Capitale italiana del mare 2026: Ancona si candida forte della secolare identità marinara

Ancona nasce dove il mare si piega due volte verso la città, e in quella curva trattiene secoli di arrivi, partenze, naufragi e ripartenze che hanno insegnato a una comunità intera a vivere sul bordo mobile tra terra e acqua. Un gomito proveniente da lontano che ha sempre saputo essere difesa e accoglienza.
Qui il mare non è mai stato un paesaggio da contemplare, ma un giudice esigente e un alleato fedele. Ha portato lavoro e ricchezza, ma anche fatica, migrazioni, mescolanza di lingue, fedi e destini, trasformando un porto in un laboratorio quotidiano di convivenza e allestimenti di storie, di produzione di pensiero e costruzione di identità dinamiche. Forte di queste radici, Ancona si è candidata a Capitale Italiana del Mare 2026, rispondendo al bando istituito per la prima volta dal Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, finalizzato a promuovere l’identità marittima, la sostenibilità ambientale, l’economia del mare e il patrimonio storico-culturale delle città costiere. Il titolo del dossier depositato, dal titolo “Da mare a mare: ecologie delle coesistenze. Dove il mare diventa città”, indaga e costruisce progetti su un tema, quello del mare, multidimensionale e trasversale, capace di toccare non solo gli ambiti più strategici per la città ma il cuore stesso della comunità dorica. Una città che vive con il suo mare, anzi con i suoi tanti mari, un rapporto stretto: sotto il profilo economico (porto, cantieristica, pesca e trasporto merci e passeggeri), o di relazioni politiche come città fondatrice del Forum delle città dell’Adriatico e Ionio e sede del Segretariato, sotto il profilo turistico con Parco del Conero e Baia di Portonovo, con le sue Bandiere Blu, sotto il profilo universitario e di ricerca con il suo impegno verso la sostenibilità ambientale e verso la salvaguardia del suo habitat, ma anche sul piano del benessere, della gastronomia, dello sport e dell’arte.
Non è un caso dunque che all’appello dell’Amministrazione rivolto a soggetti pubblici, privati, associazioni e imprese interessati a proporre progetti in grado di valorizzare l’identità marinara della città e il rapporto tra mare, economia, tradizioni e comunità, la risposta è stata corale, trasversale e con una larga condivisione di intenti: 150 sono stati i progetti presentati da 118 soggetti diversi e di questi 87 selezionati per il dossier; a cui si aggiungono i 52 del Comune di Ancona. Un patrimonio che ha reso ricco e multidisciplinare il dossier di candidatura curato dalla società Marchingegno di Ancona.
“Da anni la città lavora lungo assi molteplici e convergenti: progettualità urbane, ricerca scientifica, economia portuale, tutela ambientale, politiche turistiche e progetti culturali,  pratiche sociali e partecipazione. Percorsi diversi, spesso autonomi, che oggi trovano nel mare un principio ordinatore, un campo comune di senso – ha sottolineato il sindaco Daniele Silvetti nella sua lettera che introduce il dossier – . La candidatura non nasce dunque come iniziativa isolata, ma come un atto di messa a fuoco. Rende visibile ciò che già esiste: un ecosistema di azioni, relazioni e visioni che riconoscono nel mare non solo una risorsa, ma un’infrastruttura culturale, ecologica e simbolica”. 

I progetti sono stati presentati da enti e istituzioni pubbliche, associazioni, fondazioni, enti del terzo settore, imprese e operatori economici, istituzioni culturali, scientifiche e formative e soggetti operanti nei settori della cultura, dell’ambiente, del mare, del turismo, dell’innovazione e della blue economy. Quali tematiche hanno toccato? Pratiche di rigenerazione e riattivazione di spazi, luoghi e infrastrutture legati al mare, al fronte costiero e al sistema portuale; sviluppo dell’economia marittima nelle sue diverse articolazioni – porto, pesca, filiere produttive, saperi e mestieri del mare –, tutela degli ecosistemi marini e costieri, promozione della biodiversità, azioni di educazione ambientale e diffusione di pratiche sostenibili; ricerca, innovazione e trasferimento di conoscenza sui temi del mare; promozione di forme di turismo responsabile e accessibile; costruzione e trasmissione dell’identità marittima, della memoria collettiva e dei patrimoni materiali e immateriali; percorsi educativi e formativi rivolti a diverse fasce di pubblico; iniziative culturali, artistiche, scientifiche e sportive capaci di interpretare il mare come spazio di sperimentazione, racconto e partecipazione, gemellaggi con città di mare e rotte condivise.
Ancona è città di mare, ma non di uno solo: otto sono i suoi mari, in sequenza continua: il mare domestico dei litorali sabbiosi, il mare di frattura dell’area di frana e della Zipa, il mare della pesca, il mare della storia e della memoria, il mare industriale e dei grandi traffici, il mare verticale della falesia del Cardeto, il mare scavato delle grotte del Passetto, il mare selvaggio e protetto del Conero.

