LA PAROLA AI CONSIGLIERI – DIEGO URBISAGLIA

Diego Urbisaglia – Componente del gruppo Consiliare ANCONA FUTURA

Da questa amministrazione solo promesse da marinai

In un’antica città di mare come Ancona le promesse da marinaio uno se le dovrebbe anche aspettare.

Ma quello a cui stiamo assistendo oramai da due anni e mezzo ha superato ogni più marinaresca aspettativa.

Viviamo a cadenza quotidiana gli stessi due scenari, nei quali da una parte si esalta l’ordinario che viene fatto passare  come qualcosa di straordinario, sia che si parli di manutenzioni ordinare, risposte a piccoli problemi amministrativi quotidiani, delibere di ordinaria amministrazione che arrivano in consiglio, in secondo luogo assistiamo a cadenza quotidiana a  continui ripensamenti su ogni scelta  presa  o promessa elettorale fatta.

Di fatto un cittadino anconetano che vive la città non può non notare come ci sia stata una regressione netta sulle manutenzioni cittadine, i servizi offerti, il decoro della città, le grandi opere che disegnano in prospettiva la nostra Ancona (e non parlo di quelle progettare, finanziate e iniziate a realizzare dal Sindaco Mancinelli), ma se per caso si taglia una siepe o si riposiziona un’altalena in un parco, questa amministrazione la vive e la propaganda come fosse una rivoluzione copernicana.

Allo stesso tempo assistiamo a continui inversioni di rotta o equilibrismi per far star in piedi posizioni prese e promesse fatte nella consapevolezza che quanto raccontato ai cittadini in campagna elettorale non è realizzabile o molto distante dal divenire realtà e il pensiero non può che andare su scelte come l’impianto crematorio di Tavernelle, il parcheggio San Martino, il misero fallimento del PIA 2 e tanto altro ancora.

Sorvolo sui tentativi di incolpare sempre chi c’era prima perché oramai è una strategia che come un boomerang  sta tornando indietro e si sta  abbattendo addosso a chi utilizza sempre questa scusante.

Ecco, arrivati al giro di boa di questa consiliatura e anche alla luce di un rispetto delle istituzioni cittadine da sempre dimostrato, ritengo che il rinnovato impegno che sto portando avanti come capogruppo di “Ancona Futura” e che mi vedrà coinvolto anche nei mesi a seguire, sarà quello di portare alla luce le tante  storture, promesse disattese e perché no, io le voglio considera vere e proprie prese in giro, di chi ha promesso un grande cambiamento e nei fatti non lo realizza.

I quartieri abbandonati, i borghi traditi, l’attenzione alla città che a quanto pare per questa amministrazione finisce fuori della galleria del Risorgimento (e anche prima della Galleria mi sembra che non si registrino risultati eccellenti), meritano un’attenzione specifica.

Ma soprattutto penso che la narrazione rispetto all’amministrazione della nostra amata Ancona debba tornare ad essere veritiera, perché non saranno quattro eventi strapagati o qualche conferenza stampa che descrive come straordinari semplici interventi ordinari a proiettare la città nei prossimi anni verso il futuro che merita.

Su questi temi rinnovo il mio impegno in Consiglio Comunale.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI- CARLO PESARESI

Carlo Maria Pesaresi, Capogruppo del Gruppo Consiliare ANCONA DIAMOCI DEL NOI

Il tramonto del bilancio politico: come il bilancio preventivo del Comune è diventato un esercizio ragionieristico

Nelle Commissioni si discute in queste settimane del bilancio preventivo. Al di là del prevedibile e un po’ ritrito gioco delle parti, il tutto ha per me un sapore amaro che travalica le appartenenze politiche e va dritto al cuore dell’agibilità del Consiglio comunale.

L’approvazione del bilancio preventivo di un Comune è ormai ridotta ad uno stanco atto ragionieristico, un mero adempimento tecnico-contabile, un esercizio di sopravvivenza nel quale, sostanzialmente, si garantisce l’essenziale per mandare avanti la macchina amministrativa: le spese incomprimibili, i servizi minimi indispensabili e obbligatori. Tutto il resto viene rimandato alla possibilità, sempre incerta e differita, di intervenire successivamente attraverso variazioni di bilancio. È soltanto una lontana e sbiadita copia di ciò che un tempo rappresentava il cuore pulsante dell’indirizzo politico di un’amministrazione. Era l’atto che tracciava la strada lungo la quale una Giunta prima e un Consiglio poi, decidevano dove far andare la città: quali investimenti privilegiare, quali sfide affrontare, quali priorità assumere come segno identitario del proprio mandato. Costituiva, in sostanza, la traduzione numerica di una visione politica precisa.

