Ancona avvia il nuovo PUG, parte il percorso per ridisegnare la città del futuro

Ancona apre il percorso che porterà alla definizione del nuovo Piano Urbanistico Generale, lo strumento destinato a sostituire il vecchio Piano regolatore e a disegnare lo sviluppo della città nei prossimi anni. Il nuovo PUG introduce un modello di pianificazione fondato su sostenibilità, rigenerazione urbana, contenimento del consumo di suolo, valorizzazione del patrimonio esistente e partecipazione pubblica, in applicazione della legge urbanistica regionale del 2023. Rispetto al tradizionale PRG, il nuovo strumento urbanistico avrà una struttura più flessibile e strategica, articolata in una componente dedicata alle prospettive di sviluppo territoriale e in una parte regolativa relativa al sistema insediativo e infrastrutturale esistente, comprese le aree agricole. Il percorso è stato presentato al Ridotto del Teatro delle Muse davanti a cittadini, ordini professionali, associazioni, categorie economiche, università e stakeholder del territorio.

L’avvio del percorso

Nel corso della presentazione sono intervenuti il Sindaco Daniele Silvetti, l’Assessore all’Urbanistica Angelo Eliantonio, il dirigente dell’Area Pianificazione Urbana e Ambientale Claudio Centanni, Maddalena Ferretti dell’Università Politecnica delle Marche e Ledo Prato, segretario generale dell’associazione Mecenate 90. A chiudere l’incontro è stato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha sottolineato il valore strategico del nuovo piano per il futuro del capoluogo e per il rapporto tra città e porto.

“Oggi – ha dichiarato il Sindaco Daniele Silvetti – diamo ufficialmente avvio a un percorso fondamentale per il futuro di Ancona. La suggestione della Grande Ancona, su cui l’Amministrazione Comunale ha costruito progressivamente la propria azione di governo, prende forma da una visione ambiziosa e pragmatica: quella di una città-territorio ad alta dotazione paesaggistica, ambientale, infrastrutturale e sociale, capace di implementare e riverberare opportunità di sviluppo, qualità urbana e coesione comunitaria. Il passaggio verso il nuovo strumento urbanistico rappresenta un vero cambio di paradigma. Il nuovo PUG dovrà armonizzare identità, patrimonio culturale, paesaggio, infrastrutture e trasformazione urbana per generare valore e benessere collettivo.”

I principi del nuovo piano

La delibera di indirizzo già approvata dalla Giunta comunale individua dieci principi guida che accompagneranno la costruzione del piano. Tra gli obiettivi figurano la tutela del sistema del Conero e dei paesaggi agrari, il rafforzamento del rapporto tra città, mare e porto, la riduzione delle vulnerabilità climatiche e sismiche, il riequilibrio tra centro e frazioni, il potenziamento del social housing e dello student housing, la qualità dello spazio pubblico, l’inclusione sociale e la semplificazione amministrativa.

“Vogliamo costruire un piano capace di affrontare le trasformazioni della città con strumenti contemporanei, mettendo al centro sostenibilità, inclusione, qualità urbana e capacità di attrazione” ha affermato l’Assessore all’Urbanistica Angelo Eliantonio.

Cultura, università, porto e turismo

Tra le direttrici strategiche illustrate durante l’incontro emergono il ruolo di Ancona come città della cultura, città universitaria e incubatore di talenti, destinazione turistica e polo della produzione e dei servizi. Un capitolo centrale riguarda il porto, considerato infrastruttura strategica dell’Adriatico e nodo della rete TEN-T europea, con l’obiettivo di ricomporre il rapporto tra area portuale e tessuto urbano.

“La recente designazione di Ancona come Capitale Italiana della Cultura 2028 – ha detto il Sindaco Daniele Silvetti – rappresenta un importante riconoscimento istituzionale ma soprattutto l’innesco di una nuova connessione tra territorio e comunità. La pianificazione urbanistica dovrà accompagnare questa tensione al cambiamento permanente integrando dimensioni materiali e immateriali della città.”

Nel quadro del nuovo PUG viene attribuita attenzione anche ai borghi e alle frazioni, considerati elementi fondamentali dell’equilibrio territoriale e della qualità della vita, insieme con i temi dell’abitare, dell’inclusione e dei cambiamenti demografici che stanno interessando la città.

Gli strumenti già avviati

Durante la presentazione sono stati illustrati anche gli strumenti già avviati dall’Amministrazione comunale come base operativa del nuovo piano. Tra questi figurano la variante all’articolo 29 bis delle norme tecniche del PRG per favorire la rigenerazione urbana, il Registro delle Cessioni dei Diritti Edificatori, l’individuazione delle Zone di Recupero del patrimonio edilizio esistente e l’accordo sottoscritto con Agenzia del Demanio, Regione Marche, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale e Università Politecnica delle Marche per la valorizzazione coordinata di undici immobili pubblici strategici.

Il percorso sarà accompagnato anche da altri strumenti pianificatori già in corso, come il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, il Piano Regolatore Portuale, il Piano del Parco del Conero e il Piano Città sviluppato insieme con l’Agenzia del Demanio.

Governance, tecnici e risorse

La governance del procedimento sarà affidata a una Cabina di Regia composta dal Sindaco Daniele Silvetti, dall’Assessore Angelo Eliantonio, dagli amministratori coinvolti e dal Capo di Gabinetto. L’Ufficio di Piano, inserito nell’Area Pianificazione Urbana e Ambientale, coordinerà il lavoro tecnico insieme con un gruppo multidisciplinare formato da urbanisti, geologi, botanici ed esperti ambientali, archeologici e informatici.

“Questa governance dovrà garantire efficienza, trasparenza e qualità nella progettazione e nella gestione del processo pianificatorio” ha sottolineato l’Assessore all’Urbanistica Angelo Eliantonio.

Per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale il Comune dispone di un finanziamento complessivo di oltre 715 mila euro proveniente da fondi nazionali e comunitari. Le risorse sosterranno un percorso multidisciplinare e tecnologicamente avanzato, insieme con l’aggiornamento del Sistema Informativo Territoriale e delle banche dati comunali.

Le fasi del percorso

Il cronoprogramma prevede nel 2026 la predisposizione del Documento Programmatico e del Quadro Conoscitivo, accompagnati dall’avvio del processo partecipativo aperto a cittadini, università, associazioni, professionisti ed enti. Nel 2027 sarà elaborato il progetto preliminare del piano, insieme con la procedura di Valutazione Ambientale Strategica, mentre nel 2028 si arriverà all’approvazione definitiva del nuovo PUG.

La partecipazione pubblica

Uno degli elementi centrali del percorso sarà proprio la partecipazione pubblica, che accompagnerà tutte le fasi di costruzione del piano urbanistico. “Il nuovo PUG di Ancona dovrà nascere dal dialogo. Crediamo che la qualità di un piano urbano dipenda dalla capacità di rappresentare la città reale, quella vissuta, attraversata e abitata quotidianamente. Per questo il processo partecipativo sarà una componente costitutiva e non accessoria del piano stesso. Il nuovo PUG dovrà diventare un vero patto civico sul futuro di Ancona” ha concluso l’Assessore all’Urbanistica Angelo Eliantonio.

