Canto delle stagioni: alla Mole le foto di Giorgio Cutini, per guardarsi dentro

Inquietudine, solitudine e silenzio, i tre stati d’animo rappresentanti nella fotografia degli ultimi anni dell’anconetano d’adozione Giorgio Cutini, medico chirurgo oggi a riposo e artista già dalla prima giovinezza. A questa dimensione intima, introspettiva, filtrata dal paesaggio e dalla natura, è dedicata la mostra Canto delle stagioni inaugurata il 18 luglio alla Mole. Definita “la mostra dell’estate” e aperta tutte le sere fino al 30 settembre, tranne il lunedì, dalle 19 alle 21, la grande antologica è organizzata dal Consiglio Regionale delle Marche, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune e presenta centocinquanta opere fotografiche, molte delle quali inedite, che rivelano il contesto intuitivo e concettuale nel quale sono state scattate.

Curata da Gabriele Perretta, Canto delle stagioni è pensata come percorso artistico e umano individuale e al contempo viaggio universale dello sguardo dell’artista attraverso le età dell’uomo. Gli scatti esposti -sottolineano i promotori- ci invitano a riflettere sulla nostra esistenza, ci mostrano gli aspetti esteriori ed interiori della nostra età evolutiva, ci fanno apprezzare i momenti vissuti e ancora da vivere attraverso una profonda comprensione degli stati più difficili, l’inquietudine, la solitudine, l’insicurezza. L’invito non può essere quello che visitare la mostra con il giusto spirito nella consapevolezza che le fotografie esposte potranno davvero essere una grande fonte di ispirazione”. E ancora: “la mostra antologica di Giorgio Cutini rappresenta infatti non solo un viaggio artistico, ma anche una profonda riflessione sull’esistenza, sul tempo e sull’identità dell’uomo: un evento che accende la stagione estiva della Mole ed è al centro della sua ricca e plurale offerta che spazia dal cinema al Museo Omero alla visita dei camminamenti, dagli eventi ai luoghi di socializzazione come il Lazzabaretto e il Caffè Letterario”.

L’esposizione si snoda nelle sale Vanvitelli seguendo una suddivisione tematica, lungo un percorso segnato da colori diversi che amplificano i contenuti della stessa. Le sue fotografie documentano quello che il paesaggio muove nell’animo, in scatti sempre espressivisti e visionari, in cui il suo occhio intellettuale si interessa e si incuriosisce di ciò che lo circonda. La solitudine è un tema frequente nella poetica di Cutini: la si trova quando la maturità esige un momento di sosta, un faccia a faccia diretto, che trova risposte solo nella solitudine, nell’opzione di un rapporto personale e individuale. Un rapporto esemplificato nella serie Egl’io, dove la natura è protagonista tanto quanto l’artista. I visitatori si confrontano poi con l’inquietudine che si genera dal dubbio sulla sicurezza della tecnica e della duplicazione del reale. Silenzio è la serie in cui Cutini tende con sempre maggiore decisione al bianco e al nero assoluti: qui l’immagine del padre perduto in tenerissima età diventa occasione di riflessione sull’irriducibile assenza di cui vive la fotografia. Il silenzio è vertigine, indagato dall’artista negli spazi sovrumani di un Appennino che diventa metafora di uno stato dell’anima, disposta a misurarsi con un silenzio potenzialmente definitivo.

Requie(m) è il lavoro più recente del fotografo, spazio di quiete e di essenziale spiritualità che costruisce un’immagine che contiene insieme un concetto di finito e infinito, di armonia dei paesaggi interiori approfonditi da dettagli simbolici e naturalistici. Il nero è il colore dominante e non è negazione radicale della fotografia, bensì rivelazione, per dire allo spettatore che c’è ancora la speranza di un’immagine possibile.

Afferma Gabriele Perretta: “Tutto quello che l’autore scatta si identifica con lui, comprendendo nella sua identità anche una fase di compenetrazione col paesaggio, ovvero il geologico, la vegetazione e la terra. “Il Canto delle stagioni” espositivamente si articola come metafora percettiva nella sua interezza e, al tempo stesso, è anche un viaggio fatto di visioni o di affreschi dell’immaginazione. Il viaggio si ammanta della dimensione dell’infinito, ossia dell’oltre, dell’incommensurabile e del dialogo con l’altro.”

Accompagna la mostra un catalogo, Editore Ephemeria, con testi di Gabriele Perretta, Gilberto Marconi. Flavia Orsati, Enzo Carli, Giorgio Cutini.

Giorgio Cutini (1947) nasce fotografo, precocemente concentrato su una fotografia di ricerca attenta alle potenzialità espressive del mezzo tecnico e del processo di stampa anche grazie all’esperienza maturata presso agenzie di foto pubblicitarie. Nel frattempo, avvia un’importante carriera chirurgica che lo porta anche a lavorare, ancora studente, come fotografo documentatore nel reparto di chirurgia. Degli anni Settanta è il recupero del cosiddetto fotogramma di scarto. Sconvolto dalle “verifiche” di Ugo Mulas, nel 1973-74 Cutini si interessa al primo tratto della pellicola fotografica del rullino, quello che raccoglie gli scatti involontari. Proprio questi frammenti, che documentano un evento visuale libero e non governato dagli stereotipi, diventano la sua prima esposizione Fotogramma recuperato (1973-82). Ancora, ritrovando in Mulas una forte fonte d’ispirazione, incomincia a occuparsi della documentazione visuale del processo creativo di altri artisti. Una linea di ricerca messa in crisi negli anni Ottanta dalla dichiarazione di morte dell’arte da parte di Argan. Giunto in prima battuta alla conclusione che non sia più possibile documentare con verità il lavoro dell’artista, Cutini reagisce riaffermando la vitalità dell’arte, attingibile nel superamento della fissità e nel movimento. Dall’esperienza concettuale ha inizio un processo costruttivo volto a consegnare allo spettatore nuove possibilità di esperienza, sempre ancorate a una forte istanza narrativa e mai riducibili alla pura astrazione. La sua attenzione alla tecnica unita a una innata vocazione alla ricerca, tra l’altro, fa di lui un innovatore anche nel settore chirurgia segnando un importante avanzamento nell’applicazione della robotica e nella tecnica della laparoscopia. Negli anni Novanta, Cutini suscita il forte interesse di Mario Giacomelli ed Enzo Carli con Omaggio ad Alberto Burri (1991). Da questo incontro scaturirà quel confronto serrato che porterà alla redazione del Manifesto “Passaggio di frontiera” (14 gennaio 1995). Nel segno di questa nuova esperienza le linee di ricerca precedenti trovano una sintesi nuova che, soprattutto nell’ultimo decennio, porta Cutini sulla soglia di una fotografia intesa come traccia di una relazione con il mondo, non trascrizione di realtà nè mera espressione di uno stato emotivo. L’immagine si manifesta come un “non ancora”, un evento sorgivo e fondativo che rende possibile vedere diversamente, vedere qualcosa che l’artista non ha visto ma che si manifesta in forza del dono di esperienza di Cutini.

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Giorgio Cutini

Canto delle Stagioni

a cura di Gabriele Perretta

18 luglio – 30 settembre 2025

Mole Vanvitelliana – Sala Vanvitelli, Ancona

Orari:

tutti i giorni dalle 17 alle 21 (lunedì chiuso)

Biglietti:

Intero € 8

Ridotto € 5 per residenti, studenti, over 65, under 25 e possessori di card: Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, iscritti al FAI, Italia Nostra, Touring Club e ICOM, soci ACI / famiglie con minori al seguito.
La riduzione è prevista inoltre per coloro che:
– pranzano in un ristorante di Ancona;
– hanno soggiornato almeno una notte nelle strutture ricettive marchigiane;
– visitano la mostra con un accompagnatore residente nel Comune di Ancona.