L’assessore al Turismo Daniele Berardinelli è il coordinatore di questo progetto che ha preso vita all’interno della Giunta e vede la collaborazione di tutti gli assessorati, ognuno per le proprie competenze, e degli uffici.
“Questa risposta così partecipata non solo della struttura tecnica e di governo ma di tutta la città – afferma l’assessore Daniele Berardinelli – è occasione per mettere insieme idee e competenze della comunità e costruire un percorso che valorizzi il nostro mare come risorsa culturale, sociale ed economica. Non è finalizzato solo alla realizzazione di un progetto, ma soprattutto a creare un sistema coeso, identitario e riconoscibile di soggetti attivi sul territorio per valorizzare la città e le sue peculiarità. Coinvolgere cittadini, associazioni e imprese significa creare un programma condiviso con ricadute reali sulla qualità della vita e sullo sviluppo sostenibile della città. Il percorso contribuisce alla definizione del dossier di candidatura, che rimarrà a disposizione del Comune come strumento di pianificazione strategica e programmazione delle politiche pubbliche in materia di mare, turismo, infrastrutture e ambiente con attività e iniziative attese già a partire dal 2026, indipendentemente dall’esito della selezione nazionale”.
Dalla sua fondazione nel IV secolo a.C., Ancona è insieme porto e città, capoluogo e frontiera, soglia e cerniera. È il punto in cui l’Italia guarda l’Adriatico e l’Adriatico guarda l’Europa. Le sue relazioni – politiche, commerciali, scientifiche, artistiche – con le sponde orientali del mare non sono episodiche, ma strutturali: reti di cooperazione, scambi di conoscenza, dialoghi che attraversano confini e costruiscono un Mediterraneo adriatico fatto di prossimità, responsabilità condivise, destini intrecciati.
Al centro del dossier c’è anche l’idea di Ancona come città di soglia permanente: non una semplice «città di mare», ma un luogo che esiste perché abita il confine, lo attraversa, lo permea, lo sfida. La soglia è geografica (tra Adriatico, Balcani, Mediterraneo e Appennino), storica (tra porto libero, città autonoma, nodo pontificio e piattaforma europea), umana (gli attraversamenti infiniti tra chi parte e chi arriva), ed è proprio in questa condizione liminare che la città trova il proprio nucleo archetipico.
Ancona chiede di diventare Capitale Italiana del Mare perché è il luogo in cui il mare ha già imposto, per secoli, l’apprendimento della grammatica difficile delle coesistenze. Coesistenza tra economia blu e tutela della biodiversità, tra porto produttivo e waterfront pubblico, tra comunità storiche e nuove presenze, tra memoria religiosa e ricerca scientifica, tra attrattività turistica e sostenibilità dei luoghi, tra mare quotidiano e mare-sistema infrastrutturale europeo.
Il 2026, in questa prospettiva, è l’occasione per rendere visibile, misurabile e replicabile questo sapere sedimentato, trasformandolo in metodo, programmi, infrastrutture leggere, alleanze internazionali. Ancona si offre quindi come laboratorio in cui il mare smette di essere un confine e diventa infrastruttura di futuro condiviso. E in questo passaggio – da confine a infrastruttura – è il cuore emotivo e politico della candidatura.

Ancona tra le finaliste delle città candidate a Capitale della Cultura 2028

Sono dieci i progetti finalisti di altrettante città candidate al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 e Ancona è tra queste. Il 20 gennaio il Ministero della Cultura ha ufficializzato le città che concorreranno al prestigioso titolo: dopo aver esaminato le 23 candidature pervenute, la giuria presieduta da Davide Maria Desario ha scelto i progetti più interessanti, quelli di Ancona, Anagni (FR), Catania, Colle di Val d’Elsa (SI), Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano (AV), Sarzana (SP) e Tarquinia (VT). La candidatura della città, presentata con il dossier intitolato “Ancona. Questo adesso”, viene riconosciuta per la forza identitaria del suo rapporto con il mare – porto naturale e nodo storico di collegamento tra Italia, Balcani e Mediterraneo- per la qualità dei progetti culturali e di rigenerazione urbana costituiscono il cuore del programma. Il documento di candidatura era stato promosso da Comune di Ancona, Università̀ Politecnica delle Marche, Regione Marche, ANCI Marche a cui hanno aderito soggetti istituzionali come l’Autorità Portuale di Sistema del Mare Adriatico, l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, Marche Teatro, la Camera di Commercio delle Marche, Confindustria Provincia di Ancona, la Fondazione Marche Cultura, il Parco Regionale del Conero, il Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, il FAIC – Forum delle Città Adriatico Ioniche, l’Associazione Riviera del Conero. l dossier è stato predisposto da una direzione di candidatura, una squadra trasversale, multidisciplinare, in grado di connettere visione culturale, gestione progettuale e strategie europee in base ai seguenti ruoli: direzione culturale e governance istituzionale Marta Paraventi; direzione amministrativa Viviana Caravaggi; direzione creativa e progettazione Anghela Alò; innovazione digitale e università Paolo Clini; strategia europea e relazioni con i programmi UE Barbara Toce. In caso di vittoria il progetto, che si aggira intorno ai 7 mln di euro, sarà gestito a livello operativo da Marche Teatro, presieduto da Valerio Vico e diretto da Giuseppe Dipasquale e tra i soggetti che hanno presentato uno specifico progetto per Ancona 2028.
Il programma culturale di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 si articola in quattro macroaree progettuali ispirate al titolo di candidatura e alla morfologia naturale della città: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale, una mappatura che valorizza il territorio tra mare e parco, storia e futuro, e si integra con le più avanzate strategie di rigenerazione urbana e con il piano urbanistico cittadino. Il dossier presenta una strategia di rigenerazione culturale con respiro europeo, che unisce oltre ben ottanta progetti per valorizzare il porto naturale, il ricco patrimonio storico, i parchi cittadini e gli spazi urbani, declinando la cultura come strumento di coesione sociale, promuovendo l’interscambio transnazionale e il diritto alla fruizione accessibile e inclusiva, principio ispiratore del dossier grazie al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, eccellenza internazionale del settore. Le macroaree del dossier sono presentate dagli avatar di alcuni dei numi tutelari della città: Luigi Vanvitelli architetto della Mole che porta il suo nome, Ciriaco Pizzecolli padre dell’archeologia moderna, Stamira eroina cittadina e Franco Corelli celebre tenore anconetano. Un racconto identitario tra memoria e innovazione che attraverso nuovi linguaggi digitali e narrativi intende reinterpretare il patrimonio storico e artistico di Ancona. Tra i progetti spicca il “Museo della civiltà del Mare Adriatico”, con la direzione artistica del tre volte Premio Oscar Dante Ferretti propone una narrazione unica del Mediterraneo Adriatico che coniuga storia, ambiente e linguaggi contemporanei per un pubblico internazionale. L’articolato programma del dossier include inoltre collaborazioni con molti direttori artistici e istituzioni di rilievo e la partecipazione del Maestro Andrea Bocelli alla cerimonia di apertura in caso di vittoria. Il nome della città vincitrice verrà reso noto nel mese di marzo.

