Autunno ricco di eventi sportivi in città dopo il successo della festa dello Sport dello scorso settembre
Continue readingCrisi abitativa, due regolamenti per emergenze alloggi e cohousing
Due regolamenti per definire l’utilizzo degli spazi in caso di cohousing o accesso alle abitazioni di emergenza. Il Consiglio comunale ha approvato i due nuovi strumenti, messi a punto dall’Assessorato ai Servizi Sociali, con l’obiettivo di fornire un servizio sempre più puntuale ed efficace riguardo all’accesso o utilizzo degli alloggi.
La crisi abitativa
Un numero sempre crescente di persone è oggi direttamente interessato dal problema della casa che per molti assume i contorni di una vera e propria emergenza. Per rispondere alla crescente domanda sono state rafforzate le azioni dell’Amministrazione comunale attraverso l’utilizzo di alloggi del patrimonio comunale destinati a progetti di coabitazione/co-housing, la rete degli alloggi di emergenza sociale, le riserve di alloggi di edilizia residenziale pubblica e i bandi speciali. Negli ultimi anni è tra l’altro aumentato il numero degli sfratti per morosità e spesso il mercato immobiliare non offre risposte adeguate ai cittadini che vivono situazioni di forte isolamento e disagio familiare, economico, sociale o sanitario.
E’ emergente un nuovo target di soggetti che non trovano risposta ai loro problemi abitativi né attraverso il mercato alloggiativo, né attraverso l’intervento pubblico in quanto non rientrano nelle graduatorie di edilizia residenziale pubblica: si tratta, in particolare, di pensionati, giovani coppie, soggetti vulnerabili, famiglie monoreddito provenienti in parte da nuove marginalità e in parte dal processo di scomposizione dei nuclei familiari. Aumentano così le domande per alloggi di emergenza sociale per coloro che son soggetti al rischio di nuove emarginazioni. Nasce da questo quadro il nuovo regolamento sugli alloggi di emergenza sociale, che modifica il precedente, approvato nel 2019.
“Il regolamento per l’assegnazione degli alloggi d’emergenza è stato rivisto alla luce della normativa regionale – afferma l’assessore ai Servizi Sociali Manuela Caucci – , affinché l’uso delle risorse abitative sia temporaneo, mirato e funzionale alla costruzione di soluzioni stabili. Abbiamo rafforzato il ruolo centrale del Servizio Sociale nel guidare i percorsi individualizzati e nel monitorare gli obiettivi, per garantire che ogni assegnazione rappresenti davvero un’opportunità di ripartenza”.
Il regolamento per il cohousing
Completamente nuovo è invece il Regolamento per il funzionamento dei cohousing, nato dall’esigenza di disciplinare le modalità di accesso e quelle di coabitazione, gli impegni dei nuclei collocati, le norme di convivenza, la gestione degli spazi, nonché le modalità di uscita/dimissione e dalla necessità di dare regole che consentano a tutti i beneficiari di vivere un’esperienza di crescita ed autonomia seppur originata da una condizione di difficoltà socio-economico e abitativa. Per il cohousing, che negli appartamenti del Comune di Ancona riguarda soprattutto famiglie sottoposte a sfratto o madri sole con minori, non è mai esistito un regolamento che disciplinasse l’uso dei luoghi e la loro cura.
Il cohousing è da ora regolamentato con norme che mirano a garantire la civile convivenza negli spazi assegnati e chi non le rispetta vedrà decadere il diritto a restare nel cohousing. Ogni ospite dovrà quindi provvedere in autonomia al proprio nucleo sia in termini di alimenti che di prodotti per l’igiene personale e della casa. Regole anche sull’utilizzo degli elettrodomestici e obbligo di raccolta differenziata. Sigarette e alcol sono vietati negli spazi comuni, vanno evitati vestiari non consoni e di notte vanno rispettati gli orari di silenzio per il riposo di tutti. Regole anche per la gestione degli spazi comuni e criteri standard anche per le pulizie e va rilasciata la propria utenza mobile per essere rintracciati dagli operatori. L’uscita può essere volontaria, se sono mutate le condizioni che hanno ammesso al cohousing, oppure alla scadenza del termine fissato nel contratto stipulato in base al progetto individualizzato, redatto con l’assistente sociale.
“Il regolamento sul Cohousing, che ho fortemente voluto – spiega l’assessore Manuela Caucci – nasce da un lavoro approfondito condotto in questi due anni a stretto contatto con la realtà dell’emergenza abitativa. Abbiamo costruito uno strumento capace di dare una prima risposta concreta a persone e famiglie in difficoltà, delineando criteri chiari per l’accesso, la gestione degli spazi, la convivenza e la permanenza. Si tratta di un modello circolare, pensato per promuovere percorsi di autonomia e identità, prevenendo criticità durante la coabitazione attraverso regole puntuali e condivise”.
