A tutto jazz con grandi nomi e luoghi suggestivi

Una stagione intensissima e articolata nelle più belle sedi all’aperto che la città possa offrire: è “Here, There, Everywhere”, messa a punto dall’associazione Spaziomusica che da oltre mezzo secolo porta ad Ancona grandi nomi del JAZZ mondiale e loro amici e affini. Tre i momenti principali di programmazione per la stagione estiva 2025, uniti dalla comune vocazione alla qualità artistica e alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico della città con il desiderio di abbracciare pubblici differenti e offrire esperienze uniche.

ANCONA JAZZ 2025

1 – 15 luglio

Mole Vanvitelliana, Piazza del Papa, Terrazza Moroder e altri spazi cittadini

Nell’arco di quindici giorni grande musica con protagonisti assoluti del panorama jazz nazionale e internazionale: da Roberto Magris Europlane for Jazz a Fabrizio Bosso & Rosario Giuliani, dai trii di Buster Williams e Gerald Cannon a Ashlin Parker Sextet, fino ai concerti delle migliori formazioni universitarie statunitensi, come la Jazzhouse Kids di New York e la Mason Jazz Vocal Ensemble .Senza dimenticare il sentito ricordo di Giacomo Uncini. Concerti in esclusiva italiana, omaggi a grandi maestri come Ahmad Jamal e Ornette Coleman, nuovi progetti e serate-evento animeranno i diversi palchi urbani, dalla Mole a Piazza del Papa, alla Terrazza di Moroder.

2. JAZZIN’ @ ANFITEATRO

16 – 18 luglio

Anfiteatro romano
Tre serate di eccezionale suggestione nella cornice archeologica dell’Anfiteatro Romano, con alcune tra le voci più autorevoli del jazz mondiale:

16/07 🥁 DANILO PÉREZ TRIO
Il grande pianista panamense, storico collaboratore di Wayne Shorter, con John Patitucci (basso) e Adam Cruz (batteria): un trio stellare che esplora il jazz come linguaggio per la pace e il dialogo interculturale.

17/07 🎷 JOE LOVANO & MARCIN WASILEWSKI TRIO
In esclusiva italiana, il sassofonista di Cleveland incontra il celebre trio polacco per una collaborazione raffinata e poetica, in partnership con l’Istituto Polacco di Roma.

18/07🎤 SIMONA MOLINARI “LA DONNA E’ MOBILE”
Cantautrice e performer elegante, presenta un viaggio musicale tra jazz, swing e canzone d’autore italiana, con un tocco teatrale e narrativo con il suo quintetto tutto al femminile.

3. STEFANO BOLLANI IN CONCERTO

26 luglio – ore 21:30

Arena del Mare – Ancona

Il gran finale dell’estate musicale legata al Jazz sarà affidato a Stefano Bollani, protagonista assoluto della scena musicale italiana ed europea. Un evento esclusivo, che porta ad Ancona una delle tappe più attese della sua tournée estiva, tra virtuosismo, invenzione e improvvisazione, in linea con la sua inimitabile capacità di coniugare arte colta e ironia leggera.

Questa multiprogettuale edizione estiva del 2025 è resa possibile grazie al supporto storico del Comune di Ancona – assessorati alla Cultura e ai Grandi Eventi –, della Regione Marche, del MIC Ministero Cultura e dall’Ente Parco del Conero, per valorizzare gli eventi green, ed alla collaborazione del Consolato Polacco di Ancona, Associazione Italo-Polacca Marche e Istituto Polacco di Roma. Non manca il supporto dei privati come la Tenuta Moroder, del Grand Hotel Palace e del Caffè Letterario TheMole e la Rete Esercenti di Piazza del Papa Gli aspetti tecnici sono curati da Rossini Pianoforti, Principi Strumenti Musicali, ENT-Entertainment Technologies. Il progetto grafico e la comunicazione offline ed online continuano ad essere curate da Eclettica Grafica. Si ringraziano Gruppo Zaffiro, Ankon Benefit e gli altri mecenati per il loro contributo ai sensi dell’Art Bonus. Spaziomusica è parte dei circuiti EJN Europe Jazz Network, I-Jazz, MJN Marche Jazz Network e aderisce al CMS-Consorzio Marche Spettacolo e, dal 2021, anche di JTTG Jazz Takes the Green, che mette in rete 20 tra i più importanti festival jazz italiani.

INFO E PREVENDITE (biglietti e abbonamenti):

www.anconajazz.com

Casa della Musica, Corso Stamira

Nel nome di Francesco. Oltre ottanta “voci” per il poeta Scarabicchi, in un volume che ne consacra la memoria

Dico piano il tuo nome”” -tratto dalla raccolta “Il prato bianco” – è il titolo evocativo e in perfetta sintonia con la personalità del poeta anconetano Francesco Scarabicchi scelto per rappresentarlo e incastonarne la memoria attraverso i tanti contributi di intellettuali amici, oltre ottanta, contenuti in un volume presentato alla cittadinanza sabato 24 maggio. Un vero e proprio evento, la costruzione e la successiva divulgazione dell’antologia, che scaturisce dal legame che il poeta ha stretto con moltissimi esponenti del mondo della Cultura e dell’Arte. Massimo Recalcati, Gianni D’Elia, Eugenio De Signoribus, Umberto Piersanti, Roberto Galaverni, Fabio Pusterla, Stefano Simoncelli – solo per citare i più noti – non si sono fatti pregare per aderire al progetto di una raccolta di pensieri, poesie, testimonianze avanzato dal Centro Studi Francesco Scarabicchi, costituito nel 2022 con lo scopo di una sempre maggiore diffusione in Italia e all’estero delle sue opere, promuovendo e incoraggiando azioni per mantenerne vivo il ricordo.Un lavoro durato circa tre anni, impegnativo e complesso– ha sottolineato il Presidente del Centro Studi, Giandomenico Papa, nel presentare il volume e l’evento che lo farà conoscere – che si configura come un atto di amore della moglie e dei figli di Francesco (che Papa conosceva fin dai banchi di scuola elementare) e che ha visto coinvolti 82 persone che hanno condiviso con lui un pezzo, o gran parte, del cammino artistico e che ne hanno apprezzato lo spessore umano, la capacità di ascolto, la sensibilità e la speciale empatia, maturate in giovane età, a seguito della sofferenza per la perdita della figura paterna.”. Accanto allo straordinario talento che lo ha fatto apprezzare sul piano nazionale e internazionale, “ a toccare gli animi degli autori che hanno risposto immediatamente alla chiamata” con contributi inediti in poesia e prosa, così come degli amici e dei lettori, la profonda spiritualità di Scarabicchi, che raggiungeva chiunque si approssimasse a lui. Ad evocarla, insieme alla profondità della ricerca poetica, alla capacità di fare emergere la luce dall’oscurità, di disseminare la bellezza della parola, adoperandosi incessantemente per tutta la sua vita, è stata Liana De Gregorio Scarabicchi, compagna di vita del poeta e testimone vivente della sua grandezza. Il libro -edito da Affinità Elettive di Valentina Conti- è il frutto della collaborazione dei suoi curatori: Massimo Raffaeli, grande amico dello scomparso poeta, e di Cristina Babino. A tutti e tre va la riconoscenza del Centro Studi e della moglie Liana che hanno ringraziato la Regione Marche e il Comune per il fondamentale contributo corrisposto al progetto editoriale. L’assessore alla Cultura Marta Paraventi, che Scarabicchi lo ha conosciuto e frequentato, ha condiviso l’emozione dei tutti i presenti nel ricordare “il suo talento che lo ha reso un poeta di livello nazionale e una personalità importante nella città di Ancona e il suo modo soave e leggero di rivolgersi agli altri “ esprimendo la volontà di “non disperderne la memoria e di sostenere iniziative per tramandarne la figura e l’eredità poetica, in linea con quanto espresso in una mozione del al consiglio comunale”. L’assessore tra le altre ha ricordato l’opera che maggiormente lega Scarabicchi al territorio, “Una città di scoglio”, e i legami sia con l’arte del Novecento, sia particolarmente con Lorenzo Lotto, con il quale aveva una profonda connessione spirituale, avvertendo “l’ esigenza di connettersi con chi prima di lui aveva sperimentato il passaggio tra la luce il buio, attraversando il tempo”.

