Verde pubblico e privato, ecco il primo regolamento organico

Più tutela per gli alberi, nuove piantumazioni, attenzione al cambiamento climatico e maggiore collaborazione tra cittadini e Comune. Sono i principali elementi del nuovo Regolamento comunale del verde pubblico e privato, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio comunale. Si tratta di una novità importante per la città: Ancona non aveva mai avuto finora un Regolamento organico capace di mettere ordine e razionalizzare in un unico quadro di riferimento norme, procedure e regole relative alla gestione del verde pubblico e privato. Il nuovo strumento nasce proprio dalla necessità di superare una disciplina frammentata e un regime transitorio, fornendo al Comune, ai cittadini e a chi realizza interventi sul territorio indicazioni più chiare e uniformi. Il testo è il risultato di un lungo percorso di confronto avviato dall’Amministrazione comunale con le Associazioni ambientaliste e con stakeholder qualificati. Un lavoro durato circa otto mesi e seguito direttamente dal sindaco Daniele Silvetti, dall’assessore al Verde Daniele Berardinelli e dai tecnici comunali. «Il provvedimento introduce per la prima volta nella nostra città – ha sottolineato il sindaco – un quadro organico di regole per tutelare, valorizzare e gestire il patrimonio verde di Ancona, sia pubblico che privato. Alberi e spazi verdi sono una componente fondamentale della qualità urbana, della biodiversità e della capacità di Ancona di affrontare i cambiamenti climatici. Vogliamo quindi coniugare tutela, cura e sviluppo, con regole più chiare per il Comune, per i cittadini e per chi realizza interventi sul territorio». Uno dei capitoli centrali del nuovo Regolamento riguarda la protezione delle alberature. La tutela prevista dalla normativa regionale viene estesa, sul territorio comunale, anche ad altre specie arboree ad alto fusto che raggiungono determinate dimensioni. Particolare attenzione viene riservata alle potature, che dovranno essere eseguite rispettando la fisiologia e la morfologia degli alberi e secondo modalità tecniche definite dal Regolamento.

Un’altra regolazione fissata riguarda il rapporto tra verde e interventi edilizi. Prima di realizzare opere che possano interferire con alberi e apparati radicali sarà necessario valutare le possibili interferenze e individuare le misure per proteggere la vegetazione esistente. Uno degli aspetti più innovativi del nuovo Regolamento riguarda la progettazione del verde con riguardo anche alla scelta delle specie da piantare. Non sarà più sufficiente considerare esclusivamente l’aspetto estetico di una pianta. Nella progettazione del verde pubblico e privato dovranno essere valutate anche le caratteristiche climatiche e del terreno, le esigenze idriche, la biodiversità, la resistenza alle fitopatie e, soprattutto, la capacità delle specie di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici. Il tema dell’adattamento climatico entra così direttamente nelle scelte che riguardano il patrimonio verde della città: piantare oggi significa anche scegliere alberi e piante in grado di vivere nelle condizioni climatiche che Ancona dovrà affrontare negli anni futuri.

Il Regolamento pone inoltre particolare attenzione al mantenimento del suolo permeabile vegetale. Nei piani urbanistici attuativi, le aree destinate a verde dovranno essere costituite almeno per l’80% da superfici effettivamente verdi, mentre vengono fissate specifiche percentuali di copertura arborea e arbustiva per i nuovi insediamenti residenziali, terziari e produttivi.

Il Regolamento riguarda l’intero territorio comunale e quindi anche il verde di proprietà privata. I proprietari e gli aventi titolo saranno chiamati a gestire alberi e spazi verdi secondo criteri di buona pratica colturale e nel rispetto delle nuove disposizioni. Per gli alberi privati vengono definite procedure specifiche per gli abbattimenti e per le potature straordinarie, mentre la potatura ordinaria, se effettuata secondo le modalità previste, non richiederà autorizzazioni o comunicazioni. Anche in questo caso la scelta delle specie vegetali dovrà essere orientata non soltanto dall’estetica, ma dalle caratteristiche del luogo, dalla disponibilità di acqua, dalla biodiversità e dalla capacità delle piante di resistere alle condizioni climatiche future, oltre che dall’eventuale presenza di parassiti e malattie. Tra gli elementi qualificanti c’è la definizione regolamentare per l’attuazione concreta di molteplici forme di gestione partecipata del verde pubblico, coinvolgendo Associazioni, cittadini e altri soggetti nella cura di parchi, aree verdi di quartiere, aiuole, aree per gli animali da affezione e percorsi pedonali. È un’impostazione che punta a rafforzare il rapporto tra Amministrazione e Comunità: il verde pubblico non viene considerato soltanto come un patrimonio da amministrare, ma come uno spazio condiviso, la cui cura può diventare anche occasione di collaborazione tra ente pubblico, cittadini e realtà associative. «Questo Regolamento – ha spiegato l’assessore Daniele Berardinelli – nasce anche dall’esperienza quotidiana sul territorio, dall’ascolto delle segnalazioni dei cittadini e dal confronto con chi ogni giorno si prende cura del verde della nostra città. Abbiamo lavorato per mettere ordine, dare regole più chiare e soprattutto rafforzare la tutela degli alberi e degli spazi verdi. Non è soltanto un insieme di norme: è uno strumento concreto per prenderci maggiore cura della qualità degli spazi che viviamo ogni giorno»

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