Gratuito under 16, giornalisti muniti di tesserino, guide turistiche iscritte all’albo nazionale, ospiti, per almeno 2 notti, nelle strutture ricettive di Ancona, disabili e accompagnatori.

Tutti i giorni dalle 18 alle 20:30 visita della mostra e del marciaronda (con vista su Ancona) con guida, su prenotazione € 10 (minimo 10 persone) (possibilità di aperitivo presso The Mole – Caffè Letterario al prezzo di € 10, anziché € 15) (per prenotazioni: 333 6166898 – pinacoteca@anconaservizi.it).

Reciprocità di ingresso ridotto tra mostra e Collezione Design del Museo Statale Tattile Omero.

Info e Contatti:

333 6166898 / 0712226625-6626 / pinacoteca@comune.ancona.it

Federica Zandri

Estate nel Parco del Conero, da percorrere in sicurezza

“A piedi nudi nel parco” è il titolo di un vecchio, celebre film che si sconsiglia di prendere alla lettera.      Non ci pensi neanche un attimo ad andare “scalzo” o pressochè tale (le ciabatte infradito!  ad esempio)   chi si addentra nel Parco del Conero, anche fosse solo per una passeggiata di breve durata. E’ una delle raccomandazioni centrali che l’Ente Parco Regionale del Conero ripete incessantemente a coloro che si avventurano sul monte Conero su uno dei 18 sentieri ufficiali, con il desiderio di passare qualche ora nella Natura e di raggiungere i punti panoramici disseminati nell’area. Neanche a dirlo, nella bella stagione aumenta a dismisura il numero di persone, tra turisti in vacanza sulla riviera e visitatori occasionali, i quali spesso approdano in vetta al Conero sperando in un po’ di refrigerio,  direttamente dalle spiagge, in bermuda e ciabatte, oppure tratti in inganno dalle indicazioni del navigatore che- a quanto pare- interpellato in merito alla spiaggia delle Due sorelle- indirizza gli sciagurati al parcheggio nei pressi dell’Hotel Monte Conero, a 550 metri di altitudine.

I SENTIERI. È possibile visitare il Parco del Conero a piedi, a cavallo o in mountain bike con un reticolo di 18 sentieri ufficiali che attraversano tutti gli ambienti presenti all’interno dell’Area protetta. All’inizio del percorso è posto un pannello di inizio sentiero indicante il numero del tracciato, il tempo di percorrenza, la difficoltà e la descrizione. A ridosso degli incroci principali si trovano frecce che indicano le direzioni. Gli accessi ai sentieri sono per lo più lungo la strada provinciale del Conero (SP1). Altri accessi importanti si trovano in località Poggio di Ancona (301), Varano (317) e a Sirolo (302-303-304). Attenzione: i sentieri n° 310 – 311 – 312 sono temporaneamente chiusi, mentre i sentieri 302 e 313 sono interdetti nei tratti che  conducono al mare. Si consiglia di recarsi presso Centro Visite del Parco del Conero, situato in via Peschiera 30 a Sirolo per prendere informazioni sullo stato dei sentieri e acquistare la carta escursionistica. E’ possibile scansionare il qr code sulla brochure dedicata utilizzando la fotocamera dal telefono per visualizzare la mappa di tutti i sentieri ufficiali del Parco del Conero

Per prepararsi ad una escursione- sottolinea la direzione del Parco e gli uffici dei Comuni che nel Parco ricadono: Ancona, Sirolo, Numana e Camerano che distribuiscono consigli e brochure in merito- è opportuno avere tutto ciò che potrebbe servire in questi casi. L’equipaggiamento deve essere sempre facilmente accessibile, e deve prevedere lo stretto necessario: dev’essere leggero, il suo contenuto ben considerato. “Studia bene il percorso e controlla le condizioni meteo prima di partire- ammonisce un pieghevole dedicato realizzato in collaborazione con il Cai sezione di Ancona e la Croce Rossa Italiana Comitato di Osimo – così da ridurre al minimo il rischio di sorprese. Indossa scarponi da trekking e porta con te nelle stagioni più fresche un equipaggiamento anti pioggia e/o antivento (giacca a vento impermeabile e d’inverno guanti, maglione, cappello di lana ecc). Inoltre cibo e soprattutto acqua sufficienti al fabbisogno: E poi pila tascabile, coltellino multiuso e (perfino) power bank. Non guasta avere un kit di primo soccorso con disinfettante, ghiaccio istantaneo, gel caldo/freddo, benda elastica, guanti sterili, garze e cerotti, telino termico pinzette e forbici, medicinali salvavita, Kit per neonati , kit per animali domestici. Possono tornare utili – è successo che escursionisti si perdano- un fischietto, una bussola e la Carta escursionistica. In caso di emergenza contattare CRI Croce Rossa Italiana – Comitato di Osimo Via Molino Mensa, 66 – 60027 – Osimo (AN) Servizio Ambulanza: tel. 071 72 30 818 071 71 32 393 osimo@cri.it www.criosimo.

Numerose sono le associazioni che organizzano escursioni in gruppo nell’ambito dei sentieri del parco, di diversa lunghezza e difficoltà oppure tematiche (al tramonto, per l’osservazione delle stelle, terra + mare ecc), istruttive e piacevoli, particolarmente nella bella stagione. In gran parte dei casi sono organizzazioni qualificate e note all’ente parco, verificare sempre che chi accompagna sia una guida ambientale con i requisiti previsti.

Un’altra raccomandazione è quella di evitare qualsiasi comportamento che possa provocare innesco di incendi nel territorio del parco (come ovunque). Nel parco del Conero è attivo un servizio di vigilanza antincendio, tuttavia date le dimensioni dell’area protetta ogni fruitore dovrebbe assumersi la responsabilità di averne cura e di segnalare danni, criticità e situazioni di pericolo alle autorità competenti.

INFORMAZIONI SUL PARCO E EDUCAZIONE AMBIENTALE

Il parco è anche strumento di divulgazione e formazione: il Centro Visite nella sede del parco, a Sirolo, ospita anche il Centro di Educazione Ambientale. Entrambi si trovano in una struttura progettata sulla base dei principi di salvaguardia ed eco-sostenibilità, utilizzando materiali riciclati e riciclabili. Grazie alla presenza di una area espositiva permanente, di un’area didattica all’aperto, di una sala conferenze, di un bookshop e di un ampio parcheggio gratuito, il Centro Visite ed il CEA Parco risultano essere una risorsa polifunzionale capace di soddisfare il primo contatto tra turisti e l’Area Naturale protetta e di favorire una maggior integrazione tra Parco, Istituzioni Scolastiche e cittadinanza così come essere punto di riferimento, durante il periodo scolastico, per le molte classi di scuole primarie e secondarie del territorio.  Al Centro Visite si è accolti e si ha la possibilità di essere accompagnati alla scoperta di un territorio ricco di biodiversità, dove vivere esperienze uniche, tra storia e natura, tra cultura ed enogastronomia, tra mare e terra. Il CEA Parco del Conero, dedicato alle attività di educazione ambientale e didattica per le scuole, fa parte della Rete di CEA territoriali che, in sinergia, operano per raggiungere l’obiettivo comune di far conoscere e rispettare l’ambiente naturale che li circonda. La presenza di un percorso espositivo consente di approfondire, in maniera interattiva e ludica, i numerosi aspetti che caratterizzano il Parco e i suoi abitanti, mentre la rete sentieristica del Parco completa la struttura rappresentando, oltre che il collegamento diretto alla natura del Parco, una vera aula didattica a cielo aperto dove svolgere attività sul campo e approfondire le tematiche dell’educazione ambientale.

