Scudo antitruffa: Poste, Comune e Polizia Locale uniscono gli sforzi

Uno scudo giallo con spunta blu è il simbolo della protezione contro le truffe per i clienti di Poste italiane e Poste Pay. Appare sul pad, il terminale sul quale l’utente firma l’operazione di versamento e prelievo, come avviene anche in banca, quale alert per accertare che si tratti di una operazione voluta e non indotta con l’inganno.  Compare anche sul nuovo Vademecum antifrode da collocato dal 27 marzo all’ingresso degli Uffici postali di Ancona ( e già in altre due città, a breve a Rimini) per informare e assistere i cittadini sempre più bersagliati da truffatori convincenti e abili  manipolatori.    In aggiunta, il personale agli sportelli è addestrato a riconoscere le vittime, che si presentano con il cellulare all’orecchio per eseguire le indicazioni che il truffatore sta fornendo per svuotare loro il conto. Per evitare queste situazioni, l’opuscolo che si diceva, realizzato nell’ambito del progetto condiviso con il Comune di Ancona “Non sei solo: insieme per la sicurezza” e sviluppato grazie alla Prefettura, si pone come un utile strumento per accrescere la consapevolezza e la cultura sul tema. Due le giornate (27 e 28 marzo) dedicate ad incontrare fisicamente i cittadini nell’ufficio postale di Largo Ventiquattro Maggio 2, per informarli sui principali scenari di frode, sviluppare consapevolezza delle dinamiche adottate dai frodatori e conoscenza dei comportamenti per proteggere sé stessi, facendo circolare la pubblicazione. Nella sede di Ancona Centro i cittadini saranno così informati sulle diverse tipologie di frodi, sempre più spesso attuate con tecniche miste (phishing, smishing e vishing) e di Social Engineering tese a ottenere informazioni sensibili delle vittime e di conseguenza la necessaria adozione di ‘best practice’ nell’ambito della prevenzione. Un esempio su tutti è la corretta custodia delle credenziali di accesso e dei codici dispositivi, volta a ridurre i rischi dovuti ad attività criminali finanziarie e informatiche per garantire un alto livello di sicurezza necessario sia per gli acquisti e-commerce sia per l’accesso ai servizi, come spiega ai nostri microfoni la responsabile di Area di Fraud Management e Security Intelligence, Alessandra Mariotti:

Rafforzare la cultura della sicurezza e della prevenzione impegna costantemente la Polizia Locale che insieme al Comune sta portando avanti un progetto parallelo, articolato in collaborazione con una rete di emittenti radiofoniche. La parola d’ordine “non sei solo” è il filo-rosso delle due giornate del 27 e 28 marzo e tutta la campagna antifrode:– dichiara il Comandante della Polizia Locale di Ancona Marco Caglioti:

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Ritorna Vivicittà. Ad Ancona, in altre 60 città e nei penitenziari

È partita nel 1983 e da allora non si è più fermata.

La “corsa più grande del mondo” continua ad essere la grande protagonista dello sport per tutti, abbracciando in un’unica, originale formula, atleti professionisti e sportivi della domenica con la competitiva di 10 km oltre alla passeggiata ludico motoria, di circa Km.5, in tante città italiane ed estere, partenza per tutti allo stesso orario, unica classifica in base ai tempi compensati. E ogni anno, un tema per cui battersi: la pace, i diritti umani, il rispetto ambientale, l’uguaglianza sociale, la solidarietà tra i popoli. Perché la libertà (di correre) non sia un privilegio di pochi.

Km. 10 GARA PODISTICA COMPETITIVA 10 chilometri uguali per tutti i circuiti, Vivicittà si corre in contemporanea in 42 città italiane e 18 estere. Il via alle ore 9.30 precise, dato dalla RAI RADIO 1. Ogni circuito è dotato di un coefficiente di compensazione studiato appositamente, tenendo conto di tutti i fattori di variabilità, la pendenza, il terreno ( pavè o asfalto ) la linearità. Uno studio che ha coinvolto l’Istituto di Scienza dello Sport del CONI. Per effetto di questo coefficiente i tempi di ciascun concorrente vengono equiparati. Come se si corresse tutti sullo stesso percorso. Verrà stilata una classifica unica, distinta, maschile e femminile fra tutte le città partecipanti Ad Ancona si corre su un circuito cittadino nel centro della città da ripetersi 2 volte.

Km 5 PASSEGGIATA LUDICO MOTORIA . LA CORSA PER TUTTI Una giornata di sport per tutti come diritto di cittadinanza attiva, come strumento di integrazione sociale e di difesa dell’ambiente per favorire una mobilità sostenibile e promuovere stili di vita attiva e la cultura del movimento quotidiano. Il percorso su cui si svolge la manifestazione non agonistica , che puoi percorrere al ritmo che vuoi, passeggiando o correndo al tuo passo, è completamente pianeggiante . La partenza è unica, insieme ai podisti competitivi, e si snoda sullo stesso percorso della gara competitiva, chiaramente ridotto, il circuito da percorrere una sola volta. Tutti i partecipanti cammineranno, marceranno o correranno una parte o la totalitá del percorso, secondo le possibilità individuali.

I PERCORSI DI VIVICITTA AD ANCONA IL PERCORSO DELLA COMPETITIVA DI KM. 10 Partenza dal piazzale antistante lo Stadio Dorico, si prosegue Viale della Vittoria, Piazza XXIV Maggio, Piazza Cavour, Corso Mazzini, Piazza della Repubblica, Via XXIX Settembre, Via Marconi, GIRO DI BOA rotatoria Galleria S.Martino, Via Marconi, Via XXIX Settembre, Piazza Kennedy, Largo Sacramento Corso Garibaldi, Piazza Cavour, Piazza XXIV Maggio, Viale della Vittoria, Passetto. Si ripete il giro . Partenza dal piazzale antistante lo Stadio Dorico, si prosegue Viale della Vittoria, Piazza XXIV Maggio, Piazza Cavour, Corso Mazzini, Piazza della Repubblica, Corso Garibaldi, Piazza Cavour, Piazza XXIV Maggio, Viale della Vittoria, Passetto ARRIVO PIAZZALE ANTISTANTE LO STADIO DORICO

VIVICITTA’ NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI Il Vivicittà negli Istituti Penitenziari è parte della proposta culturale che la UISP. Sportpertutti, anche negli Istituti Penitenziari per minorenni e adulti, laddove le condizioni operative lo consentono. L’UISP ha un rapporto proficuo con l’Amministrazione della Giustizia, Vivicittà ha il Patrocinio del Ministero della Giustizia, e realizza da decenni attività sportive all’interno degli Istituti del nostro paese. Dall’esperienza di Vivicittà nascono storie straordinarie di amicizia, collaborazione fra gli operatori, sensibilizzazione e partecipazione da parte delle comunità dove sono insediati gli Istituti di pena. Quest’anno per la prima volta grazie alla disponibilità della direzione del carcere Circondariale di Montacuto e Barcaglione Vivicittà si terrà anche in questi Istituti. Le date per il loro svolgimento sono ancora in via di definizione, ma sarà una esperienza unica e coinvolgente anche per il Comitato UISP organizzare questa manifestazione all’interno degli Istituti, con la consapevolezza che la qualità della vita in carcere è un tema che passa anche attraverso la possibilità di praticare sport e da queste esperienze talvolta nascono progetti ponte tra dentro e fuori, che possono sostenere la riabilitazione e l’inclusione dei detenuti nella società

Genny forever. L’abbraccio della città a Donatella Girombelli.

