La parola agli assessori/ Angelo Eliantonio “Il nuovo baricentro degli eventi”

Di Angelo Eliantonio

Rafforzare la visibilità e il posizionamento di Ancona nel panorama dei grandi eventi musicali e istituzionali, fare rete con gli operatori del commercio e della ristorazione, dare una scossa all’economia locale e alla attrattività del capoluogo: il lavoro fatto in questi anni sull’organizzazione di eventi ha risposto a questi obiettivi, in un percorso che ha restituito ad Ancona una rinnovata credibilità.

Un lavoro che ha permesso di valorizzare i nostri luoghi del cuore: dal Monumento ai Caduti del Passetto al Porto Antico – nell’iconico percorso da mare a mare – dall’Anfiteatro Romano al Parco del Cardeto. Spazi che, attraverso la musica e la partecipazione popolare, sono diventati scenari capaci di unire la comunità e rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini. Nei grandi eventi, infatti, non c’è solo spettacolo: c’è identità, memoria, orgoglio di essere parte di una stessa storia.

Accanto alla dimensione culturale e sociale, non va dimenticato l’impatto economico che questi appuntamenti generano sul territorio. Le attività di ristorazione, somministrazione e ricettività beneficiano in modo diretto dell’afflusso di pubblico, contribuendo a sostenere il tessuto commerciale della città e ad alimentare un circuito virtuoso che coinvolge imprese e lavoratori.

Oggi però si apre una nuova fase. Dopo aver riportato alla ribalta i luoghi simbolici della nostra città e della nostra storia, l’Amministrazione intende ora costruire un modello di eventi ancora più capillare e riconoscibile, definendo un nuovo baricentro: la piazza più centrale della città, che diventerà il fulcro della programmazione futura.
Una scelta strategica, pensata per rendere gli eventi più accessibili, più frequentati e più integrati nella quotidianità degli anconetani, oltre che per creare nuove opportunità per le attività commerciali limitrofe.

Piazza Cavour, cuore pulsante della vita urbana, diventerà così lo spazio privilegiato per grandi rassegne, concerti, appuntamenti culturali e momenti di condivisione collettiva. Un luogo aperto e attrattivo, con una importante capacità ricettiva anche per tour che richiedono una determinata capienza, che può generare economia e rappresentare, in modo ancora più incisivo, l’immagine di una città che guarda avanti.

Ancona ha già dimostrato di saper essere protagonista. Con questo nuovo passo, siamo pronti a farla diventare punto di riferimento stabile per i grandi eventi, confermando una visione che mette al centro la comunità, la cultura e lo sviluppo del territorio.

4 novembre con il Capo della Stato, storie e voci di una giornata indimenticabile per la città

Il sorvolo sul porto e sulla città delle Frecce tricolori, sempre emozionante, nella tarda mattinata del 4 novembre ha concluso una giornata storica per il capoluogo delle Marche:   la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate,  itinerante dal 2018,  che si è svolta come sempre avviene alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio  Mattarella.    La scelta è caduta su Ancona quale città crocevia, duramente provata dai conflitti bellici, non solo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che la devastarono e cambiarono per sempre, ma anche per essere stata attaccata, anni prima, di sorpresa, a poche ore dall’entrata in guerra (la prima mondiale), il 24 maggio 1915. La città subì un attacco navale austro-ungarico che colpì il porto, la stazione ferroviaria e altre zone strategiche, causando circa 63 morti e 150 feriti. Significativo anche il nome cella banchina che ha ospitato la cerimonia, molo “Rizzo”, intitolato ad un pluridecorato ammiraglio, Luigi, autore di celebri imprese militari, una tra tutte, quella di Premuda.

Tornando alla celebrazione del 4 novembre, dopo avere reso omaggio a Roma al Milite ignoto presso l’ Altare della Patria, il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è volato fino all’aeroporto di Falconara, e di qui scortato al porto di Ancona,  per dare inizio alla solenne cerimonia ripresa in diretta dalle reti Rai.  Ricevuto al suo arrivo dal Prefetto Maurizio Valiante, dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli,  e dal Sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, il presidente Mattarella ha passato in rassegna l’imponente schieramento  delle forze  armate, nelle loro diverse uniformi,  dislocate sul Molo Rizzo,  soffermandosi a salutare i bambini di alcune scuole che lo hanno accolto sventolando bandierine tricolori.     Qualche centinaio, gli ospiti ammessi alla cerimonia, molti di più i cittadini che hanno affollato il belvedere della cattedrale di san Ciriaco e gli altri affacci del Colle Guasco per non perdersi l’evento, così come i tanti che hanno seguito la mattinata dal maxi schermo di Piazza Roma.  Nel messaggio preliminare divulgato nelle ore precedenti,  il Presidente ha richiamato la situazione internazionale sottolineato come “oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo,  mettendo a rischio la sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio. Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica,  sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa”.     Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto e  il Capo di Stato Maggiore della Difesa,  gen. Antonio Luciano Portolano,  nel loro intervento ad Ancona hanno messo in primo piano  il debito di riconoscenza e gratitudine verso le Forze Armate che- in linea con la promessa fatta-   difendono ogni giorno la libertà e la democrazia, anche a costo della vita.  Sono ambasciatori di un’Italia che crede nella pace e agisce ogni giorno per la pace,  pronti a difendere il loro Paese quando sono a rischio la libertà e la sicurezza dei suoi cittadini, ogni giorno, 365 giorni l’anno.  Donne e uomini che vivono una vita diversa da tutti gli altri, sostenuti dalle loro famiglie,  attori silenziosi che sopportano sacrifici invisibili: padri, mariti e figli, e oggi anche mogli, madri e figlie, per i quali il servizio alla patria viene prima di tutto.  A loro è dedicato il IV novembre: ascoltiamo la voce del sottotenente di vascello Salvatore  Mazzola e del Maresciallo dei Carabineri  Eugenia Rizza

