Con lo stanziamento di oltre 73 milioni per il capoluogo entra nel vivo una decisiva fase della ricostruzione post sisma 2022. L’ordinanza firmata dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione segna il passaggio dalla gestione dell’emergenza alla pianificazione strutturata degli interventi pubblici e privati e con un impianto fondato su tempi certi, procedure semplificate e strumenti immediatamente operativi dedicati alle domande di contributo da parte dei privati per i quali è operativa la piattaforma Ge.Di.Si, lo strumento unico digitale per la gestione delle pratiche di ricostruzione privata, mentre i primi Documenti di Indirizzo alla Progettazione (DIP) relativi alla ricostruzione pubblica e agli edifici di culto sono già in fase di valutazione presso gli Uffici Speciali per la Ricostruzione.
Il terremoto aveva colpito in modo particolare le città di Ancona, Fano e Pesaro, lasciando ferite profonde nel tessuto urbano e sociale. Oggi, con l’avvio della nuova fase, si punta non soltanto alla riparazione dei danni, ma a un vero progetto di rinascita urbana.
Oltre 70 milioni per Ancona: scuole ed edifici pubblici
Sul fronte pubblico, Ancona ottiene un finanziamento di 73 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza e al recupero di scuole ed edifici strategici. Più di 25 milioni saranno investiti negli istituti scolastici cittadini, con interventi di adeguamento sismico, ripristino funzionale e miglioramento complessivo della sicurezza.
Tra le strutture interessate figurano la scuola primaria Dante Alighieri (3,53 milioni di euro), la Don Milani (5,625 milioni), la secondaria di primo grado Marconi (4,905 milioni), la Podesti (3,5 milioni), la Donatello – blocchi C1 e C2 – (3,04 milioni), oltre agli interventi su Verne, XXIV Aprile e sull’Istituto Comprensivo Ancona Nord. Previsti lavori anche per l’Asilo Nido Isola di Elinor – Pollicino (980 mila euro), per l’edificio Ex-Disney (900 mila euro) e per la scuola M. Buonarroti (210 mila euro).
Le risorse interesseranno inoltre sedi istituzionali e immobili di grande valore storico e identitario: dal Palazzo del Popolo all’ex Mattatoio a Villa Almagià. Particolarmente rilevante è il completamento della Mole Vanvitelliana, oggetto di un intervento superiore ai 3,5 milioni di euro. Simbolo culturale della città, la Mole tornerà a essere uno dei poli centrali della vita artistica e sociale anconetana. Finanziamenti corposi sono previsti anche per il recupero dei cimiteri cittadini, da quello di Tavernelle a quelli frazionali.
Patrimonio storico e identità urbana
Accanto alle scuole, il piano dedica attenzione al patrimonio storico e culturale, con interventi mirati su edifici di grande valore. Tra questi, Palazzo degli Anziani (Sala Consiliare e Sala del Camino), Palazzo Malacari con il suo scalone centrale, Villa Beer (2,439 milioni per il miglioramento sismico), l’ex Convento di San Francesco – Sala Capitolare (713 mila euro), Porta Capoleoni, la sede della delegazione e l’arco storico di Paterno, l’ex Forno di Paterno e la Torre Campanaria della Prefettura. Si tratta di interventi che vanno oltre la semplice riparazione strutturale: l’obiettivo è coniugare sicurezza e valorizzazione, restituendo alla comunità spazi che rappresentano memoria e coesione sociale.
Importante anche il capitolo dedicato alla sicurezza e funzionalità degli impianti sportivi. Sono previsti la demolizione e ricostruzione della bocciofila di via Gioberti (1,15 milioni di euro), il ripristino dei danni al Palasport “F. Brasili” di Collemarino, interventi sulla palestra di via Ragnini e l’adeguamento sismico degli spogliatoi della palestra geodetica di Montesicuro (450 mila euro) e del campo di calcio di Vallemiano.

Ricostruzione privata: operativa la piattaforma Ge.Di.Si.
Accanto agli interventi pubblici, è già attiva la piattaforma digitale Ge.Di.Si., strumento unico per la gestione delle pratiche di ricostruzione privata. Professionisti e cittadini potranno presentare le istanze di contributo entro il 31 dicembre 2026 per una prima valutazione.
I beneficiari sono i nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta o gravemente danneggiata e che abbiano manifestato la volontà di ricostruire. Il cronoprogramma stabilisce scadenze precise: entro il 31 marzo 2026 dovrà essere presentata la valutazione preventiva del livello operativo e la richiesta di autorizzazione al miglioramento; entro il 30 giugno 2026 andrà depositato il contratto di incarico al professionista presso l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione; entro il 31 dicembre 2026 dovrà essere inoltrata la richiesta di contributo tramite piattaforma. Le modalità di concessione ed erogazione saranno definite con successivo decreto commissariale. La programmazione economica prevede uno stanziamento pluriennale significativo: 20 milioni di euro per il 2026, 90 milioni per il 2027 e 220 milioni per il 2028. Una copertura che garantisce continuità agli interventi e consente di pianificare con una prospettiva di medio-lungo termine, mettendo al centro la sicurezza, la qualità urbana e il futuro delle comunità colpite dal sisma.





