LA PAROLA AI CONSIGLIERI – FRANCESCO RUBINI FILOGNA

Francesco Rubini Filogna, Caprogruppo del Gruppo consiliare Altra idea di Città

Conerobus: oltre il bilancio, quale visione?

La discussione sulle pessime condizioni in cui versa Conerobus sembra inesorabilmente avvilupparsi nel più classico degli scarica barile, in un dibattito tutto esclusivamente incentrato sulle questioni legate al bilancio dell’azienda pubblica del TPL locale. Al netto della necessità non rinviabile di ripianare il debito profondo e strutturale che attanaglia Conerobus, terreno su cui Comune e Regione devono dare risposte immediate per impedire il tracollo, sarebbe ora scoccata di aprire una profonda riflessione sul modello di mobilità necessario per garantire al TPL locale di poter funzionare ed essere strumento efficace per le persone e per il territorio. Non esiste possibilità di futuro per Conerobus senza una visione di alternativa di viabilità e mobilità capace di mettere al centro il trasporto pubblico.

E allora verrebbe da chiedersi: esiste un progetto su questi temi per Ancona? Dove sono le ZTL? Dove sono le corsie preferenziali con annessi cordoli in favore dei bus? Dov’è la rete di parcheggi scambiatori tutto intorno alla città? Quali le politiche volte ad aumentare la velocità commerciale dei bus? Quali sono le politiche di incentivazione all’uso del bus e alla riduzione del traffico privato?

Evidentemente su questi temi siamo davvero all’anno zero, in una città senza alcun tipo di programmazione e visione.
Noi di Altra Idea di Città da anni immaginiamo un futuro diverso per Ancona e per Conerobus cercando, molto spesso in solitudine, di proporre soluzioni e visioni alternative. Nel frattempo, mentre la politica continua ad evitare il dibattito su questi temi, invitiamo tutta la cittadinanza ad aderire allo sciopero proclamato per il 20 novembre dalle sigle sindacali di Conerobus e al contestuale presidio sotto il Comune di Ancona.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – MARIA GRAZIA DE ANGELIS

Maria Grazia De Angelis – Consigliere del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia

Delegata all’inclusione: un cammino condiviso per una comunità più unita

Sono presidente della IV Commissione permanente che si occupa dei servizi sociali, socio sanitari, terzo settore, politiche d’integrazione e pari opportunità. Ho ricevuto dal Sindaco Daniele Silvetti la delega per l’inclusione.

La scelta di questi campi d’applicazione come consigliera è relativa al mio lavoro di base ossia medico chirurgo con specializzazioni in anestesia e rianimazione e psicoterapia, ciò mi ha permesso di approcciare il mio impegno politico in maniera più competente per quanto riguarda i servizi socio sanitari ed il terzo settore. Tra le tante mozioni da me presentate una mi è stata particolarmente a cuore, ossia la ricomposizione della Consulta per i diritti delle persone con disabilità, che era stata sospesa per circa venti anni.
Ma ciò di cui vorrei parlarvi oggi è il mio impegno per la Delega sull’inclusione, di cui ringrazio particolarmente il Sindaco, che mi ha dato la possibilità, l’autonomia e la fiducia di approcciare questa importante materia che prevede molto impegno e dedizione.

In relazione alla delega sull’inclusione, mirata particolarmente ai quartieri del Piano/stazione e degli Archi, che sono i più popolati di cittadini delle diverse etnie, ho potuto conoscere varie realtà sociali attraverso molti incontri con i rappresentanti delle varie nazionalità (peruviani, bengalesi, africani di vari stati, argentini, pakistani, rumeni, albanesi e cinesi). Questi incontri sono stati molto utili proprio per comprendere le vere esigenze del territorio, affinché l’inclusione avvenga in maniera naturale. Da questi incontri è scaturito da parte dei cittadini stranieri il desiderio di potersi calare sempre di più nella nostra realtà anconetana ed a tal fine avvertono la necessità di alcune cose: conoscere bene la lingua italiana (per se stessi e per i famigliari), istruire adeguatamente i figli attraverso un doposcuola con volontari madrelingua e poter accedere facilmente a sportelli di ascolto comunali per esigenze varie (assistenza, lavoro, casa ecc.), tutte esigenze lecite per chi desidera iniziare una nuova vita in un paese straniero.

La mia idea d’inclusione non prevede “l’inglobamento” nella nostra società di soggetti di diverse nazioni, bensì ritengo che una conoscenza reciproca possa ispirare quella fiducia che porta alla collaborazione vicendevole.

Per tale motivo ho chiesto d’incontrare le varie associazioni che lavorano da tempo sul territorio e quindi poter formare una rete che concorre a realizzare il bene comune attraverso un’inclusione attiva, ossia attraverso la collaborazione tra istituzioni, terzo settore e cittadini, siano essi di origini estere o italiani. Accenno ad alcune di queste realtà con cui ho collaborato e che cooperano con il nostro Comune, come: Salesiani, Caritas, AMAD, Pangea, Terzavia, Casa delle Culture, Arcopolis, Centro Papa Giovanni, Giovani di ieri, City Angels, Ambasciata, Associazione Nazionale Carabinieri Sezione di Ancona; che svolgono un’attività preziosa e direi indispensabile alla realizzazione di uno sviluppo umano e concreto nel campo dell’inclusione, affinché la convivenza pacifica ed il rispetto reciproco possano creare una nuova ed armonica società.

Continuerò quindi a dedicarmi con passione a tale delega affinché Ancona possa diventare sempre più una città “modello” che miri a garantire a tutti una piena partecipazione nella società valorizzando la diversità e restituendo accoglienza e sicurezza per tutti.

Ancona cerniera linguistica d’Italia: Ca’ Foscari studia il nostro dialetto

Nonostante il dialetto anconetano sia percepito come un tratto quotidiano della vita cittadina, ciò che sappiamo davvero su questa varietà linguistica è sorprendentemente poco. Mancano studi sistematici, mancano descrizioni approfondite, mancano dati che permettano di capire come si stia trasformando e quale posto occupi, oggi, nell’identità linguistica di chi vive ad Ancona. È in questa cornice che va letta la Convenzione quadro appena approvata dalla Giunta comunale tra il Comune di Ancona e il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia, su proposta dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi. L’accordo, valido dal 2025 al 2030, si inserisce nel più ampio percorso della candidatura di Ancona a Capitale della Cultura 2028 e nasce dalla volontà di tutelare uno dei patrimoni linguistici più rilevanti e, al tempo stesso, più a rischio della città.

