Teen Factory Lab: esempio di buona pratica che piace anche all’estero

Una risposta “avanzata”  e coordinata ai nuovi bisogni degli adolescenti

Ha suscitato interesse anche  fuori confine Teen Factory Lab  il  nuovo  spazio per adolescenti inaugurato in Via Frediani ad Ancona grazie alla collaborazione tra Comune e Azienda Sanitaria Territoriale  e già preso  a modello dalla rete sociale della città di Brno, Repubblica Ceca che nei giorni scorsi ha visitato il centro.  La delegazione è stata ospitata in città per una settimana nell’ambito dell’accreditamento Erasmus+, per conoscere da vicino il Terzo Settore italiano e scambiare buone prassi replicabili nel proprio Paese. 

Teen Factory lab nasce dalla consapevolezza delle fragilità e dei  bisogni sempre più stringenti  dei ragazzi di questa fascia d’età (14-21 anni)   amplificati in particolare dopo l’esperienza traumatica del lock-down:  fenomeni quali l’ isolamento sociale, le difficoltà relazionali, le dipendenze di vario genere, l’ uso di sostanze e i comportamenti a rischio che richiedano oggi strumenti nuovi per incidere sul piano educativo,  in grado di promuovere e attivare opportunità aggregative e di partecipazione.    Un luogo aperto e accogliente, così si presenta, capace di offrire occasioni di incontro e di protagonismo giovanile,  nel quale prevenzione, relazioni, partecipazione e crescita personale possano concorrere al benessere delle persone. 

Le attività programmate  comprendono laboratori artistici, creativi ed esperienziali, iniziative musicali, attività di gruppo, percorsi di peer education, incontri dedicati all’affettività, all’uso consapevole dei social media e alla gestione delle emozioni.  In prospettiva ci sono  sportelli di ascolto psicologico e consulenza educativa, percorsi di mentoring e orientamento, gruppi di parola e attività rivolte alla conoscenza del territorio e alla cittadinanza attiva. 

Ma come si programma l’attività? Le proposte vengono sviluppate sia attraverso attività di gruppo sia mediante percorsi individuali costruiti in base alle esigenze che emergeranno, con il coinvolgimento di professionisti qualificati e dei servizi territoriali.  A coordinare il progetto una cabina di regia composta da professionisti del Comune di Ancona e dell’AST (attualmente il gruppo di coordinamento comprende 6  professionisti tra assistenti sociali e psicologi) che  accompagnerà l’evoluzione del progetto nel tempo, favorendo il confronto tra i servizi e costruendo risposte coerenti con le esigenze che emergeranno dai ragazzi, dalle famiglie e dal territorio.  Accanto alla cabina di regia opera un’équipe interdisciplinare composta da psicologi, assistenti sociali, educatori, pedagogisti e altri professionisti coinvolti nelle diverse attività.

Il gruppo di lavoro non sarà una struttura rigida ma una rete professionale dinamica che potrà ampliarsi in base ai laboratori, ai percorsi educativi e alle iniziative che verranno sviluppate nel corso dell’anno. Alle attività parteciperanno infatti anche operatori e professionisti espressione delle associazioni che stanno aderendo al progetto e che contribuiranno alla realizzazione dei singoli percorsi.

La delegazione ceca era composta per metà da operatori del Jihomoravské dobrovolnické centrum, il Centro Servizi per il Volontariato della città di Brno, e per metà da volontari di alcune organizzazioni di volontariato ceche.   Tra gli appuntamenti del programma, la tappa al Teen Factory Lab è stata scelta come esempio di buona pratica di collaborazione tra ente pubblico e Terzo Settore:  trattandosi di un servizio dedicato agli adolescenti e ai giovani della città, sviluppato insieme alle organizzazioni del territorio.  Il Teen Factory Lab nasce difatti dalla collaborazione tra Comune di Ancona e Azienda Sanitaria Territoriale di Ancona e si sviluppa grazie al contributo di una rete istituzionale che coinvolge Regione Marche e si raccorda con le istituzioni territoriali competenti, tra cui Tribunale per i Minorenni e Questura, ciascuna per le rispettive funzioni.   Si avvale della collaborazione fattiva di servizi territoriali, scuole, associazioni.  Presso il TFL, gli ospiti hanno incontrato i referenti dell’Amministrazione e dell’AST 2 Ancona coinvolti nel progetto, in un confronto diretto sul modello di lavoro e sui risultati ottenuti.

L’iniziativa conferma il ruolo di Ancona come città aperta al confronto europeo e attenta alla crescita dei propri giovani, attraverso politiche costruite insieme al mondo del volontariato e dell’associazionismo.

