanismo di voto e di attribuzione seggi: il Regolamento stabilisce che il CTP è eletto a suffragio universale con sistema proporzionale. I seggi vengono attribuiti utilizzando il metodo d’Hondt; si possono apporre una o due preferenze, nel secondo caso devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l ‘annullamento della seconda preferenza: si può comunque volare soltanto la lista senza indicare preferenze, apponendo un segno sullo spazio relativo alla lista che si vuole votare;

7. Proclamazione Eletti: la proclamazione degli eletti avviene i giorni successivi tramite Determinazione del competente Dirigente.

Costituzione dell’Ufficio elettorale

L’Ufficio di Coordinamento Elezioni è composto da 5 dipendenti comunali, Funzionari o Istruttori, con il Funzionario incaricato di E.Q. dell’Ufficio Partecipazione Democratica in funzione di Presidente, salva diversa nomina o sostituzione (anche nel corso delle varie fasi di procedura) del Dirigente del Servizio Grandi Eventi, Partecipazione Democratica, Politiche Giovanili, Economia della Notte.

All’Ufficio di Coordinamento Elezioni vengono demandate le seguenti competenze: relazionarsi con i referenti delle liste per sanare eventuali piccole carenze o imperfezioni nella documentazione presentata; predisposizione, vidimazione e distribuzione ai seggi delle schede elettorali; coordinamento e assistenza ai seggi; scrutinio dei voti; decisione finale in merito a eventuali contestazioni o reclami.

Cronoprogramma

Presentazione liste: dal 31 marzo alle ore 10:00 al 16 aprile 2025 alle 12:00

Ultimazione controllo liste: 28 aprile 2025

Campagna elettorale: dal 9 giugno 2025 al 27 giugno 2025

ELEZIONI: 28 giugno 2025

Scrutinio: 30 giugno 2025

Proclamazione eletti: giovedì successivo (3 luglio 2025)

Margherita Rinaldi

Lay e Tommaso, campioni anconetani della ginnastica internazionale

Sono i due ideali portabandiera della ginnastica anconetana d’eccellenza: Lay Giannini e Tommaso Brugnami, in forza all’Associazione Ginnastica Giovanile Ancona, che nel primo fine settimana di marzo è di nuovo riuscita a regalare un sogno agli anconetani, salendo sul terzo gradino del podio nella seconda tappa del Campionato nazionale 2025 di ginnastica artistica maschile e femminile che il capoluogo dorico ospita ormai da molti anni. Questa volta è un sogno di “risalita”, perché, decimata nelle presenze soprattutto a causa di alcuni infortuni, la squadra aveva sofferto nella prima tappa a Montichiari, classificandosi al dodicesimo posto. Ma i ragazzi non hanno mollato e nella gara di casa si sono presentati con una squadra determinata, rafforzata anche dalle ottime prestazioni del campione mondiale juniores al volteggio Tommaso Brugnami, che, proprio in questo attrezzo e anche nel corpo libero, sabato ha prodotto il suo migliore risultato di gara, e dall’apporto dell’atleta turco Adem Asil, quest’anno in prestito alla Giovanile Ancona, che al volteggio e agli anelli ha dato il meglio.