La Convenzione impegna le due istituzioni a collaborare su ricerca, divulgazione, pubblicazioni, attività formative e iniziative rivolte alla cittadinanza. Lo studio scientifico dell’anconetano sarà condotto dal Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati di Ca’ Foscari, sotto la guida della professoressa Giuliana Giusti, linguista e glottologa, anconetana di nascita e parlante di anconetano, come lei stessa si definisce. Parte delle riflessioni da cui scaturisce il progetto sono raccolte nel suo contributo all’antologia “Agire con le parole. Contributi per il contrasto agli stereotipi di genere. Antologia femminile”, a cura di Marina Turchetti, pubblicata dall’associazione Reti Culturali ODV e presentata nei giorni scorsi in Comune in occasione di una iniziativa dell’assessorato alle Pari opportunità, organizzata dall’assessore Orlanda Latini.

Giusti coordina, all’interno del Dipartimento, il progetto VariOpInTA, dedicato alla variazione e all’opzionalità nella competenza bilingue dei parlanti bilingui italiano-dialetto, inserito nel più ampio progetto di dipartimento di eccellenza sull’adattamento linguistico e culturale. L’obiettivo di AnkonVOBIS non è classificare l’anconetano come lingua, dialetto o vernacolo (dato che, come dice Giusti, “tutte le lingue sono dialetti e tutti i dialetti sono lingue”), ma osservare rigorosamente i fatti linguistici attraverso dati raccolti sul campo. È necessario documentare testi orali e scritti, spontanei e strutturati, conversazioni quotidiane e riflessioni dei parlanti, giudizi di grammaticalità e comportamenti linguistici in contesti diversi. Solo una raccolta estesa e scientificamente solida permetterà di descrivere le caratteristiche dell’anconetano nel presente e di stabilire se chi lo parla può essere considerato, a pieno titolo, un bilingue bilettale, cioè un parlante di due sistemi linguistici affini ma non sovrapponibili e anche fortemente sbilanciati per prestigio e per ambiti d’uso.

L’anconetano e l’italiano regionale parlato in città si rivelano, tra l’altro, un caso particolarmente interessante nel panorama italoromanzo: Ancona è una cerniera linguistica, un punto di incrocio in cui confluiscono fenomeni tipici dell’Italia settentrionale, centrale e meridionale, ai quali si aggiungono tratti locali non condivisi con le aree confinanti. È questo il quadro generale che dà cornice interpretativa ai dati che la ricerca sta cominciando a raccogliere.

In area anconetana si osserva infatti la presenza di tratti settentrionali come la sonorizzazione della /s/ intervocalica (“rosa”, “casa”, “vaso” → pronunciate con [z]), e la tendenza alla degeminazione delle consonanti doppie, sia all’interno della parola (“dòna” per donna, “giàca” per giacca, “capèlo” per capello”), sia nei contesti sintattici in cui l’italiano standard richiede il raddoppiamento fonosintattico (“a me”, “ha detto”, senza geminazione). In effetti il raddoppiamento fonosintattico è assente, come in gran parte dell’Italia settentrionale.

Con le varietà centromeridionali l’anconetano condivide l’apocope degli infiniti verbali (“magnà’”, “dormì”, “vedé”), l’uso di stare a + infinito (“sto a fa’”, “stai a dì”), la presenza del clitico “ci” con il verbo “avere” (“ci ho sonno”, “ci ho tempo”), e l’affricazione [s] > [ts] dopo consonante liquida, sia all’interno della parola (“intsieme”, “vertso”), sia tra parole (“il tsole”, “in tsala da pranzo”). Non compare invece la palatalizzazione delle affricate sorde tipica del romano (“pace”, “cena” restano pronunciate come nello standard italiano, non “pasce”, “scena”), mentre emergono fenomeni originali quali la sonorizzazione della velare sorda in alcune parole (“giògo” per gioco, “bàgio” per bacio).

Con l’Italia meridionale ha in comune l’allocuzione inversa (“mangia, nonna!”), talvolta introdotta da a (“mangia, a nonna!”), e forme estese di dativo etico (“me sò magnato tutto”). A ciò si aggiungono la ridondanza pronominale (“a me mi piace”, “a lui gli pare”), la concordanza dell’avverbio con l’aggettivo (“è tanta bella”, “è tanto buono”“è tanto buono”/“tanta buona”), e altre peculiarità che compongono un quadro articolato, vario, dinamico.

Questi fenomeni, di diversa provenienza e diffusione, rendono l’area anconetana un territorio in cui le linee dialettali principali d’Italia non si incontrano in modo uniforme, ma si sovrappongono e si modificano reciprocamente. È proprio per questa complessità che un’indagine sistematica è oggi necessaria non solo per dare testimonianza di una varietà italoromanza in evoluzione rapida, ma anche per studiare fenomeni linguistici generali che si verificano nel contatto tra due lingue molto vicine, come l’italiano regionale di Ancona e il dialetto.

Le trascrizioni di queste interviste saranno la base delle prime analisi, e sono destinate soprattutto a generare nuove domande che troveranno risposta nel progetto AnkonVOBIS, come ad esempio: Qual è il grado di vitalità dell’anconetano in prospettiva intra-generazionale? In quali contesti la varietà viene ancora utilizzata? Quali tratti stanno scomparendo e quali stanno emergendo? Quante persone si riconoscono nell’anconetano come parte del proprio abito linguistico? Sono questioni che non riguardano solo la linguistica, ma anche il benessere sociale: sentirsi legittimati o legittimate nella propria varietà espressiva significa avere un’identità composita e positiva in tutte le sue variegate componenti.

AnkonVOBIS si propone dunque non solo di raccogliere, testimoniare e contribuire a preservare la ricchezza linguistica e socioculturale della città, ma anche di comunicare i risultati alla comunità di parlanti e di costruire una consapevolezza linguistica diffusa e un ben-essere anche linguistico.