Margherita Rinaldi

La Biblioteca Benincasa diventa presidio e rifugio antiviolenza

Si unisce alle 250 biblioteche e librerie in rete per informare e dare soccorso

Nel 2025 – lo rileva l’Istat-   oltre 6 milioni di donne dai 16 ai 75 anni di età hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita e di queste il 10,5% ha denunciato la violenza subita da parte dei partner o ex partner negli ultimi cinque anni. I dati rivelano che si tratta di un fenomeno profondamente radicato nella società, che richiede impegno costante e concreto da parte di tutte le Istituzioni nel contrasto e nella piena e ferma condanna delle condotte maltrattanti e discriminanti.

Il Comune di Ancona prende sul serio l’appello alle istituzioni e-   in affiancamento ad altri progetti e attività avviati da tempo dall’assessorato alle Pari Opportunità in totale condivisione con l’intera Amministrazione-   fa sua una proposta concreta di livello nazionale, mettendo a disposizione delle donne vittime di violenza  una delle più antiche e prestigiose istituzioni culturali cittadine aperte al pubblico, la Biblioteca comunale Benincasa,  dove è in corso una accurato intervento di ristrutturazione che la renderà uno dei luoghi più affascinanti e accoglienti del capoluogo.   A pensarci bene, quale sito migliore della Biblioteca civica per promuovere una cultura della libertà e dell’autodeterminazione, oltre che per accogliere le donne in difficoltà, con la consapevolezza che per fermare la violenza si debba avviare un profondo cambiamento culturale?

Non si tratta di una iniziativa isolata bensì in adesione al progetto nazionale di rete “I Rifugi”, che invita le istituzioni culturali pubbliche e private a diventare presidio di contrasto e prevenzione della violenza di genere. L’orientamento è quello di creare un tessuto di punti di riferimento per le donne che si trovano nella condizione di subire violenza, sotto qualunque forma e finora è stato recepito da 250 tra biblioteche e librerie sparse nel Paese. L’ iniziativa è stato avviata  nel 2023 dalla casa editrice Settenove (interamente dedicata alla prevenzione della discriminazione e della violenza contro le donne) in collaborazione con “Percorso Donna aps”, ed è stato patrocinato da Associazione Italiana Biblioteche e sostenuto dalla Fondazione Giulia Cecchettin e ha già ottenuto importanti riconoscimenti istituzionali e culturali, quali l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo .

 Biblioteche e librerie, perciò, individuate quali luoghi sicuri e di supporto per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, concreti punti di riferimento per le vittime, per informare e per soccorrere, per essere ponte verso i Centri Anti Violenza del territorio. All’interno dei “Rifugi” possono trovare personale formato in grado di garantire il primo supporto e sostegno, nonché di orientare verso i presidi attivi presenti sul territorio. Il progetto prevede attività formative, azioni di rete, donazioni simboliche e strumenti di riconoscibilità per le realtà aderenti. Nello specifico: quattro incontri di formazione gratuiti online in modalità sincrona per il personale bibliotecario; donazione di un libro alla casa rifugio più vicina; kit di riconoscimento per biblioteche “rifugi ” (vetrofania, pannelli o poster con numero antiviolenza, materiale informativo per la clientela, lista dei centri antiviolenza); newsletter periodiche su tematiche di aggiornamento.

Informazioni sul progetto e la rete “Rifugi” : progetti@settenove.it

Sulla Biblioteca Benincasa: ha sede in via Bernabei, all’interno di Palazzo Mengoni Ferretti, una residenza nobiliare del XVI secolo, importante esempio di architettura civile anconetana. Il Palazzo fu costruito nel 1592 come dimora per il conte Ferretti e nel 1949 venne ceduto al Comune che nel 1950 lo scelse per ospitare la biblioteca. Il Palazzo si estende su sei livelli principali che comprendono un piano seminterrato e un piano sottotetto, per un totale di circa 4000 metri quadrati.

Federica Zandri

Strade vicinali, elenco aggiornato dopo oltre quarant’anni


Dopo un lavoro di analisi tecnica sui flussi di traffico, sull’uso delle strade e sull’evoluzione degli insediamenti, il Comune riorganizza la gestione delle strade vicinali, ferma da quasi quarant’anni.

L’approvazione e il quadro generale

Il Consiglio comunale ha approvato l’aggiornamento dell’elenco delle strade vicinali di uso pubblico presenti nel territorio comunale, fermo al 1983. Il provvedimento ridefinisce la classificazione della rete viaria minore alla luce dei cambiamenti intervenuti nei flussi di traffico, negli insediamenti e nell’utilizzo delle strade, chiarendo competenze, modalità di gestione e responsabilità sulla viabilità minore.

Il lavoro tecnico alla base dell’aggiornamento

L’aggiornamento nasce da una ricognizione tecnica che ha preso in esame le caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali delle strade, insieme con l’uso e la tipologia dei collegamenti, secondo quanto previsto dal Codice della strada. Le verifiche hanno riguardato anche i flussi di traffico, il numero di utenti, la ricognizione dei frontisti e la presenza degli elementi che giustificano l’uso pubblico.

A cosa serve la riclassificazione

Una strada dove due decenni fa passavano solo residenti, e nel tempo è diventata collegamento largamente fruito dagli automobilisti, deve essere oggetto di un’acquisizione pubblica, così da poterla riqualificare e manutenere.
In altri casi strade vicinali che hanno minore impatto sono confermate ad uso pubblico e prese in carico dall’Amministrazione, in condivisione con i residenti.

La posizione dell’Amministrazione

“Questo aggiornamento rappresenta un passaggio di efficienza nella gestione e nell’utilizzo delle risorse pubbliche, particolarmente rilevante su un tema come quello delle strade – afferma l’Assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini –. Come Amministrazione ci confrontiamo ogni giorno con il bilancio e con la necessità di compiere scelte responsabili. Questo lavoro nasce proprio da qui, dalla volontà di essere concreti e di individuare dove è possibile intervenire direttamente e dove invece è necessario costruire forme di gestione condivisa, dando comunque risposte puntuali ai cittadini”.

Le trasformazioni nel tempo

L’aggiornamento complessivo tiene conto anche delle trasformazioni intervenute nel tempo, con alcune strade già acquisite, altre suddivise tra tratti da acquisire e tratti da gestire in forma consortile, e una strada non più esistente, “San Domenico”, soppressa negli anni Novanta a seguito delle trasformazioni edilizie dell’area Baraccola.