Rosanna Tomassini
IL PERSONAGGIO – Agnese Paciaroni: un ristorante, una piazza, una visione
C’è chi parte e dimentica, e chi parte e moltiplica. Agnese Paciaroni, da quando è partita da Ancona, dalla sua casa di via Selandari da cui ai tempi del liceo si potevano fare le versioni di latino guardando il mare, ha moltiplicato le esperienze, i confini, le città, e ha portato tutto questo indietro, lì dove tutto è cominciato.
Da Ancona a Parigi, passando per Milano
Nata e cresciuta ad Ancona, ha studiato al liceo classico Rinaldini prima di trasferirsi a Milano per laurearsi in Giurisprudenza alla Cattolica. Poi, un’occasione da non perdere: una borsa finanziata dall’Unione Europea per uno stage a Parigi. “È stato il caso a portarmi lì, ma la scelta è diventata presto vocazione. Volevo una carriera internazionale e Parigi è stata la base. Ho lavorato per anni come legale per una multinazionale americana. Parigi è stata la mia finestra sul mondo, ha forgiato il mio gusto ma ha anche valorizzato la mia italianità di cui mi sento ambasciatrice”. D’altro canto, afferma, “non ho mai rotto i ponti con la mia città, dove sono sempre tornata un mese in estate con la famiglia, perché s’impregnasse della bellezza di questo posto”. In Francia ha costruito una famiglia con Toni, canadese, che si è innamorato anche lui delle Marche e ha fatto delle eccellenze italiane una missione imprenditoriale, aprendo una boucherie che porta il meglio del nostro territorio a Parigi: le eccellenze italiane e marchigiane, dai salumi, ai formaggi, alla pasta secca fino alle Patatas Nana.
Il Guasco: un’idea che diventa luogo
La storia del ristorante Al Guasco e della famiglia di Agnese parte dal desiderio di ridare vita a una piazza storica, dopo la chiusura del baretto universitario che si affacciava su San Francesco. “Al Guasco è nato dal desiderio dei miei di far rivivere il quartiere dopo la chiusura del baretto universitario che aveva l’affaccio su Piazza San Francesco. Lo hanno rilevato per la sua location nel cuore antico della città per farne un caffè di quartiere che ridesse vita alla piazza, gestito da mia sorella Elisabetta e dal marito, poi diventato anche ristorante, ora con Andrea Tantucci in cucina e Gessica Mastri in sala, dalla Trattoria GalloRosso che da Filottrano è sbarcata nel capoluogo”.
Al Guasco si sente forte la presenza delle tre donne di casa: Agnese, Elisabetta e la mamma, la signora Sandra, che prima di dedicarsi a questo progetto “urbano” ha speso gli anni della sua professione nell’insegnamento della lingua e della letteratura italiana nella scuola media.
Il motore del progetto? Chiaro e diretto: “Ricreare un luogo di vita e di ritrovo in piazza per il quartiere Guasco San Pietro e valorizzare di nuovo il centro storico secondo la tradizione delle città e dei borghi italiani con i loro caffè storici in piazza. Andrea che veniva dal borgo di Filottrano ha scoperto il porto, il pescato fresco e gli orti limitrofi e ne ha fatto la base della sua cucina ispirata da ricette della tradizione e eccellenze marchigiane: una cucina chilometro zero con prodotti di stagione, sana, leggera, sostenibile, che riserva un ruolo centrale alla materia vegetale”. Ma il Guasco non è solo cibo. È cultura, incontro, sperimentazione: “Toni mio marito organizzava aperitivi con musica dal vivo, ha rilevato la libreria sulla piazza per farne un spazio pop-up, il POP, con mostre dedicate ai giovani artisti locali, incontri a tema, degustazioni, aperitivi, lezioni di pasta fresca, corsi di yoga, presentazione di libri”.
Rimettere la piazza al centro
Per Agnese, dunque, piazza San Francesco è molto più di uno spazio urbano. È un luogo da vivere e da custodire: “È una piazza salotto che ti accoglie. Ci fa piacere a renderla bella e accogliente, l’associazione Guasco San Pietro si prodiga per farla vivere con iniziative culturali, tra cui il recente convegno dedicato ai lavori del Sacello Medievale, in coordinamento con il Comune, la Soprintendenza e il Museo Archeologico. Quando mi affaccio sulla piazza vedo la sua storia nei secoli, il bello, la cura dei dettagli, la luce sui palazzi color ocra, il riappropriarsi di un luogo storico da vivere. La piazza si presta per concerti, perché ha una buona acustica, i nuovi interventi previsti per facilitarne l’accesso e i parcheggi serviranno alla programmazione di eventi pubblici non sporadici ma ricorrenti, come la programmazione estiva all’Anfiteatro che ha portato gente in piazza”. E che cosa le piace immaginare per il futuro? “Via Pizzecolli con le botteghe chiuse o trasformate in garage che riprendano vita, una zona a traffico limitato, una passeggiata archeologica e il giardino botanico del convento francescano riaperto al pubblico”.