 Se la scomparsa di Mina dallo schermo e da ogni evento artistico e sociale ne ha alimentato la leggenda di icona della Musica,  il ritiro discreto di  Donatella “Genny” Girombelli  dagli scenari della moda  – di cui è stata protagonista nella stagione d’oro del settore e del boom economico-   così come dalla sua città di appartenenza, ha generato un sentimento acceso di nostalgia e di riverenza per la sua figura, e per ciò che ha rappresentato per la comunità. In un’epoca in cui  invidiosi ed haters spesso hanno la meglio, lei mette d’accordo tutti,  quanto ad ammirazione e gratitudine. Una personalità e una classe inimitabili che il tempo non scalfisce, una lady che ha fatto conoscere Ancona nel mondo,  come si fa a dimenticarla?    Tra le sue ultime apparizioni in pubblico, insieme all’amica Ornella Vanoni, la si ricorda, straordinariamente elegante come sempre, all’inaugurazione del Teatro delle Muse nel 2002, poi, più nulla.  E’ stato quindi con sincera emozione che tanti anconetani si   sono messi in fila, in un piovoso pomeriggio di fine marzo, per rivederla, per ascoltarla dal vivo,  per rivivere insieme a lei quel sogno nel quale tutti si sono identificati,  facendo il tifo perché l’azienda nata dall’intuizione del marito Arnaldo, diventasse un marchio leader  nel mondo riverberando su Ancona fama e bellezza.    L’incontro pubblico è stato possibile grazie all’impegno del Lions Club Ancona Host- in particolare di Stefania Annini, Patrizia Niccolini, Isabella Gorbi,  Annalisa Galeazzi che da anni curano il progetto “Ancona tra passato e futuro” regalando alla città preziose mostre fotografiche e altri appuntamenti. A queste infaticabili operatrici culturali si affiancano la giornalista Lucilla Niccolini, che ha curato e presentato nell’occasione una ricerca sulle storiche  boutique anconetane che si sono sviluppate nel secondo dopoguerra, e Antonio Luccarini,  già docente e assessore alla Cultura negli anni Novanta, appassionato intellettuale e memoria storica della città.  Con la regia di Carlo Mancini, Luccarini ha realizzato una lunga videointervista a Donatella Ronchi Girombelli nella sua dimora al Barcaglione,  che si candida a diventare un piccolo grande documento di una stagione eccezionale per il territorio ma anche per la Storia dello sviluppo del Paese.  Alla signora della Moda- entrata in azienda nel 1966 come responsabile dello stile- Ancona deve molto e viceversa.  Molto, moltissimo alla laboriosità e l’abilità dei quattrocento dipendenti – come ha ricordato l’ex imprenditrice-  così come alla comune volontà di dare il massimo per un progetto visionario, firmato dalla coppia di talenti,   che sposava la qualità del capo di fattura artigianale) con la produzione di tipo industriale-. Una volontà spiccata di contribuire all’emancipazione della donna, a infonderle sicurezza – ha raccontato la signora Donatella- è stata la prima motivazione per impegnarsi a creare abiti adatti per la nuova epoca proiettata verso il progresso,  puntando sul pret- a- porter.   Decisivo, lungo il percorso, l’incontro con Gianni Versace, allora praticamente sconosciuto, che i Girombelli conobbero a Firenze e con il quale collaborarono per oltre  vent’anni.   I punti di forza del successo della maison – ha spiegato al microfono del prof- Luccarini- sono stati  la qualità del prodotto, la creatività e la sartorialità che, insieme all’eleganza delle linee,  hanno reso  Genny famosa nel mondo,  contesa dagli Stati Uniti  di Ronald Reagan così come dalla Cina di Deng XiaoPing.    Palpabile la commozione dell’ ex imprenditrice la cui bellezza il tempo non ha scalfito,  a più riprese applaudita nel corso della proiezione e nel suo saluto successivo, e dei partecipanti tra i quali molti protagonisti della altrettanto brillante stagione del commercio dorico di tessuti e confezioni di prestigio (Ida e Oriana Girombelli, Elvio Carsughi, Ramas, Rocchetti, Milton, Bedeschi e prima ancora Zamboni, Bambi, Regalobello, Pizzi, Zannini e numerosi altri)   e anche di atelier sartoriali,  quale il celebre sarto Vittorio Belvederesi.

Per la pioniera del pret-a- porter, tra le poche donne capitane di industria all’epoca, Ancona è sempre stata un’ oasi di serenità, un porto sicuro dove rifugiarsi, prendendo fiato da quel mondo competitivo e complesso  nel quale ha operato, affrontando con coraggio le tante difficoltà, diventate più pesanti dopo avere perso il suo compagno di vita e di lavoro. Parole di affetto e incoraggiamento le ha spese per i giovani: “ molto più preparati e sensibili di noi alla loro età, specialmente in tema di sostenibilità,   e però più fragili, perché viene meno la speranza per il futuro”-    Un omaggio a Donatella e all’eredità di Genny e degli altri brand aziendali è arrivato anche dai giovani delle associazioni di categoria presenti, che hanno dato vita a un breve talk show. A salutarla e ringraziarla in apertura il  sindaco Daniele Silvetti insieme a Michele Menghini presidente del Lions Club Ancona,  con la promessa di tenere la barra dritta verso il futuro,  coltivando la lezione del passato. L’ evento, condotto da Maria Pia Tedesco di E’tv Marche, è stato realizzato in collaborazione con il Comune.