I livelli di intervento

La classificazione individua tre diversi livelli di intervento. Le strade che, in base alle verifiche svolte, sono classificate come comunali vengono acquisite al demanio e passano alla gestione diretta dell’ente, che assume la responsabilità della sicurezza della circolazione e può intervenire con lavori di manutenzione e riqualificazione. Per le strade vicinali di uso pubblico viene invece prevista una gestione tramite consorzio tra Comune, frontisti e utenti. In questo caso la quota di partecipazione comunale alle spese è determinata in relazione alla funzione di collegamento svolta e al livello di traffico rilevato: fino al 50% per le strade con maggiore utilizzo, pari al 20% nei casi di uso pubblico più limitato.

Le strade da acquisire

Le strade da acquisire a demanio comunale, previo consenso dei proprietari frontisti alla cessione gratuita, sono:
Brecce Bianche – Passo Varano (attualmente via Giovanni Crocioni)
Calcinara (zona Candia)
Concio (attualmente via Trevi)
Ferrovia
Malta
Palombarino (parte)
Villaggio Verde (parte)
Ville di Palombina
Vecchia di Pietralacroce

Le strade a gestione consortile

Restano classificate come strade vicinali di uso pubblico, con gestione tramite consorzio:

con contributo comunale fino al 50%:
Letamai del Castellano
Palombarino (parte)
Pozzo (zona Varano)
Villa di Gallignano
Fontanelle

con contributo comunale pari al 20%:
Acquedotto Massignano
Biancarda
Biancarda Betelico
Grillo
Piantate Lunghe
Calcinara
S. Palazia
Vecchia di Pietralacroce (parte)
Villaggio Verde (parte)

Le strade a uso privato

Sono invece declassate a uso privato, in quanto utilizzate esclusivamente dai residenti:
Campo Lungo di Boranico (zona Varano)
La Croce di Boranico (zona Varano)

Le risorse previste

Per gli interventi minimi di manutenzione straordinaria finalizzati alla sicurezza della circolazione è prevista una stima complessiva di circa 2,7 milioni di euro, inserita nel programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028.

Sisma: 73 milioni per edifici pubblici e scuole. Contributi ai privati: al via le domande

Con lo stanziamento di oltre 73 milioni per il capoluogo entra nel vivo una decisiva fase della ricostruzione post sisma 2022. L’ordinanza firmata dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione segna il passaggio dalla gestione dell’emergenza alla pianificazione strutturata degli interventi pubblici e privati e con un impianto fondato su tempi certi, procedure semplificate e strumenti immediatamente operativi dedicati alle domande di contributo da parte dei privati per i quali è operativa la piattaforma Ge.Di.Si, lo strumento unico digitale per la gestione delle pratiche di ricostruzione privata, mentre i primi Documenti di Indirizzo alla Progettazione (DIP) relativi alla ricostruzione pubblica e agli edifici di culto sono già in fase di valutazione presso gli Uffici Speciali per la Ricostruzione.

Il terremoto aveva colpito in modo particolare le città di Ancona, Fano e Pesaro, lasciando ferite profonde nel tessuto urbano e sociale. Oggi, con l’avvio della nuova fase, si punta non soltanto alla riparazione dei danni, ma a un vero progetto di rinascita urbana.

Oltre 70 milioni per Ancona: scuole ed edifici pubblici

Sul fronte pubblico, Ancona ottiene un finanziamento di 73 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza e al recupero di scuole ed edifici strategici. Più di 25 milioni saranno investiti negli istituti scolastici cittadini, con interventi di adeguamento sismico, ripristino funzionale e miglioramento complessivo della sicurezza.

Tra le strutture interessate figurano la scuola primaria Dante Alighieri (3,53 milioni di euro), la Don Milani (5,625 milioni), la secondaria di primo grado Marconi (4,905 milioni), la Podesti (3,5 milioni), la Donatello – blocchi C1 e C2 – (3,04 milioni), oltre agli interventi su Verne, XXIV Aprile e sull’Istituto Comprensivo Ancona Nord. Previsti lavori anche per l’Asilo Nido Isola di Elinor – Pollicino (980 mila euro), per l’edificio Ex-Disney (900 mila euro) e per la scuola M. Buonarroti (210 mila euro).

Le risorse interesseranno inoltre sedi istituzionali e immobili di grande valore storico e identitario: dal Palazzo del Popolo all’ex Mattatoio a Villa Almagià. Particolarmente rilevante è il completamento della Mole Vanvitelliana, oggetto di un intervento superiore ai 3,5 milioni di euro. Simbolo culturale della città, la Mole tornerà a essere uno dei poli centrali della vita artistica e sociale anconetana. Finanziamenti corposi sono previsti anche per il recupero dei cimiteri cittadini, da quello di Tavernelle a quelli frazionali.

Patrimonio storico e identità urbana

Accanto alle scuole, il piano dedica attenzione al patrimonio storico e culturale, con interventi mirati su edifici di grande valore. Tra questi, Palazzo degli Anziani (Sala Consiliare e Sala del Camino), Palazzo Malacari con il suo scalone centrale, Villa Beer (2,439 milioni per il miglioramento sismico), l’ex Convento di San Francesco – Sala Capitolare (713 mila euro), Porta Capoleoni, la sede della delegazione e l’arco storico di Paterno, l’ex Forno di Paterno e la Torre Campanaria della Prefettura. Si tratta di interventi che vanno oltre la semplice riparazione strutturale: l’obiettivo è coniugare sicurezza e valorizzazione, restituendo alla comunità spazi che rappresentano memoria e coesione sociale.

Importante anche il capitolo dedicato alla sicurezza e funzionalità degli impianti sportivi. Sono previsti la demolizione e ricostruzione della bocciofila di via Gioberti (1,15 milioni di euro), il ripristino dei danni al Palasport “F. Brasili” di Collemarino, interventi sulla palestra di via Ragnini e l’adeguamento sismico degli spogliatoi della palestra geodetica di Montesicuro (450 mila euro) e del campo di calcio di Vallemiano.

Ricostruzione privata: operativa la piattaforma Ge.Di.Si.

Accanto agli interventi pubblici, è già attiva la piattaforma digitale Ge.Di.Si., strumento unico per la gestione delle pratiche di ricostruzione privata. Professionisti e cittadini potranno presentare le istanze di contributo entro il 31 dicembre 2026 per una prima valutazione.

I beneficiari sono i nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta o gravemente danneggiata e che abbiano manifestato la volontà di ricostruire. Il cronoprogramma stabilisce scadenze precise: entro il 31 marzo 2026 dovrà essere presentata la valutazione preventiva del livello operativo e la richiesta di autorizzazione al miglioramento; entro il 30 giugno 2026 andrà depositato il contratto di incarico al professionista presso l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione; entro il 31 dicembre 2026 dovrà essere inoltrata la richiesta di contributo tramite piattaforma. Le modalità di concessione ed erogazione saranno definite con successivo decreto commissariale. La programmazione economica prevede uno stanziamento pluriennale significativo: 20 milioni di euro per il 2026, 90 milioni per il 2027 e 220 milioni per il 2028. Una copertura che garantisce continuità agli interventi e consente di pianificare con una prospettiva di medio-lungo termine, mettendo al centro la sicurezza, la qualità urbana e il futuro delle comunità colpite dal sisma.

