Un bel ritorno: la “Compagnia dei giovani” di Marche Teatro

Hanno tra i 23 e i 34 anni gli attori selezionati tra i 172 candidati da tuta la regione per dare vita – finalmente- alla Compagnia dei Giovani di Marche Teatro, ufficializzata all’inizio del mese di novembre. Una gran bella svolta per il teatro e per il territorio- era dai tempi di Giampiero Solari (fine anni Novanta, primi del Duemila) che mancava una compagnia stabile- che porta nuova linfa al settore e prospettive artistiche e professionali per i dodici talenti, molti dei quali fanno ritorno a casa dopo un periodo formativo e di lavoro altrove, qualcuno perfino all’estero. L’iniziativa, ideata e diretta da Giuseppe Dipasquale, Direttore di Marche Teatro, fa seguito ad una call lanciata la scorsa primavera, che ha ottenuto un notevole successo portando ad Ancona tanti aspiranti che si sono cimentati per un’intera settimana dietro le quinte del teatro in una serie di prove, al termine delle quali da quaranta (prima selezione) sono rimasti in dodici. Tutti gli altri non cadranno nel dimenticatoio- è stato garantito: costituiscono un vivaio dal quale attingere in futuro per nuovi progetti. La compagnia dei Giovani è sostenuta da Comune di Ancona – Assessorato alla Cultura, Viva Servizi ed Estra, con la collaborazione di AMAT per la circuitazione degli spettacoli. “Aprire le porte ai talenti del nostro territorio per dar vita alla Compagnia dei Giovani di MARCHE TEATRO – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Marta Paraventi – è una scelta davvero lungimirante. Come Amministrazione crediamo in un progetto che unisce cultura, partecipazione e valorizzazione delle professionalità locali. Un grazie sincero a Viva Servizi ed Estra, che affiancano il nostro impegno rendendo possibile la diffusione della cultura nel territorio.”

Ma conosciamo meglio alcuni di questi ragazzi, ai nostri microfoni

Gli altri attori che fanno parte della compagnia sono Anna Bisciari, Sabrina Caliri, Michele Augusto Magni, Arianna Primavera, Luca Quarchioni, Daniele Vagnozzi.

“La nascita della Compagnia dei Giovani -sottolinea il presidente di Marche Teatro Valerio Vico– è un passo importante per dare continuità al lavoro di ricerca e formazione sul territorio. È un segnale forte di fiducia nelle nuove generazioni e nella capacità del teatro di rigenerarsi continuamente attraverso di loro. Il teatro l’arte la cultura deve far parte del nostro tessuto sociale. Per questo il nostro teatro è aperto ai giovani che vengono coinvolti anche attraverso le scuole fino all’università.

Il più entusiasta, neanche a dirlo, il direttore Giuseppe Dipasquale che ha seguito e accompagnato passo passo tutte le fasi della definizione del progetto. Ascoltiamolo

Federica Zandri

Riapre l’ex scuola di Massignano come sede dell’Associazione pedagogica Steiner

Dopo oltre dieci anni di inutilizzo ha ripreso vita la scuola materna di Massignano. L’edifico, di circa 300 mq distribuiti su due piani e con una giardino sul retro, è stato dato dal Comune in locazione agevolata alla  Libera Associazione Pedagogica Rudolf Steiner APS che vi ha trasferito la propria sede dal centro di Ancona e si è fatta carico degli interventi di ripristino.     Risalente agli anni Sessanta, la struttura ha necessitato di lavori di manutenzione del tetto da parte di una ditta,  in virtù di infiltrazioni che si sono riscontrate, e della pulizia delle grondaie.     Gli ambienti interni sono stati riammodernati personalmente dai soci dell’associazione che hanno carteggiato e ridipinto le pareti, alcune delle quali sono state rivestite in legno, e ricoperto i pavimenti con parquet.      Un ambiente al piano terra è stato messo a disposizione della parrocchia per la messa prefestiva, data la temporanea inagibilità della chiesa.

La struttura, che mantiene anche la funzione di seggio elettorale, è stata inaugurata dall’associazione nel mese di ottobre e da subito sono iniziate le attività rivolte ai bambini e alle famiglie, in particolare conferenze e incontri anche in collaborazione con il Parco naturale del Conero nel cui perimetro la frazione di Massignano ricade, e con relatori di varia provenienza. A breve prenderanno vita le attività di tipo pedagogico,  ovvero * laboratori artistici di pittura, modellaggio, lavori manuali, per adulti e bambini; * conferenze ed incontri aperti su temi di pedagogia, apicoltura, medicina naturale, agricoltura biodinamica; * teatrini e racconti di fiabe e gruppi di lettura.

“Tutte le attività promosse dall’Associazione, ultraventicinquennale, che si apre a tutti gli interessati,  – spiegano le storiche educatrici e coordinatrici Ester Donatacci e Daniela Vichi  – si ispirano al pensiero del filosofo e pedagogo austriaco Rudolf Steiner che è alla base della pedagogia Waldorf, dell’agricoltura biodinamica, della medicina antroposofica e di una visione dell’essere umano che contempla la sua parte cognitiva, emotiva e volitiva e una concezione della realtà che coniuga la scienza e la spiritualità; sulla base di questi principi, l’Associazione pone particolare attenzione non solo alla ricerca e alla scelta dei materiali utilizzati nell’ambiente, nell’arredamento e nei laboratori come colori ad acquarello, cera d’api per il disegno, lane naturali, giocattoli realizzati a mano in legno e tessuto, ma soprattutto al come ed a cosa viene portato incontro al bambino nel suo percorso di crescita, favorendo uno sviluppo armonico dei sensi sin dall’infanzia”. 

Per chi desiderasse entrare in contatto con l’’associazione: Telefono 3397732291; E-mail: rudolfsteinerancona@libero.it; Facebook Rudolf Steiner Ancona

FZ

A SEGUIRE LA LOCANDINA CON LA PROGRAMMAZIONE 2025-2026

4 novembre con il Capo della Stato, storie e voci di una giornata indimenticabile per la città

Il sorvolo sul porto e sulla città delle Frecce tricolori, sempre emozionante, nella tarda mattinata del 4 novembre ha concluso una giornata storica per il capoluogo delle Marche:   la celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate,  itinerante dal 2018,  che si è svolta come sempre avviene alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio  Mattarella.    La scelta è caduta su Ancona quale città crocevia, duramente provata dai conflitti bellici, non solo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che la devastarono e cambiarono per sempre, ma anche per essere stata attaccata, anni prima, di sorpresa, a poche ore dall’entrata in guerra (la prima mondiale), il 24 maggio 1915. La città subì un attacco navale austro-ungarico che colpì il porto, la stazione ferroviaria e altre zone strategiche, causando circa 63 morti e 150 feriti. Significativo anche il nome cella banchina che ha ospitato la cerimonia, molo “Rizzo”, intitolato ad un pluridecorato ammiraglio, Luigi, autore di celebri imprese militari, una tra tutte, quella di Premuda.