La grande lirica torna da ottobre alle Muse con Verdi e Rossini

La Stagione Lirica di Ancona 2025 al Teatro delle Muse “Franco Corelli” propone quest’anno due capolavori del grande repertorio: Il Trovatore di Giuseppe Verdi e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Il cartellone della stagione lirica si apre venerdì 10 ottobre alle ore 20.30 con replica domenica 12 ottobre alle ore 16.00 con Il Trovatore libretto di Salvatore Cammarano e Leone Emanuele Bardare, dal dramma El Trobador di Antonio Garcia Gutiérrez, musica di Giuseppe Verdi, direttore Andriy Yurkevych, regia Giuseppe Dipasquale. La produzione è un nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse.

Venerdì 5 e domenica 7 dicembre va in scena Il Barbiere di Siviglia libretto di Cesare Sterbini, dalla commedia omonima di Pierre Carón de Beaumarchais, musica di Gioachino Rossini, direttore Jacopo Brusa, regia e scene Damiano Michieletto, costumi Carla Teti. L’allestimento del Maggio Musicale Fiorentino, Fondazione Teatro delle Muse in coproduzione con Fondazione Rete Lirica delle Marche.

L’OPERA DAL TEATRO DRAMMATICO è il tema che accomuna i due titoli: non solo la Stagione 2025 ma l’intera programmazione del triennio 2025-2027 si svolgerà, infatti, lungo un percorso tematico che mette in relazione alcune delle più celebri opere del repertorio con le loro fonti – drammi, tragedie, commedie – in un processo di assimilazione e di rielaborazione della letteratura europea che ha fatto del melodramma italiano il laboratorio di nuove drammaturgie. Nel 2025 si confrontano El Trobador di Antonio Garcia Gutiérrez (1813-1884), con il celeberrimo Trovatore verdiano e Le Barbier de Seville, la prima delle tre commedie della trilogia di Beaumarchais – già intrise di spiriti prerivoluzionari – con il capolavoro di Rossini, fornendo stimoli più ampi e approfondimenti più interessanti al consueto e al nuovo pubblico delle scuole e delle università, a cui saranno dedicati incontri ed eventi. In questa chiave è significativa la scelta dei registi, entrambi attivi tra prosa e teatro musicale: Giuseppe Dipasquale e Damiano Michieletto.

La nuova produzione de Il Trovatore è firmata da Giuseppe Dipasquale, Direttore di Marche Teatro e prestigiosa presenza nelle stagioni del teatro italiano, che torna all’opera dopo il debutto con Traviata al Teatro Massimo Bellini di Catania nel 2012. Damiano Michieletto – una delle figure più eminenti del teatro europeo – firma la regia e l’impianto scenico della produzione del Barbiere di Siviglia, nata per il Maggio Musicale Fiorentino: lo spettacolo rappresenta una delle prime tappe della carriera internazionale del regista ed è la testimonianza della genialità di un giovane artista che, agli inizi degli anni duemila, si confermò raffinato uomo di teatro producendo alcuni degli spettacoli più intelligenti ed efficaci dell’intero panorama operistico. Di livello internazionale i direttori d’Orchestra. Dirigerà Trovatore il direttore ucraino Andriy Yurkevych, che – dopo gli esordi come direttore stabile presso il Teatro Lirico Statale d’Opera e Balletto di Lviv – si è rivelato nel 2010 debuttando all’Opera di Roma con Falstaff e si è affermato rapidamente a livello internazionale con numerosi inviti presso l’Opéra di Montecarlo, il Théâtre Royal de la Monnaie, la Bayerische Staatoper, il Liceu di Barcellona, il Teatro Municipale di Santiago del Cile, la Greek National Opera e la San Franscisco Opera. È stato inoltre Direttore Musicale del Teatro Nazionale di Odessa. Attualmente è Direttore Musicale dell’Opera Nazionale Polacca al Teatro Wielki di Varsavia.

Sul podio per Il Barbiere di Siviglia sale Jacopo Brusa, che ha approfondito il repertorio rossiniano dirigendo L’inganno felice al Fraschini di Pavia con l’orchestra Virtuosi Brunenses di Brno, La cambiale di matrimonio al Festival “Rossini in Wildbad”, La Cenerentola al Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia. Nel 2024 è stato invitato a dirigere uno dei “Concerti di Belcanto” al Rossini Opera Festival di Pesaro.

Come di consueto una serie di incontri con il pubblico e con le scuole farà da introduzione ai titoli in programma.

Sono previste due serate come anteprima giovani, perIl Trovatore l’8 ottobre e perIl Barbiere di Sivigliail 3 dicembre, entrambe alle ore 18:00di ciascuna opera agli allievi delle scuole secondarie e agli studenti dell’Università Politecnica delle Marche.

Così come sono previste al Ridotto del Teatro delle Muse le guide all’opera gratuite aperte alla città la domenica precedente il debutto di ciascun titolo. Quindi domenica 5 ottobre guida all’opera per Il Trovatore e domenica 30 novembre la guida all’opera per Il Barbiere di Siviglia.