Ancona misura l’impatto delle sue scelte sui giovani


Cosa succederebbe se un’Amministrazione pubblica, prima di prendere una decisione, si chiedesse quali effetti produrrà tra dieci o vent’anni sui ragazzi di oggi?

Questa domanda ad Ancona avrà presto una risposta concreta perché in questi giorni ha preso avvio l’iter che porterà il Comune a integrare in modo stabile nella propria programmazione la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), uno strumento pensato per misurare in via preventiva gli effetti delle scelte pubbliche sui giovani tra i 14 e i 35 anni e, più in generale, sulle opportunità future della città.

Il tema non nasce ora. Nelle scorse settimane il Consiglio comunale aveva discusso una mozione sulla valutazione di impatto generazionale, approvandola. Con il via libera della Giunta su proposta dell’assessore alle Politiche Giovanili Marco Battino si entra ora nella fase operativa: una delibera avvia la sperimentazione della VIG e definisce gli indirizzi per la sua integrazione nel Documento Unico di Programmazione, l’atto che ogni anno stabilisce priorità strategiche, investimenti pubblici e indirizzi di governo. Il percorso si muove in coerenza con le Linee guida di ANCI e punta a trasformare un principio in prassi amministrativa.

La VIG diventa così parte della programmazione comunale, collegando in modo diretto politiche giovanili, sviluppo sostenibile ed equità intergenerazionale alle scelte di bilancio. In questo modo, le decisioni economiche e strategiche dell’ente saranno valutate anche in base agli effetti prodotti sulle nuove generazioni.

Il metodo si fonda su indicatori misurabili: occupazione giovanile, numero di NEET (non inseriti in percorsi di istruzione, lavoro o formazione), accesso alla formazione, condizioni dell’abitare, mobilità urbana, qualità ambientale, accesso ai servizi. Attraverso questi dati sarà possibile stimare in modo oggettivo l’impatto delle politiche pubbliche sulla condizione dei giovani e sull’equilibrio nel medio e lungo periodo.

Accanto agli indicatori quantitativi saranno applicati criteri di misurazione espliciti: la decisione amplia le opportunità di lavoro e di autonomia per le nuove generazioni? Riduce i divari territoriali e sociali? Rafforza la sostenibilità ambientale? Garantisce un equilibrio tra costi immediati e benefici nel tempo? Ogni intervento rilevante sarà accompagnato da una relazione sintetica che descriva impatti diretti e indiretti, rendendo trasparente il legame tra spesa pubblica e risultati attesi.

La delibera prevede che l’introduzione della VIG avvenga con il supporto metodologico di ANCI e l’affiancamento dell’Associazione nazionale dei Comuni comincerà a breve. Il raccordo con l’Università Politecnica delle Marche contribuirà alla definizione e all’analisi degli indicatori, rafforzando la base scientifica delle valutazioni.

L’iniziativa è stata presentata dal sindaco Daniele Silvetti a Roma, come elemento qualificante della politica dell’Amministrazione, nel giorno in cui è stato illustrato al Ministero il dossier per la candidatura di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028. In quella sede il primo cittadino ha sottolineato la scelta di rendere strutturale la valutazione dell’impatto generazionale all’interno della programmazione economica e strategica dell’ente. «Vogliamo trattenere i nostri giovani talenti e attrarne altri, investire sul loro futuro, costruendo una città viva e dinamica, creativa. Per questo abbiamo deciso in Consiglio comunale che il Documento Unico di Programmazione sarà adottato valutando ex ante l’impatto economico, sociale e ambientale delle nostre politiche sulle nuove generazioni, usando gli indicatori della VIG, valutazione di impatto generazionale approvata in Consiglio e Giunta», ha dichiarato il sindaco.

Sulla stessa linea l’assessore Marco Battino: «Fino ad oggi la valutazione di impatto generazionale è rimasta spesso un tema da convegno. Oggi la portiamo dentro gli atti del Comune. Rispondiamo a quanto richiesto dall’Unione Europea con lo Youth Check e ci collochiamo tra i primi Comuni in Italia ad applicare questo metodo in modo strutturale. Ogni politica che verrà messa in campo e ogni decisione amministrativa dovranno considerare le conseguenze nel tempo. Le scelte di oggi producono effetti domani, e vogliamo misurarli».

La Valutazione di Impatto Generazionale entrerà progressivamente nel DUP, collegando obiettivi, risorse e risultati riferiti ai giovani della città. Il sistema di monitoraggio sarà affidato al Nucleo di Valutazione, che seguirà nel tempo l’effettiva integrazione dello strumento nella programmazione comunale e ne verificherà l’applicazione concreta. Se la sperimentazione darà esiti coerenti con gli obiettivi dichiarati, la VIG diventerà un passaggio ordinario nelle scelte amministrative, rendendo strutturale un approccio che mette al centro le conseguenze delle decisioni pubbliche sulle generazioni future.

Capitale italiana del mare 2026: Ancona si candida forte della secolare identità marinara

Ancona nasce dove il mare si piega due volte verso la città, e in quella curva trattiene secoli di arrivi, partenze, naufragi e ripartenze che hanno insegnato a una comunità intera a vivere sul bordo mobile tra terra e acqua. Un gomito proveniente da lontano che ha sempre saputo essere difesa e accoglienza.
Qui il mare non è mai stato un paesaggio da contemplare, ma un giudice esigente e un alleato fedele. Ha portato lavoro e ricchezza, ma anche fatica, migrazioni, mescolanza di lingue, fedi e destini, trasformando un porto in un laboratorio quotidiano di convivenza e allestimenti di storie, di produzione di pensiero e costruzione di identità dinamiche. Forte di queste radici, Ancona si è candidata a Capitale Italiana del Mare 2026, rispondendo al bando istituito per la prima volta dal Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, finalizzato a promuovere l’identità marittima, la sostenibilità ambientale, l’economia del mare e il patrimonio storico-culturale delle città costiere. Il titolo del dossier depositato, dal titolo “Da mare a mare: ecologie delle coesistenze. Dove il mare diventa città”, indaga e costruisce progetti su un tema, quello del mare, multidimensionale e trasversale, capace di toccare non solo gli ambiti più strategici per la città ma il cuore stesso della comunità dorica. Una città che vive con il suo mare, anzi con i suoi tanti mari, un rapporto stretto: sotto il profilo economico (porto, cantieristica, pesca e trasporto merci e passeggeri), o di relazioni politiche come città fondatrice del Forum delle città dell’Adriatico e Ionio e sede del Segretariato, sotto il profilo turistico con Parco del Conero e Baia di Portonovo, con le sue Bandiere Blu, sotto il profilo universitario e di ricerca con il suo impegno verso la sostenibilità ambientale e verso la salvaguardia del suo habitat, ma anche sul piano del benessere, della gastronomia, dello sport e dell’arte.
Non è un caso dunque che all’appello dell’Amministrazione rivolto a soggetti pubblici, privati, associazioni e imprese interessati a proporre progetti in grado di valorizzare l’identità marinara della città e il rapporto tra mare, economia, tradizioni e comunità, la risposta è stata corale, trasversale e con una larga condivisione di intenti: 150 sono stati i progetti presentati da 118 soggetti diversi e di questi 87 selezionati per il dossier; a cui si aggiungono i 52 del Comune di Ancona. Un patrimonio che ha reso ricco e multidisciplinare il dossier di candidatura curato dalla società Marchingegno di Ancona.
“Da anni la città lavora lungo assi molteplici e convergenti: progettualità urbane, ricerca scientifica, economia portuale, tutela ambientale, politiche turistiche e progetti culturali,  pratiche sociali e partecipazione. Percorsi diversi, spesso autonomi, che oggi trovano nel mare un principio ordinatore, un campo comune di senso – ha sottolineato il sindaco Daniele Silvetti nella sua lettera che introduce il dossier – . La candidatura non nasce dunque come iniziativa isolata, ma come un atto di messa a fuoco. Rende visibile ciò che già esiste: un ecosistema di azioni, relazioni e visioni che riconoscono nel mare non solo una risorsa, ma un’infrastruttura culturale, ecologica e simbolica”. 

