PNRR, i magnifici 5 pronti nel 2026

Entro la primavera del 2026 la città di Ancona si riapproprierà di 5 tra i principali spazi coperti cittadini, ciascuno con la sua specifica destinazione: Cultura = Pinacoteca, Biblioteca, Mole; Commercio e tempo libero =Mercato delle Erbe e infine Sport = Palaveneto.

Ciascuno con la sua Storia, antica o recente, chi interdetto da poco tempo, chi (come il Palazzo dello Sport) chiuso da anni. Chi destinatario di un intervento di recupero, chi di riqualificazione, chi di un rifacimento vero e proprio. Comune denominatore, l’appartenenza dei cinque monumentali edifici al filone dei progetti che ricadono nei finanziamenti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Va da sé che Amministrazioni Centrali titolari di misure PNRR, hanno l’obbligo di garantire un corretto utilizzo dei fondi, assicurando la coerenza tra i criteri di selezione delle azioni con le regole e gli obiettivi del PNRR,. A a differenza dei programmi di spesa tradizionalmente realizzati nell’ambito di fondi Strutturali di Investimento Europeo (fondi SIE), questo filone si configura come un programma basato sulla Performance, con traguardi qualitativi e quantitativi prefissati da raggiungere a scadenze stringenti, nel caso di Ancona del 31 marzo 2026. . Il controllo e la rendicontazione riguardano, pertanto, sia gli aspetti necessari ad assicurare il corretto conseguimento dei traguardi e degli obiettivi, sia ad assicurare che le spese sostenute per la realizzazione dei progetti del PNRR siano regolari e conformi alla normativa vigente e congruenti con i risultati raggiunti. Di pari passo con i lavori dunque viene eseguita la rendicontazione all’Amministrazione centrale che- a fine 2024- ha avuto riscontri tutti positivi.

I finanziamenti erogati dallo Stato sono stati supportati anche da fondi comunali per far fronte agli incrementi di costo dei materiali che nell’ultimo anno si sono registrati. 

La Pinacoteca comunale Podesti (inizio lavori 8/9/2023) è tra le opere in dirittura di arrivo, e riaprirà i battenti per prima. Ha difatti raggiunto il 75% ad oggi l’intervento di restauro e adeguamento impiantistico per una cifra pari a 1 milione290mila euro. L’appalto che riguarda il restauro e l’adeguamento impiantistico è in fase di completamento. Sono già entrati in funzione i nuovi depositi realizzati al 3° piano per il ricovero delle opere d’arte. Si stanno eseguendo gli ultimi piccoli lavori che dovranno concludersi entro il 3 marzo. A seguire, sempre utilizzando le risorse del PNRR, saranno appaltate opere di natura allestitiva, non comprese nell’appalto principale, per un importo di circa 40.000 € da affidare a ditta specializzata in questo genere di lavori. 

Al 40% è lo stato di avanzamento dei lavori per la Mole Vanvitelliana (inizio lavori 8/1/2024)   per il completamento e la valorizzazione della stessa struttura; lo stanziamento è di 3 milioni 300mila euro. Rilevante l’intervento del Ponte Nord che collega la terraferma con “l’isola” che accoglie il Lazzabaretto e di lì il Circolo Stamura. L’obiettivo è di completare l’intervento per il periodo estivo, al momento è in corso l’esecuzione dei nuovi micropali di fondazione per il rinforzo strutturale. Nella Sala Tabacchi sono stati riaperti tutti gli archi grazie alla demolizione delle murature di tamponamento, con conseguente ripresa delle murature e delle volte; sono stati installati i nuovi infissi vetrati e rimosse pedane, rampe e divisori preesistenti non più funzionali. E’ stata inoltre realizzata la nuova pavimentazione della sala. Nelle Sale Viani e Mercanti: anche in questo caso riaperti tutti gli archi, nuovi infissi vetrati, demolizione interna di tutte le pavimentazioni aggiuntive, smantellamento della vecchia impiantistica varia e nuovi servizi igienici. 

Restauro e risanamento strutturale anche della Biblioteca comunale Benincasa (inizio lavori 9/10/2023), che già prevedeva nel bando un cofinanziamento comunale di € 2 milioni 600.000 euro assicurato con mutuo contratto nel 2023, per un intervento complessivo pari a  7milioni e 660 mila euro. Lo stato di avanzamento dei lavori è superiore al 40%.  Attualmente è in corso di esecuzione l’adeguamento impiantistico, sono stati smantellati gli impianti preesistenti e predisposti di nuovi, sono stati istallati macchinari di trattamento aria e pompe di calore.  Completato il nuovo isolamento termico della copertura e portato a termine il consolidamento delle volte, in esecuzione il restauro degli stucchi e delle pitture così come il rifacimento del tetto con consolidamento.   Completati i restauri delle volte e gli scavi per vespai areati del piano interrato, in fase di prossima esecuzione le nuove pavimentazioni. Infine terminato  l’adeguamento strutturale dell’ascensore con accessibilità dal piano interrato e completato l’adeguamento strutturale della scala antincendio. Sono in corsi di esecuzione la predisposizione dell’impianto elettrico e informatico. 

Il Mercato coperto delle Erbe (inizio lavori 8/1/2024) dal costo di 5 milioni 869.820 euro, richiede tempi un po’ più lunghi, con uno stato di avanzamento delle opere al 16 %. L’intervento nasce nell’ottica della prosecuzione del processo di riqualificazione del centro storico e valorizzazione della struttura del Mercato, proponendo un luogo non solo destinato alla vendita di prodotti alimentari del territorio, ma anche identificato come una vera e propria piazza coperta. L’intervento si configura come un “cantiere aperto”, dove il mercato continua a svolgere il suo ruolo sociale, economico e di connettivo urbano, senza chiudere mai.  Attualmente, sono in corso le opere delle nuove linee di scarico, gli allacci per l’implementazione della linea elettrica e dell’acqua, le predisposizioni per i nuovi corpi di alloggio delle pescherie in acciaio e vetro, le finiture deilocali sotto-strada lato Via Magenta, già disponibili poiché cessati dalla consegna dei lavori. Quanto alla caratteristica struttura esterna in acciaio e ghisa, in stile liberty, dopo aver effettuato diverse prove, si propende per l’utilizzo combinato di due tecniche complementari come la criosabbiatura e la sabbiatura a laser, con un trattamento finale assai complesso. Inoltre, per quanto riguarda i vetri retinati di facciata, si intende procedere alla sostituzione con vetro retinato stampato, anche in considerazione del fatto che i vetri non sono originali ma un rifacimento eseguito alla fine del secolo scorso. 