Alcune delle esperienze al Centro Visite e con il CEA Parco del Conero:

  • Attività per le famiglie e per il tempo libero
  • Escursioni a piedi e in bicicletta
  • Snorkeling naturalistico e gite in canoa
  • Tour esperienziali eno-gastronomici e naturalistici
  • Didattica ed educazione ambientale
  • Visite guidate turistiche e naturalistiche
  • Conferenze e incontri pubblici
  • Vendita prodotti locali e gadget

Il servizio informazioni al pubblico è disponibile nel periodo 1° giugno al 30 settembre:

  • dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00-13:00 
  • il martedì e giovedì dalle ore 14:30-17:30  
  • venerdì dalle ore 15:00 alle ore 17:00 
  • sabato e domenica dalle ore 09:00 alle ore 12:00

Sul sito del Parco del Conero c’è un’apposita sezione con i riferimenti delle 41 Guide Ufficiali del Parco, tutte certificati  e contattabili per fissare un’escursionein iena sicurezza e accompagnati da personale molto competente.

Contatti Parco del Conero Via Peschiera, 30 – 60020 – Sirolo (AN) 071 9331161 info@parcodelconero.eu www.parcodelconero.eu

Federica Zandri

Si stringe il legame tra Ancona e Caserta nel nome di Luigi Vanvitelli

Presentati gli atti del convegno internazionale di Ancona.

Architetto, ingegnere e vedutista nella prima fase della sua carriera, avviata sotto lo sguardo del padre, l’olandese Gaspar Van Wittel, Luigi Vanvitelli si consacra come uno, forse il principale, personaggio della storia dello sviluppo urbanistico e culturale di Ancona. Conosciuto in Italia e nel mondo per avere realizzato il complesso monumentale della Reggia di Caserta, che con la sua superficie comprensiva di oltre 130mila mq e un parco straordinario di 123 ettari, più 76 di bosco, richiama migliaia di visitatori ogni anno, anche ad Ancona il geniale professionista nato nel 1700 ha lasciato opere dal valore incommensurabile . Ricevuta nel 1732 dal papa Clemente XII la commissione pubblica per il porto ad Ancona, per garantirne il rilancio sul Mare Adriatico, fu incaricato di altri progetti in campo pubblico, religioso e per famiglie nobili, ad Ancona e nelle Marche, inclusi il campanile e della Basilica e il Palazzo Apostolico di Loreto, incarichi che assolse anche a distanza grazie a una nutrita serie di collaboratori.

Al Vanvitelli due anni fa la città ha reso omaggio con una serie di celebrazioni per i 250 anni della sua scomparsa (1773), con l’ideazione di un tour cittadino su misura, il Gran Tour vanvitelliano, e con un convegno di studi condotto in collaborazione con la direzione della Reggia di Caserta. Gli atti del convegno, al quale erano stati inviati in origine oltre ottanta abstract e, a monte, il ruolo determinante che ha avuto per le due città unite nel suo nome, sono stati stato al centro di una delle più affollate conferenze di UlisseFest, il festival diffuso dedicato al tema del viaggio e della scoperta, cui ha partecipato la direttrice della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei, affiancata dalle assessore alla Cultura del Comune, Marta Paraventi e dalla Regione, Chiara Biondi.

Tra gli artisti più richiesti del suo tempo grazie alla sua preparazione multidisciplinare, si direbbe oggi, e alle sue capacità organizzative sia nella fase progettuale sia dell’allestimento e del funzionamento dei cantieri, Vanvitelli ad Ancona è artefice di più opere di quanto il cittadino comune sia al corrente: in primis naturalmente il particolarissimo edificio di struttura pentagonale- oggi polo culturale- adibito per lungo tempo a Lazzaretto e struttura difensiva realizzata su un isola artificiale, un unicum nell’architettura del nostro Paese. Quindi la Chiesa del Gesù, immaginata come una quinta teatrale visibile dal mare, il Molo Nuovo, la Porta Clementina fino alla totale rivisitazione del porto, l’edicola mariana al Duomo e opere per committenze private.

Gli atti del convegno- ha sottolineato la direttrice della Reggia di Caserta Tiziana Maffeisono un lascito intitolato al Maestro e alla sua eredità e sono una occasione per fare conoscere al pubblico questo personaggio e le ricerche dell’epoca. Le opere prodotte nelle Marche, a Roma etc testimoniano la pluralità delle competenze maturate da questo straordinario umanista che definiamo “Maestro” perchè ha dato vita ad una scuola in Italia e in Europa. Dopo oltre un anno di lavoro abbiamo finalmente gli atti del convegno, editi dal Lavoro Editoriale che sanciscono l’interesse attorno all’artista, alle opere e al periodo storico. Un’operazione e resa possibile grazie al coinvolgimento di due Regione (Marche e Campania), due Comuni (Ancona e Caserta) e l’Università, e che hanno prodotto una importante partecipazione”.

Federica Zandri

Di seguito il link al GT Vanvitelliano:

Portonovo è sempre più blu. Turismo e Ambiente vanno a braccetto

Nel blu dipinto di blu, è proprio il casi di dirlo, guardando le fotografie e ripensando alla magica serata del 30 giugno a Portonovo dove Autorità, cittadini e bagnanti hanno visto approdare sulla spiaggia dello stabilimento “Giacchetti” la batana in legno di proprietà di un’altra famiglia storica della baia, quella dei Fiorini. A bordo, la grande Bandiera Blu, riconquistata anche nel 2025 dal Comune di Ancona per le spiagge di Ancona e per l’approdo turistico di Maria Dorica. Trasportata da padre e figlio, due generazioni che condividono la stessa passione, è stata benedetta dal parroco del Poggio, consegnata al Sindaco Silvetti e issata a fianco del tricolore, con il sottofondo musicale solenne e festoso della Banda musicale di Torrette.

Autentica la soddisfazione delle istituzioni e degli operatori di Portonovo che con l’assegnazione del FEE award vedono riconosciuti gli sforzi, al di là dei singoli ruoli e delle attività individuali, di rinnovare di anno in anno il delicato equilibrio tra accoglienza e legittimo ritorno economico con la salvaguardia di un ecosistema fragile quanto prezioso.

Perseguendo l’obiettivo di tenere alta la qualità delle acque, la pulizia delle spiagge e dell’ambiente e di mettere a punto nel modo migliore possibile i servizi a partire dai parcheggi, in rispondenza ai requisiti richiesti dalla FEE ma anche dalla normativa nazionale e in considerazione del contesto in cui Portonovo si inserisce, quello del Parco naturale del Conero, uno dei più apprezzati parchi costieri d’Italia. Non a caso la bandiera blu è stata confermata anche a Sirolo e Numana, gli altri due Comuni che rientrano nell’area protetta, una dozzina di chilometri di verde e blu che affascinano chi per la prima volta si affaccia sulle falesie che da Ancona verso sud si rincorrono. “Non è semplice né scontato dopo 15 anni- ha detto il Sindaco di Silvetti- ottenere la riconferma del riconoscimento. E’ grazie a un lavoro complesso, degli uffici comunali (a partire dal funzionario del Turismo Sergio Sparapani) e degli operatori di Portonovo che si raggiunge questo risultato”. “Risultato-ha sottolineato a sua volta l’assessore al Turismo, Berardinelli – che ha un effetto notevole sul piano turistico e che ci spinge a migliorare i servizi a terra oltre alla qualità delle acque”. Un trend positivo, quello del primo semestre 2025, in linea con l’obiettivo di favore la destagionalizzazione dei flussi grazie ad un’offerta ampia e trasversale. La bandiera blu è un segno distintivo dell’intera regione che ne conta 20 e perciò la cerimonia del 30 giugno è stata celebrata anche dai rappresentanti della Regione Marche -assessore Brandoni e presidente del consiglio Latini- dal presidente del Parco del Conero, Conte, dall’assessore alle Politiche Educative, Antonella Andreoli (bandiere verdi/Eco schools) e dai referenti del Consorzio La Baia (gli operatori), della Associazione Riviera del Conero (info point turistico), di Conero 4 seasons (chiesa romanica di santa Maria), di Ancona Servizi (parcheggi, cura del verde e altri servizi). Procedendo verso il tramonto, tra i frequentatori dello stabilimento incuriositi che non hanno rinunciato all’ultimo bagno refrigerante in un mare liscio come l’olio, e le autorità vestite di tutto punto (numerosi gli assessori e i consiglieri comunali), si sono propagate le noto del trio artistico composto da Viviana De Marco, recitazione,  Snezana Tintor, violino, e Fausto Palmieri, tastier, che ha reso un omaggio a Giacomo Leopardi, poeta dell’infinito, fortemente legato al paesaggio verde-blu di casa nostra, il poeta dei poeti che tutto il mondo ammira. A tanta bellezza è stato dedicato il brindisi con degustazione offerto da Giacchetti che ha chiuso piacevolmente l’evento.