La Convenzione tra Comune e Ca’ Foscari rappresenta quindi un passaggio significativo: per la prima volta l’anconetano entra nel campo della ricerca strutturata, con un progetto che unisce rigore scientifico, partecipazione cittadina e responsabilità culturale. Non si tratta di celebrare nostalgie, né di cristallizzare una forma linguistica in un museo. Si tratta di conoscere ciò che ancora non sappiamo, di dare dignità a un patrimonio che vive nelle voci delle persone e rischia di indebolirsi se lasciato senza attenzione. L’anconetano è parte della storia della città, del suo presente e, se sufficientemente compreso e coltivato, del suo futuro. Il progetto AnkonVOBIS rende possibile studiarlo, descriverlo e farlo conoscere, offrendo alla comunità uno strumento per “ri-conoscersi” e raccontarsi con maggiore consapevolezza.

Margherita Rinaldi

si ringrazia la professoressa Giuliana Giusti per il supporto tecnico scientifico alla stesura del testo

Tre anni di Sistema: ambiente, educazione, inclusione


Si è chiuso ufficialmente il 27 ottobre 2025, a quasi tre anni dall’avvio del 30 novembre 2022, “Sistema”, il progetto sostenuto da Fondazione Cariverona e promosso dal Comune di Ancona assieme a una rete articolata di realtà del terzo settore. Un percorso che ha attraversato i luoghi-simbolo della città e del territorio — Portonovo, il Parco del Cardeto, il Parco del Conero, Varano… — mettendo in relazione competenze ambientali, sociali, culturali e scientifiche all’interno di un’unica visione.

Il progetto è stato ripercorso nella sala consiliare di Palazzo del Popolo, alla presenza di amministratori, partner e cittadini. Hanno aperto i lavori l’assessore al Turismo Daniele Berardinelli e il presidente del Parco del Conero Luigi Conte, presente all’incontro insieme con il direttore Marco Zannini.

Il valore di “Sistema” è stato soprattutto nella trasversalità: un lavoro che ha unito costa, parchi urbani, campagne, attività scientifiche, sociali e culturali in un’unica mappa di relazioni. Un metodo che ha mostrato come Ancona possa leggere i propri luoghi non come parti separate, ma come elementi interconnessi della stessa storia comune.

“Progetto Sistema – ha detto Berardinelli – è stata una bellissima iniziativa, su sostenibilità e turismo ambientale, ma ha anche ricadute pratiche, come ad esempio la ciclopedonale del Conero, che ha valore ambientale e turistico, un punto di forza per il nostro territorio. Il progetto ha coinvolto anche il parco del Cardeto, un altro emblema della città di Ancona, dove Hort accoglie i ragazzi e fa un’ottima attività di formazione sulle pratiche ambientali. C’è rammarico per l’evoluzione della collaborazione con Fondazione Cariverona. Queste iniziative sono state importanti per il nostro territorio”.


Dalla terra al mare, la filiera del territorio

Come ha spiegato Marco Zannini, direttore del Parco del Conero: “Il progetto Sistema ci ha dato l’opportunità di sviluppare un sistema terra col coinvolgimento degli agricoltori, con nuove tecniche di produzione e una agricoltura rigenerativa per la fertilità del terreno. Abbiamo fatto incontri, pubblicazioni, utilizzo del compost a favore della microfauna nel terreno. In più abbiamo parlato della biodiversità, delle specie aliene di tartarughe nel parco, come le Trachemys, la tartaruga americana che una volta abbandonata, come spesso accade, diventa molto invasiva.  E abbiamo fatto sensibilizzazione sulla Testudo hermanni, tartaruga di terra autoctona che invece andrebbe portata maggiormente in libertà perché è soprattutto in cattività. Infine c’è stata la sistemazione del Teatro del Conero a Sirolo, al Centro visite Parco del Conero. Un luogo dove ospitare eventi e possiamo parlare di biodiversità”.

Fondamentale anche per il Cnr Irbim di Ancona l’apporto che il progetto ha dato alla ricerca nella pesca sostenibile. Lo spiega Luca Bolognini: “Il CNR è stato coinvolto nell’attività del comparto marittimo. Ci siamo concentrati sulla pesca artigianale, un segmento estremamente importante perché riguarda oltre il 50% delle imbarcazioni e oltre l’80% del personale del settore pesca, sebbene rappresenti solo il 16% delle catture commerciali. Quindi è importantissimo dal punto di vista sociale ma anche ambientale perché la pesca artigianale è estremamente selettiva e sostenibile. Ci siamo concentrati sulla sostenibilità e questo non vuol dire che una pesca sostenibile non possa essere ancora più sostenibile”. Per farlo, il Cnr ha svolto uno studio sugli attrezzi della pesca artigianale, mettendo in luce quali fra questi siano più selettivi e quindi più sostenibili.

Il video realizzato dal Parco del Conero sulle specie invasive

Comunità, educazione e inclusione

Il Csv Marche ha portato nelle scuole attività di sensibilizzazione ambientale. Marco Ciarulli ha ricordato che “insegnare ai ragazzi buone pratiche significa migliorare il loro presente e costruire cittadini più consapevoli. Il materiale prodotto rimarrà patrimonio condiviso della comunità”.

Sul fronte sociale, Polo9 ha seguito percorsi di formazione e inserimento lavorativo. “Abbiamo costruito progetti individualizzati per giovani e adulti in difficoltà — ha detto Elia Salvucci — e il territorio ha risposto con grande disponibilità, in particolare le strutture balneari che hanno aperto le porte ai tirocini”.

Casa delle Culture e il circolo Legambiente Il Pungitopo hanno lavorato sul progetto “Direzione Parco”. “Grazie a Sistema — ha ricordato Vitaliano D’Addato — siamo riusciti a fare ciò che il solo volontariato non avrebbe potuto garantire: segnaletica, nidi artificiali, piantumazioni, manutenzioni. Il percorso oggi è più leggibile e più fruibile”.

Hort ha consolidato e ampliato la Fattoria urbana del Cardeto. “Sistema ci ha permesso di rendere questo luogo ancora più accogliente — ha spiegato Martina Perugini — con spazi rinnovati e attività dedicate a scuole, famiglie e cittadini”. Di questo progetto ComunicAncona ha già parlato qui.

