Nel nome di Francesco. Oltre ottanta “voci” per il poeta Scarabicchi, in un volume che ne consacra la memoria

Dico piano il tuo nome”” -tratto dalla raccolta “Il prato bianco” – è il titolo evocativo e in perfetta sintonia con la personalità del poeta anconetano Francesco Scarabicchi scelto per rappresentarlo e incastonarne la memoria attraverso i tanti contributi di intellettuali amici, oltre ottanta, contenuti in un volume presentato alla cittadinanza sabato 24 maggio. Un vero e proprio evento, la costruzione e la successiva divulgazione dell’antologia, che scaturisce dal legame che il poeta ha stretto con moltissimi esponenti del mondo della Cultura e dell’Arte. Massimo Recalcati, Gianni D’Elia, Eugenio De Signoribus, Umberto Piersanti, Roberto Galaverni, Fabio Pusterla, Stefano Simoncelli – solo per citare i più noti – non si sono fatti pregare per aderire al progetto di una raccolta di pensieri, poesie, testimonianze avanzato dal Centro Studi Francesco Scarabicchi, costituito nel 2022 con lo scopo di una sempre maggiore diffusione in Italia e all’estero delle sue opere, promuovendo e incoraggiando azioni per mantenerne vivo il ricordo.Un lavoro durato circa tre anni, impegnativo e complesso– ha sottolineato il Presidente del Centro Studi, Giandomenico Papa, nel presentare il volume e l’evento che lo farà conoscere – che si configura come un atto di amore della moglie e dei figli di Francesco (che Papa conosceva fin dai banchi di scuola elementare) e che ha visto coinvolti 82 persone che hanno condiviso con lui un pezzo, o gran parte, del cammino artistico e che ne hanno apprezzato lo spessore umano, la capacità di ascolto, la sensibilità e la speciale empatia, maturate in giovane età, a seguito della sofferenza per la perdita della figura paterna.”. Accanto allo straordinario talento che lo ha fatto apprezzare sul piano nazionale e internazionale, “ a toccare gli animi degli autori che hanno risposto immediatamente alla chiamata” con contributi inediti in poesia e prosa, così come degli amici e dei lettori, la profonda spiritualità di Scarabicchi, che raggiungeva chiunque si approssimasse a lui. Ad evocarla, insieme alla profondità della ricerca poetica, alla capacità di fare emergere la luce dall’oscurità, di disseminare la bellezza della parola, adoperandosi incessantemente per tutta la sua vita, è stata Liana De Gregorio Scarabicchi, compagna di vita del poeta e testimone vivente della sua grandezza. Il libro -edito da Affinità Elettive di Valentina Conti- è il frutto della collaborazione dei suoi curatori: Massimo Raffaeli, grande amico dello scomparso poeta, e di Cristina Babino. A tutti e tre va la riconoscenza del Centro Studi e della moglie Liana che hanno ringraziato la Regione Marche e il Comune per il fondamentale contributo corrisposto al progetto editoriale. L’assessore alla Cultura Marta Paraventi, che Scarabicchi lo ha conosciuto e frequentato, ha condiviso l’emozione dei tutti i presenti nel ricordare “il suo talento che lo ha reso un poeta di livello nazionale e una personalità importante nella città di Ancona e il suo modo soave e leggero di rivolgersi agli altri “ esprimendo la volontà di “non disperderne la memoria e di sostenere iniziative per tramandarne la figura e l’eredità poetica, in linea con quanto espresso in una mozione del al consiglio comunale”. L’assessore tra le altre ha ricordato l’opera che maggiormente lega Scarabicchi al territorio, “Una città di scoglio”, e i legami sia con l’arte del Novecento, sia particolarmente con Lorenzo Lotto, con il quale aveva una profonda connessione spirituale, avvertendo “l’ esigenza di connettersi con chi prima di lui aveva sperimentato il passaggio tra la luce il buio, attraversando il tempo”.

E come dimenticare che Scarabicchi è stato ideatore e direttore artistico per quasi un ventennio di NostroLunedì periodico di scritture, immagini e voci del Comune di Ancona? Una pubblicazione unica nella scena editoriale istituzionale, curata insieme allo studio Lirici Greci “esempio insolito nella scena italiana, per qualità e intelligenza di progettazione e contenuti e un abito formale elegante e finemente modellato” (arch. Mario Piazza)

Un vivo apprezzamento per il progetto editoriale arriva dall’Amministrazione tutta che, per voce del vice sindaco Giovanni Zinni, ha espresso il richiamo al “forte bisogno che ha la città di simboli ed esempi per le nuove generazioni: “Con questa iniziativa – ha detto- non solo viene valorizzato un anconetano che ha avuto successo ma un nostro concittadino che attraverso i suoi versi trasmette sentimenti di amore e positività”.

L’incontro pubblico è stato- con questi presupposti – una vera occasione di festa e un evento memorabile anche grazie alle presenza del Gruppo La Macina di Gastone Petrucci molto legato al poeta , del musicista Francesco Paladino e dell’attore Giorgio Sebastianelli. Forte e sentita la partecipazione.

Federica Zandri

Premio Stamira: riconoscimento di genere istituito dal Comune per promuovere la cultura di parità

Accogliendo la proposta del Forum delle Donne del Comune di Ancona, e in continuità con le numerose e diverse iniziative di comunicazione, prevenzione, formazione ed informazione della cittadinanza per contribuite al contrasto di ogni forma di violenza “di genere”, l’Assessorato alle Pari Opportunità ha avviato un nuovo progetto mirato a creare maggiore consapevolezza e ammirazione nei confronti di figure femminili di ieri e di oggi della nostra Comunità, di donne che hanno creduto in se stesse raggiungendo gli obiettivi cui aspiravano, quali modelli autorevoli ed efficaci da prendere ad esempio.

L’idea maturata è quella di istituire un “premio al valore civico intitolato a Stamira, l’eroina anconetana che nell’assedio di Ancona del 1173 si ribellò ai soldati imperiali del Barbarossa a difesa della città ededicato a quelle donne che, nate o vissute su questo territorio, stanno hanno lasciato- o stanno lasciando- un segno, a livello locale, nazionale ed internazionale. L’oggetto del Premio, sancito da una delibera comunale, è specificamente “la celebrazione di una figura femminile del territorio anconitano, che con la propria virtù o attività disinteressata abbia concorso allo sviluppo del territorio, ovvero alla promozione della crescita civile ed alla coesione sociale della propria comunità, attraverso un impegno concreto nel campo del sociale, del lavoro, dell’industria, della ricerca, dell’arte, della cultura, della scuola, dello sport, del volontariato e dell’associazionismo o tramite atti di particolare valore sociale e umanitario, assistenziale e filantropico, distinguendosi pertanto nell’anno di riferimento”

Il riconoscimento- che consiste in una statuetta raffigurante Stamira accompagnata da un formale attestato di benemerenza– sarà assegnato annualmente nel corso della ricorrenza annuale della tradizionale “Festa del Mare”, che cade nel mese di settembre.

Gli obiettivi del Premio Stamira sono molteplici: valorizzare le storie di donne e le differenze di genere di cui sono portatrici, dato che il riconoscimento delle stesse differenze è alla base del riconoscimento di pari opportunità; valorizzare e rafforzare il ruolo della donna nei diversi ambiti della società e promuovere un approccio di genere nel sensibilizzare la società sulle potenzialità femminili e sulle relazioni umane e sociali positive messe in atto da donne anconitane. Inoltre, stimolare una riflessione sul ruolo delle donne nella comunità di appartenenza e diffondere e favorire la conoscenza di storie femminili straordinarie nell’ordinario.

