Il Consiglio Comunale di Ancona ha approvato nella seduta lunedì 17 febbraio il nuovo regolamento per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP). La proposta di deliberazione, presentata dall’assessore alle Politiche della Casa Orlanda Latini, era stata licenziata dalla giunta alcune settimane fa. La modifica adegua la normativa alle disposizioni della legge regionale del dicembre 2023, che, recependo alcune sentenze della Corte Costituzionale, ha abrogato il requisito dell’attività lavorativa in ambito regionale di almeno 5 anni e del requisito dei 5 anni di residenza.
“Con queste modifiche – sottolinea l’assessore Latini – otteniamo il risultato virtuoso di ridurre i tempi di assegnazione, migliorare l’efficienza della gestione delle risorse e soddisfare il maggior numero possibile di richieste, rispondendo così alle criticità del settore abitativo. Il nuovo regolamento si propone di garantire una gestione più rapida e equa degli alloggi ERP, mettendo al centro le esigenze delle famiglie anconetane e migliorando la qualità della vita per i cittadini in maggiore difficoltà”. La riforma del regolamento mira dunque a migliorare l’efficienza del processo di assegnazione degli alloggi, aggiornando le procedure e regolamentando anche l’assegnazione degli alloggi di edilizia agevolata, in conformità con il dettato normativo della Regione Marche.
Le principali modifiche introdotte riguardano diversi ambiti. In primo luogo sono state aggiornate alcune definizioni: quella di “alloggio di edilizia agevolata” e di “nucleo familiare”, anche in relazione ad alcune specifiche (monoparentale e nuclei giovani), relative all’assegnazione del punteggio. La modifica più sostanziale è sul tipo di graduatoria, che diventa chiusa e sarà aggiornata ogni due anni, per semplificare e velocizzare il processo di assegnazione degli alloggi, evitando la revisione continua dei punteggi e il mantenimento di domande scadute. La verifica dei requisiti sarà comunque effettuata prima dell’assegnazione. Per quanto riguarda la modalità di presentazione delle domande, è ora prevista prioritariamente quella on line, con un tempo di presentazione ridotto da 90 a 30 giorni, per semplificare l’accesso al servizio. È stata inoltre recepita la modifica del punteggio relativo alla residenza continuativa nel Comune, che passa da un massimo di 5 ad un massimo di 8 punti, in accordo con la legge regionale. Al fine di agevolare lo scorrimento della graduatoria, sono inoltre ridotti i termini per la presentazione della documentazione e la scelta dell’alloggio e modificati i limiti dimensionali. In particolare, riguardo a quest’ultimo punto, si procederà all’assegnazione degli alloggi disponibili in base al numero dei componenti il nucleo, evitando le attuali sovrapposizioni di superficie che prevedono l’accavallamento tra i nuclei, ad esempio di due (da 45mq a 59mq), tre (da 54mq a 68mq) e quattro persone (da 63mq a 77mq). La proposta è quella di definire il limite senza sovrapposizione e procedere per graduatorie parallele in base al combinato superficie/numero di componenti il nucleo. Per creare un circuito virtuoso, infine, per gli assegnatari di alloggi di emergenza e simili si introduce l’obbligo di presentare domanda ed accettare obbligatoriamente l’assegnazione di un alloggio di Erp.
La città di Ancona si conferma Comune Plastic Free per la raccolta e il riciclo dei rifiuti anche per l’anno 2025. La notizia arriva direttamente da Montecitorio, dove nei giorni scorsi, alla presenza di Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, si è tenuta una conferenza stampa indetta dal Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato, nata nel 2019 per contrastare l’inquinamento da plastica e con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili. La prima candidatura risaliva al 2024 e già l’anno scorso l’Assessore al Volontariato civico Marco Battino aveva ritirato il premio – una tartaruga color oro, simbolo per eccellenza di un mare pulito e rispettoso della fauna – a Milano, alla presenza del Sindaco Giuseppe Sala e della vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli. La riconferma per il Comune di Ancona arriva anche nel 2025: il capoluogo è plastic free insieme ai Comuni di Agugliano, Polverigi, Sirolo e Fermo e ad altri 117 Comuni italiani virtuosi. Sono difatti 122 le città, i paesi e i borghi che si sono distinti «contro gli abbandoni illeciti, nella promozione di comportamenti responsabili, nelle opere di sensibilizzazione sul territorio nonché per l’impegno per una gestione virtuosa dei rifiuti urbani», sulla base di 23 parametri. A ogni Comune Plastic Free verrà assegnato un livello di valutazione espresso in tartarughe: 1, 2 o 3, fino a un massimo di “3 tartarughe gol”. Quest’anno la cerimonia per i comuni virtuosi si svolgerà sabato 8 marzo al Teatro Mediterraneo di Napoli. “Ritengo che la collaborazione tra le istituzioni, le associazioni come Plastic Free e i cittadini sia alla base di un reale cambiamento per il bene del pianeta” ha dichiarato Leonardo Puliti, referente regionale Marche-Umbria Plastic Free. “La collaborazione tra i Comuni e Plastic Free parte proprio dalla stipula di un protocollo d’intesa, cioè da un vero e proprio patto che ha l’obiettivo di generare benefici per il territorio, snellire gli iter burocratici favorendo le attività di volontariato e avvicinare l’Amministrazione ai cittadini impegnati nella tutela ambientale. Ai Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento vanno i miei complimenti – conclude Puliti – soprattutto perché hanno adottando una serie di misure concrete volte a migliorare il proprio territorio per il bene dell’ambiente e delle future generazioni”. “Si tratta di una grande riconferma per la città di Ancona – ha detto l’Assessore Battino – nominata per la prima volta Comune Plastic Free solo lo scorso anno. Nell’anno da poco concluso sono numerose le attività, non solo di raccolta, ma anche di sensibilizzazione, che abbiamo condotto sul territorio, per rimuovere, grazie all’aiuto dei cittadini di tutte le età, le più disparate tipologie di rifiuti, non solo in plastica. Quello dell’attenzione all’abbandono di rifiuti è un impegno che abbiamo assunto sin dall’inizio del mandato e per me è un onore vederci confermare questo riconoscimento, sintomo tangibile che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta e sta a noi avere la perseveranza di continuare a tenere alta l’attenzione sui temi dell’ambiente e dell’ecosostenibilità”. Per perseguire questo scopo, lo scorso novembre il Comune di Ancona ha rinnovato l’impegno all’ecosostenibilità, firmando il Protocollo d’Intesa con l’associazione.