Federica Zandri

La scomparsa di Stefano Foresi: enorme tributo di affetto per un amministratore sempre vicino alla gente

Un lutto collettivo ha colpito la comunità anconetana nei giorni scorsi, superando ogni confine politico e istituzionale e provocando una ondata emotiva senza precedenti. La scomparsa repentina, a 76 anni, di Stefano Foresi, fino a pochi giorni prima sempre presente sugli scranni del consiglio comunale e punto di riferimento per la cittadinanza, quartiere per quartiere, ha gettato nella costernazione e nello sconforto familiari, amici, colleghi e tutti i cittadini, gran parte dei quali almeno una volta nella vita avevano avuto occasione di incontrarlo e rivolgersi a lui. Uomo delle istituzioni dalla punta dei piedi alla cima dei capelli, interprete della politica come servizio alla collettività, aveva manifestato sia come presidente di Circoscrizione per oltre un decennio (la seconda, uno dei territori più complessi e presi a cuore da Foresi nella sfida dell’accoglienza), sia come assessore alla Partecipazione Democratica, alle Manutenzioni, alla Sicurezza urbana, alla Protezione civile e altre deleghe pregnanti, per i due mandati della giunta Mancinelli, sia negli ultimi tempi come consigliere di minoranza nel governo Silvetti, una coerenza di vita, una capacità di ascolto e una abnegazione in ciò che faceva senza mai risparmiarsi tali da renderlo popolarissimo, apprezzato e amato da tutti. La notizia della sua morte ha colto di sorpresa la comunità, che ha reagito con un cordoglio e un tributo di affetto commoventi, sia presso la camera ardente allestita in Comune, sia ai funerali durati oltre due ore, presso la chiesa della Sacra Famiglia dei Salesiani, nel cuore del quartiere in cui Foresi aveva vissuto e per il quale si era prodigato per tutti, davvero per tutti. “Grazie” la parola ricorrente che ha accompagnato l’ultimo saluto a questo gigante dal cuore d’oro e dal sorriso aperto, che percorreva la città in lungo in largo, frazioni comprese, notte e giorno, per recepire richieste e ascoltare sfoghi, per pacificare contese, per risolvere problemi, per verificare che interventi e iniziative si svolgessero nel migliore dei modi. Un uomo coinvolto nella sua missione fino all’ultimo, amico e fratello nella fede, come ha ricordato l’Arcivescovo Mons. Spina dall’altare, affiancato da Don Giancarlo Sbarbati (benemerenza con medaglia d’oro), il parroco che tanto si è speso per i più fragili anche insieme a Foresi e altri religiosi. Toccanti e significative, tra lacrime e sorrisi, ricordi e aneddoti, le tante testimonianze espresse da colleghi della politica e dell’ esperienza amministrativa, da collaboratrici e collaboratori affezionati, e da una pluralità di associazioni, le più svariate, che nel tempo sono state da lui supportate e hanno avuto un costante dialogato con “l ‘Assessore”.

E l’altra espressione dopo “grazie” è stato un invito: “cerchiamo tutti di seguire il suo esempio, almeno un po’” anche se non sarà facile.

Stefano ha lasciato un segno indelebile, un’eredità che va ben oltre i ruoli che ha ricoperto. I primi a rappresentarla sono i figli Ilaria e Lorenzo con la loro mamma Luciana, composti nel dolore e fieri del loro caro, e gli adorati 5 nipoti che al nonno hanno riservato parole bellissime. Perchè Stefano Foresi- che il Sindaco Daniele Silvetti ha salutato con un solenne “onore a te, non ti dimenticherò”- ha dimostrato che l’umanità, la vicinanza alle persone e la capacità di connettersi con gli altri sono valori che vanno oltre, e che sono quelli giusti e quelli veri per chiunque e, a maggior ragione, per chi esercita un ruolo nella cosa pubblica.

Grazie ancora, da tutti noi, Stè. E’ stato un privilegio conoscerti e lavorare con te.

Federica Zandri

L’incredibile storia della sarta di Villarey che salvò i soldati nel ’43, ora in un libro

E’ una scrittrice veneta l’autrice dell’operazione narrativa che vede al centro la straordinaria storia di Alda Renzi Lausdei, la vedova anconetana che- novella Stamira- nel drammatico periodo bellico del 1943 si adoperò per salvare tante vite, rischiando tutto senza pensarci due volte come molte donne fanno. E come Stamira non potè raccontarla perché Alda è tra le oltre settecento vittime del rifugio antiaereo del carcere di Santa Palazia bombardato poche settimane dopo i fatti narrati.

Elena Pigozzi la storia della sarta “della (caserma) Villarey” l’ha scoperta per caso, nel periodo della pandemia quando di tempo a disposizione ce n’era e la fantasia non aveva confini, facendo ricerche nel campo del tessile e incappando nel saggio storico del professor Marco Severini “Fuga per la libertà”.

La vicenda:  subito dopo l’occupazione nazista di Ancona (15 settembre 1943), migliaia di soldati italiani vengono fatti prigionieri dai tedeschi: li attende la deportazione nei campi del Reich.   Alda Renzi Lausdei,  una sarta vedova, mamma di 4 figlie, che vive accanto alla caserma in cui vengono confinati i soldati, escogita un piano di fuga collettiva per salvare quante più vite possibili. Con l’aiuto delle donne che con lei lavorano nella struttura militare e della gente del posto, correndo terribili rischi, riveste i soldati chi con abiti femminili, chi talari, chi con tute da lavoro di operai, e nell’arco di un mese, ne salva centinaia (!!!) da un destino di dolore e di morte. Per una strana nemesi, Alda muore due mesi dopo sotto i bombardamenti dell’aviazione alleata.

Innamorata di questa incredibile storia di resistenza e resilienza, la scrittrice di Verona – insegnante e giornalista, autrice di altri romanzi e di un saggio, con uno sguardo sempre attento al femminile- ha voluto raccontarla con le modalità del romanzo storico, per intenderci il modello manzoniano

Presentato anche alla Mole di Ancona nei giorni scorsi da Simona Rossi, libreria Fogola e The Mole, alla presenza dell’emozionata scrittrice, il romanzo “Le sarte della Villarey” (Edizioni Mondadori) ha conquistato il pubblico e sta catturando l’attenzione degli anconetani, molti dei quali all’oscuro della vicenda. Dal Forum delle Donne del Comune di Ancona il romanzo è stato recepito con piena adesione, come straordinaria celebrazione della forza delle donne, sempre disponibili a mettersi in gioco per il bene comune e parimenti incrollabili portatrici di pace . Sempre, in ogni epoca. La storia intensa e commovente, ripercorsa nelle pagine del libro, riempie di orgoglio i familiari di Alda, scomparsa tragicamente insieme a due delle quattro figlie, ad altri parenti e vicini di casa e a tanti altri anconetani nel bombardamento del rifugio delle carceri, una tra le pagine più terribili della Storia di Ancona, ancora da raccontare, chissà, un giorno, con il toccante linguaggio della letteratura.