“E’ una grande soddisfazione vedere premiato il lavoro collettivo che ha dato voce alla città — dichiara il sindaco Daniele Silvetti —. Questa candidatura è l’esito di una strategia che mette al centro la cultura come risorsa per rigenerare spazi, creare occupazione e rafforzare legami internazionali. Essere nella rosa finale è per Ancona un primo importante traguardo e un incoraggiamento a proseguire con ambizione e responsabilità. La cultura è strumento di pace e democrazia, come ha sottolineato il Presidente Mattarella all’Aquila e Ancona ha ben chiaro il suo ruolo di città aperta al Mediterraneo proponendo il Premio Ciriaco d’Ancona per il dialogo interculturale”. Altrettanta soddisfazione è stata espressa in queste ore dal il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, da Marco Fioravanti, Presidente ANCI Marche, dal Rettore UNIVPM Quagliarini e da tutti gli ambienti della Cultura del capoluogo.

Per informazioni sulla candidatura di Ancona: www.ancona2028.it

Bilancio Ancona 2026-2028: oltre 68 milioni per le opere pubbliche


Oltre 68 milioni di euro di investimenti nel 2026 per infrastrutture e opere pubbliche, quasi 30 milioni destinati ai servizi sociali e un piccolo fondo dedicato alle imprese: sono questi alcuni dei tratti che caratterizzano il bilancio di previsione 2026-2028 di Ancona. La manovra, che passa ora al vaglio del Consiglio comunale, tiene insieme investimenti strutturali nelle opere pubbliche e una spesa corrente che conferma l’impegno per i servizi sociali e l’istruzione, e, al contempo, attraverso il confronto con le categorie, pone le basi per alcune misure di sostegno alle imprese locali. Per l’annualità 2026, il bilancio prevede 146 milioni di euro di spesa corrente, che garantiscono la continuità dei servizi e la copertura di tutti gli impegni dell’ente.

Il Piano triennale delle Opere Pubbliche prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti complessivi, di cui 68,5 milioni per il 2026, per riqualificazione, manutenzione e sviluppo delle infrastrutture cittadine; la spesa per diritti sociali, politiche sociali e famiglia raggiunge quasi 30 milioni, mentre aumenta di quasi 900 mila euro la dotazione per istruzione e diritto allo studio rispetto all’anno precedente. Per la prima volta l’Amministrazione prefigura anche un piccolo fondo dedicato alle imprese, frutto del dialogo con le categorie economiche.

Questo, nonostante la rigidità del bilancio, con circa 11,8 milioni di euro destinati a fondi e accantonamenti obbligatori, che limitano la capacità di manovra del Comune.

Proprio in tema di opere pubbliche, la Giunta comunale ha recentemente approvato un pacchetto di lavori per 11,4 milioni di euro che interesserà diverse parti della città. “Un pacchetto che libera risorse a fronte di progettazioni già contenute nel Documento Unico di Programmazione – ha spiegato il sindaco Daniele Silvetti – A questi si aggiungono oltre 33 milioni già impegnati tra progettazioni, lavori in corso e opere realizzate nel 2025. Ciò dimostra la forza propulsiva dell’Amministrazione e la capacità di visione della città”.

L’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini ha sottolineato che si tratta di opere che permettono di intervenire su questioni pendenti da tempo e di ricucire il tessuto urbano, grazie al bilancio triennale e all’impegno degli uffici comunali.

Il pacchetto comprende interventi per la riqualificazione e sicurezza di strade cittadine, come via Fabriano, via Buozzi, via Recanati, via Albertini e via Marsigliani, e la riqualificazione di via Birarelli, con rifacimento dei marciapiedi e fresatura del manto stradale. Sono previste anche manutenzioni straordinarie delle scalinate comunali a Pietralacroce e in prossimità di Piazza Fontana, per migliorare i collegamenti pedonali tra tratti di strada a quote differenti.

Particolare attenzione è dedicata a Portonovo, con la realizzazione di un percorso pedonale tra i due laghi della baia, separato dalla viabilità veicolare, che garantirà sicurezza ai pedoni e ai fruitori delle spiagge, evitando la commistione con il traffico, soprattutto nei mesi estivi.

Altri interventi riguardano la manutenzione di muri di contenimento come quello di via Redi a Palombina Nuova, e la Galleria del Risorgimento, che sarà dotata di un nuovo impianto di illuminazione efficiente e sicuro. Tra le opere di valorizzazione urbana e culturale si segnalano la riqualificazione dell’affaccio panoramico in via Papa Giovanni XXIII, con percorsi pedonali, sedute e illuminazione, e il completamento della Cittadella Sportiva di Passo Varano, con piscina olimpionica e tiro a segno.