In ordine di tempo, l’ultimo avviato è il cantiere del Palasport di via Veneto  (inizio lavori 15/1/2024)-   nella prima fase si sono svolti i lavori di demolizione di gran parte dell’ampia struttura, per procedere poi con i lavori di ristrutturazione; lo stato attuale di avanzamento è oltre il 25% . E’ in corso attualmente il quarto contratto applicativo: in questi giorni sono in essere le opere per l’adeguamento sismico della struttura, poi si procederà all’isolamento termico e alla realizzazione di tutte le opere finali.  Nel nuovo Palasport ci saranno un campo da gioco polivalente che potrà ospitare gare di basket, pallamano, pallavolo calcio a cinque, una tribuna da 460 posti e spogliatoi e altri servizi per gli atleti. Al piano interrato un parking con una cinquantina di posti auto. Il costo di 6 milioni 600mila euro. 

Sono invece terminati una ventina di interventi PNRR per circa 15 milioni di euro e hanno riguardato:  la manutenzione straordinaria delle gallerie stradali; manutenzione straordinaria impianti tecnologici, efficientamento energetico degli impianti comunali; interventi sul piede della frana con bonifica idraulica e drenaggi profondi; lavori di completamento delle palificate nella frazione Paterno; lavori di realizzazione di corsia autobus e ripristino della pavimentazione su Piazza Ugo Bassi; manutenzione straordinaria strade e marciapiedi del centro storico e manutenzione straordinaria strade comunali; lavori di riqualificazione di via della Loggia; manutenzione straordinaria marciapiedi; opere di tutela ambientale per la falesia e messa in sicurezza; adeguamento dell’autorimessa Traiano ai fini della sicurezza antincendio; via XXIX Settembre manutenzione straordinaria;   lavori di adeguamento antincendio del mercato comunale di piazza d’armi; nuovi percorsi di autonomia per persone con disabilità; ristrutturazione del primo piano di piazza Medaglia d’oro; serie di interventi per migliorare l’efficienza di cinema teatri e musei; adeguamento impiantistico e antincendio  per diversi edifici del patrimonio immobiliare comunale; per le scuole interventi sulle Garibaldi (adeguamento sismico),  Maggini, Dante Alighieri, Marinelli, Tommaseo – Mazzini, Fermi, Collodi-Socciarelli-Pinocchio e succursale Pinocchio, Leopardi, Levi con manutenzione straordinaria di adeguamento impiantistico e antincendio; scuola infanzia Anna Freud, scuola primaria Don Milani, scuola primaria Pascoli intervento di miglioramento sismico; scuola elementare Antognini con lavori di adeguamento sismico. 

 “Questa città – ha ricordato l’assessore ai Lavori Pubblici ing. Stefano Tombolini in occasione di un recente incontro con la stampa – ha raccolto oltre 50 milioni di euro di finanziamenti per la rigenerazione urbana, l’edilizia scolastica e sportiva e abbiamo deciso di riferire periodicamente rispetto a questi grandi temi che coinvolgono la cittadinanza e che riguardano importi rilevanti. L’ avanzamento per alcune opere si è sviluppato significativamente negli ultimi mesi e si sta dando il massimo per rispettare i tempi di consegna”. “Sono – la maggior parte – ha spiegato l’ing. Stefano Capannelli, Dirigente Area LLPP – mega cantieri, complessi dal punto di vista tecnico, che insistono in centro e perciò non è facile renderli compatibili con lo svolgimento della vita cittadina, contenendo i disagi; altri hanno a che fare con strutture di pregio che vanno trattate con estrema cura”. Un particolare ringraziamento è stato espresso nei confronti dei tecnici comunali impegnati nei cantieri delle grandi opere pubbliche PNRR -e li ricordiamo: Palasport, Mole, Pinacoteca, Biblioteca, Mercato delle Erbe. Nell’ordine: ing. Elisabetta Valentini, ing.Fiorenza Finizio, geom. Umberto Montesi, ing.arch. Carlo Beer e e arch. Francesca Vecchi. 

 Federica Zandri e Rosanna Tomassini

I 50 anni di Liz Bar. Con i suoi cocktail Enzo ha portato Ancona nel mondo

I celebri occhi viola di Liz Taylor hanno portato fortuna a Enzo Chionne, barman prodigio di origine umbra che nel lontano 1974, mentre faceva la stagione estiva presso il Grand Hotel Don Juan di Giulianova Lido, ebbe la fortuna di averla tra i clienti.

Sì proprio lei -la divina- soggiornò per un settimana nella raffinata struttura e Enzo si ripropose di intitolare a lei- che ne fu molto contenta- l’ American bar che sognava di aprire ad Ancona, città che lo aveva accolto da ragazzo con la sua famiglia. Affascinato fin da giovanissimo dall’intrigante mondo dei cocktail, con i loro nomi esotici ed evocativi che richiamano personaggi e culture di tutto il mondo, ha festeggiato insieme alla moglie Cesidia, tra le prime bar ladies d’Italia iscritte all’Aibes, al figlio Alessandro e alla nuora Dayana, mezzo secolo di attività del suo Liz Bar inaugurato il 25 gennaio 1975. Capelli d’argento, a breve ottant’anni splendidamente portati, con il suo sorriso gentile e i suoi modi da gentleman, Enzo Chionne lo si può incontrare ogni giorno, già dal mattino, nel suo locale di via Marini -a due passi da Piazzale Europa e dalla Galleria del Risorgimento, porta di accesso al capoluogo- che ha visto passare generazioni di clienti in cinque decenni di attività. “Nonostante una posizione non proprio centrale, lontana dalla passeggiata degli anconetani- riferisce- abbiamo avuto sin dai primi tempi una frequentazione assidua, di tanti cittadini e lavoratori, provenienti da uffici e enti in quella che era considerata la zona nuova di Ancona negli anni successivi al terremoto. Impiegati e funzionari della SIP (poi Telecom), del Provveditorato agli Studi Marche-Umbria, della Direzione interregionale dell’Enel, di alcuni Uffici della Regione, e poi nel tempo del Comando dei Vigili del Fuoco, della Questura e altri ancora. Comprai gli spazi in un edificio di nuova costruzione, allargandoci successivamente, pensando in via prioritaria al settore del bere pre- e post-dinner, ma senza escludere i servizi di caffetteria e di piccola ristorazione (attiva tutti i giorni nella saletta al piano superiore). Nel tempo tante cose sono cambiate, molti uffici si sono spostati, ma la nostra clientela affezionata è rimasta, con nuove generazioni che si sono avvicendate”. I 50 anni del Liz Bar Enzo e la sua famiglia hanno voluto festeggiarli invitando i clienti, gli amici e tutti i Sindaci che si sono alternati in questo lungo periodo ( Trifogli e Del Mastro, da tempo scomparsi, erano clienti affezionati) e che hanno risposto con affetto e simpatia alla chiamata. Una bella festa che ha visto tra gli ospiti una versione contemporanea di Liz Taylor, alias Valentina Conti, nota editrice e cliente affezionata che nell’occasione ha dedicato alla famiglia Chionne una pubblicazione intitolata “Cinquant’anni di spirito” con contributi e testimonianze.