Federica Zandri

Ancona città napoleonica tra storia e turismo

CHARLES BONAPARTE DA’ IL BENVENUTO AL CAPOLUOGO NELLA FEDERAZIONE EUROPEA

Il bel viso della Madonna del Duomo, Regina di tutti i Santi, raffigurata in un dipinto donato alla città da un marinaio veneziano nel 1605, ancora oggi costituisce un richiamo per chi visita la cattedrale di san Ciriaco. Per i credenti, che si inginocchiano ai piedi del quadro, e per i turisti alle cui orecchie è arrivata la leggenda del miracolo, avvenuto all’arrivo dei francesi. Proprio il giorno in cui le truppe napoleoniche si apprestavano a entrare in città, tra la folla intenta a pregare per scongiurare la temuta occupazione francese, una donna avrebbe visto muoversi gli occhi della Madonna raffigurata nel dipinto di San Ciriaco. Il fatto si ripetè più volte, annoverando tra i testimoni anche il grande architetto filonapoleonico Giuseppe Valadier, al punto che il vescovo di allora, Mons. Ranuzzi, riconobbe la manifestazione come autentica e il 25 novembre del 1796 fu decretata la canonizzazione. La Madonna del Duomo, “Regina di Tutti i Santi”, venne acclamata Patrona di Ancona.  Si narra che Napoleone, che raggiunse Ancona il 10 febbraio 1797, di fronte al dipinto oggetto di forte devozione, avrebbe provato un forte turbamento, tale da ordinare la restituzione di beni saccheggiati e la sua ricollocazione nella cattedrale.

Se è a questa vicenda che gli anconetani maggiormente ricollegano la presenza di Napoleone in città, si possono contare altre storie ed altri siti, da valorizzare con rinnovata attenzione : il forte Cardeto, voluto dal futuro imperatore, i palazzi Trionfi e dell’Appannaggio, scomparsi durante l’ultima guerra mondiale, la Villa di Colle Ameno e il celebre Fortino Napoleonico di Portonovo, prestigioso hotel da decenni ma anche sede favolose rievocazioni negli anni passati.

A richiamare lo spicchio di Storia che vede protagonista il celeberrimo imperatore francese, le manifestazioni appena concluse nel capoluogo marchigiano: tre giorni di eventi dedicati alla figura di Napoleone Bonaparte e al ruolo storico della Francia, a cavallo tra Sette e Ottocento ad Ancona e nelle Marche. Con questi eventi, realizzati per la prima volta, si è voluta celebrare l’adesione del Comune di Ancona alla Federazione Europea delle Città Napoleoniche-Destination Napoleon. Visite guidate, manifestazioni in costume, un incontro con lo storico e massimo esperto italiano di Napoleone, il professor Luigi Mascilli Migliorini, e domenica 22 giugno la cerimonia di adesione della città.

Ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile l’articolata iniziativa, grazie a una serie di collaborazioni importanti, oltre al prof. Luigi Mascilli Migliorini ,il prof. Antonello Alici, UNIVPM, gli storici e divulgatori Sergio Sparapani e Claudio Bruschi, l’associazione guide turistiche, l’Accademia di Oplologia e Militaria e l’ associazione di danze storiche Quam Pulchra es, – Sindaco e assessore al Turismo hanno sottolineato che, quella dedicata a Napoleone è “un’iniziativa che coniuga, attorno a una figura nota in tutto il mondo, turismo e cultura: un filone che si inserisce molto bene nell’ambito delle iniziative dell’Amministrazione: certamente -hanno detto- dobbiamo fare arrivare i turisti e registriamo dati più che soddisfacenti a riguardo (+20%) ma è altrettanto importante riempire di contenuti la città. Lo stiamo facendo in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, attraverso mostre, iniziative teatrali, riapertura della Pinacoteca ma può avvenire anche attraverso la valorizzazione di un personaggio storico di fama mondiale. Al progetto hanno collaborato inoltre la Deputazione di Storia Patria, l’Archivio di Stato e la Comunità ebraica.

Domenica 22 il sindaco Daniele Silvetti e Eleonora Berti, direttrice della FECN hanno firmato il Protocollo di adesione del Comune di Ancona alla Federazione europea delle città napoleoniche che ha ottenuto nel 2015 il riconoscimento e la certificazione di Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, con la denominazione di “Destination Napoleon”. Charles Bonaparte, presidente onorario della Federazione,  si è collegato in video durante la firma di adesione e si è detto felice che il Comune di Ancona “si unisca alla rete che ho fondato 21 anni fa quando ero sindaco di Ajaccio per riunire le città “segnate” dalla storia napoleonica. Una rete al sevizio dei cittadini per sviluppare progetti comuni: itinerari tematici, focus storici e traino turistico sostenibile.
Riscoprire questa pagina di storia e condividerla crea connessioni tra città e rafforza l’Europa. Capire i conflitti passati aiuta a creare connessioni di pace”.

Tra le missioni della Federazione figurano la valorizzazione del patrimonio culturale napoleonico, il sostegno ai suoi membri per lo sviluppo di attività turistico-culturali volte alla riscoperta del patrimonio e della storia di epoca napoleonica, la partecipazione a fiere internazionali del turismo, l’accesso a finanziamenti nazionali ed europei. Da sottolineare -ha aggiunto Barbara Toce, Presidente Federazione Europea delle Città Napoleoniche-Destination Napoleone- che la Federazione conta più di 50 città aderenti in dodici paesi europei con l’obiettivo di riunire città e istituzioni la cui storia è stata segnata dall’influenza napoleonica, valorizzandone il patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale” . Ascoltiamo le sue parole:

FEDERICA ZANDRI

Vent’anni di poesia assoluta con La Punta della Lingua. Dal 21 giugno, con 80 autori.

Consultare www.lapuntadellalingua.it/programma

La Poesia protagonista assoluta ad Ancona e nelle Marche da sabato 21 giugno fino a mercoledì 2 luglio grazie alla XX edizione del Festival Internazionale di Poesia “La punta della lingua” organizzato fin dagli esordi dall’associazione Nie Wiem e riconosciuto sul piano nazionale e internazionale. Per il ventennale della manifestazione sono attesi ad Ancona e poi Jesi, Fermo, Macerata, Offagna, Polverigi e Grottammare più di 80 autrici e autori italiani e stranieri. Appuntamenti successivi a Apecchio(PU), Castelfidardo e Casette d’Ete.   Dodici i giorni densi di eventi, con anteprime e code, nel programma ideato dai direttori artistici Valerio Cuccaroni e Luigi Socci.

“La punta della lingua” –sottolinea l’ assessore alla Cultura Marta Paraventi – si connota come un festival di spessore internazionale, che aumenta in appeal di anno in anno, complice il grande lavoro che c’è dietro.  Vent’anni di questo festival dal programma ricchissimo, eterogeneo e intrigante, diffuso sul territorio  sono elementi che lo collocano tra gli appuntamenti principali dell’estate 2025, ed è motivo di grande soddisfazione. Sedi privilegiate del festival saranno la Mole, cittadella della Cultura, dove i singoli eventi andranno a interagire con le mostre, i musei e le altre molteplici attività, e Portonovo, da anni cornice di tanti pomeriggi e serate all’insegna della Poesia.   “

Anche quest’anno il Festival prosegue nella sua missione di esplorare l’arte poetica in tutte le sue declinazioni: dai reading alle performance, agli spettacoli, alle escursioni poetiche, al Pj set, ai laboratori per ragazzi e molto altro. Dalle espressioni più classiche alle forme più moderne e contemporanee.

Il ricco calendario di ospiti prevede il regista, attore e sceneggiatore Abel Ferrara che sarà ospite del Festival martedì 1° luglio, alle ore 19, alla Pinacoteca civica di Jesi, dove leggerà le poesie di Gabriele Tinti edite da La nave di Teseo di fronte alla Deposizione di Lorenzo LottoA seguire, parteciperà alla proiezione del suo film cult Il cattivo tenente.