Gli eventi realizzati ad Ancona nel 2024 Nel 2024 sono quattro gli eventi organizzati nel capoluogo regionale a sostegno dell’attenzione all’ambiente: a febbraio la raccolta dei rifiuti ha interessato il quartiere del Piano, ad aprile i volontari si sono spostati al Passetto, a giugno nel quartiere degli Archi e infine sono tornati al Passetto a fine estate per verificare la pressione antropica durante l’estate. In occasione di quest’ultimo appuntamento, che si è tenuto sul finire di settembre ed ha interessato la zona del Passetto, compresa la pineta e il parco adiacente, ha fatto registrare un quantitativo di rifiuti pari a 126 chilogrammi, con una massiccia presenza di mozziconi di sigaretta, pericolosi tanto per l’ambiente quanto per gli animali. In quella particolare occasione, inoltre, le volontarie di Impronta Animale hanno illustrato alle decine di partecipanti intervenuti i rischi concreti connessi alla presenza dei mozziconi in mare, a danno dell’intero ecosistema marittimo. “Siamo orgogliosi di aver registrato, nel corso dei diversi clan up effettuati in giro per la città un’adesione crescente, prova evidente dell’attenzione sempre più avvertita nei confronti di un tema che riguarda tutti quanti noi; alla luce di questo secondo riconoscimento mi sento di ringraziare tutti coloro che hanno preso parte ai nostri eventi, nonché l’associazione Plastic Free, la cui partnership favorisce concretamente una crescente consapevolezza non solo verso l’ambiente in sé, bensì sull’importanza di azioni di salvaguardia” conclude l’Assessore Marco Battino. Il prossimo appuntamento con Plastic Free ad Ancona sarà sabato 15 febbraio: la raccolta di plastica interesserà il tratto di spiaggia antistante la zona di Collemarino.
“Un giovane, uno studente che vuole sapere cos’è un concerto sinfonico, dovrebbe avere un’orchestra come questa”. Nicola Piovani, compositore, pianista e premio Oscar nel 1999 per La vita è bella (1997) di Roberto Benigni, parla dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, una delle tredici ICO (Istituzioni concertistico-orchestrali) in Italia: “Una formazione di un livello che tutte le regioni dovrebbero avere”.
Piovani ha diretto la FORM in un tour marchigiano partito proprio da Ancona, con il concerto nella nuova Aula Magna “Guido Bossi” dell’Università Politecnica delle Marche, inserito nel cartellone di Ancona Classica, una stagione di grande musica. “Abbiamo lavorato bene per tre giorni; questa è una di quelle orchestre con cui ti godi il lavoro perché lavora, cercando sempre di migliorarsi e provare ti dà soddisfazione. Il programma è composto da opere che non sono di repertorio, le musiche vengono lette per la prima volta e trovare il bandolo della matassa non è facile”. Quattro concerti straordinari, teatri pieni di pubblico, bis e grandi ovazioni, da Ancona a Fermo, da Pesaro ad Ascoli Piceno.
Il pubblico ha potuto ascoltare un brano tra i più interessanti di Piovani: Il canto dei neutrini, composizione per violoncello, suonato dalla bravissima Ludovica Rana, e orchestra che mette in luce tutta la sua raffinata arte musicale. “Gli artisti cantano la natura: il tramonto, il cielo stellato, la tempesta di mare, la nebbia. Cantano la natura visibile fino al Novecento, da quel momento in poi, grazie agli studi di grandi scienziati, abbiamo capito che c’è una natura immensa invisibile: è qualcosa di stupefacente. La maggior parte delle grandi realtà che esistono non si vede, non si tocca e non si sente. Quindi ho voluto scrivere questo aspetto della natura, immaginando la vita misteriosa di queste particelle. La musica è la lingua adatta a raccontare il non verbalizzabile, il non semantico, quindi si può raccontare la bellezza di questa realtà non percepibile”.
Il Maestro Piovani, che è salito sul podio della FORM per la prima volta, ha poi eseguito alcune suite di sue famosissime colonne sonore composte per pellicole di culto dello stesso Benigni, dei fratelli Taviani, di Fellini. “Le musiche de La vita è bella sono note in tutto il mondo e per me è gratificante. Devo dire che il complimento più commovente della mia vita l’ho ricevuto in Grecia. Mi ero meravigliato che tutti conoscessero la canzone Mal di luna, il secondo episodio del film Kaos di Paolo e Vittorio Taviani e mi fu detto che in quel Paese ero molto amato per la mia musica e non per i miei successi. Ecco questo ha rappresentato un aiuto a vivere bene”. E poi una riflessione sul mondo del cinema: “Scrivere musica per il cinema è un lavoro da drammaturgo musicale. I grandi compositori hanno inventato il racconto cinematografico con la musica. Oggi è diverso: ci sono le serie ed è cambiata anche la durata e la fruizione, non più in una sala cinematografica. Nessuna intelligenza artificiale avrebbe inserito lo scacciapensieri nel Far West: quella fu una grande intuizione. Quindi i nuovi artisti devono studiare e inventare qualcosa di nuovo, come fece Ennio Morricone”.