Oggi non è più così. E non lo è più in molte città italiane, non soltanto nella nostra. Anche chi, come me, sta all’opposizione deve porsi questo tema come centrale, perché lo riguarderà quando governerà ma soprattutto perché riguarda la supremazia della politica sulla gestione, il ruolo decisivo della programmazione rispetto all’ordinaria amministrazione, la capacità della politica di orientare, e non solo di registrare, ciò che accade.

I problemi ci sono e sono oggettivi; sottovalutarli sarebbe sciocco. I vincoli statali, gli equilibri di finanza pubblica, le rigidità del sistema contabile, le incertezze dovute alla mancata approvazione dei bilanci sovraordinati – regionale e statale – da cui dipendono quote rilevanti dei trasferimenti agli enti locali: tutto questo è reale e pesante. Ma non ci si può nascondere dietro questi ostacoli. La sensazione è che, almeno in parte, questa situazione faccia anche un po’ comodo. Un bilancio che non guida più la città, ma si limita a seguirla, espone meno chi governa, rende più facile aggiustare in corsa, consente di muoversi senza assumere responsabilità chiare. E sappiamo bene che le scelte coraggiose non sono da tutti e comportano rischi. Non viviamo, purtroppo, in un’epoca di Don Chisciotte.

Il problema, però, non è contabile: è democratico.

Quando il bilancio perde valore politico, il Consiglio comunale perde il ruolo decisionale che gli è proprio; la programmazione perde respiro strategico; la città perde la capacità di immaginare sé stessa; i cittadini perdono la possibilità di valutare davvero chi li governa. Un bilancio che non sceglie non racconta niente: non indica un’idea di futuro, non definisce una direzione, non esprime alcuna priorità.

Per rompere questa deriva, serve trovare un’altra strada. Occorre rimettere al centro poche priorità chiare e dichiarate, anche nel confronto con Regione e Stato; rafforzare il personale e le competenze del servizio di programmazione economico-finanziaria e della gestione del bilancio; costituire una struttura capace di occuparsi in modo solido dei progetti di innovazione e dei fondi europei; investire seriamente negli strumenti di partecipazione territoriale e nell’amministrazione condivisa dei beni comuni; assumersi la responsabilità di rinunciare ad alcune scelte per poterne compiere altre davvero significative. Solo così il bilancio preventivo potrà tornare ad essere ciò che dovrebbe: il primo e più forte atto politico dell’anno, non un documento che certifica soltanto ciò che non si può fare.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – JACOPO TOCCACELI

Jacopo Toccaceli, Capogruppo del Gruppo Consiliare FRATELLI D’ITALIA

IDENTITA’ E SVILUPPO ECONOMICO”

Continua l’impegno di Fratelli d’Italia e della maggioranza di centro destra per la nostra città. Tante le cose fatte e molte altre quelle da fare ma le idee ci sono e la direzione è quella giusta. Molte volte si affrontano i temi dello sviluppo economico e del lavoro separatamente da quelli della cultura e dell’identità: non sono d’accordo! Una politica culturale volta a riscoprire e valorizzare l’identità di una città e di una comunità è volano per uno sviluppo economico sostenibile e conseguentemente la creazione di opportunità di lavoro sul territorio.

Nel mese di dicembre sono state presentate due mozioni che puntando alla valorizzazione di elementi identitari e da sempre nell’immaginario collettivo degli anconetani vogliono essere stimolo per il turismo, il commercio ed il lavoro. MOZIONE PER PORTA PIA: Porta Pia può essere considerata uno dei monumenti più importanti e nello stesso tempo più rappresentativi della città di Ancona. Dal punto di vista urbanistico costituisce una cerniera tra il centro storico della città ed i nuovi quartieri che si iniziarono a sviluppare a fine del 1700 a seguito della sua edificazione e poi al giorno d’oggi costituiscono la cosiddetta seconda Ancona e dal punto di vista simbolico una cerniera terra-mare che unisce Ancona ed il suo porto con le regioni di oltre Adriatico.