La partecipazione al Premio Stamira sarà disciplinata da relativo Avviso Pubblico. Le candidature possono essere liberamente presentate da associazioni, enti, organismi o privati cittadini che vogliano segnalare, sostenere e valorizzare una figura femminile ritenuta avere i requisiti per l’assegnazione. La candidatura deve essere accompagnata da una presentazione in cui siano esposte le motivazioni alla base della proposta oltre che da una breve biografia della candidata. Non sono ammesse autocandidature. Successivamente alle segnalazioni pervenute verrà effettuata una istruttoria da parte dell’Assessorato alle Pari Opportunità sulla base di un apposito disciplinare. Per il sostenimento dei costi l’Amministrazione Comunale potrà fare ricorso ad eventuali contributi e/o sponsorizzazioni di enti e fondazioni.

Federica Zandri

nelle immagini: la scultura dedicata a Stamira dal pittore Armeni; l’eroina dorica raffigurata da Francesco Podesti

IL PERSONAGGIO: Giovanni Seneca, anima mediterranea in viaggio

Chitarrista, compositore e direttore artistico del Festival Adriatico Mediterraneo, è sempre alla ricerca di nuovi linguaggi musicali

Un chitarrista sapiente, capace di esprimere con struggente delicatezza sentimenti e stati d’animo universali. Un compositore di ampio respiro, alla ricerca perenne di nuova ispirazione e nuovi linguaggi transfrontalieri perseguendo incessantemente l’obiettivo della contaminazione musicale e culturale. Un artista sempre in viaggio che ha fatto del confronto, della cooperazione e dell’ inclusione la sua bandiera, ideando e portando avanti negli anni nella sua città – non avvezza in origine a manifestazioni di tale calibro- uno dei festival più completi e apprezzati del bacino del Mediterraneo. E’ Giovanni Seneca, tanto popolare quanto (si può dire?) schivo, in un’epoca in cui tutti, per molto meno, fanno a gara per apparire. Qualche rara notizia su un suo profilo permette di intravederne gli spostamenti sul piano nazionale e internazionale, da nord a sud (più sud che nord), un invito dietro l’altro a festival e manifestazioni in ogni luogo dove la musica, da quella classica a quella popolare di varie nazionalità, sia protagonista. La sua ricerca musicale è rivolta a fondere elementi provenienti dalla musica classica e dalla musica popolare in un nuovo linguaggio per riconoscere le diversità come la bellezza molteplice di un’unica radice esistenziale.

Nato a Napoli- capitale musicale e regina delle contaminazioni- e trasferito al seguito dei genitori ad Ancona, Giovanni Seneca ha frequentato e poi si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio Rossini di Pesaro. Un tutt’uno con la sue chitarre (classica, battente e flamenca), il musicista e compositore di oggi è la risultante degli studi e delle esperienze vissute in Italia e a Parigi dove si è specializzato all’Ecole Normale du Musique e al Conservatorio Ravel, vivendo svariati anni nella capitale francese dove ha assorbito nuovi stimoli, per poi dare vita a numerosi progetti in più Paesi nei quali – oltre che in Italia- si è esibito con le sue composizioni solistiche, cameristiche e orchestrali: Parigi, Berlino, New York, Philadelphia, Sarajevo, Atene, Tel Aviv, Belgrado, Smirne, Zagabria, Istanbul, Budapest, Casablanca, Hammamet, Il Cairo e svariati altri. Ospite nelle stagioni di numerose orchestre ha scritto musiche per spettacoli con attori e intellettuali come Moni Ovadia, Erri De Luca, Dario Vergassola, David Riondino. Anche in radio e televisione, in Italia e Francia, è stato ed è più volte ospite.

C’è, tra tanti, un ricordo che lo accompagna costantemente, quello della collaborazione con uno tra i più grandi compositori della scena mondiale, Ennio Morricone, non è vero?

Aver conosciuto e collaborato con uno dei più importanti compositori del ‘900 è stata un’esperienza unica. Io ho collaborato con lui per la sua parte artistica meno conosciuta, quella di compositore puro di musica contemporanea atonale, che è stato il suo percorso formativo sia come allievo di Goffredo Petrassi che come membro del collettivo di composizione estemporanea nuova consonanza. Morricone ha scritto quattro concerti per organici orchestrali, il terzo concerto per chitarra marimba e orchestra d’archi è stato dedicato a me e lo ho eseguito negli anni Novanta in prima esecuzione a Parigi alla salle Gaveau e poi in diverse altre città europee e infine inciso su cd con l’orchestra nazionale dell’accademia di Santa Cecilia. Frequentare Morricone mi ha fatto capire che la musica non ha confini di generi o barriere, ma anche che per ottenere risultati bisogna considerarlo un vero lavoro che richiede disciplina e rigore. L’atto creativo è solo un input iniziale che va poi elaborato, studiato e lavorato intensamente. La sua musica e la nostra frequentazione sono tuttora uno stimolo e un modello per me ”

Negli ultimi anni l’inarrestabile concittadino si è dedicato particolarmente a un nuovo progetto musicale, Ecanès, nel quale assieme alla formidabile cantante italo-algerina Anissa Gouizi e altri musicisti e la costante presenza delle percussioni, si è addentrato in nuove sonorità, che esaltano l’anima popolare della musica. E però il progetto che meglio si identifica con Giovanni Seneca e che lo vede impegnato da oltre vent’anni è il Festival Adriatico Mediterraneo, di cui è direttore artistico, un appuntamento consolidato, di caratura internazionale. Si svolge nel capoluogo dorico quasi ininterrottamente dal 2007 nato dall’esperienza dell’Associazione Musica Klezmer attiva dal 1996, alla fine dell’estate, portando in città una trentina di eventi musicali e culturali e coinvolgendo i siti più belli, alcuni dei quali indissolubilmente ed esclusivamente legati ad Ad Med, quali la scalinata del Passetto all’alba. Un evento di qualità, fortemente identitario che mette d’accordo tutti, che si distingue oltre che per la grande musica interculturale anche per l’impegno sociale.

Come è cambiato nel tempo il Festival e che emozioni le regala ancora oggi? “Il festival non è cambiato, l’intuizione fu quella di creare un’iniziativa ad Ancona che rispecchi la sua storia e la sua identità passata e futura ovvero quella di un porto che si apre all’adriatico e al mediterraneo dove oltre alle merci e ai passeggeri viaggiano e si scambiano esperienze di vita, culture, arti e linguaggi e questo continua a essere. Essendo un festival che vive di contributi pubblici a seconda della sensibilità degli amministratori verso i temi trattati che riguardano il nostro mare e il nostro territorio riusciamo a calibrare un programma più o meno attrattivo in termini di grandi nomi e di quantità di eventi, ma cerchiamo comunque di mantenere sempre un livello qualitativo innovativo e non banale”.

Docente da lungo tempo della cattedra di chitarra al Conservatorio di Pesaro, trova il tempo di dedicarsi ai suoi allievi : come docente, quale è il rapporto con i giovani che desiderano intraprendere un percorso artistico e in lei vedono un modello di riferimento?