“Accogliere ad Ancona una delegazione ceca è stata un’occasione preziosa di scambio e crescita reciproca. Il confronto con altre realtà europee ci aiuta a migliorare le nostre pratiche e a riconoscere il valore di ciò che costruiamo ogni giorno insieme al Terzo Settore. Il Teen Factory Lab nasce proprio da questa collaborazione: un servizio pensato per i nostri adolescenti e giovani, che siamo orgogliosi di aver presentato come esempio di cooperazione tra istituzioni e volontariato” ha dichiarato l’assessore ai servizi sociali Manuela Caucci.

F.Z.

Luca Zingaretti alias Marco Polo inaugura la stagione di prosa di Marche Teatro

L’adattamento teatrale de “Le città invisibili” di Italo Calvino è diretto da Giuseppe Dipasquale

A cinquant’anni dall’uscita de Le città invisibili di Italo Calvino, prende vita un nuovo e originale adattamento teatrale, “Marco Polo e le città invisibili” firmato da Edoardo Erba e diretto da Giuseppe Dipasquale, direttore di Marche Teatro.      Ed è proprio con questo lavoro, che vede protagonista Luca Zingaretti, attore tra i più popolari in Italia e non solo per avere vestito i panni del commissario Montalbano, uscito dalla penna di Andrea Camilleri (esperienza definitivamente conclusa), che si  inaugura mercoledì 4 novembre la stagione teatrale del Teatro delle Muse. Una stagione che vanta 48 titoli per 86 serate di spettacolo tra prosa, danza, musical, balletto, comici, talk e presentazioni. Otto dei titoli sono prodotti da Marche Teatro. Lo spettacolo rielabora il testo calviniano trasformandolo in un avvincente thriller psicologico e politico con adattamento e drammaturgia di Edoardo Erba.

Alla corte di Kublai Khan,  in un Oriente che è soprattutto un luogo della mente,  si presenta un uomo che afferma di essere Marco Polo.  La sua vera identità resta però avvolta nel dubbio: saranno le storie che saprà narrare a determinare la sua sorte.   Il racconto avviene tra città immaginarie e mondo contemporaneo, tra metropoli sommerse dai rifiuti, reti digitali e identità sempre più fragili, ne emerge così un dialogo tra verità e illusione.     Al regnante- che chiede certezze- il viaggiatore apre squarci su mondi impossibile , non gli offre confini difendibili ma visioni. “Un’esperienza teatrale, quella magistralmente ridefinita da Edoardo Erba – ha sottolineato Dipasquale–  che ha come obiettivo quello di interrogare gli spettatori sul presente, sulle nostre abitudini e sul modo in cui percepiamo il mondo che viviamo”.     Il duello tra i due prosegue fino a una rivelazione finale che scardina i confini del tempo e dell’identità.

Luca Zingaretti veste i panni di Marco Polo e la sua  presenza scenica garantisce una profondità interpretativa capace di restituire la complessità del personaggio calviniano, rendendolo vicino, carnale, umano. in una messa in scena simbolica dove luce e vuoto diventano protagonisti. Un viaggio teatrale capace di parlare al pubblico di oggi, interrogando il nostro modo di vivere e guardare il mondo.  

“E’ un libro che non è invecchiato un giorno dalla sua pubblicazione“- ha dichiarato Zingaretti in una intervista al Corriere della Sera- “Calvino è come un viaggiatore del tempo che parla ad un lettore del futuro. Nonostante sia una sfida trasferire una prosa così ricca in teatro dove non c’è la possibilità di riascoltare un passo o sostare su una suggestione, proprio il teatro è l’unico luogo dove una città può esistere senza essere costruita dove è permesso di giocare con il tempo. Soprattutto– continua- vediamo le città che il nostro viaggiatore racconta , afflitte da problemi che conosciamo bene: sovrappopolazione urbana, turismo di massa, gentrificazione, incomunicabilità”.

Ad affiancare Zingaretti saranno quattro attori tra i quali spiccano Gianluigi Fogacci e Massimo Reale.

Il debutto nazionale -si diceva- è fissato dal 4 all’8 novembre 2026 al Teatro delle Muse di Ancona, dove lo spettacolo è ora in prova, a cura di MARCHE TEATRO e sarà seguito da una tournée in molte città italiane tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027

MARCO POLO E LE CITTÁ INVISIBILI

ispirato a “Le Città invisibili” di Italo Calvino, adattamento e drammaturgia di Edoardo Erba
con Luca Zingaretti, Gianluigi Fogacci, Massimo Reale, Arianna Primavera, Camilla Diana
regia e scene di Giuseppe Dipasqualecostumi Stefania Cempinimusiche Germano Mazzocchetti

produzione MARCHE TEATRO, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini

F. Zandri

Piazza d’Armi, nuovo mercato alle ultime battute e criteri per il project

Gli operatori già proiettati al trasferimento

Cresce l’attesa tra gli operatori del Mercato di Piazza d’Armi, che aspettano di conoscere le date del trasferimento alla nuova ampia e modernissima struttura coperta (realizzata sulla base di un progetto vincitore di un concorso di progettazione internazionale) in dirittura d’arrivo per l’inizio del nuovo anno. Con i suoi 2.000 e passa metri quadrati di superficie l’opera, realizzata con una struttura modulare in acciaio che permette un’ampia flessibilità di utilizzo e la possibilità di essere riconvertita in futuro, strutturata in 3 macro aree, per un valore complessivo di circa 8 milioni di euro, rappresenta uno dei progetti strategici principali per la città e particolarmente per il quartiere di Piano san Lazzaro.