Per il Sindaco di Ancona, intervistato dalla emittenti locali, una giornata indimenticabile che valorizza il ruolo e l’immagine di Ancona,  in posizione strategica nel Paese e nel bacino del Mediterraneo, e meritevole di crescente attenzione e visibilità.

Federica Zandri

In Comune nuove assunzioni e ricambio generazionale

La Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi la revisione del Piano Triennale del Fabbisogno di Personale 2025-2027, che prevede un aumento delle assunzioni da 49 a 82 unità entro la fine del 2025. Una decisione che risponde alle esigenze di rafforzare la struttura dell’amministrazione, migliorare la capacità di risposta ai cittadini e garantire maggiore efficienza nella gestione dei servizi.

Il nuovo aggiornamento si inserisce in un percorso già avviato nel corso dell’anno, che ha consentito di potenziare il personale tecnico, in particolare nei settori delle manutenzioni e dei lavori pubblici, per sostenere l’attività dei cantieri e la realizzazione delle opere. La variazione appena approvata introduce anche nuove figure amministrative, con l’obiettivo di ottimizzare l’organizzazione interna e rendere più fluido il funzionamento dei processi gestionali.

Tra le novità più rilevanti c’è inoltre l’assunzione di 10 nuovi agenti di Polizia Locale, che porterà l’organico complessivo del Corpo a 98 unità, avvicinando la soglia delle cento, in un’ottica di rafforzamento della sicurezza urbana e dei servizi di prossimità.

L’aggiornamento del Piano arriva in un contesto di crescita graduale e costante del personale comunale. Negli ultimi cinque anni, infatti, l’organico dell’Ente è passato da 726 dipendenti nel 2020 a 778 nel 2024, con un incremento di oltre il sette per cento. Un dato che riflette la volontà dell’amministrazione di invertire la tendenza alla riduzione del personale che aveva caratterizzato il passato e di investire su nuove professionalità.

Dall’analisi delle fasce d’età emerge un progressivo ricambio generazionale: il numero di dipendenti tra i 18 e i 29 anni è più che triplicato, passando da 10 a 33, mentre la fascia 30-39 anni è cresciuta da 77 a 139 unità. Parallelamente, si osserva una lieve diminuzione nella fascia 50-59 anni, da 322 a 256, coerente con i pensionamenti, e una sostanziale stabilità tra gli over 60, che nel 2024 sono 195. Il quadro complessivo descrive un’amministrazione che si sta lentamente ringiovanendo, segno di un impegno concreto per favorire il turnover e l’ingresso di nuove competenze.

Anche sul fronte della composizione di genere si registra un trend positivo. Le donne, già maggioritarie, sono passate da 389 nel 2020 a 420 nel 2024, rappresentando oggi circa il 54% del totale del personale. Gli uomini sono cresciuti da 337 a 358 nello stesso periodo. Una tendenza che conferma la costante valorizzazione delle professionalità femminili e una distribuzione equilibrata tra i diversi ambiti operativi.

Siamo impegnati – ha dichiarato l’assessore al Personale Orlanda Latinia rafforzare la struttura comunale e a rispondere in maniera concreta alle esigenze dei cittadini e dei dipendenti. Potenziare il personale tecnico, valorizzare il Corpo di Polizia Locale e sostenere la crescita interna dei nostri dipendenti attraverso le progressioni verticali significa garantire continuità, competenza ed efficienza nei servizi pubblici. Questo piano rappresenta un passo importante per migliorare l’organizzazione interna e assicurare servizi sempre più efficaci ai cittadini”. Nel documento approvato, infatti, trovano spazio anche progressioni verticali, misure di valorizzazione del personale già in servizio, con l’obiettivo di valorizzare l’esperienza e consolidare le competenze interne.