A guardare i compagni di squadra dalla panchina c’era Lay Giannini, veterano della Giovanile, cresciuto con il suo allenatore Riccardo Pallotta e con un ricco e promettente vivaio nella palestra del Palarossini, dove è entrato a sette anni e dove ha trascorso ogni giorno almeno quattro ore di allenamento, come tutti coloro che scelgono di praticare questo sport a livello agonistico. Sono state ore intense, intercalate da quelle passate in tutti questi anni al Centro Federale di Fermo, che oggi, dopo tanti successi nazionali e internazionali, è diventato la sua palestra principale, sotto la guida del tecnico Marco Fortuna. Ma Lay andando avanti e crescendo con il suo sport, non ha dimenticato il senso di appartenenza alla squadra e alla città di Ancona, di cui ancora oggi, dopo tanti anni, indossa e difende i colori. Giannini, come racconta lui stesso, adesso è in pausa forzata “per il tagliando del 24 anni” (“ma torno prestissimo ad allenarmi a Fermo”, dice): un’operazione alla spalla destra lo tiene fuori dalle competizioni e a casa ad Ancona, insieme con la sua numerosissima famiglia: un fratello, tre sorelle, papà Sandro e mamma Ombretta, nonni, zii e cugini sempre presenti, nella gioia, nella soddisfazione e anche nella difficoltà di questo sport che chiede tanto ai ragazzi e a chi sta loro accanto. Lay è di origine cambogiana. Questo ragazzo che compie gli anni nel giorno di San Valentino, ha l’hobby delle moto e della musica, oltre che una bella vena artistica, grazie alla quale ha anche disegnato le divise di gara della Giovanile Ancona. Gli amici lo chiamano Lil Brown. Il suo curriculum è lungo una pagina scritta sottile sottile, con una serie di medaglie tra cui spicca la sua preferita, quella del Campionato europeo di Glasgow del 2018 (bronzo al concorso generale a squadre), insieme con il titolo di campione italiano assoluto alle parallele, conquistato a Napoli nel 2021. Chi segue la ginnastica anconetana difficilmente potrà dimenticare, inoltre, quel 4 maggio 2019 a Firenze, quando l’Associazione Ginnastica Giovanile Ancona ha staccato il prestigioso biglietto per l’A1, la serie regina della ginnastica artistica. Lay Giannini c’era, insieme con Lorenzo Casali, Tommaso Sciocchetti, Marco Gigli, Tommaso Brugnami e Nicolò Lucchetti.

All’epoca era giovanissimo Tommaso Brugnami, oggi liceale di diciotto anni, con un palmares che fa venire i brividi, come la sua ginnastica. Classe 2006, a quattro anni ha iniziato a fare sport. In totale, racconta la mamma Simona, ha provato cinque diverse discipline, ma, da bambino vivacissimo qual era, non era soddisfatto. Fino a che a otto anni è arrivato alla palestra del Palarossini di Ancona, dove all’inizio si allenava due volte alla settimana, accompagnato dai genitori, che lo portavano da Monte San Vito, dove vivevano e tuttora vivono. Poco alla volta questo sport è diventato la sua passione più grande, sotto la guida del tecnico Fabrizio Marcotullio. Tra il 2022 e il 2023 è arrivato il successo, coronamento di tante fatiche che nella ginnastica di Tommaso si nascondono dietro la sicurezza, la leggerezza e la naturalezza dei movimenti. La sua medaglia preferita è ovviamente l’ultimo oro mondiale al volteggio, ma la strada sin qui è costellata di tanti successi: al campionato europeo junior del 2022 a Monaco è stato il terzo miglior ginnasta al corpo libero e il quarto al volteggio, mentre con la squadra è arrivato sul primo gradino del podio tedesco. Agli EYOF di Banska Bystrica, in Slovacchia, ha vinto la medaglia di bronzo al volteggio e l’oro di squadra. Nel 2023 sono state tre le medaglie mondiali: oro al volteggio, bronzo al corpo libero e bronzo di squadra, conquistate ai campionati iridati giovanili di Antalya, in Turchia. Sempre nello stesso anno, a fine luglio, ha fatto incetta di medaglie agli EYOF di Maribor, in Slovenia, conquistando l’oro individuale nell’all around, al corpo libero e al volteggio, oltre a un argento di squadra e agli anelli. Nel 2024 ha concluso la sua carriera da junior agli europei di Rimini nel migliore dei modi portando a casa ben 5 medaglie: un argento di squadra, due argenti individuali al volteggio e nell’all around oltre due ori al corpo libero e agli anelli.

E’ una storia da film, un grande spettacolo il percorso di Tommaso, “Piumino” per gli amici dei primi anni di palestra, soprannominato così – spiega la mamma – per la leggerezza nei suoi movimenti. E infatti, quando gli chiedi di descrivere la ginnastica con un aggettivo, lui ti risponde: “scenografica”. E a questo punto interviene il saggio Lay che ti riporta sulla terra: è anche “sacrificio” questo sport. Sono le due facce della medaglia questi giovani atleti, il volto bello di una città che ha tanto da regalare al presente e al futuro, la volontà discreta e tenace di chi ha un sogno e non lo molla, i protagonisti di una disciplina che sembra individuale ma prende la forza dalla squadra che ti spinge, ti incita e ti supporta. E a ogni prova, l’augurio è quello di continuare a camminare. Così dicono loro, per incitare il compagno prima di una gara: “Gamba!”.

Margherita Rinaldi