Due città, due ritmi, due idee di vivere
Cosa significa per Agnese tornare ad Ancona? Cosa la sorprende o la riconnette con sé stessa quando torna e che cosa c’è di Parigi che vorrebbe ritrovare qui? “Tornare qui significa staccare e rigenerarsi, ritrovare un ritmo di vita slow, con la colazione al caffè in piazza, la spesa al mercato delle Erbe, il tempo delle chiacchiere, l’aperitivo con gli amici di sempre, le passeggiate al porto o sul Monte Conero, il mare e le spiagge della riviera che mi piace far scoprire agli amici parigini insieme alla nostra cucina e alle torte di Sandra. A Parigi i locali sono contrassegnati da grandi dehors molto curati e protetti, aperti tutto l’anno, dove si può mangiare a qualsiasi ora. Negli spazi verdi da primavera i parigini imbandiscono déjeuners sur l’herbe, i parigini vivono la loro città, si appropriano dei suoi spazi trasformandoli in luoghi di vita, nelle sere d’estate giocano alla pétanque in piazza Dauphine o si siedono sui bordi dei quais della Senna o di Canal Saint Martin per condividere un bottiglia di vino al fresco, amano la loro città e si percepisce nel modo in cui la vivono nel tempo libero. Qui da noi c’è più il culto della casa e dello spazio privato ma lo spazio pubblico non è vissuto come proprio e l’incuria ne è la dimostrazione”.


Progetti nati per passione (e con i figli al fianco)
Oggi Agnese è madre di due figli grandi. Il più giovane era con lei ad Ancona nei giorni scorsi, a mostrare le bellezze della città e del mare ad alcuni amici che erano arrivati qui con loro per una breve vacanza. “I nostri figli – racconta – sono cresciuti con i nostri progetti. Abbiamo lavorato sempre, in settimana presi dalle nostre attività professionali e nel week-end dedicandoci ai progetti extra curriculum come mi piace pensarli, quelli che sono maturati per passione e non per soldi, come atto di amore verso le città in cui viviamo, una boucherie artigianale in Francia, un caffè ristorante, la pizzeria urban design, un laboratorio di pasta fresca e uno spazio per eventi al Guasco e per il Guasco”. Cosa significa per lei oggi promuovere il “buon mangiare” e il “buon bere” in una città come Ancona? “Trovo l’offerta enogastronomica di Ancona un po’ statica, la nostra città che vanta spiagge bellissime dovrebbe ispirarsi a Senigallia, diventata polo di attrazione gastronomica nelle Marche, per soddisfare in modo più completo le esigenze del turismo quale motore propulsore di un salto di qualità che emerge sulla riviera del Conero”.
Un ricordo che vale tutto

Tra i momenti più belli vissuti al Guasco, Agnese ne sceglie uno senza esitazione: “La lezione di pasta in piazza con tante Sfogline in erba a impastare la sfoglia in una giornata di sole di ottobre sotto gli occhi increduli dei passanti affacciati alla terrazza e alle scale di San Francesco, una piazza viva e ridente come non la si viveva da anni, immagina se riaprissero le botteghe di via Pizzecolli chiusa al traffico che brusio di gente e di artigiani al lavoro!”.
Al Guasco, in tre parole?
“Un atto d’amore”, una piazza, una città, un ristorante, una famiglia. Tutto tiene, quando è radicato nel cuore.
Alle nuove generazioni: portate Ancona con voi
A chi oggi è in partenza, alle nuove generazioni che oggi vivono tra Ancona e il mondo, Agnese lancia un messaggio chiaro: “La città natale te la porti nel cuore ovunque tu viva ed è importante trasmettere questo legame forte alle proprie radici in un mondo digitale in cui l’ancoraggio alle proprie origini è catartico, non so se sarò riuscita ad inculcarlo ai nostri figli che sono nati all’estero ma che sanno come il legame e il richiamo alle origini siano presenti nella mia vita”.
Margherita Rinaldi
Libri d’estate: ad Ancona torna il Furgolibro e le biblioteche hanno orari prolungati
L’estate 2025 ad Ancona si arricchisce di pagine da sfogliare. Con l’arrivo della bella stagione, il Comune rilancia il proprio impegno per promuovere la lettura attraverso un piano che prevede più risorse per i libri, orari estesi per le biblioteche comunali e il ritorno del popolare Furgolibro, la biblioteca itinerante che porta cultura nei parchi e nelle piazze della città.
«L’assessorato alla Cultura – dichiara l’assessora Marta Paraventi – conferma l’impegno per un sistema bibliotecario vivo, inclusivo e attento alle esigenze del territorio, con l’obiettivo di promuovere la lettura e l’accesso ai libri durante tutto l’anno, e quindi anche nel periodo estivo». In quest’ottica, sono stati ripristinati i fondi destinati alle attività bibliotecarie e all’acquisto di nuovi volumi, con un’attenzione particolare anche all’editoria locale: saranno infatti inclusi titoli pubblicati da case editrici anconetane.