Carlo Scheggia, responsabile Comunicazione FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana
Piovani dirige Piovani Ancona 6 febbraio 2025La Form diretta da Nicola PiovaniIl concerto all’Aula magna UnivPMLudovica Rana, solista nel brano “Il canto dei neutrini” Nicola Piovani e Ludovica Rana
Nel nome e nella storia di via degli Orefici sta scritto il destino di questa piccola traversa che congiunge piazza del Papa con la parte bassa di corso Mazzini: ospitare cose preziose. Una di queste è la Congrega, un negozio, laboratorio, piccolo atelier e piccolo museo che ti accoglie con la sua luce densa, nel timbro e nell’atmosfera. È raro entrare lì senza sentire sin da subito il rumore della macchina per cucire di Emanuela. La senti, ma non la vedi prima di aver attraversato il corridoio pieno di tende, cuscini, pizzi del passato e ricami del presente. Quasi sempre è a metà del corridoio, quando questo si allarga in una grande nicchia al centro della stanza, che incontri Valeria ed Emanuela, al lavoro attorno a un tavolo, con la macchina da cucire veloce e modernissima, pezzi di stoffa e di carta, matite, spille, aghi e disegni. È lì che si trova il crocevia tra il passato e il presente, non solo della Congrega, ma anche, e soprattutto, di una tra le arti manuali meno longeve, quella del ricamo e dei tessuti, arte non durevole perché facilmente usurabili sono i materiali di cui si nutre e in cui trova sostanza. Nonostante quest’ultimo aspetto però, la Congrega ha raccolto la sfida di fermare il tempo, catalogando circa quattromila pezzi, conservandoli e ricostruendone la storia: tessuti, ma anche abiti, cappelli, borse, acquisiti negli anni, alcuni letteralmente raccolti dalla strada. Con essi è stata creata una banca dati dei tessuti, che esiste ad Ancona dal 2008. Valeria David, che la Congrega l’ha creata, racconta questa storia, nata quasi per caso e culminata nel laboratorio-negozio di via degli Orefici. La Congrega nasce alla fine degli anni ’70, quando il vintage non era un trend e l’usato era un’opportunità per molti per poter indossare un capo iconico o un vestito di qualità. Era, quindi, un negozio di abiti usati e chi, anconetano, sta almeno intorno alla cinquantina, ricorda il tempo in cui si andava da loro a comprare una giacca di renna, un jeans, un vecchio Burberry: abiti, accessori e oggetti che un tempo, prima della grande livella della globalizzazione, molti si potevano permettere solo di seconda mano. Il progetto della banca dati dei tessuti nasce invece nel 2008, quando la Regione propone un finanziamento per attività che valorizzino il centro storico. La Congrega aderì a questo progetto, nella convinzione che tutto il materiale raccolto negli anni potesse effettivamente contribuire a valorizzare il centro storico. “Noi – racconta Valeria – siamo uno dei primi negozi del vintage del centro Italia, nato alla fine degli anni ’70, quando si andava nei mercati a cercare le cose che poi si sarebbero vendute, come i jeans e le giacche di renna. Io mi imbattevo in oggetti di cui non conoscevo bene la storia, però mi rimanevano ‘attaccati nelle mani’ perché mi incuriosivano e mi interessavano”. Il fatto di aver messo mano a materiale tessile che proveniva da tutto il mondo deriva proprio da questa esperienza nei grandi mercati dell’usato. “Tutto quello che è collezionato qua – prosegue – all’epoca erano scarti. Molto arrivava dagli aiuti che gli americani avevano mandato all’Italia nel dopoguerra. Napoli era il centro di questo mercato, perché i napoletani che erano emigrati in America avevano creato questo ponte. Resina a Ercolano, che è il mercato dell’usato più grande d’Italia, nasce con questa finalità. Poi per noi questa curiosità per il tessile come materiale che ti apre a infinite storie, infinite conoscenze, è diventato un motivo di studio”. La prosecuzione del percorso della Congrega avviene dunque da una crescita culturale importante: “abbiamo frequentato una scuola di riconoscimento dei tessuti a Firenze, ci siamo evolute, abbiamo imparato. E questo ci ha permesso di rileggere tutte quelle cose che erano state acquisite così, solo per il gusto di lasciarsi prendere da oggetti che parlavano, che avevano quel ‘qualcosa’, per le fogge, per i colori, per i materiali. Poi è stato bellissimo andare a rivisitarli con nuove conoscenze e infine, grazie al progetto della Regione, abbiamo potuto fare una catalogazione”. Da quella catalogazione è nata la banca dati, cioè l’insieme dei pezzi storici collezionati, che fisicamente trova posto in uno spazio al piano di sopra del negozio, ma in gran parte anche nel negozio stesso, visibile a tutti, in fondo al corridoio delle meraviglie che ti accoglie quando entri: raccoglitori di metallo bianco e vetro, con le ante scorrevoli e i numeri di catalogazione sugli scaffali, fanno da cornice a un secondo tavolo da lavoro, dove l’ispirazione per le nuove creazioni è sicuramente alimentata dall’energia positiva di tutta quella storia. È lì che prende forma la conversazione con Valeria David, mentre in sottofondo continua a ‘suonare’ la macchina per cucire di Emanuela Micucci e si rincorrono le voci delle clienti, ma anche delle amiche e degli amici che passano per un saluto o per una chiacchierata. E così, tra i fili e le tele, arrivano i racconti di Graziella, di malanni e zeppole di Carnevale, e quelli di Andrea, degli orti urbani di Ancona, della scrittura, degli anni ’70. L’Andrea che ci fa visita è Andrea David, il fratello di Valeria, che realizzava le borse in via degli Orefici nel primo negozio, aperto nel 1977, al quale nel 1982, una volta divisa l’attività, è seguito, a pochi metri di distanza, il secondo, la Congrega di oggi. Anche queste storie fanno parte a pieno titolo del percorso, che ha avuto un’altra svolta quando è entrata in gioco la professionalità grafica di Emanuela Micucci, che ha frequentato un’importante scuola di fumetto e oggi con il filo fa quello che aveva imparato a fare con la matita. “Contemporaneizziamo la tradizione – ci spiega lei stessa – e non ci rimaniamo legati. Ci piace, sul mercato, ripercorrere anche il nostro periodo. La mia ambizione era quella di diventare una illustratrice e una fumettista. Oggi disegno con il filo quello che avrei voluto disegnare con la matita. Mi sono trovata in questo mondo per caso: quando in negozio c’era l’abbigliamento, io, studentessa di lettere, venivo nei fine settimana per aiutare. E poi sono rimasta. L’utile è diventato il dilettevole, che a sua volta è diventato l’utile. Mi sono ritagliata la mia nicchia: Vale è più ricercatrice, io sono più artigiana, sono quella a cui piace mettere le mani in pasta”. Con Emanuela la Congrega è diventata anche narratrice dell’oggi: “raccontiamo le nostre storie, le storie della città, le storie delle persone, che ce le raccontano, e noi le facciamo diventare ‘tessili’. Quello che mi piace di più è rendere questo posto un laboratorio, in cui le persone arrivano, si fermano, raccontano”. Proprio come Graziella e Andrea in questo pomeriggio. La storia del filo e del ricamo attraverso i secoli ci dice che la svolta narrativa contemporanea della Congrega ha radici profonde. Senza scomodare la valenza storico culturale dell’Arazzo di Bayeux, la nostra memoria collettiva ricorda ancora che l’arte di disegnare con il filo, e in particolare il ricamo, è, ancestralmente, un potente strumento di racconto del passato e del presente, affidato alle