Tornando alla celebrazione del 4 novembre, dopo avere reso omaggio a Roma al Milite ignoto presso l’ Altare della Patria, il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è volato fino all’aeroporto di Falconara, e di qui scortato al porto di Ancona,  per dare inizio alla solenne cerimonia ripresa in diretta dalle reti Rai.  Ricevuto al suo arrivo dal Prefetto Maurizio Valiante, dal Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli,  e dal Sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, il presidente Mattarella ha passato in rassegna l’imponente schieramento  delle forze  armate, nelle loro diverse uniformi,  dislocate sul Molo Rizzo,  soffermandosi a salutare i bambini di alcune scuole che lo hanno accolto sventolando bandierine tricolori.     Qualche centinaio, gli ospiti ammessi alla cerimonia, molti di più i cittadini che hanno affollato il belvedere della cattedrale di san Ciriaco e gli altri affacci del Colle Guasco per non perdersi l’evento, così come i tanti che hanno seguito la mattinata dal maxi schermo di Piazza Roma.  Nel messaggio preliminare divulgato nelle ore precedenti,  il Presidente ha richiamato la situazione internazionale sottolineato come “oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo,  mettendo a rischio la sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio. Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica,  sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa”.     Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto e  il Capo di Stato Maggiore della Difesa,  gen. Antonio Luciano Portolano,  nel loro intervento ad Ancona hanno messo in primo piano  il debito di riconoscenza e gratitudine verso le Forze Armate che- in linea con la promessa fatta-   difendono ogni giorno la libertà e la democrazia, anche a costo della vita.  Sono ambasciatori di un’Italia che crede nella pace e agisce ogni giorno per la pace,  pronti a difendere il loro Paese quando sono a rischio la libertà e la sicurezza dei suoi cittadini, ogni giorno, 365 giorni l’anno.  Donne e uomini che vivono una vita diversa da tutti gli altri, sostenuti dalle loro famiglie,  attori silenziosi che sopportano sacrifici invisibili: padri, mariti e figli, e oggi anche mogli, madri e figlie, per i quali il servizio alla patria viene prima di tutto.  A loro è dedicato il IV novembre: ascoltiamo la voce del sottotenente di vascello Salvatore  Mazzola e del Maresciallo dei Carabineri  Eugenia Rizza

Per il Sindaco di Ancona, intervistato dalla emittenti locali, una giornata indimenticabile che valorizza il ruolo e l’immagine di Ancona,  in posizione strategica nel Paese e nel bacino del Mediterraneo, e meritevole di crescente attenzione e visibilità.

Federica Zandri

“Ancona. Questo Adesso”: inizia il viaggio verso la Capitale della Cultura italiana

Ancona è ufficialmente tra i Comuni candidati a Capitale Italiana della Cultura 2028. Nai giorni scorsi il Sindaco Daniele Silvetti insieme con l’Assessore alla Cultura Paraventi, forte del sostegno del Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, del Rettore uscente dell’Università Politecnica delle Marche, prof Gianluca Gregori e del presidente Anci Marche, Marco Fioravanti, ha presentato alla città i presupposti e gli obiettivi della candidatura, sviluppati in un ampio dossier messo a punto in tempi rapidi a seguito della concertazione con con una vasta rete di istituzioni, associazioni e comunità locali, tale da configurare la candidatura come una proposta corale.

“La scelta di candidarsi – spiega l’assessore Paraventi – è nata mentre l’Assessorato alla Cultura stava approfondendo il piano triennale di sviluppo culturale, anche in sinergia con i Lavori Pubblici per valorizzare e riorientare alcuni spazi culturali. Su invito e mandato del Sindaco, abbiamo colto l’opportunità della candidatura per mettere a sistema e dare coerenza organica a quel documento, progettando anche incontri culturali (Ancona Cultura Aperta) sul tema dell’identità della città, ispirandosi alle parole del poeta Francesco Scarabicchi, che esprimono la vocazione di una città che non si limita a custodire il passato, ma lo trasforma in progetto. Da qui è partito il lavoro che ha portato all’organizzazione e alla consegna del dossier nei tempi previsti, coinvolgendo professionisti del settore (direzione creativa, strategie e programmi europei, assistenza tecnica ai dossier, comunicazione)”.È il titolo del dossier con cui la nostra città si candida a Capitale Italiana della Cultura 2028. Una candidatura che si arricchisce della preziosa collaborazione dello scenografo marchigiano premio Oscar Dante Ferretti, a capo di uno dei progetti più importanti del dossier”.

Le MACROAREE nelle quali è articolato il programma culturale di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 sono quattro. Si ispirano al titolo di candidatura e alla morfologia naturale della città: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale, una mappatura che valorizza il territorio tra mare e parco, storia e futuro e si integra con le più avanzate strategie di rigenerazione urbana e con il piano urbanistico cittadino. Le macroaree del dossier sono presentate dagli avatar dei numi tutelari della città, tra cui: Venere, alla quale era dedicato il tempio dove ora sorge la Cattedrale di San Ciriaco; Luigi Vanvitelli, nume tutelare di Questo mare; Ciriaco Pizzecolli, padre dell’archeologia e grande viaggiatore del XV secolo che conduce nel cuore della Via Maestra; Stamira, alfiera del tema Adesso Parco; Franco Corelli, celebre tenore, spirito guida del Mare culturale. Progettati dall’Università Politenica delle Marche, gli avatar hanno evidenziato il nesso tra memoria e innovazione, proponendo un racconto identitario che attraverso nuovi linguaggi digitali e narrativi intende reinterpretare il patrimonio storico e artistico di Ancona.

Questo Mare: afferma la matrice identitaria di Ancona e da cui prende forma la visione di futuro, pone al centro la città e il suo mare, fonte di ricchezza e luogo di scambi e di incontro tra popoli e culture. Grazie ad un significativo processo di rigenerazione urbana in atto, Questo mare, si propone come laboratorio di un nuovo rapporto tra infrastrutture e comunità, dove il porto non è solo luogo logistico o commerciale, ma anche spazio culturale, artistico e sociale. Hub creativo e cuore simbolico della candidatura è la Mole Vanvitelliana, progettata da Luigi Vanvitelli nel 1732 come lazzaretto, edificio pentagonale sospeso sul mare a protezione e ad apertura della città.