Come anteprima rispetto al cartellone lirico, a pochi giorni dalle festività pasquali Ancona con il Teatro delle Muse sarà protagonista di un concerto straordinario ospitando l’orchestra su strumenti originali Frau Musika diretta da Andrea Marcon, uno degli interpreti di riferimento per il repertorio barocco e classico, che accosta al Requiem di Mozart il Te Deum di Salieri, di cui ricorrono i 200 anni dalla morte. Nel programma c’è spazio anche per il Concerto n.1 per violino e orchestra in Si bemolle maggiore K 207 di Mozart, frutto della sua giovanile inventiva, con il violino solista di Paolo Tagliamento. L’orchestra è affiancata dal Coro del Friuli Venezia Giulia e da quattro voci soliste di livello internazionale: il soprano Jeanne-Marie Lelièvre, il contralto Francesca Ascioti, il tenore Leonardo Cortellazzi e il basso boliviano José Coca Loza. Il concerto tocca cinque città italiane, partendo da Ancona, realizzando un progetto di Andrea Marcon e di Frau Musika sostenuto in art bonus da Fondazione Cariverona. L’appuntamento è a cura di Fondazione Teatro delle Muse in collaborazione con Marche Teatro. Frau Musika propone un’immersione nella musica sacra di due grandi maestri come Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart, che operarono nella Vienna di Giuseppe II. La storia li vide rivali sul palcoscenico del Teatro di Corte e negli eventi musicali della Capitale; la leggenda volle indicare Salieri come responsabile della morte prematura del più giovane collega: il dramma di Puskin nell’Ottocento, quello di Shaffer nel Novecento, ma soprattutto il film di Forman hanno reso popolare un sospetto che non ha alcun fondamento. A seguire c’è l’ampia parentesi mozartiana che inizia con il Concerto n. 1 in Si bemolle maggiore per violino e orchestra completato nell’aprile di 250 anni fa. Venuto alla luce a Salisburgo quando Mozart aveva 19 anni, il Concerto si distingue per l’estrema cura della scrittura solistica e per la ricchezza delle linee melodiche. Infine il Requiem in Re minore per soli, coro e orchestra, capolavoro ultimo la cui incompiutezza ha generato una ridda di speculazioni e di leggende, ma ha anche contribuito ad alimentare la fama postuma del suo autore. Completato da Franz Xaver Süssmayr – allievo e amico di Mozart – e da altri allievi sulla base degli appunti rinvenuti dalla vedova Constanze, il Requiem continua ad essere non solo una delle pagine più analizzate e studiate della letteratura musicale di tutti i tempi, ma soprattutto una delle opere più amate dal pubblico di tutte le età e delle più diverse culture. Fondato nel 2001, il Coro del Friuli Venezia Giulia ha al suo attivo oltre 400 concerti, grazie anche alla gestione modulare del suo organico che consente di affrontare repertori molto diversi nell’ambito della musica antica, classica, contemporanea, jazz e pop. Ospite di importanti teatri, festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero, il Coro è preparato fin dagli esordi dal maestro Cristiano Dell’Oste. Paolo Tagliamento, solista nel Concerto per violino, è nato a Conegliano nel 1977 e si è diplomato al Conservatorio di Milano ad appena 15 anni. Perfezionatosi all’Accademia Chigiana, all’Accademia Stauffer con Salvatore Accardo, poi a Madrid e a Monaco, ha intrapreso una carriera come solista e camerista che lo ha già portato ad esibirsi nei più importanti palcoscenici del mondo. Paolo suona il magnifico violino Pietro Giacomo Rogeri “il Milanollo” del 1701 concessogli in uso dalla Fondazione Pro Canale di Milano. Organista, clavicembalista e direttore, Andrea Marcon è una delle personalità musicali più in vista del repertorio barocco a livello internazionale. Già fondatore della Venice Baroque Orchestra nel 1997, che ha diretto nei più prestigiosi teatri del mondo, dal 2005 guida il complesso La Cetra Basel con il quale ha intrapreso un approfondito lavoro di ricerca sul suono originale. In veste di direttore ospite Marcon è salito sul podio di orchestre del calibro dei Berliner Philharmoniker, della Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester e delle orchestre sinfoniche delle principali radio tedesche, ed è presente nella programmazione di alcuni dei più importanti teatri d’opera, tra cui la Scala, la Fenice di Venezia, il Bolshoi di Mosca, il Palau de les Arts di Valencia.

I prezzi della Stagione Lirica restano invariati rispetto allo scorso anno.

La campagna abbonamenti della Stagione Lirica si apre:

  • da venerdì 6 giugno 2025 riconferma abbonamenti
  • da lunedì 16 giugno 2025 nuovi abbonamenti
  • da martedì 1 luglio 2025 vendita biglietti singole opere

www.fondazionemuse.org

I biglietti del concerto del 7 aprile sono in vendita dal 12 marzo in biglietteria e su www.vivaticket.com prezzi interi: platea €30, prima galleria e 1° ordine di palchi €25, seconda galleria e 2° ordine di palchi €20, terza galleria e 3° ordine di palchi €10.

www.fondazionemuse.orgwww.marcheteatro.it

Federica Zandri

Ankon Heritage: la Storia della città in un sito

Volete sapere come è cambiata Ancona nel corso dei secoli? Dove si trovavano i lazzaretti, le sinagoghe e persino le case di tolleranza? Come si sono evoluti i nomi delle strade, i commerci, il tessuto urbanistico? Quali le distruzioni operate dai bombardamenti nella prima e nella seconda guerra mondiale? Per gli appassionati della storia cittadina, per coloro che progettano l’Ancona del futuro – perché, come  è ovvio, senza memoria storica è difficile costruire fondamenta – per chi ama la propria città, è in arrivo “Ankon Heritage” (www.ankon-heritage.it), un nuovo progetto per la valorizzazione storica della città già presentato al Sindaco Silvetti  che sarà presto online e verrà illustrato ai cittadini nel corso di un incontro pubblico in programma venerdì 28 marzo, alle ore 18, presso la Sala consiliare del Comune di Ancona.  

Il progetto – chiaramente uno work in progress da arricchire costantemente con nuovi contenuti – nasce nel 2021 dal desiderio di un gruppo di appassionati di ricostruire la storia di Ancona attraverso le mappe, dal Cinquecento ai giorni nostri, disponibili negli archivi cittadini, incluso l’Archivio storico del Comune. Ciascuna mappa fornisce un’istantanea di un periodo storico e documenta lo sviluppo raggiunto dalla città in quel momento. Visitando la nuova piattaforma – presto accessibile anche attraverso i siti del Comune di Ancona e di Ancona Tourism – sarà possibile ricostruire i cambiamenti della città nei secoli attraverso i suoi edifici pubblici e privati, l’evoluzione degli affari e dei commerci, dell’attività portuale, la rete dei servizi alla città: acquedotti, ponti, ospedali, chiese, lazzaretti, teatri e delle grandi strutture di difesa necessarie in quegli anni. Sei le sezioni in vista nella home page del sito: Evoluzione della città, Punti di interesse storico, Cartine tematiche, Mappe storiche, Stradario storico e Catasto gregoriano. Cliccando sui punti di interesse, ad esempio, comparirà una scheda descrittiva del sito e sarà possibile sovrapporre il contesto urbanistico presente con quello passato.  

Nelle mappe di www.ankon-heritage.it il team dei progettisti – Davide Broglio, Giovanni Fedecostante, Attilio Bevilacqua e Alberto Micheli, con numerosi collaboratori – ha indicato un ampio ventaglio di punti di interesse, corredandoli  di testi e di immagini. Sono così a disposizione di cittadini, studiosi e turisti circa 400 Punti di interesse (POI) corredati di oltre 500 immagini; più di 300 vie e piazze presenti in Ancona da un lontano passato fino ad oggi, 3 mappe storiche e 3 cartine tematiche.  

“Un data base immenso – ha sottolineato l’assessore al Turismo Daniele Berardinelli, congratulandosi con gli ideatori – che viene proposto a titolo completamente gratuito. Può rappresentare una base scientifica nell’ambito della progettualità turistica del Comune: lo recepiremo sicuramente, e lo utilizzeremo a supporto dell’attività, anche perché è suscettibile di costante aggiornamento e implementazione”.  La piattaforma – hanno confermato gli ideatori- si presta particolarmente ad essere utilizzata nelle attività istituzionali, educative, turistiche dei musei cittadini, quali il Museo Archeologico , la Pinacoteca, il Museo della città etc. “Questo progetto, con una riflessione sull’ evoluzione di Ancona nei secoli dal punto di vista storico urbanistico -ha commentato il Sindaco-  potrà tornare utile in vista della costruzione del nuovo Piano regolatore.  Anche attraverso questo strumento potremo immaginare quale sarà l’Ancona del futuro” . 