Tornando dove tutto è cominciato, si evidenzia che fu davvero una bella sfida quella del nuovo American bar aperto negli anni Settanta dai giovani coniugi che si erano conosciuti lavorando assieme in una struttura ricettiva abruzzese: “negli anni successivi all’inaugurazione- ricorda ancora il signor Chionne- quando ancora non esistevano i cellulari e neanche il pc ci allargammo e ci inventammo con mio figlio le business room, con lavagne luminose, diapositive e altri dispositivi: la voce si sparse e arrivava tanta gente, anche da fuori.”

Chef barman nei migliori hotel della riviera abruzzese-marchigiana nella prima parte della sua carriera, vincitore fin da giovanissimo di prestigiosi premi in Italia e all’estero (nel 1968 a S. Vincent quale barman più giovane d’Italia ), il titolare del Liz ha svolto per trent’anni attività di docenza in istituti alberghieri e altre sedi, a diversi livelli, su incarico della Confcommercio di Ancona, ricoprendo anche l’incarico di esperto per pubblici esercizi nella Commissione R.E.C. e ricevendo numerosi altre proposte e riconoscimenti, non ultima la civica benemerenza dorica due anni fa: “Ancona a dire il vero, l’ho fatta conoscere prima degli altri in Italia e nel mondo, partecipando a campionati e altri eventi dell’ Associazione internazionale Barman. Al Liz soddisfiamo i gusti dei nostri clienti con tutti i classici del bere – commenta con gli occhi che brillano- ma anche con una serie di creazioni mie, quali i cocktail “Fisarmonica” (un mix impreziosito dal liquore Aurum), che si ispira allo strumento principe della manifattura musicale marchigiana, con il quale vinsi un premio e che ancora oggi piace a molti, “Young”, con il quale conquistai un secondo premio, “Felicità” (arrivato prima della celebre canzone), “ Italia 1990” e altri ancora. Chi vuole bere leggero può optare per un long drink, che ha un più basso contenuto alcolico, per chi ci chiede invece del vino abbiamo a disposizione un wine corner”. Alla domanda se esiste competizione tra le categorie dei barman e dei sommelier Enzo scuote il capo: “operiamo in due contesti diversi- dice- i colleghi si occupano sostanzialmente di abbinare i vini con i pasti nei ristoranti, e poi ci sono le degustazioni nelle enoteche; noi barman tradizionalmente ci occupiamo dei drink che precedono e seguono i pasti, per lo più in ambito alberghiero ma non solo”. Professionalità ed eleganza, le cifre del mestiere, che richiede anche estrema correttezza nel trattare con il cliente, il quale -sottolinea- non va mai incoraggiato ad esagerare, anzi. Ciascun drink rispetta determinati parametri alcolici, tali da non indurre uno stato di ebbrezza. Riguardo ai giovani, il consiglio è di restare nei limiti: “in genere- spiega – non sono i drink acquistati nei locali ad alzare il tasso alcolico, compromettendo la lucidità alla guida, ma le bottiglie comprate nei supermercati e svuotate senza criterio, spesso prima di iniziare la nottata”. Tanti, tantissimi i clienti che hanno goduto dell’ospitalità del Liz Bar, locali e di passaggio, personaggi del cinema e dello spettacolo, dello sport e della politica, trovando in Enzo, nel figlio Alessandro e nelle loro sempre attive e puntuali consorti, una accoglienza curata e amichevole.

Lo slogan della casa? Cin Cin Evviva! Espressione semplice ed immediata con la quale i Chionne augurano lunga vita ai loro clienti e amici e tanti altri anni piacevoli insieme al Liz Bar.

Federica Zandri

L’eredità di Umberto Grati, artista gentile e senza confini

IL PERSONAGGIO Uno sguardo leggero e benevolo sulla vita, ridisegnata dalla sua matita magica, guidata da una mano sempre in movimento, da un intuito e da un talento fuori dal comune. Questa l’immagine che resta nella memoria e nel cuore di chi ha conosciuto Umberto Grati, artista nato e vissuto ad Ancona e scomparso il 30 novembre scorso dopo una breve malattia, lasciando desolata la comunità artistica e i suoi tantissimi amici.

Pittore,  illustratore e grafico instancabile,  dotato di una cifra riconoscibilissima in ogni sua singola creazione e sempre animato da uno spirito curioso, “Umb” aveva la straordinaria capacità di affiancare al genio artistico la capacità artigianale: “Il segreto è nella manualità” diceva, da autentico umanista, non abdicando mai, in assoluto, al disegno manuale in favore delle moderne tecnologie, che pure utilizzava nel suo lavoro. Lo si incontrava ogni mattina al Viale della Vittoria, con il suo giubbetto di pelle invecchiata, il suo cappello a falda, attraversare a piedi la città (oppure in moto nella bella stagione) per raggiungere il suo studio nel centro storico, il suo spazio magico dove- nel silenzio o sulle note quiete di qualche brano jazz- radunare le idee, dare seguito all’ispirazione e creare di volta in volta, negli anni, le sue opere: progetti e illustrazioni su commissione, principalmente, e una serie infinita di dipinti di piccole e grandi dimensioni su carta, tela e legno, utilizzando svariate tecniche – tutte amate dall’artista che si è divertito a tratti anche con la scultura- quali olio, acrilico e acquerello, tempera e tecniche miste.

Un diploma di scuola superiore presso l’Istituto Nazionale d’Arte di Ancona nel 1982 e una laurea presso l’Istituto di Belle Arti e Restauro di Firenze nel 1984, con specializzazione in Grafica Pubblicitaria, Umberto Grati si è fatto presto conoscere bene al di là dei confini locali e regionali, lavorando- senza mai lasciare fisicamente la sua città che amava profondamente- come grafico e illustratore indipendente per una serie di clienti, tra i quali EMI Italia e Virgin nel settore musicale, Feltrinelli, Sperling & Kupfer, Rizzoli e Mondadori tra gli editori di libri, La Stampa e Il Sole24Ore,  ARCI, la Provincia di Milano e il Comune di Ancona tra i clienti istituzionali; JW Thompson, Pirella e le agenzie pubblicitarie Saatchi  e RAI radiotelevisione italiana. Come pittore e illustratore versatile, ha collaborato con direttori artistici su progetti editoriali per riviste settimanali, mensili e quotidiane. Dalle “vignette” realizzate per la popolare Settimana Enigmistica alle illustrazioni per l’autorevole il Sole24Ore, il suo genio, la sua arguzia e il suo stile inconfondibile sono entrati nella case degli italiani, incuriosendo, facendo interrogare, riflettere, sorridere e -perché no?- sognare i lettori anche attorno agli argomenti più improbabili, quali quelli finanziari. Altrettanto si può dire per le sue celebri locandine, realizzate per i più importanti festival anconetani dagli anni Ottanta in avanti, quando le affissioni erano lo strumento principe della comunicazione e della pubblicità: ebbene non era raro vedere persone per strada incollate davanti ai suoi disegni, affascinate dalla loro carica visionaria, dall’uso del colore con le sue trasparenze e dalle figure, fluide, morbide, leggere, come in volo. 