Anche una grande attrice italiana sarà protagonista del festival: con lo spettacolo “Vita meravigliosa”sabato 28 giugnoalle 21.30, presso la Corte della Mole Vanvitelliana, Iaia Forte omaggerà, con un ritratto in versi e in musica, Patrizia Cavalli (1974-2022), una delle poetesse contemporanee più amate. Musiche e canzoni di Diana Tejera (Anteprima nazionale, spettacolo a pagamento, biglietteria AMAT).

Quest’anno il festival, da sempre attento al Teatro di Poesia, produrrà due spettacoli, che presenterà in anteprima nazionale: uno dedicato a Charles Baudelaire, con Milo De Angelis e Viviana Nicodemo, l’altro ad Andrea Zanzotto, con Lello Voce e Luigi Cinqueentrambi rappresentati nella meravigliosa Corte della Mole Vanvitelliana, costruita sul mare, nel 1700, dall’architetto della Reggia di Caserta, Luigi Vanvitelli.

Il grande poeta Milo De Angelis sarà ad Ancona mercoledì 25 giugno alle 21.30 per “Invito al viaggio”: uno spettacolo in cui introdurrà le poesie di Baudelaire dedicate al viaggio, da lui tradotte nei Fiori del male, in un dialogo con altri grandi artisti ispirati dal capolavoro di Baudelaire, di cui si ammireranno e ascolteranno le opere, proiettate ed eseguite dal vivo dal pianista Mattia Mirenghi  e dalla soprano Alice Capriglione, mentre ad interpretare le poesie sarà l’attrice Viviana Nicodemo (in collaborazione con Amici della Musica, biglietteria AMAT). De Angelis sarà protagonista di nuovo, il giorno successivo, giovedì 26 giugnoalle 19, alla Sala Boxe della Mole Vanvitelliana, per un incontro con il critico Massimo Raffaeli. 

Domenica 29 giugno alle ore 21.30, alla Mole Vanvitelliana andrà in scena lo spettacolo “Gli sguardi i fatti senhal”, dedicato aSenhal, uno dei testi più originali, intensi e, insieme, meno conosciuti del poeta Andrea Zanzotto (1921-2011). Con Lello Voce: spoken word; Luigi Cinque: fiati, pianoforte, tastiere, elettronica; Giovanna Famulari: violoncello, canto; Urna Chahar Tugchi, canto. Introduzione letteraria del Premio Strega Poesia Stefano Dal Bianco (Anteprima nazionale, spettacolo a pagamento, biglietteria Associazione Spazio Musica, in collaborazione con Ancona Jazz). 

Antonella Anedda, autrice considerata tra le maggiori della poesia europea contemporanea, arriverà con un reading lunedì 30 giugno alle ore 21.30 Portonovo. Questo attesissimo appuntamento sarà preceduto dagli Itinerari poetici, condotti ad Ancona e nei comuni della Riviera del Conero dalla prof.ssa Danila Saracini (in collaborazione con il Liceo Scientifico Galilei di Ancona).  

Eugenio De Signoribusfigura tra le più nobilmente appartate e apprezzate della poesia italiana dal secondo Novecento a oggi, incontrerà il pubblico martedì 24 giugno a Offagna alle 19 ai Giardini Monastero S. Zita. A seguire, “Di pancia (e altri organi vitali)” della poeta e performer Alessandra Racca. Accompagnata da sonorizzazioni e voci registrate. La Racca sarà anche ad Ancona, il giorno successivo, per un laboratorio per ragazzi e adulti: “Coro Poetico” (posti limitati prenotabili scrivendo a info@lapuntadellalingua.it Mole Vanvitelliana-Aula Didattica). 

Anche altri grandi personaggi dello spettacolo saranno ospiti del festival: il drammaturgo, regista e attore romano pluripremiato, Daniele Timpano, sarà a Polverigi, nel Cortile di Villa Nappidomenica 22 giugno, alle ore 21.30, con i “Poemi Focomelici” in cui parlerà del suo rapporto con la parola poetica, sia nel ruolo di lettore di poesia moderna e contemporanea, sia in quello, finora inedito, di autore di versi in proprio. “La Cantautrice Fantasma” è il particolare spettacolo di e con Ivan Talarico (venerdì 27 giugnoore 21.30, Piazza Amedeo Lattanzi, Torre di Palme) dedicato a A. F. cantautrice veneta, nata nel 1923 e scomparsa dalle scene nel 1969, plagiata dai maggiori cantanti italiani e non (ma nessuno lo sa e lei è rimasta, almeno finora, un “fantasma”). Rossella Or presenterà, in anteprima assoluta, nello stile performativo che la contraddistingue, la sua opera di poesia pura “Come l’amore di un timpano e una pupilla”mercoledì 25 giugno, alle ore 19, alla Mole Vanvitelliana.   Spetterà, infine, al comico, scrittore e attore Claudio Morici la chiusura del Festival mercoledì 2 luglio con il monologo “La malattia dell’ostrica” (ore 21.30, Jesi, Piazza delle Monnighette).

L’OMAGGIO A PATRIZIA CAVALLI – Un’immersione nell’universo della poetessa, una delle contemporanee più lette e amate. Oltre allo spettacolo “Vita meravigliosa”, già citato, sempre il 28 giugno, ma alle ore 19, nella Sala Boxe della Mole Vanvitelliana, Iaia Forte e Diana Tejera, dialogheranno in “Guida all’ascolto di Patrizia Cavalli”E alle ore 23, all’Arena Cinema della Mole Vanvitelliana, la proiezione del documentario “Le mie poesie non cambieranno il mondo” diretto da Francesco Piccolo e Annalena Benini. 

IL RICORDO DI FRANCESCO SCARABICCHI – Ad aprire il Festival, sabato 21 giugno, sarà un’escursione poetica a Grottammare, ore 18.30.  Tra le quinte monumentali del paese alto, borgo marinaro immortalato dal poeta beat Lawrence Ferlinghetti, risuoneranno i versi di Francesco Scarabicchi, in un omaggio sentito al poeta che trascorse in città i primi nove anni della sua vita. Con Vito M. Bonito, Marco Fazzini, Letizia Polini e Marilena Renda, candidata al Premio Strega con l’opera Cinema Persefone, edito da Arcipelago Itaca. 

Inoltre, a quattro anni dalla sua morte, giovedì 26 giugno, alle ore 17, alla Sala Boxe della Mole Vanvitelliana, ci sarà la presentazione di “Dico piano il tuo nome. Voci per Francesco Scarabicchi”, un volume corale per onorare la sua memoria, presentato dai curatori Massimo Raffaeli e Cristina Babino. 

“La punta della lingua 2025” è anche:

LE POESIE DA GAZA – La poesia come resistenza e salvezza. Da Gaza arriveranno i suoni di 32 poesie, in gran parte scritte dopo il 7 ottobre 2023, da autori palestinesi, due dei quali uccisi nei bombardamenti: un vero e proprio testamento poetico raccolto in antologia da Fazi Editore ad aprile di quest’anno. Domenica 29 giugnoalle ore 19 (Mole Vanvitelliana-Sala Boxe,)il volume verrà presentato nell’incontro “Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza” con i curatori Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti. Interverrà Fabio Burattini di Amnesty International; in collegamento un operatore di Emergency, impegnato sul campo, e alcuni degli autori. Per ogni copia venduta, 5 euro saranno donati a Emergency per le sue attività di assistenza sanitaria a Gaza.

PREMIO FRANCO SCATAGLINI/LA POESIA CHE SI VEDE – Giovedì 26 giugno alla Mole Vanvitelliana (ore 21.45, Arena Cinema), ci sarà la quinta edizione del Concorso internazionale di videopoesia Premio Franco Scataglini. Dopo il successo delle prime quattro edizioni, torna anche quest’anno il concorso “La poesia che si vede” dedicato ai migliori cortometraggi di videopoesia. A contendersi il Premio saranno opere provenienti da tutto il mondo, accuratamente selezionate da un nucleo di esperti di cinema e di poesia.