Da 25 anni è stata completamente e colpevolmente abbandonata: nessuna manutenzione né ordinaria né straordinaria, una ferita per la nostra città e per tutti i cittadini inoltre ad oggi è ancora proprietà del Demanio ed in uso al Comune di Ancona grazie ad una convenzione che si rinnova automaticamente di sei anni in sei anni. Con la mozione si chiede di avviare tutte le procedure necessarie affinché PORTA PIA, ritorni ad essere patrimonio della nostra città a tutti gli effetti; Quindi ad iniziare una interlocuzione con le Amministrazioni competenti per verificare la possibilità di acquisire l’immobile a patrimonio comunale, ad attivarsi per coinvolgere realtà pubbliche e private non solo del territorio comunale al fine di reperire fondi per lavori di recupero che ne permettano la riapertura e la fruizione da parte della cittadinanza, a sollecitare una collaborazione del Ministero dei Beni Culturali sia per le opere di restauro sia per i futuri usi possibili, a verificare la possibilità di dedicare una parte della struttura ad un Museo del Mare in collaborazione con le associazioni d’arma, le associazioni di categoria e tutti i soggetti rappresentativi dei lavoratori del mare. Gli spazi interni quando debitamente ristrutturati saranno in grado di ospitare attività culturali, museali e magari sarà possibile creare delle sinergie tra il pubblico e le attività private che possono offrire servizi di qualità ai cittadini e nello stesso tempo essere fonte di risorse per garantire la manutenzione e la conservazione di questo splendido monumento. Il primo importante passo è stato fatto, ma non prendiamoci in giro, la strada non sarà breve e non sarà facile, è una grande sfida che siamo intenzionati a vincere. Intanto con il bilancio 2026 sono già state impegnate le risorse per restituire dignità alla sua immagine: opere di manutenzione esterna e ripulitura nonché predisporre una illuminazione adeguata per valorizzare questo splendido monumento.

MOZIONE PER IL RICONOSCIMENTO DEI MERCATI STORICI: l’attenzione per i tesori della nostra città non ci ha fatto certamente dimenticare un tema che da sempre è al centro della nostra azione politica: creare le migliori condizioni possibili per le attività economiche. Valorizzazione del patrimonio monumentale e delle attività economiche legate indissolubilmente dal filo dell’identità come si è già detto. Con questo documento si impegnerà il Sindaco a chiedere formalmente al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli di varare una legge per il riconoscimento dei mercati ambulanti Storici, legge tra l’altro già presente in altre regioni italiane come la Lombardia ed il Piemonte, sulla falsariga di quella già approvata sui Locali storici. Ad Ancona esistono mercati di cui non possiamo non riconoscerne la storicità e di come siano dei simboli dell’identità della città, presenti da sempre nel nostro immaginario collettivo sono inoltre luoghi di socializzazione e non ultimi strumenti di controllo e presidio del territorio. Stanno per essere completati i lavori presso i due mercati coperti più importanti della città: piazza delle Erbe e mercato di Piazza d’Armi, riordinare e valorizzare i mercati ambulanti, attività assolutamente complementare, significa mettere le basi per sviluppare quelle sinergie che sono la base per la creazione di quei microcosmi economici che da sempre auspichiamo; a questo si aggiunge la valenza occupazionale che non è ovviamente di secondaria importanza. Ma su quello che presto vorremmo chiamare MERCATO STORICO DI CORSO MAZZINI, fino ad ora per tutti noi sono state le bancarelle, è opportuno fare una riflessione in più. Non credo occorra sottolineare quanto sia radicato nell’immaginario collettivo della nostra città, la sua importanza per la nostra identità e viste certe criticità che stanno emergendo a livello di ordine pubblico e disagio giovanile nel centro di Ancona l’importanza della presenza continuativa di attività economiche.Con la nuova piazza delle Erbe con il mercato ambulate si potrà iniziare finalmente a ripensare il centro come UN CENTRO COMMERCIALE A CIELO APERTO che da sempre è nei nostri progetti e sarà a beneficio di tutte le attività presenti e sicuramente ne favorirà la nascita di altre.

Il presidente Pizzi: “Bilancio come scelta etica e responsabilità condivisa”

Di Simone Pizzi, Presidente del Consiglio Comunale di Ancona

Essere il trait d’union tra la città e la pubblica amministrazione significa assumere una responsabilità che va oltre la mediazione politica: significa custodire il bene comune, traducendo le attese dei cittadini in scelte coerenti, giuste e lungimiranti. In questa prospettiva, il bilancio comunale non è un esercizio tecnico né un mero atto contabile, ma un vero e proprio atto etico, nel quale una comunità dichiara ciò che ritiene essenziale e ciò che intende consegnare al proprio futuro.

