Lavori per lo studentato all’ex Deposito Derrate: nuove funzioni vitali al Parco del Cardeto

Una nuova residenza per studenti nel cuore del Cardeto e, quindi, del centro città di Ancona, in contiguità con la Facoltà di Economia e Commercio, immersa nel verde e tra le numerose testimonianze storiche che caratterizzano il parco urbano di 35 ettari a picco sul mare. I primi lavori sono iniziati all’ex deposito Derrate per dare vita al progetto dell’Ente regionale per il diritto allo studio universitario (Erdis) che vedrà la luce nel 2026.

L’edificio dei primi anni ’50 è l’ultima costruzione in ordine temporale del complesso di costruzioni militari presenti nell’area: per la sua particolare originalità come manufatto e per la sua posizione privilegiata, tra il verde e alle spalle della Caserma Villarey , è stato vincolato dal Ministero dei Beni architettonici: lo spazio sarà completamente riqualificato per accogliere gli studenti universitari e rappresenterà una svolta nelle funzioni del parco urbano, già interessato ai progetti del Demanio sulla ex caserma Stamura e sull’antico Faro e oggetto di una proposta per farlo rientrare all’interno del Parco del Conero.

Una nuova funzione, quella dello studentato, che infonderà vitalità e nuove destinazioni a tutta l’area del Cardeto: il progetto prevede la realizzazione di 59 posti letto (11 camere singole, 48 doppie), con soluzioni abitative inclusive e spazi condivisi per lo studio, il tempo libero e la socialità: aule, sala giochi, sala video, cucina comune, zona musica. Il valore complessivo è di oltre 10 milioni di euro, coperto in parte anche da fondi statali.

Ma quello dell’ex Deposito delle Derrate è solo uno dei tre nuovi studentati previsti ad Ancona. Un secondo intervento interesserà l’ex Caserma Fazio, nel quartiere Guasco, tra via Scosciacavalli e via del Faro. L’immobile, dichiarato di interesse culturale, era rimasto a lungo inutilizzato e ora il progetto, affidato a ERAP Marche, prevede la trasformazione dell’ex caserma in una residenza per studenti da 49 posti letto, suddivisi in 27 camere, la maggior parte delle quali doppie. Sono previste anche cucine collettive, spazi comuni e alloggi accessibili. Alcune camere disporranno di angolo cottura.

Il terzo intervento si sviluppa in via Saffi, nel centro storico, in un edificio di proprietà dell’Università Politecnica delle Marche e gestito da ERDIS attraverso una convenzione trentennale. Qui nascerà una residenza con 85 posti letto tra camere singole e doppie, tutte con bagno privato. Sono previsti anche soggiorni comuni, cucine, sale studio, lavanderie, una hall di accoglienza e la riqualificazione dell’ampio cortile interno. I lavori, cominciati a febbraio 2025, si concluderanno nel 2027.

I lavori all’ex deposito Derrate alle spalle della caserma Villarey

Al via la stagione delle crociere. Lo sforzo congiunto per l’accoglienza


Quaranta approdi crocieristici, dei quali 27 della flotta MSC (il venerdì alle ore 13) e gli altri di differenti compagnie, in date e orari variabili, con – tra le altre- la Caledonian Sky, la Explorer 2, la Explora I, la Le Bouganville, la Nautica, la Dumont D’Urville e la Seven Seas Navigator.

La stagione croceristica ha preso avvio a pochi giorni dalle festività pasquali, domenica 13 aprile, con l’arrivo della MS Hamburg e si concluderà il 29 novembre con la nave Viking Star. L’Assessorato al Turismo del Comune, in collaborazione con Autorità portuale e Arcidiocesi Ancona-Osimo, ha visto premiati i propri sforzi per svolgere al meglio l’accoglienza ai visitatori. Due gli indirizzi sui quali si è specificamente lavorato: l’ampliamento degli orari delle chiese, consentendo finalmente l’adozione dell’orario estivo continuato tutti i giorni in Cattedrale (eliminando quindi la pausa pranzo dalle 12 alle 13) , con attenzione particolare agli approdi crocieristici ma andando incontro, evidentemente, anche a tutti gli altri flussi turistici in arrivo ad Ancona e la razionalizzazione dell’accoglienza ai crocieristi, in precedenza svolta in siti diversi e in questa stagione concentrata per tutti gli arrivi/imbarchi nell’attrezzato terminal crociere.