Sergio Sparapani e Federica Zandri

Cinghiali nei centri urbani: funziona il trappolamento ma servono risorse

Arrivano dall’area del Conero, Pietralacroce- Vallemiano e- da nord- da Posatora lungo un percorso che dagli Appennini si snoda fino alla Vallesina e poi alla costa. Di dimensioni possenti, pelo scuro, peso non inferiore ai 50/60 chilogrammi fino a superare il quintale (e oltre, in casi straordinari) sono sempre più numerosi e sempre più spesso raggiungono in branco i centri urbani, fino alle piazze e alle strade principali cittadine. Ancona è tra questi centri e registra presenze notturne ormai ravvicinate con avvistamenti frequenti nelle zone di Via Santa Margherita e della Pergola, del parco della Cittadella e della Regione Marche, dell’ex Marina Militare e Borgo Rodi, del Passetto ma anche in pienissimo centro come Viale della Vittoria, piazza Diaz e Piazza Cavour.

Per quanto apparentemente più “antropizzati” rispetto al passato, si tratta di animali selvatici, imprevedibili e potenzialmente pericolosi per l’uomo. Complici i cambiamenti climatici e il ritorno del lupo nell’Italia centrale, i cinghiali (sulla cui originaria provenienza non ci sono certezze assolute) si spostano verso le zone abitate e l’incontro tra loro e gli esseri umani non è tra i più indicati. “Si riproducono sempre più spesso, anche due volte all’anno e l’età fertile si abbassa”- spiega il presidente di URCA (Unione regionale Cacciatori Appennino) Massimo Iuliano coinvolto insieme ad altri volontari con il Comune di Ancona in un progetto di contenimento della popolazione dei cinghiali. “Ogni parto è di 4-5 esemplari, ne contiamo tra 60 e 70 nuovi ogni anno sul territorio, capite che fare fronte ad un numero così elevato di cinghiali sta diventando sempre più complicato”. Se non è emergenza, poco ci manca, considerati gli incidenti stradali che provoca il loro passaggio, i danni ambientali, economici e sanitari, perché, come molti animali selvatici, sono portatori di malattie, quale la peste suina africana. Contenerli sul territorio, salvaguardando la pubblica incolumità, è la sfida che da anni affrontano gli amministratori locali e con loro l’ente Parco del Conero con l’ausilio della Polizia Provinciale e altre unità: va da sé che il loro ormai frequente ingresso nel centro urbano desta molta preoccupazione e dal 2023 è attiva una convenzione tra ente locale e URCA per consentire la cattura e la rimozione di questi sempre più intraprendenti animali.

A riguardo è stato avviato un sistema di monitoraggio dello spostamenti dei cinghiali- che notoriamente dormono di giorno e si spostano di notte – attraverso fototrappole, droni dotati di termocamere e altri strumenti. Nei pressi dei punti nei quali eseguono la siesta, durante il loro vagabondare nel (rigoglioso) verde urbano, di volta in volta vengono posizionate dai volontari URCA ampie trappole, atte a contenere fino a 12 esemplari. “Si tratta di reti simili a quelle usate nella pesca- spiega il presidente dell’Unione regionale Cacciatori- tenute in piedi con una serie di pali a formare un recinto. Un sistema semplice quanto efficace inventato negli Stati Uniti. Al loro interno posizioniamo l’esca, del granturco, e aspettiamo che si avvicinino. Una volta intrappolati, coinvolgiamo il veterinario che provvede a narcotizzarli e a sopprimerli in modo indolore, attraverso l’uso di farmaci”.

Diciassette in poco più di un anno gli esemplari catturati, una minima parte della popolazione che ha invaso negli ultimi anni il territorio comunale: “purtroppo i tempi dei cinghiali non collimano con quelli degli umani”- spiega ancora Iuliano. “ Abbiamo un solo veterinario a disposizione, che viene da fuori Ancona, pertanto i tempi si dilatano. Mancano professionisti con questo tipo di preparazione nel Servizio pubblico. Facciamo il possibile, teniamo il territorio sotto controllo costantemente, la sorveglianza sanitaria è parimenti sempre attiva ma non basta. E’ evidente che servono investimenti importanti e durevoli per fare fronte ad un fenomeno che francamente diventa sempre più complesso da gestire”.

“Come assessore alla Sicurezza urbana- dichiara il vice sindaco Giovanni Zinni- esprimo grande soddisfazione per il lavoro svolto da URCA, un lavoro professionale, serio, svolto da persone che amano l’Ambiente, la Natura e rispettano i cicli naturali degli animali e quant’altro. Da questo punto di vista il sistema di trappolamento sperimentale che è stato condotto si è rivelato efficace, ha dimostrato che è possibile catturare e sopprimere animali che hanno purtroppo una valenza di pericolosità e di riproduzione altissima, senza peraltro procurare loro alcuna sofferenza. Il tema della fauna selvatica e della sua pericolosità è comune a moltissime città italiane: cambiano le condizioni, mutano gli scenari con asset imprevedibili e però si richiede a tutti gli enti locali una capacità di risposta . Da questo punto di vista il Comune di Ancona si è assunto le sue responsabilità operando in modo concreto e dando prova alla Regione Marche ( che al progetto aveva dato un piccolo contributo) di avere raggiunto un esito positivo. Ora bisogna fare un salto di livello, bisogna incrementare il sistema ma per farlo occorre un maggiore coinvolgimento da parte di AST e dei veterinari abilitati e ci vogliono risorse maggiori. I Comuni sono l’interfaccia con il cittadino e non possiamo sottrarre risorse e servizi già erogati e sui quali contano per destinarle al contenimento della fauna selvatica: servono fondi in più per stabilizzare il sistema e per sradicare il fenomeno del proliferare dei cinghiali che provoca -come è noto- incidenti stradali, particolarmente gravi per scooteristi e motociclisti , anche a ridosso e all’interno dei centri urbani E’ principalmente un tema di di sicurezza urbana per quanto ci riguarda, e non possiamo sottrarci

Federica Zandri

Parliamo di lei, le opere delle studentesse del Liceo Artistico in mostra alla Galleria Papini