E come dimenticare che Scarabicchi è stato ideatore e direttore artistico per quasi un ventennio di NostroLunedì periodico di scritture, immagini e voci del Comune di Ancona? Una pubblicazione unica nella scena editoriale istituzionale, curata insieme allo studio Lirici Greci “esempio insolito nella scena italiana, per qualità e intelligenza di progettazione e contenuti e un abito formale elegante e finemente modellato” (arch. Mario Piazza)

Un vivo apprezzamento per il progetto editoriale arriva dall’Amministrazione tutta che, per voce del vice sindaco Giovanni Zinni, ha espresso il richiamo al “forte bisogno che ha la città di simboli ed esempi per le nuove generazioni: “Con questa iniziativa – ha detto- non solo viene valorizzato un anconetano che ha avuto successo ma un nostro concittadino che attraverso i suoi versi trasmette sentimenti di amore e positività”.

L’incontro pubblico è stato- con questi presupposti – una vera occasione di festa e un evento memorabile anche grazie alle presenza del Gruppo La Macina di Gastone Petrucci molto legato al poeta , del musicista Francesco Paladino e dell’attore Giorgio Sebastianelli. Forte e sentita la partecipazione.

Federica Zandri

IL PERSONAGGIO: Giovanni Seneca, anima mediterranea in viaggio

Chitarrista, compositore e direttore artistico del Festival Adriatico Mediterraneo, è sempre alla ricerca di nuovi linguaggi musicali

Un chitarrista sapiente, capace di esprimere con struggente delicatezza sentimenti e stati d’animo universali. Un compositore di ampio respiro, alla ricerca perenne di nuova ispirazione e nuovi linguaggi transfrontalieri perseguendo incessantemente l’obiettivo della contaminazione musicale e culturale. Un artista sempre in viaggio che ha fatto del confronto, della cooperazione e dell’ inclusione la sua bandiera, ideando e portando avanti negli anni nella sua città – non avvezza in origine a manifestazioni di tale calibro- uno dei festival più completi e apprezzati del bacino del Mediterraneo. E’ Giovanni Seneca, tanto popolare quanto (si può dire?) schivo, in un’epoca in cui tutti, per molto meno, fanno a gara per apparire. Qualche rara notizia su un suo profilo permette di intravederne gli spostamenti sul piano nazionale e internazionale, da nord a sud (più sud che nord), un invito dietro l’altro a festival e manifestazioni in ogni luogo dove la musica, da quella classica a quella popolare di varie nazionalità, sia protagonista. La sua ricerca musicale è rivolta a fondere elementi provenienti dalla musica classica e dalla musica popolare in un nuovo linguaggio per riconoscere le diversità come la bellezza molteplice di un’unica radice esistenziale.

Nato a Napoli- capitale musicale e regina delle contaminazioni- e trasferito al seguito dei genitori ad Ancona, Giovanni Seneca ha frequentato e poi si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio Rossini di Pesaro. Un tutt’uno con la sue chitarre (classica, battente e flamenca), il musicista e compositore di oggi è la risultante degli studi e delle esperienze vissute in Italia e a Parigi dove si è specializzato all’Ecole Normale du Musique e al Conservatorio Ravel, vivendo svariati anni nella capitale francese dove ha assorbito nuovi stimoli, per poi dare vita a numerosi progetti in più Paesi nei quali – oltre che in Italia- si è esibito con le sue composizioni solistiche, cameristiche e orchestrali: Parigi, Berlino, New York, Philadelphia, Sarajevo, Atene, Tel Aviv, Belgrado, Smirne, Zagabria, Istanbul, Budapest, Casablanca, Hammamet, Il Cairo e svariati altri. Ospite nelle stagioni di numerose orchestre ha scritto musiche per spettacoli con attori e intellettuali come Moni Ovadia, Erri De Luca, Dario Vergassola, David Riondino. Anche in radio e televisione, in Italia e Francia, è stato ed è più volte ospite.

C’è, tra tanti, un ricordo che lo accompagna costantemente, quello della collaborazione con uno tra i più grandi compositori della scena mondiale, Ennio Morricone, non è vero?

Aver conosciuto e collaborato con uno dei più importanti compositori del ‘900 è stata un’esperienza unica. Io ho collaborato con lui per la sua parte artistica meno conosciuta, quella di compositore puro di musica contemporanea atonale, che è stato il suo percorso formativo sia come allievo di Goffredo Petrassi che come membro del collettivo di composizione estemporanea nuova consonanza. Morricone ha scritto quattro concerti per organici orchestrali, il terzo concerto per chitarra marimba e orchestra d’archi è stato dedicato a me e lo ho eseguito negli anni Novanta in prima esecuzione a Parigi alla salle Gaveau e poi in diverse altre città europee e infine inciso su cd con l’orchestra nazionale dell’accademia di Santa Cecilia. Frequentare Morricone mi ha fatto capire che la musica non ha confini di generi o barriere, ma anche che per ottenere risultati bisogna considerarlo un vero lavoro che richiede disciplina e rigore. L’atto creativo è solo un input iniziale che va poi elaborato, studiato e lavorato intensamente. La sua musica e la nostra frequentazione sono tuttora uno stimolo e un modello per me ”

Negli ultimi anni l’inarrestabile concittadino si è dedicato particolarmente a un nuovo progetto musicale, Ecanès, nel quale assieme alla formidabile cantante italo-algerina Anissa Gouizi e altri musicisti e la costante presenza delle percussioni, si è addentrato in nuove sonorità, che esaltano l’anima popolare della musica. E però il progetto che meglio si identifica con Giovanni Seneca e che lo vede impegnato da oltre vent’anni è il Festival Adriatico Mediterraneo, di cui è direttore artistico, un appuntamento consolidato, di caratura internazionale. Si svolge nel capoluogo dorico quasi ininterrottamente dal 2007 nato dall’esperienza dell’Associazione Musica Klezmer attiva dal 1996, alla fine dell’estate, portando in città una trentina di eventi musicali e culturali e coinvolgendo i siti più belli, alcuni dei quali indissolubilmente ed esclusivamente legati ad Ad Med, quali la scalinata del Passetto all’alba. Un evento di qualità, fortemente identitario che mette d’accordo tutti, che si distingue oltre che per la grande musica interculturale anche per l’impegno sociale.

Come è cambiato nel tempo il Festival e che emozioni le regala ancora oggi? “Il festival non è cambiato, l’intuizione fu quella di creare un’iniziativa ad Ancona che rispecchi la sua storia e la sua identità passata e futura ovvero quella di un porto che si apre all’adriatico e al mediterraneo dove oltre alle merci e ai passeggeri viaggiano e si scambiano esperienze di vita, culture, arti e linguaggi e questo continua a essere. Essendo un festival che vive di contributi pubblici a seconda della sensibilità degli amministratori verso i temi trattati che riguardano il nostro mare e il nostro territorio riusciamo a calibrare un programma più o meno attrattivo in termini di grandi nomi e di quantità di eventi, ma cerchiamo comunque di mantenere sempre un livello qualitativo innovativo e non banale”.

Docente da lungo tempo della cattedra di chitarra al Conservatorio di Pesaro, trova il tempo di dedicarsi ai suoi allievi : come docente, quale è il rapporto con i giovani che desiderano intraprendere un percorso artistico e in lei vedono un modello di riferimento?

I conservatori così come le accademie di belle arti sono delle oasi protette il cui unico obiettivo è insegnare arte e bellezza. E’ uno studio specifico che richiede una grande predisposizione di base alla quale va abbinato un lavoro rigoroso. Il docente di musica ha solo il compito di guidare e rendere consapevole l’allievo di ciò che in realtà lui già sa. Purtroppo questo sogno si infrange poi con la realtà e bisogna constatare una progressiva sfiducia dei giovani verso percorsi artistici e culturali soprattutto a livello universitario proprio perché ancora, paradossalmente in un paese come l’Italia, chi lavora nell’arte e nella cultura vive una costante precarietà e i giovani, anche se di talento, sono sempre meno stimolati a intraprendere studi in questo ambito.”

E’ tempo, per Giovanni Seneca, di ripartire e di continuare il viaggio musicale verso sempre nuove mete e nuove atmosfere. Noi lo aspettiamo qui, certi che saprà ancora sorprenderci e affascinarci.