Particolare attenzione alla biblioteca di Collemarino: Una particolare attenzione è stata riservata alla Biblioteca di Collemarino, situata a pochi passi dalla spiaggia e quindi molto utile per chi ama leggere anche durante una giornata al mare. Nei mesi estivi sarà aperta dal martedì al giovedì con orario 9.00–13.00, e con estensione pomeridiana fino alle 18.00 nei giorni di martedì e giovedì. La chiusura estiva è prevista dall’11 al 21 agosto. Anche le altre biblioteche comunali beneficeranno di orari prolungati per facilitare l’accesso a libri e servizi culturali.
Torna il Furgolibro, la biblioteca su quattro ruote: Tra le iniziative più attese c’è il ritorno del Furgolibro, il servizio mobile che porta libri e letture direttamente nei luoghi di aggregazione estivi. Dieci gli appuntamenti in calendario:
- Laghetti del Passetto: 9, 16, 22 e 30 luglio
- Parco di Posatora: 6 e 26 agosto
- Corso Carlo Alberto: 3, 10, 17 e 24 settembre
Tutti gli incontri si terranno dalle 18.00 alle 19.30.
Leggere d’estate: un’abitudine che cresce: Il Furgolibro si conferma così un modo originale ed efficace per incontrare nuovi lettori, coinvolgere famiglie, bambini e anziani, e rafforzare il legame tra le biblioteche e la comunità anche fuori dagli spazi tradizionali.
L’estate è da sempre il momento ideale per riscoprire il piacere della lettura. Secondo il rapporto ISTAT “Produzione e lettura di libri in Italia” (2023), quasi la metà dei lettori italiani (il 48,5%) dichiara di leggere soprattutto nei periodi di vacanza o di pausa, con un picco nei mesi estivi. Il dato cresce tra i giovani (fascia 15-24 anni) e tra le lettrici donne, che rappresentano la maggioranza del pubblico dei lettori stagionali. Iniziative come quelle promosse ad Ancona si inseriscono in un quadro nazionale di crescente attenzione alla cultura diffusa, dove la lettura diventa parte del benessere personale e della socialità. Portare i libri dove si vive il tempo libero – al mare, nei parchi, nei quartieri – significa rendere la cultura più accessibile e più vicina.
Margherita Rinaldi
IL PERSONAGGIO Dolphins per passione: l’entusiasmo di Paolo Belvederesi
“Il nostro gruppo conta diversi giovani di differenti etnie, religioni e costumi ma raggruppati e uniti tutti in nome dello sport – spiega Belvederesi – per le giovanili, gli allenatori sono soprattutto educatori, con massima attenzione per scuola e studio, dei veri numi tutelari in caso di marachelle”.
Continue readingCanto delle stagioni: alla Mole le foto di Giorgio Cutini, per guardarsi dentro
Inquietudine, solitudine e silenzio, i tre stati d’animo rappresentanti nella fotografia degli ultimi anni dell’anconetano d’adozione Giorgio Cutini, medico chirurgo oggi a riposo e artista già dalla prima giovinezza. A questa dimensione intima, introspettiva, filtrata dal paesaggio e dalla natura, è dedicata la mostra Canto delle stagioni inaugurata il 18 luglio alla Mole. Definita “la mostra dell’estate” e aperta tutte le sere fino al 30 settembre, tranne il lunedì, dalle 19 alle 21, la grande antologica è organizzata dal Consiglio Regionale delle Marche, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune e presenta centocinquanta opere fotografiche, molte delle quali inedite, che rivelano il contesto intuitivo e concettuale nel quale sono state scattate.
Curata da Gabriele Perretta, Canto delle stagioni è pensata come percorso artistico e umano individuale e al contempo viaggio universale dello sguardo dell’artista attraverso le età dell’uomo. Gli scatti esposti -sottolineano i promotori- ci invitano a riflettere sulla nostra esistenza, ci mostrano gli aspetti esteriori ed interiori della nostra età evolutiva, ci fanno apprezzare i momenti vissuti e ancora da vivere attraverso una profonda comprensione degli stati più difficili, l’inquietudine, la solitudine, l’insicurezza. L’invito non può essere quello che visitare la mostra con il giusto spirito nella consapevolezza che le fotografie esposte potranno davvero essere una grande fonte di ispirazione”. E ancora: “la mostra antologica di Giorgio Cutini rappresenta infatti non solo un viaggio artistico, ma anche una profonda riflessione sull’esistenza, sul tempo e sull’identità dell’uomo: un evento che accende la stagione estiva della Mole ed è al centro della sua ricca e plurale offerta che spazia dal cinema al Museo Omero alla visita dei camminamenti, dagli eventi ai luoghi di socializzazione come il Lazzabaretto e il Caffè Letterario”.