Margherita Rinaldi

LA PAROLA AGLI ASSESSORI – Stefano Tombolini: “Puntiamo alla normalità dell’eccellenza” 

di Stefano Tombolini, assessore ai Lavori pubblici

Lavori pubblici e Manutenzione al centro del progetto che porti Ancona verso una situazione di conformità alle ordinarie aspettative

Il desiderio dell’Amministrazione è quello di far sentire i cittadini di Ancona in una situazione di agio. Quello stato di benessere che deriva dalla percezione di una città al pari dei migliori esempi che ciascuno di noi immagina, quella stessa sensazione che si ha quanto torni a casa e la trovi ben ordinata, accogliente e pulita. Una città, fondamentalmente, in cui strade ben pavimentate e senza buche, attraversamenti pedonali in ordine, marciapiedi fruibili, verde stradale e di arredo ben governato, aiuole e rotatorie fiorite, parchi per i bambini funzionali, mobilità e parcheggi ben coordinati e sufficienti a garantire la serena permeabilità dei luoghi, rendono, insieme con la pulizia, Ancona una città diversa. Una città attenta in ogni infrastruttura e luogo all’adeguatezza rispetto alla disabilità. 

Scriverlo è stato un gioco da ragazzi, con una facilità che sfiora il banale. Eppure, questa è la vera sfida che abbiamo davanti, ed in particolare la sfida per i prossimi tre anni. Il mandato che il Sindaco ci ha assegnato è questo: Ancona una città “normale”, ma normale nell’eccellenza dei luoghi e accogliente per i suoi cittadini. La rincorsa a dover per forza immaginare qualcosa di speciale, è il di più che sapremo fare, ma le tre parole chiave nel nostro lessico sono e saranno: Decoro, Manutenzione e Verde. Il nostro impegno in questi due anni ha patito il gap di conoscenza della macchina. Oggi ci sentiamo più pronti per lavorare con maggiore concretezza e migliore efficienza. Uno sforzo che abbiamo vissuto e continuiamo ad affrontare insieme ai dirigenti Stefano Capannelli e Riccardo Borgognoni, che coordinano un qualificato gruppo di colleghi. 

La grande dote del PNRR che stiamo portando al traguardo, senza significativi intoppi, è al momento il primo degli obbiettivi, ma intanto lavoriamo per superare tanti altri traguardi, basta pensare alle risorse intercettate per la riqualificazione della zona di Piazza D’Armi. Per dare la dimensione numerica di questo sforzo condividiamo il fatto che ogni anno l’ente investe risorse per oltre 15.000.000 di euro, cui in questo periodo si sommano gli oltre 50 milioni di investimento del PNRR

Alcuni passaggi essenziali devono ancora essere svolti. Alcune parti della macchina Comunale vanno riorganizzate per dare risposte più efficaci e concrete, ma l’obbiettivo è chiaro: Nel domani della nostra Ancona, la Normalità non potrà essere considerata uno stato “eccezionale”. 

Capitale della Cultura: idee, talenti e sogni dei cittadini

Nel percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, Ancona ha scelto di partire dall’ascolto. Durante l’estate, l’Amministrazione comunale ha invitato cittadini, associazioni e operatori culturali a condividere riflessioni, proposte e desideri sulla città di oggi e di domani.

È nata così la survey “Ancona 2028”, che ha raccolto 107 contributi in forma aperta: da cittadini singoli a istituzioni culturali, artisti, pensionati e gruppi informali. Ognuno ha portato un segmento di sguardo sulla città, creando un mosaico di prospettive che restituisce un’immagine autentica, sfaccettata e sorprendentemente coerente della comunità anconetana e del suo rapporto con la cultura. Tra le curiosità emerse, un partecipante ha scritto: “Ancona sembra piccola, ma è grande nel cuore di chi la vive”, sintetizzando un sentimento condiviso da molti.

La candidatura

La candidatura, gestita dal Comune con il sostegno di Regione Marche, Università Politecnica delle Marche, ANCI Marche e numerose istituzioni e associazioni locali, si configura come un progetto corale. L’obiettivo è valorizzare la vocazione portuale della città, trasformarla in laboratorio di sostenibilità e rigenerazione, rafforzando legami con l’Adriatico e le reti culturali europee, con particolare attenzione ai giovani.

La fase preparatoria ha incluso un’indagine online che ha raccolto oltre cento contributi da cittadini e associazioni, oltre a incontri con enti culturali e partner internazionali. L’iniziativa ha prodotto numerose adesioni e più di 80 progetti, in linea con il dossier di candidatura, e mira a coinvolgere la cittadinanza in modo attivo e partecipativo.