Il Consiglio Comunale di Ancona ha affrontato questo passaggio con senso delle istituzioni e con uno spirito di servizio che merita di essere sottolineato. La presenza costante, la qualità del confronto e la partecipazione attiva dei consiglieri – molti dei quali giovani – testimoniano una politica vissuta non come gestione del potere, ma come responsabilità verso le persone, in particolare verso le più fragili.

Come ricordano Luigino Bruni e Alessandra Smerilli in Benedetta economia, l’economia è davvero tale quando non diventa fine a se stessa, ma rimane strumento di relazione, di cura e di giustizia. È questa la chiave che ispira il nostro lavoro sul bilancio: considerare le risorse pubbliche non come numeri astratti, ma come possibilità concrete di inclusione, di sviluppo umano e di coesione sociale. Un bilancio giusto non è semplicemente quello che torna, ma quello che tiene insieme equilibrio finanziario e dignità delle persone.

Il dibattito consiliare rappresenta il luogo privilegiato in cui questa visione prende forma. Quando il confronto è rispettoso, aperto e orientato all’ascolto, le differenze politiche cessano di essere motivo di contrapposizione sterile e diventano occasione di arricchimento reciproco. Un’economia separata dall’etica finisce per perdere se stessa, mentre una politica che assume la responsabilità morale delle proprie scelte diventa capace di generare fiducia e futuro.

In questa stessa linea si colloca l’insegnamento di Alcide De Gasperi, per il quale la politica è autentica solo quando è animata da una profonda tensione morale. «La politica è servizio, non ambizione»: un monito che richiama tutti noi a un esercizio sobrio e rigoroso della responsabilità pubblica, soprattutto quando si amministrano risorse che appartengono all’intera comunità.

È dovere del Presidente del Consiglio comunale accompagnare questo percorso collettivo, garantendo che la discussione del bilancio diventi spazio di sintesi e non di contrapposizione, luogo di responsabilità condivisa e non di mero calcolo. È nella cura delle procedure, nel rispetto delle opinioni e nella valorizzazione del confronto che la democrazia locale trova la sua forza più autentica.

Oggi il Consiglio Comunale di Ancona conferma di voler essere non solo un organo deliberante, ma una comunità istituzionale consapevole del proprio ruolo etico. In questo cammino, il bilancio diventa lo specchio di una città che sceglie di mettere al centro la persona, la giustizia e il futuro, nella convinzione che solo un’economia orientata al bene comune possa dirsi davvero “benedetta”.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – FABIOLA FAVA

Fabiola Fava – Componente del gruppo Consiliare FRATELLI D’ITALIA

Dalla porta di casa al Consiglio: la politica a servizio dei cittadini

L’impegno di Consigliere Comunale lo vivo come una missione: avvicinare i cittadini alle istituzioni. Come? Andando a casa dei cittadini stessi ed ascoltando le loro problematiche, andando con loro a fare i sopralluoghi per la città, ascoltarli al telefono e poi parlare con gli assessori per cercare di risolvere le loro problematiche.

In questi due anni li ho aiutati ad aprire attività commerciali sfidando la burocrazia, ho portato in consiglio tramite le interrogazioni urgenti (e quindi a conoscenza di tutta la platea cittadina per una risoluzione veloce della problematica ) alcune questioni relative alla nostra città quali strisce pedonali mancanti in vari punti della città, auto che sfrecciano a velocità sostenuta in alcune vie di Ancona e l’ultima interrogazione nel consiglio ultimo scorso riferita alla circolazione di biciclette elettriche e monopattini elettrici nel camminamento di viale della Vittoria e corso Carlo Alberto dove ci sono mamme con passeggini, cittadini con cani al guinzaglio e persone anziane in carrozzina che non hanno la capacità di spostarsi velocemente se arrivano questi mezzi a velocità sostenuta. Sto aiutando i condòmini della zona antistante piazza Malatesta a venire in possesso di una piccola proprietà comunale esattamente in prossimità delle strada senza sbocco, oggetto in questo momento di parcheggio selvaggio, facendola inserire nel piano di alienazioni e valorizzazioni comunali 2025/2027.