L’esposizione si snoda nelle sale Vanvitelli seguendo una suddivisione tematica, lungo un percorso segnato da colori diversi che amplificano i contenuti della stessa. Le sue fotografie documentano quello che il paesaggio muove nell’animo, in scatti sempre espressivisti e visionari, in cui il suo occhio intellettuale si interessa e si incuriosisce di ciò che lo circonda. La solitudine è un tema frequente nella poetica di Cutini: la si trova quando la maturità esige un momento di sosta, un faccia a faccia diretto, che trova risposte solo nella solitudine, nell’opzione di un rapporto personale e individuale. Un rapporto esemplificato nella serie Egl’io, dove la natura è protagonista tanto quanto l’artista. I visitatori si confrontano poi con l’inquietudine che si genera dal dubbio sulla sicurezza della tecnica e della duplicazione del reale. Silenzio è la serie in cui Cutini tende con sempre maggiore decisione al bianco e al nero assoluti: qui l’immagine del padre perduto in tenerissima età diventa occasione di riflessione sull’irriducibile assenza di cui vive la fotografia. Il silenzio è vertigine, indagato dall’artista negli spazi sovrumani di un Appennino che diventa metafora di uno stato dell’anima, disposta a misurarsi con un silenzio potenzialmente definitivo.
Requie(m) è il lavoro più recente del fotografo, spazio di quiete e di essenziale spiritualità che costruisce un’immagine che contiene insieme un concetto di finito e infinito, di armonia dei paesaggi interiori approfonditi da dettagli simbolici e naturalistici. Il nero è il colore dominante e non è negazione radicale della fotografia, bensì rivelazione, per dire allo spettatore che c’è ancora la speranza di un’immagine possibile.
Afferma Gabriele Perretta: “Tutto quello che l’autore scatta si identifica con lui, comprendendo nella sua identità anche una fase di compenetrazione col paesaggio, ovvero il geologico, la vegetazione e la terra. “Il Canto delle stagioni” espositivamente si articola come metafora percettiva nella sua interezza e, al tempo stesso, è anche un viaggio fatto di visioni o di affreschi dell’immaginazione. Il viaggio si ammanta della dimensione dell’infinito, ossia dell’oltre, dell’incommensurabile e del dialogo con l’altro.”
Accompagna la mostra un catalogo, Editore Ephemeria, con testi di Gabriele Perretta, Gilberto Marconi. Flavia Orsati, Enzo Carli, Giorgio Cutini.
Giorgio Cutini (1947) nasce fotografo, precocemente concentrato su una fotografia di ricerca attenta alle potenzialità espressive del mezzo tecnico e del processo di stampa anche grazie all’esperienza maturata presso agenzie di foto pubblicitarie. Nel frattempo, avvia un’importante carriera chirurgica che lo porta anche a lavorare, ancora studente, come fotografo documentatore nel reparto di chirurgia. Degli anni Settanta è il recupero del cosiddetto fotogramma di scarto. Sconvolto dalle “verifiche” di Ugo Mulas, nel 1973-74 Cutini si interessa al primo tratto della pellicola fotografica del rullino, quello che raccoglie gli scatti involontari. Proprio questi frammenti, che documentano un evento visuale libero e non governato dagli stereotipi, diventano la sua prima esposizione Fotogramma recuperato (1973-82). Ancora, ritrovando in Mulas una forte fonte d’ispirazione, incomincia a occuparsi della documentazione visuale del processo creativo di altri artisti. Una linea di ricerca messa in crisi negli anni Ottanta dalla dichiarazione di morte dell’arte da parte di Argan. Giunto in prima battuta alla conclusione che non sia più possibile documentare con verità il lavoro dell’artista, Cutini reagisce riaffermando la vitalità dell’arte, attingibile nel superamento della fissità e nel movimento. Dall’esperienza concettuale ha inizio un processo costruttivo volto a consegnare allo spettatore nuove possibilità di esperienza, sempre ancorate a una forte istanza narrativa e mai riducibili alla pura astrazione. La sua attenzione alla tecnica unita a una innata vocazione alla ricerca, tra l’altro, fa di lui un innovatore anche nel settore chirurgia segnando un importante avanzamento nell’applicazione della robotica e nella tecnica della laparoscopia. Negli anni Novanta, Cutini suscita il forte interesse di Mario Giacomelli ed Enzo Carli con Omaggio ad Alberto Burri (1991). Da questo incontro scaturirà quel confronto serrato che porterà alla redazione del Manifesto “Passaggio di frontiera” (14 gennaio 1995). Nel segno di questa nuova esperienza le linee di ricerca precedenti trovano una sintesi nuova che, soprattutto nell’ultimo decennio, porta Cutini sulla soglia di una fotografia intesa come traccia di una relazione con il mondo, non trascrizione di realtà nè mera espressione di uno stato emotivo. L’immagine si manifesta come un “non ancora”, un evento sorgivo e fondativo che rende possibile vedere diversamente, vedere qualcosa che l’artista non ha visto ma che si manifesta in forza del dono di esperienza di Cutini.