Fin dal primo approdo il personale comunale, e quello incaricato, è operativo per svolgere l’accoglienza a beneficio dei crocieristi indirizzando i visitatori verso il centro storico, in particolare verso la Portella Santa Maria e Palazzo degli Anziani, sede del futuro IAT , il nuovo punto di informazione turistica.

In occasione degli approdi MSC si svolge regolarmente anche la visita guidata gratuita nel contesto del programma “Scrigni sacri ” , giunto alla dodicesima edizione, messo a punto in collaborazione con l’Arcidiocesi Ancona-Osimo.  Un itinerario attraverso le chiese e le piazze della città a cura di guide turistiche professionali, ogni venerdì pomeriggio con partenza alle 14,30 davanti alla chiesa di Santa Maria della Piazza. L’iniziativa è aperta a tutti, turisti in generale e cittadini.

Le visite sono aperte a tutti, anconetani e turisti. Non è necessaria prenotazione. Le visite si svolgeranno in lingua italiana e inglese.

Dal 18 aprile al 10 ottobre, tutti i venerdì pomeriggio. Partenza ore 14.30 da S. Maria della Piazza. Non di poco conto l’offerta del servizio del trenino turistico che riscuote il gradimento di crocieristi e visitatori e contribuisce – come nelle alte città in cui è presente- a dare l’immagine di città a tutti gli effetti “turistica”, vale a dire accogliente e organizzata. Fondamentale la disponibilità della Direzione Diocesana a contribuire a migliorare l’accoglienza dei turisti che sono sempre attratti dai luoghi sacri cittadini e in primi dal Duomo e da Santa Maria della Piazza. Dopo tanti anni finalmente l’apertura continuativa del Duomo e un nuovo bagno in prossimità dei giardini a fianco della Cattedrale”. Da parte della Autorità di Sistema Portuale del Medio Adriatico la conferma del massimo impegno nella gestione degli arrivi delle navi e quindi all’agibilità degli accosti, con la precedenza data alla compagnia principale, MSC Crociere, e l’annuncio un progetto di ristrutturazione complessivo del waterfront a partire dall’illuminazione

Federica Zandri

Progetti che diventano realtà: con “Sistema” il Centro ambientale al Parco del Cardeto

Là dove c’era un deposito di munizioni ora c’è una fabbrica di buone pratiche, nonché quattro caprette che brucano beate. È nel segno dell’inclusione e naturalismo che ha preso il via il Centro di educazione ambientale del Parco del Cardeto, una realtà che negli ultimi anni si è ancor più radicata tra i dolci declivi dell’area e che oggi sempre più richiama scolaresche, gruppi di persone con disabilità o passeggiatori incuriositi. La struttura, nata dalla rigenerazione dei vecchi costrutti nei pressi della Polveriera Castelfidardo, è gestita dalla Cooperativa Hort che ne ha fatto il fulcro delle proprie attività. Come quelle che si tengono attorno alla Fattoria urbana sorta nell’area all’aperto del Centro.

Qui chi arriva può osservare le quattro caprette sotto il cielo del Cardeto e assieme a loro le oche e le galline oltre il recinto che la sera si acquattano nei loro ricoveri di legno, nuovi anch’essi. Ancora, dal 2023 nel giardino del Centro è stato realizzato un orto rialzato che con la sua struttura ergonomica a cassettoni e i moduli di diverse dimensioni consente di piegarsi a coltivarlo anche a persone con disabilità e bambini di varie età, nel segno dell’inclusività. E poi ci sono gli spazi interni del Centro, riorganizzati, ristrutturati, arricchiti di nuovi materiali, per divenire luogo d’incontro e didattica sempre più accogliente e attrezzato.

Lo sviluppo della struttura nasce dalle idee e dalla visione di Hort ed è stato reso possibile grazie a Sistema, progetto di “cura ambientale come leva di sviluppo sostenibile” promosso da Comune di Ancona, che dal 2023 unisce in una rete di azioni oltre ad Hort anche enti e associazioni diverse: Parco del Conero, Cnr Irbim, Csv Marche Ets, Polo9, Casa delle Culture e il Circolo Legambiente il Pungitopo, Sineglossa e Scholanova di Varano, con il sostegno di Fondazione Cariverona.

