Questo è lo spazio dedicato ai Consiglieri comunali, che, a rotazione, ogni volta un rappresentante della maggioranza e uno dell’opposizione, illustrano i progetti significativi della propria attività
Giacomo Petrelli, Consigliere Gruppo Consiliare Partito Democratico
LE ISTITUZIONI E LA CURA DEI GIOVANI IN UN MONDO CHE CAMBIA
“Mala tempora currunt”, dicevano i latini. Mai come oggi questa espressione sembra descrivere la realtà che ci circonda: incertezza, instabilità, cambiamenti repentini e una leadership politica spesso incapace di offrire risposte concrete. Le istituzioni vivono la loro notte più buia e le nostre comunità si trovano a navigare in un mare di paura e precarietà. Questa almeno è la percezione che i giovani stanno ereditando, in silenzio.
Un silenzio solo apparente in realtà, interrotto da dirompenti campanelli d’allarme che rimandano ad una fragilità diffusa tra i giovani e che provoca frequenti risposte violente verso se stessi o verso gli altri: dai fenomeni di microcriminalità per mano delle cosiddette “baby gang” fino alle gravi manifestazioni di malesseri psicologici da parte dei giovanissimi. Si tratta di un’emergenza che nessun altra epoca storica ha vissuto e che necessita di risposte strutturali, non di interventi episodici o superficiali.
In seno al Consiglio comunale ho presentato due Ordini del Giorno, entrambi già approvati dall’assise, proprio su temi legati alla salute mentale e concernenti proposte di ampio respiro per rispondere a queste crescenti esigenze. Con il primo documento si richiede alla Regione Marche di introdurre il servizio dello psicologo di base e di provvedere ad un maggiore impegno a sostegno dell’intercettazione dei bisogni psicologici dei cittadini, mentre il secondo testo pone uno specifico focus sui disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, che stanno sempre più colpendo ragazzi e ragazze della mia età.
Queste due proposte rappresentano solo un primo passo verso la consapevolezza delle sfide che dobbiamo affrontare in questo campo. E se da un lato occorre sviluppare le pratiche di prevenzione e fornire un supporto diretto per affrontare queste difficoltà, dall’altro è importante credere nei giovani per aiutarli a costruire la migliore versione di se stessi, implementando gli strumenti più efficaci per sostenere la loro crescita.
Tra questi risulta sicuramente la pratica sportiva, che rappresenta un’alternativa sana a forme di divertimento e di aggregazione meno positive e che costituisce in molti casi un presidio educativo fondamentale, specialmente nei contesti più difficili e abbandonati. Nella nostra città esiste da anni un sostegno economico dedicato alle famiglie a basso reddito per aiutarle a pagare le rette sportive dei figli minorenni, chiamato Welfare Sport. Lo scorso anno, anziché potenziare questo servizio, l’Amministrazione ha deciso di non stanziare le risorse necessarie per coprire tutte le domande pervenute. Per questo ho presentato in sede consiliare delle interrogazioni per verificare lo stato della situazione e per chiedere di rifinanziare questo contributo, che speriamo possa essere dotato almeno quest’anno delle risorse necessarie per evadere tutte le richieste.
Su questi temi, vitali per il futuro della nostra comunità, manca una visione politica forte. Troppo spesso ci si accontenta di convegni e dichiarazioni di principio, mentre le scelte concrete, quelle che realmente incidono sulla vita delle persone, vengono rimandate o ignorate. Destinare risorse alla salute mentale, allo sport e al benessere giovanile non è una questione secondaria: è una priorità che definisce il tipo di società che vogliamo costruire. Ed è proprio nelle decisioni di bilancio che si misura la volontà politica di cambiare le cose.
Investire nei giovani significa investire nel futuro. Una comunità che abbandona i propri ragazzi alla solitudine e al disagio è una comunità destinata ad impoverirsi, non solo economicamente, ma anche sul piano sociale e culturale. Dobbiamo ribaltare questa tendenza, con politiche coraggiose e scelte lungimiranti. Anche dall’opposizione, continueremo a batterci affinché la cura delle persone, e soprattutto dei giovani, torni al centro delle politiche pubbliche. Perché è solo restituendo loro speranza, fiducia e opportunità che possiamo costruire un futuro migliore, evitando che l’immobilismo e la mancanza di progettualità penalizzino le nuove generazioni. È una sfida, questa, che non possiamo più rimandare.