Federica Zandri

Dentro la mostra Rinascimento marchigiano davanti ai due crocefissi lignei

Tra le opere della mostra Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma lungo i cammini della fede” in corso alla Mole, soffermiamoci sui dettagli dei meravigliosi crocefissi lignei con le parole di uno dei curatori, prof Stefano Papetti.

https://www.comuneancona.it/mostra-rinascimento-marchigiano-orari-biglietti-e-agevolazioni-per-la-promozione-del-territorio/utte le informazioni sulle opere, le agevolazioni e gli orari della mostra le trovate a https://www.comuneancona.it/mostra-rinascimento-marchigiano-orari-biglietti-e-agevolazioni-per-la-promozione-del-territorio/

Verso il festival della famiglia, ma sempre più nuclei di persone sole

Cresce il numero delle famiglie ma sono sempre più formate da un unico componente. E se oltre 22 mila sono composte da single, ce n’è una soltanto con 12 familiari. Due dati che rappresentano gli estremi dell’ “universo famiglia” anconetano dove sono in tutto 49.332 le famiglie residenti attualmente nel Comune di Ancona contro le 47.144 del 2019.

Il primato resta sempre quello dell’unico componente: i nuclei monoparentali nel 2025 sono 22.234 rispetto alle 19.338 nel 2019 (18.764 nel 2016).

Più o meno stabili quelle composte da due familiari che nel 2025 sono 12.757 contro le12.739 nel 2019.

In caduta libera anche le famiglie numerose. Per esempio quelle con 5 componenti raggiungono quota 1355 nel 2025 contro le 1.393 di cinque anni or sono; 367 (378 nel 2019) quelle con 6 componenti; 107 quelle da 7 componenti, 39 da 8 componenti; 7 da 9 componenti e 5 in tutto quelle che hanno da 10 componenti in su.

A questo composito “universo famiglia” parla il festival che prende avvio il 15 maggio con la sua seconda edizione, quest’anno di quattro giorni.

Il Festival della Famiglia, in programma dal 15 (Giornata internazionale della famiglia) al 18 maggio in diversi luoghi della città e con il coinvolgimento di istituzioni e di associazioni del Terzo settore, ha come obiettivo una azione sinergica di sensibilizzazione sull’importanza della famiglia quale primo elemento fondante della società, spazio per la crescita emotiva ed affettiva, luogo di educazione, di cura e di condivisione.

Il Comune di Ancona, con l’Assessorato alla Famiglia, ha realizzato un ricco programma di appuntamenti (in collaborazione con Associazione Essere Felici) che si apriranno alla Mole Vanvitelliana il 15 maggio con un incontro di studio e riflessione ed esibizione serale di giovani band, per poi trasferirsi nei giorni seguenti, dal 16 al 18 maggio al Parco della Cittadella dove si terranno eventi di vario genere. La Regione Marche, l’Assemblea legislativa delle Marche ed il Garante regionale dei diritti della persona hanno dato il loro patrocinio.

Il 15 Maggio alla Mole Vanvitelliana con due appuntamenti: alla Sala Boxe alle ore 17.45 apertura del Festival con il Convegno “Connessi ma soli? Le famiglie di fronte alle sfide dell’Era Digitale” tenuto dal dottor Lorenzo Lattanzi, maestro di Scuola Primaria, Presidente regionale dell’Associazione Cittadini Mediali (AIART) e il dottor Matteo Papantuono Psicologo-Psicoterapeuta, Ricercatore e Formatore.

Alle ore 20.30 all’Auditorium Concerto di Giovani Band insieme all’Associazione Anspi Zona Musica con i gruppi di musica d’insieme nati all’interno dell’Associazione, tre band di età differenti ed un ensemble di sax, con giovani e affiatati musicisti. Presente il Chiosco da Baccà.

Nei giorni 16,17,18 Maggio il Festival proseguirà al Parco della Cittadella che resterà aperto al pubblico con una serie di spazi ludici, sportivi, danza e creatività.

Laboratori e intrattenimenti con diverse realtà quali Associazioni, Onlus, Ludoteche, Parrocchie, gruppi di animazione, palestre e club di Ancona. Tutto il Parco sarà riempito di momenti divertenti e interessanti per bambini e famiglie.

Si incontreranno le Associazioni con i loro progetti, come la Fondazione Salesi, La Strada di Erm, Le Patronesse, l’Unicef, la UISP, l’Oasi di Paradiso e tante altre; venerdì 16 maggio sarà presente anche il Mago Baldo con il suo spettacolo e la magia delle bolle, i giochi, e tanti momenti divertenti.

Sabato 17 maggio dalle ore 19.00 sarà già presente il Punto di Ristoro in attesa dell’inizio del Concerto alle ore 20.30 con i “CARTOONICI”, band veronese che propone un repertorio tratto dalle più famose sigle dei Cartoni Animati per tutti i bambini e non solo.

E per concludere in bellezza, Domenica 18 Maggio dalle ore 16.00 il Parco prenderà vita un’atmosfera, per questa edizione, tutta Napoleonica, insieme all’Associazione Quam Pulchra Es e all’Accademia di Oplologia e Militaria con le Passeggiate Storiche, la Rievocazione e i giochi di un’epoca passata. Anche per domenica sarà presente il Punto di Ristoro.

“Il Festival si tiene in concomitanza con la GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA FAMIGLIA proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e indetta per il 15 maggio – afferma l’Assessore Orlanda Latini – e questa seconda edizione vuole essere ancora più incisiva e raggiungere un pubblico sempre più ampio. Ringrazio tutte le associazioni che hanno risposto con entusiasmo all’invito di partecipare e ringrazio tutte le realtà del territorio che si sono rese disponibili a sostenere l’iniziativa”.

Ad Ancona le famiglie sono 49.332 delle quali 22.234 di un unico componente, 12.757 con due componenti; 7.432 con tre componenti, 5.029 con 4 componenti e le restanti con più di 5 componenti.

Con la ferma volontà di tradurre in azioni concrete le indicazioni ONU e le linee costituzionali, al fine di valorizzazione pienamente l’istituto della famiglia, l’Amministrazione comunale, attraverso l’assessorato competente, da tempo ha sviluppato una serie di attività per sostenere le famiglie come l’erogazione di contributi a sostegno del pagamento delle utenze per le famiglie in difficoltà, l’erogazione di contributi per le locazioni, bandi speciali per assegnazione di alloggi a giovani under 35 e contributo per i nuovi nati.

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL NEL DETTAGLIO:

Giovedì 15 Maggio Mole Vanvitelliana

  • Ore 17.45 Sala Boxe, Convegno “Connessi, ma soli? La famiglia di fronte alle sfide dell’Era Digitale”
  • Ore 20.30 Auditorium, Concerto Giovani Band di Zona Musica

Venerdì 16 Maggio Parco della Cittadella

  • Dalle ore 16.00 alle ore 19.00

Spazi Ludici

Spazi Sportivi

Animazione

Laboratori creativi e interattivi

  • Dalle ore 16.30 Magia e bolle con il Mago Baldo
  • Dale ore 18.00 Momenti Danza con il gruppo Witches Crew

Sabato 17 Maggio Parco della Cittadella

  • Dalle ore 16.00 alle ore 19.00

Spazi Ludici

Spazi Sportivi

Laboratori creativi e interattivi insieme

Spazio Zona Musica con il Concerto Animato e Laboratorio tutto dedicato al Cantautorato: “Ti racconto una canzone”

Musica con Terza Via

Le Patronesse con la Pasquella

  • Dalle ore 20.30 alle ore 22.00 i CARTOONICI in concerto

Punto Ristoro Esterno con Morbido e Croccante

Domenica 18 Maggio Parco della Cittadella

  • Dalle ore 16.00 alle ore 18.00

Insieme all’Accademia di Oplologia e all’Associazione Quan Pulchra Es il Parco si trasformerà in un autentico palcoscenico storico, grazie alla rievocazione multiepoca “Ancona e la sua storia”, rievocatori in ambientazioni storiche, riporteranno in vita i personaggi e gli episodi che hanno segnato la storia della città. Un viaggio in differenti epoche, dove cavalieri, dame, soldati e popolani guideranno il pubblico attraverso i secoli, raccontando non solo battaglie e conquiste, ma anche la vita quotidiana, gli usi e i costumi del tempo. Questa rievocazione storica non è solo uno spettacolo ma un vero e proprio ponte tra generazioni, un’occasione preziosa per far conoscere ai più giovani le radici della propria città in modo coinvolgente e partecipativo. Ogni passo nel parco sarà una scoperta; ogni volto, una storia da ascoltare.