La Giuria di Qualità 2025 sarà composta da:  Cristina Babino,  Rossella Inglese e Ivan Talarico. L’Associazione Catap assegnerà il premio alla Migliore Videopoesia Italiana e il pubblico presente in sala voterà per decidere il vincitore del Premio del Pubblico e, novità di quest’anno, il Premio Giuria Giovani. 

ORA D’ARIA – La poesia entrerà nella casa di reclusione di Fossombrone il 2 luglio e nella casa circondariale di Pesaro – Villa Fastiggi il 3 luglio. Saranno 6 gli incontri complessivi realizzati nel 2025 con gare di poesia ad alta voce tra detenuti e poeti slammer, nel progetto del Garante regionale dei Diritti della Persona delle Marche, realizzato da Nie Wiem. Le gare di poetry slam saranno valide per il campionato nazionale organizzato dalla Lega Italiana Poetry Slam.

LA POESIA INTERNAZIONALE: FOCUS SULLA SVIZZERA E SULLA POESIA AMERICANA – Oltre al poeta lettone Sergej Timofeev (sia in veste di poeta che di PJ), La Punta della Lingua, per un appuntamento dal titolo“Voci nel bosco”, ospiterà, lunedì 30 giugno, alle ore 19, a Portonovo due giovani, ma già pluripremiate promesse della poesia americana di cultura LatinxSara Daniele Riveraartista, scrittrice, traduttrice ed educatrice di origini cubano-peruviane di stanza ad Albuquerque (New Mexico) ed Elisa Gonzalez, di origini messicane, il cui primo libro, Grand Tour, è stato nominato tra i migliori del 2023 dal prestigioso The New Yorker.

martedì 1° luglio a Jesi, alle ore 18, nella Pinacoteca civica, ci sarà il focus su “La nuova poesia svizzera”: reading dei poeti svizzeri di lingua francese e tedesca, Odile Cornuz e Michael Fehr, in collaborazione con Pro Helvetia.

LA RISCOPERTA DI LAURA CERETA – Poetessa del XV secolo, Laura Cereta (1469-1499), con il suo acume di umanista e la sua coraggiosa penna, racchiude in poche, incisive parole l’ingiusta disparità tra i sessi nella società del suo tempo. Domenica 29 giugno, alle ore 17 (Mole Vanvitelliana-Sala Boxe,), Sara Lorenzetti presenta “Laura Cereta. Lettere scelte”: nel cuore del suo epistolario, Cereta analizza con lucidità e passione la condizione delle donne, opponendosi al loro confinamento ai margini della vita culturale e intellettuale. Argolibri presenta la prima traduzione delle lettere latine di Cereta a oltre cinquecento anni dalla sua morte. Interviene il traduttore Sandro Princiotta.

LA POESIA AI TEMPI DEI SOCIAL E DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: Sabato 28 giugno, alle ore 17, Gilda Policastropresenta il suo saggio “Metaverso” sulla poesia al tempo di internet dei social, quando ancora è identificata con quella forma che in massima parte va a capo e “suona” in un certo modo (Mole Vanvitelliana-Sala Boxe). Di rapporti tra poesia e tecnologia parlerà anche Valerio Cuccaroni che domenica 29 alle ore 18 presenterà il suo libro Poesia ibrida, dedicato a poesia visiva, videopoesia, poesia elettronica e pj set (Mole Vanvitelliana-Sala Boxe).

Lunedì 23 giugno, alle ore 17 online, ci sarà la XVIII edizione del laboratorio telematico di poesia Facebook Poetry. Mercoledì 2 luglio nella Piazza delle Monnighette di Jesi, alle 18, arriverà la TEXT2TRAP. Esplorando l’interazione tra musica trap e intelligenza artificiale, Andrea Capodimonte trasforma testi di recupero in prompt creativi per generare sonorità inedite. Una performance, in collaborazione con Stefano Teodori, dove materiali testuali non convenzionali – spam, pubblicità, scritti senza copyright – vengono convertiti in tempo reale attraverso l’AI in basi trap e flow improvvisati sul momento. 

ITINERARI POETICI – Anche quest’anno ripartono gli appuntamenti con Adotta l’autore. Itinerari poetici: una serie di incontri, dal 6 al 27 giugno, dedicati ai ragazzi delle scuole e aperto a chiunque, in un percorso itinerante per i più bei luoghi di Ancona e del Conero alla scoperta della grande poetessa italiana Antonella Anedda, ospite speciale del Festival.  A cura di Danila Saracini. In collaborazione con Liceo Scientifico Galilei di Ancona. Il primo incontro si terrà il 6 giugno alle 14.30 presso il Giardino del Liceo Galilei (per partecipare scrivere a info@lapuntadellalingua.it).

LABORATORI DI SCRITTURA UNDER 35 ALLA PRESENZA DEI CRITICI – Terza edizione del laboratorio “Vivaria. Officina di nuove scritture poetiche under 35” (sabato 28 e domenica 29 giugno ore 10, Portonovo di Ancona). Vivaria chiama a raccolta critici affermati e in via di formazione per confrontarsi con alcune delle voci più promettenti della poesia italiana under 35. Un quarto d’ora di letture di inediti e quarantacinque minuti di discussione a testa, per entrare nella sala macchine della poesia che si fa.

I critici di questa edizione saranno: Gilda Policastro, Renata Morresi, Salvatore Ritrovato, Riccardo Socci, Alessandro Minnucci. Incontro aperto al pubblico.

UN PO’ DI STORIA: Nato nel 2006, il Festival “La Punta della Lingua” ha ospitato negli anni autori provenienti da: Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Polonia, Romania, Ucraina, Russia, paesi balcanici e paesi baltici. Più di 600 gli eventi complessivi con ibridazioni tra poesia, web, teatro, musica e cinema. Tra i nomi che hanno partecipato al Festival, in ordine sparso: Paolo Rossi, Nanni Balestrini, Alessandro Bergonzoni, Patrizia Cavalli, Toni Servillo, Adam Zagajewski, Antonio Rezza, Vivian Lamarque, Ascanio Celestini, Durs Grünbein, Marco Paolini, Mariangela Gualtieri, Billy Collins, Ron Padgett, Tony Harrison, Ana Blandiana, Milo De Angelis, Jolanda Insana, Patrizia Valduga, Antonella Anedda, Aldo Nove, Tiziano Scarpa, Mario Benedetti, Roger McGough, Gian Mario Villalta, Sergej Gandlevskij, Boris Chersonskij, Carol Ann Duffy, Liz Lochhead, Valerio Magrelli, Ida Travi e molti altri.

“La Punta della Lingua” è organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale Nie Wiem, con il sostegno e il patrocinio della Regione Marche e dei Comuni di Ancona, Jesi, Fermo, Castelfidardo, Offagna, Grottammare, Polverigi con il contributo del Garante dei Diritti della Persona Regione Marche, e decine di partner, tra cui Cooss Marche e Radio3.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento posti, eccetto: “Invito al viaggio” (biglietto: euro 10) e “Vita Meravigliosa” (biglietto: euro 12), info prevendite online su www.vivaticket.com e presso tutte le biglietterie e punti vendita Vivaticket sul territorio nazionale, la sera dello spettacolo la biglietteria sarà aperta dalle ore 20, info: AMAT, tel. 0712072439); e“Gli sguardi i fatti senhal” (biglietto: 10 euro), prevendite sul circuito nazionale Vivaticket e presso le biglietterie convenzionate con Associazione SpazioMusica.