Un artista prolifico ma anche un operatore culturale attivo e generoso, che ha animato la vita associativa del capoluogo, partecipando e a volte promuovendo e co-organizzando iniziative in ogni ambito, dalle mostre d’arte, al teatro, alla musica, alla lettura, insieme alla sua compagna di vita Gemma, con la quale condivideva i suoi tanti interessi.

Dai tanti – artisti e non- concentrati nell’ autoaffermazione e nella spettacolarizzazione della proprie carriere, Umberto Grati, con la sua mitezza e la sua discrezione, era distante anni luce: refrattario alla conflittualità, alle sfide, allo spirito competitivo, era al contrario incline alla ricerca dell’armonia, alla pacificazione e ad una convivenza piena di grazia e bellezza tra gli esseri viventi. Con una sorprendente inclinazione a cogliere gli aspetti umoristici, il “buffo” che c’è nella vita, trasfigurata nella sua visione umanissima e perspicace. Proprio in ultimo, lo hanno sentito dire parole di conforto per gli altri, per i suoi cari, per la sua amata figlia Eva, venticinquenne e già affermato ingegnere aerospaziale: “la mia (di artista ndr) è una bellissima missione. E la gioia degli altri mi fa felice, quindi anche io lo sono. Non sarei mai capace di procurare tristezza, malumore e conflitto, non è nella mia natura. La mia prima gioia è vederla negli altri, negli amici, in chi mi vuole bene”.

“Un incontro con Umb, di qualsiasi tipo– ha scritto di lui l’amico Ubaldo Stecconi nel giorno del funerale- è sempre stato un privilegio. Poter vedere assieme a lui il suo mondo poetico dove è sempre carnevale. Abbiamo tutti ricevuto il dono della sua amicizia, del suo modo di fare sempre garbato e rispettoso, e della sua arte. Quindi siamo tristi e smarriti, sì, ma dobbiamo sentirci anche privilegiati di aver ricevuto il dono di conoscere Umberto”. Un privilegio, sì, avere respirato il mondo poetico di Umberto, fatto di immagini preziose che hanno illuminato luoghi, momenti, concetti tra i più diversi e a volte ostici eppure, grazie a lui, familiari. Conservando quella sensazione di serena accettazione della realtà, della vita che in sé contiene anche la fine della vita stessa, senza strappi, senza proclami, senza vittimismi. L’eredità che ci lascia Umberto Grati, con le sue opere esposte nel tempo ad Ancona, Milano e in altre sedi, è densa di contenuti, artistici e umani che le istituzioni e la comunità culturale sapranno – lo auspichiamo- valorizzare e fare conoscere anche alle nuove generazioni.

Federica Zandri

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Per chi desiderasse approfondire nel frattempo, il sito è www.gratidesign.it

S.O.S. Bussola per i giovani e le famiglie del Piano

Con il progetto denominato S.O.S. Bussola, Sostegno orientamento Scolastico, l’Istituto Salesiano di Ancona, in partenariato con il Comune di Ancona, Caritas Diocesana, Casa delle Culture, Liceo Classico Rinaldini, AST Dipartimento Dipendenze – Orto del Sorriso, Pgs Orsal, Cgs Dorico, Parrocchia S. Famiglia, al fine di costituire un punto di attenzione ai minori e alle famiglie.  Interventi nell’arco dei 3 anni previsti dal progetto per il sostegno alla genitorialità, la creazione di un punto di ascolto psicopedagogico per famiglie e preadolescenti, servizi di prevenzione contro la dispersione scolastica quali doposcuola, apertura di libreria pubblica, laboratori per l’acquisizione di capacità di base.

I destinatari diretti del progetto sono bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni di età, a rischio dispersione scolastica e ulteriori problematiche. “L’obiettivo – sottolinea Don Giampiero De Nardi Parroco dell’Opera Salesiana di Ancona – è quello di seguire tra i 200 e i 250 minori attraverso le attività progettate, coinvolgendo un centinaio di collaboratori operanti da lungo tempo nella rete, adeguatamente formate, psicologi e psicoterapeuti e volontari delle associazioni partner. A questi vengono aggiunte le 50 famiglie dei minori che usufruiscono sia del sostegno scolastico, sia di un sostegno psico-pedagogico. Le attività laboratoriali – spiega ancora Don Giampiero- si svolgeranno in contesti di piccoli gruppi (minimo 10 – massimo 25 unità) con professionisti e tutor supervisionati da psicologi e psicoterapeuti. Parte del lavoro sarà anche svolto in peer education per sostenere le relazioni e favorire l’implementazione delle competenze. Si prevede l’apertura di uno spazio di consultorio specializzato su tematiche adolescenziali per ragazzi e genitori”. “Il progetto – continua don Giampiero – nasce con lo scopo di potenziare il quartiere del Piano e di renderlo sempre più luogo di integrazione positività”.

Da 100 anni ad Ancona, attraversando epoche e contingenze storico-sociali complesse e in continuo mutamento, l’Istituto Salesiano ubicato nel sempre più cosmopolita quartiere del Piano, è sinonimo del prendersi cura della comunità, in particolar modo di bambini e ragazzi, coinvolgendoli in attività educative e di aggregazione a svariati livelli. Un ruolo fondamentale per il territorio, quello svolto dall’istituto di Corso Carlo Alberto che, negli anni – a partire dallo storico “oratorio” e con un ampio ventaglio di attività avviate nel tempo, quali le numerose attività sportive e ricreative, i cinecircoli giovanili, e la collaborazione con l’Informagiovani comunale etc- è riuscito a costruire una rete di servizi composta da famiglie e associazioni in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale per favorire l’inclusione sociale, attraverso l’ascolto dei bisogni e dando puntuale risposta ai reali fabbisogni delle persone.

“Quello messo a punto dall’Istituto Salesiano è un progetto di grande respiro– spiega l’assessore alle Politiche giovanili Marco Battino. È rivolto ai giovani che si trovano in difficoltà, nelle diverse fasce d’età. Gli interventi sono focalizzati sulla prevenzione e sono diretti a incoraggiare forme diverse e personali di autonomia nel contesto della comunità. Il progetto dell’Opera Salesiana ha queste caratteristiche e si sposa perfettamente con gli obiettivi dell’Amministrazione: non a caso lo scorso anno ha riconosciuto ad essa un attestato di benemerenza per il servizio svolto alla comunità. Il servizio di doposcuola, il percorso laboratoriale per l’acquisizione delle abilità di base (lavorando sull’identità, sul dialogo e sulla comunicazione, sulla gestione delle emozioni etc), il sostegno alla genitorialità e la creazione di una rete di welfare stabile sono le linee principali dell’intervento nel suo complesso, che andrà a coinvolgere svariate centinaia di persone. Un progetto che ritengo di rilevante importanza anche per l’intero quartiere.”