Saranno presenti laboratori didattici, esibizioni e narrazioni, letture ad alta voce di fiabe, allestimenti con giochi d’epoca, accampamento e didattica militare, danze storiche, la moda del tempo, storie di miti ed eroine.

Punto Ristoro esterno con Morbido e Croccante. Alle ore 19.00 Corteo e presentazione dei gruppi rievocativi presenti quali: APS Quam Pulchra Es di Macerata, 8cento di Bologna, Ferreocore di Civitanova, Figuranti del Palio del Serafino di Sarnano, giocoliere “Paolo Jhonny Pierdicca”, Guaritrice e tarocchi Paola Tirabasso , Crux Dorica di Ancona , Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona, Tabularasa di Jesi, La guarnigione di Porto Nuovo, I Cavalleggeri di Tolentino 1815.

Le associazioni ed enti che saranno presenti al Festival:

A.S. Forum Marche con le Associazioni Acli, Moica, Aiart 

Il Professore Lorenzo Lattanzi (Presidente Aiart Marche)  

Associaziome Zona Musica 

Associazione Patronesse Salesi 

MetaCometa APS

Fondazione Salesi 

La Strada di Erm Associazione

Aria Onlus

Uisp

Oasi di Paradiso 

Associazione Vivere a colori 

Associazione Ragazzi oltre 

Associazione Babbagajo

Accademia di Oplologia e Militaria 

Associazione Quam Pulchra Es 

Associazione Essere Felici 

Associazione City Angels Ancona

Cooperativa il Piccolo Principe Onlus 

Associazione Movimento per la Vita 

Associazione Ecco tuo figlio

Dentro il Sorriso Onlus 

Unicef Ancona

Associazione Cresciamo 

Famiglie per l’accoglienza Aps 

Associazione Autonomia e’ vita

Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente 

Lega Italiana Fibrosi Cistica Marche Odv

Associazione l’Albero della Gentilezza 

Marche Teatro

Scuola di Inglese per bambini Kids & Us 

A.n.d.o.s Onlus

Associazione Terza Via 

A.S.D. Karate Ancona 

A.S.D Taekwondo Olympic Ancona 

C.A.B Stamura Basket

Scuola Danza del Ventre Zambramora 

Associazione Ariadicirco 

Associazione Metacometa 

Scuola di Danza Witches Crew 

Il Mago Baldo

 Cartoonici

Si ringraziano i fotografi che saranno presenti Francesco Crudele e Roberto Pierangeli, la Video Maker Nicoletta

I Cartoonici: band veronese che unisce l’esperienza di musicisti di talento e una passione comune, ovvero far rivivere le emozioni delle indimenticabili sigle dei cartoni animati che hanno segnato l’immaginario collettivo dagli anni ’80 fino ai giorni nostri. Il loro spettacolo è un vero e proprio viaggio musicale che attraversa epoche e generazioni, coinvolgendo il pubblico di ogni età in un’esperienza unica e coinvolgente. Con un perfetto equilibrio di nostalgia e freschezza, i Cartoonici sono in grado di catturare l’attenzione di chiunque, riportando in vita quei temi che hanno fatto sognare intere generazioni. Tra i brani: Tiger Man, Sampei, Lupin III, Kiss Me Licia, Dragon Ball, Pokémon e le mitiche melodie dei Robottoni giapponesi.

CONVEGNO 15 MAGGIO

“Connessi, ma soli? La famiglia di fronte alle sfide dell’Era Digitale” sarà questo il tema con cui il Forum delle Associazioni Familiari delle Marche, realtà che raccoglie ben 26 associazioni di volontariato, aprirà l’edizione 2025 del “Festivsl della Famiglia” promosso dall’Assessorato alla Famiglia del Comune di Ancona. In particolare sarà Aiart Marche (Associazione Cittadini Mediali odv) – aderente al Forum stesso e riconosciuta come ente formativo accreditato dal MIM – a condurre l’incontro-dibattito rivolto alle famiglie e a quanti hanno a cuore l’educazione delle giovani generazioni. L’appuntamento è previsto alle ore 18.00 del 15 maggio presso la sala Boxe della Mole Vanvitelliana.

Relatori saranno:

– dottor Lorenzo Lattanzi, maestro di Scuola Primaria, che ha ricevuto dall’associazione Media Education (MED) il premio nazionale Giannatelli come migliore tesi di dottorato sull’educazione mediale, Presidente Regionale e Vicepresidente Nazionale dell’Associazione Cittadini Mediali (AIART), autore di testi e articoli scientifici e divulgativi, relatore in numerosi convegni e incontri formativi.

– dottor Matteo Papantuono, Psicologo-Psicoterapeuta, Ricercatore e Formatore.

Dirige la sede italiana di TheOCDClinic (Centro Clinico e di Ricerca, operante a livello internazionale, per la cura dei DOC e delle Dipendenze con e senza sostanze).

Specializzato presso la Scuola di Terapia Breve Strategica di Arezzo e all’Università di Firenze per la Cura e Formazione di bambini e adolescenti difficili.

Docente di Scienze Umane e già docente a contratto al Dublin City University e all’Università di Macerata. Autore di numerosi articoli scientifici e testi divulgativi, tra i quali “Le nuove dipendenze”, vincitore del premio nazionale Zanibelli.

L’agricoltura sociale fa bene alla salute mentale

Il lavoro nel verde, la migliore delle terapie. Sono alle prese con piante officinali e siepi e -in futuro- vitigni e piante di ulivo, i ragazzi della Casa Rossa, struttura assistenziale-riabilitativa immersa nelle colline alle spalle dell’ex Crass, grazie al progetto di agricoltura sociale “Seminare benessere” che mette d’accordo tutti, istituzioni e associazioni dei familiari. Sotto la guida dello staff della Facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche, diretto dal prof. Nunzio Isidoro, Direttore della Azienda Agraria Didattica “P. Rosati”, gli ospiti della struttura hanno messo a dimora nei giorni scorsi le prime piante officinali donate dal Comune di Ancona, assessorato alle Politiche sociali e Sanità- grazie ad un finanziamento della Regione Marche. Il progetto – che ha ricevuto il pieno appoggio dall’Azienda Sanitaria territoriale di Ancona- riguarda il recupero di una vasta porzione di terreno (quasi 8 ettari con vigneti e uliveti un tempo fiorenti) nell’area della casa all’ex manicomio da convertire in una vera e propria azienda agricola e sociale. “Per iniziare- hanno detto i tecnici della Facoltà- stiamo ripristinando il viale di accesso che era stato completamente abbandonato e riqualificando il piccolo vigneto che accompagna il viale e, inoltre, due filari di ulivi da rivitalizzare. Stiamo inoltre mettendo nel terreno piante officinali -e non- della macchia mediterranea”. “Seminare benessere” prende le mosse da un protocollo d’intesa tra il Comune di Ancona, l’AST di Ancona e l’Università Politecnica delle Marche e costituisce un approccio innovativo che unisce l’attività agricola a quella sociale e costituisce un eccezionale contesto terapeutico e riabilitativo per persone con diverse fragilità.

Attraverso l’agricoltura sociale, settore in costante crescita in Italia- sottolineano gli esperti- le persone sviluppano competenze, ritrovano un senso di utilità e si integrano nella comunità, favorendo così un processo di recupero e reinserimento sociale. È un approccio che valorizza le risorse individuali e promuove uno stile di vita più sano e sostenibile.

INTERVISTA PROF. NUNZIO ISIDORO – Facoltà di Agraria- UNIVPM

 La Casa Rossa – riaperta dopo lavori di ristrutturazione nel giugno 2024- è una struttura funzionale dove i pazienti sono seguiti passo passo nel loro percorso di terapia. Conta  15  posti letto e il personale è costituito da infermieri, OSS, educatori, specialisti e personale  adeguato. Il servizio fornisce assistenza riabilitativa agli ospiti ed è attivo h24 sette giorni su sette. Il suo obiettivo principale è quello di costruire intorno ad essa tutti quei progetti di integrazione socio sanitaria che permetteranno di dare le risposte adeguate a chi ne ha bisogno ed alle loro famiglie.

