Mosciolo di Portonovo a rischio: ecco lo studio

di Francesco Regoli*, Gian Marco Luna**, Francesca Barchiesi^, Carlo Cerrano*, Luca Bolognini** (*DiSVA-UNIVPM, **IRBIM-CNR, ^IZSUM-Ancona)

Nel Novembre del 2023, su volontà del Sindaco di Ancona, è stato istituito il Tavolo Tecnico per la salvaguardia del mosciolo selvatico di Portonovo. Questo Tavolo ha visto il coinvolgimento di una serie di Enti Scientifici (Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente-Università Politecnica delle Marche DiSVA-UNIVPM, Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine CNR-IRBIM, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche IZSUM, ARPA Marche, Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca “Marche Agricoltura Pesca” delle Marche AMAP), insieme al Presidio Slow Food, i pescatori della Cooperativa di Portonovo, la Guardia Costiera, a cui si sono aggiunti nel tempo altri interlocutori. Il Tavolo è nato dall’evidenza di un forte calo della risorsa del mosciolo negli ultimi anni, e dalla volontà di capirne le cause attraverso un approccio multidisciplinare condotto da prospettive diverse.

Gli obiettivi principali del primo anno di attività del Tavolo tecnico sono stati orientati a monitorare lo stato di salute del mosciolo selvatico nell’area del Conero, a valutare l’impatto di fattori ambientali come quelli legati al cambiamento climatico, ad affrontare il ruolo delle attività di prelievo ed il loro valore da un punto di vista sia sociale che economico. La strategia inizialmente concordata è stata quella di identificare 2 Aree di Ricerca Sperimentale (ARS), posizionate rispettivamente nelle aree del Passetto e di Portonovo dove poter confrontare l’effetto delle caratteristiche ambientali e delle attività di prelievo sulle popolazioni del mosciolo di queste due aree. In realtà, già durante i primi campionamenti effettuati a marzo 2024 (prima dell’inizio delle attività di prelievo), era stata evidenziata una limitata quantità di moscioli, molto più grave di quanto ipotizzato all’inizio, con ampie zone completamente prive di organismi soprattutto nell’ARS di Portonovo rispetto a quella del Passetto. A seguito delle analisi condotte sugli organismi insediati, la causa di questa situazione è stata associata ad uno scarso reclutamento di mitili giovanili dovuto non tanto all’assenza di seme, quanto ad una serie di probabili concause, tra cui un substrato non ideale a causa del materiale trasportato e depositatosi dopo le esondazioni del 2023, ed anche le modalità di pesca che hanno compromesso la permanenza dei mitili neo-insediati su molte rocce di Portonovo.

Lo studio sui mitili di queste due zone è continuato con una serie di analisi volte a definire il loro pattern di accrescimento, lo sviluppo riproduttivo e, più in generale, la qualità e lo stato di salute degli organismi. Altre indagini sono state finalizzate a comprendere meglio quale ruolo possano avere la tipologia del substrato e altri fattori biologici (come la predazione) sull’insediamento e la resistenza dei mitili giovanili.

Infine, sono state intraprese le prime iniziative sulla componente sociale relativa al mosciolo e al suo prelievo che hanno evidenziato la consapevolezza generale della cittadinanza su questa risorsa che è presidio Slow Food, mostrando anche un elevato gradimento nel consumo del mosciolo rispetto alle cozze allevate, ma una variabile conoscenza sull’esistenza e i dettagli del limite di raccolta consentito.

L’estate del 2024 è stata tuttavia travagliata da numerosi fenomeni che hanno reso ancora più gravi gli effetti dello scarso reclutamento primaverile dei mitili giovanili. A partire da luglio sono comparse le mucillagini che, oltre alla loro massiccia presenza in superficie, hanno anche ricoperto gran parte dei fondali del Conero. E poi una eccezionale anomalia termica con significativi e duraturi aumenti di temperatura rispetto alle medie stagionali e picchi che, per numerosi giorni consecutivi, hanno superato i valori critici per la sopravvivenza dei mitili; la conseguenza è stata la ben nota e improvvisa mortalità nelle popolazioni naturali di mitili lungo tutta la costa del Conero, particolarmente grave alle quote più superficiali, caratterizzate dalle temperature più elevate, dove tutti i mitili sono scomparsi. Questa moria non è stata tuttavia limitata all’area del Conero ma si è verificata lungo tutte le coste delle Marche e di altre regioni, interessando le popolazioni naturali e moltissimi allevamenti delle lagune del nord, del Veneto, dell’Emilia-Romagna, delle Marche, dell’Abruzzo fino alla Puglia. I monitoraggi e gli approfondimenti diagnostici hanno escluso che tali morie siano state causate da fenomeni di ipossia al fondo, o dalla presenza di microalghe bentoniche tossiche, parassiti o ceppi batterici.