I conservatori così come le accademie di belle arti sono delle oasi protette il cui unico obiettivo è insegnare arte e bellezza. E’ uno studio specifico che richiede una grande predisposizione di base alla quale va abbinato un lavoro rigoroso. Il docente di musica ha solo il compito di guidare e rendere consapevole l’allievo di ciò che in realtà lui già sa. Purtroppo questo sogno si infrange poi con la realtà e bisogna constatare una progressiva sfiducia dei giovani verso percorsi artistici e culturali soprattutto a livello universitario proprio perché ancora, paradossalmente in un paese come l’Italia, chi lavora nell’arte e nella cultura vive una costante precarietà e i giovani, anche se di talento, sono sempre meno stimolati a intraprendere studi in questo ambito.”

E’ tempo, per Giovanni Seneca, di ripartire e di continuare il viaggio musicale verso sempre nuove mete e nuove atmosfere. Noi lo aspettiamo qui, certi che saprà ancora sorprenderci e affascinarci.

Federica Zandri

La Blue Economy, una risorsa che lega il mare al suo entroterra

La Blue Economy, una risorsa che lega il mare al suo entroterra è il filo conduttore di Tipicità in Blu, 17-23 maggio 2025

Il mare è la nuova frontiera della ricerca della sperimentazione, tessuto connettivo per l’economia del futuro e terreno fertile per dar vita a nuove imprese.

La blue economy, o economia blu, è un concetto che promuove l’uso sostenibile delle risorse marine e costiere per favorire la crescita economica, migliorare i mezzi di sussistenza, l’occupazione e preservare la salute degli ecosistemi oceanici e marini.

Nelle Marche, la blue economy, modello di sviluppo economico basato sull’utilizzo sostenibile delle risorse marine e costiere nel rispetto dell’ambiente e della salute umana, interessa una filiera articolata.    Tra i suoi pilastri la cantieristica – vero fiore all’occhiello del territorio con il relativo indotto – il turismo, la manifattura, la trasformazione e conservazione del  prodotto ittico, e naturalmente la pesca. Quest’ultima, un mestiere antico, potrebbe essere resa secondo i partner dell’Università Politecnica delle Marche  «più sostenibile ed innovativa.  Con la digitalizzazione ormai imprescindibile anche per la blue economy, l’innovazione della filiera agroalimentare diventa un tema cruciale per affrontare le sfide future e cogliere nuove opportunità. Le Marche devono difendere e sviluppare le proprie nicchie di eccellenza, favorendo la condivisione di conoscenze e l’adozione di nuovi modelli performanti. Questo approccio può rafforzare la competitività della blue economy marchigiana sui mercati internazionali. Riguardo al PIL delle Marche,  la percentuale è pari a 3%, un dato che può e deve salire, con il concorso di tutti- dicono gli esperti- adeguandosi alla media nazionale (10%).

Ancona, nella sua posizione strategica al centro del Mar Adriatico, con il percorso di Tipicità in Blu sta disegnando in questo ambito nuovi paradigmi e nuove traiettorie. L’idrosfera analizzata con lo sguardo al futuro, prendendo come scenario-laboratorio e come un flusso unico e connesso la “pianura liquida” del Mare Adriatico.

In quest’ottica la blue economy, o ancor meglio la “blue way”, non è quindi un settore economico, ma piuttosto un approccio, una concezione che parte dalle dimensioni locali e alimenta una visione globale di cura nei confronti del pianeta: idrosfera, acque interne e costiere, underwater, processi di circolarità e sostenibilità, multifunzionalità delle attività costiere e del mare, alfabetizzazione blu e promozione dei talenti.

Non a caso l’edizione 2025 di Tipicità in blu si presenta con un fitto programma di approfondimenti e laboratori sul tema. A partire dal Blue Village che UNIVPM allestirà in Piazza Cavour e poi i laboratori blu per bambini e le visite guidate dagli studenti nell’area portuale.

Insieme alle mostre, da quella sul Rinascimento marchigiano a quella dedicata a materiali, forme e strutture di barche e navi, è in programma anche la seconda edizione dell’Hackathon, rivolto a giovani di Italia e Croazia: 48 ore per navigare il mare e ideare soluzioni innovative per il futuro della Blue Economy.

Nel fitto palinsesto, anche la visita a Fincantieri, la Sailing Chef a Marina Dorica, il forum per imprenditori “The Blue Way: Cantieri Aperti”, realizzato con Confindustria Piccola Industria, e le giornate della nautica e della cantieristica, con CNA e Confartigianato.

Condivisione, co-creazione, scambio e crescita complessiva di consapevolezza e attenzione, appunto… da Ancona, la blue way!

La manifestazione:

Dal 17 al 23 maggio la Città di Ancona ospita la dodicesima edizione di Tipicità in blu, con il significativo slogan “Mare, laboratorio di futuro”. Una settimana per tutti i gusti e tutte le sensibilità, concepita per condividere insieme un futuro più blu. Volti noti, regatanti, chef, pensatori e ricercatori, imprenditori ed associazioni, tutti insieme per esplorare il bello ed il buono che il mare è sempre pronto a suggerirci.

Sabato 17 e domenica 18 maggio un week end di Festival diffuso in alcuni degli spazi “fronte mare” più iconici della città. A Marina Dorica, uno dei porti turistici più grandi e moderni d’Italia, imperdibile la classica Sailing chef, una regata velica abbinata ad un concorso di cucina a bordo, capace di valorizzare sia il fascino di questo spazio marino ubicato a ridosso del Parco del Monte Conero, sia i prodotti a km. 0 ed il pescato di stagione del mar Adriatico.

A corredo della Sailing Chef, tante le iniziative che nel pomeriggio e nella serata di sabato animeranno Marina Dorica, come la degustazione a cura dello chef Paolo Antinori, ma anche musica e pittura in banchina, accompagnati dalla possibilità di gustare, nel tramonto sul mare, le proposte dei circuiti “Menù in blu” ed “Aperiblu” realizzate fino al 24 maggio nei locali della città aderenti all’iniziativa. La domenica, sempre a Marina Dorica, da segnalare la regata “Conerissimo” e, nel pomeriggio, evento speciale sulle cosiddette “specie neglette del mare” e la presentazione con degustazione del libro “Pillole del Conero”, alla sua seconda edizione.

Altro polo attivo nel fine settimana del Festival di Tipicità in Blu è la Mole Vanvitelliana, riferimento tra mare e terra che rende unico il “waterfront” anconetano. Sabato 17, spazio ai Blu Tour, itinerari turistici guidati dai ragazzi, ed alla mostra “Barche e navi”, un percorso multisensoriale tra forme, strutture e materiali. Sempre sabato, di pomeriggio, la degustazione “piccole pescherie e grandi birre”, con possibilità di assaporare anche vini del Conero e specialità marinare presso il “The Mole, caffè letterario”.

Durante le giornate di Tipicità in Blu, sempre alla Mole, sarà possibile visitare il Museo Tattile Omero e la Mostra “Rinascimento marchigiano, opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma lungo i cammini della fede”. Nella mattinata di domenica 18 maggio, inoltre, iniziativa speciale Visita il Cantiere, con partenze su prenotazione dalla Mole in direzione del cantiere navale di Fincantieri.

Da lunedì 19 si aprono le giornate della blue economy che, fino al 20 maggio, vedranno protagonisti gli studenti con una speciale escape room dedicata alla “sfida del mare”.