Una sfida per l’Amministrazione comunale che negli anni scorsi si era posta l’obiettivo di restituire alla comunità, agli operatori e ai cittadini una struttura moderna, ecosostenibile e perfettamente integrata nel tessuto urbano, capace di unire commercio tradizionale, servizi e aggregazione. I lavori per la nuova struttura sono alle battute finali e si avviano verso il completamento definitivo. Nelle prossime settimane saranno ultimati gli allestimenti interni e le opere di finitura, cui seguirà il collaudo della struttura coperta e la successiva programmazione del trasferimento degli operatori mercatali. Nei mesi scorsi, a seguito di un confronto con le Associazioni di categoria e con gli operatori, è stata apportata una variante sulle parti interne per migliorare l’organizzazione degli spazi, la dotazione impiantistica, la qualità dei servizi e la funzionalità complessiva della struttura. Tra le principali modifiche attuate, il nuovo layout delle pescherie (che saranno dotate di piccole cucine per ampliare l’offerta con preparati a base di pesce), con ambienti di servizio dedicati agli operatori, la riorganizzazione dell’area ortofrutta con l’inserimento di una richiestissima caffetteria-bar, l’aggiornamento dell’area box, l’adeguamento e la revisione dei diversi impianti e dei bagni comuni.

I progetti di riqualificazione di piazza D’Armi non si limitano al nuovo mercato coperto: la Giunta Comunale ha difatti approvato i criteri per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica delle opere di completamento della piazza, nell’ambito della procedura di un project financing per il quale è risultata aggiudicataria la Magazzini Gabrielli Spa, che ora tra gli altri impegni, dovrà garantire un progetto di fattibilità tecnico-economica completo sia della parte pubblica che di quella privata sulla base degli indirizzi indicati dall’Amministrazione comunale da porre a base di gara. .
Il progetto in carico alla ditta dovrà valorizzare la nuova piazza e garantire la massima visibilità della facciata principale del mercato coperto in corso di ultimazione assicurando la continuità dei percorsi pedonali ed evitando che parcheggi o altre soluzioni progettuali ostacolino l’accessibilità e la fruizione degli spazi. Tra i punti centrali fissati dalla Giunta c’è la garanzia di 500 posti auto, con una disciplina chiara della gestione dei parcheggi, dei sistemi di rilevamento della sosta e delle eventuali sanzioni. Particolare attenzione viene riservata anche alla fase dei lavori: il progetto dovrà individuare modalità e tempi del cantiere che consentano di mantenere attivo il mercato e di assicurare una disponibilità di parcheggi provvisori equiparabile a quella attuale. Si partirà dalla demolizione dei manufatti esistenti non utilizzati, da destinare temporaneamente alla sosta durante l’esecuzione degli interventi.

La riqualificazione dovrà inoltre salvaguardare la funzione commerciale dell’area, garantendo almeno 38 stalli mercatali, collegati direttamente alla viabilità per consentire un accesso agevole. Il progetto sarà accompagnato da uno studio specialistico del traffico, con analisi dei flussi veicolari dell’intera zona e delle strade circostanti, simulazioni della circolazione e soluzioni per rendere più efficiente l’uscita degli autobus dal terminal.

Un altro elemento qualificante riguarda il verde urbano e la qualità degli spazi pubblici. La Giunta chiede di conservare il più possibile le alberature esistenti e limita a un massimo di due gli alberi preesistenti da abbattere nell’area vicina a via Cristoforo Colombo e allo Speedy Bar. Sono inoltre richiesti il potenziamento delle aree verdi, un adeguato sistema di irrigazione, soluzioni capaci di ridurre i consumi energetici e idrici e le emissioni di CO, oltre a interventi per contrastare le isole di calore. Dovranno essere individuati anche spazi di aggregazione attrezzati con arredi urbani accessibili e fruibili da tutta la cittadinanza.

Nelle scorse settimane è stata data la possibilità agli operatori del mercato coperto di accedere temporaneamente con le loro ditte nei propri box assegnati, per cominciare ad impostare le linee impiantistiche e divisori interni in modo da accorciare i tempi per i futuri allestimenti degli arredi. Un passaggio utile per consegnare alla città un mercato più moderno, più efficiente e più adatto al lavoro degli operatori e all’accoglienza del pubblico, motore di rigenerazione economica e sociale per il Piano San Lazzaro, quartiere storico e in continua evoluzione.