mani di donne e di uomini quasi sempre sconosciuti alla storia, che hanno prestato la propria perizia alla forza delle culture, delle tradizioni, dei fatti, delle idee che fissavano sulla stoffa. Questo emerge, ad esempio, da uno dei pezzi più importanti della collezione della Congrega: una stola cerimoniale ucraina che rappresenta l’albero della vita e, ai bordi, lo anima con la narrazione del ciclo dell’esistenza: una donna incinta con le braccia alzate (dalla cui sagoma ha origine l’albero), che in una progressione figurativa diventa spiga di grano e ritorna, infine, donna incinta, simbolo della rigenerazione attraverso la terra. È un ricamo realizzato nei colori del bianco e del rosso che, esplorando l’archivio, si scoprono ricorrenti nel tempo e nello spazio, insieme con il nero, per rappresentare, al di là delle singole culture, l’inizio con il latte materno, il percorso dell’età matura (rosso ovunque colore del sangue e della vitalità), e la tinta nera, ossia l’acromia della morte. Questi colori consentono così di trovare un’armonia nascosta che avvicina uno scialle che viene da una casa di Camerino al frammento di un abito palestinese, che attraverso le stesse cromie esprime lo stesso significato. E il concetto diventa chiaro quando Valeria estrae dagli espositori una rete da pesca e un quadratino di filet, una tecnica di ricamo dove appunto la figurazione si realizza su uno sfondo retinato: “la rete da pesca forma le proprie maglie con quattro nodi. La stessa rete e la stessa lavorazione le ritroviamo nel filet. Sono ‘invenzioni parallele collettive’. Nel momento in cui queste cose non potevano incontrarsi, sono state create”. E c’è l’albero della vita anche al centro di un altro pezzo importante della collezione, una stola cerimoniale turca della fine del ‘700, la cui immagine entrerà in una pubblicazione dell’Università La Sapienza di Roma che si occupa della mappatura dei musei e degli archivi riferiti alla moda in Italia. Il progetto, finanziato con i fondi del Pnrr, rientra nel CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society, che supporta l’innovazione nel settore del patrimonio culturale. Il racconto si chiude, e resta aperto, con una riflessione sulla fruibilità di questo materiale, che ai tessuti storici affianca anche importanti testimonianze della moda, a partire da epoche molto lontane. Dagli scaffali saltano all’occhio ad esempio una marsina del 1700, accanto a un completo nero scintillante di Christian Dior risalente agli anni Sessanta del Novecento, cappelli e borse di ogni foggia e materiale. Attualmente Valeria ed Emanuela raccontano la collezione ai loro clienti, che possono conoscerla in negozio, e ai turisti, che – affermano – “sono affascinati da questo racconto”. Organizzano mostre a tema, laboratori pratici in cui si usano i tessuti per nuove creazioni e hanno realizzato alcune pubblicazioni. In passato, anche prima che la banca dati prendesse forma e sostanza, diverse case di moda hanno attinto a questo materiale per i propri progetti. Ma la volontà e la speranza è quella di trovare un supporto per valorizzare ancora di più e meglio questa ricchezza che, come Valeria ed Emanuela avevano intuito all’inizio dell’avventura, è un segno distintivo per il centro storico di Ancona, nato e cresciuto, per di più, in un luogo della città in cui le cose belle sono di casa.
Margherita Rinaldi
Stola cerimoniale ucraina Stola cerimoniale turca XVIII secoloRete da pesca e filetRicamo contemporaneo work in progressTenda contemporaneaEspositore dalla banca dati dei tessutiEspositore dalla banca dati dei tessutiValeria David mostra una marsina settecentescaAbito Christian Dior anni Sessanta del ‘900Abito Christian Dior, particolareCoperta marchigiana tessute a mano con la tecnica del liccetto bianca e bluLa Congrega, esposizione contemporaneaStampa a ruggineScialle di Camerino accanto a frammento di abito palestineseEspositore dalla banca dati dei tessutiCappelli nell’espositore banca datiTessuto di ginestraValeria David ed Emanuela Micucci
Sarà l’Arpam, l’Agenzia regionale per l’ambiente delle Marche, a gestire il Piano per l’inquinamento ambientale della città di Ancona. La giunta comunale ha infatti approvato nei giorni scorsi la proposta progettuale ARPAM PIA 25-27 e a breve l’Agenzia firmerà un accordo con il Comune per procedere con la gestione.
Arpam ha già stilato un progetto operativo, che prevede l’approfondimento della conoscenza della qualità dell’aria della città di Ancona e area portuale, una serie di proposte di intervento e supporto nelle azioni di mitigazione degli impatti, la valutazione delle esposizioni ambientali e la sorveglianza epidemiologica della popolazione residente nel comune di Ancona, le necessarie campagne di informazione e comunicazione.
Obiettivo principale del progetto è quello di descrivere lo stato di salute della popolazione attraverso l’utilizzo di flussi di dati correnti, di mettere in campo, ove necessario, interventi di prevenzione e di valutare l’efficacia dei programmi di intervento già attuati o in attuazione. Tutto ciò, in forma congiunta, con la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti nell’attività di miglioramento della qualità dell’aria, conciliando le esigenze di sviluppo economico con la necessità di tutela dell’ambiente e della salute della popolazione. Gli esiti delle analisi effettuate e l’esame delle informazioni storiche saranno esaminate da tavoli tecnici predisposti per l’individuazione delle azioni di limitazione degli impatti dell’inquinamento atmosferico analizzato. I dati raccolti dai monitoraggi Arpam, in associazione con i dati sanitari ufficiali disponibili, saranno inoltre necessari ad avviare un sistema di sorveglianza epidemiologica dello stato di salute della popolazione comunale. Per le azioni del PIA è stata stanziata una somma di 195 mila euro, ripartita in parti uguali (65 mila euro) per gli anni 2025-2026-2027.
La nuova configurazione gestionale, inoltre, ha determinato anche l’aggiornamento del gruppo di progetto, al quale parteciperanno il direttore scientifico dell’ARPAM e suoi collaboratori, il Segretario generale del Comune, il dirigente del servizio Ambiente, i dirigenti coordinatori delle aree Pianificazione urbana e ambientale e dell’area Contratti e servizi, il dirigente del servizio Politiche socio-assistenziali e coordinamento ATS11, il personale amministrativo e tecnico appartenente alle aree e ai servizi, di volta in volta individuati sulla base delle esigenze. Anche la cabina di regia politico-tecnica per la condivisione degli indirizzi e delle informazioni, oltre che per il monitoraggio del progetto è stata aggiornata. Presieduta dal Sindaco, è ora composta dall’assessore ai Servizi sociali e politiche sociosanitarie, dall’assessore all’Università, dal Consigliere delegato del Sindaco al Piano per l’inquinamento ambientale Annalisa Pini, dal Segretario generale, dai dirigenti dell’area Pianificazione urbana e ambientale, dell’Area Contratti e Servizi, del sevizio Ambiente, del servizio Politiche socio-assistenziali e coordinamento ATS11. Il Consigliere comunale delegato al PIA Annalisa Pini rappresenterà l’Amministrazione Comunale anche nel Tavolo Interistituzionale, intersettoriale e multidisciplinare del progetto “Sostenibilità per l’ambiente e la salute dei cittadini nelle città portuali in Italia” collegato al Piano nazionale investimenti complementari al PNRR.