Il 21 e 22 Tipicità in blu “accende” il Passetto, altro spazio di unicità tra mare e terra avvolto nelle affascinanti atmosfere adriatiche, con incontri professionali legati a nautica, creatività e nuove competenze, nonché un laboratorio didattico per i bambini sulla sana alimentazione di mare. Proprio la terrazza del Passetto e la sala Unicorn ospiteranno, nel pomeriggio del 21, il lancio ufficiale del Grand Tour delle Marche. Sarà invece l’Università Politecnica delle Marche, il 22 e 23 maggio, la sede della seconda edizione di “The Blue Way Hackathon”, una sfida in quarantott’ore per navigare il mare e ideare soluzioni innovative per il futuro della Blue Economy. Il 23 pomeriggio sarà il forum “Cantieri Aperti” a chiudere simbolicamente l’intenso viaggio dell’edizione 2025 di Tipicità in Blu.

Info e prenotazioni: www.tipicitainblu.it

“Mia la città”: su iniziativa del Forum delle Donne del Comune di Ancona un incontro sulla pianificazione di genere

Un evento intenso e partecipato che apre le porte a futuri sviluppi, quello che si è svolto il 10 maggio a Spazio Presente, a cura dalla Commissione Gioia e Bellezza del Forum delle Donne del Comune di Ancona. “Mia la città” – questo il titolo dell’incontro  – è stato una importante occasione interattiva sostenuta dall’assessorato alle Pari Opportunità nella quale si sono susseguiti i significativi interventi della Prof.ssa Daniela Poli docente del Master in Città di genere. Metodi e tecniche di pianificazione e progettazione urbana e territoriale,  promosso dall’Università degli Studi di Firenze, e di Sara Biondo, architetta e ricercatrice, entrambi focalizzati sulla relazione delle donne con la città, per dare voce a necessità, bisogni e desideri che si intrecciano nella storia e nell’ urbanistica dei centri urbani dove le logiche imperanti sono quelle maschili, determinate nel tempo dagli uomini. Sull’importanza di una formazione in grado di portare una visione di genere in ogni campo della pianificazione, della progettazione e delle politiche pubbliche urbane e territoriali, si è soffermata la prof.ssa Daniela Poli, tra i massimi esperti in nel nostro Paese, e non solo: “Città di genere”- spiega- significa costruire una città in grado di rispondere alle esigenze di tutte le persone che la abitano, partendo da uno sguardo specifico. , La strategia comunitaria per la parità̀ di genere 2020-2025 sottolinea la volontà̀ e la richiesta esplicita di inserire sistematicamente una prospettiva di genere in ogni fase di elaborazione delle politiche in tutti i settori di azione dell’UE. Si tratta di una sollecitazione importante che, per essere applicata, richiede a chi si occupa della costruzione e dell’attuazione di politiche pubbliche un impegno consapevole e responsabile per porre fine alla violenza di genere, combattere gli stereotipi, ripensare in profondità̀ gli spazi dell’abitare, i servizi, le economie, le opportunità̀ di lavoro, i processi decisionali, i tempi urbani e la vita quotidiana. In particolare- ha ricordato l’esperta- la Commissione Europea sottolinea come “donne e uomini non sono influenzati nello stesso modo dalle politiche verdi che mirano a contrastare i cambiamenti climatici: le donne, ad esempio hanno meno possibilità di promuovere la transizione all’energia pulita, sono maggiormente vittime della povertà̀ energetica e non incidono sui trasporti a emissioni zero essendo le donne a utilizzare di più̀ i trasporti pubblici. Affrontare la dimensione di genere può, pertanto, essere determinante per sfruttare appieno il potenziale di queste politiche”.

Le politiche cittadine- è stato convenuto da relatrici e partecipanti- devono tenere presente la necessità di conciliare i diversi aspetti della vita- lavoro, cura, benessere personale, sicurezza- per poter anche coltivare le relazioni e i legami sociali i luoghi e spazi pubblici adatti allo scopo. Si tratta di indirizzi che richiedono orientamenti non oggettivi, ma che nascono dall’ascolto, dalla capacità di cura e di attenzione alle necessità dei luoghi e dei loro abitanti. Per porre mano a questa innovativa progettazione, si prevede un approccio interdisciplinare su base spaziale.

Nel corso dell’iniziativa promossa dal Forum , la poetessa ed insegnante Gabriella Veschi ha letto le sue poesie sulla città di Ancona, poesie che ci hanno condotto nelle belle vie e negli incantevoli luoghi della nostra città. A disposizione del pubblico, spazi di scrittura dove poter esprimere le proprie considerazioni e spazi di lettura, in cui tanti testi – scelti dalla Commissione Gioia e Bellezza del Forum – sono stati messi a disposizione perché fossero letti dai presenti in sala. Inoltre, contributo emozionante dell’associazione Terzavia che ha regalato al pubblico momenti di musica dal vivo. “Questo evento così particolare e vivace- sottolinea la presidente del Forum delle Donne, Antonella Azzaloni- ha contribuito a creare una occasione di ricerca e di condivisione di pratiche che ci hanno fatto capire quanto la partecipazione attiva sia fondamentale” . “Siamo sicure- sottolineano collegialmente le componenti del Forum delle Donne, nel ringraziare il Comune l’ assessore alle Pari Opportunità Orlanda Latini che ha aperto l’incontro pubblico del 10 maggio e ha sostenuto dall’inizio il progetto – che da questa prima iniziativa scaturiranno altri progetti per approfondire le tematiche emerse”.

F.Z.

Dal Museo archeologico all’Anfiteatro romano, alla scoperta della storia antica del capoluogo

Salto di qualità per l’Anfiteatro romano di Ancona, cerniera tra il centro storico e il mare Adriatico e area archeologica strettamente connessa con il vicino MAN, Museo Archeologico Nazionale delle Marche, dal quale prende avvio l’itinerario di visita.

Entrato a far parte dei Musei italiani come luogo della Cultura della Direzione regionale Musei delle Marche, in capo al Ministero competente, sarà oggetto di progetti di riqualificazione e valorizzazione, oltre che meta- si diceva- di visite guidate della durata di circa 45 minuti, per ora stabilite nella giornata di martedì, a partire dalla Settimana di Pasqua. Un progetto che nei prossimi anni interesserà scavi, messa in sicurezza e nuovi spazi e connessioni da valorizzare tra più siti (ad esempio la sezione delle antiche terme romane, adiacente a Palazzo Bonarelli). Tra i punti forti del percorso aperto al pubblico, lo spettacolare camminamento sul marciaronda a picco sul mare che condurrà direttamente fino alla nuova uscita dell’Anfiteatro, che la Direzione intende fare coincidere con il limitrofo accesso al parco del Cardeto.

Il Direttore della Direzione Musei Marche, Luigi Gallo e il Direttore del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, Diego Voltolini non nascondono il loro entusiasmo:

Il punto di ritrovo per le visite- che negli intenti potrebbero essere incrementate in concomitanza con l’arrivo dei croceristi- sarà la biglietteria del MAN Marche (Palazzo Ferretti), dalla quale si raggiungerà a piedi l’Anfiteatro che dista circa 150 metri. Per accedere alle visite è consigliabile la prenotazione al centralino del Museo, chiamando il numero telefonico 071-202602.

Nel frattempo i tecnici sono all’opera per migliorare la fruibilità e l’accessibilità dello spazio, dopo il completamento di un’ampia opera di pulizia da ogni traccia di rifiuto. Da parte del Sindaco e dell’assessore alla Cultura un ringraziamento alla Direzione regionale Musei Marche e alla Direzione del Museo Archeologico delle Marche per il lavoro svolto assieme in vista della convenzione tra Comune e Direzione Musei Marche per la valorizzazione condivisa e integrata del prezioso sito dell’Anfiteatro. La convenzione prevede la concessione dell’uso gratuito pluriennale dello spazio al Comune per iniziative culturale e di spettacolo, previa manutenzione ordinaria del sito da parte dell’Amministrazione.