Il pacchetto include inoltre interventi di miglioramento sismico alla Mole Vanvitelliana, il ripristino dell’edificio ex Disney a Collemarino per uso scolastico, la riqualificazione del lungomare Vanvitelli e della passerella pedonale dell’asilo nido Scarabocchio, il ripristino della Sala del Consiglio comunale in Palazzo Anziani e l’installazione di nuovi impianti di climatizzazione in vari immobili comunali.

Secondo Zinni, vicesindaco e assessore al Bilancio, il bilancio rimane tecnico ma ambizioso, capace di coprire tutti gli impegni del Comune, con attenzione a cultura, eventi, associazionismo, sport e sicurezza. La manovra conferma anche l’incremento del fondo di incentivazione del personale, circa 400.000 euro, e mantiene sostanzialmente invariata la tariffazione comunale, salvo adeguamenti all’inflazione.

Infine, l’Amministrazione ha avviato un confronto con categorie e sindacati, introducendo il fondo per le imprese e confermando contributi affitti e destinazione di eventuali economie della Tari al sociale. “I sindacati hanno apprezzato le maggiori risorse destinate ai servizi sociali e scolastici”, conclude Zinni, ribadendo l’obiettivo di sostenere la crescita della città e il ruolo di Ancona come capoluogo di regione.

La parola agli assessori/ Angelo Eliantonio “Il nuovo baricentro degli eventi”

Di Angelo Eliantonio

Rafforzare la visibilità e il posizionamento di Ancona nel panorama dei grandi eventi musicali e istituzionali, fare rete con gli operatori del commercio e della ristorazione, dare una scossa all’economia locale e alla attrattività del capoluogo: il lavoro fatto in questi anni sull’organizzazione di eventi ha risposto a questi obiettivi, in un percorso che ha restituito ad Ancona una rinnovata credibilità.

Un lavoro che ha permesso di valorizzare i nostri luoghi del cuore: dal Monumento ai Caduti del Passetto al Porto Antico – nell’iconico percorso da mare a mare – dall’Anfiteatro Romano al Parco del Cardeto. Spazi che, attraverso la musica e la partecipazione popolare, sono diventati scenari capaci di unire la comunità e rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini. Nei grandi eventi, infatti, non c’è solo spettacolo: c’è identità, memoria, orgoglio di essere parte di una stessa storia.

Accanto alla dimensione culturale e sociale, non va dimenticato l’impatto economico che questi appuntamenti generano sul territorio. Le attività di ristorazione, somministrazione e ricettività beneficiano in modo diretto dell’afflusso di pubblico, contribuendo a sostenere il tessuto commerciale della città e ad alimentare un circuito virtuoso che coinvolge imprese e lavoratori.

Oggi però si apre una nuova fase. Dopo aver riportato alla ribalta i luoghi simbolici della nostra città e della nostra storia, l’Amministrazione intende ora costruire un modello di eventi ancora più capillare e riconoscibile, definendo un nuovo baricentro: la piazza più centrale della città, che diventerà il fulcro della programmazione futura.
Una scelta strategica, pensata per rendere gli eventi più accessibili, più frequentati e più integrati nella quotidianità degli anconetani, oltre che per creare nuove opportunità per le attività commerciali limitrofe.

Piazza Cavour, cuore pulsante della vita urbana, diventerà così lo spazio privilegiato per grandi rassegne, concerti, appuntamenti culturali e momenti di condivisione collettiva. Un luogo aperto e attrattivo, con una importante capacità ricettiva anche per tour che richiedono una determinata capienza, che può generare economia e rappresentare, in modo ancora più incisivo, l’immagine di una città che guarda avanti.

Ancona ha già dimostrato di saper essere protagonista. Con questo nuovo passo, siamo pronti a farla diventare punto di riferimento stabile per i grandi eventi, confermando una visione che mette al centro la comunità, la cultura e lo sviluppo del territorio.

4 novembre con il Capo della Stato, storie e voci di una giornata indimenticabile per la città

Il sorvolo sul porto e sulla città delle Frecce tricolori, sempre emozionante, nella tarda mattinata del 4 novembre ha concluso una giornata storica per il capoluogo delle Marche:   la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate,  itinerante dal 2018,  che si è svolta come sempre avviene alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio  Mattarella.    La scelta è caduta su Ancona quale città crocevia, duramente provata dai conflitti bellici, non solo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che la devastarono e cambiarono per sempre, ma anche per essere stata attaccata, anni prima, di sorpresa, a poche ore dall’entrata in guerra (la prima mondiale), il 24 maggio 1915. La città subì un attacco navale austro-ungarico che colpì il porto, la stazione ferroviaria e altre zone strategiche, causando circa 63 morti e 150 feriti. Significativo anche il nome cella banchina che ha ospitato la cerimonia, molo “Rizzo”, intitolato ad un pluridecorato ammiraglio, Luigi, autore di celebri imprese militari, una tra tutte, quella di Premuda.