Laura Dudzik, Saavedra Diaz Cecia Kate, Taide Monteverde , Arianna Robu, Camilla Bianchella, Anna Ciccoli, Adele Forlani, Greta Di Mario, Nicole Iengo, Vivien Hanczyc , Irene Strologo , Emma Laterza ,Giulia Pietrucci , Aurora Bonci, Viola Pirani, Emma Aurora Attanasio, Claudia Cataldi , Angelica Rosati, Sofia Bolognini, Marta Pecora, Melissa Fofi Martina Ottaiano, Andrea Cicalese, Agnese Paolella, Jared Almazora, Silvia Barbaresi, Giada Giordano sono le ventisette giovani artiste che espongono dal 15 marzo le loro opere presso la Galleria Papini. “Parliamo di Lei” è una mostra tutta al femminile, è evidente, ed è organizzata nel mese della Giornata internazionale della Donna grazie alla felice collaborazione tra l’associazione culturale Papini e il Liceo Mannucci, con il patrocinio del Comune di Ancona. “Parliamo di lei costituisce –sottolinea il dirigente scolastico, prof Luca Serafini- “una chiara occasione per comunicare pensieri e sentimenti attraverso l’arte, dando corpo e voce a studentesse e studenti su temi delicati ed attuali. Rappresenta quanto di più vicino ci può essere alla scuola ideale, un luogo non luogo, dove la formazione si trasforma in saper vivere e saper essere, in collaborazione col territorio e le sue comunità. Siamo grati all’associazione culturale Galleria Papini per questa opportunità e per la valorizzazione delle nostre artiste ed artisti”

A distanza di oltre un secolo, la Galleria Papini ha voluto costruire e sviluppare questo progetto partendo dai riflessi dell’ augurio scritto più di cento anni fa da una pittrice Evangelina Gemma Alciati, che chiedeva di potersi esprimere liberamente come i propri colleghi di genere maschile. “Proprio per questo motivo l’obiettivo- sottolinea lo torico dell’Arte Michele Servadio- è tanto complesso quanto attuale: riflettere sul delicato tema della donna contemporanea da un’angolazione e da una prospettiva specifica, ovvero quella delle nuove generazioni, sinonimo e sintomo del mondo che verrà. Le opere esposte nel corso di questa mostra sono state infatti realizzate da alcune giovanissime alunne del Liceo Artistico Edgardo Mannucci di Ancona: grazie alla preziosa collaborazione del corpo docente dell’istituto scolastico, le ragazze coinvolte nel progetto hanno potuto muoversi nella piena e più totale autonomia espressiva, realizzando pitture e sculture che presentano, come minimo comun denominatore, l’immagine percettiva ed emotiva della donna contemporanea. “Parlare di lei” diviene quindi l’occasione perfetta per comprendere e riflettere su questo tema osservandolo da un punto di vista privilegiato e non tenuto sufficientemente nella giusta considerazione. Non è un caso che il rosso sia il colore predominante, tonalità che rimanda al sangue e alla carne ferita, simbolo delle frequenti discriminazioni di genere che ormai, con sinistra ricorrenza, degenerano troppo spesso in forme di violenza. Ci sono poi i simboli della privazione e del silenzio, ma anche un messaggio di speranza che, seppur leggero e pronto a volar via, acquista la forma di una farfalla o di una donna di cuori pescata (non casualmente) da un mazzo di carte”.

Le studentesse sono state accompagnate nel loro percorso dai docenti Pelucchini, Soverchia, Sabbatini, Augello, Federici, Farina, Winkler e Toppan.

La mostra resterà aperta fino al 30 marzo con orario 17,30-19, 30 dal giovedì alla domenica.

FZ

Da marzo un moderno Poliambulatorio all’ex Umberto I

Le luci accese, le porte aperte, il via vai di medici e infermieri, delle Autorità e dei cittadini che non sono voluti mancare: per i nati nel secolo scorso, con qualche decennio alle spalle, è stato emozionante vedere prendere nuovamente vita l’ex ospedale Umberto I, uno dei primi ospedali civili in Italia, il cui cantiere fu avviato nel 1906 alla presenza del re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena. Svuotato della sua funzione negli anni Ottanta/Novanta a seguito della realizzazione della nuova sede degli Ospedali Riuniti di Torrette, era rimasto a lungo inutilizzato in attesa di ospitare il nuovo Poliambulatorio che avrebbe sostituito la vetusta struttura del Viale della Vittoria. I lavori, avviati il 19 aprile 2016 con un investimento complessivo di oltre 6,5 milioni di euro, hanno incluso il consolidamento sismico e l’ammodernamento impiantistico, con la realizzazione ex novo di sistemi elettrici, idrico-sanitari, di riscaldamento e condizionamento. L’iter, come noto, ha subito alcuni rallentamenti a causa di alterne vicende che hanno interessato le ditte appaltatrici.

Nuova sede, nuovo nome – è oggi intitolato alla dottoressa Giulia Bonarelli (leggi qui l’articolo dedicato) – l’apertura della struttura di largo Cappelli rappresenta un importante traguardo per la sanità territoriale, offrendo ai cittadini un presidio sanitario moderno ed efficiente, in grado di rispondere alle esigenze della comunità. La struttura si sviluppa su cinque piani per una superficie complessiva di circa 2.720 mq, con una distribuzione funzionale degli spazi per garantire efficienza e accessibilità ai servizi offerti. I padiglioni 1 e 2, che costituiscono il nucleo originario dell’ospedale, sono stati completamente ristrutturati per ospitare un moderno poliambulatorio. Ad illustrarci i requisiti del nuovo la presidio, la responsabile, dottoressa Elena Di Tondo che ha coordinato la complessa operazione del trasferimento dal Viale della Vittoria: “fin dal primo giorno -spiega – è possibile l’ accesso diretto alle prestazioni, ai prelievi, all’ attività di certificazione distrettuale e amministrativa. Le attività specialistiche sono accessibili su prenotazione attraverso il Cup regionale. Avvieremo presto il Punto unico di accesso sociosanitario con l’Ambito territoriale sociale Ancona e quindi daremo tutte le indicazioni ai cittadini per potere fruire di un servizio importante che sarà punto di unione tra mondo sanitaria e mondo sociale. “Alla domanda su quale ruolo avrà il medico di famiglia, la dottoressa conferma che il ruolo del medico di base “resta sempre fondamentale per dare l’indicazione all’esame o alla consulenza specialistica necessaria . Abbiamo già avviato fin dal presidio del Viale dei percorsi in collaborazione con i medici di medicina generale soprattutto per la presa in carico precoce di di patologie coniche. Ad esempio un percorso per il Parkinson e il mio auspicio è di attivarne il più possibile”. Rispetto alla nuova intitolazione: “Mi sento orgogliosa, è un onore” dice quasi commossa. “Questa professione è sempre più al femminile. Noi donne la portiamo avanti con dedizione e impegno e questa scelta ci rappresenta “.