In questo scenario complessivo, le immersioni effettuate agli inizi di settembre, dopo la fine dell’ondata di calore e della massiccia moria, hanno evidenziato, contrariamente alle attese, un buon tasso di sopravvivenza di mitili che erano stati sperimentalmente posizionati su substrati sperimentali (rete di cocco), o mantenuti in reste sospese, o cresciuti su alcune strutture artificiali a gabbia presenti a Portonovo, con organismi di dimensioni più grandi in quelle non soggette a prelievo.

Le analisi e le osservazioni effettuate hanno permesso agli Enti scientifici di affermare che alla difficile situazione del mosciolo osservata a partire dalla primavera del 2024, abbiano contribuito una serie di fattori multipli, che hanno interagito tra loro con dinamiche complesse e non facilmente prevedibili. Tra questi fattori, variabili anche in funzione della profondità, vanno sicuramente citati il ridotto reclutamento osservato per i giovanili, le caratteristiche del substrato alterate dal materiale trasportato durante le esondazioni del 2023 o dalle modalità di prelievo dei mitili, l’elevata temperatura del mare e le prolungate ondate di calore, le condizioni trofiche alterate rispetto alla media con basse concentrazioni di nutrienti e biomassa planctonica, le condizioni ambientali con scarse precipitazioni e il limitato rimescolamento della colonna d’acqua, la presenza di mucillagine.

Ma a questo punto, quale situazione ci dobbiamo aspettare per il prossimo o per gli anni a venire? Ovviamente non è possibile pensare di modificare con interventi locali quei fattori ambientali (temperatura, nutrienti, piovosità), che influiscono su reclutamento e sopravvivenza dei mitili giovanili in primavera, o sulla mortalità massiccia dei moscioli come osservato nell’agosto 2024. E’ pertanto evidente che di fronte al ripetersi di fenomeni climatici estremi, eventi di mortalità massiccia, simili a quelli dell’ultima estate, potrebbero ripetersi. Tuttavia, il Tavolo Tecnico ha già proposto alcuni interventi da realizzare il prima possibile con finanziamenti dedicati, finalizzati ad individuare le migliori condizioni per favorire l’attecchimento del nuovo seme e degli adulti, il continuo monitoraggio delle condizioni ambientali nell’area del Conero e lo stato di salute dei moscioli. Tra questi la sperimentazione con i substrati più promettenti per il reclutamento dei giovanili, il posizionamento in mare di nuove strutture artificiali con materiali innovativi ed ecocompatibili, che favoriscano idrodinamismo e dunque creino condizioni più ottimali per gli organismi; ma è stata suggerita anche l’installazione di una boa oceanografica nell’area del Conero per il monitoraggio e la trasmissione in continuo dei dati ambientali da integrare con la prosecuzione delle analisi sulle dinamiche di accrescimento e lo stato di salute dei mitili, utili a calibrare ed ottimizzare eventuali ulteriori interventi e per le quali gli enti scientifici hanno già confermato la loro disponibilità istituzionale.

Il Tavolo Tecnico ha anche sottolineato l’importanza di una campagna di sensibilizzazione rivolta a cittadini e operatori del settore, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sull’importanza della risorsa e le eventuali riduzioni nelle attività di prelievo, promuovere pratiche di sfruttamento sostenibile e favorire la partecipazione attiva alla sua conservazione. Durante il primo anno di attività, è stata evidenziata la necessità di implementare un sistema di monitoraggio integrato per la raccolta dei dati sulla cattura dei mitili, necessario per una stima accurata dello stato della risorsa e delle dinamiche di prelievo. Dalle ultime uscite in mare effettuate a inizio 2025, le attività di prelievo dei moscioli saranno probabilmente condizionate dalla mancanza o limitata presenza di organismi di taglia commerciale prevista per il periodo estivo. Sebbene la sospensione temporanea delle attività di prelievo professionale e ricreativo su una risorsa sotto stress possa essere considerata come una scelta di buon senso, utile a favorire il recupero delle popolazioni già stressate e il pieno sviluppo dei giovanili che si stanno insediando, va tuttavia sottolineato che allo stato attuale non esistono ancora dati sufficienti per poter stabilire il reale impatto delle attività di prelievo sulla risorsa del mosciolo, dati necessari per fornire raccomandazioni gestionali solide da un punto di vista scientifico. Soltanto l’insieme delle conoscenze scientifiche, delle sperimentazioni in atto, del costante monitoraggio delle condizioni ambientali e delle attività umane potrà permettere la definizione di un modello di gestione adattativa della risorsa mosciolo, condiviso tra amministrazione, pescatori, ricercatori ed altre associazioni, che possa consentire la tutela della risorsa biologica e di quella economica tenendo in considerazione i possibili cambiamenti dei vari scenari.

(foto di archivio – Portonovo maggio 2017)

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