Tornando alla celebrazione del 4 novembre, dopo avere reso omaggio a Roma al Milite ignoto presso l’ Altare della Patria, il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è volato fino all’aeroporto di Falconara, e di qui scortato al porto di Ancona,  per dare inizio alla solenne cerimonia ripresa in diretta dalle reti Rai.  Ricevuto al suo arrivo dal Prefetto Maurizio Valiante, dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli,  e dal Sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, il presidente Mattarella ha passato in rassegna l’imponente schieramento  delle forze  armate, nelle loro diverse uniformi,  dislocate sul Molo Rizzo,  soffermandosi a salutare i bambini di alcune scuole che lo hanno accolto sventolando bandierine tricolori.     Qualche centinaio, gli ospiti ammessi alla cerimonia, molti di più i cittadini che hanno affollato il belvedere della cattedrale di san Ciriaco e gli altri affacci del Colle Guasco per non perdersi l’evento, così come i tanti che hanno seguito la mattinata dal maxi schermo di Piazza Roma.  Nel messaggio preliminare divulgato nelle ore precedenti,  il Presidente ha richiamato la situazione internazionale sottolineato come “oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo,  mettendo a rischio la sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio. Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica,  sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa”.     Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto e  il Capo di Stato Maggiore della Difesa,  gen. Antonio Luciano Portolano,  nel loro intervento ad Ancona hanno messo in primo piano  il debito di riconoscenza e gratitudine verso le Forze Armate che- in linea con la promessa fatta-   difendono ogni giorno la libertà e la democrazia, anche a costo della vita.  Sono ambasciatori di un’Italia che crede nella pace e agisce ogni giorno per la pace,  pronti a difendere il loro Paese quando sono a rischio la libertà e la sicurezza dei suoi cittadini, ogni giorno, 365 giorni l’anno.  Donne e uomini che vivono una vita diversa da tutti gli altri, sostenuti dalle loro famiglie,  attori silenziosi che sopportano sacrifici invisibili: padri, mariti e figli, e oggi anche mogli, madri e figlie, per i quali il servizio alla patria viene prima di tutto.  A loro è dedicato il IV novembre: ascoltiamo la voce del sottotenente di vascello Salvatore  Mazzola e del Maresciallo dei Carabineri  Eugenia Rizza

Per il Sindaco di Ancona, intervistato dalla emittenti locali, una giornata indimenticabile che valorizza il ruolo e l’immagine di Ancona,  in posizione strategica nel Paese e nel bacino del Mediterraneo, e meritevole di crescente attenzione e visibilità.

Federica Zandri

In Comune nuove assunzioni e ricambio generazionale

La Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi la revisione del Piano Triennale del Fabbisogno di Personale 2025-2027, che prevede un aumento delle assunzioni da 49 a 82 unità entro la fine del 2025. Una decisione che risponde alle esigenze di rafforzare la struttura dell’amministrazione, migliorare la capacità di risposta ai cittadini e garantire maggiore efficienza nella gestione dei servizi.

Il nuovo aggiornamento si inserisce in un percorso già avviato nel corso dell’anno, che ha consentito di potenziare il personale tecnico, in particolare nei settori delle manutenzioni e dei lavori pubblici, per sostenere l’attività dei cantieri e la realizzazione delle opere. La variazione appena approvata introduce anche nuove figure amministrative, con l’obiettivo di ottimizzare l’organizzazione interna e rendere più fluido il funzionamento dei processi gestionali.

Tra le novità più rilevanti c’è inoltre l’assunzione di 10 nuovi agenti di Polizia Locale, che porterà l’organico complessivo del Corpo a 98 unità, avvicinando la soglia delle cento, in un’ottica di rafforzamento della sicurezza urbana e dei servizi di prossimità.

L’aggiornamento del Piano arriva in un contesto di crescita graduale e costante del personale comunale. Negli ultimi cinque anni, infatti, l’organico dell’Ente è passato da 726 dipendenti nel 2020 a 778 nel 2024, con un incremento di oltre il sette per cento. Un dato che riflette la volontà dell’amministrazione di invertire la tendenza alla riduzione del personale che aveva caratterizzato il passato e di investire su nuove professionalità.

Dall’analisi delle fasce d’età emerge un progressivo ricambio generazionale: il numero di dipendenti tra i 18 e i 29 anni è più che triplicato, passando da 10 a 33, mentre la fascia 30-39 anni è cresciuta da 77 a 139 unità. Parallelamente, si osserva una lieve diminuzione nella fascia 50-59 anni, da 322 a 256, coerente con i pensionamenti, e una sostanziale stabilità tra gli over 60, che nel 2024 sono 195. Il quadro complessivo descrive un’amministrazione che si sta lentamente ringiovanendo, segno di un impegno concreto per favorire il turnover e l’ingresso di nuove competenze.

Anche sul fronte della composizione di genere si registra un trend positivo. Le donne, già maggioritarie, sono passate da 389 nel 2020 a 420 nel 2024, rappresentando oggi circa il 54% del totale del personale. Gli uomini sono cresciuti da 337 a 358 nello stesso periodo. Una tendenza che conferma la costante valorizzazione delle professionalità femminili e una distribuzione equilibrata tra i diversi ambiti operativi.

Siamo impegnati – ha dichiarato l’assessore al Personale Orlanda Latinia rafforzare la struttura comunale e a rispondere in maniera concreta alle esigenze dei cittadini e dei dipendenti. Potenziare il personale tecnico, valorizzare il Corpo di Polizia Locale e sostenere la crescita interna dei nostri dipendenti attraverso le progressioni verticali significa garantire continuità, competenza ed efficienza nei servizi pubblici. Questo piano rappresenta un passo importante per migliorare l’organizzazione interna e assicurare servizi sempre più efficaci ai cittadini”. Nel documento approvato, infatti, trovano spazio anche progressioni verticali, misure di valorizzazione del personale già in servizio, con l’obiettivo di valorizzare l’esperienza e consolidare le competenze interne.