FZ

I miti e le visioni di Simona Bramati esposti alla Mole

E’ la più ampia mostra personale dedicata all’artista marchigiana

– Si inserisce nel percorso di Ancona 2028 e nel progetto Venus Genetrix, dedicato alla valorizzazione della creatività e dello sguardo femminile  la mostra “SIMONA BRAMATI. MITI, METAMORFOSI, VISIONI. Colloqui immaginari nel segno dei Simbolisti” inaugurata il 27 settembre scorso alla Mole Vanvitelliana  e visitabile fino al 22 novembre.   E’ la più ampia mostra personale dedicata all’artista marchigiana, originaria di Castelplanio e attualmente attiva a Sirolo , Simona Bramati, annoverata tra le  protagoniste  del panorama artistico contemporaneo italiano. L’esposizione, curata da Emanuele Bardazzi e Beatrice Buscaroli, è sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ancona con il patrocinio del Consiglio Regionale Assemblea Legislativa delle Marche, ed è promossa e organizzata dall’Associazione Culturale FEU!LAB.

La carriera di Simona ha preso il volo nei primi anni duemila grazie a Vittorio Sgarbi, che ne ha intuito il talento inserendola in importanti mostre collettive nazionali, come “Il Male. Esercizi di pittura crudele” (Torino, 2005) e la grande esposizione sull’Arte Italiana 1968-2007 a Palazzo Reale a Milano. La sua ricerca pittorica si distingue per un’atmosfera fortemente evocativa e legata al Simbolismo e alla rilettura del mito. I suoi lavori su tela (spesso realizzati a olio) mettono frequentemente in scena: il complesso rapporto e il processo di mutamento tra l’essere umano e la natura circostante, figure e corpi femminili inseriti in contesti onirici, talvolta affiancati da animali o elementi allegorici (come maschere e piume).

La mostra di Ancona, che ha attirato l’interesse nazionale, propone un articolato percorso espositivo che mette in dialogo la ricerca dell’artista con il grande patrimonio culturale e iconografico del Simbolismo europeo, con le incisioni di alcuni dei più importanti protagonisti: Max Klinger, Austin Osman Spare, Giulio Aristide Sartorio, Arnold Böcklin, Otto Greiner, Franz von Stuck, Félicien Rops, Georges De Feure, Armand Rassenfosse, Fernand Khnopff, Sigmund Lipinsky, Marcel- Lenoir e molti altri ancora. Un dialogo che non vuole essere una citazione stilistica, ma una riflessione profonda sulla permanenza dei grandi archetipi della cultura occidentale e sulla loro sorprendente attualità.  Il percorso espositivo attraversa i principali nuclei della produzione di Simona Bramati: la mitologia classica, il femminino sacro, la simbologia cristologica, la metamorfosi, la numerologia pitagorica, le figure iconiche e la riflessione sulla condizione della donna contemporanea. Le sue opere, caratterizzate da una straordinaria precisione tecnica e da una potente dimensione evocativa, invitano il visitatore a un viaggio tra memoria, spiritualità e immaginazione. Il percorso espositivo è approfondito nell’elegante catalogo edito da Polistampa Firenze, con testi istituzionali dei curatori e di Loretta Mozzoni, Ilaria Gobbi e della numerologa Romina De Luca. All’inaugurazione saranno presenti la senatrice Elena Leonardi e il Sottosegretario alla Cultura e Turismo della Regione Marche Silvia Luconi.

Accanto all’esposizione sarà sviluppato un programma di iniziative culturali, dall’8 ottobre al 21 novembre, con incontri, conferenze e tavole rotonde con personalità di primo piano del panorama culturale italiano, tra le quali, ad esempio, Davide Rondoni in “Salomè. Danzante tragedia del potere”, l’ 8 ottobre alle ore 21. Verrà messa in scena la performance “Le serrature del silenzio” in collaborazione con la performer Eloise Von e paesaggi sonori sono curati da Imposta Fabbricazione Spiriti.(vedi programma eventi allegato)

“Una mostra importante e preziosa- sottoscrive Emanuele Bardazzi co-curatore presente all’anteprima- e credo unica nel panorama nazionale. Un’artista figurativa contemporanea che dialoga con oltre 130 opere, molte delle quali vere chicche, provenienti dal collezioni private. Il catalogo viaggia in perfetto allineamento con l’esposizione”.     Forte il coinvolgimento emotivo di Simona Bramati che racconta le sue opere come prodotto di una spinta interiore non spiegabile razionalmente, di una serie di visioni che guidano la mano, in totale sintonia con i simbolisti cui si ispira – lei che simbolista non è. Non è un dialogo a distanza il mio– spiega- ma un sentire che mi riconduce a loro. E’ un percorso del tutto naturale il mio, non studiato a tavolino, che spero  arrivi ai visitatori, è un viaggio per tutti”.