STORIA dell’ANFITEATRO L’Anfiteatro Romano fu realizzato nel periodo augusteo (fine I se. a.C. – inizi I sec. d.C.) sulla sella collinare che sovrasta il porto e la città antica di Ancona, situato tra i Colli Guasco e dei Cappuccini a 40 mt sul livello del mare. ’Anfiteatro presentava una cavea sviluppata su oltre venti gradinate disposte su tre ordini che poggiava in parte sulla roccia marmosa (tagliata per accogliere la struttura) e in parte su volte cementizie costruite in elevato e poteva accogliere fino a 10.000 spettatori. Molteplici le tecniche costruttive dell’Anfiteatro (opera quadrata, opus reticolatum, laterizio…) e spesso in mescolanza tra loro che testimoniano sia alcuni “ripensamenti” in corso d’opera, sia fasi edilizie successive. Dopo l’abbandono in età antica (IV sec. d.C.) venne utilizzato come cava di materiali e, a partire dal XIII secolo, come base per nuove costruzioni che ne hanno nascosto la struttura. Solo nel 1810 si identificò nella volta della cantina del conte Bonarelli uno degli ingressi principali del monumento, Porta Pompae, ingresso destinato ai soldati, mentre quello secondario corrisponde forse alla Porta Libitinensis, destinata all’uscita dei morti e feriti. Annessi all’Anfiteatro sono i coevi locali adibiti a uso termale: un vasto ambiente con vasca a mosaico e pareti affrescate, e altri ambienti con resti del sistema di riscaldamento termale, eretti sopra un precedente lastricato. Nel 1930 iniziarono gli scavi grazie all’intervento della Soprintendenza, a cui si aggiunsero finanziamenti ministeriali appositamente erogati dopo il sisma del 1972.

Federica Zandri

L’agricoltura sociale fa bene alla salute mentale

Il lavoro nel verde, la migliore delle terapie. Sono alle prese con piante officinali e siepi e -in futuro- vitigni e piante di ulivo, i ragazzi della Casa Rossa, struttura assistenziale-riabilitativa immersa nelle colline alle spalle dell’ex Crass, grazie al progetto di agricoltura sociale “Seminare benessere” che mette d’accordo tutti, istituzioni e associazioni dei familiari. Sotto la guida dello staff della Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche, diretto dal prof. Nunzio Isidoro, Direttore della Azienda Agraria Didattica “P. Rosati”, gli ospiti della struttura hanno messo a dimora nei giorni scorsi le prime piante officinali donate dal Comune di Ancona, assessorato alle Politiche sociali e Sanità- grazie ad un finanziamento della Regione Marche. Il progetto – che ha ricevuto il pieno appoggio dall’Azienda Sanitaria territoriale di Ancona- riguarda il recupero di una vasta porzione di terreno (quasi 8 ettari con vigneti e uliveti un tempo fiorenti) nell’area della casa all’ex manicomio da convertire in una vera e propria azienda agricola e sociale. “Per iniziare- hanno detto i tecnici della Facoltà- stiamo ripristinando il viale di accesso che era stato completamente abbandonato e riqualificando il piccolo vigneto che accompagna il viale e, inoltre, due filari di ulivi da rivitalizzare. Stiamo inoltre mettendo nel terreno piante officinali -e non- della macchia mediterranea”. “Seminare benessere” prende le mosse da un protocollo d’intesa tra il Comune di Ancona, l’AST di Ancona e l’Università Politecnica delle Marche e costituisce un approccio innovativo che unisce l’attività agricola a quella sociale e costituisce un eccezionale contesto terapeutico e riabilitativo per persone con diverse fragilità.

Attraverso l’agricoltura sociale, settore in costante crescita in Italia- sottolineano gli esperti- le persone sviluppano competenze, ritrovano un senso di utilità e si integrano nella comunità, favorendo così un processo di recupero e reinserimento sociale. È un approccio che valorizza le risorse individuali e promuove uno stile di vita più sano e sostenibile.

INTERVISTA PROF. NUNZIO ISIDORO – Facoltà di Agraria- UNIVPM

 La Casa Rossa – riaperta dopo lavori di ristrutturazione nel giugno 2024- è una struttura funzionale dove i pazienti sono seguiti passo passo nel loro percorso di terapia. Conta  15  posti letto e il personale è costituito da infermieri, OSS, educatori, specialisti e personale  adeguato. Il servizio fornisce assistenza riabilitativa agli ospiti ed è attivo h24 sette giorni su sette. Il suo obiettivo principale è quello di costruire intorno ad essa tutti quei progetti di integrazione socio sanitaria che permetteranno di dare le risposte adeguate a chi ne ha bisogno ed alle loro famiglie.

Federica Zandri

Marche Teatro lancia la stagione di Prosa e Danza dedicata al Novecento

E la nuova Compagnia Giovani

Una presentazione mai vista, di grande effetto, allargata per la prima volta al pubblico, quella portata sul palco delle Muse da Marche Teatro il 7 aprile per annunciare la prossima Stagione di Prosa e Danza. La prima del nuovo direttore Giuseppe Dipasquale che ha voluto fare le cose in grande portando con sé sulla scena, oltre alle Autorità -il Sindaco e gli assessori alla Cultura del Comune, Marta Paraventi, e della Regione, Chiara Biondi- e al Presidente di Marche Teatro, Valerio Vico- due protagonisti del mondo dello spettacolo che potremo rivedere da vicino nei prossimi mesi, gli attori Edoardo Siravo e Alessio Vassallo. Uno dei più grandi attori teatrali in Italia, interprete del lavoro di Camilleri, “Il birraio di Preston” che apre la stagione, il primo, e attore in costante ascesa, interprete cine-televisivo-teatrale (lo si ricorda ne “Il giovane Montalbano”) che ritroveremo nel “Male Oscuro” ad aprile 2026, il secondo. Un fiume in piena, Dipasquale nel dipingere la sua visione del teatro, il luogo “disperatamente umano”, dove “le emozioni si ricreano” dove è possibile trasmettere il messaggio che “il dolore fa male, sì, ma fa parte della vita”. E per fare fluire le emozioni, per farci sentire tutti partecipi del bene e del male, il teatro si deve allargare a tutti, “non deve essere elitario ma collettivo. Culturale e popolare insieme.” “Comprensibile, sì, in assoluto, a chiunque”. Ed ecco la prima novità: un progetto editoriale di durata triennale “che determini una visione”, con stagioni a tema. La prossima sarà dedicata al Novecento e al tema della Memoria e si intitolerà 900venticinque volte d’annate ricorrenze. Il mistero del numero 25 lo aveva svelato qualche minuto prima il Sindaco Daniele Silvetti ricordando, nel suo saluto augurale per questa nuova avventura artistica, che nel 2027 si celebreranno i 25 anni del rinato Teatro delle Muse e i 200 dalla sua fondazione. A segnare il punto sul Novecento- spiega DIpasquale- sono sei grandi autori italiani, due dei quali in esclusiva: Andrea Camilleri, che segna perfettamente il ’25 con il suo Centenario dalla nascita; Giuseppe Berto, che produce il suo più importante romanzo a metà del Novecento; Luigi Pirandello, il più grande drammaturgo del Novecento, Eduardo De Filippo, che nasce proprio all’inizio del secolo (maggio del 1900); ad Italo Calvino di cui ricorre il quarantesimo dalla morte e il sessantesimo dalla pubblicazione delle Cosmicomiche; ed infine Dacia Maraini scrittrice della generazione degli anni ’30 del Novecento, tra le più importanti italiane viventi. D’annate ricorrenze, dunque. Entrando nei dettagli dei singoli spettacoli snocciola altre novità: la creazione di una Compagnia dei Giovani formata da attrici e attori professionisti, una Compagnia dove “formazione, ricerca e conservazione della tradizione, reclutamento di nuovi talenti e valorizzazione e affinamento di quelli in crescita contribuiscano a rendere salda e sempre innovativa la rotta maestra di MARCHE TEATRO.” E poi, una quinta replica, anzi meglio una anteprima, il mercoledì sera, per ogni rappresentazione, per un totale di sessanta serate di spettacolo da novembre 2025 ad aprile 2026 tra prosa, danza, musical e risate. Quattro dei titoli proposti sono prodotti da Marche Teatro.