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Giorgio Cutini
Canto delle Stagioni
a cura di Gabriele Perretta
18 luglio – 30 settembre 2025
Mole Vanvitelliana – Sala Vanvitelli, Ancona
Orari:
tutti i giorni dalle 17 alle 21 (lunedì chiuso)
Biglietti:
Intero € 8
Ridotto € 5 per residenti, studenti, over 65, under 25 e possessori di card: Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, iscritti al FAI, Italia Nostra, Touring Club e ICOM, soci ACI / famiglie con minori al seguito.
La riduzione è prevista inoltre per coloro che:
– pranzano in un ristorante di Ancona;
– hanno soggiornato almeno una notte nelle strutture ricettive marchigiane;
– visitano la mostra con un accompagnatore residente nel Comune di Ancona.
Gratuito under 16, giornalisti muniti di tesserino, guide turistiche iscritte all’albo nazionale, ospiti, per almeno 2 notti, nelle strutture ricettive di Ancona, disabili e accompagnatori.
Tutti i giorni dalle 18 alle 20:30 visita della mostra e del marciaronda (con vista su Ancona) con guida, su prenotazione € 10 (minimo 10 persone) (possibilità di aperitivo presso The Mole – Caffè Letterario al prezzo di € 10, anziché € 15) (per prenotazioni: 333 6166898 – pinacoteca@anconaservizi.it).
Reciprocità di ingresso ridotto tra mostra e Collezione Design del Museo Statale Tattile Omero.
Info e Contatti:
333 6166898 / 0712226625-6626 / pinacoteca@comune.ancona.it
Federica Zandri
81° della Liberazione: ripartire dopo la “Battaglia di Ancona”
«Alle ore 14:30 ho esposto lo stendardo del reggimento e le bandiere polacca e britannica nella Cittadella di Ancona». Era il 18 luglio 1944, e un ufficiale dei lancieri polacchi trasmise questo primo messaggio al generale Duch, comandante della Divisione Fucilieri dei Carpazi. Un altro messaggio fu inviato al generale Władysław Anders, comandante del II Corpo d’Armata polacco, dal tenente Zakrewski:
Continue readingEstate nel Parco del Conero, da percorrere in sicurezza
“A piedi nudi nel parco” è il titolo di un vecchio, celebre film che si sconsiglia di prendere alla lettera. Non ci pensi neanche un attimo ad andare “scalzo” o pressochè tale (le ciabatte infradito! ad esempio) chi si addentra nel Parco del Conero, anche fosse solo per una passeggiata di breve durata. E’ una delle raccomandazioni centrali che l’Ente Parco Regionale del Conero ripete incessantemente a coloro che si avventurano sul monte Conero su uno dei 18 sentieri ufficiali, con il desiderio di passare qualche ora nella Natura e di raggiungere i punti panoramici disseminati nell’area. Neanche a dirlo, nella bella stagione aumenta a dismisura il numero di persone, tra turisti in vacanza sulla riviera e visitatori occasionali, i quali spesso approdano in vetta al Conero sperando in un po’ di refrigerio, direttamente dalle spiagge, in bermuda e ciabatte, oppure tratti in inganno dalle indicazioni del navigatore che- a quanto pare- interpellato in merito alla spiaggia delle Due sorelle- indirizza gli sciagurati al parcheggio nei pressi dell’Hotel Monte Conero, a 550 metri di altitudine.
I SENTIERI. È possibile visitare il Parco del Conero a piedi, a cavallo o in mountain bike con un reticolo di 18 sentieri ufficiali che attraversano tutti gli ambienti presenti all’interno dell’Area protetta. All’inizio del percorso è posto un pannello di inizio sentiero indicante il numero del tracciato, il tempo di percorrenza, la difficoltà e la descrizione. A ridosso degli incroci principali si trovano frecce che indicano le direzioni. Gli accessi ai sentieri sono per lo più lungo la strada provinciale del Conero (SP1). Altri accessi importanti si trovano in località Poggio di Ancona (301), Varano (317) e a Sirolo (302-303-304). Attenzione: i sentieri n° 310 – 311 – 312 sono temporaneamente chiusi, mentre i sentieri 302 e 313 sono interdetti nei tratti che conducono al mare. Si consiglia di recarsi presso Centro Visite del Parco del Conero, situato in via Peschiera 30 a Sirolo per prendere informazioni sullo stato dei sentieri e acquistare la carta escursionistica. E’ possibile scansionare il qr code sulla brochure dedicata utilizzando la fotocamera dal telefono per visualizzare la mappa di tutti i sentieri ufficiali del Parco del Conero
Per prepararsi ad una escursione- sottolinea la direzione del Parco e gli uffici dei Comuni che nel Parco ricadono: Ancona, Sirolo, Numana e Camerano che distribuiscono consigli e brochure in merito- è opportuno avere tutto ciò che potrebbe servire in questi casi. L’equipaggiamento deve essere sempre facilmente accessibile, e deve prevedere lo stretto necessario: dev’essere leggero, il suo contenuto ben considerato. “Studia bene il percorso e controlla le condizioni meteo prima di partire- ammonisce un pieghevole dedicato realizzato in collaborazione con il Cai sezione di Ancona e la Croce Rossa Italiana Comitato di Osimo – così da ridurre al minimo il rischio di sorprese. Indossa scarponi da trekking e porta con te nelle stagioni più fresche un equipaggiamento anti pioggia e/o antivento (giacca a vento impermeabile e d’inverno guanti, maglione, cappello di lana ecc). Inoltre cibo e soprattutto acqua sufficienti al fabbisogno: E poi pila tascabile, coltellino multiuso e (perfino) power bank. Non guasta avere un kit di primo soccorso con disinfettante, ghiaccio istantaneo, gel caldo/freddo, benda elastica, guanti sterili, garze e cerotti, telino termico pinzette e forbici, medicinali salvavita, Kit per neonati , kit per animali domestici. Possono tornare utili – è successo che escursionisti si perdano- un fischietto, una bussola e la Carta escursionistica. In caso di emergenza contattare CRI Croce Rossa Italiana – Comitato di Osimo Via Molino Mensa, 66 – 60027 – Osimo (AN) Servizio Ambulanza: tel. 071 72 30 818 071 71 32 393 osimo@cri.it www.criosimo.