Federica Zandri

IL PERSONAGGIO: “Se Ancona fosse un gelato, saprebbe di miele e crema al Varnelli”

La guida Gelaterie d’Italia 2025 del Gambero Rosso l’ha indicata come gelatiera emergente di quest’anno. Si chiama Maria Teresa Di Fraia, viene da Pozzuoli, ma vive e lavora ad Ancona, la città che ha scelto soprattutto per amore del Passetto e della sua scalinata che in un attimo ti trasporta dalla città al mare. Dopo il prestigioso riconoscimento, ricevuto qualche mese fa, abbiamo chiesto a Maria Teresa di raccontarci il suo percorso, di lavoro, ma anche di vita.

Perché i suoi gelati sono “radicali”? Il termine radicali deve far pensare proprio alle radici, siano esse quelle che affondano in un certo territorio o quelle che stanno alla base dell’idea che si ha di qualcosa. In sostanza, i miei gelati sono radicali sia perché le materie prime che trasformiamo in gelato vengono cercate localmente, sia perché le ricette nascono da un lavoro di ricerca su misura per ogni gusto, senza l’uso né di preparati né di formule prestabilite.
Un gelato radicale, quindi, è il frutto di un processo che trova la sua spontaneità nel limitarsi il più possibile a ciò che ha da offrire il territorio e la stagionalità, e che si apre alle infinite strade offerte dalla libertà del lavoro artigianale: quando si parte dalla radice, le possibilità sono infinite.

Qual è la storia che l’ha portata fino a qui? Prima delle esperienze universitarie e lavorative, ciò che mi ha portata a fare questo mestiere è stata fin dall’infanzia un’educazione al cibo come luogo di cura per sé stessi e per gli altri.
Non ho potuto fare a meno di assorbire dai miei familiari, tutti appassionati di cucina, un rapporto attivo e positivo con il cibo: la cucina come mezzo per esprimere amore, premura e per ritrovare un senso di appartenenza alla propria storia, sia familiare che cittadina.
Iscrivendomi alla triennale in Scienze Gastronomiche all’Università di Parma, ho ritrovato nello studio questo approccio al cibo come momento culturale e finestra sul mondo esteriore e interiore.
Da lì, varie esperienze mi hanno avvicinata al gelato, alimento simbolo che ho adottato come mezzo attraverso cui manifestare tutto ciò che ho appreso intorno al cibo.

Maria Teresa Di Fraia è una gelatiera emergente per la guida Gelaterie d’Italia 2025 del Gambero Rosso. Che cosa significa per lei questo riconoscimento? Prima di tutto, mi ha regalato una sferzata di fiducia. Da quando ho aperto Gelati Radicali non ho investito molto in pubblicità e promozione; essere notata e insignita di questo premio, nonostante io mantenga un profilo basso, ha significato per me che in fondo sto lavorando bene, che il mio modo di essere artigiana arriva e viene riconosciuto. Non meno importante, poi, è stato il riconoscimento ricevuto ogni giorno in gelateria dopo la premiazione: è stato emozionante sentire i tanti clienti affezionati che, esprimendomi le loro congratulazioni, mi hanno mostrato il loro sincero orgoglio.

Perché ha scelto Ancona? Quando ho deciso di rimanere ad Ancona non avevo assolutamente in mente l’idea di aprire la gelateria; la scelta di rimanere è stata dettata da una personale decisione di vita, non da una valutazione di mercato. Ero arrivata qui per una breve esperienza lavorativa e sarei dovuta ripartire dopo pochi mesi, ma la decisione di restare (almeno un altro po’…) è arrivata molto presto e in un momento ben preciso: la prima volta che sono scesa al Passetto.
Vengo da Napoli, città il cui volto è stato trasformato negli ultimi anni da un turismo di massa gestito male e che giova solo agli interessi di pochi. Tra affollamento e carenza di mezzi pubblici, andare al mare può diventare un’impresa. La prima cosa che di Ancona mi ha colpita è stata proprio la facilità con cui, dal centro urbano, si può raggiungere il mare. Spero che questo non cambi e che, anzi, le spiagge diventino ancora più accessibili.

Che città vede dal suo laboratorio/negozio? In Corso Amendola vado dal calzolaio a far riparare le scarpe, vado a tagliarmi i capelli dal parrucchiere di cui ormai mi fido ciecamente, faccio sistemare gli abiti in sartoria, posso scambiare due parole con chi mi prepara un caffè o un cocktail… Si tratta di esercizi commerciali che offrono una selezione di servizi molto variegata, ma sono prima di tutto attività in cui resiste il fattore umano, sia nella relazione con il cliente sia nell’impronta unica e personale che ogni titolare dà al proprio negozio. Inoltre, la resistenza sul territorio di artigiani come sarti e calzolai permette di mettere in pratica abitudini sostenibili come la riparazione e il riuso. Io vedo una città che ha ancora l’opportunità di scegliere di privilegiare e salvaguardare questo tipo di piccolo commercio locale, piuttosto che cedere alle lusinghe delle multinazionali.

Cos’è il gelato per una città italiana? E per Ancona e gli anconetani? Mi sono appassionata al mio mestiere girando tutta l’Italia per gelaterie: negli ultimi dieci anni sono nate moltissime gelaterie autenticamente artigianali, i cui gusti spesso diventano un’occasione per scoprire le specialità e i produttori locali.
In questo senso, in Italia non solo la ristorazione, ma anche il gelato è diventato un mezzo per conoscere meglio la propria città e il territorio circostante.
Un tema che però divide un po’ il nostro Paese è quello del mangiare il gelato in inverno, abitudine comune al Sud anche quando fa freddo.
Molti anconetani sono consumatori prettamente estivi di gelato, ma ci sto lavorando…

C’è un gusto preferito dai suoi clienti? Da noi i gusti variano spesso a rotazione, e ce ne sono alcuni che quindi mi vengono richiesti spesso quando non sono disponibili. Mi viene in mente il gusto robiola e visciole, ma anche il sorbetto di fichi di Offagna che purtroppo abbiamo avuto solo nel 2022 e manca da allora per via delle estati troppo aride. Al momento è appena tornato il gelato di ricotta di pecora di Montegranaro e limone bruciato, che piace tantissimo.

Se Ancona fosse uno dei suoi gusti di gelato, che gusto sarebbe? Sicuramente un gusto a cui non interessa necessariamente apparire ma che è molto di sostanza: la crema radicale con uova biologiche, miele del Conero e Varnelli.

La sua filosofia di gelato è anche una filosofia di vita e di lavoro? Direi di sì: in generale mi impegno al massimo per dare un’impronta molto personale a ciò che faccio, cerco di trarre il meglio da ciò che ho intorno e do molta importanza ai rapporti umani, dai fornitori, ai clienti, a chi lavora con me. Privilegio l’autenticità al risultato e la qualità alla quantità.

Se dovesse fare un augurio a questo mondo inventando un nuovo gusto di gelato, che gusto sarebbe? E come si chiamerebbe? Un gelato che plachi il bisogno continuo di novità e complicazioni. Non inventerei un nuovo gusto: farei per tutti un gelato al limone. Senza sofisticazioni, per ricordarci di apprezzare anche un piacere semplice. Il mio augurio è proprio questo.

Margherita Rinaldi

Il Festival del Pensiero plurale indaga l’Alterità

“Un festival culturale intitolato all’“Alterità”, all’insegna della contaminazione, un progetto  che interessa e coinvolge tutta la città e una pluralità di filoni, di realtà, di luoghi.   Temi legati alla riflessione, alla conoscenza, alla formazione, al sociale, alla spiritualità, alla cultura di genere e molto altro ”: è questa la “filosofia” della nuova edizione del  Festival del Pensiero Plurale al via il 30 aprile al Teatro Sperimentale.   Un progetto  condiviso con quattro assessorati comunali:   Cultura,  Politiche Educative, Politiche sociali e Pari Opportunità,  che nella sua impostazione trasversale, complementare e pluralistica, tocca i centri della cultura e della formazione del capoluogo.  A pochi giorni dall’inaugurazione della Mostra “Rinascimento marchigiano” alla Mole (una delle tante sedi che ospiteranno la rassegna filosofica)  il festival inizia il suo percorso ancora una volta a teatro  con “Le Parole delle Filosofia, incontri con i filosofi”, rassegna  avviata 28 anni fa da una intuizione  del prof Giancarlo Galeazzi e poi cresciuta nel tempo con l’inserimento di ulteriori  iniziative spalmante durante l’arco dell’anno. Dal 2022 la direzione artistica è curata dal prof. Antonio Luccarini in collaborazione con Francesca Di Giorgio, storica assistente del prof. Galeazzi.   “Ciò che caratterizza questo Festival – spiega il prof. Luccarini, citando più volte il suo predecessore–  è una peculiarità, che era già presente fin dall’inizio e che si è andata accentuando nel tempo, vale a dire l’intenzione di promuovere un rapporto vivo tra il Festival e la Città nella convinzione che la manifestazione non deve essere riservata ad alcune categorie di persone (docenti e studenti) ma deve essere aperta a tutti.  Non si esagera se si afferma che il Festival del Pensiero Plurale – uno dei primi Festival filosofici in Italia, il primo nelle Marche- costituisce una bella modalità di crescita culturale della Città, in quanto sa coniugare insieme plurale e criticità che, in qualche modo, fanno parte del dna di Ancona”.  