Via Maestra:richiama la storia e il patrimonio culturale di Ancona, quello che si snoda attraversando il suo centro storico fino all’Acropoli. I recuperi funzionali di spazi culturali e monumentali, il ruolo della Pinacoteca, del Museo Archeologico Nazionale, della Biblioteca, vanno nella direzione di consolidare una rete culturale e museale urbana. La Via Maestra diventa così filo narrativo della città, orientando cittadini e visitatori e trasformando i luoghi della cultura in nodi di una rete condivisa, tra mostre, convegni, eventi.

Adesso Parco: al tratto identitario di Ancona città di mare e di porto oggi si aggiunge anche quello di città-parco. Con il Parco urbano del Cardeto a picco sul mare e il Parco Regionale del Conero in cammino per diventare Parco Nazionale, Ancona è città in trasformazione, per divenire sempre più una città simbolo di equilibrio sostenibile tra natura, paesaggio e arte. Qui si innesta l’esperienza collettiva tra itinerari che intrecciano trekking, archeologia, arte civile e religiosa che fanno di Ancona anche uno snodo di Itinerari culturali del Consiglio d’Europa.

Mare Culturale: mette al centro creatività digitale, nuovi linguaggi, cittadinanza attiva e spazi per le giovani generazioni. Un mare che unisce, raccogliendo i progetti dei soggetti della cultura del Comune di Ancona, voci del contemporaneo e la forza inventiva del territorio per costruire un ecosistema fondato sull’economia della conoscenza, con formazione internazionale, valorizzazione dei talenti e connessioni con le transizioni del nostro tempo. Tra i progetti portanti del dossier spicca il Museo della civiltà del Mare Adriatico firmato dalla direzione artistica di Dante Ferretti tre volte Premio Oscar per la scenografia (“The Aviator” 2005, “Sweeney Todd” 2008 e “Hugo Cabret” 2012)

Il LOGO di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028, ideato dal Corso triennale di Graphic e Web Design di Poliarte, storica Accademia AFAM di Ancona, ora parte del Gruppo Rainbow, è frutto del lavoro degli studenti, coinvolti per dare voce alle nuove generazioni e rappresentare la visione futura della città. Nei colori giallo e nero, prende forma da un gomito stilizzato: evocazione grafica del promontorio, dall’antico nome greco della città “Ankón” (gomito), proteso sull’Adriatico, dove la curva valorizza la relazione città-mare e la rara condizione visiva in cui, dallo stesso punto di terraferma, si può osservare il sole sorgere e tramontare sul mare. Il payoff, ispirato ai versi del poeta Scarabicchi, Questo Adesso, completa l’identità visiva infondendo poesia e radicamento. Il logo viene declinato nei colori e arricchito con simboli grafici distintivi per le diverse macroaree tematiche del progetto: Questo Mare (Arco di Traiano nel porto antico), Via Maestra (leone stiloforo del protiro di San Ciriaco), Adesso Parco (falesia a picco sul mare), Mare Culturale (Mole Vanvitelliana).

“Ancona. Questo Adesso, ha spiegato il Sindaco Silvetti nel suo intervento alla presentazione ufficiale, è un titolo ispirato da un verso del poeta anconetano Francesco Scarabicchi, che ci invita a un compito civile e poetico . Ad un mese dalla consegna ufficiale presso il Ministero della Cultura con orgoglio e responsabilità̀ presentiamo alla cittadinanza il concept e le linee guida della progettazione, di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028. Il dossier è la prova di una visione collettiva, civica e identitaria, costruita insieme a Regione Marche, ANCI Marche, Università Politecnica delle Marche, promotori del progetto, e con il sostegno di Autorità Portuale, Arcidiocesi, Segretariato Permanente IA, Confindustria, Camera di Commercio, Forum delle Città dell’Adriatico e dello Ionio, Fondazione Marche Cultura, a cui porgo il mio ringraziamento sincero. Questa sfida rappresenta per la nostra città e per l’intera regione Marche un’occasione unica di crescita, di coesione e di consolidamento delle relazioni verso il Mediterraneo e l’Europa. La nostra visione è chiara: valorizzare la vocazione portuale della città, farne un laboratorio di sostenibilità̀ e rigenerazione, rilanciare l’impresa culturale e creativa come pilastro della crescita. Vogliamo unire identità̀ e futuro, rafforzando i legami con i territori dell’Adriatico e con le reti europee, senza dimenticare il radicamento nelle nostre comunità̀ e la valorizzazione del patrimonio storico, naturale e urbano che ci rende unici. Al cuore del programma c’è il welfare culturale, con particolare attenzione all’inclusione e all’accessibilità. “Questo Adesso” – ha sottolineato ancora il Sindaco- è il tempo in cui Ancona sceglie di riconoscersi, di raccontarsi e di guardare avanti. È il tempo del noi, della partecipazione, della voce condivisa. Ancona è pronta, e come Capoluogo di Regione, sa di poter contare su un territorio coeso, orgoglioso e proiettato verso il futuro. Il futuro è “questo” ed è “adesso”. Ne siamo così convinti che abbiamo scelto questo avverbio per accompagnare la nostra candidatura, che rappresenta non solo un riconoscimento del valore della nostra città, ma anche un orizzonte per le generazioni future. Il futuro nasce qui, in “questo adesso”.

Non distrarti e modera la velocità. L’appello agli automobilisti

L’Amministrazione comunale con la Polizia Locale promuove una campagna per la sicurezza stradale.

“In città rallenta” è l’appello che l’Amministrazione comunale insieme con la Polizia Locale, unitamente a quello di evitare distrazioni,  rivolge alla cittadinanza lanciando una campagna di comunicazione via social. L’iniziativa, da tempo ponderata dall’ente, si lega al fenomeno dell’incidentalità urbana che nel territorio locale così come in quello nazionale presenta purtroppo numeri molto elevati, nonostante le azioni sanzionatorie, le raccomandazioni e le iniziative di prevenzione svolte a diversi livelli. Morti e feriti, tanti, troppi: gli incidenti stradali hanno un costo sociale e umano pesante che si ripercuote sulla comunità. Venticinque milioni di euro la cifra stimata. Per “mettere un freno” al fenomeno, ciascuno può e deve fare la sua parte perché – come evidenziano le locandine della campagna di comunicazione, semplice e immediata – “la sicurezza dipende da te”, da ognuno di noi che si trovi alla guida di un mezzo, di qualsiasi tipo, due o quattro ruote.