Numerose sono le associazioni che organizzano escursioni in gruppo nell’ambito dei sentieri del parco, di diversa lunghezza e difficoltà oppure tematiche (al tramonto, per l’osservazione delle stelle, terra + mare ecc), istruttive e piacevoli, particolarmente nella bella stagione. In gran parte dei casi sono organizzazioni qualificate e note all’ente parco, verificare sempre che chi accompagna sia una guida ambientale con i requisiti previsti.











Un’altra raccomandazione è quella di evitare qualsiasi comportamento che possa provocare innesco di incendi nel territorio del parco (come ovunque). Nel parco del Conero è attivo un servizio di vigilanza antincendio, tuttavia date le dimensioni dell’area protetta ogni fruitore dovrebbe assumersi la responsabilità di averne cura e di segnalare danni, criticità e situazioni di pericolo alle autorità competenti.
INFORMAZIONI SUL PARCO E EDUCAZIONE AMBIENTALE
Il parco è anche strumento di divulgazione e formazione: il Centro Visite nella sede del parco, a Sirolo, ospita anche il Centro di Educazione Ambientale. Entrambi si trovano in una struttura progettata sulla base dei principi di salvaguardia ed eco-sostenibilità, utilizzando materiali riciclati e riciclabili. Grazie alla presenza di una area espositiva permanente, di un’area didattica all’aperto, di una sala conferenze, di un bookshop e di un ampio parcheggio gratuito, il Centro Visite ed il CEA Parco risultano essere una risorsa polifunzionale capace di soddisfare il primo contatto tra turisti e l’Area Naturale protetta e di favorire una maggior integrazione tra Parco, Istituzioni Scolastiche e cittadinanza così come essere punto di riferimento, durante il periodo scolastico, per le molte classi di scuole primarie e secondarie del territorio. Al Centro Visite si è accolti e si ha la possibilità di essere accompagnati alla scoperta di un territorio ricco di biodiversità, dove vivere esperienze uniche, tra storia e natura, tra cultura ed enogastronomia, tra mare e terra. Il CEA Parco del Conero, dedicato alle attività di educazione ambientale e didattica per le scuole, fa parte della Rete di CEA territoriali che, in sinergia, operano per raggiungere l’obiettivo comune di far conoscere e rispettare l’ambiente naturale che li circonda. La presenza di un percorso espositivo consente di approfondire, in maniera interattiva e ludica, i numerosi aspetti che caratterizzano il Parco e i suoi abitanti, mentre la rete sentieristica del Parco completa la struttura rappresentando, oltre che il collegamento diretto alla natura del Parco, una vera aula didattica a cielo aperto dove svolgere attività sul campo e approfondire le tematiche dell’educazione ambientale.
Alcune delle esperienze al Centro Visite e con il CEA Parco del Conero:
- Attività per le famiglie e per il tempo libero
- Escursioni a piedi e in bicicletta
- Snorkeling naturalistico e gite in canoa
- Tour esperienziali eno-gastronomici e naturalistici
- Didattica ed educazione ambientale
- Visite guidate turistiche e naturalistiche
- Conferenze e incontri pubblici
- Vendita prodotti locali e gadget
Il servizio informazioni al pubblico è disponibile nel periodo 1° giugno al 30 settembre:
- dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00-13:00
- il martedì e giovedì dalle ore 14:30-17:30
- venerdì dalle ore 15:00 alle ore 17:00
- sabato e domenica dalle ore 09:00 alle ore 12:00
Sul sito del Parco del Conero c’è un’apposita sezione con i riferimenti delle 41 Guide Ufficiali del Parco, tutte certificati e contattabili per fissare un’escursionein iena sicurezza e accompagnati da personale molto competente.