Perché questo tema affascinante?  La tematica dell’alterità ha percorso l’intero corso della speculazione della civiltà occidentale sin dagli inizi ed è stata considerata, sempre, problematica eminente nei percorsi filosofici dei più grandi maestri del pensiero, ma mai, come nel nostro nebbioso presente, essa aveva assunto i tratti di una questione così tragicamente decisiva e ineludibile.  La comunicazione digitale mette in rete e contemporaneamente isola chi la pratica. Si annullano distanze senza generare vere e concrete vicinanze, per cui non si stabiliscono relazioni vere ma solo connessioni virtuali. Viene annullata, per meglio dire, viene espulsa, la funzione sociale del “prossimo”. È soltanto dall’ascolto che possono nascere le relazioni autentiche tra gli uomini. Ognuno, apparentemente in connessione con tutti, finisce così oggettivamente per essere solo con se stesso. Problematica centrale e ineludibile del nostro vivere così il tema dell’ALTRO è divenuto l’oggetto della riflessione della ventottesima edizione del “Festival del Pensiero Plurale – le Parole della Filosofia”.

Il programma della rassegna di questa edizione  2025 prevede una serie di incontri con le voci di importanti figure del pensiero italiano contemporaneo come Carlo Galli (da programmare), Paolo Ercolani, Diego Fusaro, Peter Kammerer, Oscar di Montigny con la voce di Chiara Baschetti e Ivano Dionigi. Ci saranno appuntamenti de “La Biblioteca filosofica”, torna il “Debate filosofico” e troverà spazio una mostra fotografica a Spazio presnete dal 2 al 4 giugno dedicata sempre all’Alterità.

Si inizia con la conferenza di Paolo Ercolani dell’Università di Urbino al TEATRO SPERIMENTALE Mercoledì 30 Aprile alle 21 su  Intelligenza artificiale: umanità aumentata o altro dall’umano?

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti con obbligo di prenotazione su eventbrite. Per tutte le informazioni e il programma intero CLICCA QUI

Parte il viaggio di Popsophia nel mistero e nell’intangibile

Cosa hanno in comune la filosofia antica, la magia dei tarocchi, l’alchimia, i social network e la musica di Franco Battiato? La risposta è Popsophia, il festival nazionale della pop filosofia che torna ad Ancona con un’edizione ricca di suggestioni e sorprese. Dall’8 all’11 maggio, il Teatro delle Muse diventa il centro di un viaggio affascinante tra incanto e pensiero, tra cultura alta e immaginario pop, con il tema 2025: “Abracadabra”.

Ancona torna quindi a essere capitale del pensiero contemporaneo, accogliendo un evento che unisce riflessione e intrattenimento, linguaggi colti e pop, con un forte coinvolgimento delle realtà culturali locali.

Il conto alla rovescia è iniziato: sul sito ufficiale del festival popsophia.com è attiva da oggi la piattaforma per registrarsi e garantirsi un posto sia agli incontri pomeridiani – che si svolgeranno al Ridotto del Teatro delle Muse – sia ai philoshow serali, ospitati nella sala principale. La nuova location prestigiosa è più capiente rispetto alla Mole e permetterà quest’anno di aprire le porte a un numero ancora maggiore di spettatori.

Sono tre le produzioni originali che Popsophia presenta ad Ancona: tre spettacoli, tre mondi, un unico filo conduttore: il pensiero filosofico che si riversa nella musica, nel cinema e nella letteratura contemporanea. Attraverso tre angolazioni differenti: la musica esoterica di Franco Battiato, il pensiero magico e inquieto di registi come Fellini, Sorrentino e David Lynch e la letteratura fantasy e la magia in serie tv e film, Popsophia intende percorrere un viaggio nel mistero e nell’intangibile.

Si comincia venerdì 9 maggio con “Un centro di gravità permanente. La musica esoterica di Battiato”, uno spettacolo che rende omaggio al genio di Franco Battiato, artista inclassificabile, mistico e pop allo stesso tempo. Tanta spiritualità era presente nei suoi testi, elaborati con filosofi veri e propri come Mauro Sgalambro che firmò anche quello forse più noto “La cura”, fino a George Gurdjieff che posò l’esoterismo sulla infinita voglia di creare di Battiato. Lo spettacolo, ideato da Lucrezia Ercoli con la regia di Riccardo Minnucci, vede la partecipazione di Carlo Massarini, che esplorerà i testi più densi e visionari del cantautore siciliano, accompagnato dalle esecuzioni live della band Factory e dalle coreografie della compagnia di danza EAD Company Concept, novità del festival, che renderà ancora più suggestiva la performance sul palco con un corpo di ballo composto da 6 ballerini e ballerine che danzerà con coreografie inedite sui brani in scaletta eseguiti dalla band.

Sabato 10 maggio spazio al cinema con “Realismo magico. Il cinema visionario da Fellini a Lynch”, un viaggio tra sogno e realtà, da e Amarcord a Twin Peaks e Blue Velvet, passando per La grande bellezza. Guidati da Lucrezia Ercoli e Gennaro Carillo, con le musiche di Rota, Piovani e Badalamenti, i video montaggi di Riccardo Minnucci, le coreografie ideate da Letizia Francioni e le riflessioni che intrecciano Vico e il pensiero magico, il pubblico sarà immerso in un’esperienza filosofica al confine tra immaginazione e verità.

Domenica 11 maggio chiude la trilogia ed il festival “Incanti e incantesimi. Dal Signore degli Anelli a Harry Potter”, un omaggio alle grandi saghe fantasy che hanno riscritto l’immaginario contemporaneo. Tra draghi mostruosi, formule magiche e paesaggi fantastici, Popsophia porterà sul palco un viaggio tra letteratura e cinema accompagnato da Licia Troisi, astrofisica e autrice fantasy, e dal filosofo Simone Regazzoni, per riflettere sul potere e sul significato della magia e della parola. La band Factory eseguirà brani magici come Rains of Castamere da Trono di Spade o Defying Gravity tratta da Wicked. 

Protagonisti dei pomeriggi invece saranno autori, scrittori e pensatori: arriveranno giovedì 8 maggio Emanuele Trevi, Massimo Donà, Guerino Nuccio Bovalino, Andrea Socrati, Ivan Talarico. Venerdì 9 maggio il tema sono i misteri dell’Italia con Annalisa Di Nuzzo, Giulia Ciarapica e Marco Rocchi. Sabato 10 maggio la tecnologia è protagonista con Vincenzo Valentino Susca, Valentina Tanni e Davide Sisto. Domenica 11 maggio chiusura con Melissa Panarello, Matteo Trevisani e Giorgiomaria Cornelio.

Ma una larga parte del programma è dedicato all’arte, visioni oltre il reale tra sperimentazione digitale, performance e video installazione e riscoperta di opere straordinarie di artisti del passato e contemporanei. Una sinergia che lega vari luoghi ed istituzioni della città: dal teatro delle Muse alla Pinacoteca civica fino al museo Omero, Popsophia ricuce, attraverso nuovi linguaggi e simbologie una proposta artistica ricca di visioni e percorsi immersivi che trasformano lo spettatore in esploratore.

