Ancona misura l’impatto delle sue scelte sui giovani


Cosa succederebbe se un’Amministrazione pubblica, prima di prendere una decisione, si chiedesse quali effetti produrrà tra dieci o vent’anni sui ragazzi di oggi?

Questa domanda ad Ancona avrà presto una risposta concreta perché in questi giorni ha preso avvio l’iter che porterà il Comune a integrare in modo stabile nella propria programmazione la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), uno strumento pensato per misurare in via preventiva gli effetti delle scelte pubbliche sui giovani tra i 14 e i 35 anni e, più in generale, sulle opportunità future della città.

Il tema non nasce ora. Nelle scorse settimane il Consiglio comunale aveva discusso una mozione sulla valutazione di impatto generazionale, approvandola. Con il via libera della Giunta su proposta dell’assessore alle Politiche Giovanili Marco Battino si entra ora nella fase operativa: una delibera avvia la sperimentazione della VIG e definisce gli indirizzi per la sua integrazione nel Documento Unico di Programmazione, l’atto che ogni anno stabilisce priorità strategiche, investimenti pubblici e indirizzi di governo. Il percorso si muove in coerenza con le Linee guida di ANCI e punta a trasformare un principio in prassi amministrativa.

La VIG diventa così parte della programmazione comunale, collegando in modo diretto politiche giovanili, sviluppo sostenibile ed equità intergenerazionale alle scelte di bilancio. In questo modo, le decisioni economiche e strategiche dell’ente saranno valutate anche in base agli effetti prodotti sulle nuove generazioni.

Il metodo si fonda su indicatori misurabili: occupazione giovanile, numero di NEET (non inseriti in percorsi di istruzione, lavoro o formazione), accesso alla formazione, condizioni dell’abitare, mobilità urbana, qualità ambientale, accesso ai servizi. Attraverso questi dati sarà possibile stimare in modo oggettivo l’impatto delle politiche pubbliche sulla condizione dei giovani e sull’equilibrio nel medio e lungo periodo.

Accanto agli indicatori quantitativi saranno applicati criteri di misurazione espliciti: la decisione amplia le opportunità di lavoro e di autonomia per le nuove generazioni? Riduce i divari territoriali e sociali? Rafforza la sostenibilità ambientale? Garantisce un equilibrio tra costi immediati e benefici nel tempo? Ogni intervento rilevante sarà accompagnato da una relazione sintetica che descriva impatti diretti e indiretti, rendendo trasparente il legame tra spesa pubblica e risultati attesi.

La delibera prevede che l’introduzione della VIG avvenga con il supporto metodologico di ANCI e l’affiancamento dell’Associazione nazionale dei Comuni comincerà a breve. Il raccordo con l’Università Politecnica delle Marche contribuirà alla definizione e all’analisi degli indicatori, rafforzando la base scientifica delle valutazioni.

L’iniziativa è stata presentata dal sindaco Daniele Silvetti a Roma, come elemento qualificante della politica dell’Amministrazione, nel giorno in cui è stato illustrato al Ministero il dossier per la candidatura di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028. In quella sede il primo cittadino ha sottolineato la scelta di rendere strutturale la valutazione dell’impatto generazionale all’interno della programmazione economica e strategica dell’ente. «Vogliamo trattenere i nostri giovani talenti e attrarne altri, investire sul loro futuro, costruendo una città viva e dinamica, creativa. Per questo abbiamo deciso in Consiglio comunale che il Documento Unico di Programmazione sarà adottato valutando ex ante l’impatto economico, sociale e ambientale delle nostre politiche sulle nuove generazioni, usando gli indicatori della VIG, valutazione di impatto generazionale approvata in Consiglio e Giunta», ha dichiarato il sindaco.

Sulla stessa linea l’assessore Marco Battino: «Fino ad oggi la valutazione di impatto generazionale è rimasta spesso un tema da convegno. Oggi la portiamo dentro gli atti del Comune. Rispondiamo a quanto richiesto dall’Unione Europea con lo Youth Check e ci collochiamo tra i primi Comuni in Italia ad applicare questo metodo in modo strutturale. Ogni politica che verrà messa in campo e ogni decisione amministrativa dovranno considerare le conseguenze nel tempo. Le scelte di oggi producono effetti domani, e vogliamo misurarli».

La Valutazione di Impatto Generazionale entrerà progressivamente nel DUP, collegando obiettivi, risorse e risultati riferiti ai giovani della città. Il sistema di monitoraggio sarà affidato al Nucleo di Valutazione, che seguirà nel tempo l’effettiva integrazione dello strumento nella programmazione comunale e ne verificherà l’applicazione concreta. Se la sperimentazione darà esiti coerenti con gli obiettivi dichiarati, la VIG diventerà un passaggio ordinario nelle scelte amministrative, rendendo strutturale un approccio che mette al centro le conseguenze delle decisioni pubbliche sulle generazioni future.

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