I progetti sono stati presentati da enti e istituzioni pubbliche, associazioni, fondazioni, enti del terzo settore, imprese e operatori economici, istituzioni culturali, scientifiche e formative e soggetti operanti nei settori della cultura, dell’ambiente, del mare, del turismo, dell’innovazione e della blue economy. Quali tematiche hanno toccato? Pratiche di rigenerazione e riattivazione di spazi, luoghi e infrastrutture legati al mare, al fronte costiero e al sistema portuale; sviluppo dell’economia marittima nelle sue diverse articolazioni – porto, pesca, filiere produttive, saperi e mestieri del mare –, tutela degli ecosistemi marini e costieri, promozione della biodiversità, azioni di educazione ambientale e diffusione di pratiche sostenibili; ricerca, innovazione e trasferimento di conoscenza sui temi del mare; promozione di forme di turismo responsabile e accessibile; costruzione e trasmissione dell’identità marittima, della memoria collettiva e dei patrimoni materiali e immateriali; percorsi educativi e formativi rivolti a diverse fasce di pubblico; iniziative culturali, artistiche, scientifiche e sportive capaci di interpretare il mare come spazio di sperimentazione, racconto e partecipazione, gemellaggi con città di mare e rotte condivise.
Ancona è città di mare, ma non di uno solo: otto sono i suoi mari, in sequenza continua: il mare domestico dei litorali sabbiosi, il mare di frattura dell’area di frana e della Zipa, il mare della pesca, il mare della storia e della memoria, il mare industriale e dei grandi traffici, il mare verticale della falesia del Cardeto, il mare scavato delle grotte del Passetto, il mare selvaggio e protetto del Conero.

L’assessore al Turismo Daniele Berardinelli è il coordinatore di questo progetto che ha preso vita all’interno della Giunta e vede la collaborazione di tutti gli assessorati, ognuno per le proprie competenze, e degli uffici.
“Questa risposta così partecipata non solo della struttura tecnica e di governo ma di tutta la città – afferma l’assessore Daniele Berardinelli – è occasione per mettere insieme idee e competenze della comunità e costruire un percorso che valorizzi il nostro mare come risorsa culturale, sociale ed economica. Non è finalizzato solo alla realizzazione di un progetto, ma soprattutto a creare un sistema coeso, identitario e riconoscibile di soggetti attivi sul territorio per valorizzare la città e le sue peculiarità. Coinvolgere cittadini, associazioni e imprese significa creare un programma condiviso con ricadute reali sulla qualità della vita e sullo sviluppo sostenibile della città. Il percorso contribuisce alla definizione del dossier di candidatura, che rimarrà a disposizione del Comune come strumento di pianificazione strategica e programmazione delle politiche pubbliche in materia di mare, turismo, infrastrutture e ambiente con attività e iniziative attese già a partire dal 2026, indipendentemente dall’esito della selezione nazionale”.
Dalla sua fondazione nel IV secolo a.C., Ancona è insieme porto e città, capoluogo e frontiera, soglia e cerniera. È il punto in cui l’Italia guarda l’Adriatico e l’Adriatico guarda l’Europa. Le sue relazioni – politiche, commerciali, scientifiche, artistiche – con le sponde orientali del mare non sono episodiche, ma strutturali: reti di cooperazione, scambi di conoscenza, dialoghi che attraversano confini e costruiscono un Mediterraneo adriatico fatto di prossimità, responsabilità condivise, destini intrecciati.
Al centro del dossier c’è anche l’idea di Ancona come città di soglia permanente: non una semplice «città di mare», ma un luogo che esiste perché abita il confine, lo attraversa, lo permea, lo sfida. La soglia è geografica (tra Adriatico, Balcani, Mediterraneo e Appennino), storica (tra porto libero, città autonoma, nodo pontificio e piattaforma europea), umana (gli attraversamenti infiniti tra chi parte e chi arriva), ed è proprio in questa condizione liminare che la città trova il proprio nucleo archetipico.
Ancona chiede di diventare Capitale Italiana del Mare perché è il luogo in cui il mare ha già imposto, per secoli, l’apprendimento della grammatica difficile delle coesistenze. Coesistenza tra economia blu e tutela della biodiversità, tra porto produttivo e waterfront pubblico, tra comunità storiche e nuove presenze, tra memoria religiosa e ricerca scientifica, tra attrattività turistica e sostenibilità dei luoghi, tra mare quotidiano e mare-sistema infrastrutturale europeo.
Il 2026, in questa prospettiva, è l’occasione per rendere visibile, misurabile e replicabile questo sapere sedimentato, trasformandolo in metodo, programmi, infrastrutture leggere, alleanze internazionali. Ancona si offre quindi come laboratorio in cui il mare smette di essere un confine e diventa infrastruttura di futuro condiviso. E in questo passaggio – da confine a infrastruttura – è il cuore emotivo e politico della candidatura.