I dati (Comando Polizia Locale): Oltre 3000 decessi a seguito di incidenti si sono verificati sul piano nazionale lo scorso anno (2024), dei quali 73 nel territorio regionale, 26 in quello provinciale, con 2116 feriti (provincia di Ancona).

Nel corso del 2025, a due mesi e mezzo dalla fine dell’anno, su 403 incidenti avvenuti nel capoluogo, 2 sono risultati mortali, con quasi 200 feriti. Teatro degli incidenti più gravi sono tanto la Strada Flaminia, ad alto scorrimento, quanto il centralissimo Viale della Vittoria, a riprove del fatto che le cause identificate sono quelle note a tutti: la distrazione (legata a uso di smartphone, navigatori e connessioni musicali), subito seguita dalla velocità, inadeguata rispetto al contesto urbano, e periferico. A complicare il quadro- riferiscono gli addetti ai lavori- la convivenza con nuovi mezzi, quali i monopattini, in costante aumento e difficili da disciplinare, che non richiedono possesso della patente né una assicurazione ma- ad oggi- soltanto l’obbligo del casco.

L’appello è in particolare quello di rallentare la velocità, ma anche di osservare le norme del Codice della Strada e a concentrarsi sul percorso con attenzione, evitando possibili distrazioni che possono essere causa di gravi danni agli altri- conducenti e pedoni- e a se stessi. “Sulla strada – sottolineano gli amministratori comunali insieme al Comandante della Polizia locale- dobbiamo circolare in tanti, sostanzialmente tutti, chi con mezzi pubblici, chi privati, e perciò l’interesse ad una mobilità in sicurezza dovrebbe essere un obiettivo comune, che stia cuore a tutti i cittadini, per salvaguardare bambini, anziani e ogni fascia d’età della popolazione. L’appello che lanciamo è al senso di responsabilità di ciascuno affinché si metta alla guida in condizioni di lucidità e di consapevolezza, affinchè rispetti sempre e comunque i limiti di velocità, mantenga la dovuta distanza di sicurezza e si concentri sull’attività di guida senza distrazioni, nel pieno rispetto della vita umana, propria e altrui.”

Federica Zandri

Con la presentazione del libro di Diego Franzoni si rinforzano gli scambi Ancona-Spalato

Nell’ambito delle iniziative e degli scambi culturali promossi sulla base del Protocollo d’intesa sottoscritto ad Ancona nell’agosto 2019 tra Regione Marche e Regione Spalatino Dalmata, e data la storica cooperazione culturale tra Ancona e Spalato, città gemellate dagli anni Settanta, la Comunità Italiana di Spalato ha organizzato la promozione del libro “Sulle tracce di mio Padre” dello scrittore italiano Diego Franzoni.

“La promozione- ha affermato il presidente del consiglio comunale di Ancona, Simone Pizzi nel suo messaggio ai partecipanti – non è solo uno scambio di beni culturali, ma anche un significativo passo avanti nei rapporti tra Ancona e Spalato.  Le due città sono collegate dal mare Adriatico, che non è mai stato un confine, ma un percorso di cooperazione e uno specchio che unisce destini e culture” . Sottolineando che il libro di Franzoni è un racconto di un viaggio attraverso luoghi e memorie, oltre che valori comuni legati alla tutela dell’ambiente e al senso di appartenenza all’Europa, Pizzi ha sottolineato che si tratta di temi che ci riguardano tutti, perché mettono al centro l’uomo, le sue radici e la responsabilità per il futuro, per cui il nostro Adriatico rappresenta sia il passato che il futuro, la radice e l’orizzonte del mare che parla la stessa lingua ad entrambe le sponde.

Parlando a nome della Città di Spalato, il responsabile delle Relazioni internazionali del Comune di Split/Spalato, Nikola Aleksić ha presentato il medesimo concetto rimarcando che l’autore stesso, seguendo le numerose idee del padre, ha cercato di promuovere la cooperazione tra Spalato e Ancona, sia organizzando gare sportive ad Ancona sia portando a Spalato numerosi giovani atleti, circa 400.

Il libro è scritto in italiano e, come hanno sottolineato le promotrici, la Prof.ssa Luisa Quien e la Prof.ssa Katica Babarović, è un libro insolito che racconta la storia del viaggio del padre dello scrittore nel 1953 su una piccola motocicletta, una Lambretta, insieme a un amico verso i Paesi Bassi. Il libro è composto dai racconti di un viaggio di 1.836 chilometri, attraverso la Svizzera, la Germania fino al villaggio di Osterland nei nord dei Paesi Bassi e ritorno lungo lo stesso percorso, appena otto anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lo scrittore ha intrapreso lo stesso viaggio da solo su uno scooter Yamaha 125 nel 2022 per capire che tipo di uomo fosse suo padre.

La promozione del libro ha ricevuto particolare rilievo anche dalla lettera del Sindaco Daniele Silvetti: “ I nostri popoli- scrive, salutando Comunità Italiana “nella speranza di future occasioni di incontro e progetti comuni”- hanno sempre navigato gli stessi mari. Così “anche il nostro Franzoni è salpato, con un libro e fisicamente, per presentarsi a Spalato. Il ponte della cooperazione è fatto sia di scrittura che di narrazione”.

F Z

Premio Marche, un ritorno in grande stile

Dopo venticinque anni torna ad Ancona il Premio Marche.   Un annuncio che riempie di soddisfazione gli ambienti culturali cittadini che si interrogavano da tempo sul recupero di questo evento nato per valorizzare la produzione artistica contemporanea.  Il Premio aveva preso forma infatti nel 1957 grazie ad Alfredo Trifogli, illustre Sindaco di Ancona e personaggio cardine della storia cittadina, con lo scopo di promuovere la ricerca nell’arte contemporanea.  Nel 1999 il percorso si interrompe e riprende poi nel 2018 con due edizioni realizzate ad Ascoli Piceno e altre due ospitate ad Urbino. Nel 2025 il Premio Marche torna definitivamente ad Ancona grazie alla volontà del Comune, riaffermando i suoi principi ispiratori e allo stesso tempo proponendosi come un appuntamento biennale che possa rilanciare la città come polo d’arte contemporanea, in linea con quanto indicato nel dossier di candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028.

IL Premio Marche  riparte con una mostra dal titolo Erratica che sarà ospitata alla Mole Vanvitelliana dal 22 novembre 2025 al 28 febbraio 2026. Promossa e co-organizzata da AMIA e Comune di Ancona-Assessorato alla Cultura con il sostegno della Regione Marche, ne racconta la storia, attraverso tre differenti sezioni: un excursus dagli esordi fino alla fine degli anni Novanta del Novecento, poi un focus sui 25 anni in cui si è svolto lontano dalla natia Ancona dal 2000 al 2024 a cura di Elena Pontiggia e Gabriele Simongini e infine una parte dedicata agli artisti che rappresentano lo stato attuale dell’arte contemporanea a cura di Giacinto di Pietrantonio. 