Il Comune di Ancona ed in particolare il quartiere Piano-Archi – ricorda l’Assessore ai Servizi Sociali Manuela Caucci – è un territorio da sempre caratterizzato da una significativa presenza dei fenomeni migratori e ha registrato un aumento delle situazioni di marginalità e vulnerabilità. Le famiglie d’origine sono a volte in difficoltà nello svolgere il loro ruolo genitoriale ed hanno bisogno di un supporto costante, senza dimenticare che in molte situazioni la donna è relegata alla vita domestica e quindi non riesce a svolgere le attività quotidiane volte all’integrazione del nucleo all’interno della comunità anconetana. Con il progetto finanziato da Cariverona si potrà offrire nel prossimo periodo un sostegno calibrato e sistematico ai minori ed alle famiglie e favorire un migliore scambio all’interno e all’esterno”.

Diversi i tempi e le modalità nelle quali sono articolati gli interventi nell’arco dei 3 anni previsti dal progetto. Ad esempio, nell’intervento “Sostegno alle Famiglie nel ruolo genitoriale” volto a fornire ai genitori conoscenze e strumenti per acquisire la capacità di affrontare e risolvere problemi connessi alla crescita e all’ adattamento dei propri figli, sono riservate 80 ore annuali, delle quali 10 a famiglia per colloqui individuali e 15 per incontri di auto-mutuo aiuto.

Il finanziamento di 142.000 euro messo a disposizione attraverso un bando dalla Fondazione Cariverona che già in passato (2016) il progetto salesiano di creazione del Centro Diurno Il Faro, indirizzato a ragazzi dagli 8 ai 18 anni è un importante contributo e riconoscimento del lavoro svolto negli anni.

Federica Zandri

Microforestazione urbana: ecco il bando

Nessuno può più permettersi di ignorare i disagi prodotti dal cambiamento climatico, particolarmente pesanti e pericolosi negli ambienti urbani. Le ondate di calore nel periodo estivo, che si protraggono anche al di fuori del calendario stagionale e le sempre più frequenti piogge torrenziali, costringono non solo le istituzioni, ma tutti i cittadini, a misurarsi con questo problema e trovare soluzioni volte ad un adattamento a queste nuove problematiche.

Risulta necessario mettere in atto azioni volte a contenere l’innalzamento delle temperature estive ed a prevenire allagamenti e danni che conseguono le piogge eccessive, anche per rendere le città più resilienti e sicure. Con questo obiettivo verrà pubblicato a fine gennaio dal Comune di Ancona un bando con stanziati oltre 170.000 euro a sostegno di interventi di micro-forestazione urbana (e non solo), che punta al coinvolgimento della comunità territoriale nell’attuazione degli interventi. Al centro dell’iniziativa vi sono la creazione di nuove aree verdi, la riqualificazione di quelle esistenti, la piantumazione di nuove alberature e la rigenerazione del suolo. Ma anche la manutenzione delle attrezzature per incentivare la fruizione di spazi verdi, la creazione di aree verdi ad uso collettivo, la promozione di accordi tra stakeholders e di programmi di informazione, educazione e sensibilizzazione in materia di infrastrutture verdi e servizi ecosistemici.

Il bando, messo a punto nell’ambito del progetto “LIFE+ A-GreeNet” e finanziato dalla Fondazione Cariverona attraverso il progetto “CLIMA2024”, progetti promossi e gestiti dal Servizio Ambiente e Verde pubblico del Comune di Ancona, è rivolto a cittadini, Enti pubblici, Enti del Terzo Settore e imprese, che vogliano partecipare attivamente all’incremento della resilenza della città di Ancona. Gli interessati potranno presentare progetti, volti a richiedere un co-finanziamento previsto dal 50% all’80% dell’importo di progetto e sarà possibile presentare le domande a partire da fine gennaio 2025, per 5 mesi, e con una seconda chance a partire da settembre 2025 per altri 5 mesi. I progetti presentati potranno chiedere un supporto di finanziamento da un minimo di 5mila ad un massimo di 10mila euro a progetto, per un massimo concedibile di 20.000,00 euro per ciascun richiedente. Il progetto dovrà prevedere azioni suddivise in tre categorie: forestazione, formazione e manutenzione con la possibilità di mettere a co-finanziamento le ore del personale impiegato o volontario.

Si tratta di un percorso ambizioso che trova le radici nel Contratto di Forestazione Urbana, di cui il Comune di Ancona è uno dei firmatari, strumento volto a contribuire alle decisioni e alla gestione delle iniziative volte alla salvaguardia ambientale e adattamento ai cambiamenti climatici attraverso la partecipazione attiva delle comunità locali. Un percorso necessario, che rende il capoluogo marchigiano atto ad assorbire fenomeni atmosferici non facilmente prevedibili e gestibili e di sicuro impatto sul territorio, che si sviluppa attraverso un “patto di collaborazione” pubblico-privato che parte dall’affiancamento da parte dello staff di progetto ai proponenti di eventuali proposte, affina le progettualità da finanziare e condivide la realizzazione di interventi nell’area urbana, garantendone, infine, la necessaria manutenzione e cura, indispensabili per una loro efficacia negli anni successivi.

Federica Zandri

Caritas, “Noi siamo Pace”: un ciclo di incontri a gennaio


Anche quest’anno, nel mese di gennaio dedicato alla pace, la Caritas diocesana propone un ormai storico ciclo di incontri, rinnovato nel nome: “NOI SIAMO PACE”. Questi appuntamenti rappresentano un’importante opportunità per riflettere e sensibilizzare la comunità su temi fondamentali legati alla costruzione
quotidiana della pace e al ruolo di ciascuno, sia individualmente che collettivamente, nella promozione di una convivenza armoniosa. Gli incontri, nati dalla collaborazione e dal dialogo tra gli uffici pastorali e altre realtà diocesane, mirano a percorrere insieme cammini di crescita e animazione territoriale. Gli incontri di questa edizione prendono il via venerdì 10 gennaio, ore 18:00 con la Presentazione VIII Rapporto sui Conflitti dimenticati: IL RITORNO DELLE ARMI con la vicedirettrice di Caritas Italiana Silvia Sinibaldi e i giornalisti e scrittori Pierfrancesco Curzi e Asmae Dachan . Venerdì 24 gennaio alle ore 18:00: Presentazione della Campagna Giubilare CAMBIARE LA ROTTA. Trasformare il debito in speranza, con Don Marco Pagniello – direttore di Caritas Italiana, Massimo Pallottino -Ufficio Advocacy di Caritas Italiana e altri esponenti degli enti sottoscrittori della Campagna (Acli, Agesci, Azione Cattolica Comunità Papa Giovanni XXIII, Missio, Movimento dei Focolari Italia). Lunedì 17 febbraio ore 21:00: QUALE PACE PER L’UMANITÀ in collaborazione con il GID.