Sineglossa ha concluso due percorsi partecipativi: la guida di Nonturismo “Ancona. Deviazioni inedite raccontate dagli abitanti” e l’opera di land art di Eugenio Tibaldi al Cardeto. “Abbiamo raccolto prospettive, memorie e racconti quotidiani — ha sottolineato Anna Caramia — restituendo un volto della città costruito attraverso la voce dei suoi abitanti”.


La comunicazione come buona pratica nazionale

Un elemento distintivo di “Sistema” è stato il modello di comunicazione coordinata, curato dal Csv, che è stato riconosciuto come buona pratica negli appuntamenti del tavolo Ambiente e Sostenibilità di PA Social. Un coordinamento che ha permesso di raccontare in modo unitario, mantenendone la ricchezza, un progetto complesso e diffuso.

Per restituire l’intero percorso è stato realizzato anche un booklet finale che raccoglie esiti, attività e apprendimenti condivisi, disponibile sul sito del progetto www.progettosistema.org .

Margherita Rinaldi e Marco Benedettelli*

*équipe Comunicazione CSV Marche

Trekking urbano 2025: tra mare, storia e natura nella baia di Portonovo

Anche quest’anno Ancona ha accolto con entusiasmo l’edizione 2025 del Trekking Urbano, l’iniziativa nazionale che invita cittadini e visitatori a riscoprire i luoghi e le dimensioni delle città attraverso percorsi a piedi, valorizzando paesaggi, monumenti e storie spesso poco conosciute. Non si tratta solo di una passeggiata: il trekking urbano è un vero e proprio viaggio lento dentro la città, che unisce movimento, cultura e scoperta, mettendo al centro il territorio e chi lo vive. Domenica 2 novembre il cuore dell’itinerario è stato la meravigliosa baia di Portonovo, uno degli angoli più preziosi del litorale, dove la natura della riviera del Conero incontra la storia e l’arte. Protagonista simbolica di questa edizione è stata la Chiesetta romanica di Santa Maria di Portonovo, piccolo gioiello incastonato tra mare e montagna, custode silenziosa di secoli di devozione e passaggi. Tra boschi, sentieri costieri, borghi di pietra bianca e il profumo salmastro del mare d’autunno, cittadini e turisti sono stati accompagnati dalle guide escursionistiche del territorio. Tra queste, Marina Boccadoro, che in questo racconto ripercorre la giornata: le soste, le emozioni, la bellezza condivisa lungo il cammino. Una narrazione che restituisce non solo l’itinerario, ma lo spirito stesso del trekking: il passo comune, lo sguardo che si apre, il territorio che si rivela.

Una chiesetta immersa nel blu
di Marina Boccadoro, guida ambientale escursionistica

I colori che ci hanno accolto scendendo in baia sono quelli di una bella mattina di autunno. Il verde del bosco, e le intense sfumature di blu e azzurro del mare e del cielo sono state la cornice perfetta per la XXII edizione del trekking urbano organizzato dal Comune di Ancona che si è tenuta domenica 2 novembre. Una passeggiata di facile accesso per le tante persone che hanno scelto di intervenire e di scoprire, assieme alle guide, un lembo della costa anconetana ricco di riferimenti storici, culturali e naturalistici.

Inserita nell’area protetta del Parco Regionale del Monte Conero, la baia di Portonovo svela angoli preziosi di biodiversità, come i suoi laghetti salmastri. E’ proprio dal Lago Grande che partono il trekking e la narrazione di un territorio modellato da grandi avvenimenti. Come la grande frana che nei primi anni del 1300 si pensa abbia modificato profondamente la linea di costa, dando vita agli specchi d’acqua che oggi offrono rifugio a numerose specie di uccelli acquatici facilmente osservabili tra i canneti che li circondano. Gallinelle d’acqua, folaghe, germani reali e vispi martin pescatori.

Percorrendo il bosco lungo il sentiero 309, è poi la ricca vegetazione mediterranea ad attirare l’attenzione. Vegetazione caratterizzata da foglie coriacee, spesso sempreverdi e a volte cerose che, riducendo l’evaporazione dell’acqua, aiutano arbusti e alberi a resistere ad estati secche e calde ed ai venti salmastri. Lecci, viburni e specie lianose che si arrampicano sui tronchi più robusti, creano una fitta cortina. I Corbezzoli si preparano alla loro stagione migliore, l’autunno-inverno, con le verdi foglie, i grappoli di fiori bianchi e il rosso-arancio dei frutti maturi. E’ ipotesi tra le più accreditate che il nome Conero derivi proprio dal nome greco di queste piante, Komaros. C’è memoria sul monte di un giorno di festa, il 28 di ottobre, dedicato al Corbezzolo e alla raccolta delle sue bacche che, se mangiate in grande quantità, sembra regalino una sensazione di ebbrezza. Anche ghiotti insetti, come la farfalla Ninfa del Corbezzolo apprezzano, nella loro fase adulta, i succhi zuccherini e inebrianti dei frutti maturi.

La Chiesetta di Santa Maria con i resti della torre campanaria e del monastero, la Torre de Bosis o Clementina e il Fortino Napoleonico sono alcune delle tracce lasciate dalla presenza dell’uomo nel corso dei secoli. La pietra bianca e calcarea con cui sono in parte costruiti è la stessa pietra che compone la falesia che sovrasta la baia. La stessa pietra che troviamo levigata dal mare, sulla spiaggia, in forma di grandi ciottoli forati. I sassi bucati, portati dalle onde e ora vuoti, ma che sul fondo del mare sono roccia e habitat perfetto per organismi perforatori e filtranti come il “ballaro” o dattero bianco.

Sono figlia degli anni ’70, quando ancora la pesca del ballaro era pratica comune tra i frequentatori di queste spiagge. Quando a forza di “fiati” con maschera e pinne e poi martello e scalpello, cavavi dalla roccia un pugno di quanto, la domenica sera, portavi a tavola sotto forma di zuppa. Una pesca che però distrugge in modo irreversibile l’ecosistema marino roccioso e che, forse troppo tardi, è stata poi vietata nelle Marche, come nel resto d’Italia.

Una passeggiata intensa quella di domenica, dove il racconto delle storie degli uomini si intreccia inevitabilmente con il racconto di un delicato ecosistema sempre più da comprendere e proteggere.