Il programma può subire variazioni. Per info programma completo: www.lapuntadellalingua.it

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Medici in strada al fianco della Polizia locale contro alcol e droga

Dopo l’inasprimento delle regole previsto dal nuovo Codice della Strada, grazie ad un finanziamento connesso a un bando dal Dipartimento Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri vinto lo scorso anno, ad Ancona nelle ultime settimane la Polizia locale ha messo in campo una fitta rete di controlli anti droga e abuso di alcol sul territorio che hanno prodotto risultati interessanti, sia sul piano della prevenzione, sia su quello del contrasto a comportamenti rischiosi e irresponsabili. La novità del progetto “pilota” (primo nella Marche) riguarda la collaborazione tra agenti e personale medico che hanno lavorato fianco a fianco, ottenendo ottimi risultati. Nei circa 240 controlli effettuati- in gran parte in ore diurne per valutare il fenomeno nel suo complesso- 9 conducenti sono risultati positivi all’ alcol e 5 alle droghe.

Sono i medici dell’Azienda Ospedaliera di Torrette che operano insieme alla pattuglia ad effettuare i test antidroga agli automobilisti: l’indiscusso valore aggiunto della loro presenza è costituito dalla professionalità e accuratezza del servizio reso e al contempo dalla tranquillità che infondono agli automobilisti fermati, certamente meno intimoriti dal camice che dalla divisa. . Si inizia con un tampone di accertamento, poi, in caso di positività, si preleva un altro campione di saliva da inviare al Dipartimento di medicina legale per l’analisi di conferma. Le procedure dei controlli sono quelle indicate in una circolare dei ministeri degli Interni e della Salute pubblicata nel mese di aprile: se prima era vietato mettersi alla guida “in stato di alterazione psico-fisica”; dal 2025 è sufficiente aver assunto sostanze proibite per essere segnalati ed eventualmente denunciati. L’attività nel suo complesso ha visto il coinvolgimento di 8 agenti di Polizia locale e 13 medici. I test a disposizione, 23 per le sostanze stupefacenti e altrettanti per l’alcol test. “Nello specifico del progetto in questione, che ha preso in esame nell’arco del trimestre prevalentemente la fascia diurna -spiega il Comandante della Polizia Locale Marco Ivano Caglioti- proprio per ottenere una completezza dei dati, i casi positivi sono stati limitati. Diverso lo scenario se esaminiamo gli oltre mille controlli eseguiti da marzo ad oggi”.

A fianco di agenti e medici anche gli operatori della Croce Rossa italiana con il mezzo di soccorso sanitario. “La sicurezza stradale e con essa la lotta all’abuso di alcol e uso di droghe- commenta l’assessore a Polizia Locale e sicurezza, Zinni- è un pallino dell’Amministrazione comunale e l’iniziativa della PL di operare sul campo insieme ai medici dell ’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti è stata di grande efficacia, al fine di garantire la legalità e responsabilizzando ed educando al contempo gli automobilisti”.

Il momento conclusivo è in programma la mattina del 25 giugno alla Mole dove un pool di esperti – il Procuratore aggiunto della Repubblica di Ancona, Dott.ssa Valentina d’Agostino, un docente UNIVPM della Facoltà di medicina, prof Raffaele Giorgetti e un forensic examiner, Dott. Luca Russo, interverranno sul tema “Reati stradali: indagini e semeiotica. La procedura penale nei reati stradali tra norme e tutele. Nel corso del seminario verrà relazionata l’attività di indagini della Polizia Giudiziaria nei reati connessi alla circolazione stradale, atti e accertamenti tecnici.

A tutto jazz con grandi nomi e luoghi suggestivi

Una stagione intensissima e articolata nelle più belle sedi all’aperto che la città possa offrire: è “Here, There, Everywhere”, messa a punto dall’associazione Spaziomusica che da oltre mezzo secolo porta ad Ancona grandi nomi del JAZZ mondiale e loro amici e affini. Tre i momenti principali di programmazione per la stagione estiva 2025, uniti dalla comune vocazione alla qualità artistica e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico della città con il desiderio di abbracciare pubblici differenti e offrire esperienze uniche.

ANCONA JAZZ 2025

1 – 15 luglio

Mole Vanvitelliana, Piazza del Papa, Terrazza Moroder e altri spazi cittadini

Nell’arco di quindici giorni grande musica con protagonisti assoluti del panorama jazz nazionale e internazionale: da Roberto Magris Europlane for Jazz a Fabrizio Bosso & Rosario Giuliani, dai trii di Buster Williams e Gerald Cannon a Ashlin Parker Sextet, fino ai concerti delle migliori formazioni universitarie statunitensi, come la Jazzhouse Kids di New York e la Mason Jazz Vocal Ensemble .Senza dimenticare il sentito ricordo di Giacomo Uncini. Concerti in esclusiva italiana, omaggi a grandi maestri come Ahmad Jamal e Ornette Coleman, nuovi progetti e serate-evento animeranno i diversi palchi urbani, dalla Mole a Piazza del Papa, alla Terrazza di Moroder.

2. JAZZIN’ @ ANFITEATRO

16 – 18 luglio

Anfiteatro romano
Tre serate di eccezionale suggestione nella cornice archeologica dell’Anfiteatro Romano, con alcune tra le voci più autorevoli del jazz mondiale:

16/07 🥁 DANILO PÉREZ TRIO
Il grande pianista panamense, storico collaboratore di Wayne Shorter, con John Patitucci (basso) e Adam Cruz (batteria): un trio stellare che esplora il jazz come linguaggio per la pace e il dialogo interculturale.

17/07 🎷 JOE LOVANO & MARCIN WASILEWSKI TRIO
In esclusiva italiana, il sassofonista di Cleveland incontra il celebre trio polacco per una collaborazione raffinata e poetica, in partnership con l’Istituto Polacco di Roma.

18/07🎤 SIMONA MOLINARI “LA DONNA E’ MOBILE”
Cantautrice e performer elegante, presenta un viaggio musicale tra jazz, swing e canzone d’autore italiana, con un tocco teatrale e narrativo con il suo quintetto tutto al femminile.

3. STEFANO BOLLANI IN CONCERTO

26 luglio – ore 21:30

Arena del Mare – Ancona

Il gran finale dell’estate musicale legata al Jazz sarà affidato a Stefano Bollani, protagonista assoluto della scena musicale italiana ed europea. Un evento esclusivo, che porta ad Ancona una delle tappe più attese della sua tournée estiva, tra virtuosismo, invenzione e improvvisazione, in linea con la sua inimitabile capacità di coniugare arte colta e ironia leggera.

Questa multiprogettuale edizione estiva del 2025 è resa possibile grazie al supporto storico del Comune di Ancona – assessorati alla Cultura e ai Grandi Eventi –, della Regione Marche, del MIC Ministero Cultura e dall’Ente Parco del Conero, per valorizzare gli eventi green, ed alla collaborazione del Consolato Polacco di Ancona, Associazione Italo-Polacca Marche e Istituto Polacco di Roma. Non manca il supporto dei privati come la Tenuta Moroder, del Grand Hotel Palace e del Caffè Letterario TheMole e la Rete Esercenti di Piazza del Papa Gli aspetti tecnici sono curati da Rossini Pianoforti, Principi Strumenti Musicali, ENT-Entertainment Technologies. Il progetto grafico e la comunicazione offline ed online continuano ad essere curate da Eclettica Grafica. Si ringraziano Gruppo Zaffiro, Ankon Benefit e gli altri mecenati per il loro contributo ai sensi dell’Art Bonus. Spaziomusica è parte dei circuiti EJN Europe Jazz Network, I-Jazz, MJN Marche Jazz Network e aderisce al CMS-Consorzio Marche Spettacolo e, dal 2021, anche di JTTG Jazz Takes the Green, che mette in rete 20 tra i più importanti festival jazz italiani.

INFO E PREVENDITE (biglietti e abbonamenti):

www.anconajazz.com

Casa della Musica, Corso Stamira