Ancona tra le finaliste delle città candidate a Capitale della Cultura 2028

Sono dieci i progetti finalisti di altrettante città candidate al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 e Ancona è tra queste. Il 20 gennaio il Ministero della Cultura ha ufficializzato le città che concorreranno al prestigioso titolo: dopo aver esaminato le 23 candidature pervenute, la giuria presieduta da Davide Maria Desario ha scelto i progetti più interessanti, quelli di Ancona, Anagni (FR), Catania, Colle di Val d’Elsa (SI), Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano (AV), Sarzana (SP) e Tarquinia (VT). La candidatura della città, presentata con il dossier intitolato “Ancona. Questo adesso”, viene riconosciuta per la forza identitaria del suo rapporto con il mare – porto naturale e nodo storico di collegamento tra Italia, Balcani e Mediterraneo- per la qualità dei progetti culturali e di rigenerazione urbana costituiscono il cuore del programma. Il documento di candidatura era stato promosso da Comune di Ancona, Università̀ Politecnica delle Marche, Regione Marche, ANCI Marche a cui hanno aderito soggetti istituzionali come l’Autorità Portuale di Sistema del Mare Adriatico, l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, Marche Teatro, la Camera di Commercio delle Marche, Confindustria Provincia di Ancona, la Fondazione Marche Cultura, il Parco Regionale del Conero, il Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, il FAIC – Forum delle Città Adriatico Ioniche, l’Associazione Riviera del Conero. l dossier è stato predisposto da una direzione di candidatura, una squadra trasversale, multidisciplinare, in grado di connettere visione culturale, gestione progettuale e strategie europee in base ai seguenti ruoli: direzione culturale e governance istituzionale Marta Paraventi; direzione amministrativa Viviana Caravaggi; direzione creativa e progettazione Anghela Alò; innovazione digitale e università Paolo Clini; strategia europea e relazioni con i programmi UE Barbara Toce. In caso di vittoria il progetto, che si aggira intorno ai 7 mln di euro, sarà gestito a livello operativo da Marche Teatro, presieduto da Valerio Vico e diretto da Giuseppe Dipasquale e tra i soggetti che hanno presentato uno specifico progetto per Ancona 2028.
Il programma culturale di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 si articola in quattro macroaree progettuali ispirate al titolo di candidatura e alla morfologia naturale della città: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale, una mappatura che valorizza il territorio tra mare e parco, storia e futuro, e si integra con le più avanzate strategie di rigenerazione urbana e con il piano urbanistico cittadino. Il dossier presenta una strategia di rigenerazione culturale con respiro europeo, che unisce oltre ben ottanta progetti per valorizzare il porto naturale, il ricco patrimonio storico, i parchi cittadini e gli spazi urbani, declinando la cultura come strumento di coesione sociale, promuovendo l’interscambio transnazionale e il diritto alla fruizione accessibile e inclusiva, principio ispiratore del dossier grazie al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, eccellenza internazionale del settore. Le macroaree del dossier sono presentate dagli avatar di alcuni dei numi tutelari della città: Luigi Vanvitelli architetto della Mole che porta il suo nome, Ciriaco Pizzecolli padre dell’archeologia moderna, Stamira eroina cittadina e Franco Corelli celebre tenore anconetano. Un racconto identitario tra memoria e innovazione che attraverso nuovi linguaggi digitali e narrativi intende reinterpretare il patrimonio storico e artistico di Ancona. Tra i progetti spicca il “Museo della civiltà del Mare Adriatico”, con la direzione artistica del tre volte Premio Oscar Dante Ferretti propone una narrazione unica del Mediterraneo Adriatico che coniuga storia, ambiente e linguaggi contemporanei per un pubblico internazionale. L’articolato programma del dossier include inoltre collaborazioni con molti direttori artistici e istituzioni di rilievo e la partecipazione del Maestro Andrea Bocelli alla cerimonia di apertura in caso di vittoria. Il nome della città vincitrice verrà reso noto nel mese di marzo.

“E’ una grande soddisfazione vedere premiato il lavoro collettivo che ha dato voce alla città — dichiara il sindaco Daniele Silvetti —. Questa candidatura è l’esito di una strategia che mette al centro la cultura come risorsa per rigenerare spazi, creare occupazione e rafforzare legami internazionali. Essere nella rosa finale è per Ancona un primo importante traguardo e un incoraggiamento a proseguire con ambizione e responsabilità. La cultura è strumento di pace e democrazia, come ha sottolineato il Presidente Mattarella all’Aquila e Ancona ha ben chiaro il suo ruolo di città aperta al Mediterraneo proponendo il Premio Ciriaco d’Ancona per il dialogo interculturale”. Altrettanta soddisfazione è stata espressa in queste ore dal il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, da Marco Fioravanti, Presidente ANCI Marche, dal Rettore UNIVPM Quagliarini e da tutti gli ambienti della Cultura del capoluogo.

Per informazioni sulla candidatura di Ancona: www.ancona2028.it

Ecco il bilancio di metà mandato tra opere pubbliche, spazi ritrovati, eventi e accoglienza

“Vedo una città più viva, più consapevole delle potenzialità che ha e di cui deve assolutamente disporre per diventare più attrattiva. Credo che gli investimenti che stanno arrivando dal settore privato in ogni ambiti, l’imponente investimento nei lavori pubblici, i tanti piccoli e grandi eventi che hanno animato la nostra comunità e le cifre con il segno più che oggi possiamo mostra, la dicono lunga su quanto questa Amministrazione sia stata una leva per il capoluogo. Non ho difficoltà a dire che si conferma l’obiettivo della grande Ancona, di una città, cioè che deve riscoprire la fiducia in se stessa, quale capoluogo di regione, e la voglia di essere protagonista”. Il sindaco Silvetti traccia un bilancio di metà mandato dell’Amministrazione comunale di Ancona che si costruisce su interventi conclusi, opere in corso e programmi avviati, che segnano il ritorno della città all’interno dei propri spazi simbolo e alla riscoperta della propria identità urbana, sociale e culturale con la Pinacoteca comunale riaperta, l’Anfiteatro tornato a ospitare stagioni estive, oltre 127 mila metri quadrati di strade riasfaltate e/o sottoposte a manutenzione in tutta la città, con progetti e interventi in questo settore che proseguiranno anche nel 2026 e negli anni successivi. Cantieri attivi nei principali contenitori culturali e infrastrutture strategiche. Vediamo i punti salienti di questo bilancio

A metà mandato, il bilancio dell’attività dell’Amministrazione comunale di Ancona si costruisce su interventi conclusi, opere in corso e programmi avviati, che segnano il ritorno della città all’interno dei propri spazi simbolo e alla riscoperta della propria identità urbana, sociale e culturale.

Il G7 Salute, che si è tenuto ad Ancona nel mese di ottobre 2024, è stato un momento centrale della sindacatura, un vero e proprio volàno, che ha portato ad Ancona risorse straordinarie e interventi su viabilità, area portuale, affacci urbani e spazi pubblici. Questi lavori si sono integrati con il programma ordinario di manutenzione, che ha interessato strade, scalinate, mercati e impianti sportivi. Eventi internazionali e manifestazioni culturali hanno valorizzato luoghi identitari e generato ricadute economiche su ristorazione e ricettività.

Parallelamente, l’Amministrazione ha proseguito nel lavoro per la restituzione dei grandi spazi e contenitori alla città, dalla Mole Vanvitelliana alla biblioteca fino ai mercati storici. Questo percorso si collega anche alla prospettiva futura della candidatura di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028, a conferma di un impegno che lega patrimonio, infrastrutture, spazi pubblici e visione urbana.