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INFORMAZIONI MOSTRA

“SIMONA BRAMATI. MITI, METAMORFOSI, VISIONI. Colloqui immaginari nel segno dei Simbolisti”

Orario  dal 01/10 al 22/11

– martedì, mercoledì e giovedì: dalle ore 15.00 alle ore 18.00

– venerdì, sabato, domenica e festivi: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle 18.00;

Lunedì chiuso

Biglietti

Intero: € 8,00

Ridotto: € 5,00 (studenti universitari; over 65; under 25; possessori di card: Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, University card; iscritti a: FAI, Italia Nostra, Touring Club, ICOM, soci ACI; famiglie con minori al seguito; dipendenti del Comune di Ancona che si presentino con tesserino; dipendenti di Marche Teatro che si presentino con tesserino; croceristi).

La riduzione è prevista anche per coloro che: pranzano in un ristorante di Ancona; hanno soggiornato almeno una notte nelle strutture ricettive marchigiane; visitano la Pinacoteca con un accompagnatore residente nel Comune di Ancona.

Gratuito: under 18; studenti scuole di ogni ordine e grado (fino al V anno della scuola secondaria superiore); giornalisti muniti di tesserino; guide turistiche iscritte all’albo nazionale; ospiti per almeno due notti presso strutture ricettive di Ancona; disabili e accompagnatori

☎️ *INFORMAZIONI – PINACOTECA CIVICA “FRANCESCO PODESTI”*

071 2225047

071 2226625 – 071 2226626

📧pinacoteca@comune.ancona.it

☎️ *ANCONA SERVIZI – INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

*333 6166898*

📧 pinacoteca@anconaservizi.it

Topolino parla in anconetano, e il numero va a ruba

…e te nun cel zapevi?

Da Mickey Mouse, celebre personaggio dei fumetti americano nato nel 1928 dalla fantasia di Walt Disney, a Topolì de noaltri ( o potremmo chiamarlo sorcetto?) quasi cento anni dopo. Il più celebre tra i magazine a fumetti, con oltre 3600 pubblicazioni alle spalle, andato a ruba in questi giorni nelle edicole, parla a sorpresa il vernacolo di casa nostra, e in altre regioni l’aquilano, il sardo e il ladino. Si tratta di 4 versioni speciali della storia “Topolino e l’intralcio (in)volontario” scritto da Marco Boschi per i disegni di Luca Usai, tradotto nei quattro diversi dialetti sparsi nel territorio peninsulare, nell’ambito dei una operazione che ha toccato tutte le regioni italiane. Al progetto è dedicata anche un’imperdibile cover realizzata da Andrea Freccero, con protagonista Pippo, il grande amico del personaggio principale. Per declinare Topolino e l’intralcio (in)volontario in sardo, anconetano, aquilano e ladino, Panini Comics si è avvalsa di un team di linguisti guidati dal prof. Riccardo Regis –Università degli Studi di Torino, tra i quali figura la linguista anconetana Giuliana Giusti docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che insieme alla collega Laura Brugè ha svolto con competenza il proprio incarico. Un’ iniziativa- dicono i cultori del dialetto- che ha il pregio di avvicinare i lettori di tutte le età alle tradizioni linguistiche italiane attraverso il linguaggio universale del fumetto. Una iniziativa che è piaciuta parecchio all’assessore alla cultura Marta Paraventi anche perché nel progetto per Ancona Capitale della Cultura 2028 l’Amministrazione ha investito sulla valorizzazione del dialetto anconetano, dando mandato alla prof.ssa Giusti di condurre in questo ambito una serie di ricerche sul campo per documentare l’anconetano contemporaneo.

.Giuliana Giusti e Laura Brugè  entrambe anconetane, sono linguiste del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Giuliana Giusti è la referente del progetto Anconetano QUESTO – ADESSO, che si avvale di una borsa di ricerca finanziata dal Comune di Ancona. Nel corso dei focus group svolti in Pinacoteca nello scorso mese di luglio, la prof.ssa Giusti ha potuto consultare numerosi parlanti di entrambi i generi e di età e provenienze rionali diverse su questioni anche riguardanti l’adattamento in oggetto. Lo studio linguistico del dialetto anconetano che è proseguito con interviste strutturate guidate dalla docente alla Mole in questo mese di settembre, è parte del dossier di Ancona Capitale della Cultura 2028. I risultati della ricerca forniranno la base per una grammatica dell’anconetano ad uso della cittadinanza e della comunità linguistica nazionale e internazionale.

Topolino è il magazine più letto dai ragazzi tra i 5 e i 13 anni e propone ogni settimana 6 storie a fumetti inedite con una costante attenzione alla qualità per soddisfare un pubblico incredibilmente trasversale (dai 5 ai 99 anni.). Alle grandi avventure, ben radicate nella tradizione, si affiancano storie legate all’attualità (dallo sport, alla musica, a cinema e televisione), lo studio continuo di nuovi personaggi e l’arricchimento di quelli più amati.

In anconetano, che dire? ce piace un bel po’!!!