Il Progetto ARPAM per Ancona
E’ proprio l’Arpam con una scheda tecnica realizzata per ComunicAncona, a descrivere gli assi portanti del progetto. “L’impegno dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche (ARPAM) – si legge nella scheda – si fonda su cinque colonne portanti. Ciascuna di queste vede l’Agenzia impegnata in attività scientifiche e tecniche. Il team di esperti Arpam coinvolti possiede una vasta esperienza nel monitoraggio ambientale, nella modellizzazione atmosferica e nella gestione dei dati epidemiologici. Gli operatori Arpam garantiscono quindi un’analisi rigorosa e affidabile, fornendo dati validati e informazioni cruciali per la definizione delle sempre più necessarie strategie di mitigazione dell’inquinamento”.
Monitoraggio e mitigazione dell’Inquinamento atmosferico ad Ancona: il progetto vede in primo luogo l’ARPAM impegnata in un programma di monitoraggio avanzato che prevede l’utilizzo di un laboratorio mobile di ultima generazione dotato di strumentazione certificata per l’analisi della qualità dell’aria, che sarà utilizzato per consentire la migliore integrazione dei dati delle stazioni fisse già presenti sul territorio. Caratteristica peculiare del nuovo laboratorio mobile è, fra le altre innovazioni tecniche, la dotazione di un analizzatore specifico per il black carbon, un componente del particolato atmosferico derivante principalmente dalla combustione incompleta di combustibili fossili e biomasse, che consente di quantificare la concentrazione di black carbon in tempo reale, fornendo dati essenziali per comprendere la sua origine e il suo impatto sulla qualità dell’aria e sulla salute umana. Al laboratorio mobile si aggiunge, con collocazione in siti distribuiti in punti strategici della città appositamente individuati, una rete di sensori che fornirà dati cruciali per classificare le principali sorgenti emissive e migliorare i modelli previsionali della dispersione degli inquinanti atmosferici monitorati. Oltre ai consueti inquinanti monitorati, ossia PM10, PM2.5, Ossidi di azoto (NOx), Biossido di zolfo (SO2), e Benzene (C6H6), ARPAM sarà infine in grado di effettuare, grazie al proprio laboratorio dedicato, accurate analisi chimiche per l’individuazione della presenza di metalli, idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e marker specifici della combustione di biomassa, fornendo così una caratterizzazione approfondita del particolato atmosferico.
Utilizzo della modellistica su microscala: un elemento chiave del progetto PIA 25-27 è l’uso della modellistica su microscala, che consente di analizzare con maggiore precisione la dispersione e la deposizione degli inquinanti atmosferici nelle diverse aree urbane e portuali della città. “Questa metodologia – spiegano gli esperti Arpam – permette di identificare i punti critici dell’inquinamento con un dettaglio senza precedenti, fornendo dati essenziali per l’implementazione di interventi mirati di mitigazione. Grazie a modelli avanzati, è infatti possibile valutare l’efficacia di strategie come la creazione di barriere verdi, la modifica della viabilità e l’ottimizzazione della gestione del traffico, migliorando così la qualità dell’aria in modo più efficace.
Proposte di intervento e strategie di mitigazione: sulla base dei dati raccolti, la collaborazione tra ARPAM, Comune di Ancona e gli altri soggetti istituzionali coinvolti permetterà di sviluppare in sinergia strategie di riduzione dell’inquinamento atmosferico. A questo fine, aspetti innovativi del progetto sono l’impiego di software avanzati per simulare la dispersione e la deposizione degli inquinanti, tenendo conto delle condizioni microclimatiche e della presenza di eventuali ostacoli urbani, e l’utilizzo dei dati satellitari forniti dal programma Copernicus.
Sorveglianza epidemiologica e valutazione degli impatti sanitari: un ulteriore pilastro del progetto è lo studio dell’impatto dell’inquinamento sulla salute pubblica. Il servizio di Epidemiologia ambientale dell’ARPAM condurrà studi approfonditi sull’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici, utilizzando i modelli di dispersione atmosferica combinati con i dati sanitari regionali. Questi studi potranno fornire dati e indicazioni ulteriori per proporre interventi di prevenzione mirati e supportare la pianificazione di politiche ambientali efficaci per la tutela della salute pubblica.
Competenza e professionalità: Il team di esperti Arpam coinvolti possiede una vasta esperienza nel monitoraggio ambientale, nella modellizzazione atmosferica e nella gestione dei dati epidemiologici. Grazie alla loro preparazione scientifica e tecnica, gli operatori ARPAM garantiscono un’analisi rigorosa e affidabile, fornendo dati validati e informazioni cruciali per la definizione delle sempre più necessarie strategie di mitigazione dell’inquinamento.
Quattro Comuni uniti per realizzare e armonizzare una serie di interventi, anche molto importanti e attesi da tempo, che contribuiranno a rendere ancora più accessibile la Riviera del Conero: con Ancona capofila ha preso ufficialmente il via a fine gennaio la strategia ITI Portonovo, per la quale sono state firmate apposite convenzioni che riguarderanno Portonovo, Camerano, Numana e Sirolo.
La strategia si chiama ITI Portonovo, a indicare la centralità della baia all’interno dell’intera progettualità, che porta in Riviera un finanziamento di 5,6 milioni di euro erogati dalla Regione grazie ai fondi strutturali europei. Vedrà così la luce il sentiero per scendere al mare a piedi costeggiando la strada in sicurezza e con la possibilità di godere di un paesaggio sicuramente unico del litorale adriatico. Ma non solo: lo storico edificio dei Mutilatini, attualmente chiuso e in fase di degrado, sarà riqualificato con un percorso partecipato già cominciato – che sarà seguito passo passo anche da ComunicAncona – in cui il Comune, il Parco, i soggetti e le associazioni impegnate in questa parte di territorio si stanno confrontando sulle priorità e sulle necessità per la riqualificazione e il nuovo utilizzo, a servizio dei cittadini e dei turisti.
La sottoscrizione dà inoltre ufficialmente il via agli interventi per le quattro Porte del Parco del Conero, collocate nei quattro Comuni, e a una serie di interventi inclusivi e di valorizzazione turistica dell’intera area.
Ma vediamo, nel dettaglio, come si sviluppa ITI Portonovo sul territorio.
L’ITI Portonovo
A luglio 2023, dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico, la giunta comunale aveva individuato l’eco-cluster di Portonovo come area ad alto potenziale di sviluppo, in cui focalizzare una serie di investimenti di valorizzazione in chiave sostenibile e condivisa.
In concreto la Strategia prevede quattro punti: il recupero e la riqualificazione dell’ex colonia estiva dei Mutilatini come struttura ricettiva per il turismo sostenibile e per l’educazione ambientale con il coinvolgimento attivo del Parco del Conero e di molte realtà pubbliche e private del territorio, che si sono già riunite nelle scorse settimane nella sala Consiliare del Comune per dare il via a un percorso di progettazione partecipata per il recupero dello stabile e dell’area di sua pertinenza; la creazione del percorso pedonale per la discesa e per l’accessibilità inclusiva alla baia di Portonovo; l’implementazione del progetto Porte del Parco, con hub di valorizzazione e informazione turistica e di supporto alla mobilità sostenibile, nei comuni dell’area urbana per il potenziamento e sviluppo del brand turistico “Conero”; l’intervento “Conero inclusive hub”, destinato a minori, disabili e anziani. I primi tre interventi saranno realizzati a valere sui fondi PR FESR 2021-2017 e l’ultimo sui fondi PR FSE+ 2021-2027.