Margherita Rinaldi

LA PAROLA AGLI ASSESSORI – Stefano Tombolini: “Puntiamo alla normalità dell’eccellenza” 

di Stefano Tombolini, assessore ai Lavori pubblici

Lavori pubblici e Manutenzione al centro del progetto che porti Ancona verso una situazione di conformità alle ordinarie aspettative

Il desiderio dell’Amministrazione è quello di far sentire i cittadini di Ancona in una situazione di agio. Quello stato di benessere che deriva dalla percezione di una città al pari dei migliori esempi che ciascuno di noi immagina, quella stessa sensazione che si ha quanto torni a casa e la trovi ben ordinata, accogliente e pulita. Una città, fondamentalmente, in cui strade ben pavimentate e senza buche, attraversamenti pedonali in ordine, marciapiedi fruibili, verde stradale e di arredo ben governato, aiuole e rotatorie fiorite, parchi per i bambini funzionali, mobilità e parcheggi ben coordinati e sufficienti a garantire la serena permeabilità dei luoghi, rendono, insieme con la pulizia, Ancona una città diversa. Una città attenta in ogni infrastruttura e luogo all’adeguatezza rispetto alla disabilità. 

Scriverlo è stato un gioco da ragazzi, con una facilità che sfiora il banale. Eppure, questa è la vera sfida che abbiamo davanti, ed in particolare la sfida per i prossimi tre anni. Il mandato che il Sindaco ci ha assegnato è questo: Ancona una città “normale”, ma normale nell’eccellenza dei luoghi e accogliente per i suoi cittadini. La rincorsa a dover per forza immaginare qualcosa di speciale, è il di più che sapremo fare, ma le tre parole chiave nel nostro lessico sono e saranno: Decoro, Manutenzione e Verde. Il nostro impegno in questi due anni ha patito il gap di conoscenza della macchina. Oggi ci sentiamo più pronti per lavorare con maggiore concretezza e migliore efficienza. Uno sforzo che abbiamo vissuto e continuiamo ad affrontare insieme ai dirigenti Stefano Capannelli e Riccardo Borgognoni, che coordinano un qualificato gruppo di colleghi. 

La grande dote del PNRR che stiamo portando al traguardo, senza significativi intoppi, è al momento il primo degli obbiettivi, ma intanto lavoriamo per superare tanti altri traguardi, basta pensare alle risorse intercettate per la riqualificazione della zona di Piazza D’Armi. Per dare la dimensione numerica di questo sforzo condividiamo il fatto che ogni anno l’ente investe risorse per oltre 15.000.000 di euro, cui in questo periodo si sommano gli oltre 50 milioni di investimento del PNRR

Alcuni passaggi essenziali devono ancora essere svolti. Alcune parti della macchina Comunale vanno riorganizzate per dare risposte più efficaci e concrete, ma l’obbiettivo è chiaro: Nel domani della nostra Ancona, la Normalità non potrà essere considerata uno stato “eccezionale”. 

Capitale della Cultura: idee, talenti e sogni dei cittadini

Nel percorso di candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028, Ancona ha scelto di partire dall’ascolto. Durante l’estate, l’Amministrazione comunale ha invitato cittadini, associazioni e operatori culturali a condividere riflessioni, proposte e desideri sulla città di oggi e di domani.

È nata così la survey “Ancona 2028”, che ha raccolto 107 contributi in forma aperta: da cittadini singoli a istituzioni culturali, artisti, pensionati e gruppi informali. Ognuno ha portato un segmento di sguardo sulla città, creando un mosaico di prospettive che restituisce un’immagine autentica, sfaccettata e sorprendentemente coerente della comunità anconetana e del suo rapporto con la cultura. Tra le curiosità emerse, un partecipante ha scritto: “Ancona sembra piccola, ma è grande nel cuore di chi la vive”, sintetizzando un sentimento condiviso da molti.

La candidatura

La candidatura, gestita dal Comune con il sostegno di Regione Marche, Università Politecnica delle Marche, ANCI Marche e numerose istituzioni e associazioni locali, si configura come un progetto corale. L’obiettivo è valorizzare la vocazione portuale della città, trasformarla in laboratorio di sostenibilità e rigenerazione, rafforzando legami con l’Adriatico e le reti culturali europee, con particolare attenzione ai giovani.

La fase preparatoria ha incluso un’indagine online che ha raccolto oltre cento contributi da cittadini e associazioni, oltre a incontri con enti culturali e partner internazionali. L’iniziativa ha prodotto numerose adesioni e più di 80 progetti, in linea con il dossier di candidatura, e mira a coinvolgere la cittadinanza in modo attivo e partecipativo.

Un’indagine per definire la visione di una città in trasformazione

Attiva dal 7 agosto al 1° settembre, la survey ha sollecitato una riflessione aperta sul rapporto con Ancona, sulle sue peculiarità, sui legami con il mare, sulla memoria collettiva e sui talenti nascosti. Questa indagine rappresenta una delle prime azioni del percorso di candidatura e si inserisce nella strategia di coinvolgimento e partecipazione delineata dall’Assessorato alla Cultura.

“Abbiamo voluto partire dall’ascolto”, spiega l’assessore Marta Paraventi, “per costruire una candidatura che rispecchi davvero il carattere di Ancona e la sensibilità di chi la abita. I cittadini sono i primi interpreti del cambiamento culturale che vogliamo promuovere”.

Le risposte mostrano una città consapevole delle proprie potenzialità, attenta ai luoghi, desiderosa di rimettere la cultura al centro della vita quotidiana. Più che un sondaggio, la survey si è rivelata uno spazio di confronto, dove la parola “visione” ha assunto il significato di una riflessione collettiva sulla città che è e su quella che potrebbe diventare.