Lavori pubblici e grandi opere

I cantieri attivi testimoniano l’impegno dell’Amministrazione nella cura e nello sviluppo della città. Sono stati completati o avanzati interventi come quello che ha riguardato la Pinacoteca civica Francesco Podesti, riaperta a inizio dicembre, la messa in funzione, a settembre, della mensa scolastica di Candiala riqualificazione di Piazza della Repubblica perfettamente in linea con il cronoprogramma, i lavori al Mercato del Piano, tutti gli altri interventi PNRR, la realizzazione di un nuovo skatepark a Posatora e la restituzione alla città della scalinata monumentale del Passetto con una nuova illuminazione, funzionale ma anche artistica. Questi interventi coniugano manutenzione ordinaria e valorizzazione dei luoghi, migliorando qualità urbana e fruibilità.

Manutenzioni

La manutenzione straordinaria ha interessato, tra l’altro, oltre 127.000 metri quadrati di strade, diffuse in tutto il territorio comunale, ha previsto nuovi impianti di illuminazione e interventi di decoro urbano. Il verde della città è stato riorganizzato, con la gestione affidata ad Ancona Servizi.

Tutto questo conferma l’attenzione alla cura quotidiana della città, con impatto immediato sulla vita dei cittadini.

Piano urbanistico e rigenerazione

Ancona ha anche avviato il percorso strategico verso il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), dopo l’approvazione della nuova legge urbanistica regionale, con l’obiettivo di favorire rigenerazione urbana e contenimento del consumo di suolo. Varianti urbanistiche sono state approvate per ex Lancisi, parcheggio dell’ospedale e recupero di immobili inutilizzati, in una visione coordinata con altri enti istituzionali, come l’Agenzia del Demanio che, attraverso l’accordo “Piano città di Ancona”, prevede una gestione sinergica del territorio e uno sviluppo urbano sostenibile.

Sicurezza e protezione civile

La città ha rafforzato la sicurezza con un Corpo di Polizia Locale oggi vicino alle 100 unità grazie alle nuove assunzioni, nuove dotazioni, controllo tecnologico avanzato e nuovo presidio sempre attivo nell’ex edicola di Piazza Ugo Bassi. Grandi eventi, emergenze come alluvioni, sisma, incendi e sbarchi dei migranti sono stati gestiti in sicurezza. Il Piano Comunale di Protezione Civile è stato aggiornato per garantire interventi rapidi e coordinati.

Ambiente: qualità dell’aria e verde urbano in città

Il Comune di Ancona ha avviato un sistema strutturato per il monitoraggio della qualità dell’aria, in collaborazione con ARPAM 2 centraline fisse, collocate alla Cittadella e in zona Stazione/Palombella, rilevano in modo continuo gas e particolato secondo la normativa vigente. I dati, validati da ARPAM, sono pubblicati sul sito dedicato AnconaRespira e su diversi monitor installati in città: nel 2024 e 2025 non sono stati rilevati superamenti dei limiti di legge.

Parallelamente, l’Amministrazione lavora per reperire finanziamenti volti a migliorare la qualità dell’aria e incrementare il verde urbano, elemento chiave anche per l’adattamento ai cambiamenti climatici. In questo contesto si inseriscono i progetti Life+ A-GreeNet e C.L.I.M.A., collegati ai programmi P.I.A. – Progetto Inquinamento Atmosferico (2021–2024 e 2025–2027). Le iniziative hanno promosso un percorso partecipato che ha portato alla stipula di un Contratto di Forestazione Urbana e alla pubblicazione di un bando dedicato a progetti di microforestazione.

Porto: la stazione marittima

L’Amministrazione Comunale ha inserito tra gli obiettivi prioritari del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), attualmente in fase di redazione, la rimessa in funzione della Stazione ferroviaria Marittima. Parallelamente, si è fatta promotrice dell’istituzione di un apposito tavolo di confronto con Regione Marche, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, finalizzato alla riattivazione della stazione ferroviaria marittima all’interno dell’ambito portuale di Ancona.

L’obiettivo è quello di verificare preliminarmente, da parte di RFI, la fattibilità tecnica dell’intervento, per la quale la stessa RFI si è impegnata a redigere specifici approfondimenti progettuali entro l’inizio del prossimo anno.

La città si è riaccesa con grandi eventi

Ancona ha riconquistato il proprio spazio pubblico attraverso eventi di forte impatto culturale e internazionale. Concerti, manifestazioni istituzionali e il G7 Salute hanno valorizzato luoghi simbolo, creando non solo occasioni di aggregazione ma anche benefici economici per il territorio. La città ha rafforzato la propria reputazione anche come set cinematografico e location per trasmissioni nazionali, ampliando la visibilità e l’attrattività del patrimonio urbano.

Turismo e accoglienza

L’attenzione verso il turismo e l’accoglienza ha prodotto risultati concreti: nel 2025 i visitatori sono aumentati quasi del 14% (+20,2% gli stranieri), con 45.575 presenza assolute, con 7.640 partecipanti alle visite guidate e 20.000 presenze a due edizioni dell’Ulisse Fest. I luoghi della città, riaperti e restituiti alla fruizione, hanno favorito eventi e momenti di aggregazione, mentre il progetto di city brand coinvolge cittadini e categorie economiche per promuovere una visione condivisa della città.

Ancona definisce la propria vocazione universitaria

I posti letto per studenti sono cresciuti da 358 a 500, con una previsione di 990 per il prossimo anno. Più di 4.000 giovani non solo dall’Italia, ma da tutta Europa, sono stati accolti tra Erasmus Generation Meeting e Campionati nazionali Cus, mentre oltre 2.000 ragazzi hanno partecipato alle due edizioni di Startan, la prima fiera italiana dell’imprenditoria giovanile, dedicata all’orientamento “smart” delle nuove generazioni, con 9 nuove startup del territorio finanziate nel 2025. Tutto questo ha consolidato la città come polo dinamico per innovazione e formazione, in stretta sinergia con l’università, con le imprese del territorio, con gli incubatori e gli acceleratori di startup, con la rete Anci dei Comuni marchigiani.

Cultura e partecipazione

La cultura rimane al centro delle strategie della città, con Ancona candidata a Capitale italiana della Cultura 2028. Dal 2023 sono stati concessi oltre 300 patrocini e finanziati 70 progetti culturali, rafforzando il rapporto con associazioni e operatori locali. La riapertura della Pinacoteca, dopo due anni di lavori, segna un punto di svolta simbolico, mentre il ritorno del Premio Marche in città rafforza il legame con la tradizione e il patrimonio culturale locale.

Scuola, natalità e servizi alla famiglia

Le tariffe dei nidi sono state calmierate, i centri estivi hanno registrato un numero record di iscritti, le mense scolastiche hanno ottenuto il bollino oro nazionale per il livello biologico. Cinque nuovi scuolabus elettrici migliorano la mobilità scolastica, mentre il Bonus Bebè e il Bonus Utenze hanno supportato famiglie a basso reddito.