Un’indagine per definire la visione di una città in trasformazione

Attiva dal 7 agosto al 1° settembre, la survey ha sollecitato una riflessione aperta sul rapporto con Ancona, sulle sue peculiarità, sui legami con il mare, sulla memoria collettiva e sui talenti nascosti. Questa indagine rappresenta una delle prime azioni del percorso di candidatura e si inserisce nella strategia di coinvolgimento e partecipazione delineata dall’Assessorato alla Cultura.

“Abbiamo voluto partire dall’ascolto”, spiega l’assessore Marta Paraventi, “per costruire una candidatura che rispecchi davvero il carattere di Ancona e la sensibilità di chi la abita. I cittadini sono i primi interpreti del cambiamento culturale che vogliamo promuovere”.

Le risposte mostrano una città consapevole delle proprie potenzialità, attenta ai luoghi, desiderosa di rimettere la cultura al centro della vita quotidiana. Più che un sondaggio, la survey si è rivelata uno spazio di confronto, dove la parola “visione” ha assunto il significato di una riflessione collettiva sulla città che è e su quella che potrebbe diventare.

Tre fili dominanti emergono dal pensiero dei partecipanti: il mare come radice e destino, la luce e la forma come elementi di unicità, la comunità come forza nascosta. Accanto a questo si affacciano contributi originali e “visionari”, che immaginano Ancona come un luogo capace di dialogare col mondo. Un curioso contributo immagina la città come “una lanterna sul mare, che illumina le rotte culturali dei viaggiatori e dei cittadini”.

Il mare come riferimento, simbolo e orizzonte

Tra i temi emersi, il mare è quello più ricorrente. Nelle parole dei partecipanti appare come elemento identitario, memoria condivisa e risorsa da esplorare pienamente. Alcuni lo descrivono come “una presenza costante che unisce e separa”, altri lo legano al lavoro portuale, mentre c’è chi lo immagina come scenario per nuove attività culturali e spazi di incontro.

“Ancona è sommersa dal mare, emergono solo delle isole di città”, sintetizza uno dei contributi, condensando un sentimento diffuso. Il mare diventa così simbolo di apertura e continuità tra passato e futuro, ma anche di possibilità di sviluppo culturale e sociale. Tra le idee più originali, un partecipante suggerisce di creare “ponti culturali galleggianti sul mare”, come spazi temporanei per eventi, laboratori e mostre.

Molti partecipanti propongono di rendere più accessibile il fronte mare, di creare percorsi di conoscenza e spazi di dialogo, e di portare la cultura “verso l’acqua”. Il dossier di candidatura sostiene questa visione, puntando a valorizzare la vocazione portuale di Ancona come motore di scambi, creatività e sostenibilità.

Identità, luce e morfologia: il carattere di Ancona

L’identità della città è un altro tema centrale. Ancona viene descritta come autentica, riservata ma accogliente, operosa e discreta. Molti riconoscono nella morfologia e nella collocazione geografica – il porto naturale, le colline e la luce che cambia – un tratto distintivo che contribuisce a formare un senso di appartenenza.

Alla domanda su quale città del mondo Ancona ricordi, emergono Genova come sorella portuale, Istanbul come crocevia di culture, Torino e Parigi per eleganza e vocazione culturale, Londra per la governance: segno di un desiderio diffuso di collocare Ancona in una rete internazionale senza perdere la propria unicità.

Nei talenti nascosti, i partecipanti riconoscono caparbietà, creatività, forza delle tradizioni popolari, resilienza e un tessuto associativo vivo. Alcuni sottolineano che proprio questa “forza invisibile” è il vero motore della città. Uno dei contributi afferma: “Ancona non ha bisogno di apparire, basta che cammini silenziosa e raccolga la propria energia”.

La critica più frequente allo stato attuale della città riguarda il rapporto con il mare e il porto: Ancona è definita “una città di mare senza lungomare” e si lamenta l’inaccessibilità del porto, descritto come “precluso alla città” e non a disposizione degli anconetani. Il secondo tema dominante è la mancanza storica di valorizzazione del potenziale culturale e storico. Alcune risposte sottolineano l'”incapacità di valorizzarsi” della città.

Idee e visioni per nuovi spazi culturali

Le proposte raccolte oscillano tra pragmatismo e immaginazione: residenze artistiche, musei di arte contemporanea, spazi performativi e laboratori diffusi. C’è chi suggerisce la definizione di “Stargate della cultura”, simbolo di passaggio verso una dimensione internazionale. Altri propongono di rivitalizzare le periferie e il fronte portuale come poli di innovazione e partecipazione.

Il risveglio della città, per molti, coincide con un porto più accessibile, una maggiore vitalità nelle strade, eventi di respiro internazionale, negozi e luoghi più vivi, sorrisi più frequenti. La scelta di una parola per la candidatura riflette questo doppio registro: termini concreti come “incontro” e “immersiva” convivono con visioni evocative come “Stargate” o “volare alto”. Tra i partecipanti, qualcuno aggiunge dettagli poetici: “Vorrei vedere i lampioni della città accendersi come lanterne che guidano il cammino degli artisti”.