Tre fili dominanti emergono dal pensiero dei partecipanti: il mare come radice e destino, la luce e la forma come elementi di unicità, la comunità come forza nascosta. Accanto a questo si affacciano contributi originali e “visionari”, che immaginano Ancona come un luogo capace di dialogare col mondo. Un curioso contributo immagina la città come “una lanterna sul mare, che illumina le rotte culturali dei viaggiatori e dei cittadini”.

Il mare come riferimento, simbolo e orizzonte

Tra i temi emersi, il mare è quello più ricorrente. Nelle parole dei partecipanti appare come elemento identitario, memoria condivisa e risorsa da esplorare pienamente. Alcuni lo descrivono come “una presenza costante che unisce e separa”, altri lo legano al lavoro portuale, mentre c’è chi lo immagina come scenario per nuove attività culturali e spazi di incontro.

“Ancona è sommersa dal mare, emergono solo delle isole di città”, sintetizza uno dei contributi, condensando un sentimento diffuso. Il mare diventa così simbolo di apertura e continuità tra passato e futuro, ma anche di possibilità di sviluppo culturale e sociale. Tra le idee più originali, un partecipante suggerisce di creare “ponti culturali galleggianti sul mare”, come spazi temporanei per eventi, laboratori e mostre.

Molti partecipanti propongono di rendere più accessibile il fronte mare, di creare percorsi di conoscenza e spazi di dialogo, e di portare la cultura “verso l’acqua”. Il dossier di candidatura sostiene questa visione, puntando a valorizzare la vocazione portuale di Ancona come motore di scambi, creatività e sostenibilità.

Identità, luce e morfologia: il carattere di Ancona

L’identità della città è un altro tema centrale. Ancona viene descritta come autentica, riservata ma accogliente, operosa e discreta. Molti riconoscono nella morfologia e nella collocazione geografica – il porto naturale, le colline e la luce che cambia – un tratto distintivo che contribuisce a formare un senso di appartenenza.

Alla domanda su quale città del mondo Ancona ricordi, emergono Genova come sorella portuale, Istanbul come crocevia di culture, Torino e Parigi per eleganza e vocazione culturale, Londra per la governance: segno di un desiderio diffuso di collocare Ancona in una rete internazionale senza perdere la propria unicità.

Nei talenti nascosti, i partecipanti riconoscono caparbietà, creatività, forza delle tradizioni popolari, resilienza e un tessuto associativo vivo. Alcuni sottolineano che proprio questa “forza invisibile” è il vero motore della città. Uno dei contributi afferma: “Ancona non ha bisogno di apparire, basta che cammini silenziosa e raccolga la propria energia”.

La critica più frequente allo stato attuale della città riguarda il rapporto con il mare e il porto: Ancona è definita “una città di mare senza lungomare” e si lamenta l’inaccessibilità del porto, descritto come “precluso alla città” e non a disposizione degli anconetani. Il secondo tema dominante è la mancanza storica di valorizzazione del potenziale culturale e storico. Alcune risposte sottolineano l'”incapacità di valorizzarsi” della città.

Idee e visioni per nuovi spazi culturali

Le proposte raccolte oscillano tra pragmatismo e immaginazione: residenze artistiche, musei di arte contemporanea, spazi performativi e laboratori diffusi. C’è chi suggerisce la definizione di “Stargate della cultura”, simbolo di passaggio verso una dimensione internazionale. Altri propongono di rivitalizzare le periferie e il fronte portuale come poli di innovazione e partecipazione.

Il risveglio della città, per molti, coincide con un porto più accessibile, una maggiore vitalità nelle strade, eventi di respiro internazionale, negozi e luoghi più vivi, sorrisi più frequenti. La scelta di una parola per la candidatura riflette questo doppio registro: termini concreti come “incontro” e “immersiva” convivono con visioni evocative come “Stargate” o “volare alto”. Tra i partecipanti, qualcuno aggiunge dettagli poetici: “Vorrei vedere i lampioni della città accendersi come lanterne che guidano il cammino degli artisti”.

Partecipazione e commitment: il valore di esserci

Molti di coloro che hanno risposto non si sono limitati a esprimere opinioni, ma hanno offerto la propria disponibilità a contribuire attivamente. C’è chi propone volontariato per eventi, chi vuole raccontare storie o collaborare con il comitato promotore. Un cittadino a questo proposito ha scritto: “Essere parte significa camminare insieme sulle strade della cultura, senza lasciare nessuno indietro”.

Un augurio per il futuro: cultura come bene comune

L’ultima domanda della survey invitava i cittadini a scrivere un pensiero o un augurio per la città. Le parole più frequenti sono “crescita”, “unità”, “orgoglio”, “apertura”. Alcuni augurano ad Ancona di “ritrovare energia e fiducia”, altri di “mettere la cultura al centro delle scelte”, molti scrivono semplicemente “risveglio”. La somma di queste voci compone un messaggio che intende la cultura come bene comune e come linguaggio per rafforzare i legami tra persone e luoghi.

Ancona 2028 sul web

Per rimanere aggiornati sul percorso di Ancona verso la Capitale Italiana della Cultura 2028 e sulle iniziative di partecipazione, è possibile consultare il sito istituzionale del Comune di Ancona all’indirizzo www.comune.ancona.it e scrivere alla nuova casella di posta dedicata ancona2028@comune.ancona.it, attiva per raccogliere segnalazioni, proposte e idee da cittadini, associazioni e operatori culturali.