“Erratica -dichiara l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi- è il titolo scelto per accogliere ad Ancona la storica rassegna di arte contemporanea che da decenni ha segnato la vita culturale regionale e nazionale: il Premio Marche, fondato da Alfredo Trifogli, già sindaco della città e instancabile promotore di cultura. La Mole Vanvitelliana è lo scenario ideale per ospitare «Erratica», curata da un team di esperti — Elena Pontiggia, Gabriele Simongini e Giacinto Di Pietrantonio — e concepita per guidare il pubblico, attraverso servizi didattici e una serie di conferenze, alla scoperta dei protagonisti dell’arte contemporanea degli ultimi decenni. Per l’occasione, inoltre, grazie al supporto di Estra e ViVa Energia, sarà pubblicata la prima guida alle opere di scultura monumentale contemporanea, uno strumento utile ad arricchire l’offerta di turismo culturale in città”.

Il percorso espositivo inizia con un excursus che ripercorre la storia del PREMIO MARCHE dagli anni Cinquanta agli anni Novanta del Novecento ricordando la figura di Alfredo Trifogli, e valorizzando la collezione d’arte contemporanea della Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona, nata proprio grazie alle opere del Premio Marche, con una selezione di opere a cura di Marco Tittarelli provenienti dalla Pinacoteca stessa.

Il cuore della mostra presenta un focus, a cura di Elena Pontiggia e Gabriele Simongini, che riflette sul tema dell’assenza della manifestazione dal 2000 al 2024, realizzando una ricognizione dello stato dell’arte contemporanea durante questi 25 anni attraverso 25 artisti che a livello nazionale hanno caratterizzato con il proprio lavoro il corso di questi cinque lustri e che si sono imposti in questo arco di tempo all’attenzione della critica e del pubblico. Sono Vanessa Beecroft, Gabriella Benedini, Giuseppe Bergomi, Alberto Biasi, Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Chiara Dynys Omar Galliani, Massimiliano Galliani, Giuliano Giuliani, Giorgio Griffa, Emilio Isgrò, Maria Lai, Ugo La Pietra, Eva Marisaldi, Giuseppe Penone, Paola Pezzi, Lisa Ponti, Rosa Maria Rinaldi, Arcangelo Sassolino, Marinella Senatore, Grazia Toderi, Grazia Varisco, Cordelia von der Steinen, Gilberto Zorio.

Una terza sezione a cura di Giacinto Di Pietrantonio espone le opere di un’altra ventina di autori che ad oggi possono rappresentare, secondo la scelta curatoriale, lo stato attuale dell’arte contemporanea, e dove non mancheranno anche rappresentanti marchigiani. Si tratta di artiste e artisti che utilizzano vari media, selezionati per la loro capacità di lavorare in modo innovativo sia con le tecniche tradizionali come pittura, disegno, scultura che con quelle più moderne come la fotografia, il digitale e il mondo del web, tra i quali si segnalano: Paola Angelini, Stefano Arienti, Simone Berti, Luigi Carboni, Giuliana Cunéaz, Loredana Di Lillo, Iulia Ghita, Federica Di Pietrantonio, Silvia Mariotti, Marco Pace, Edoardo Piermattei, Alice Romano, Luca Rossi, Lorenzo Scotto Di Luzio, Vedovamazzei.     Tra gli artisti di quest’ultima sezione sarà scelto e proclamato il vincitore del Premio Marche 2025, al quale sarà conferito un premio simbolico. Tra questi artisti verrà anche assegnata la targa “Alfredo Trifogli”, a menzione dello storico Presidente e principale promotore del Premo Marche. 

La Direzione Artistica della rassegna è di Stefano Tonti e Arianna Trifogli e il Comitato Scientifico è composto da: Giacinto Di Pietrantonio, Stefano Papetti, Elena Pontiggia, Gabriele Simongini, Stefano Tonti e Arianna Trifogli.

In occasione del Premio Marche 2025 verranno organizzate conferenze, attività didattiche e visite guidate sia in avvicinamento del premio che durante la sua esposizione.

Federica Zandri

Ancona per la Pace: il presidente Pizzi accoglie la delegata ONU e partecipa alle iniziative in Umbria

Ancona ha una lunga tradizione di “città di Pace”, in epoca contemporanea: nel 2005, all’indomani delle guerre nei Balcani, l’ Amministrazione comunale aveva aderito al Sistema territoriale di Pace, una rete di città che si impegnavano a promuovere la Pace permanente attraverso una serie di azioni in vari ambiti. Nel tempo se ne è persa, in parte, la memoria, ma non certo la convinzione che la Pace è un valore assoluto e che il Comune, quale istituzione vicina alla gente , debba occuparsi dei bisogni e dei diritti dei cittadini, tra i quali quello a alla Pace. I “gesti di pace” costituiscono difatti il tessuto connettivo che rende coesa e solidale la città, nello spazio che attiene i “diritti umani” a partire dai singoli quartieri e fino ai livelli più alti, quelli della Nazioni Unite.

Nei mesi scorsi (con un atto di giunta e una determinazione dirigenziale) l’Amministrazione comunale ha aderito al Comitato promotore della marcia per la pace Perugia-Assisi e al progetto “Adotta un popolo” attraverso il quale l’ente locale destina un contributo finanziario ad  un rappresentante di un popolo che vive in una situazione di guerra o conflitto o disagio, consentendogli di partecipare all’ VIII assemblea ONU dei Popoli che si tiene ad Assisi dal 9 all’11 ottobre, a ridosso della Marcia per la Pace Perugia-Assisi, in programma domenica 12 ottobre.   Il Comune di Ancona, su indicazione dell’ associazione “Sulla strada” ha quindi accolto quale delegata all’Assemblea dell’ONU dei Popoli Luisa Patzan, una giovane donna di origine guatemalteca che incarna in modo straordinario la forza del cambiamento e della solidarietà. Accolta ad Ancona il 6 ottobre dal presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi e alcuni consiglieri, la delegata ha quindi fatto visita a quattro istituti scolastici del territorio (il giorno 7 a Falconara e Senigallia) e l’8 ottobre ad Ancona le scuole “Donatello” e il Liceo scientifico “Savoia” portando la propria testimonianza a studenti e docenti, punto di partenza per un dialogo, volto a stimolare una riflessione profonda: trasformare ogni città in un autentico “cantiere di pace e di futuro”, coltivando una coscienza e una cultura di pace che si esprimanoattraverso la cura dell’altro, dell’umanità e del pianeta. per poi partire alla volta di Perugia. Nel pomeriggio di mercoledì 8 ottobre Luisa Patzan è stata inoltre protagonista dell’incontro pubblico nella sala consiliare del Comune: “Il riscatto dei poveri, un’esperienza dal Guatemala” , aperto con i saluti del presidente del consiglio comunale Simone Pizzi, del Presidente dell’ “Università per la Pace”, Mario Busti, e dal presidente dell’ associazione “Sulla strada”, Carlo Sansonetti”