Attenzione alle donne e alla parità

Iniziative e convegni hanno affrontato la violenza di genere, mentre il Premio Stamira è stato istituito per valorizzare ogni anno le donne che hanno dato lustro alla città. La rete con la Commissione Pari Opportunità Regionale è stata rafforzata, creando strumenti concreti di sostegno e riconoscimento.

Servizi sociali e cura dei fragili

Il Tavolo Minori con istituzioni e terzo settore è stato riattivato: mira alla ridefinizione dei servizi per l’Infanzia; aumentato il numero dei minori a carico: attualmente sono 575 i minori seguiti su indicazione del tribunale; il PUA, centro di integrazione sociosanitaria è operativo al Poliambulatorio Bonarelli. Sono in fase di realizzazione progetti di cohousing intergenerazionale e abitazioni emergenziali, istituita la nuova Consulta della Disabilità e organizzato il Festival della Salute per dare continuità al format del G7 Extra Salute programmato in occasione dell’incontro intergovernativo internazionale di ottobre 2024.


Digitalizzazione e servizi al cittadino

Sono 194 i servizi digitali oggi attivi, con le attivazioni SPID passate da 3 a 276. Le certificazioni di stato civile digitali sono aumentate da 8.141 a 12.800, affiancate da sportelli di alfabetizzazione digitale per garantire accesso e inclusione.


Potenziamento della macchina comunale per garantire risultati e sviluppo

Il piano assunzionale 2023–2025 ha portato 253 nuove unità, con la forza lavoro complessiva prevista in crescita da 725 a 780 dipendenti. L’incremento ha riguardato in particolare la Polizia Locale e i servizi tecnici, per garantire capacità organizzativa e risposta efficace alle esigenze della città, soprattutto in termini di sicurezza, manutenzioni e cura del decoro.

Bilancio Ancona 2026-2028: oltre 68 milioni per le opere pubbliche


Oltre 68 milioni di euro di investimenti nel 2026 per infrastrutture e opere pubbliche, quasi 30 milioni destinati ai servizi sociali e un piccolo fondo dedicato alle imprese: sono questi alcuni dei tratti che caratterizzano il bilancio di previsione 2026-2028 di Ancona. La manovra, che passa ora al vaglio del Consiglio comunale, tiene insieme investimenti strutturali nelle opere pubbliche e una spesa corrente che conferma l’impegno per i servizi sociali e l’istruzione, e, al contempo, attraverso il confronto con le categorie, pone le basi per alcune misure di sostegno alle imprese locali. Per l’annualità 2026, il bilancio prevede 146 milioni di euro di spesa corrente, che garantiscono la continuità dei servizi e la copertura di tutti gli impegni dell’ente.

Il Piano triennale delle Opere Pubbliche prevede oltre 100 milioni di euro di investimenti complessivi, di cui 68,5 milioni per il 2026, per riqualificazione, manutenzione e sviluppo delle infrastrutture cittadine; la spesa per diritti sociali, politiche sociali e famiglia raggiunge quasi 30 milioni, mentre aumenta di quasi 900 mila euro la dotazione per istruzione e diritto allo studio rispetto all’anno precedente. Per la prima volta l’Amministrazione prefigura anche un piccolo fondo dedicato alle imprese, frutto del dialogo con le categorie economiche.

Questo, nonostante la rigidità del bilancio, con circa 11,8 milioni di euro destinati a fondi e accantonamenti obbligatori, che limitano la capacità di manovra del Comune.

Proprio in tema di opere pubbliche, la Giunta comunale ha recentemente approvato un pacchetto di lavori per 11,4 milioni di euro che interesserà diverse parti della città. “Un pacchetto che libera risorse a fronte di progettazioni già contenute nel Documento Unico di Programmazione – ha spiegato il sindaco Daniele Silvetti – A questi si aggiungono oltre 33 milioni già impegnati tra progettazioni, lavori in corso e opere realizzate nel 2025. Ciò dimostra la forza propulsiva dell’Amministrazione e la capacità di visione della città”.

L’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini ha sottolineato che si tratta di opere che permettono di intervenire su questioni pendenti da tempo e di ricucire il tessuto urbano, grazie al bilancio triennale e all’impegno degli uffici comunali.

Il pacchetto comprende interventi per la riqualificazione e sicurezza di strade cittadine, come via Fabriano, via Buozzi, via Recanati, via Albertini e via Marsigliani, e la riqualificazione di via Birarelli, con rifacimento dei marciapiedi e fresatura del manto stradale. Sono previste anche manutenzioni straordinarie delle scalinate comunali a Pietralacroce e in prossimità di Piazza Fontana, per migliorare i collegamenti pedonali tra tratti di strada a quote differenti.

Particolare attenzione è dedicata a Portonovo, con la realizzazione di un percorso pedonale tra i due laghi della baia, separato dalla viabilità veicolare, che garantirà sicurezza ai pedoni e ai fruitori delle spiagge, evitando la commistione con il traffico, soprattutto nei mesi estivi.

Altri interventi riguardano la manutenzione di muri di contenimento come quello di via Redi a Palombina Nuova, e la Galleria del Risorgimento, che sarà dotata di un nuovo impianto di illuminazione efficiente e sicuro. Tra le opere di valorizzazione urbana e culturale si segnalano la riqualificazione dell’affaccio panoramico in via Papa Giovanni XXIII, con percorsi pedonali, sedute e illuminazione, e il completamento della Cittadella Sportiva di Passo Varano, con piscina olimpionica e tiro a segno.

Il pacchetto include inoltre interventi di miglioramento sismico alla Mole Vanvitelliana, il ripristino dell’edificio ex Disney a Collemarino per uso scolastico, la riqualificazione del lungomare Vanvitelli e della passerella pedonale dell’asilo nido Scarabocchio, il ripristino della Sala del Consiglio comunale in Palazzo Anziani e l’installazione di nuovi impianti di climatizzazione in vari immobili comunali.

Secondo Zinni, vicesindaco e assessore al Bilancio, il bilancio rimane tecnico ma ambizioso, capace di coprire tutti gli impegni del Comune, con attenzione a cultura, eventi, associazionismo, sport e sicurezza. La manovra conferma anche l’incremento del fondo di incentivazione del personale, circa 400.000 euro, e mantiene sostanzialmente invariata la tariffazione comunale, salvo adeguamenti all’inflazione.

Infine, l’Amministrazione ha avviato un confronto con categorie e sindacati, introducendo il fondo per le imprese e confermando contributi affitti e destinazione di eventuali economie della Tari al sociale. “I sindacati hanno apprezzato le maggiori risorse destinate ai servizi sociali e scolastici”, conclude Zinni, ribadendo l’obiettivo di sostenere la crescita della città e il ruolo di Ancona come capoluogo di regione.