Partecipazione e commitment: il valore di esserci

Molti di coloro che hanno risposto non si sono limitati a esprimere opinioni, ma hanno offerto la propria disponibilità a contribuire attivamente. C’è chi propone volontariato per eventi, chi vuole raccontare storie o collaborare con il comitato promotore. Un cittadino a questo proposito ha scritto: “Essere parte significa camminare insieme sulle strade della cultura, senza lasciare nessuno indietro”.

Un augurio per il futuro: cultura come bene comune

L’ultima domanda della survey invitava i cittadini a scrivere un pensiero o un augurio per la città. Le parole più frequenti sono “crescita”, “unità”, “orgoglio”, “apertura”. Alcuni augurano ad Ancona di “ritrovare energia e fiducia”, altri di “mettere la cultura al centro delle scelte”, molti scrivono semplicemente “risveglio”. La somma di queste voci compone un messaggio che intende la cultura come bene comune e come linguaggio per rafforzare i legami tra persone e luoghi.

Ancona 2028 sul web

Per rimanere aggiornati sul percorso di Ancona verso la Capitale Italiana della Cultura 2028 e sulle iniziative di partecipazione, è possibile consultare il sito istituzionale del Comune di Ancona all’indirizzo www.comune.ancona.it e scrivere alla nuova casella di posta dedicata ancona2028@comune.ancona.it, attiva per raccogliere segnalazioni, proposte e idee da cittadini, associazioni e operatori culturali.

Margherita Rinaldi

Ancona per la Pace: il presidente Pizzi accoglie la delegata ONU e partecipa alle iniziative in Umbria

Ancona ha una lunga tradizione di “città di Pace”, in epoca contemporanea: nel 2005, all’indomani delle guerre nei Balcani, l’ Amministrazione comunale aveva aderito al Sistema territoriale di Pace, una rete di città che si impegnavano a promuovere la Pace permanente attraverso una serie di azioni in vari ambiti. Nel tempo se ne è persa, in parte, la memoria, ma non certo la convinzione che la Pace è un valore assoluto e che il Comune, quale istituzione vicina alla gente , debba occuparsi dei bisogni e dei diritti dei cittadini, tra i quali quello a alla Pace. I “gesti di pace” costituiscono difatti il tessuto connettivo che rende coesa e solidale la città, nello spazio che attiene i “diritti umani” a partire dai singoli quartieri e fino ai livelli più alti, quelli della Nazioni Unite.

Nei mesi scorsi (con un atto di giunta e una determinazione dirigenziale) l’Amministrazione comunale ha aderito al Comitato promotore della marcia per la pace Perugia-Assisi e al progetto “Adotta un popolo” attraverso il quale l’ente locale destina un contributo finanziario ad  un rappresentante di un popolo che vive in una situazione di guerra o conflitto o disagio, consentendogli di partecipare all’ VIII assemblea ONU dei Popoli che si tiene ad Assisi dal 9 all’11 ottobre, a ridosso della Marcia per la Pace Perugia-Assisi, in programma domenica 12 ottobre.   Il Comune di Ancona, su indicazione dell’ associazione “Sulla strada” ha quindi accolto quale delegata all’Assemblea dell’ONU dei Popoli Luisa Patzan, una giovane donna di origine guatemalteca che incarna in modo straordinario la forza del cambiamento e della solidarietà. Accolta ad Ancona il 6 ottobre dal presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi e alcuni consiglieri, la delegata ha quindi fatto visita a quattro istituti scolastici del territorio (il giorno 7 a Falconara e Senigallia) e l’8 ottobre ad Ancona le scuole “Donatello” e il Liceo scientifico “Savoia” portando la propria testimonianza a studenti e docenti, punto di partenza per un dialogo, volto a stimolare una riflessione profonda: trasformare ogni città in un autentico “cantiere di pace e di futuro”, coltivando una coscienza e una cultura di pace che si esprimanoattraverso la cura dell’altro, dell’umanità e del pianeta. per poi partire alla volta di Perugia. Nel pomeriggio di mercoledì 8 ottobre Luisa Patzan è stata inoltre protagonista dell’incontro pubblico nella sala consiliare del Comune: “Il riscatto dei poveri, un’esperienza dal Guatemala” , aperto con i saluti del presidente del consiglio comunale Simone Pizzi, del Presidente dell’ “Università per la Pace”, Mario Busti, e dal presidente dell’ associazione “Sulla strada”, Carlo Sansonetti”

Nata e cresciuta nel villaggio di La Granadilla, in una zona povera del Guatemala, da bambina Luisa è stata costretta – insieme ai fratelli – a lavorare nella produzione artigianale di fuochi d’artificio. Si trattava di un’attività pericolosa, esposta alla polvere da sparo, che le ha impedito di frequentare regolarmente la scuola e di vivere un’infanzia serena. Il suo destino è cambiato quando è entrata nel programma di sostegno a distanza promosso da Sulla Strada ODV. Grazie alla generosità dei sostenitori italiani, Luisa ha potuto ricevere istruzione, assistenza sanitaria e un’alimentazione adeguata, scoprendo così la possibilità di un futuro diverso. Determinata a restituire alla propria comunità il bene ricevuto,la giovane donna ha completato la formazione professionale e oggi lavora come infermiera presso il poliambulatorio Yatintò. 