Nel Messaggio “Rimetti a noi i nostri debiti, concedici la tua pace” proposto per la 58esima Giornata mondiale della Pace che ricorre il 1° gennaio, Papa Francesco invita a riflettere sulla pace all’interno dell’Anno Giubilare, dedicato alla speranza, che abbiamo appena iniziato a percorrere.
“Che il 2025 – ribadisce- sia un anno in cui cresca la pace! Quella pace vera e duratura, che non si ferma ai cavilli dei contratti o ai tavoli dei compromessi umani. Cerchiamo la pace vera, che viene donata da Dio a un cuore disarmato: un cuore che non si impunta a calcolare ciò che è mio e ciò che è tuo; un cuore che scioglie l’egoismo nella prontezza ad andare incontro agli altri; un cuore che non esita a riconoscersi debitore nei confronti di Dio e per questo è pronto a rimettere i debiti che opprimono il prossimo; un cuore che supera lo sconforto per il futuro con la speranza che ogni persona è una risorsa per questo mondo. (…) La pace non giunge solo con la fine della guerra, ma con l’inizio di un nuovo mondo, un mondo in cui ci scopriamo diversi, più uniti e più fratelli
rispetto a quanto avremmo immaginato. Per il Messaggio completo clicca qui https://bit.ly/Pace1gennaio25

Per tutti i dettagli e gli aggiornamenti si consiglia di seguire il sito diocesano e i canali social

Basta violenza di genere, serve un cambiamento culturale


La violenza sulle donne appartiene ancora alla nostra cultura. La violenza fisica, la violenza domestica, la violenza
verbale, la violenza psicologica, la violenza economica, le tante facce della violenza di genere che spesso si alternano e si sovrappongono. In molti e in molte lo negano, sostenendo che le donne hanno tutti gli strumenti per tutelarsi e autodeterminarsi, in primis quella libertà che altre culture con cui oggi entriamo più facilmente a contato per esperienza diretta- culture apertamente maschiliste- reprimono.
Se, in sostanza, le donne dei paesi evoluti vengono messe a confronto con le donne iraniane, afgane, dei paesi africani e dei paesi arabi, la questione sembra effettivamente superata. Ma è un errore, una trappola: non sono ancora maturi i tempi per un superamento di pregiudizi e stereotipi che ancora condizionano la vita delle donne, né vanno mai persi di vista gli elementi che concorrono a operare la discriminazione uomo- donna, che generano forme di ingiustizia e sono l’anticamera della violenza. ll contrasto alla violenza di genere e il sostegno alle donne è uno dei punti fermi dell’Amministrazione comunale che insieme alle istituzioni, alle associazioni e al Forum delle Donne è costantemente attiva su più fronti per sensibilizzare, informare e, quindi, fare prevenzione.

Dalla scorsa estate l’assessore alle Pari Opportunità Orlanda Latini ha voluto potenziare le azioni di tutela delle donne in situazione di emergenza attraverso la campagna di comunicazione  Non sei sola! che attraverso affissioni e i canali social incentiva la divulgazione del 1522, numero antiviolenza e antistalking, attivo H24,    e, inoltre,  i  riferimenti del Centro Antiviolenza di Ancona (800 032 810 e 071 205376), del Consultorio familiare (071 205376) , delle Forze dell’Ordine 112 e  inoltre  il richiamo delle app utili nelle emergenze.

Nel mese di novembre e dicembre in particolare, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne sono state numerose le occasioni di incontro – con analisi e testimonianze- su un fenomeno che presenta una molteplicità di sfaccettature da indagare e fare conoscere, per mettere donne e ragazze in condizione di difendersi ed affrancarsi da ciò che non è né normale, né accettabile.

“Fare rete” è la parola d’ordine proclamata dalle assessore della giunta Silvetti che hanno presentato congiuntamente le iniziative in programma, promosse e sostenute dall’assessorato alle Pari Opportunità “per incentivare- ha sottolineato- la cultura del rispetto e l’autostima femminile, due formidabili strumenti per contrastare la violenza degli uomini sulle donne, e per abbattere quelle discriminazioni e luoghi comuni nei quali la violenza trova terreno facile ” 

Tra le iniziative ospitate e co-organizzate , la seconda edizione del Corso sulla prevenzione dei conflitti, la gestione delle situazioni critiche e l’autodifesa che ha raccolto ampi consensi alla sua prima edizione, che ha l’obiettivo è quello di imparare a gestire le emozioni, rafforzare l’autostima, prevenire i rischi e affrontare con successo le situazioni critiche. Parallelamente il corso ‘Donna In Difesa’ (ottobre-dicembre 2024) alla palestra della scuola primaria Gianni Rodari in Via Brecce Bianche, organizzato con il patrocinio del Comune di Ancona, CONI Marche e FIJLKAM Marche. I

La partecipazione ad entrambi era gratuita.

A cura di Reti Culturali odv e con una pluralità di partner e patrocini, si è ragionato sulla Storia delle Donne, i Nomi delle Donne- Focus sulla Toponomastica femminile. Lo spazio pubblico – ha spiegato l’associazione – restituisce a chi lo attraversa quasi solo nomi di uomini che rappresentano circa il 90 per cento dei luoghi dedicati a persone. Da qualche anno lo studio dell’urbanistica si è intrecciato con quello della toponomastica di genere per disegnare città più inclusive e contrastare la cancellazione storica subita da artiste, politiche o scienziate . In un’ altra occasione si è parlato di Donne e Malattia sul piano giuridico e sociosanitario con ANDOS, associazione donne operate al seno, quale contributo alla riflessione.

Ancora incontri formativi e informativi a novembre e dicembre quali la conferenza Più consapevole, più sicura con psicoterapeute e e referenti dell’associazione Donne e Giustizia che gestisce il Centro Anti Violenza di Ancona che proprio quest’anno ha compiuto 40 anni.

Non sono mancati incontri dedicati al tema della violenza economica e finanziaria quali Conversazioni sul denaro, con economisti, sociologi, antropologi e docenti . Ha suscitato forte emozione la presentazione del libro della dott.ssa Margherita Carlini, psicologa e criminologa, del Centro Antiviolenza di Ancona (e responsabile del CAV di Recanati) dal titolo “La mia parola- caduta all’inferno e la rinascita di cinque donne vittime di violenza domestica”. Oltre all’ avv, Roberta Montenovo, presidente della associazione Donne e Giustizia e del Centro Antiviolenza della Provincia di Ancona, sono intervenute alcune sopravvissute a maltrattamenti da parte di coniugi ed ex che hanno raccontato coraggiosamente le proprie storie con i relativi iter giudiziari, non per tutte conclusi.