Ma entriamo nei dettagli: Il cartellone si apre dal 5 al 9 novembre con una produzione di Marche Teatro Il birraio di Preston di Andrea Camilleri, di cui ricorre quest’anno il centenario dalla nascita. Con la riduzione teatrale dello stesso Camilleri e di Giuseppe Dipasquale che ne cura anche la regia vede in scena una compagnia di eccellenti attori, tutti impegnati in più ruoli, in un turbillon di personaggi pieni di ironia che ci faranno ridere e riflettere tra i quali spiccano: Edoardo Siravo, Federica De Benedittis, Mimmo Mignemi. A Vigata, nel 1874, il prefetto impone per la riapertura del teatro della città l’opera Il birraio di Preston di Luigi Ricci, scatenando la rivolta dei cittadini. La serata inaugurale del teatro si trasforma in caos tra scontri, incendi e tensioni crescenti. Lo spettacolo è prodotto da Marche Teatro, Teatro Al Massimo di Palermo, Teatro di Roma.

Dal 19 al 23 novembre un’altra produzione di Marche Teatro sarà in scena alle Muse, La Tempestadi William Shakespeare con la regia di Alfredo Arias con tra gli altri, gli attori Graziano Piazza e Guia Ielo. Lo spettacolo è una produzione di Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, TPE, in collaborazione con Estate Teatrale Veronese. Prospero, duca di Milano, esiliato su un’isola con sua figlia Miranda, usa la magia e l’aiuto dello spirito Ariel per scatenare una tempesta e far naufragare i suoi nemici. Orchestrando inganni e rivelazioni, conduce i traditori alla resa e infine li perdona. L’isola diventa così il palcoscenico di un viaggio verso la redenzione.

Il cartellone prosegue dall’11 al 14 dicembre con La Vedova Scaltra di Carlo Goldoni, regia Giancarlo Marinelli con protagonisti Caterina Murino, Sergio Múñiz, Giulio Corso; la produzione è di Compagnia Moliere, Teatro Quirino Roma in coproduzione con Richard Caillar Prod, Fimalac Entertainment, Arts Live Entertaiment in collaborazione con Arteven. La vedova scaltra segna l’inizio della Riforma teatrale di Goldoni, passando dal teatro delle maschere a quello psicologico e moderno. Commedia brillante e precorritrice de La Locandiera, esplora l’emancipazione femminile attraverso intrighi amorosi e duelli. È il ritratto di una Venezia eterna e di un Goldoni innovatore.

Dal 22 al 25 gennaio sarà la volta diRiccardo IIIdi William Shakespeare. L’attrice Maria Paiato porta in scena Riccardo III del Bardo, interpretando il crudele usurpatore in un progetto voluto insieme al regista Andrea Chiodi. Lo spettacolo è prodotto da Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma. La tragedia racconta l’ascesa e la caduta del machiavellico duca di Gloucester, emblema del potere spietato. L’opera, scritta nel 1592, chiude la tetralogia minore drammatizzando il passaggio dai Plantageneti ai Tudor.

Dal 18 al 22 febbraio ancora una produzione in scena, Otello di William Shakespeare con la drammaturgia di Dacia Maraini, la regia è di Giorgio Pasotti anche in scena nel ruolo di Jago e con protagonista Giacomo Giorgio nei panni di Otello; lo spettacolo è prodotto da Teatro Stabile d’Abruzzo, Marche Teatro, Stefano Francioni Produzioni, Virginy L’isola trovata. Otello uccide Desdemona per gelosia e poi si toglie la vita, rendendo la tragedia di Shakespeare drammaticamente attuale. Giorgio Pasotti riflette su come il testo parli ancora alle giovani coscienze, denunciando la violenza di genere e l’illusione del possesso. La drammaturgia di Dacia Maraini sottolinea l’urgenza di educare per prevenire tragedie simili.

Dal 26 febbraio al 1 marzo, Elena Russo Arman, Maria Caggianelli Villani, Enzo Curcurù, Cristian Giammarini sono i protagonisti de I corpi di Elizabeth, un’opera inedita in Italia dell’autrice britannica Ella Hickson, con la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani, la produzione è Teatro dell’Elfo, Teatro Stabile del Veneto con il contributo di Next – Laboratorio delle idee per la produzione e distribuzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo. La drammaturgia contemporanea in lingua inglese, è ormai da decenni per il Teatro dell’Elfo di Milano un territorio di folgoranti scoperte, una fonte d’ispirazione irrinunciabile per raccontare il nostro tempo. Il Teatro dell’Elfo porta in scena I corpi di Elizabeth, esplorando il potere e la sensualità di Elisabetta I.

Dall’ 11 al 15 marzo Luca De Fusco dirige il testo di Eduardo De Filippo Sabato, domenica e lunedì con una compagnia eccellente tra cui spiccano Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma. Lo spettacolo è una co produzione Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Biondo di Palermo. Il testo diEduardo racconta la crisi familiare di Peppino e Rosa Priore, esplosa durante un pranzo domenicale a causa della gelosia del marito. La commedia, tra momenti tragicomici e litigi corali, esplora le dinamiche familiari con profondità e ironia. Nel lunedì finale, il dialogo tra i coniugi riporta la serenità, offrendo un messaggio di speranza.

Dal 19 al 22 marzo Luca Marinelli è il protagonista de La cosmicomica vita di Qtratto da Italo Calvino, regia Luca Marinelli e Danilo Capezzani, la drammaturgia è di Vincenzo Manna, in scena con Marinelli una compagnia di eccellenti attori: Gabriele Portoghese, Valentina Bellè, Alissa Jung, Federico Brugnone, Gabian Jung, Gaia Rinaldi, la produzione Spoleto Festival dei Due Mondi, Fondazione Teatro della Toscana, Società per Attori. Il testo è l’adattamento teatrale delle Cosmicomiche di Calvino. Luca Marinelli nel ruolo di Qfwfq, intreccia dodici racconti in una narrazione continua. Lo spettacolo alterna momenti narrativi e drammatici, restituendo lo spirito scientifico, culturale ed esperienziale dell’opera. La regia enfatizza la metamorfosi, rendendo la messa in scena dinamica e visionaria.