Nata e cresciuta nel villaggio di La Granadilla, in una zona povera del Guatemala, da bambina Luisa è stata costretta – insieme ai fratelli – a lavorare nella produzione artigianale di fuochi d’artificio. Si trattava di un’attività pericolosa, esposta alla polvere da sparo, che le ha impedito di frequentare regolarmente la scuola e di vivere un’infanzia serena. Il suo destino è cambiato quando è entrata nel programma di sostegno a distanza promosso da Sulla Strada ODV. Grazie alla generosità dei sostenitori italiani, Luisa ha potuto ricevere istruzione, assistenza sanitaria e un’alimentazione adeguata, scoprendo così la possibilità di un futuro diverso. Determinata a restituire alla propria comunità il bene ricevuto,la giovane donna ha completato la formazione professionale e oggi lavora come infermiera presso il poliambulatorio Yatintò. 

“Un progetto molto bello e di grande spessore educativo, quello che abbiamo condiviso– sottolinea il presidente del consiglio comunale Simone Pizzi-   specialmente in questo periodo contraddistinto da conflitti internazionali che colpiscono popolazioni inermi e mettono a dura prova certezze e valori fondanti della nostra società. La testimonianza di Luisa Patzan è preziosa e indicativa del coraggio e della volontà di riscatto sociale di chi sceglie di restare e essere operativo nella propria terra ”.

Il Presidente Pizzi rappresenta l’Amministrazione comunale di Ancona a Perugia, sabato 11 ottobre, all’Assemblea nazionale degli enti locali per la Pace e la Fraternità, alla quale hanno aderito numerosissimi portavoce di enti locali di ogni parte d’Italia, sindaci, assessori, presidenti e consiglieri comunali. Durante l’ incontro di Perugia si susseguiranno decine di interventi, soffermandosi in particolare su programmi quali “Facciamo come La Pira “(impegno per la Pace in Ucraina, Gaza, Sudan e altre parti del mondo); “Sui passi di Francesco”; “Giro d’Italia per la Pace”, “S-bellichiamoci!”; “Rete degli artigiani e della artigiane per la Pace”. Il giorno seguente, domenica 12 ottobre, insieme a persone e gruppi provenienti da ogni parte d’Italia, avrà luogo l’attesissima Marcia della Pace Perugia-Assisi 2025. Il corteo prenderà il via alle ore 9:00 ed è atteso nella città di san Francesco entro le ore 13:30, per poi proseguire fino alla Rocca Maggiore dove si terrà la manifestazione conclusiva, in programma alle ore 15:00.

Federica Zandri

Canto delle stagioni: alla Mole le foto di Giorgio Cutini, per guardarsi dentro

Inquietudine, solitudine e silenzio, i tre stati d’animo rappresentanti nella fotografia degli ultimi anni dell’anconetano d’adozione Giorgio Cutini, medico chirurgo oggi a riposo e artista già dalla prima giovinezza. A questa dimensione intima, introspettiva, filtrata dal paesaggio e dalla natura, è dedicata la mostra Canto delle stagioni inaugurata il 18 luglio alla Mole. Definita “la mostra dell’estate” e aperta tutte le sere fino al 30 settembre, tranne il lunedì, dalle 19 alle 21, la grande antologica è organizzata dal Consiglio Regionale delle Marche, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune e presenta centocinquanta opere fotografiche, molte delle quali inedite, che rivelano il contesto intuitivo e concettuale nel quale sono state scattate.

Curata da Gabriele Perretta, Canto delle stagioni è pensata come percorso artistico e umano individuale e al contempo viaggio universale dello sguardo dell’artista attraverso le età dell’uomo. Gli scatti esposti -sottolineano i promotori- ci invitano a riflettere sulla nostra esistenza, ci mostrano gli aspetti esteriori ed interiori della nostra età evolutiva, ci fanno apprezzare i momenti vissuti e ancora da vivere attraverso una profonda comprensione degli stati più difficili, l’inquietudine, la solitudine, l’insicurezza. L’invito non può essere quello che visitare la mostra con il giusto spirito nella consapevolezza che le fotografie esposte potranno davvero essere una grande fonte di ispirazione”. E ancora: “la mostra antologica di Giorgio Cutini rappresenta infatti non solo un viaggio artistico, ma anche una profonda riflessione sull’esistenza, sul tempo e sull’identità dell’uomo: un evento che accende la stagione estiva della Mole ed è al centro della sua ricca e plurale offerta che spazia dal cinema al Museo Omero alla visita dei camminamenti, dagli eventi ai luoghi di socializzazione come il Lazzabaretto e il Caffè Letterario”.

L’esposizione si snoda nelle sale Vanvitelli seguendo una suddivisione tematica, lungo un percorso segnato da colori diversi che amplificano i contenuti della stessa. Le sue fotografie documentano quello che il paesaggio muove nell’animo, in scatti sempre espressivisti e visionari, in cui il suo occhio intellettuale si interessa e si incuriosisce di ciò che lo circonda. La solitudine è un tema frequente nella poetica di Cutini: la si trova quando la maturità esige un momento di sosta, un faccia a faccia diretto, che trova risposte solo nella solitudine, nell’opzione di un rapporto personale e individuale. Un rapporto esemplificato nella serie Egl’io, dove la natura è protagonista tanto quanto l’artista. I visitatori si confrontano poi con l’inquietudine che si genera dal dubbio sulla sicurezza della tecnica e della duplicazione del reale. Silenzio è la serie in cui Cutini tende con sempre maggiore decisione al bianco e al nero assoluti: qui l’immagine del padre perduto in tenerissima età diventa occasione di riflessione sull’irriducibile assenza di cui vive la fotografia. Il silenzio è vertigine, indagato dall’artista negli spazi sovrumani di un Appennino che diventa metafora di uno stato dell’anima, disposta a misurarsi con un silenzio potenzialmente definitivo.