Sul piano artistico non sono mancate le performance in tema di violenza di genere che hanno ricevuto il patrocinio e il sostegno del Comune di Ancona: In collaborazione con il festival Corto Dorico ha avuto luogo al Teatro Sperimentale il recita Relazioni pericolose di Stefania Sandrelli “una tragedia interiore, che non lascia scampo e che rappresenta senza soluzioni o accomodamenti, le lacerazioni di una mentalità maschilista tristemente viva ancora oggi”. Con la straordinaria interpretazione della Sandrelli si è ripercorsa l’intera vicenda di Cavalleria Rusticana letta da parte della protagonista-vittima, Santuzza. Si ricorda inoltre lo spettacolo teatrale Cristina e la Città delle Dame una performance di teatro- danza scritto e diretto da Chiara Marangoni, liberamente tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice Christine de Pizan, vissuta tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV secolo, che ci ha lasciato in eredità la prima opera mai scritta in difesa dei diritti e della dignità delle donne. A metà dicembre su iniziativa del Forum delle Donne un’altra performance al femminile a cura di Simona Lisi, Song of the songs si è svolta presso la monumentale Chiesa del Gesù.

Con il nuovo anno l’Amministrazione, anche in vista dell’8 marzo (fermo restando che si tratta di ricorrenza con altro significato, centrata piuttosto su diritti e pari opportunità), di concerto con il Forum delle Donne e con le associazioni del territorio sta pensando a nuove iniziative per prevenire la violenza di genere, avvalendosi di esperienze maturate sul campo e aprendosi ad ogni possibile soluzione per contrastare il fenomeno e sviluppare una cultura fondata sul rispetto e sulla reciprocità tra uomo e donna.

Federica Zandri

Protezione Civile, campagna educativa nelle scuole cittadine

Mettere a disposizione gratuitamente tempo ed energie per proteggere le persone e l’ambiente: è la motivazione che anima i volontari di Protezione civile, ragazzi e ragazze, uomini e donne che decidono di mettersi alla prova, acquisendo le necessarie competenze per svolgere un servizio alla comunità che si rivela sempre più importante, in caso di emergenza e non solo. Tra le associazioni di volontariato di Protezione civile del territorio e in linea con l’organizzazione dell’Amministrazione comunale si colloca il Gruppo comunale Volontari di Protezione civile di Ancona, organizzazione del terzo settore costituita nel 2011 e dotata di dispositivi e mezzi per permettere agli operatori volontari- previa adeguata formazione- di svolgere in sicurezza l’attività cui vengono di volta in volta destinati. IL GCVPC si adopera in coerenza con le azioni messe in atto dall’Amministrazione comunale che attraverso strumenti quali i Piani di SICUREZZA garantisce il regolare svolgimento di eventi e manifestazioni cittadine, nonché una efficace gestione di emergenze quali quelle sismiche, allerta meteo e emergenze di tipo sanitario. Per promuovere le adesioni al Gruppo comunale Volontari di Protezione civile, con l’intento di rafforzare questo servizio in una ottica di riqualificazione e sicurezza della città, l’Amministrazione comunale dà il via in questi giorni ad una campagna di sensibilizzazione che troverà accoglienza negli istituti scolastici di istruzione secondarie e presso le Facoltà universitarie UNIVPM.

Allo scopo è stato realizzato una brochure che con testi e fotografie illustra finalità e attività del GCVPC nelle diverse emergenze e nelle manifestazioni ed eventi cittadini, nella campagna “Io non rischio” ecc, i corsi di formazione e il funzionamento del COC- Centro Operativo comunale con il quale il Gruppo comunale si relaziona. Per entrare a fare parte della Protezione civile, i requisiti sono la maggiore età e l’assenza di procedimenti penali e/o condanne, per il resto si richiedono caratteristiche quali senso civico, solidarietà, spirito di collaborazione, rispetto delle regole e capacità di risolvere i problemi.

La prima tappa della campagna si è svolta presso l’ISTVAS- Vanvitelli Stracca Angelini dove ad incontrare gli studenti della classi IV e V si è presentata un’ampia delegazione composta dal Vicesindaco e assessore alla Protezione civile Giovanni Zinni, dal Dirigente del Servizio, Ing. Borgognoni, dal coordinatore Gruppo Comunale Volontari Protezione Civile, Barca e dai tecnici dell’ufficio di Protezione civile del Comune. “Cominciare sin da ragazzi a percorrere l’esperienza della Protezione civile– dichiara il Vice Sindaco e assessore alla Protezione civile Giovanni Zinni- serve a sentirsi parte di una società che deve essere basata sul senso di comunità, della solidarietà e della collaborazione reciproca. Mettersi a disposizione del prossimo è una delle occasioni di crescita più preziose che possano capitare: nel ringraziare gli uffici – nello specifico i tecnici impegnati nella costante applicazione dei piani della sicurezza sia nella ordinaria gestione sia nelle emergenze – per l’impegno messo nella realizzazione di questa campagna, invito i destinatari, in primis gli studenti maggiorenni, a cogliere questa opportunità che li formerà e li gratificherà nel loro percorso di vita”

Per maggiori informazioni: 071.2224028

Federica Zandri

Giubileo, capolavori della Pinacoteca ai Musei Capitolini

Tiziano, Lotto, Crivelli e Guercino, un concentrato di bellezza. L’operazione culturale mette in risalto il legame tra Ancona, le Marche e la Capitale

 

La Pala Gozzi, capolavoro assoluto di Tiziano Vecellio e dell’Arte in generale, ha compiuto un nuovo viaggio sul suolo italiano per permettere a quante più persone possibili di ammirarla. Alcuni se lo ricordano, su invito del Sindaco di Milano era stata esposta a Palazzo Marino per circa un mese in occasione delle le Festività 2017-2018, come dono natalizio ai milanesi, registrando oltre 100.000 visitatori. Questa volta il dono- fare circolare un grande dipinto con quello che comporta lo è, e come!- è indirizzato ai romani e al più ampio, imprevedibile numero di visitatori che stanno affluendo a Roma per il Giubileo. E cosa c’è di meglio che una mostra di arte sacra per aprire, con qualche settimana di anticipo il più importante appuntamento della Cristianità? Ad accompagnare la Pala Gozzi, dal 26 novembre al Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini, la Circoncisione dalla chiesa di San Francesco ad Alto, opera di Olivuccio Ciccarello, interprete principale del rinnovamento della pittura anconetana che fiorì fra Trecento e Quattrocento; la preziosa Madonna con Bambino di Carlo Crivelli, icona della collezione dorica e somma realizzazione del pittore veneto che visse e operò nelle Marche; la Pala dell’Alabarda di Lorenzo Lotto, per la chiesa di Sant’Agostino, in cui si esplicita l’emozionante talento del pittore veneziano, esule a più riprese nella regione. Ancora di Tiziano è esposta la monumentale Crocifissione realizzata per la chiesa di San Domenico in cui l’artista esplora la tragedia e la sofferenza umana. Chiude la rassegna l’imponente Immacolata di Guercino, in cui la delicata figura della Vergine si staglia su un paesaggio marino il cui modello potrebbe essere la baia di Ancona.