Dal 9 al 12 aprile l’attore Franco Branciaroli porta in scena con la regia di Paolo Valerio, Non si sa come di Luigi Pirandello, lo spettacolo è una co produzione di Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro de gli Incamminati, Centro Teatrale Bresciano. Il testoesplora l’inquietante dualità dell’animo umano. I personaggi, apparentemente raffinati, rivelano impulsi oscuri e incontrollabili, mettendo in discussione il concetto di colpa e autocontrollo. La regia arricchisce la pièce con elementi multimediali, amplificando il dramma psicologico.

Dal 15 al 19 aprile Alessio Vassallo è il protagonista de Il male oscuro di Giuseppe Berto con la regia di Giuseppe Dipasquale, lo spettacolo è una produzione di Marche Teatro con il Teatro Biondo Palermo, Teatro Stabile di Catania. Il romanzo pubblicato nel 1964 e divenuto un cult negli anni 60, è un romanzo autobiografico che esplora il malessere esistenziale e la depressione. Il protagonista, segnato dal senso di colpa per la morte del padre, si affida alla psicanalisi per affrontare il proprio tormento interiore. L’adattamento teatrale di Giuseppe Dipasquale, con protagonista Alessio Vassallo e la presenza nel cast di Ninni Bruschetta nel ruolo del Padre e dello psicanalista, restituisce la complessità e l’attualità di questa storia.

Gli appuntamenti con la danza partono venerdì 24 ottobre con, in esclusiva regionale, Cornelia Dance Companyche presentaGisellə, coreografia Nyko Piscopo, produzioneCornelia.“Gisellə” Ispirato al balletto romantico per antonomasia, Giselle, viene reinterpretato da Nyko Piscopo per esaltare il tema dell’Amore oltre il genere, il pregiudizio e l’inganno in un tempo attuale ancora stigmatizzato. Con le musiche create da Luca Canciello, i danzatori della compagnia Cornelia performano tra reale e virtuale un capolavoro intramontabile che trova una dimensione contemporanea attraverso la narrazione del corpo.

Sabato 15 novembre Compagnia Zappalà Danza & Munedaiko presentano Brother to Brother dall’Etna al Fuji con la regia e la coreografia di Roberto Zappalà e musica live di Munedaiko. Lo spettacolo è prodotto da Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza. La nuova creazione di Roberto Zappalà per il 2025 celebra il legame tra danza e musica attraverso l’incontro tra la Compagnia Zappalà Danza e i percussionisti Munedaiko. Ispirata ai vulcani Etna e Fuji, l’opera esplora il ritmo primordiale della natura e dell’umanità, alternando suono e silenzio in un flusso armonico.

Sabato 3 gennaio 2026 Aterballetto presenta Notte Morricone regia e coreografia Marcos Morau, musica Ennio Morricone, produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto. “Notte Morricone” è un tributo alla musica immortale di Ennio Morricone, che ha segnato generazioni e reso il cinema una sinfonia di emozioni. Lo spettacolo immagina una notte creativa in cui il compositore, tra ricordi e ispirazioni, dà vita a nuove melodie per film ancora inesistenti. La sua musica, indipendente dal cinema, continua a vivere, risuonando nei cuori e nei teatri di tutto il mondo.

Giovedì 23 aprile Ballet Opéra Grand Avignon presenta, in esclusiva regionale, Olympiade [trace] ideazione e regia Antonio De Rosa e Mattia Russo/KOR’SIA, lo spettacolo è prodotto da Opéra Grand Avignon in co realizzazione con Les Hivernales CDCN di Avignone. “Olympiade” esplora il rapporto tra tempo, spazio e identità attraverso la danza, utilizzando una pista di atletica come simbolo della condizione umana. La coreografia del duo Kor’sia per il Ballet de l’Opéra Grand Avignon fonde passato e presente in un movimento senza inizio né fine. L’opera invita il pubblico a riflettere su nuove possibilità di connessione e trasformazione collettiva.

Per gli appuntamenti fuori abbonamento si spazia dai musical ai comici al balletto classico.

Dal 18 al 21 dicembre 2025 (con doppia recita sabato 20 dicembre) un grande appuntamento, in esclusiva regionale, Anastasia il musical, libretto di Terrence Mcnally, musiche di Stephen Flaherty, testi di Lynn Ahrens con la regia di Federico Bellone. Il musical è prodotto da Broadway Italia, IMARTS. “Anastasia, il Musical” è il fenomeno teatrale dell’anno in Italia, con continui sold out nei principali teatri. Diretto da Federico Bellone, racconta il viaggio di Anya, una giovane senza memoria, alla ricerca della sua identità tra San Pietroburgo e Parigi. Tra amore, mistero e speranza, la storia si ispira alla leggenda della Granduchessa Anastasia, ultima erede dei Romanov.

Domenica 28 dicembre alle ore 18 Balletto di Milano presenta un nuovo allestimento de Lo Schiaccianoci, musiche di P. I. Tchaikovsky, liberamente ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann, coreografia di Federico Veratti, scenografia di Marco Pesta. L’esclusivo Schiaccianoci del Balletto di Milano, nell’unione tra classicità ed innovazione, non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza che incanta e trasporta in un’epoca di raffinata eleganza. La fusione tra l’estetica rétro dell’Art Déco e la magia della tradizione natalizia per soddisfare gli occhi, il cuore e l’anima di ogni spettatore.

Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026 arriva ad Ancona, un’altra esclusiva regionale, il musical Cantando sotto la pioggia, regia e coreografie Luciano Cannito, libretto Betty Comden, Adolf Green, testi Arthur Freed, musica Nacio Herb Brown. Un viaggio indimenticabile tra le melodie e le coreografie del classico hollywoodiano. Cantando sotto la pioggia – Singin’ in the rain, uno dei più famosi musical della storia del cinema. Tratto dal film del 1952, questo spettacolo è una celebrazione della magia del cinema muto e della musica di Hollywood. Lo spettacolo combina la magia del cinema e la musica per creare un’esperienza indimenticabile per il pubblico.

Domenica 8 marzo alle ore 18 il Balletto di Milano propone Carmen, balletto su musiche di Georges Bizet, coreografie di Agnese Omodei SalèFederico Veratti. La Carmen del Balletto di Milano è una delle produzioni più attese della stagione, con scene e costumi raffinati. La storia della passionale e ribelle Carmen si intreccia con la figura ineluttabile del Destino, che guida ogni suo passo fino alla tragica fine. Coreografie coinvolgenti e le celebri musiche di Bizet rendono unica questa versione firmata da Marco Pesta.

Venerdì 27 marzo l’attore e comico Max Giusti porta in scena Bollicine scritto dallo stesso Max Giusti con Giuliano Rinaldi e Marco Terenzi, regia è curata dallo stesso Giusti, la produzione è di LEA Productions. L’artista torna sul palco con uno show ironico e sincero, tra confessioni inedite e momenti di festa. In un’atmosfera frizzante, condivide pensieri senza filtri, svelando verità che non direbbe nemmeno al suo migliore amico. Non mancano le sue celebri imitazioni, tra cui Aurelio De Laurentiis e Alessandro Borghese.