L’area urbana della Strategia
Per la presentazione della Strategia è stata costituita l’Area urbana con i comuni di Camerano, Numana, Sirolo ed è stato istituito il partenariato locale con le altre istituzioni del territorio (Ente Parco del Conero, SABAP Marche, Università Politecnica delle Marche). Sono stati inoltre coinvolti, in qualità di stakeholders, gli imprenditori che operano nell’area del Conero, le associazioni di categoria e le associazioni ambientaliste.
Il finanziamento
La quota assegnata ad Ancona è composta da un finanziamento totale di 5,6 milioni di euro (5 milioni di euro FESR e 600 mila euro FSE+)e si colloca all’interno delle risorse regionali previste per gli Investimenti territoriali integrati (ITI). A questa somma si aggiungono 90 mila euro FESR per le attività di assistenza tecnica, erogati in base alla graduatoria stilata da una apposita commissione regionale che, a seguito della costituzione delle cinque aree urbane, ha verificato la rispondenza del livello qualitativo delle strategie presentate.
Gli ITI delle cinque aree urbane (Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro-Fano) saranno finanziati per un importo complessivo di 28 milioni di euro.
Per le tre opere pubbliche è prevista la conclusione delle fasi di progettazione e affidamento lavori entro 30 gennaio 2026. La rendicontazione degli interventi realizzati dovrà avvenire entro il 2028.
Marta Paraventi è il nuovo assessore alla Cultura del Comune di Ancona, dopo Anna Maria Bertini, che ha guidato l’assessorato fino alle dimissioni, rassegnate mercoledì 29 gennaio. Pinacoteca, Mole e Biblioteca sono, secondo Paraventi, i punti cardine dell’impegno per Ancona nei prossimi anni, punti attraverso i quali si dovrà delineare il volto di una città che ha bisogno di rafforzare e sostanziare il proprio ruolo di capoluogo di regione.
Con queste linee guida il nuovo assessore si è presentata alla stampa, e quindi alla città, insieme con il sindaco Daniele Silvetti nello stesso pomeriggio di mercoledì 29 gennaio, ricordando anche l’opportunità del nuovo bando, emesso pochi giorni fa, che dovrà raccogliere le manifestazioni di interesse per svolgere ad Ancona le attività culturali nel 2025. Il bando sarà sicuramente la prima occasione di conoscenza delle proposte degli operatori culturali per la città, uno strumento che consentirà a Paraventi di cominciare a tessere quel rapporto di dialogo che lei stessa ha sin da subito indicato come fondamentale per la propria attività di governo della cultura anconetana, a servizio della città. Il bando per le attività culturali 2025 consentirà agli operatori di presentare proposte per festival, rassegne, conferenze e mostre, con progetti che dovranno prevedere, tra l’altro, coinvolgimento del territorio, originalità, innovatività, multidisciplinarietà, accessibilità e inclusività. Le attività finanziate si svolgeranno in diverse piazze e contenitori simbolo: piazza Cavour, piazza del Plebiscito, Mole Vanvitelliana, Spazio Presente. Su queste proposte l’assessorato alla Cultura lavorerà per creare il palinsesto culturale 2025, per comunicarlo, per configurare e mettere a disposizione gli spazi.
Storica dell’arte, giornalista, docente di Storia dell’arte, Paraventi si è laureata in lettere moderne e specializzata in storia dell’arte e delle arti minori all’Università degli studi di Bologna, perfezionandosi in gestione e valorizzazione dei beni culturali nel contesto territoriale con la Scuola Normale di Pisa. Vanta un ricco curriculum da cui si evince una preparazione scientifica che negli anni ha trovato espressione attraverso la pubblicazione, la cura e il coordinamento di numerosi saggi e volumi, tra i quali si evidenziano importanti pubblicazioni legate ai musei delle Marche e alla figura di Lorenzo Lotto: “I musei delle Marche” (Skira, 2007), di cui è co-autrice con Lucia Cataldo, “Modelli museologici e museografici nell’era della digital transformation” (Hoepli 2023), “Lotto nelle Marche”, curato da G. F. Villa, (Silvana editoriale 2011), di cui è coordinatrice scientifica, ” Lorenzo Lotto. Catalogo generale dei dipinti” di Dal Pozzolo (Skira, 2021), in cui è autrice di una delle sezioni. Dopo aver svolto la libera professione nel campo dei beni culturali, è stata funzionario della Regione Marche dal 2000 al 2020 dove si è occupata di musei, catalogazione, mostre, destination marketing, spettacolo e attività culturali. Nel 2014 ha curato il progetto The Genius of Marche, valorizzazione del patrimonio culturale della Regione Marche attraverso due documentari prodotti da Ballandi Arts per Sky Arte HD con, tra gli altri, Dante Ferretti, Giampiero Solari, Glauco Mauri. Marta Paraventi è docente di ruolo al Liceo Artistico Edgardo Mannucci di Ancona e attualmente insegna Storia all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Ha svolto l’attività di critica d’arte curando cataloghi di mostre relative ad artisti come Corrado Cagli, Edgardo Mannucci, Eliseo Mattiacci, Giuseppe Uncini, Nanni Valentini, Bruno Munari, Jeanne Silverthorne, Paolo Consorti. Nel 2023 ha curato con Annalisa Trasatti il Grand Tour vanvitelliano di Ancona; nel 2024 il progetto museologico del riallestimento dei Musei Civici di Villa Colloredo Mels di Recanati progettando la Lorenzo Lotto Digital Experience. Firma storica del Giornale dell’arte, è stata anche curatrice della rassegna di saggistica d’arte all’interno di Passaggi Festival di Fano.