Un progetto molto bello e di grande spessore educativo, quello che abbiamo condivisosottolinea il presidente del consiglio comunale Simone Pizzi-   specialmente in questo periodo contraddistinto da conflitti internazionali che colpiscono popolazioni inermi e mettono a dura prova certezze e valori fondanti della nostra società. La testimonianza di Luisa Patzan è preziosa e indicativa del coraggio e della volontà di riscatto sociale di chi sceglie di restare e essere operativo nella propria terra ”.

Il Presidente Pizzi rappresenta l’Amministrazione comunale di Ancona a Perugia, sabato 11 ottobre, all’Assemblea nazionale degli enti locali per la Pace e la Fraternità, alla quale hanno aderito numerosissimi portavoce di enti locali di ogni parte d’Italia, sindaci, assessori, presidenti e consiglieri comunali. Durante l’ incontro di Perugia si susseguiranno decine di interventi, soffermandosi in particolare su programmi quali “Facciamo come La Pira “(impegno per la Pace in Ucraina, Gaza, Sudan e altre parti del mondo); “Sui passi di Francesco”;Giro d’Italia per la Pace”, “S-bellichiamoci!”; “Rete degli artigiani e della artigiane per la Pace”. Il giorno seguente, domenica 12 ottobre, insieme a persone e gruppi provenienti da ogni parte d’Italia, avrà luogo l’attesissima Marcia della Pace Perugia-Assisi 2025. Il corteo prenderà il via alle ore 9:00 ed è atteso nella città di san Francesco entro le ore 13:30, per poi proseguire fino alla Rocca Maggiore dove si terrà la manifestazione conclusiva, in programma alle ore 15:00.

Federica Zandri

Il sindaco: “Ecco la città che stiamo costruendo: attrattiva, baricentrica, con spazi rigenerati”

di Daniele Silvetti

Sono stati due anni intensi. Di incontri, decisioni, nodi da sciogliere. Due anni impegnativi ma entusiasmanti fatti di grandi sfide. Ora vi racconto come cambierà la città. 

Direi prima di tutto che Ancona sta imparando ad accogliere, che ha capito che può essere attrattiva e ospitale. Certo, la rivoluzione culturale che serve è appena iniziata, ma vedere la propria città sede di eventi internazionali, di set cinematografici, di grandi concerti, aiuta a percepirsi in maniera diversa rispetto alla proverbiale diffidenza verso il “visitatore” esterno, in maniera più orgogliosa.

Sono convinto che appuntamenti internazionali come il G7 e come l’Erasmus generation meeting che ha riempito la città di mille giovani provenienti da 40 paesi e i grandi eventi di musica siano una scossa benefica alla economia locale e una leva per far diventare Ancona per davvero una destinazione turistica. 

Su questo ultimo punto stiamo lavorando ad un piano strategico dedicato non solo alla creazione di Ancona come meta di storia e  dal grande valore paesaggistico, ma ad un processo partecipato con associazioni e categorie che arrivi a definire un city brand condiviso. 

Accoglienza, dunque, per turisti, studenti, pendolari, visitatori e…cittadini. Forse l’esempio è piazza della Repubblica che stiamo trasformando da “slargo” anonimo a piazza curata negli arredi, capace di collegare mare e centro e di dare il benvenuto a chi scende dal porto.

Accoglienza che si declina anche in termini di urbanistica e di rigenerazione urbana. Come? E’ iniziato un percorso per definire il nuovo strumento di pianificazione, il Piano Urbanistico Generale che sostituirà il Prg (l’ultimo di cui disponiamo è del ’93) e che introduce un approccio più flessibile e integrato alla gestione del territorio, ponendosi come obiettivi il contenimento del consumo di suolo, la rigenerazione urbana, e che destinerà alcuni contenitori a funzioni di ospitalità. 

Un esempio su tutti: l’ex caserma al Cardeto si trasformerà in uno studentato, l’ex deposito derrate lo sta già facendo. Questo significa più posti letto, certo, – l’accoglienza deve anche essere rivolta agli universitari – ma anche nuove funzioni per il nostro meraviglioso parco urbano e a un progetto di rigenerazione di un edificio fatiscente.