Federica Zandri (con Marche Teatro)

INFO:  www.marcheteatro.it

Il Cammino francescano nel cuore di Ancona e dal porto storico a Numana

Pubblicata la guida dell’itinerario cittadino

Ancona riscopre la presenza del passaggio del Santo più celebrato e preso a modello in Italia e in molte parti del mondo, così come dal Santo Padre che ne ha acquisito il nome. Lo fa in occasioni delle Celebrazioni a lui dedicate dal nostro territorio in questi anni per via di una serie di ricorrenze con una pubblicazione dal titolo “A spasso con Francesco” una camminata all’interno del centro storico di Ancona tra chiese, monumenti, antichi palazzi e panorami mozzafiato sulle orme del “poverello” di Assisi. La guida si inserisce nel circuito del Cammino Francescano nella Marca di Ancona, un suggestivo percorso naturalistico, spirituale e culturale inaugurato da poche settimane che si snoda per circa 30 km da Ancona a Numana, attraversando luoghi storici legati a San Francesco d’Assisi. Questo itinerario è stato creato per celebrare l’ottavo centenario degli avvenimenti francescani nella regione e offre ai pellegrini un’esperienza unica di fede, meditazione e contatto con la natura. Le dieci tappe del cammino sono: Ancona – Banchina San Francesco, Ancona – Santa Maria della Piazza, Ancona – Museo e Cattedrale di San Ciriaco, Ancona – San Francesco alle Scale, Ancona – San Francesco ad Alto, Varano – Chiesa di San Pietro Martire, Varano – Opere Caritative Francescane, Camerano – Chiesa di San Francesco, Sirolo – Villa Vetta Marina, Numana – Chiesa di Cristo Re, Lungo il tragitto, i pellegrini troveranno segnaletica informativa a basso impatto ambientale, in linea con lo spirito francescano. Ogni tappa è dotata di totem con QR code, che permette di accedere a contenuti interattivi e approfondimenti direttamente sullo smartphone. Le mappe interattive  e tutte le info di questo cammino unico e accessibile ai più sono disponibili sul sito ufficiale www.camminofrancescanoancona.it .

Tornando all’opuscolo di Ancona Tourism- Assessorato al Turismo, edito da NonSolo Video- si articola come una passeggiata di poco più di tre chilometri tra i luoghi storici più suggestivi e caratteristici della città con un accompagnatore d’eccezione: San Francesco. La città si è in qualche modo abituata ad avere la compagnia di Francesco da quando nel 2019 l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, Mons. Angelo Spina ha maturato il progetto di indire un Anno Francescano per far riscoprire la figura del Santo che era stato ad Ancona nel 1212 e poi nel 1219 si era imbarcato sempre ad Ancona, per raggiungere la Terra Santa martoriata ora come allora dalla guerra.

E poi ancora nell’ambito delle Celebrazioni Francescane nel 2023 è stato ricordato il Natale di Francesco, festeggiando gli 800 anni della nascita del presepio per iniziativa del Santo Patrono. Celebrazioni Francescane che proseguono anche quest’anno per gli 800 anni del Cantico delle Creature, senza dimenticare il Giubileo indetto da Papa Francesco. “A spasso con Francesco” si pone dunque come una guida culturale ma anche turistica e religiosa per scoprire i luoghi francescani della città e quindi le Chiese, i monumenti, le tante opere artistiche conservate nel cuore più antico di Ancona. Nel volume si rintracciano storia, fede, ma anche cultura e il mare con scorci suggestivi da vedere o da riscoprire. La guida è poi fornita di una piantina con visualizzati le cinque tappe del Cammino Francescano, partendo dal Porto Antico per poi toccare la Chiesa di Santa Maria della Piazza, il Duomo, la Chiesa di San Francesco alle Scale e l’ex Convento di San Francesco ad Alto, che oggi ospita il Comando Esercito Marche. Il fascicolo è dotato anche di un “QRcode” scansionando il quale ci si immerge in un viaggio emozionante con musica e immagini davvero belle. L’opuscolo è arricchito dagli scritti del Sindaco, Daniele Silvetti, dell’assessore al Turismo, Daniele Berardinelli e dall’Arcivescovo di Ancona-Osimo Mons. Angelo Spina. La parte storica è stata curata da Diego Mecenero. Il video è stato realizzato da Nonsolovideo. Le foto sono del Comune di Ancona e di Paolo Zitti. Il progetto generale e il coordinamento editoriale è del giornalista Claudio Sargenti.

Federica Zandri

Al via la stagione delle crociere. Lo sforzo congiunto per l’accoglienza


Quaranta approdi crocieristici, dei quali 27 della flotta MSC (il venerdì alle ore 13) e gli altri di differenti compagnie, in date e orari variabili, con – tra le altre- la Caledonian Sky, la Explorer 2, la Explora I, la Le Bouganville, la Nautica, la Dumont D’Urville e la Seven Seas Navigator.

La stagione croceristica ha preso avvio a pochi giorni dalle festività pasquali, domenica 13 aprile, con l’arrivo della MS Hamburg e si concluderà il 29 novembre con la nave Viking Star. L’Assessorato al Turismo del Comune, in collaborazione con Autorità portuale e Arcidiocesi Ancona-Osimo, ha visto premiati i propri sforzi per svolgere al meglio l’accoglienza ai visitatori. Due gli indirizzi sui quali si è specificamente lavorato: l’ampliamento degli orari delle chiese, consentendo finalmente l’adozione dell’orario estivo continuato tutti i giorni in Cattedrale (eliminando quindi la pausa pranzo dalle 12 alle 13) , con attenzione particolare agli approdi crocieristici ma andando incontro, evidentemente, anche a tutti gli altri flussi turistici in arrivo ad Ancona e la razionalizzazione dell’accoglienza ai crocieristi, in precedenza svolta in siti diversi e in questa stagione concentrata per tutti gli arrivi/imbarchi nell’attrezzato terminal crociere.

Fin dal primo approdo il personale comunale, e quello incaricato, è operativo per svolgere l’accoglienza a beneficio dei crocieristi indirizzando i visitatori verso il centro storico, in particolare verso la Portella Santa Maria e Palazzo degli Anziani, sede del futuro IAT , il nuovo punto di informazione turistica.

In occasione degli approdi MSC si svolge regolarmente anche la visita guidata gratuita nel contesto del programma “Scrigni sacri ” , giunto alla dodicesima edizione, messo a punto in collaborazione con l’Arcidiocesi Ancona-Osimo.  Un itinerario attraverso le chiese e le piazze della città a cura di guide turistiche professionali, ogni venerdì pomeriggio con partenza alle 14,30 davanti alla chiesa di Santa Maria della Piazza. L’iniziativa è aperta a tutti, turisti in generale e cittadini.

Le visite sono aperte a tutti, anconetani e turisti. Non è necessaria prenotazione. Le visite si svolgeranno in lingua italiana e inglese.

Dal 18 aprile al 10 ottobre, tutti i venerdì pomeriggio. Partenza ore 14.30 da S. Maria della Piazza. Non di poco conto l’offerta del servizio del trenino turistico che riscuote il gradimento di crocieristi e visitatori e contribuisce – come nelle alte città in cui è presente- a dare l’immagine di città a tutti gli effetti “turistica”, vale a dire accogliente e organizzata. Fondamentale la disponibilità della Direzione Diocesana a contribuire a migliorare l’accoglienza dei turisti che sono sempre attratti dai luoghi sacri cittadini e in primi dal Duomo e da Santa Maria della Piazza. Dopo tanti anni finalmente l’apertura continuativa del Duomo e un nuovo bagno in prossimità dei giardini a fianco della Cattedrale”. Da parte della Autorità di Sistema Portuale del Medio Adriatico la conferma del massimo impegno nella gestione degli arrivi delle navi e quindi all’agibilità degli accosti, con la precedenza data alla compagnia principale, MSC Crociere, e l’annuncio un progetto di ristrutturazione complessivo del waterfront a partire dall’illuminazione

Federica Zandri