Tra le altre cose, ho presentato insieme al consigliere Teodoro Bontempo una mozione sul prolungamento della stagione balneare / helioterapica dove gli stabilimenti balneari di Ancona possono tenere aperti i propri stabilimenti nel mese di Ottobre solo per la helioterapia. Inoltre ho avuto la delega dal Sindaco per i ‘rapporti con le band musicali’, delega che svolgo con tantissimo impegno collaborando con gli assessori Eliantonio (grandi eventi), Battino (economia della notte), Berardinelli (turismo) e Paraventi (cultura), aiutando ad organizzare manifestazioni delle band cittadine ed anche di cantanti lirici. Ho collaborato con l’assessore Eliantonio per istituire un albo delle band musicali in Ancona (il primo in Italia) dove ogni band si può iscrivere per farsi conoscere.

Collaboro con l’associazione Ragazzi Oltre, che si occupa di persone affette dallo spettro autistico, organizzando e presentando lo spettacolo annuale che cade ad aprile e i vari spettacoli di contorno che si svolgono durante l’anno.

Sempre animata dallo spirito di servizio verso i nostri concittadini, ho tantissimi altri progetti da concludere ed altri da iniziare, di cui vi parlerò in un’altra occasione.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – GIACOMO PETRELLI

Giacomo Petrelli – Componente del Gruppo Consiliare PARTITO DEMOCRATICO

Salvare Conerobus e il trasporto pubblico nella nostra città

Attese infinite alle fermate, file di studenti e pendolari ammassati, corse tagliate, mezzi fuori uso, bus stracolmi e passeggeri attaccati come sardine. Questa è la realtà che stanno vivendo cittadini anconetani, turisti e lavoratori. Il trasporto pubblico locale nella nostra città sta attraversando una fase drammatica dovuta principalmente alla crisi di Conerobus S.p.A., la società partecipata (o controllata?) dal Comune di Ancona incaricata di garantire questo servizio pubblico essenziale.

In questo momento Conerobus è in una situazione economico-finanziaria molto grave, che l’ha portata a chiudere anche nel 2024 il bilancio in rosso, con una perdita di circa un milione e mezzo di euro. Una crisi dovuta a diversi fattori strutturali, come i finanziamenti del tutto insufficienti da parte dello Stato, della Regione e del Comune, ma anche ad una riduzione dei passeggeri rispetto al periodo pre-pandemia e ad un aumento complessivo dei costi di gestione.

La soluzione non può di certo essere quella di tagliare ulteriori corse, rispetto alle molte che sono già state tagliate negli ultimi mesi, né quella di aumentare il costo dei biglietti o di tagliare il personale o gli stipendi dei dipendenti, come alcuni hanno ipotizzato. Noi dell’opposizione abbiamo presentato durante lo scorso Consiglio comunale le nostre prime proposte concrete ed urgenti per salvare Conerobus, assicurare il servizio di trasporto pubblico e tutelare i dipendenti.

Abbiamo chiesto di aumentare subito ed in maniera strutturale il corrispettivo chilometrico, ovvero le risorse che il Comune e la Regione danno alla Società per effettuare il servizio. Questo deve avvenire con risorse proprie degli Enti, ma anche chiedendo un aumento del Fondo Nazionale per il Trasporto Pubblico, che vede la nostra regione tra le ultime in termini di finanziamenti erogati. In secondo luogo, dopo aver riequilibrato stabilmente il conto economico di Conerobus, occorre prevedere una ricapitalizzazione pubblica della Società da parte di Comune, Regione e Provincia per almeno 4 milioni di euro. Infine, abbiamo proposto anche di anticipare immediatamente le rate del corrispettivo all’azienda, per darle ossigeno, consentendole di avere subito un po’ di liquidità.

Serve una strategia chiara, non confusa o ambigua, che porti le istituzioni a farsi carico della situazione direttamente, intervenendo con i propri mezzi prima di chiedere sacrifici ai dipendenti e agli utenti del servizio, non dopo. La mozione con le nostre proposte è stata bocciata dalla maggioranza di destra, che ha votato contro senza nemmeno motivare il suo voto. Hanno solo alimentato polemiche di parte, senza focalizzarsi sul trovare una soluzione concreta e rapida alla drammatica situazione.