(a cura di Margherita Rinaldi)

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – SILVIA FATTORINI

Una politica di ascolto, inclusione e responsabilità verso la comunità
Silvia Fattorini – Componente del Gruppo Consiliare ANCONA PROTAGONISTA

Sono Vice capogruppo di Ancona Protagonista per Silvetti Sindaco e presidente della V Commissione consiliare, e ho costruito il mio impegno politico sulla partecipazione, sull’ascolto e sulla vicinanza ai cittadini.

La mia candidatura nasce dal desiderio di continuare un percorso di impegno civile che porto avanti da anni nel mondo della scuola e del sociale. Ho sempre lavorato al fianco di genitori, insegnanti e studenti, promuovendo progetti educativi basati sull’inclusione e sulla partecipazione attiva. Credo che le istituzioni debbano essere realmente vicine alle persone, partendo dai bisogni più semplici fino a quelli più complessi.

Alla guida della Commissione Pubblica istruzione, disabilità nei servizi educativi ho posto al centro del mio lavoro la tutela dei più fragili e la qualità dei servizi scolastici e formativi della città. È un impegno costante che richiede sensibilità, ascolto e capacità di collaborazione con famiglie, insegnanti e associazioni.

Nel mio percorso consiliare ho presentato due mozioni approvate all’unanimità: la prima per la modifica del regolamento comunale in materia di disabilità, volta a riconoscere anche le cosiddette disabilità medie e lievi; la seconda dedicata alla manutenzione e riqualificazione dell’Ospedale Salesi, punto di riferimento per tante famiglie anconetane.

Ho inoltre portato avanti interrogazioni su edilizia scolastica, trasporto e sicurezza degli alunni, attività di pre e post scuola, dimostrando una costante attenzione ai temi dell’infanzia e della formazione.

Il Sindaco Daniele Silvetti mi ha conferito la delega ai servizi extrascolastici e oratoriali, un incarico che ho accolto con forte senso di responsabilità. Sto lavorando con grande impegno per promuovere attività educative e sociali rivolte ai giovani. Credo profondamente nel valore degli oratori come spazi di crescita, incontro e comunità.

Ho accettato di candidarmi nel progetto trasversale e inclusivo proposto dal Sindaco Silvetti, una visione di città che condivido pienamente e alla quale sono legata da stima profonda e sincera riconoscenza.

Per me la politica resta prima di tutto un servizio. Essere consigliere non è solo un incarico, ma una responsabilità verso la comunità. Significa ascoltare, essere presenti, dare voce a chi spesso non ne ha. Non ho tutte le risposte, ma ho un impegno chiaro: lavorare con onestà, trasparenza e rispetto, mettendo sempre al centro il bene comune. Credo in una politica vicina, fatta di piccoli passi concreti e dialogo costante.

La Pinacoteca Civica torna a vivere: inaugurazione il 6 dicembre

La città si prepara a riaccendere le luci su uno dei suoi luoghi culturali più significativi. Il 6 dicembre 2025 riaprirà al pubblico la Pinacoteca Civica di Ancona, restituendo alla comunità uno spazio che non è solo museo, ma punto di accoglienza, orientamento e narrazione della storia artistica cittadina e marchigiana. L’annuncio è arrivato dall’assessore alla Cultura Marta Paraventi nel corso di una conferenza che si è svolta il 5 novembre a Palazzo del Popolo, dove è stato presentato anche il ritorno del Premio Marche, di cui Comunicancona ha parlato in questo articolo.

All’incontro erano quindi presenti, insieme con l’assessore Paraventi, anche gli organizzatori del Premio Marche, il presidente Stefano Tonti e la vice Arianna Trifogli con Federica Lazzerini, e gli assessori al Turismo Daniele Berardinelli e all’Istruzione Antonella Andreoli. Unanime la sottolineatura del valore di questa doppia “riapertura” come simbolo di una stagione culturale condivisa e in movimento.

La Pinacoteca riapre dopo anni di lavori finanziati dal PNRR e lo fa con un’idea chiara: diventare un hub dell’arte del territorio, un luogo che guida lo sguardo del visitatore dentro la storia culturale di Ancona e delle Marche. Sin dall’ingresso, il pubblico sarà accolto da una presenza simbolica e identitaria: il bassorilievo raffigurante Ciriaco d’Ancona, il grande umanista e viaggiatore, figura fondante della memoria cittadina. Un omaggio sentito anche alla via in cui la Pinacoteca ha sede, via Pizzecolli, che da lui prende il nome. È come essere accolti da un cittadino illustre che invita alla scoperta della propria casa.

Il piano terra ospiterà quattro sale che raccontano identità, legami e trasformazioni. La sala dedicata a Francesco Podesti sarà ampliata, con opere ricollocate da altre sezioni del museo, per valorizzare ancora di più il pittore anconetano e con lui il profilo storico della città. Accanto a essa troverà spazio una sala dedicata alle opere del Premio Marche, a sottolineare il dialogo vivo tra patrimonio e contemporaneità. Una sala sarà riservata a Valeriano Trubbiani, maestro del fantastico e dell’immaginario poetico scolpito nel metallo, radicato profondamente nella cultura marchigiana. Infine, una sala presenterà opere del Novecento, offrendo un passaggio delicato e necessario tra memoria storica e sguardi più recenti.

Salendo ai piani superiori, si svilupperà il percorso che intreccia le radici della cultura figurativa regionale con quella italiana, attraverso maestri come Tiziano, Carlo Crivelli e Lorenzo Lotto. Proprio le opere del Rinascimento veneto saranno presentate secondo un criterio espositivo più unitario, pensato per far emergere relazioni e rimandi, tra cui la Pala dell’Alabarda, capolavoro di Lotto, che tornerà a essere uno dei poli emotivi del museo. Il tutto all’interno degli spazi dei palazzi Bosdari e Bonomini, collegati dal 2016 da un intervento architettonico che consente una fruizione fluida, luminosa e contemporanea. La nuova Pinacoteca, il cui progetto di allestimento è stato realizzato dall’architetto Carla Lucarelli, sarà valorizzata anche da un nuovo impianto illuminotecnico e da un sistema di didascalie che prevede spazi di approfondimento per le opere di maggiore interesse e anche la trascrizione braille per una fruizione completa e inclusiva delle opere e dei percorsi.