I sei prestigiosi dipinti sono protagonisti di un percorso espositivo che racconta molte cose: l’importanza della collezione della Pinacoteca Podesti (pittore anconetano che ha a lungo operato nella capitale) e, in sottofondo, la ricchezza della città dorica committente dei maggiori artisti italiani fra Cinquecento e Seicento. Indiscutibilmente legate alla storia di Ancona le opere in mostra descrivono un percorso di importanti contaminazioni tra correnti artistiche che hanno reso la città depositaria di assoluti capolavori tra XV e XVII secolo e testimoniano la sacralità e l’importanza che assunse l’Arte Adriatica del ‘500, in particolare l’importanza delle committenze sacre di una città da sempre al centro delle rotte culturali adriatiche.

“Questo spaccato del meglio della produzione pittorica marchigiana e, in particolare, di quella veneta nella regione – ha ricordato l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio– dialoga eccezionalmente con opere degli stessi autori: Tiziano, Lorenzo Lotto e Guercino presenti nella Pinacoteca dei Musei Capitolini, il primo museo realizzato al mondo. La mostra che ospitiamo, con questa importante esposizione delle pale d’altare della città dorica anticipa gli eventi culturali dell’appuntamento ecumenico del prossimo anno, con tutti i valori che esprime .

“Le opere che provengono dalla Pinacoteca di Ancona – ha sottolineato a riguardo S.E.R. Mons. Rino Fisichella Pro Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione – parlano di bellezza, di storia e di fede, valori che superano i limiti del tempo e dello spazio. Che invitano a guardare oltre il presente e oltre le difficoltà, per scorgere quel cammino di rinnovamento che caratterizza ogni vera crescita artistica e spirituali. Questa operazione sancisce inoltre la collaborazione con il capoluogo marchigiano, città indissolubilmente legata alla Santa Sede dal 1532 in poi e importante porto dello Stato pontificio, uno dei principali snodi commerciali rivolti verso Oriente”.

“Con questa mostra- hanno evidenziato i curatori Luigi Gallo, Direttore della Galleria Nazionale delle Marche e Ilaria Miarelli Mariani, Direttrice della Direzione dei Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina.- si intende avviare un percorso di valorizzazione nazionale della collezione anconetana, con lo scopo di restituire ai cittadini e ai visitatori lo spaccato di un periodo cruciale della storia del gusto, del collezionismo e della museologia nella città marchigiana. Un lavoro che proseguirà con il riallestimento della Pinacoteca Civica Podesti, aperta nel dopoguerra dall’allora soprintendente Pietro Zampetti, con le opere salvate dai bombardamenti da un altro grande protagonista della storia della tutela, Pasquale Rotondi, l’eroico direttore del Palazzo Ducale di Urbino a cui si deve la salvaguardia del patrimonio artistico nazionale negli anni tumultuosi del secondo conflitto mondiale. Il museo di Ancona, dedicato al pittore ottocentesco Francesco Podesti è forse tra i più ricchi d’Italia per la qualità delle opere che conserva, giunte dalle chiese più importanti della città in vari momenti. Della monumentale Pala Gozzi di Tiziano, omaggio declinato sul colorismo veneto alla Madonna di Foligno di Raffaello, che un tempo era conservata proprio sul Campidoglio, nella chiesa dell’Aracoeli, si può affermare che abbia cambiato definitivamente l’assetto della pala d’altare”.

“L’esposizione – ha sottolineato il Sindaco Daniele Silvetti con l’assessore alla Cultura Anna Maria Bertini– rappresenta un importante tassello di un percorso che proseguirà nel corso dei prossimi mesi con il riallestimento della Pinacoteca Civica “Podesti”, fondata grazie alla donazione del pittore Podesti in persona. Fondata dai coloni greci, divenuta il più importante porto di Roma verso oriente, repubblica indipendente e poi centro nevralgico dei commerci dello Stato Pontificio, che grazie all’opera di Luigi Vanvitelli ha ridisegnato il volto cittadino, Ancona rappresenta il centro di un’Italia polisemica crocevia di genti e culture . Il desiderio di valorizzare la città a livello nazionale e internazionale attraverso il suo patrimonio culturale, mettendo a fuoco le specificità della sua storia millenaria attraverso la costruzione di nuove e più ricche narrazioni sulle opere e sugli artisti che vi hanno lavorato, ha motivato la realizzazione di questa importante operazione. Proprio alla magnifica raccolta pittorica anconetana sono rivolte in questi mesi le attenzioni della Giunta Comunale e dell’Assessorato alla Cultura, sostenuta dalla Regione Marche e con la collaborazione della Direzione Regionale Musei Nazionali delle Marche, al fine di valorizzare al massimo la straordinaria collezione e riproporla al pubblico dopo una lunga chiusura legata ai lavori di adeguamento impiantistico e allestitivo finanziati anche con fondi europei PNRR. Si imposta così un percorso virtuoso di scambio e condivisione tra Stato, Regione e Comune che permetterà di valorizzare al meglio la ricchezza e le molte sfaccettature dello straordinario patrimonio culturale marchigiano.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, con il patrocinio di Giubileo 2025 – Dicastero per l’Evangelizzazione, la mostra è organizzata da Arthemisia in collaborazione con Comune di Ancona, Ancona Cultura, Pinacoteca Civica di Ancona, Regione Marche e Palazzo Ducale di Urbino – Direzione Regionale Musei Nazionali Marche ed è curata da Luigi Gallo, Direttore della Galleria Nazionale delle Marche e da Ilaria Miarelli Mariani, Direttrice della Direzione dei Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina.

Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Orari

Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30.

24 e 31 dicembre ore 9.30 – 14.00

Giorni di chiusura 1° maggio e 25 dicembre

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Biglietteria

Biglietto integrato Musei Capitolini + Mostra (per non

residenti a Roma)

– intero: € 15,50

– ridotto: € 12,00

Biglietto integrato Musei Capitolini + Mostra (per

residenti a Roma non possessori Mic Card)

– intero € 13,00

– ridotto € 11,00

Ridottissimo € 2,00 Musei Capitolini + Mostra per le

categorie aventi diritto alla gratuità, ad eccezione dei

bambini al di sotto dei 6 anni, degli studenti delle scuole

elementari e medie inferiori e dei portatori di handicap e al

loro accompagnatore, delle guide turistiche abilitate,

Possessori della Roma Mic Card, dei donatori di sangue e

loro accompagnatore durante l’annuale campagna estiva

per la donazione e in occasioni di visite istituzionali.

 

Federica Zandri