Contatti Parco del Conero Via Peschiera, 30 – 60020 – Sirolo (AN) 071 9331161 info@parcodelconero.eu www.parcodelconero.eu
Federica Zandri
Storie di startup e innovazione con il bando del Comune per l’imprenditoria giovanile
Quando l’innovazione si intreccia con la memoria, nascono progetti che non solo guardano al futuro, ma custodiscono e rinnovano le storie che hanno fatto la tradizione di un territorio. È il caso della storica Pasticceria Franco di Ancona, che torna a nuova vita attraverso Frengus, una startup di giovani imprenditori che hanno deciso di coniugare arte pasticcera e nutrizione moderna: prodotti dolci e salati chetogenici, senza zuccheri raffinati né allergeni, pensati per chi cerca benessere e gusto: un’impresa giovane che raccoglie l’eredità del passato per rilanciarla con spirito contemporaneo. Ma non solo: c’è il progetto di una piattaforma che aiuterà i ragazzi ad apprendere la matematica attraverso il gaming, un’app per personalizzare le playlist e trasformarle in regali “su misura”, un sistema integrato per il benessere degli animali, dall’alimentazione su misura, al pet taxi, e molto altro.
Sono dieci in totale i progetti giovanili finanziati nell’ambito del bando comunale per la nuova imprenditoria, promosso dal Comune di Ancona e dai Comuni partner di Maiolati Spontini e Sassoferrato, nell’ambito del progetto StartAn, sostenuto da ANCI e dal Dipartimento per le Politiche Giovanili. Tutti i progetti presentati sono stati ammessi e riceveranno un contributo in base ai criteri stabiliti. L’obiettivo? Dare un concreto supporto alla creazione e allo sviluppo di nuove imprese under 35, rafforzando l’ecosistema locale dell’innovazione e promuovendo una cultura imprenditoriale radicata nei territori.
Otto startup provengono da Ancona, una da Sassoferrato e una da Maiolati Spontini. I settori sono diversi, ma uniti da un filo comune: sostenibilità, innovazione, impatto sociale.
«La nuova imprenditoria delle startup – afferma Marco Battino, assessore allo Sviluppo imprenditoriale, all’Università e alle Politiche giovanili – rappresenta un asse strategico per il futuro della città capoluogo e dell’intera provincia. Non si tratta infatti solo di nuove attività economiche, ma di idee che nascono dal territorio e che, se accompagnate nel modo giusto, possono produrre valore diffuso, anche in termini sociali e culturali».
Hom(i)e, fondata ad Ancona da due under 30, propone un sistema integrato per il benessere degli animali da compagnia: dal test del DNA per diete su misura a pet taxi, toelettatura, accessori, attività domiciliari e consulenze, fino al coinvolgimento di giovani inoccupati e anziani in un modello relazionale e comunitario.
District 35, sempre ad Ancona, trasforma un locale dismesso in via Marconi in uno spazio condiviso per professionisti e piccoli imprenditori, rispondendo alla crescente domanda di luoghi flessibili per il lavoro autonomo.
Navigo, spin-off dell’Università Politecnica delle Marche, punta sull’intelligenza artificiale per rendere i trasporti urbani più efficienti e intelligenti. Altrettanto ambizioso OmnIAroad, una piattaforma proposta da una giovane ricercatrice che unisce sharing mobility, ausili elettrici, navigatori accessibili, volontari geolocalizzati e informazioni su barriere architettoniche per garantire spostamenti inclusivi e sostenibili.
Con Spherecube, un altro spin-off UnivPM, l’innovazione si fa materia: una stampante 3D progettata per lavorare con vitrimeri – resine avanzate, riparabili e riciclabili – unica nel suo genere a livello mondiale.
Tunehey invece è una piattaforma digitale che trasforma la musica in un regalo personale e immateriale: brani in streaming, testi, immagini e messaggi vocali per costruire esperienze di ascolto emotive e sostenibili.
Tupitago, con sede ad Ancona, è una startup a forte vocazione educativa che propone una piattaforma di apprendimento della matematica e delle materie scientifiche per studenti delle scuole superiori, con l’uso di intelligenza artificiale, gamification e realtà aumentata per la visualizzazione 3D dei concetti.
A Maiolati Spontini opera Unizone, agenzia di comunicazione che intende offrire servizi avanzati di marketing e consulenza alle imprese locali, sfruttando l’automazione digitale e una narrazione video creativa e dinamica.
Completa il quadro Agreste Agriturismo, realtà di Sassoferrato che punta a espandere la propria offerta di conserve vegetali e trasformazione conto terzi, attraverso formazione, software gestionali e rinnovamento dell’identità aziendale.
Il bando, attivato a marzo 2025, ha messo a disposizione un fondo di 78.500 euro. Dieci realtà imprenditoriali che rappresentano dieci visioni differenti, tutte accomunate dalla voglia di incidere sul presente e costruire un futuro più giusto, intelligente, sostenibile. E che dimostrano come, anche nel mondo delle startup, scommettere sui giovani possa voler dire rinnovare una tradizione, senza rinunciare alla spinta verso l’innovazione.
Margherita Rinaldi
(Immagine di copertina realizzata con AI)



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