Requie(m) è il lavoro più recente del fotografo, spazio di quiete e di essenziale spiritualità che costruisce un’immagine che contiene insieme un concetto di finito e infinito, di armonia dei paesaggi interiori approfonditi da dettagli simbolici e naturalistici. Il nero è il colore dominante e non è negazione radicale della fotografia, bensì rivelazione, per dire allo spettatore che c’è ancora la speranza di un’immagine possibile.

Afferma Gabriele Perretta: “Tutto quello che l’autore scatta si identifica con lui, comprendendo nella sua identità anche una fase di compenetrazione col paesaggio, ovvero il geologico, la vegetazione e la terra. “Il Canto delle stagioni” espositivamente si articola come metafora percettiva nella sua interezza e, al tempo stesso, è anche un viaggio fatto di visioni o di affreschi dell’immaginazione. Il viaggio si ammanta della dimensione dell’infinito, ossia dell’oltre, dell’incommensurabile e del dialogo con l’altro.”

Accompagna la mostra un catalogo, Editore Ephemeria, con testi di Gabriele Perretta, Gilberto Marconi. Flavia Orsati, Enzo Carli, Giorgio Cutini.

Giorgio Cutini (1947) nasce fotografo, precocemente concentrato su una fotografia di ricerca attenta alle potenzialità espressive del mezzo tecnico e del processo di stampa anche grazie all’esperienza maturata presso agenzie di foto pubblicitarie. Nel frattempo, avvia un’importante carriera chirurgica che lo porta anche a lavorare, ancora studente, come fotografo documentatore nel reparto di chirurgia. Degli anni Settanta è il recupero del cosiddetto fotogramma di scarto. Sconvolto dalle “verifiche” di Ugo Mulas, nel 1973-74 Cutini si interessa al primo tratto della pellicola fotografica del rullino, quello che raccoglie gli scatti involontari. Proprio questi frammenti, che documentano un evento visuale libero e non governato dagli stereotipi, diventano la sua prima esposizione Fotogramma recuperato (1973-82). Ancora, ritrovando in Mulas una forte fonte d’ispirazione, incomincia a occuparsi della documentazione visuale del processo creativo di altri artisti. Una linea di ricerca messa in crisi negli anni Ottanta dalla dichiarazione di morte dell’arte da parte di Argan. Giunto in prima battuta alla conclusione che non sia più possibile documentare con verità il lavoro dell’artista, Cutini reagisce riaffermando la vitalità dell’arte, attingibile nel superamento della fissità e nel movimento. Dall’esperienza concettuale ha inizio un processo costruttivo volto a consegnare allo spettatore nuove possibilità di esperienza, sempre ancorate a una forte istanza narrativa e mai riducibili alla pura astrazione. La sua attenzione alla tecnica unita a una innata vocazione alla ricerca, tra l’altro, fa di lui un innovatore anche nel settore chirurgia segnando un importante avanzamento nell’applicazione della robotica e nella tecnica della laparoscopia. Negli anni Novanta, Cutini suscita il forte interesse di Mario Giacomelli ed Enzo Carli con Omaggio ad Alberto Burri (1991). Da questo incontro scaturirà quel confronto serrato che porterà alla redazione del Manifesto “Passaggio di frontiera” (14 gennaio 1995). Nel segno di questa nuova esperienza le linee di ricerca precedenti trovano una sintesi nuova che, soprattutto nell’ultimo decennio, porta Cutini sulla soglia di una fotografia intesa come traccia di una relazione con il mondo, non trascrizione di realtà nè mera espressione di uno stato emotivo. L’immagine si manifesta come un “non ancora”, un evento sorgivo e fondativo che rende possibile vedere diversamente, vedere qualcosa che l’artista non ha visto ma che si manifesta in forza del dono di esperienza di Cutini.

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Giorgio Cutini

Canto delle Stagioni

a cura di Gabriele Perretta

18 luglio – 30 settembre 2025

Mole Vanvitelliana – Sala Vanvitelli, Ancona

Orari:

tutti i giorni dalle 17 alle 21 (lunedì chiuso)

Biglietti:

Intero € 8

Ridotto € 5 per residenti, studenti, over 65, under 25 e possessori di card: Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, iscritti al FAI, Italia Nostra, Touring Club e ICOM, soci ACI / famiglie con minori al seguito.
La riduzione è prevista inoltre per coloro che:
– pranzano in un ristorante di Ancona;
– hanno soggiornato almeno una notte nelle strutture ricettive marchigiane;
– visitano la mostra con un accompagnatore residente nel Comune di Ancona.

Gratuito under 16, giornalisti muniti di tesserino, guide turistiche iscritte all’albo nazionale, ospiti, per almeno 2 notti, nelle strutture ricettive di Ancona, disabili e accompagnatori.

Tutti i giorni dalle 18 alle 20:30 visita della mostra e del marciaronda (con vista su Ancona) con guida, su prenotazione € 10 (minimo 10 persone) (possibilità di aperitivo presso The Mole – Caffè Letterario al prezzo di € 10, anziché € 15) (per prenotazioni: 333 6166898 – pinacoteca@anconaservizi.it).

Reciprocità di ingresso ridotto tra mostra e Collezione Design del Museo Statale Tattile Omero.

Info e Contatti:

333 6166898 / 0712226625-6626 / pinacoteca@comune.ancona.it

Federica Zandri

Estate nel Parco del Conero, da percorrere in sicurezza

“A piedi nudi nel parco” è il titolo di un vecchio, celebre film che si sconsiglia di prendere alla lettera.      Non ci pensi neanche un attimo ad andare “scalzo” o pressochè tale (le ciabatte infradito!  ad esempio)   chi si addentra nel Parco del Conero, anche fosse solo per una passeggiata di breve durata. E’ una delle raccomandazioni centrali che l’Ente Parco Regionale del Conero ripete incessantemente a coloro che si avventurano sul monte Conero su uno dei 18 sentieri ufficiali, con il desiderio di passare qualche ora nella Natura e di raggiungere i punti panoramici disseminati nell’area. Neanche a dirlo, nella bella stagione aumenta a dismisura il numero di persone, tra turisti in vacanza sulla riviera e visitatori occasionali, i quali spesso approdano in vetta al Conero sperando in un po’ di refrigerio,  direttamente dalle spiagge, in bermuda e ciabatte, oppure tratti in inganno dalle indicazioni del navigatore che- a quanto pare- interpellato in merito alla spiaggia delle Due sorelle- indirizza gli sciagurati al parcheggio nei pressi dell’Hotel Monte Conero, a 550 metri di altitudine.