Margherita Rinaldi

Ancona per la Pace: il presidente Pizzi accoglie la delegata ONU e partecipa alle iniziative in Umbria

Ancona ha una lunga tradizione di “città di Pace”, in epoca contemporanea: nel 2005, all’indomani delle guerre nei Balcani, l’ Amministrazione comunale aveva aderito al Sistema territoriale di Pace, una rete di città che si impegnavano a promuovere la Pace permanente attraverso una serie di azioni in vari ambiti. Nel tempo se ne è persa, in parte, la memoria, ma non certo la convinzione che la Pace è un valore assoluto e che il Comune, quale istituzione vicina alla gente , debba occuparsi dei bisogni e dei diritti dei cittadini, tra i quali quello a alla Pace. I “gesti di pace” costituiscono difatti il tessuto connettivo che rende coesa e solidale la città, nello spazio che attiene i “diritti umani” a partire dai singoli quartieri e fino ai livelli più alti, quelli della Nazioni Unite.

Nei mesi scorsi (con un atto di giunta e una determinazione dirigenziale) l’Amministrazione comunale ha aderito al Comitato promotore della marcia per la pace Perugia-Assisi e al progetto “Adotta un popolo” attraverso il quale l’ente locale destina un contributo finanziario ad  un rappresentante di un popolo che vive in una situazione di guerra o conflitto o disagio, consentendogli di partecipare all’ VIII assemblea ONU dei Popoli che si tiene ad Assisi dal 9 all’11 ottobre, a ridosso della Marcia per la Pace Perugia-Assisi, in programma domenica 12 ottobre.   Il Comune di Ancona, su indicazione dell’ associazione “Sulla strada” ha quindi accolto quale delegata all’Assemblea dell’ONU dei Popoli Luisa Patzan, una giovane donna di origine guatemalteca che incarna in modo straordinario la forza del cambiamento e della solidarietà. Accolta ad Ancona il 6 ottobre dal presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi e alcuni consiglieri, la delegata ha quindi fatto visita a quattro istituti scolastici del territorio (il giorno 7 a Falconara e Senigallia) e l’8 ottobre ad Ancona le scuole “Donatello” e il Liceo scientifico “Savoia” portando la propria testimonianza a studenti e docenti, punto di partenza per un dialogo, volto a stimolare una riflessione profonda: trasformare ogni città in un autentico “cantiere di pace e di futuro”, coltivando una coscienza e una cultura di pace che si esprimanoattraverso la cura dell’altro, dell’umanità e del pianeta. per poi partire alla volta di Perugia. Nel pomeriggio di mercoledì 8 ottobre Luisa Patzan è stata inoltre protagonista dell’incontro pubblico nella sala consiliare del Comune: “Il riscatto dei poveri, un’esperienza dal Guatemala” , aperto con i saluti del presidente del consiglio comunale Simone Pizzi, del Presidente dell’ “Università per la Pace”, Mario Busti, e dal presidente dell’ associazione “Sulla strada”, Carlo Sansonetti”

Nata e cresciuta nel villaggio di La Granadilla, in una zona povera del Guatemala, da bambina Luisa è stata costretta – insieme ai fratelli – a lavorare nella produzione artigianale di fuochi d’artificio. Si trattava di un’attività pericolosa, esposta alla polvere da sparo, che le ha impedito di frequentare regolarmente la scuola e di vivere un’infanzia serena. Il suo destino è cambiato quando è entrata nel programma di sostegno a distanza promosso da Sulla Strada ODV. Grazie alla generosità dei sostenitori italiani, Luisa ha potuto ricevere istruzione, assistenza sanitaria e un’alimentazione adeguata, scoprendo così la possibilità di un futuro diverso. Determinata a restituire alla propria comunità il bene ricevuto,la giovane donna ha completato la formazione professionale e oggi lavora come infermiera presso il poliambulatorio Yatintò. 

Un progetto molto bello e di grande spessore educativo, quello che abbiamo condivisosottolinea il presidente del consiglio comunale Simone Pizzi-   specialmente in questo periodo contraddistinto da conflitti internazionali che colpiscono popolazioni inermi e mettono a dura prova certezze e valori fondanti della nostra società. La testimonianza di Luisa Patzan è preziosa e indicativa del coraggio e della volontà di riscatto sociale di chi sceglie di restare e essere operativo nella propria terra ”.

Il Presidente Pizzi rappresenta l’Amministrazione comunale di Ancona a Perugia, sabato 11 ottobre, all’Assemblea nazionale degli enti locali per la Pace e la Fraternità, alla quale hanno aderito numerosissimi portavoce di enti locali di ogni parte d’Italia, sindaci, assessori, presidenti e consiglieri comunali. Durante l’ incontro di Perugia si susseguiranno decine di interventi, soffermandosi in particolare su programmi quali “Facciamo come La Pira “(impegno per la Pace in Ucraina, Gaza, Sudan e altre parti del mondo); “Sui passi di Francesco”;Giro d’Italia per la Pace”, “S-bellichiamoci!”; “Rete degli artigiani e della artigiane per la Pace”. Il giorno seguente, domenica 12 ottobre, insieme a persone e gruppi provenienti da ogni parte d’Italia, avrà luogo l’attesissima Marcia della Pace Perugia-Assisi 2025. Il corteo prenderà il via alle ore 9:00 ed è atteso nella città di san Francesco entro le ore 13:30, per poi proseguire fino alla Rocca Maggiore dove si terrà la manifestazione conclusiva, in programma alle ore 15:00.

Federica Zandri