Sabato 6 dicembre l’inaugurazione seguirà un programma itinerante: alle 17, in via Podesti 62, sarà presentato il restauro della targa sulla casa natale di Podesti. Si attraverserà poi la città fino a via Pizzecolli, dove la Pinacoteca aprirà le sue porte dalle 18 alle 21, con ingresso gratuito e accessi regolati a gruppi di massimo 45 persone, per garantire un’esperienza di visita attenta e raccolta. Saranno fornite con successive comunicazioni tutte le informazioni logistiche sul 6 dicembre e sull’organizzazione dei normali orari di apertura, sul costo dei biglietti di ingresso e sulla scontistica applicata.

Durante la conferenza è stato presentato anche il ritorno del Premio Marche, manifestazione storica nata nel 1957 e riconosciuta come una delle più autorevoli piattaforme dell’arte contemporanea nel Centro Italia. L’edizione 2025, la venticinquesima, inaugurerà una nuova formula biennale, frutto della collaborazione tra AMIA e Comune di Ancona. La mostra sarà curata da Elena Pontiggia e Gabriele Simongini per la sezione dedicata al lungo periodo di pausa della manifestazione, e da Giacinto Di Pietrantonio per la sezione dedicata alle ricerche contemporanee, con prestiti provenienti anche dalla Pinacoteca Civica. Una parte del progetto sarà dedicata alla dimensione educativa e alle scuole, per riportare i giovani al centro della fruizione culturale. Oltre all’articolo che Comunicancona ha dedicato a questo prestigioso ritorno, si possono leggere tutte le informazioni sul Premi anche sul sito istituzionale del Comune di Ancona.

Margherita Rinaldi

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – FEDERICA FIORDELMONDO

La prova di maturità della politica: minoranza di stimolo e maggioranza aperta all’ascolto
Federica Fiordelmondo, Componente del Gruppo consiliare PARTITO DEMOCRATICO

Credo che la maturità di una società si misuri anche a partire dal modo in cui si considerano e valorizzano le minoranze. Sebbene non detengano il potere decisionale, rappresentano una parte della cittadinanza e hanno il compito di esercitare un attento controllo sull’attività di governo. Per questo motivo, preferisco parlare di “minoranza” piuttosto che di “opposizione”. Il nostro ruolo deve essere di stimolo, evitando un’opposizione preconcetta. D’altro canto, è importante poter contare nella serenità e nell’apertura della maggioranza rispetto alle nostre proposte e opinioni. Quando questo non accade, a perdere sono la democrazia e l’istituzione del Consiglio comunale, che dovrebbe essere fucina di pensieri articolati e arricchenti.

Da parte mia, ho proposto diverse interrogazioni, in forma scritta e orale, su varie tematiche di interesse: dalla viabilità nella zona di Borgo Rodi, all’emergenza cinghiali, al contributo di autonoma sistemazione (CAS) per i terremotati di Ancona, passando per il sostegno ai senza fissa dimora e all’organizzazione delle mostre culturali. Inoltre, atti ispettivi su studentati, tariffe delle mense scolastiche, inquinamento acustico, piano antenne, concessioni nella zona di Portonovo. Per quanto riguarda le mozioni, presentate insieme ai colleghi di minoranza, alcune hanno toccato i temi dei servizi sanitari e della mobilità sostenibile.

Per il resto, guardo con interesse all’attività della Giunta, anche per comprendere quanti e quali propositi elettorali stiano arrivando ad una definizione. Credo in una classe politica che vince con parole di verità, anche quando ciò è faticoso e rischia di deludere i cittadini nel momento più delicato, cioè quello elettorale. Credo anche nella politica che non teme di perdere le elezioni se si dicono dei “no”. Se non avremo il coraggio della franchezza, le nostre parole risuoneranno vuote, e vuote continueranno a essere le urne.

La rivoluzione della Città, annunciata come se fosse “prêt-à-porter”, semplice e immediata, non trova oggi riscontro nei fatti. Penso, per esempio, alla lunga gestazione del restyling di Corso Garibaldi, uno dei primi obiettivi dell’Amministrazione comunale; alla gestione del verde, più lenta e farraginosa che in passato; alla riapertura della Stazione Marittima, la cui chiusura era stata narrata come mancanza di visione da parte del centrosinistra e che oggi, però, permane proprio per via degli stessi ostacoli tecnici del passato. Per il resto, si gestisce l’ordinario e si portano avanti interventi già programmati, di cui, certo, siamo contenti. Manca, però, un impulso verso nuove progettualità e anche una proattività nell’intercettare fondi europei e ministeriali. Positiva la realizzazione di eventi, ma va prestata attenzione affinché ci sia equa ripartizione delle risorse. Non potremmo accettare che tagli importanti venissero effettuati ai settori strategici, dai lavori pubblici ai servizi sociali, o che si attingesse, con relativa cautela, al tesoretto delle partecipate, com’è invece capitato.

Un capitolo di cruciale importanza è quello del Trasporto Pubblico Locale (TPL), che seguo con preoccupazione anche al di fuori dell’aula del Consiglio. La crisi post-pandemica, la guerra in Ucraina, l’inflazione strutturale, e il conseguente aumento dei costi di gestione (carburanti e materie prime), hanno provocato un incremento significativo dei costi per le aziende di trasporto, colpendo duramente anche Conerobus. Questa tendenza è destinata a persistere anche per il 2025, e non solo. In questo scenario, appare anacronistico e inadeguato il mancato aggiornamento del corrispettivo economico che Comune e Regione erogano a Conerobus per il servizio di TPL. E’ urgente che la politica metta in campo ogni sforzo e sacrificio possibile, a livello locale e nazionale, per l’aumento dei fondi destinati al TPL. Diversamente, non riusciremo, nel medio e lungo periodo, a garantire la stabilità di un servizio pubblico fondamentale e la piena tutela dei lavoratori. Su questo, come su molto altro, opereremo una vigilanza attenta, garantendo anche un atteggiamento propositivo per il bene di tutti.