Sabato 1° marzo la cerimonia di inaugurazione del nuovo Poliambulatorio con la la partecipazione del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, del vicepresidente e assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, del sottosegretario alla Presidenza della giunta, Aldo Salvi, del sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, oltre alla direzione strategica aziendale dell’AST Ancona e numerose autorità civili e militari. “Un grande aspettativa finalmente soddisfatta – ha commentato il Sindaco: la restituzione alla città di una struttura significativa e di un presidio di questa portata, ma anche di un tratto identitario. L’attivazione del Poliambulatorio non mancherà di avere i suoi effetti anche sull’ospedale regionale di Torrette. Inoltre l’intuizione condivisa da più parti di intitolare alla prima donna medico di Ancona il nuovo presidio, è stata recepita e il vecchio Umberto I rivive da oggi nel nome di Giulia Bonarelli”.

A riguardo, numerosi appartenenti alla nobile e antica famiglia Bonarelli hanno partecipato al momento inaugurale. A tutti loro ha dato voce Guido Bonarelli, cugino della apprezzata neurologa (cliccando qui si può ascoltare la breve intervista).

Federica Zandri

Federica Zandri

Il mitico ristorante Passetto: storie e curiosità in un libro

II Ristorante Passetto mette d’accordo tutti.    Non solo punto di riferimento per la ristorazione dorica e luogo di convivialità e festività condivise da più generazioni per oltre sessant’anni, ma un vero e proprio mito, un inno al coraggio e alla speranza nel futuro nei difficili anni del dopoguerra e poi del terremoto negli anni Settanta.

Costruito in una location inedita per l’epoca su un terreno acquistato dal Comune e inaugurato a ridosso della fine della seconda guerra mondiale su iniziativa dell’intraprendente commerciante anconetano Aldo Piermattei, è sembrato agli anconetani ergersi come la Fenice dalle ceneri ( o meglio, dalle macerie) con la sua forma architettonica originale e innovativa progettata dall’ ing. Gino Costanzi, tra i più apprezzati tecnici del tempo. “Figlio di una trattoria e nipote di una osteria” allestita poco più in alto sotto un un bersò, su iniziativa di Ugo, “el gobbo de Tajarì””, fin da subito si è distinto come struttura elegante e di qualità, accompagnando la rinascita della città e contribuendo ad alimentare il sogno di una vita migliore , in pace e prosperità. Impeccabile, in guanti bianchi, il servizio fornito ai clienti, sia che fossero famiglie riunite per compleanni, ricorrenze, matrimoni (tantissimi nel tempo, più generazioni della stessa famiglia) o semplicemente per pranzi domenicali, sia che si trattasse di politici, uomini d’affari, personaggi di spettacolo o della cultura che sempre e solo al ristorante Passetto, come prima scelta, venivano indirizzati.

La presentazione del libro “ Il ristorante Passetto, un’icona nella storia di Ancona (1949-2010)” di Maria Grazia Camilletti che si è svolta a febbraio presso il Comune di Ancona alla presenza del Sindaco Daniele Silvetti, è stato perciò un vero successo: sala consiliare gremita e copie del libro andate a ruba specialmente da parte di coloro che la lunga stagione del ristorante l’hanno vissuta e si emozionano nel ricordarla. Non è voluto mancare nessuno dei protagonisti della gestione, oggi tutti con i capelli bianchi ma sempre riconoscibilissimi: Gualberto Compagnucci, Ideale Carini, Giancarlo Magnarelli, Adino Messi e Aldo Roscioni. L’autrice, intellettuale e storica delle donne, già docente e assessore comunale, ha sottolineato che la sua- frutto di ricerche laboriose tra archivi pubblici e collezioni e memorie private- non è “la” storia del ristorante Passetto ma “una” storia costruita dai racconti dei discendenti della famiglia Piermattei (l’ultima è Alessandra Burattini Spadavecchia), degli storici gestori e chef e dei frequentatori del ristorante. Nata al termine del conflitto mondiale, l’autrice ricorda bene l’attrazione esercitata sulla comunità dal “Passetto” – ristorante e omonimo hotel dirimpettaio (collegati inizialmente da un tunnel) – e attraverso le interviste ha messo insieme tante storie, che si snodano e si intrecciano catturando l’interesse del lettore. Incredibilmente copiosa la documentazione reperita- ha spiegato la prof.ssa Camilletti- che include le delibere consiliari degli anni Cinquanta. Gli atti visionati offrono un quadro dell’Ancona del dopoguerra semidistrutta, con scarsità assoluta di cibo e di ogni bene, e con non poche difficoltà nel crescere i figli: “eppure – sottolinea l’autrice – ci sono stati personaggi coraggiosi, e tra questi Aldo Piermattei, un visionario, interprete di quel bisogno di voltare pagina, di guardare avanti”. Un documento storico a tutti gli effetti, il libro edito da Affinità elettive e presentato da Istituto Gramsci Marche, ma anche una pubblicazione molto piacevole che contiene curiosità, foto, aneddoti, pezzi di vita di una Ancona che non c’è più e che in tanti ricordano con nostalgia. Ad esempio la riproposizione dei menu sempre curatissimi e apprezzati soprattutto per la freschezza e la varietà di pesce, che negli anni Sessanta in Adriatico era molto abbondante. Nei primi tempi il titolare- Aldo- prendeva addirittura l’idrovolante per approvvigionarsi quotidianamente di astici e scampi in Istria dove i Carloni (altra storica famiglia della ristorazione dorica) avevano parenti e fornitori. E poi i celebri vincisgrassi, le tagliatelle, tutte rigorosamente tagliate a mano, la crema fritta, i ravioli con la panna e pancetta (una novità arrivata da Bologna), il tipico dolce Arancio Passetto, con una rotonda fetta d’ ananas al centro, e tante altre squisitezze. Molti clienti erano così affezionati da mantenere un tavolo fisso, e guai a cambiarlo. Tra i frequentatori più noti del locale, divenuto celebre ben al di fuori della regione nei favolosi anni Sessanta, il sindaco Angelini e i ministri Tambroni e Tupini, e poi Giorgio Amendola e Giancarlo Pajetta. Di casa al Passetto svariati medici e scienziati, campioni dello sport invitati da Alceo Moretti, attori e attrici quali Sofia Loren, Michele Mercier, Ava Gardner e numerosi cantanti tra i quali Celentano, Gianni Morandi e gli altri che raggiungevano Ancona con il Cantagiro e per altre manifestazioni. Tutti affascinati dal locale dalle forme rotonde a picco sull’Adriatico e circondato dal verde della pineta, nella nuova Ancona. Ma col passare del tempo le cose cambiano, i costi aumentano, la concorrenza è sempre più agguerrita, e nel 2010, non senza patemi d’animo, l’edificio viene ceduto: “ma forse- chiosa l’autrice- se l’Istituto Gramsci ha voluto ricordarlo- il “Passetto” è destinato ad altra storia“. Chissà…..