Posizione più baricentrica e finalmente fuori da un isolamento viario arriverà dalle grandi infrastrutture – su tutte l’ultimo miglio e il collegamento tra il porto e l’autostrada – capaci di toglierci il peccato originale della marginalità in termini di collegamenti e di trasporti.

Ecco dunque che si definisce il disegno della Grande Ancona che stiamo costruendo: attrattiva, ospitale, capace di rigenerare i suoi spazi in disuso (la cittadella giudiziaria che andrà all’ex Inps), di valorizzare i suoi luoghi più iconici (su tutti l’anfiteatro romano che farà da cornice suggestiva a una stagione di musica e teatro potente). Pensate all’Arena su mare: un luogo che non c’era e ora si mette a disposizione dei cittadini con 1500 posti. Un palcoscenico davanti all’arco di Traiano, che si affaccia sull’Adriatico e che ospiterà grandi nomi, musica e l’Ulisse fest.

A proposito di spazi in divenire: voglio solo citare – ci sarà modo per approfondire e darvi conto dello stato dei lavori – i 45 cantieri tra quelli che abbiamo concluso e che stiamo portando avanti, tra difficoltà tecniche e operative non da poco: scuole, mense, mercati. Conclusi i lavori alla Pinacoteca (ora aspettiamo gli arredi), stanno procedendo spediti gli asili, gli impianti sportivi  ed i mercati. Sul Mercato delle Erbe, vero fulcro futuro della vita sociale del centro, si sta implementando un progetto di animazione che coniughi le originarie funzioni di vendita al dettaglio e la vitalità di una vera piazza al coperto. In attesa di veder risorgere questo edificio simbolo e bellissimo, partiranno presto i lavori per ridare smalto e luce al nostro Corso Garibaldi, che saprà coniugare luce, decoro ed eleganza.

Si riaccende la nostra Ancona.

(Foto panoramica di Ancona di Andrea Salvolini)

Si vota per i Consigli territoriali, la voce dei quartieri

Si rinnovano i Consigli territoriali di Partecipazione (detti Ctp), gli organismi di rappresentanza che danno voce ai quartieri, alle periferie e ai cittadini. Segnate in agenda: le votazioni per eleggere i consigli saranno il 28 giugno (dalle 9 alle 20) e potranno votare anche i giovani dai 16 anni di età.

“Organismi di rappresentanza articolati su base territoriale finalizzati a consentire la partecipazione attiva della cittadinanza nelle materie di interesse locale, in ossequio al principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione”: cosa corrisponde nella pratica a questa definizione ufficiale? Cosa possono fare i Ctp? Innanzitutto, essere un punto di riferimento del territorio per l’ascolto dei cittadini sui temi importanti della vita dei quartieri e collaborare con il volontariato individuale o organizzato in associazioni. Attraverso questi organismi, i cittadini possono fare proposte di miglioramento della qualità della vita e segnalare disservizi. In caso di atti fondamentali della vita amministrativa come il piano regolatore o il Pums o altri strumenti strategici, i Ctp vengono consultati e inviare proposte.

Sono 9 i Consigli territoriali che verranno eletti a suffragio diretto con sistema proporzionale. I consiglieri eleggono poi un presidente.

A quale Ctp si appartiene? Queste le sezioni elettorali che corrispondono ai nove Consigli territoriali. Le sezioni elettorali sono indicate nella tessera elettorale: chi ha 16/18 anni e non ha la tessera elettroale può verificare a quale Ctp appartiene e dove votare in base alla residenza

Consiglio territorio 1

Centro Storico – Guasco – San Pietro – Capodimonte – Porto – Spina dei corsi – Piazza Cavour – Via Palestro – Via Santo Stefano, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 1-2-3-6-14-15-16-17-18;

Consiglio territorio 2

Passetto – Adriatico – Pietralacroce – Borgo Rodi, corrispondenti alle sezioni elettorali nn.4-5-7-8-9-i0-ll-12-13-19-20- 21 22 – 69 – 70;

Consiglio territorio 3

Archi – Vallemiano – Via Tiziano – Via XXV Aprile – Via M. Resistenza – Stazione – Palombella – Via De Gasperi – Monte Marino – Via della Ferrovia, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 23 – 24 – 25 -26 -27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33 – 41- 71;

Consiglio territorio 4

Grazie – Tavemelle – Via Ranieri, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 36 – 37 – 38 – 39 – 47 – 48 – 49 – 50 – 51 – 52 – 53 – 54:

Consiglio territorio 5

Brecce Bianche Q1 – Q2 – Q3 – Ponterosso – Passo Varano – PIP Baraccola – Pinocchio – Università – Pontelungo – Via Alpi – Via Appennini, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 56 – 57 – 58 -72-74- 75 -76- 77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82 – 100;

