Si stringe il legame tra Ancona e Caserta nel nome di Luigi Vanvitelli

Presentati gli atti del convegno internazionale di Ancona.

Architetto, ingegnere e vedutista nella prima fase della sua carriera, avviata sotto lo sguardo del padre, l’olandese Gaspar Van Wittel, Luigi Vanvitelli si consacra come uno, forse il principale, personaggio della storia dello sviluppo urbanistico e culturale di Ancona. Conosciuto in Italia e nel mondo per avere realizzato il complesso monumentale della Reggia di Caserta, che con la sua superficie comprensiva di oltre 130mila mq e un parco straordinario di 123 ettari, più 76 di bosco, richiama migliaia di visitatori ogni anno, anche ad Ancona il geniale professionista nato nel 1700 ha lasciato opere dal valore incommensurabile . Ricevuta nel 1732 dal papa Clemente XII la commissione pubblica per il porto ad Ancona, per garantirne il rilancio sul Mare Adriatico, fu incaricato di altri progetti in campo pubblico, religioso e per famiglie nobili, ad Ancona e nelle Marche, inclusi il campanile e della Basilica e il Palazzo Apostolico di Loreto, incarichi che assolse anche a distanza grazie a una nutrita serie di collaboratori.

Al Vanvitelli due anni fa la città ha reso omaggio con una serie di celebrazioni per i 250 anni della sua scomparsa (1773), con l’ideazione di un tour cittadino su misura, il Gran Tour vanvitelliano, e con un convegno di studi condotto in collaborazione con la direzione della Reggia di Caserta. Gli atti del convegno, al quale erano stati inviati in origine oltre ottanta abstract e, a monte, il ruolo determinante che ha avuto per le due città unite nel suo nome, sono stati stato al centro di una delle più affollate conferenze di UlisseFest, il festival diffuso dedicato al tema del viaggio e della scoperta, cui ha partecipato la direttrice della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei, affiancata dalle assessore alla Cultura del Comune, Marta Paraventi e dalla Regione, Chiara Biondi.

Tra gli artisti più richiesti del suo tempo grazie alla sua preparazione multidisciplinare, si direbbe oggi, e alle sue capacità organizzative sia nella fase progettuale sia dell’allestimento e del funzionamento dei cantieri, Vanvitelli ad Ancona è artefice di più opere di quanto il cittadino comune sia al corrente: in primis naturalmente il particolarissimo edificio di struttura pentagonale- oggi polo culturale- adibito per lungo tempo a Lazzaretto e struttura difensiva realizzata su un isola artificiale, un unicum nell’architettura del nostro Paese. Quindi la Chiesa del Gesù, immaginata come una quinta teatrale visibile dal mare, il Molo Nuovo, la Porta Clementina fino alla totale rivisitazione del porto, l’edicola mariana al Duomo e opere per committenze private.

Gli atti del convegno- ha sottolineato la direttrice della Reggia di Caserta Tiziana Maffeisono un lascito intitolato al Maestro e alla sua eredità e sono una occasione per fare conoscere al pubblico questo personaggio e le ricerche dell’epoca. Le opere prodotte nelle Marche, a Roma etc testimoniano la pluralità delle competenze maturate da questo straordinario umanista che definiamo “Maestro” perchè ha dato vita ad una scuola in Italia e in Europa. Dopo oltre un anno di lavoro abbiamo finalmente gli atti del convegno, editi dal Lavoro Editoriale che sanciscono l’interesse attorno all’artista, alle opere e al periodo storico. Un’operazione e resa possibile grazie al coinvolgimento di due Regione (Marche e Campania), due Comuni (Ancona e Caserta) e l’Università, e che hanno prodotto una importante partecipazione”.

Federica Zandri

Di seguito il link al GT Vanvitelliano:

Altri articoli