La Comunicazione di Sostenibilità 2023 di AnconAmbiente S.p.A., presentata recentemente nella Sala del Consiglio di Facoltà della Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche, rappresenta un passo importante per promuovere la trasparenza e l’impegno dell’azienda verso la sostenibilità, evidenziando il legame con il territorio, ivi compreso quello di Ancona, dove AnconAmbiente ha la sua sede principale e concentra la maggior parte dei suoi servizi poiché è la città più grande che gestisce. AnconAmbiente, pur non essendo obbligata ad aderire al D.Lgs. 125/2024 che recepisce la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), ha scelto di adottare volontariamente gli standard europei, con l’obiettivo di integrarli pienamente nei prossimi anni. Questa decisione riflette un impegno verso una gestione responsabile e sostenibile che coinvolge tutte i comuni seriviti dalla società. Alla presentazione erano presenti per il Comune di Ancona: Antonella Andreoli, Assessore alle Politiche Educative, Affari Generali e Legali, Servizi Informatici e Demografici; Marco Battino, Assessore all’Università, Politiche Giovanili, Sviluppo Imprenditoriale, Economia della Notte e Volontariato Civico; Vincenzo Rossi, Capogruppo del Gruppo Consiliare Forza Italia. Presente anche l’avv. Andrea Dotti, Presidente del CDA di Viva Servizi. Il documento di Comunicazione di Sostenibilità, elaborato con il supporto del Dipartimento di Management (DiMa) dell’Università Politecnica delle Marche, offre una panoramica dettagliata delle attività realizzate da AnconAmbiente nel 2023, con particolare attenzione agli ambiti ambientale, sociale e di governance (ESG). Grazie a un’analisi di materialità, sono state individuate le tematiche più rilevanti per l’azienda e per i suoi stakeholder, fornendo una base solida per migliorare continuamente le proprie prestazioni. “Questa Comunicazione di Sostenibilità – ha dichiarato Antonio Gitto, Presidente di AnconAmbiente S.p.A. – è per noi un segno di trasparenza e responsabilità. Abbiamo scelto di intraprendere volontariamente questo percorso di rendicontazione per rispondere alle esigenze dei nostri stakeholder e per dimostrare il nostro impegno verso politiche aziendali sostenibili, in linea con le migliori pratiche europee”. Maria Serena Chiucchi, Professoressa Ordinaria del Dipartimento di Management, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento degli stakeholder. “La rendicontazione di sostenibilità è un’opportunità per creare un dialogo costruttivo con la comunità. AnconAmbiente ha adottato un approccio partecipativo che mette al centro le persone e il territorio”. Questo coinvolgimento è stato possibile grazie alla collaborazione attiva tra l’azienda e l’Università Politecnica delle Marche. Marco Giuliani, Professore Ordinario di Economia Aziendale, ha evidenziato l’approccio rigoroso adottato nella redazione del documento, conforme agli standard internazionali GRI (Global Reporting Initiative). “Il nostro obiettivo – ha spiegato – è stato garantire trasparenza e comparabilità nelle informazioni, offrendo un quadro chiaro delle performance aziendali in ambito ESG”. Il documento segna l’inizio di un percorso di rendicontazione che punta a coinvolgere sempre più la città di Ancona e i suoi cittadini, promuovendo azioni concrete per uno sviluppo sostenibile del territorio.
Pronti nuovamente a vivere le emozioni della musica dal vivo. Con il supporto del Comune, Ancona Classica lancia il cartellone 2025, realizzato grazie alla già collaudata collaborazione tra gli Amici della Musica Guido Michelli (AdM), la più affermata realtà musicale anconetana, e la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Istituzione Concertistica Orchestrale di riferimento per la regione, una collaborazione che continua ad essere sostenuta dall’Università Politecnica delle Marche e ad avvalersi della presenza di Spaziomusica – Ancona Jazz Festival.
Saranno dieci gli appuntamenti, cinque della FORM e cinque degli Amici della Musica, che dal 22 gennaio all’8 maggio, uniscono la loro offerta artistica con solisti, direttori e gruppi da camera di grandissimo prestigio al Teatro delle Muse, allo Sperimentale, e, novità per il 2025, nell’Aula Magna d’Ateneo alla facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche.
Il cartellone è caratterizzato dalla presenza di 3 artisti in residenza: il direttore e pianista Alexander Lonquich (22 gennaio), il direttore e violoncellista Luigi Piovano (29 marzo), il pianista Filippo Gorini (9 febbraio). Gli altri appuntamenti, tutti di grande caratura, omaggiano il mondo del cinema e della danza e attraversano i suoni del giorno della memoria, le affascinanti musiche russe, l’eroismo di Beethoven e la riscoperta di compositori americani di diversa estrazione. Oltre ai solisti e ai direttori già citati, all’interno del ricco programma si alternano il trombone solista dei Wiener Philharmoniker Enzo Turriziani, il maestro svizzero Matthias Bamert, compositore e direttore d’orchestra di fama internazionale che si esibisce per la prima volta in Italia, Albrecht Mayer, oboe solista dei Berliner Philharmoniker, il direttore Roberto Molinelli, due musiciste anconetane, Chiara Burattini al violoncello e Martina Giordani al pianoforte, il pianista Emanuele Arciuli, il Quartetto Eos, Premio Farulli nel 2018, e la violoncellista Ludovica Rana.
Ospite d’eccezione il premio Oscar Nicola Piovani (6 febbraio), protagonista di un evento riservato esclusivamente all’Università Politecnica delle Marche con una parte dei posti offerta a chi sottoscrive l’abbonamento FORM per la stagione sinfonica di Ancona.
I biglietti e gli abbonamenti (separati per il cartellone FORM e per quello Amici della Musica) possono già essere acquistati alla biglietteria del Teatro delle Muse. Info: 071/52525, biglietteria@teatrodellemuse.org .
I concerti degli Amici della Musica avranno inizio tutti alle 20.30 (tranne quello del 9 febbraio, in programma per le 17.30) e saranno al Teatro Sperimentale.
Anche i concerti della FORM avranno inizio alle 20.30, con l’apertura al Teatro delle Muse e successivamente 2 appuntamenti nell’Aula Magna d’Ateneo (28 gennaio e 6 febbraio) e 2 al Teatro Sperimentale (7 marzo e 8 maggio).
Info Amici della Musica Guido Michelli: www.amicimusica.an.it
Biglietteria Marche Teatro (Teatro delle Muse) martedì e mercoledì dalle 9.30 alle 14.30; giovedì, venerdì e sabato dalle 15.30 alle 19.30 (in caso di spettacolo serale, apertura continuata fino all’orario di inizio spettacolo) – tel. 071 52525 | biglietteria@teatrodellemuse.org.
Biglietteria Teatro Sperimentale: aperta la sera del concerto da un’ora prima dello spettacolo
Vendita on-line abbonamenti e biglietti su www.vivaticket.com
Tornerà ad essere un ponte tra la città e il suo mare la nuova piazza della Repubblica, che vedrà la luce grazie ai lavori in programma per il 2025. La proposta progettuale su cui si baserà la gara di appalto dei lavori, la cui prima fase della gara di appalto è prevista per il 28 gennaio, si basa sulla valorizzazione della funzione fisica di collegamento della città con il suo scalo storico, ma anche, in egual misura, sulla volontà di ricucire le memorie storiche e il contemporaneo.