Questo è il momento della responsabilità e delle azioni di sostanza, da mettere in campo subito per fronteggiare i disservizi, per rassicurare i dipendenti e per garantire un servizio pubblico di carattere essenziale che deve essere alla base delle politiche di mobilità della nostra città. Continueremo a vigilare sul tema, continuando a portare avanti le nostre proposte preparate e studiate con serietà, finché il problema non sarà risolto. E il problema sarà risolto quando non ci saranno più le file di cittadini ammassati davanti alle fermate dei bus, gli studenti rimasti a piedi e i mezzi strapieni guidati da autisti preoccupati dal futuro dell’azienda.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – FRANCESCO RUBINI FILOGNA

Francesco Rubini Filogna, Caprogruppo del Gruppo consiliare Altra idea di Città

Conerobus: oltre il bilancio, quale visione?

La discussione sulle pessime condizioni in cui versa Conerobus sembra inesorabilmente avvilupparsi nel più classico degli scarica barile, in un dibattito tutto esclusivamente incentrato sulle questioni legate al bilancio dell’azienda pubblica del TPL locale. Al netto della necessità non rinviabile di ripianare il debito profondo e strutturale che attanaglia Conerobus, terreno su cui Comune e Regione devono dare risposte immediate per impedire il tracollo, sarebbe ora scoccata di aprire una profonda riflessione sul modello di mobilità necessario per garantire al TPL locale di poter funzionare ed essere strumento efficace per le persone e per il territorio. Non esiste possibilità di futuro per Conerobus senza una visione di alternativa di viabilità e mobilità capace di mettere al centro il trasporto pubblico.

E allora verrebbe da chiedersi: esiste un progetto su questi temi per Ancona? Dove sono le ZTL? Dove sono le corsie preferenziali con annessi cordoli in favore dei bus? Dov’è la rete di parcheggi scambiatori tutto intorno alla città? Quali le politiche volte ad aumentare la velocità commerciale dei bus? Quali sono le politiche di incentivazione all’uso del bus e alla riduzione del traffico privato?

Evidentemente su questi temi siamo davvero all’anno zero, in una città senza alcun tipo di programmazione e visione.
Noi di Altra Idea di Città da anni immaginiamo un futuro diverso per Ancona e per Conerobus cercando, molto spesso in solitudine, di proporre soluzioni e visioni alternative. Nel frattempo, mentre la politica continua ad evitare il dibattito su questi temi, invitiamo tutta la cittadinanza ad aderire allo sciopero proclamato per il 20 novembre dalle sigle sindacali di Conerobus e al contestuale presidio sotto il Comune di Ancona.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – MARIA GRAZIA DE ANGELIS

Maria Grazia De Angelis – Consigliere del Gruppo consiliare Fratelli d’Italia

Delegata all’inclusione: un cammino condiviso per una comunità più unita

Sono presidente della IV Commissione permanente che si occupa dei servizi sociali, socio sanitari, terzo settore, politiche d’integrazione e pari opportunità. Ho ricevuto dal Sindaco Daniele Silvetti la delega per l’inclusione.

La scelta di questi campi d’applicazione come consigliera è relativa al mio lavoro di base ossia medico chirurgo con specializzazioni in anestesia e rianimazione e psicoterapia, ciò mi ha permesso di approcciare il mio impegno politico in maniera più competente per quanto riguarda i servizi socio sanitari ed il terzo settore. Tra le tante mozioni da me presentate una mi è stata particolarmente a cuore, ossia la ricomposizione della Consulta per i diritti delle persone con disabilità, che era stata sospesa per circa venti anni.
Ma ciò di cui vorrei parlarvi oggi è il mio impegno per la Delega sull’inclusione, di cui ringrazio particolarmente il Sindaco, che mi ha dato la possibilità, l’autonomia e la fiducia di approcciare questa importante materia che prevede molto impegno e dedizione.

In relazione alla delega sull’inclusione, mirata particolarmente ai quartieri del Piano/stazione e degli Archi, che sono i più popolati di cittadini delle diverse etnie, ho potuto conoscere varie realtà sociali attraverso molti incontri con i rappresentanti delle varie nazionalità (peruviani, bengalesi, africani di vari stati, argentini, pakistani, rumeni, albanesi e cinesi). Questi incontri sono stati molto utili proprio per comprendere le vere esigenze del territorio, affinché l’inclusione avvenga in maniera naturale. Da questi incontri è scaturito da parte dei cittadini stranieri il desiderio di potersi calare sempre di più nella nostra realtà anconetana ed a tal fine avvertono la necessità di alcune cose: conoscere bene la lingua italiana (per se stessi e per i famigliari), istruire adeguatamente i figli attraverso un doposcuola con volontari madrelingua e poter accedere facilmente a sportelli di ascolto comunali per esigenze varie (assistenza, lavoro, casa ecc.), tutte esigenze lecite per chi desidera iniziare una nuova vita in un paese straniero.