I SENTIERI. È possibile visitare il Parco del Conero a piedi, a cavallo o in mountain bike con un reticolo di 18 sentieri ufficiali che attraversano tutti gli ambienti presenti all’interno dell’Area protetta. All’inizio del percorso è posto un pannello di inizio sentiero indicante il numero del tracciato, il tempo di percorrenza, la difficoltà e la descrizione. A ridosso degli incroci principali si trovano frecce che indicano le direzioni. Gli accessi ai sentieri sono per lo più lungo la strada provinciale del Conero (SP1). Altri accessi importanti si trovano in località Poggio di Ancona (301), Varano (317) e a Sirolo (302-303-304). Attenzione: i sentieri n° 310 – 311 – 312 sono temporaneamente chiusi, mentre i sentieri 302 e 313 sono interdetti nei tratti che  conducono al mare. Si consiglia di recarsi presso Centro Visite del Parco del Conero, situato in via Peschiera 30 a Sirolo per prendere informazioni sullo stato dei sentieri e acquistare la carta escursionistica. E’ possibile scansionare il qr code sulla brochure dedicata utilizzando la fotocamera dal telefono per visualizzare la mappa di tutti i sentieri ufficiali del Parco del Conero

Per prepararsi ad una escursione- sottolinea la direzione del Parco e gli uffici dei Comuni che nel Parco ricadono: Ancona, Sirolo, Numana e Camerano che distribuiscono consigli e brochure in merito- è opportuno avere tutto ciò che potrebbe servire in questi casi. L’equipaggiamento deve essere sempre facilmente accessibile, e deve prevedere lo stretto necessario: dev’essere leggero, il suo contenuto ben considerato. “Studia bene il percorso e controlla le condizioni meteo prima di partire- ammonisce un pieghevole dedicato realizzato in collaborazione con il Cai sezione di Ancona e la Croce Rossa Italiana Comitato di Osimo – così da ridurre al minimo il rischio di sorprese. Indossa scarponi da trekking e porta con te nelle stagioni più fresche un equipaggiamento anti pioggia e/o antivento (giacca a vento impermeabile e d’inverno guanti, maglione, cappello di lana ecc). Inoltre cibo e soprattutto acqua sufficienti al fabbisogno: E poi pila tascabile, coltellino multiuso e (perfino) power bank. Non guasta avere un kit di primo soccorso con disinfettante, ghiaccio istantaneo, gel caldo/freddo, benda elastica, guanti sterili, garze e cerotti, telino termico pinzette e forbici, medicinali salvavita, Kit per neonati , kit per animali domestici. Possono tornare utili – è successo che escursionisti si perdano- un fischietto, una bussola e la Carta escursionistica. In caso di emergenza contattare CRI Croce Rossa Italiana – Comitato di Osimo Via Molino Mensa, 66 – 60027 – Osimo (AN) Servizio Ambulanza: tel. 071 72 30 818 071 71 32 393 osimo@cri.it www.criosimo.

Numerose sono le associazioni che organizzano escursioni in gruppo nell’ambito dei sentieri del parco, di diversa lunghezza e difficoltà oppure tematiche (al tramonto, per l’osservazione delle stelle, terra + mare ecc), istruttive e piacevoli, particolarmente nella bella stagione. In gran parte dei casi sono organizzazioni qualificate e note all’ente parco, verificare sempre che chi accompagna sia una guida ambientale con i requisiti previsti.

Un’altra raccomandazione è quella di evitare qualsiasi comportamento che possa provocare innesco di incendi nel territorio del parco (come ovunque). Nel parco del Conero è attivo un servizio di vigilanza antincendio, tuttavia date le dimensioni dell’area protetta ogni fruitore dovrebbe assumersi la responsabilità di averne cura e di segnalare danni, criticità e situazioni di pericolo alle autorità competenti.

INFORMAZIONI SUL PARCO E EDUCAZIONE AMBIENTALE

Il parco è anche strumento di divulgazione e formazione: il Centro Visite nella sede del parco, a Sirolo, ospita anche il Centro di Educazione Ambientale. Entrambi si trovano in una struttura progettata sulla base dei principi di salvaguardia ed eco-sostenibilità, utilizzando materiali riciclati e riciclabili. Grazie alla presenza di una area espositiva permanente, di un’area didattica all’aperto, di una sala conferenze, di un bookshop e di un ampio parcheggio gratuito, il Centro Visite ed il CEA Parco risultano essere una risorsa polifunzionale capace di soddisfare il primo contatto tra turisti e l’Area Naturale protetta e di favorire una maggior integrazione tra Parco, Istituzioni Scolastiche e cittadinanza così come essere punto di riferimento, durante il periodo scolastico, per le molte classi di scuole primarie e secondarie del territorio.  Al Centro Visite si è accolti e si ha la possibilità di essere accompagnati alla scoperta di un territorio ricco di biodiversità, dove vivere esperienze uniche, tra storia e natura, tra cultura ed enogastronomia, tra mare e terra. Il CEA Parco del Conero, dedicato alle attività di educazione ambientale e didattica per le scuole, fa parte della Rete di CEA territoriali che, in sinergia, operano per raggiungere l’obiettivo comune di far conoscere e rispettare l’ambiente naturale che li circonda. La presenza di un percorso espositivo consente di approfondire, in maniera interattiva e ludica, i numerosi aspetti che caratterizzano il Parco e i suoi abitanti, mentre la rete sentieristica del Parco completa la struttura rappresentando, oltre che il collegamento diretto alla natura del Parco, una vera aula didattica a cielo aperto dove svolgere attività sul campo e approfondire le tematiche dell’educazione ambientale.

Alcune delle esperienze al Centro Visite e con il CEA Parco del Conero:

  • Attività per le famiglie e per il tempo libero
  • Escursioni a piedi e in bicicletta
  • Snorkeling naturalistico e gite in canoa
  • Tour esperienziali eno-gastronomici e naturalistici
  • Didattica ed educazione ambientale
  • Visite guidate turistiche e naturalistiche
  • Conferenze e incontri pubblici
  • Vendita prodotti locali e gadget

Il servizio informazioni al pubblico è disponibile nel periodo 1° giugno al 30 settembre:

  • dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00-13:00 
  • il martedì e giovedì dalle ore 14:30-17:30  
  • venerdì dalle ore 15:00 alle ore 17:00 
  • sabato e domenica dalle ore 09:00 alle ore 12:00

Sul sito del Parco del Conero c’è un’apposita sezione con i riferimenti delle 41 Guide Ufficiali del Parco, tutte certificati  e contattabili per fissare un’escursionein iena sicurezza e accompagnati da personale molto competente.

Contatti Parco del Conero Via Peschiera, 30 – 60020 – Sirolo (AN) 071 9331161 info@parcodelconero.eu www.parcodelconero.eu

Federica Zandri