Il futuro si inventa qui e parla giovane: torna StartAN

A un anno di distanza dal debutto che aveva portato al teatro delle Muse oltre 1500 ragazze e ragazzi, StartAN torna ad Ancona. Questa volta alla Mole Vanvitelliana e in formato più concentrato: una sola giornata, l’11 novembre (la formula dell’evento prevede l’alternanza di edizioni a tre e a una giornata n.d.r.), ma con la stessa ambizione di diventare un luogo in cui i giovani possano vedere da vicino cosa significa fare impresa, innovare, immaginare un futuro possibile. StartAN è una fiera nazionale delle startup che parla alla città, ma non solo, e soprattutto alle nuove generazioni, ogni anno con un racconto nuovo da far crescere. Perché le idee hanno bisogno di luoghi, parole e occasioni per accendersi.

La seconda edizione si svolgerà anche con la novità di un autorevole panel di media partner: Milano Finanza, Campus, Classeditori. “Rafforzare il legame tra scuola e mondo del lavoro è una mission fondamentale che Campus ha posto tra i propri obiettivi principali”, ha rimarcato Domenico Ioppolo, amministratore delegato di Campus, “ed è questo il senso della nostra presenza”.

Una giornata per orientarsi e incontrarsi

Il programma è stato presentato in Comune alcuni giorni fa, insieme con i partner istituzionali e i promotori. L’assessore all’Imprenditoria, all’università e alle politiche giovanili Marco Battino ha spiegato che questa edizione rappresenta un anno di transizione: dopo la tre giorni della prima edizione, la volontà è di alternare formati più estesi e appuntamenti più agili. L’idea però resta identica: StartAN è un luogo di orientamento. La mattina è pensata per gli studenti delle scuole superiori, che potranno confrontarsi con chi vive il mondo universitario e il lavoro, ascoltando testimonianze pensate per accendere possibilità, desideri, domande. Il pomeriggio, invece, sarà dedicato alle imprese, alle startup, ai professionisti, con workshop e laboratori progettati insieme ad associazioni di categoria e realtà imprenditoriali. Particolare risalto sarà dedicato al mondo degli spin off universitari, realtà che – ricorda Battino – “producono più di 18 milioni di euro di indotto nel territorio”. Una mostra dedicata a queste “imprese” sarà allestita in Sala Polveri alla Mole. il Comune di Ancona arriva all’edizione 2025 dopo un’esperienza che ha portato anche un risultato concreto per alcuni giovani startupper del territorio. Nel 2024, infatti, dopo la prima edizione della fiera, grazie a un finanziamento Anci nove progetti giovanili hanno ricevuto un finanziamento grazie a un bando comunale per la nuova imprenditoria, promosso dal Comune di Ancona e dai Comuni partner di Maiolati Spontini e Sassoferrato, sostenuto da ANCI e dal Dipartimento per le Politiche Giovanili. L’obiettivo? Dare un concreto supporto alla creazione e allo sviluppo di nuove imprese under 35, rafforzando l’ecosistema locale dell’innovazione e promuovendo una cultura imprenditoriale radicata nei territori. Startan è stata presentata a maggio scorso anche come buona pratica all’assemblea nazionale di Anci giovani.

Il programma completo della giornata è disponibile qui.

Gli ospiti e le voci da ascoltare

A condurre la mattinata sarà la giornalista Lucrezia van Stegeren, alla quale nel pomeriggio si alternerà il giornalista Andrea Alfieri Padiglioni.

L’apertura dei lavori è prevista alle ore 09:30 presso l’Auditorium della Mole, con i saluti istituzionali dell’Amministrazione Comunale, di Domenico Ioppolo amministratore delegato di CAMPUS (Class Editori) e del Rettore dell’Università Politecnica delle Marche. A seguire, una serie di interventi ispirazionali offrirà testimonianze di percorsi di crescita personale e professionale. Parteciperanno, tra gli altri, il ginnasta della Nazionale Italiana Tommaso Brugnami, l’imprenditore e fondatore del Microbiscottificio Frolla Jacopo Corona, la content creator e storyteller Olimpia Peroni e la professoressa Maura Mengoni dell’UNIVPM, che affronterà il tema dell’imprenditorialità nel settore deep-tech. Nel corso della mattinata verrà inoltre presentato il progetto MOSAIC insieme alle startup premiate dal Comune di Ancona nell’ambito del progetto ANCI. Le testimonianze proseguiranno con l’intervento del cantante e autore Lorenzo Baglioni sul tema della trasformazione della propria passione in lavoro e della ballerina professionista Sofia Cagnetti, che racconterà il proprio percorso artistico oltre la televisione.

Dalle ore 10:30 alle 18:30 si svolgerà l’Hackathon Innovazione e Impatto Sociale, ideato in collaborazione con Rotary Club Ancona e AC75 Start Up Accelerator, che vedrà i giovani partecipanti impegnati nella creazione di progetti ad alto valore sociale. Un approfondimento sull’Hackaton è disponibile qui.

Nel pomeriggio, presso Sala Polveri, sarà aperta l’area espositiva dedicata alle startup e ai prodotti innovativi. Sempre in questo spazio si terranno presentazioni e incontri dedicati all’innovazione, all’intelligenza artificiale, alla sicurezza informatica e al ruolo dell’Università nella crescita delle competenze imprenditoriali, a cura di EDH4Marche e con la partecipazione di Francesco Magro, founder di Winelivery. Nel corso della sessione saranno inoltre presentati i Premi CCIAA 2025 per i migliori progetti innovativi e il progetto Mosaic, realizzato con il contributo di ANCI, in partenza proprio in occasione di StartAN.

Il programma sarà arricchito anche da workshop tematici presso l’Aula Didattica, tra cui un laboratorio dedicato al rapporto tra musica e social network con Lorenzo Baglioni e un convegno sull’intelligenza artificiale e la proprietà intellettuale, realizzato in collaborazione con Rotary Club Ancona 25-35, che consentirà l’acquisizione di crediti formativi riconosciuti dall’Ordine degli Avvocati di Ancona. Seguirà il workshop dedicato al Fondo Autoimpiego a cura di The Hive. Parallelamente, presso il Caffè Letterario, si svolgeranno presentazioni di libri e attività divulgative sui temi dell’economia, della sostenibilità e dell’orientamento professionale. Parteciperà, tra gli altri, il giornalista economico Massimo Taddei. La giornata si concluderà con un DJ Set nella corte della Mole dalle ore 20:00 alle ore 22:00.