Federica Zandri

AVULSS: volontari cercasi, al via il corso base

Sentinelle anti-solitudine, paladini dell’ascolto e dell’empatia. Sono i volontari AVULSS di Ancona, ad oggi una settantina, più del doppio qualche anno fa, prima che la pandemia si affacciasse con il suo carico di timori e i suoi strascici psicofisici. Portano conforto ai ricoverati negli ospedali, fanno compagnia agli anziani a li affiancano nella spesa e altre incombenze, aiutano i disabili a vestirsi e uscire di casa, e tanto altro. Sono attivi nei nosocomi cittadini, presso le residenze protette di Villa Almagià in Ancona ed Opera Pia Ceci di Camerano e presso il domicilio di persone segnalate dai Servizi Sociali del Comune. Volontari e volontarie- queste ultime soprattutto- dato il loro ruolo storico di caregiver (e sono tutte donne nei ruoli apicali) ma anche qualche uomo, pensionato per lo più. Agli avulssini si richiede pazienza, capacità di ascolto, predisposizione alla relazione e una qualche capacità di problem solving, e naturalmente del tempo a disposizione. “Il ruolo del volontario Avulss – specifica la presidente Emilia Greco– è quello di affiancare o sostituire i familiari della persona ammalata, anziana o disabile, facendole compagnia o aiutandola nelle piccole faccende. La nostra mission – prosegue- si articola attraverso un servizio regolare ed organizzato, costante nel tempo, con gruppi di volontari che si incontrano regolarmente per scambi di esperienza e sostegno reciproco, allo scopo di sostenere ed aiutare in modo non improvvisato le persone che si incontrano”. Il corso, rivolto a tutti, si sviluppa in 10 incontri, due volte alla settimana, dal 3 marzo al 2 aprile, dalle 17,30 alle 19,30, in via della Montagnola 69. Al termine le persone idonee entreranno in servizio accompagnate da un tutor. L’iniziativa è sostenuta dal Comune di Ancona e il secondo incontro sarà condotto dall’assessore ai Servizi sociali, Manuela Caucci che illustrerà ai partecipanti le criticità del territorio sul quale andranno ad operare: “le associazioni di volontariato presenti nel territorio- sottolinea l’assessore- sono un risorsa grandissima. In primis ci consentono di arrivare dove purtroppo per una serie di motivi l’attività amministrativa e sanitaria non riescono; inoltre sono una fonte di notizie per comprendere come si va modificando il tessuto sociale e per intercettare le necessità e i nuovi bisogni che si manifestano. A seconda della necessità che arrivano dal territorio possiamo calibrare la nostra risposta come Amministrazione comunale”.

Cos’ è l’ AVULSS?

L’Associazione di Volontariato nelle Unità Locali dei servizi Socio-sanitari (Avulss) è un’associazione laica senza scopo di lucro con sede nazionale a Saronno (VA) in Italia. L’AVULSS è stata fondata da don Giacomo Luzietti il 3 ottobre 1979 ed è composta da circa 150 Associazioni Avulss locali dislocate in molte regioni d’Italia e aderenti alla Federazione AVULSS. Quest’ultima ha il compito di coordinare, supportare e aiutare le singole associazioni.

IL PROGRAMMA DEL CORSO:

LUNEDI’ 3 MARZO 2025 – ore 17.30

– Presentazione del corso

– Storia del volontariato Avulss

– Struttura e organizzazione

Emilia Greco, Presidente Avulss Ancona OdV

Maria Stella Bonura, Responsabile Culturale Avulss Ancona OdV

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MERCOLEDI’ 5 MARZO 2025 – ore 17.30

Criticità del Territorio

Manuela Caucci, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ancona

LUNEDI’ 10 MARZO 2025 – ore 17.30

La Carta del Volontario Avulss:

– Identità e stile del volontario

– motivazione al servizio

Anna Vespignani, Segretario Avulss Ancona OdV

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GIOVEDI’ 13 MARZO 2025 – ore 17.30

Le motivazioni dell’aiuto

Ettore Ciambrignoni, Psichiatra Neurologo Psicoanalista

LUNEDI’ 17 MARZO 2025 – ore 17.30

La relazione di cura

Stefania Ferini, Psicologa psicoterapeuta health coach

MERCOLEDI’19 MARZO 2025 – ore 16.30 INCONTRO PROLUNGATO

Il valore del gruppo – Discussione sul tema

Raffaela De Franceschi, Counselor, ex Volontaria, ex Presidente AVULSS Ancona OdV

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LUNEDI’ 24 MARZO 2025 – ore 17.30

Buone pratiche per la gestione di perdite o lutti

Stefano Berti, Sociologo Psicologo Psicoterapeuta

MERCOLEDI’ 26 MARZO 20258 – ore 16.30 INCONTRO PROLUNGATO

– igiene, Sicurezza e Privacy negli ambienti di Servizio

– Norme di comportamento

Emilia Greco, Presidente AVULSS Ancona OdV

Maria Virgili, Vice Presidente AVULSS Ancona OdV

– Il volontariato ospedaliero in Struttura e a domicilio

Coordinatori AVULSS Ancona Odv

LUNEDI’ 31 MARZO 2025 – ore 17.30

Il paziente anziano ospedalizzato

Antonio Cherubini, Direttore della Geriatria INRCA, Accettazione geriatrica e Centro di ricerca per l’invecchiamento, IRCCS INRCA e Professore Associato di Geriatria e Medicina Interna UNIVPM Ancona

MERCOLEDI’ 2 APRILE 2025 – ore 17.30

Riflessione

Don Alessio Orazi, Amministratore Parrocchiale Santi Cosma e Damiano, San Francesco alle Scale, Santissimo Sacramento e Rettore di S.Biagio, Ancona

Da lunedì 7 aprile 2025

Colloqui finali presso sede Avulss Ancona ODV, Via Seppilli 2 Ancona

Per INFO:

Sede Avulss Ancona Odv – Via Seppilli 2

tel. 071. 2363475 (segreteria martedì 10-12)

avulss.ancona@gmail.com

www.avulssancona.it