Per info e prenotazioni www.popsophia.com

Laura Boccanera – Responsabile Comunicazione Popsophia

Marche Teatro lancia la stagione di Prosa e Danza dedicata al Novecento

E la nuova Compagnia Giovani

Una presentazione mai vista, di grande effetto, allargata per la prima volta al pubblico, quella portata sul palco delle Muse da Marche Teatro il 7 aprile per annunciare la prossima Stagione di Prosa e Danza. La prima del nuovo direttore Giuseppe Dipasquale che ha voluto fare le cose in grande portando con sé sulla scena, oltre alle Autorità -il Sindaco e gli assessori alla Cultura del Comune, Marta Paraventi, e della Regione, Chiara Biondi- e al Presidente di Marche Teatro, Valerio Vico- due protagonisti del mondo dello spettacolo che potremo rivedere da vicino nei prossimi mesi, gli attori Edoardo Siravo e Alessio Vassallo. Uno dei più grandi attori teatrali in Italia, interprete del lavoro di Camilleri, “Il birraio di Preston” che apre la stagione, il primo, e attore in costante ascesa, interprete cine-televisivo-teatrale (lo si ricorda ne “Il giovane Montalbano”) che ritroveremo nel “Male Oscuro” ad aprile 2026, il secondo. Un fiume in piena, Dipasquale nel dipingere la sua visione del teatro, il luogo “disperatamente umano”, dove “le emozioni si ricreano” dove è possibile trasmettere il messaggio che “il dolore fa male, sì, ma fa parte della vita”. E per fare fluire le emozioni, per farci sentire tutti partecipi del bene e del male, il teatro si deve allargare a tutti, “non deve essere elitario ma collettivo. Culturale e popolare insieme.” “Comprensibile, sì, in assoluto, a chiunque”. Ed ecco la prima novità: un progetto editoriale di durata triennale “che determini una visione”, con stagioni a tema. La prossima sarà dedicata al Novecento e al tema della Memoria e si intitolerà 900venticinque volte d’annate ricorrenze. Il mistero del numero 25 lo aveva svelato qualche minuto prima il Sindaco Daniele Silvetti ricordando, nel suo saluto augurale per questa nuova avventura artistica, che nel 2027 si celebreranno i 25 anni del rinato Teatro delle Muse e i 200 dalla sua fondazione. A segnare il punto sul Novecento- spiega DIpasquale- sono sei grandi autori italiani, due dei quali in esclusiva: Andrea Camilleri, che segna perfettamente il ’25 con il suo Centenario dalla nascita; Giuseppe Berto, che produce il suo più importante romanzo a metà del Novecento; Luigi Pirandello, il più grande drammaturgo del Novecento, Eduardo De Filippo, che nasce proprio all’inizio del secolo (maggio del 1900); ad Italo Calvino di cui ricorre il quarantesimo dalla morte e il sessantesimo dalla pubblicazione delle Cosmicomiche; ed infine Dacia Maraini scrittrice della generazione degli anni ’30 del Novecento, tra le più importanti italiane viventi. D’annate ricorrenze, dunque. Entrando nei dettagli dei singoli spettacoli snocciola altre novità: la creazione di una Compagnia dei Giovani formata da attrici e attori professionisti, una Compagnia dove “formazione, ricerca e conservazione della tradizione, reclutamento di nuovi talenti e valorizzazione e affinamento di quelli in crescita contribuiscano a rendere salda e sempre innovativa la rotta maestra di MARCHE TEATRO.” E poi, una quinta replica, anzi meglio una anteprima, il mercoledì sera, per ogni rappresentazione, per un totale di sessanta serate di spettacolo da novembre 2025 ad aprile 2026 tra prosa, danza, musical e risate. Quattro dei titoli proposti sono prodotti da Marche Teatro.

Ma entriamo nei dettagli: Il cartellone si apre dal 5 al 9 novembre con una produzione di Marche Teatro Il birraio di Preston di Andrea Camilleri, di cui ricorre quest’anno il centenario dalla nascita. Con la riduzione teatrale dello stesso Camilleri e di Giuseppe Dipasquale che ne cura anche la regia vede in scena una compagnia di eccellenti attori, tutti impegnati in più ruoli, in un turbillon di personaggi pieni di ironia che ci faranno ridere e riflettere tra i quali spiccano: Edoardo Siravo, Federica De Benedittis, Mimmo Mignemi. A Vigata, nel 1874, il prefetto impone per la riapertura del teatro della città l’opera Il birraio di Preston di Luigi Ricci, scatenando la rivolta dei cittadini. La serata inaugurale del teatro si trasforma in caos tra scontri, incendi e tensioni crescenti. Lo spettacolo è prodotto da Marche Teatro, Teatro Al Massimo di Palermo, Teatro di Roma.

Dal 19 al 23 novembre un’altra produzione di Marche Teatro sarà in scena alle Muse, La Tempestadi William Shakespeare con la regia di Alfredo Arias con tra gli altri, gli attori Graziano Piazza e Guia Ielo. Lo spettacolo è una produzione di Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, TPE, in collaborazione con Estate Teatrale Veronese. Prospero, duca di Milano, esiliato su un’isola con sua figlia Miranda, usa la magia e l’aiuto dello spirito Ariel per scatenare una tempesta e far naufragare i suoi nemici. Orchestrando inganni e rivelazioni, conduce i traditori alla resa e infine li perdona. L’isola diventa così il palcoscenico di un viaggio verso la redenzione.

Il cartellone prosegue dall’11 al 14 dicembre con La Vedova Scaltra di Carlo Goldoni, regia Giancarlo Marinelli con protagonisti Caterina Murino, Sergio Múñiz, Giulio Corso; la produzione è di Compagnia Moliere, Teatro Quirino Roma in coproduzione con Richard Caillar Prod, Fimalac Entertainment, Arts Live Entertaiment in collaborazione con Arteven. La vedova scaltra segna l’inizio della Riforma teatrale di Goldoni, passando dal teatro delle maschere a quello psicologico e moderno. Commedia brillante e precorritrice de La Locandiera, esplora l’emancipazione femminile attraverso intrighi amorosi e duelli. È il ritratto di una Venezia eterna e di un Goldoni innovatore.

Dal 22 al 25 gennaio sarà la volta diRiccardo IIIdi William Shakespeare. L’attrice Maria Paiato porta in scena Riccardo III del Bardo, interpretando il crudele usurpatore in un progetto voluto insieme al regista Andrea Chiodi. Lo spettacolo è prodotto da Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma. La tragedia racconta l’ascesa e la caduta del machiavellico duca di Gloucester, emblema del potere spietato. L’opera, scritta nel 1592, chiude la tetralogia minore drammatizzando il passaggio dai Plantageneti ai Tudor.

Dal 18 al 22 febbraio ancora una produzione in scena, Otello di William Shakespeare con la drammaturgia di Dacia Maraini, la regia è di Giorgio Pasotti anche in scena nel ruolo di Jago e con protagonista Giacomo Giorgio nei panni di Otello; lo spettacolo è prodotto da Teatro Stabile d’Abruzzo, Marche Teatro, Stefano Francioni Produzioni, Virginy L’isola trovata. Otello uccide Desdemona per gelosia e poi si toglie la vita, rendendo la tragedia di Shakespeare drammaticamente attuale. Giorgio Pasotti riflette su come il testo parli ancora alle giovani coscienze, denunciando la violenza di genere e l’illusione del possesso. La drammaturgia di Dacia Maraini sottolinea l’urgenza di educare per prevenire tragedie simili.

Dal 26 febbraio al 1 marzo, Elena Russo Arman, Maria Caggianelli Villani, Enzo Curcurù, Cristian Giammarini sono i protagonisti de I corpi di Elizabeth, un’opera inedita in Italia dell’autrice britannica Ella Hickson, con la regia di Cristina Crippa e Elio De Capitani, la produzione è Teatro dell’Elfo, Teatro Stabile del Veneto con il contributo di Next – Laboratorio delle idee per la produzione e distribuzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo. La drammaturgia contemporanea in lingua inglese, è ormai da decenni per il Teatro dell’Elfo di Milano un territorio di folgoranti scoperte, una fonte d’ispirazione irrinunciabile per raccontare il nostro tempo. Il Teatro dell’Elfo porta in scena I corpi di Elizabeth, esplorando il potere e la sensualità di Elisabetta I.

Dall’ 11 al 15 marzo Luca De Fusco dirige il testo di Eduardo De Filippo Sabato, domenica e lunedì con una compagnia eccellente tra cui spiccano Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma. Lo spettacolo è una co produzione Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Biondo di Palermo. Il testo diEduardo racconta la crisi familiare di Peppino e Rosa Priore, esplosa durante un pranzo domenicale a causa della gelosia del marito. La commedia, tra momenti tragicomici e litigi corali, esplora le dinamiche familiari con profondità e ironia. Nel lunedì finale, il dialogo tra i coniugi riporta la serenità, offrendo un messaggio di speranza.