F Z

Dal mare la Lampada di Assisi per una Cultura di Pace

Un evento inedito in favore della PACE nella Giornata Internazionale ad essa dedicata, il 21 settembre, ha coinvolto oltre cinquecento alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado e alcuni spazi significativi del centro città, in particolare il porto antico dal quale nel 1219 San Francesco partì per una missione di Pace in Oriente. Presso la Banchina a lui intitolata, il Sindaco Silvetti e l’Arcivescovo Mons. Spina hanno accolto in arrivo dal mare la Lampada della Pace di Assisi, nell’ambito della tappa anconetana del Giro d’Italia per la Pace, ideato dal Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, lo stesso che promuove l’annuale, storica Marcia per la Pace Perugia-Assisi. L’iniziativa, che ha è stata presa in carico dalla presidenza del consiglio comunale e ha coinvolto le principali istituzioni cittadine, scuole e associazioni e ha trasformato l’arrivo della Lampada in un momento di mobilitazione e in un impegno concreto per fare di Ancona, nel cammino verso Capitale Italiana della Cultura 2028, una città sempre più orientata al dialogo, all’incontro e alla costruzione della pace.

Ogni città attraversata dal Giro è stata invitata a trasformarsi in un “Cantiere e Scuola di Pace”, ovvero non un appuntamento destinato a concludersi nell’arco di una giornata, ma l’inizio o il rafforzamento di un impegno capace di proseguire nel tempo, soprattutto attraverso il protagonismo delle giovani generazioni. Bambini e ragazzi delle scuole Pascoli, Leopardi, Falcone, Don Milani, Faiani e Podesti che hanno lavorato con passione nei primissimi giorni del nuovo anno scolastico alla preparazione dei materiali (striscioni, cartelli illustrati, sciarpe, bandierine, e ogni tipo di manufatto), dei canti e delle coreografie per celebrare la Giornata internazionale della Pace. Dopo lo sbarco dalla motovedetta della capitaneria di Porto e la consegna della Lampada, accolta dalle parole del Sindaco, che ha citato i tempi difficili che stiamo attraversando rinnovando l’appello alla pace, dell’Arcivescovo che ha posto l’accento sul “fare luce” attraverso l’opearto quotidiano, del francescano Padre Alvaro Rosatelli, presidente del Comitato delle celebrazioni dell’ 800ario di San Francesco, di Flavio Lotti del Coordinamento nazionale enti locali per la Pace e dell’Ammiraglio Massimo Seno, le scolaresche in festoso -e al contempo, solenne- corteo hanno raggiunto Piazza della Repubblica accolti dalle note del celebre brano “Imagine” della coppia John Lennon e Yoko Ono, eseguito dal coro delle scuole Pascoli-Leopardi. Dopo ulteriori momenti di riflessione portati dal presidente del consiglio comunale Simone Pizzi e dal giornalista conferenziere Diego Mecenero, che ha interpretato il personaggio sel Santo Patrono d’Italia e il suo messaggio con simpatia e forza espressiva, bambini e ragazzi si sono impegnati in un flash mob che ha coinvolto tutti, ma proprio tutti. A dare man forte alla parte dedicata all’animazione il trio Cristina-Massimo e Fabio dei BanZaii, apprezzatissimo team di giovani animatori anconetani molto seguito sui social. La mattinata si è chiusa con la consegna alle scuole partecipanti delle Vele della Pace, manufatti realizzati dagli ospiti disabili del Centro Papa Giovanni XXII

La tappa di Ancona del Giro d’Italia per la Pace conferma la vocazione che il capoluogo ha sempre avuto e che ha rafforzato rivalutando il legame con la figura potentissima di San Francesco e che oggi assume un significato ancora più forte nel cammino verso Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. “Perché – come ha sottolineato il presidente del consiglio comunale Pizzi– essere capitale della cultura significa anche interrogarsi sulla cultura che una comunità vuole generare e consegnare al futuro. E Ancona, città-porto naturalmente protesa verso l’Adriatico e il Mediterraneo, vuole fare dell’incontro, del dialogo e della pace uno dei linguaggi della propria identità: una città che si prepara a essere Capitale della Cultura e che vuole diventare sempre più anche “capitale” di Pace. Non un titolo da esibire, ma una responsabilità da vivere”. FZ