Questo sarà reso possibile dallo sviluppo di una serie di dettagli architettonici e urbanistici, primi fra tutti una nuova pavimentazione capace di disegnare i percorsi pedonali e carrabili contemporanei e di recuperare la trama storica che li ha indirizzati nel tempo, una illuminazione che enfatizzerà gli spazi di stazionamento pedonale e di passaggio e anche gli edifici storici che delineano la forma della piazza, una proposta di arredi di design funzionali a unificare e conferire carattere al volto della piazza, un percorso d’acqua che dall’ingresso allo Scalo vittorio Emanuele culmina in una fontana all’ingresso del porto.
La “forma” della piazza
Ai bordi del rione San Pietro, piazza della Repubblica è il collegamento principale con l’adiacente rione Capodimonte. Di forma trapezoidale, con una superficie di circa 3800 metri quadrati, e prossima allo scalo Vittorio Emanuele del porto, è punto di intersezione dei principali assi viari urbani: è delimitata a ovest, parallelamente alla linea di costa, da via XXIX Settembre/via dell’Appannaggio e via della Loggia; sul lato opposto, verso il nucleo urbano, è raccordata con Via Gramsci e con Corso Mazzini e Corso Garibaldi, entrambi pedonali. Sui lati Nord e Sud si fronteggiano il Teatro delle Muse e la Chiesa del Santissimo Sacramento. L’area antistante al teatro delle Muse è oggi parzialmente pedonale e a seguito degli ultimi interventi di 2024 è stata rimossa la pensilina dei bus posizionata al centro. Gli stalli per i taxi sono stati posizionati di fronte al palazzo della Rai, dove presumibilmente rimarranno a seguito dell’intervento.
Le immagini storiche della metà del 1800 mostrano quanto questo accesso dal mare verso la città attraverso la piazza, per il suo carattere scenografico, fosse utilizzato dalle massime personalità del tempo. “Il progetto attuale – si legge nella relazione dei progettisti – è finalizzato a riproporre questo contatto visivo tra il mare e il tessuto cittadino che nel corso del tempo è andato perso”.
Re Vittorio Emanuele II che entra ad Ancona 1860
I lavori
Nella sua fase sperimentale l’opera, il cui costo complessivo è pari a 2,1 milioni di euro, è cominciata nell’estate 2024, in vista dello svolgimento del G7 Salute ad Ancona. L’intervento, inserito nel programma triennale delle opere pubbliche, è uno dei più connotanti all’interno del programma di governo 2025. È, infatti, uno dei principali impegni assunti dall’Amministrazione comunale.
L’obiettivo dell’intervento di riqualificazione, che si fonda sull’analisi dell’evoluzione storica (in particolare sulla carta topografica del 1844 del Grassellini), è quello di raggiungere la completa fruizione dello spazio da parte dei pedoni e la piena valorizzazione del monumentale Teatro delle Muse, rendendo piazza della Repubblica fortemente rappresentativa dell’immagine del capoluogo regionale.
La riorganizzazione della viabilità renderà esclusivamente pedonale lo spazio davanti al teatro, come avviene nella maggior parte delle città. Infine, ma non per ultimo, il progetto prevede un collegamento visivo immediatamente percepibile tra Corso Garibaldi e il mare ed esalta la presenza degli edifici storici affacciati sulla piazza.
La nuova progettazione garantirà la permanenza delle funzioni già presenti, come le aree esterne dei bar, gli stalli per gli scooter, l’area taxi e gli accessi dei mezzi di consegna di scenografie e arredi teatrali e, al contempo, incentiverà la funzione aggregativa anche con nuove attività all’aperto, come mostre e allestimenti temporanei, letture all’aperto e altre iniziative.
Sono, infine, state inserite piste tattilo-plantari LVE, in modo da poter mantenere inalterato il disegno della pavimentazione alla base dell’intervento. All’interno dell’area di intervento sono state inserite alcune mappe tattili, posizionate strategicamente.
Rendering della nuova piazza della Repubblica
La pavimentazione e gli arredi
L’analisi del ricco archivio fotografico ha consentito di individuare i tipi di pavimentazione utilizzati nella storia e la tipologia di posa e, quindi, di rivisitare le soluzioni storiche in chiave contemporanea. I materiali principali saranno la pietra arenaria, la pietra d’Istria e la pietra di Apricena. Per evidenziare la trama storica saranno creati segni a terra attraverso fasce composte da lastre di pietra d’Istria bianco-avorio resa opaca. In alcuni punti la fascia a terra diventerà elemento tridimensionale creando sedute e punti di stazionamento lungo i percorsi e ai bordi della Piazza.
Il progetto per la riqualificazione urbana è accompagnato da una proposta di arredi di design, pensati per armonizzare e unificare il volto della piazza. Nel dettaglio saranno presenti panchine e fioriere in conglomerato bianche e panchine rivestite in pietra d’Istria. L’idea è stata quella di selezionare la forma dell’arredo in base alle diverse funzioni e spazi. La zona di percorrenza dello scalo Vittorio Emanuele, disegnata e delimitata dal basamento in pietra del “palazzo RAI”, accoglierà degli arredi monolitici in pietra e cemento. Lo spazio pedonale di forma quadrangolare a fianco della Chiesa del Sacramento prevede arredi di forma circolare.
Fontana e linea d’acqua
Un ampio spazio lastricato che permette la percorrenza pedonale sullo Scalo Vittorio Emanuele sarà segnato da una larga fascia in pietra d’Istria, traccia dell’edificato storico. Al centro della fascia, una linea d’acqua, che – si legge nella relazione progettuale – “si perde nell’orizzonte del Porto”, terminerà in una fontana lineare confinata tra due setti in pietra.
La nuova illuminazione
Riconoscendo la valenza architettonica e la potenzialità della piazza come luogo di aggregazione, si è pensato alla luce come componente integrante dell’arredo e delle nuove aree. L’illuminazione sarà di due tipi: il primo più visibile ed evocativo, il secondo più nascosto e funzionale. Si avranno quindi illuminazioni puntuali che enfatizzano gli spazi di maggiore stazionamento pedonale e raccontano i percorsi di passaggio e proiettori sotto le gronde degli edifici che circondano la piazza.
Lampioni di design sono previsti in corrispondenza della fascia che evidenzia le tracce del costruito storico e accompagna la passeggiata dal corso al mare. Ad enfasi delicata della linea d’acqua che scende lungo via vittorio Emanuele si è optato per piccoli faretti a incasso nella pietra. Nella nuova area funzionale a fianco alla chiesa, le sedute circolari saranno arricchite dall’illuminazione lineare con profilo nascosto sotto seduta.
È stato inoltre previsto un sistema di gestione smart per creare scenari di illuminazione personalizzabili a seconda delle occasioni.
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