Il ruolo dei partner: hackathon, formazione, networking e momenti creativi

Proprio su questi temi sono intervenuti, durante la conferenza stampa, diversi partner progettuali. Andrea Morandi, presidente del Rotary Club Ancona, ha anticipato l’organizzazione di un hackathon dedicato alla risoluzione di una sfida sociale. Gaetano Ascenzi, direttore operativo di EDIH4Marche, ha sottolineato l’importanza di far dialogare startup e aziende già radicate sul territorio, così da favorire crescita reciproca. Lorenzo Sardella di The Hive ha presentato il workshop sul ruolo dell’incubatore come sostegno concreto alle giovani imprese. Luca Casagrande di Confartigianato ha annunciato invece un tavolo di confronto su AI, cybersicurezza, robotica, data analysis e compliance. Da parte dei giovani presenti, è intervenuta Silvia Renzi, segretario generale di JEPA – Junior Enterprise Ancona, portando il punto di vista di chi si affaccia adesso nel mondo dell’imprenditorialità. Ma la giornata non sarà solo lavoro e idee: come lo scorso anno, ci sarà spazio anche per la musica, con un appuntamento serale sempre alla Mole e performance distribuite nel corso della giornata.

Chi rende possibile StartAN

Partner Istituzionali
Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale
ANCI
MOSAIC
Comune di Ancona
Università Politecnica delle Marche
Città di Maiolati Spontini
Comune di Sassoferrato

Patrocinio
Regione Marche
Casa del Made in Italy – Ancona

Sponsor
gCUBE
Generali – Agenzia del Viale
FMG Frittelli Maritime Group

Media Partner
Campus
Milano Finanza
Classeditori

Partner Progettuali
CNA
Confindustria Ancona
Confcommercio
Confartigianato
JEPA
The Hive
Camera di Commercio delle Marche
Coldiretti Ancona
Confapi Industria Ancona
EDIH4 Marche
AC75 Startup Accelerator
Rotary Club Ancona
Rotary Club Ancona 25-35

Margherita Rinaldi

Dai borghi al centro ecco il Piano asfalti da 6 milioni di euro

Tra gli interventi più imminenti del Piano Asfalti 2025 ci sono le vie del centro storico pavimentate in sampietrini, come via Matas, via Bernabei e via Matteotti. Proseguendo con l’attuazione del piano asfalti, già presentato a marzo 2025 e in questi giorni oggetto di verifica e aggiornamento dei lavori, le prossime operazioni si concentreranno su quelle vie, appunto lastricate, che non devono sottostare alle limitazioni stagionali dei lavori sull’asfalto, che nelle stagioni più fredde non possono essere eseguiti. Il cronoprogramma, tuttavia, mantiene fede in generale all’impegno iniziale del piano, prevedendo interventi distribuiti in modo uniforme su tutta la città, dai borghi al centro storico, fino alle principali vie di comunicazione e agli accessi al porto. L’investimento complessivo del piano fino a marzo 2026 raggiunge circa 6 milioni di euro, con una superficie totale di oltre 90 mila metri quadrati di strade interessate.

Nei giorni scorsi, a fare il punto sullo stato dei lavori sono stati il sindaco Daniele Silvetti e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini, assieme ai tecnici del Comune, illustrando le prossime tappe e le aree interessate dai cantieri. L’aggiornamento di ottobre/novembre consente ai cittadini di comprendere dove e come saranno realizzati i prossimi interventi, e conferma la linea guida del Piano, che prevede, appunto, interventi di manutenzione diffusi in tutta la città, con l’obiettivo di rendere la rete viaria più sicura e duratura per tutti.

“Oggi – afferma il sindaco Silvetti – possiamo mostrare in modo chiaro ai cittadini quante risorse vengono impiegate e dove. Si tratta di interventi significativi, dffusi, dai borghi al centro storico, fino alle arterie principali di accesso al porto. Non sono semplici rattoppi, ma manutenzioni straordinarie finalizzate a rendere le strade più sicure e durature nel tempo”. “La parola d’ordine è manutenzione” spiega l’assessore Tombolini. “Partiamo dalle arterie più utilizzate, per poi intervenire anche nei centri storici, nei pressi delle scuole e nelle zone di maggiore necessità”.

Il piano in corso non si limita quindi a riparazioni localizzate, ma punta a interventi strutturali e duraturi. Il criterio adottato privilegia le vie più ammalorate, con rifacimenti dei manti stradali e dei sottofondi e con interventi di risistemazione della pavimentazione in pietra nei contesti storici. Il costo medio degli interventi è stimato in 77,30 euro al metro quadrato.

I lavori già realizzati

Finora, nel corso del 2025, sono stati completati 19 interventi, per un totale di oltre 37 mila metri quadrati e un investimento di 1,5 milioni di euro. Le vie interessate coprono tutta la città: dai borghi e periferie (Varano, Sappanico, Posatora, via della Grotta, via del Carmine…), al centro (via Veneto, via Fazioli…), passando per le principali vie di accesso come via Flaminia, fino ai collegamenti tra Piano San Lazzaro e centro città (via De Gasperi, via XXV Aprile…).

Gli interventi fino a marzo 2026

L’elenco inizialmente preventivato era di 42 interventi, come comunicato nel marzo scorso. Oggi si passa a 48. L’Amministrazione ha infatti comunicato che dopo i 19 completati, il cronoprogramma proseguirà su 29 tratti, calibrando gli interventi in base al tipo di manto e alle condizioni meteo. Nello specifico, e come già anticipato, da novembre saranno interessate le vie del centro storico pavimentate in sampietrini, mentre sull’Asse nord-sud si effettuerà la manutenzione dei giunti. Gli interventi proseguiranno a gennaio 2026 in via Birarelli e via Del Commercio, e a febbraio su via Albertini, Buozzi, Fabriano, Marsigliani e Recanati. Da fine febbraio a marzo i cantieri toccheranno Candia, via Saline, via Torresi, via Circonvallazione, De Bosis, Del Carmine, Einaudi, Magenta, Panoramica, Patrizi, Santo Stefano, Ranieri, Piazza Pezzotti e Varano.

Margherita Rinaldi

Foto: Servizio Lavori pubblici – Manutenzioni – Strade Comune di Ancona