La mia idea d’inclusione non prevede “l’inglobamento” nella nostra società di soggetti di diverse nazioni, bensì ritengo che una conoscenza reciproca possa ispirare quella fiducia che porta alla collaborazione vicendevole.

Per tale motivo ho chiesto d’incontrare le varie associazioni che lavorano da tempo sul territorio e quindi poter formare una rete che concorre a realizzare il bene comune attraverso un’inclusione attiva, ossia attraverso la collaborazione tra istituzioni, terzo settore e cittadini, siano essi di origini estere o italiani. Accenno ad alcune di queste realtà con cui ho collaborato e che cooperano con il nostro Comune, come: Salesiani, Caritas, AMAD, Pangea, Terzavia, Casa delle Culture, Arcopolis, Centro Papa Giovanni, Giovani di ieri, City Angels, Ambasciata, Associazione Nazionale Carabinieri Sezione di Ancona; che svolgono un’attività preziosa e direi indispensabile alla realizzazione di uno sviluppo umano e concreto nel campo dell’inclusione, affinché la convivenza pacifica ed il rispetto reciproco possano creare una nuova ed armonica società.

Continuerò quindi a dedicarmi con passione a tale delega affinché Ancona possa diventare sempre più una città “modello” che miri a garantire a tutti una piena partecipazione nella società valorizzando la diversità e restituendo accoglienza e sicurezza per tutti.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – SILVIA FATTORINI

Una politica di ascolto, inclusione e responsabilità verso la comunità
Silvia Fattorini – Componente del Gruppo Consiliare ANCONA PROTAGONISTA

Sono Vice capogruppo di Ancona Protagonista per Silvetti Sindaco e presidente della V Commissione consiliare, e ho costruito il mio impegno politico sulla partecipazione, sull’ascolto e sulla vicinanza ai cittadini.

La mia candidatura nasce dal desiderio di continuare un percorso di impegno civile che porto avanti da anni nel mondo della scuola e del sociale. Ho sempre lavorato al fianco di genitori, insegnanti e studenti, promuovendo progetti educativi basati sull’inclusione e sulla partecipazione attiva. Credo che le istituzioni debbano essere realmente vicine alle persone, partendo dai bisogni più semplici fino a quelli più complessi.

Alla guida della Commissione Pubblica istruzione, disabilità nei servizi educativi ho posto al centro del mio lavoro la tutela dei più fragili e la qualità dei servizi scolastici e formativi della città. È un impegno costante che richiede sensibilità, ascolto e capacità di collaborazione con famiglie, insegnanti e associazioni.

Nel mio percorso consiliare ho presentato due mozioni approvate all’unanimità: la prima per la modifica del regolamento comunale in materia di disabilità, volta a riconoscere anche le cosiddette disabilità medie e lievi; la seconda dedicata alla manutenzione e riqualificazione dell’Ospedale Salesi, punto di riferimento per tante famiglie anconetane.

Ho inoltre portato avanti interrogazioni su edilizia scolastica, trasporto e sicurezza degli alunni, attività di pre e post scuola, dimostrando una costante attenzione ai temi dell’infanzia e della formazione.

Il Sindaco Daniele Silvetti mi ha conferito la delega ai servizi extrascolastici e oratoriali, un incarico che ho accolto con forte senso di responsabilità. Sto lavorando con grande impegno per promuovere attività educative e sociali rivolte ai giovani. Credo profondamente nel valore degli oratori come spazi di crescita, incontro e comunità.

Ho accettato di candidarmi nel progetto trasversale e inclusivo proposto dal Sindaco Silvetti, una visione di città che condivido pienamente e alla quale sono legata da stima profonda e sincera riconoscenza.