Le figure femminili di Nicoletta Bonarelli- In mostra alla Pinacoteca

A lungo e per scelta lontana dagli ambienti artistici, la figura e l’opera della pittrice anconetana Nicoletta Bonarelli ((Pesaro, 1906 – Cineto Romano, 2002))– vissuta a Roma per gran parte della sua vita ma rimasta legata alla terra di origine-  sono state oggetto di una importante riscoperta critica e biografica grazie agli studi dello storico dell’arte Michele Servadio e,  a partire dal mese di settembre 2026, ad una mostra antologica  che da quegli studi scaturisce e che Ancona le dedica:  “Nicoletta Bonarelli. Dal vero all’anima” ,  ospitata alla Pinacoteca Civica “F. Podesti” di Ancona e aperta fino al 1° novembre.  Un progetto, curato dallo stesso studioso, con cui si restituisce un posto di rilievo ad una artista di grande cultura, viaggiatrice e sperimentatrice che ha legato la sua vita e la sua arte a un percorso di profonda introspezione. Il percorso di Nicoletta Bonarelli si apre nel 1929, quando la pittrice si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma seguendo i corsi di pittura da cavalletto e di decorazione murale: durante le lezioni viene notata da Ferruccio Ferrazzi, che la vuole presto fra le sue allieve predilette. Le opere giovanili, fra cui Paesaggio e Figura, entrambe del 1936, restano nell’orbita della Scuola Romana e della sua componente più malinconica, quella di Scipione, con alberi spogli, architetture attraversate da luci rosse e riferimenti dichiarati a El Greco. Sono anni di intensa attività espositiva: fra il 1932 e il 1941 Bonarelli partecipa a rassegne sindacali e collettive a Pesaro, Ancona, Roma, Firenze, Recanati, Zara e Milano, un percorso che testimonia un inserimento non episodico nel sistema espositivo dell’arte marchigiana e nazionale del tempo. In questo percorso Ancona occupa un posto documentato.

Nata a Pesaro da un’antica famiglia aristocratica anconetana, la pittrice espone più volte nel capoluogo dorico prima della mostra attuale: al Teatro Stamira nel 1935, nel 1936 e nel 1938, in occasione rispettivamente della terza, della quarta e della sesta mostra sindacale interprovinciale d’arte marchigiana e nel 1939 al Palazzo didattico Podesti, per la settima edizione della stessa rassegna.  Il 1941 segna una cesura netta. Sposata con lo scultore e architetto Ferdinando Galli, suo compagno di Accademia, Bonarelli dà alla luce in quell’anno l’unico figlio, Francesco, affetto dalla sindrome di Down. Da quel momento la pittrice si ritira insieme al marito a vita privata, interrompendo per il resto della sua esistenza la partecipazione a mostre ed esposizioni pubbliche: le opere successive restano quindi sottratte alla vista del pubblico per volontà della stessa autrice, che le considera troppo personali. È a questa fase che risale il dipinto L’ombra (1941-1944), in cui una donna, riconoscibile come un autoritratto, cammina in uno spazio sospeso fra giallo, blu e rosso, seguita da un’ombra resa solida e stabile rispetto a lei.

Dal 1947 il linguaggio pittorico di Bonarelli comincia a cambiare in modo sostanziale: fra la fine del decennio e i primi anni Cinquanta prendono forma le opere che la critica ha chiamato le Figure, immagini sospese ed eteree in cui l’artista trasferisce il proprio tormento interiore. Nello stesso periodo, dopo un decennio di isolamento, fonda a Roma, prima in via Filangeri, poi in via Condotti, una scuola d’arte femminile che rimane attiva per circa cinquant’anni, formando diverse allieve, fra cui Titina de Filippo e Ornella de Cataldo. Il suo linguaggio si allontana intanto in modo definitivo dalla Scuola Romana, in un percorso che, tra la fine degli anni Quaranta e la fine degli anni Cinquanta, la conduce verso una riflessione più ampia sulla condizione femminile: ai riferimenti a El Greco e Tintoretto si affiancano le lezioni di Picasso e Cézanne, insieme a suggestioni tratte dagli idoli arcaici del Neolitico. Prende corpo l’archetipo della Grande Madre, legato a maternità e abbondanza, spesso raffigurato in mezzo al mare dentro gusci primordiali. Solo negli anni successivi, una volta elaborata la maternità, quell’iconografia lascia il posto alla donna sola, protagonista delle Figure Femminili Archetipiche: soggetti privi della presenza del bambino, accompagnati solo da elementi minimi, uno specchio, una sdraio, che ne definiscono il contesto senza intaccarne la centralità solitaria. A metà degli anni Novanta lo stile compie un’ulteriore svolta verso l’essenzialità: i tratti del volto scompaiono e le opere si riducono a forme quasi geometriche

GLI ORARI:

Fino al 30 settembre: martedì-giovedì 16:00-19:00; venerdì 14:00-19:00; sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 16:00-19:00

Dal 1° ottobre: martedì-giovedì 15:00-18:00; venerdì, sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 15:00-18:00

Genitori a mensa con i propri bimbi. Inaugurato il nuovo servizio per le primaria Ungaretti di Candia

Hanno condiviso con i propri figli pastasciutta, pietanza, verdure  ed eccezionalmente anche un piccolo dessert per festeggiare insieme il nuovo servizio mensa, i genitori dei bimbi che frequentano la scuola primaria Ungaretti di Candia.   Una occasione speciale e inedita per trovarsi nell’ambiente che-    insieme alla casa-   costituisce lo spazio privilegiato di crescita e socializzazione.  L’iniziativa è “Genitori a mensa – una giornata nella mensa scolastica con i genitori”  (ma è estesa anche ai nonni) ed è promossa dall’Assessorato alle Politiche Educative del Comune:  la terza edizione di un progetto che riscuote ampio gradimento e che ha già interessato alcune scuole primarie cittadine. Una occasione unica – concordano i genitori- per assaggiare i menù e partecipare ad un momento conviviale anche educativo per i bambini.