Dal 19 al 22 marzo Luca Marinelli è il protagonista de La cosmicomica vita di Qtratto da Italo Calvino, regia Luca Marinelli e Danilo Capezzani, la drammaturgia è di Vincenzo Manna, in scena con Marinelli una compagnia di eccellenti attori: Gabriele Portoghese, Valentina Bellè, Alissa Jung, Federico Brugnone, Gabian Jung, Gaia Rinaldi, la produzione Spoleto Festival dei Due Mondi, Fondazione Teatro della Toscana, Società per Attori. Il testo è l’adattamento teatrale delle Cosmicomiche di Calvino. Luca Marinelli nel ruolo di Qfwfq, intreccia dodici racconti in una narrazione continua. Lo spettacolo alterna momenti narrativi e drammatici, restituendo lo spirito scientifico, culturale ed esperienziale dell’opera. La regia enfatizza la metamorfosi, rendendo la messa in scena dinamica e visionaria.

Dal 9 al 12 aprile l’attore Franco Branciaroli porta in scena con la regia di Paolo Valerio, Non si sa come di Luigi Pirandello, lo spettacolo è una co produzione di Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro de gli Incamminati, Centro Teatrale Bresciano. Il testoesplora l’inquietante dualità dell’animo umano. I personaggi, apparentemente raffinati, rivelano impulsi oscuri e incontrollabili, mettendo in discussione il concetto di colpa e autocontrollo. La regia arricchisce la pièce con elementi multimediali, amplificando il dramma psicologico.

Dal 15 al 19 aprile Alessio Vassallo è il protagonista de Il male oscuro di Giuseppe Berto con la regia di Giuseppe Dipasquale, lo spettacolo è una produzione di Marche Teatro con il Teatro Biondo Palermo, Teatro Stabile di Catania. Il romanzo pubblicato nel 1964 e divenuto un cult negli anni 60, è un romanzo autobiografico che esplora il malessere esistenziale e la depressione. Il protagonista, segnato dal senso di colpa per la morte del padre, si affida alla psicanalisi per affrontare il proprio tormento interiore. L’adattamento teatrale di Giuseppe Dipasquale, con protagonista Alessio Vassallo e la presenza nel cast di Ninni Bruschetta nel ruolo del Padre e dello psicanalista, restituisce la complessità e l’attualità di questa storia.

Gli appuntamenti con la danza partono venerdì 24 ottobre con, in esclusiva regionale, Cornelia Dance Companyche presentaGisellə, coreografia Nyko Piscopo, produzioneCornelia.“Gisellə” Ispirato al balletto romantico per antonomasia, Giselle, viene reinterpretato da Nyko Piscopo per esaltare il tema dell’Amore oltre il genere, il pregiudizio e l’inganno in un tempo attuale ancora stigmatizzato. Con le musiche create da Luca Canciello, i danzatori della compagnia Cornelia performano tra reale e virtuale un capolavoro intramontabile che trova una dimensione contemporanea attraverso la narrazione del corpo.

Sabato 15 novembre Compagnia Zappalà Danza & Munedaiko presentano Brother to Brother dall’Etna al Fuji con la regia e la coreografia di Roberto Zappalà e musica live di Munedaiko. Lo spettacolo è prodotto da Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza. La nuova creazione di Roberto Zappalà per il 2025 celebra il legame tra danza e musica attraverso l’incontro tra la Compagnia Zappalà Danza e i percussionisti Munedaiko. Ispirata ai vulcani Etna e Fuji, l’opera esplora il ritmo primordiale della natura e dell’umanità, alternando suono e silenzio in un flusso armonico.

Sabato 3 gennaio 2026 Aterballetto presenta Notte Morricone regia e coreografia Marcos Morau, musica Ennio Morricone, produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto. “Notte Morricone” è un tributo alla musica immortale di Ennio Morricone, che ha segnato generazioni e reso il cinema una sinfonia di emozioni. Lo spettacolo immagina una notte creativa in cui il compositore, tra ricordi e ispirazioni, dà vita a nuove melodie per film ancora inesistenti. La sua musica, indipendente dal cinema, continua a vivere, risuonando nei cuori e nei teatri di tutto il mondo.

Giovedì 23 aprile Ballet Opéra Grand Avignon presenta, in esclusiva regionale, Olympiade [trace] ideazione e regia Antonio De Rosa e Mattia Russo/KOR’SIA, lo spettacolo è prodotto da Opéra Grand Avignon in co realizzazione con Les Hivernales CDCN di Avignone. “Olympiade” esplora il rapporto tra tempo, spazio e identità attraverso la danza, utilizzando una pista di atletica come simbolo della condizione umana. La coreografia del duo Kor’sia per il Ballet de l’Opéra Grand Avignon fonde passato e presente in un movimento senza inizio né fine. L’opera invita il pubblico a riflettere su nuove possibilità di connessione e trasformazione collettiva.

Per gli appuntamenti fuori abbonamento si spazia dai musical ai comici al balletto classico.

Dal 18 al 21 dicembre 2025 (con doppia recita sabato 20 dicembre) un grande appuntamento, in esclusiva regionale, Anastasia il musical, libretto di Terrence Mcnally, musiche di Stephen Flaherty, testi di Lynn Ahrens con la regia di Federico Bellone. Il musical è prodotto da Broadway Italia, IMARTS. “Anastasia, il Musical” è il fenomeno teatrale dell’anno in Italia, con continui sold out nei principali teatri. Diretto da Federico Bellone, racconta il viaggio di Anya, una giovane senza memoria, alla ricerca della sua identità tra San Pietroburgo e Parigi. Tra amore, mistero e speranza, la storia si ispira alla leggenda della Granduchessa Anastasia, ultima erede dei Romanov.

Domenica 28 dicembre alle ore 18 Balletto di Milano presenta un nuovo allestimento de Lo Schiaccianoci, musiche di P. I. Tchaikovsky, liberamente ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann, coreografia di Federico Veratti, scenografia di Marco Pesta. L’esclusivo Schiaccianoci del Balletto di Milano, nell’unione tra classicità ed innovazione, non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza che incanta e trasporta in un’epoca di raffinata eleganza. La fusione tra l’estetica rétro dell’Art Déco e la magia della tradizione natalizia per soddisfare gli occhi, il cuore e l’anima di ogni spettatore.

Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026 arriva ad Ancona, un’altra esclusiva regionale, il musical Cantando sotto la pioggia, regia e coreografie Luciano Cannito, libretto Betty Comden, Adolf Green, testi Arthur Freed, musica Nacio Herb Brown. Un viaggio indimenticabile tra le melodie e le coreografie del classico hollywoodiano. Cantando sotto la pioggia – Singin’ in the rain, uno dei più famosi musical della storia del cinema. Tratto dal film del 1952, questo spettacolo è una celebrazione della magia del cinema muto e della musica di Hollywood. Lo spettacolo combina la magia del cinema e la musica per creare un’esperienza indimenticabile per il pubblico.

Domenica 8 marzo alle ore 18 il Balletto di Milano propone Carmen, balletto su musiche di Georges Bizet, coreografie di Agnese Omodei SalèFederico Veratti. La Carmen del Balletto di Milano è una delle produzioni più attese della stagione, con scene e costumi raffinati. La storia della passionale e ribelle Carmen si intreccia con la figura ineluttabile del Destino, che guida ogni suo passo fino alla tragica fine. Coreografie coinvolgenti e le celebri musiche di Bizet rendono unica questa versione firmata da Marco Pesta.

Venerdì 27 marzo l’attore e comico Max Giusti porta in scena Bollicine scritto dallo stesso Max Giusti con Giuliano Rinaldi e Marco Terenzi, regia è curata dallo stesso Giusti, la produzione è di LEA Productions. L’artista torna sul palco con uno show ironico e sincero, tra confessioni inedite e momenti di festa. In un’atmosfera frizzante, condivide pensieri senza filtri, svelando verità che non direbbe nemmeno al suo migliore amico. Non mancano le sue celebri imitazioni, tra cui Aurelio De Laurentiis e Alessandro Borghese.

Federica Zandri (con Marche Teatro)

INFO:  www.marcheteatro.it