Consiglio territorio 6

Piano S. Lazzaro – Palombare – Scrima – Posatora – Fornetto, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 34 – 35 – 40 – 42- 43 – 44 – 45 – 46- 55 – 59 – 60 – 99;

Consiglio territorio 7

Torrette – Barcaglione – Colleameno – Collemarino – Palombina, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 61 – 62 – 63 – 64 – 65 – 66 – 67 – 68 – 98;

Consiglio territorio 8

Frazioni: Montacuto – Poggio – Varano – Massignano, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 73 – 83 – 84 – 85 – 86;

Consiglio territorio 9

Frazioni: Montesicuro – Sappanico – Gallignano – Aspio – Candia – Paterno/Casine di Paterno – Ghettarello, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 87 – 88 – 89 – 90 – 91 – 92 – 93 – 94;

I cittadini votanti dovranno presentarsi il 28 giugno presso la sede elettorale su cui insiste la propria sezione elettorale muniti di un documento di riconoscimento e di tessera elettorale (i minorenni solo di documento). Ognuno deve votare per il Consiglio nel cui territorio ha la residenza.

A questo link https://www.comuneancona.it/ctp-si-vota-il-28-giugno-approvate-le-modalita-per-le-elezioni-3/ trovate informazioni utili e di approfondimento: il nuovo Regolamento approvato dal Consiglio comunale che fissa funzioni e modalità operative dei Ctp, le sedi dove si vota, le liste in corsa (quando verranno definite dopo la scadenza del termine di presentazione)

Il bando Startup del Comune: buona pratica presentata all’assemblea nazionale di Anci Giovani

Troppo spesso quando si parla di giovani e di lavoro, si pensa al lavoro subordinato, che sicuramente è un aspetto importante, soprattutto per chi si affaccia per la prima volta in questo mondo, ma a volte si dimentica che molti giovani hanno le idee e la volontà per avvicinarsi al mondo dell’impresa. Ovviamente in questo secondo caso è maggiormente auspicabile e necessario un maggiore aiuto, un supporto, anche da parte delle istituzioni.

E’ sulla base di questa consapevolezza che il Comune di Ancona ha promosso nei mesi scorsi il primo bando a sostegno delle startup giovanili, perché – afferma l’assessore allo Sviluppo imprenditoriale, all’università e alle politiche giovanili Marco Battino – i giovani portano innovazione e questo fa crescere il Paese e quindi occorre investire sul lavoro anche con i giovani che saranno, e sono già, datori di lavoro.

Il bando prevede un finanziamento complessivo di 78.500 euro, derivante da un accordo tra ANCI e il Dipartimento per le Politiche giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questa iniziativa, che a metà maggio è stata presentata come buona pratica alla XIV Assemblea di Anci Giovani a Palermo, è uno dei corollari del progetto StartAn, la fiera delle startup e dell’imprenditoria giovanile svoltasi ad Ancona il 13, 14 e 15 novembre 2024, organizzata dal Comune di Ancona insieme ai Comuni di Sassoferrato e Maiolati Spontini.

Alla data di scadenza del bando, il 30 aprile, il Comune ha ricevuto dieci domande, numero importante anche inconsiderazione che si tratta del primo esperimento sul territorio di Ancona, che consente di affiancare il supporto delle istituzioni allo spirito imprenditoriale e alla creatività degli startupper e giovani imprenditori. “I criteri individuati per l’assegnazione delle risorse – spiega Battino – ci consentiranno sicuramente di avere risultati realmente efficaci per il nostro territorio e per i giovani imprenditori”. L’avviso era rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni, singolarmente o in gruppo (con almeno la metà dei componenti in questa fascia d’età), che intendano costituire una nuova startup con sede operativa in uno dei Comuni del partenariato (Ancona, Maiolati Spontini, Sassoferrato). Potevano inoltre partecipare startup già esistenti, costituite da non più di cinque anni, di micro o piccola dimensione, con sede operativa nei tre Comuni partner e con una compagine sociale nella fascia di età 18-35.

Il finanziamento rimborserà spese relative alla costituzione della società, consulenze per la pianificazione e gestione aziendale, servizi tecnici, acquisizione di materiali e attrezzature, acquisto di domini web e servizi correlati, nonché consulenze per la comunicazione e il marketing. Le proposte progettuali potevano riguardare attività imprenditoriali in tutti i settori, con particolare attenzione a quelli relativi alla sostenibilità ambientale, cultura, turismo e artigianato. I criteri di valutazione includono la fattibilità del progetto, le prospettive di sviluppo, l’innovazione e originalità, l’impatto economico, sociale e occupazionale, la sostenibilità economico-finanziaria e l’eventuale co-finanziamento dichiarato.

Margherita Rinaldi

Foto: la prima edizione di StartAN – Novembre 2024, Teatro delle Muse