La nuova mensa, a servizio anche della scuola dell’infanzia “Peter Pan”, è stata realizzata con fondi PNRR e per la prima volta a maggio ha aperto le porte alla città, ai genitori e alla stampa.   L’erogazione dei pasti  è un servizio importante e  accurato che naturalmente sta a molto a cuore alle famiglie: i   centri cottura comunali forniscono oltre 3.000 pasti giornalieri, sono confezionati nel rispetto delle tabelle dietetiche equilibrate nei nutrienti, articolate in 5 settimane a rotazione.  Qualche curiosità: le tabelle primavera-estate sono applicate dalla terza settimana di aprile a settembre mentre  le tabelle autunno-inverno da ottobre alla seconda settimana di aprile.  Entrambe seguono le direttive del SIAN – Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione AST Ancona che le approva.    Il servizio prevede anche  diete personali per intolleranze singole o multiple, per allergie e per motivi etico-religiosi.  

“ ‘Genitori a mensa’ fa seguito all’esperienza di “Dalla terra alla tavola” (visita alle aziende fornitrici di prodotti per le mense) e “Cucine aperte” (visita ai centri cottura comunali) con le quali l’ Amministrazione  ha voluto far conoscere e apprezzare anche da parte delle famiglie la ristorazione scolastica offerta e, al contempo, favorire il dialogo con i genitori.  Il servizio mensa scolastica del Comune di Ancona ha ottenuto lo scorso anno il quarto posto della classifica nazionale di Foodinsider sulle mense scolastiche italiane e ricevuto il bollino d’oro per la Certificazione biologica dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Partecipa, inoltre, ogni anno alla Green Food Week. “Tutti riconoscimenti – ribadisce l’assessore alle Politiche Educative- che segnano il percorso virtuoso che stiamo portando avanti grazie alla scelta accurata dei prodotti biologici e a km 0 e con un forte impegno nel coniugare salubrità e gusto nelle preparazione dei pasti nei centri cottura comunali” .   La nuova mensa della scuola primaria Ungaretti di Candia e della scuola dell’infanzia “Peter Pan”, operativa dall’inizio dell’anno scolastico 2025/2026 ha una superficie di 138 metri quadrati, ospita 100 alunni con doppio turno di refezione con conseguente estensione del tempo pieno scolastico. L’edificio è collocato al centro dei due plessi esistenti.

I lavori sono stati realizzati con un finanziamento PNRR di 297 mila euro e un importo complessivo di 380 mila euro. Oltre allo spazio mensa per i bambini sono presenti: cucina, dispensa, anti cucina e locale per lavaggio delle stoviglie, spogliatoio, doccia e servizi igienici per il personale addetto e altri spazi funzionali per la pulizia.

FZ e RT

Aspio e Gallignano mettono di nuovo la palla in campo

Una colorata, partecipatissima festa, l’inaugurazione il 29 aprile all’ Aspio e a Gallignano rispettivamente del campo di calcio e del campo di calcio a cinque, riaperti dopo significativi lavori di rifacimento in carico in buona parte al Comune. A presiedere il taglio del nastro, gli assessori agli impianti sportivi Daniele Berardinelli, allo Sport Giovanni Zinni (vice sindaco) e ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini. Con loro l’Arcivescovo di Ancona, mons. Angelo Spina, il Presidente del Comitato Coni Marche, Fabio Luna (non poteva mancare), la stampa sportiva- ospite d’onore Paolino Giampaoli- e naturalmente dirigenti federali e delle società sportive che hanno curato ogni dettaglio della festa. L’intervento dell’impianto dell’Aspio è stato particolarmente consistente ed ha riguardato il rifacimento del manto sintetico, sostituito con uno di ultima generazione, di tipo vegetale con l’inserimento di un sottotappeto elastico atto a salvaguardare le articolazioni degli atleti. Sono state inoltre realizzate opere di efficientamento energetico negli spogliatoi (cappotto termico, pannelli fotovoltaici e altre opere) e sostituita la vecchia con una nuova illuminazione del campo, a proiettori led. Il costo, pari a circa 800mila euro è stato compartecipato dal Comune (20%), il resto coperto con bando specifico. Nettamente più contenuti i costi della riqualificazione del campo di calcio a cinque di Gallignano (circa 70.000 euro, con mutuo comunale) consistiti nel rifacimento del manto erboso sintetico e della recinzione perimetrale. Con la stessa spesa è stato fatto rientrare il restyling della pista polivalente adiacente.