Nel nome di Francesco. Oltre ottanta “voci” per il poeta Scarabicchi, in un volume che ne consacra la memoria

Dico piano il tuo nome”” -tratto dalla raccolta “Il prato bianco” – è il titolo evocativo e in perfetta sintonia con la personalità del poeta anconetano Francesco Scarabicchi scelto per rappresentarlo e incastonarne la memoria attraverso i tanti contributi di intellettuali amici, oltre ottanta, contenuti in un volume presentato alla cittadinanza sabato 24 maggio. Un vero e proprio evento, la costruzione e la successiva divulgazione dell’antologia, che scaturisce dal legame che il poeta ha stretto con moltissimi esponenti del mondo della Cultura e dell’Arte. Massimo Recalcati, Gianni D’Elia, Eugenio De Signoribus, Umberto Piersanti, Roberto Galaverni, Fabio Pusterla, Stefano Simoncelli – solo per citare i più noti – non si sono fatti pregare per aderire al progetto di una raccolta di pensieri, poesie, testimonianze avanzato dal Centro Studi Francesco Scarabicchi, costituito nel 2022 con lo scopo di una sempre maggiore diffusione in Italia e all’estero delle sue opere, promuovendo e incoraggiando azioni per mantenerne vivo il ricordo.Un lavoro durato circa tre anni, impegnativo e complesso– ha sottolineato il Presidente del Centro Studi, Giandomenico Papa, nel presentare il volume e l’evento che lo farà conoscere – che si configura come un atto di amore della moglie e dei figli di Francesco (che Papa conosceva fin dai banchi di scuola elementare) e che ha visto coinvolti 82 persone che hanno condiviso con lui un pezzo, o gran parte, del cammino artistico e che ne hanno apprezzato lo spessore umano, la capacità di ascolto, la sensibilità e la speciale empatia, maturate in giovane età, a seguito della sofferenza per la perdita della figura paterna.”. Accanto allo straordinario talento che lo ha fatto apprezzare sul piano nazionale e internazionale, “ a toccare gli animi degli autori che hanno risposto immediatamente alla chiamata” con contributi inediti in poesia e prosa, così come degli amici e dei lettori, la profonda spiritualità di Scarabicchi, che raggiungeva chiunque si approssimasse a lui. Ad evocarla, insieme alla profondità della ricerca poetica, alla capacità di fare emergere la luce dall’oscurità, di disseminare la bellezza della parola, adoperandosi incessantemente per tutta la sua vita, è stata Liana De Gregorio Scarabicchi, compagna di vita del poeta e testimone vivente della sua grandezza. Il libro -edito da Affinità Elettive di Valentina Conti- è il frutto della collaborazione dei suoi curatori: Massimo Raffaeli, grande amico dello scomparso poeta, e di Cristina Babino. A tutti e tre va la riconoscenza del Centro Studi e della moglie Liana che hanno ringraziato la Regione Marche e il Comune per il fondamentale contributo corrisposto al progetto editoriale. L’assessore alla Cultura Marta Paraventi, che Scarabicchi lo ha conosciuto e frequentato, ha condiviso l’emozione dei tutti i presenti nel ricordare “il suo talento che lo ha reso un poeta di livello nazionale e una personalità importante nella città di Ancona e il suo modo soave e leggero di rivolgersi agli altri “ esprimendo la volontà di “non disperderne la memoria e di sostenere iniziative per tramandarne la figura e l’eredità poetica, in linea con quanto espresso in una mozione del al consiglio comunale”. L’assessore tra le altre ha ricordato l’opera che maggiormente lega Scarabicchi al territorio, “Una città di scoglio”, e i legami sia con l’arte del Novecento, sia particolarmente con Lorenzo Lotto, con il quale aveva una profonda connessione spirituale, avvertendo “l’ esigenza di connettersi con chi prima di lui aveva sperimentato il passaggio tra la luce il buio, attraversando il tempo”.

E come dimenticare che Scarabicchi è stato ideatore e direttore artistico per quasi un ventennio di NostroLunedì periodico di scritture, immagini e voci del Comune di Ancona? Una pubblicazione unica nella scena editoriale istituzionale, curata insieme allo studio Lirici Greci “esempio insolito nella scena italiana, per qualità e intelligenza di progettazione e contenuti e un abito formale elegante e finemente modellato” (arch. Mario Piazza)

Un vivo apprezzamento per il progetto editoriale arriva dall’Amministrazione tutta che, per voce del vice sindaco Giovanni Zinni, ha espresso il richiamo al “forte bisogno che ha la città di simboli ed esempi per le nuove generazioni: “Con questa iniziativa – ha detto- non solo viene valorizzato un anconetano che ha avuto successo ma un nostro concittadino che attraverso i suoi versi trasmette sentimenti di amore e positività”.

L’incontro pubblico è stato- con questi presupposti – una vera occasione di festa e un evento memorabile anche grazie alle presenza del Gruppo La Macina di Gastone Petrucci molto legato al poeta , del musicista Francesco Paladino e dell’attore Giorgio Sebastianelli. Forte e sentita la partecipazione.

Federica Zandri

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