Per me la politica resta prima di tutto un servizio. Essere consigliere non è solo un incarico, ma una responsabilità verso la comunità. Significa ascoltare, essere presenti, dare voce a chi spesso non ne ha. Non ho tutte le risposte, ma ho un impegno chiaro: lavorare con onestà, trasparenza e rispetto, mettendo sempre al centro il bene comune. Credo in una politica vicina, fatta di piccoli passi concreti e dialogo costante.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – FEDERICA FIORDELMONDO

La prova di maturità della politica: minoranza di stimolo e maggioranza aperta all’ascolto
Federica Fiordelmondo, Componente del Gruppo consiliare PARTITO DEMOCRATICO

Credo che la maturità di una società si misuri anche a partire dal modo in cui si considerano e valorizzano le minoranze. Sebbene non detengano il potere decisionale, rappresentano una parte della cittadinanza e hanno il compito di esercitare un attento controllo sull’attività di governo. Per questo motivo, preferisco parlare di “minoranza” piuttosto che di “opposizione”. Il nostro ruolo deve essere di stimolo, evitando un’opposizione preconcetta. D’altro canto, è importante poter contare nella serenità e nell’apertura della maggioranza rispetto alle nostre proposte e opinioni. Quando questo non accade, a perdere sono la democrazia e l’istituzione del Consiglio comunale, che dovrebbe essere fucina di pensieri articolati e arricchenti.

Da parte mia, ho proposto diverse interrogazioni, in forma scritta e orale, su varie tematiche di interesse: dalla viabilità nella zona di Borgo Rodi, all’emergenza cinghiali, al contributo di autonoma sistemazione (CAS) per i terremotati di Ancona, passando per il sostegno ai senza fissa dimora e all’organizzazione delle mostre culturali. Inoltre, atti ispettivi su studentati, tariffe delle mense scolastiche, inquinamento acustico, piano antenne, concessioni nella zona di Portonovo. Per quanto riguarda le mozioni, presentate insieme ai colleghi di minoranza, alcune hanno toccato i temi dei servizi sanitari e della mobilità sostenibile.

Per il resto, guardo con interesse all’attività della Giunta, anche per comprendere quanti e quali propositi elettorali stiano arrivando ad una definizione. Credo in una classe politica che vince con parole di verità, anche quando ciò è faticoso e rischia di deludere i cittadini nel momento più delicato, cioè quello elettorale. Credo anche nella politica che non teme di perdere le elezioni se si dicono dei “no”. Se non avremo il coraggio della franchezza, le nostre parole risuoneranno vuote, e vuote continueranno a essere le urne.

La rivoluzione della Città, annunciata come se fosse “prêt-à-porter”, semplice e immediata, non trova oggi riscontro nei fatti. Penso, per esempio, alla lunga gestazione del restyling di Corso Garibaldi, uno dei primi obiettivi dell’Amministrazione comunale; alla gestione del verde, più lenta e farraginosa che in passato; alla riapertura della Stazione Marittima, la cui chiusura era stata narrata come mancanza di visione da parte del centrosinistra e che oggi, però, permane proprio per via degli stessi ostacoli tecnici del passato. Per il resto, si gestisce l’ordinario e si portano avanti interventi già programmati, di cui, certo, siamo contenti. Manca, però, un impulso verso nuove progettualità e anche una proattività nell’intercettare fondi europei e ministeriali. Positiva la realizzazione di eventi, ma va prestata attenzione affinché ci sia equa ripartizione delle risorse. Non potremmo accettare che tagli importanti venissero effettuati ai settori strategici, dai lavori pubblici ai servizi sociali, o che si attingesse, con relativa cautela, al tesoretto delle partecipate, com’è invece capitato.

Un capitolo di cruciale importanza è quello del Trasporto Pubblico Locale (TPL), che seguo con preoccupazione anche al di fuori dell’aula del Consiglio. La crisi post-pandemica, la guerra in Ucraina, l’inflazione strutturale, e il conseguente aumento dei costi di gestione (carburanti e materie prime), hanno provocato un incremento significativo dei costi per le aziende di trasporto, colpendo duramente anche Conerobus. Questa tendenza è destinata a persistere anche per il 2025, e non solo. In questo scenario, appare anacronistico e inadeguato il mancato aggiornamento del corrispettivo economico che Comune e Regione erogano a Conerobus per il servizio di TPL. E’ urgente che la politica metta in campo ogni sforzo e sacrificio possibile, a livello locale e nazionale, per l’aumento dei fondi destinati al TPL. Diversamente, non riusciremo, nel medio e lungo periodo, a garantire la stabilità di un servizio pubblico fondamentale e la piena tutela dei lavoratori. Su questo, come su molto altro, opereremo una vigilanza attenta, garantendo anche un atteggiamento propositivo per il bene di tutti.