Un lutto collettivo ha colpito la comunità anconetana nei giorni scorsi, superando ogni confine politico e istituzionale e provocando una ondata emotiva senza precedenti. La scomparsa repentina, a 76 anni, di Stefano Foresi, fino a pochi giorni prima sempre presente sugli scranni del consiglio comunale e punto di riferimento per la cittadinanza, quartiere per quartiere, ha gettato nella costernazione e nello sconforto familiari, amici, colleghi e tutti i cittadini, gran parte dei quali almeno una volta nella vita avevano avuto occasione di incontrarlo e rivolgersi a lui. Uomo delle istituzioni dalla punta dei piedi alla cima dei capelli, interprete della politica come servizio alla collettività, aveva manifestato sia come presidente di Circoscrizione per oltre un decennio (la seconda, uno dei territori più complessi e presi a cuore da Foresi nella sfida dell’accoglienza), sia come assessore alla Partecipazione Democratica, alle Manutenzioni, alla Sicurezza urbana, alla Protezione civile e altre deleghe pregnanti, per i due mandati della giunta Mancinelli, sia negli ultimi tempi come consigliere di minoranza nel governo Silvetti, una coerenza di vita, una capacità di ascolto e una abnegazione in ciò che faceva senza mai risparmiarsi tali da renderlo popolarissimo, apprezzato e amato da tutti. La notizia della sua morte ha colto di sorpresa la comunità, che ha reagito con un cordoglio e un tributo di affetto commoventi, sia presso la camera ardente allestita in Comune, sia ai funerali durati oltre due ore, presso la chiesa della Sacra Famiglia dei Salesiani, nel cuore del quartiere in cui Foresi aveva vissuto e per il quale si era prodigato per tutti, davvero per tutti. “Grazie” la parola ricorrente che ha accompagnato l’ultimo saluto a questo gigante dal cuore d’oro e dal sorriso aperto, che percorreva la città in lungo in largo, frazioni comprese, notte e giorno, per recepire richieste e ascoltare sfoghi, per pacificare contese, per risolvere problemi, per verificare che interventi e iniziative si svolgessero nel migliore dei modi. Un uomo coinvolto nella sua missione fino all’ultimo, amico e fratello nella fede, come ha ricordato l’Arcivescovo Mons. Spina dall’altare, affiancato da Don Giancarlo Sbarbati (benemerenza con medaglia d’oro), il parroco che tanto si è speso per i più fragili anche insieme a Foresi e altri religiosi. Toccanti e significative, tra lacrime e sorrisi, ricordi e aneddoti, le tante testimonianze espresse da colleghi della politica e dell’ esperienza amministrativa, da collaboratrici e collaboratori affezionati, e da una pluralità di associazioni, le più svariate, che nel tempo sono state da lui supportate e hanno avuto un costante dialogato con “l ‘Assessore”.
E l’altra espressione dopo “grazie” è stato un invito: “cerchiamo tutti di seguire il suo esempio, almeno un po’” anche se non sarà facile.

Stefano ha lasciato un segno indelebile, un’eredità che va ben oltre i ruoli che ha ricoperto. I primi a rappresentarla sono i figli Ilaria e Lorenzo con la loro mamma Luciana, composti nel dolore e fieri del loro caro, e gli adorati 5 nipoti che al nonno hanno riservato parole bellissime. Perchè Stefano Foresi- che il Sindaco Daniele Silvetti ha salutato con un solenne “onore a te, non ti dimenticherò”- ha dimostrato che l’umanità, la vicinanza alle persone e la capacità di connettersi con gli altri sono valori che vanno oltre, e che sono quelli giusti e quelli veri per chiunque e, a maggior ragione, per chi esercita un ruolo nella cosa pubblica.
Grazie ancora, da tutti noi, Stè. E’ stato un privilegio conoscerti e lavorare con te.
Federica Zandri
