In città, nel percorso Direzione Parco di Vallemiano fino al Parco del Conero, passando per il centro città e il Parco del Cardeto, sono innumerevoli le azioni sviluppate dai partner di progetto, che hanno intrecciato il rispetto per l’ambiente al turismo sostenibile e all’inserimento lavorativo di persone con fragilità, in un disegno di rafforzamento del nostro ecosistema sociale e ambientale, dal Conero al mare. Grazie a Sistema, ora nel cuore del Parco del Cardeto il Centro per l’educazione ambientale di Hort può contare su un nuovo arredo mobile e sostenibile che può essere spostato per l’occasione anche all’aperto. C’è una stanza pensata per i bambini dai 2 ai 6 anni, con lavagna luminosa, librerie montessoriane, mobili adeguati ad altezza bambino e poi c’è un’aula didattica per bambini della scuola primaria e ragazzi della secondaria. Il Centro ora è dotato di modellini d’insetti e di fiori, gli stessi che si usano nella facoltà di agraria, ci sono venti microscopi e poi espositori per fare attività con le scuole. La nuova sala convegni vanta una cattedra di legno di recupero dal design realizzato con la sovrapposizione d’intagli a forma di libri e due alberi stilizzati sulla parete.

Grazie a Sistema è stato completato anche l’impianto d’illuminazione e quello termico. Questi spazi, assieme alla fattoria urbana e all’orto didattico, sono diventati il perno di tante attività rivolte a varie fasce di età della cittadinanza, tra passeggiate nel parco, compleanni e cacce al tesoro, nonché eventi come il recente Ancona In-Forma, organizzato nella giornata di inizio aprile presso il Centro di educazione ambientale per la Giornata Mondiale della Salute e che, assieme a una serie di realtà del territorio, ha visto la partecipazione di Sistema in una parte delle attività organizzate. Ma sono state diverse le iniziative che hanno trovato ospitalità al Centro rigenerato di Hort, scaturite dalle sinergie di enti e associazioni attive per il bene comune. L’orto rialzato è divenuto lo spazio per progetti di ortoterapia con persone disabili e con disagio psichico, in collaborazione con altre cooperative del territorio.

Non solo, questi spazi, dotati sempre grazie a Sistema di una cartellonistica e segnaletica, hanno poi generato richiamo. “Grazie anche alle azioni pianificate con Progetto Sistema, il Parco del Cardeto ora ha rafforzato la sua relazione con la città – spiega Martina Perugini, presidente della cooperativa Hort – Ciò è stato possibile grazie alle tante attività che hanno trovato il loro punto di convergenza nel Centro di educazione ambientale, realizzate con le scuole, con le associazioni ambientali e con le cooperative che lavorano nel sociale e grazie ai bambini dei centri estivi. E poi ci sono i cittadini che in particolare durante il fine settimana, anche quando i nostri uffici sono chiusi, vengono a salutare gli animali della fattoria urbana”.

Marco Benedettelli, responsabile Comunicazione progetto Sistema

www.progettosistema.org

Mosciolo di Portonovo a rischio: ecco lo studio

di Francesco Regoli*, Gian Marco Luna**, Francesca Barchiesi^, Carlo Cerrano*, Luca Bolognini** (*DiSVA-UNIVPM, **IRBIM-CNR, ^IZSUM-Ancona)

Nel Novembre del 2023, su volontà del Sindaco di Ancona, è stato istituito il Tavolo Tecnico per la salvaguardia del mosciolo selvatico di Portonovo. Questo Tavolo ha visto il coinvolgimento di una serie di Enti Scientifici (Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente-Università Politecnica delle Marche DiSVA-UNIVPM, Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine CNR-IRBIM, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche IZSUM, ARPA Marche, Agenzia per l’Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca “Marche Agricoltura Pesca” delle Marche AMAP), insieme al Presidio Slow Food, i pescatori della Cooperativa di Portonovo, la Guardia Costiera, a cui si sono aggiunti nel tempo altri interlocutori. Il Tavolo è nato dall’evidenza di un forte calo della risorsa del mosciolo negli ultimi anni, e dalla volontà di capirne le cause attraverso un approccio multidisciplinare condotto da prospettive diverse.

Gli obiettivi principali del primo anno di attività del Tavolo tecnico sono stati orientati a monitorare lo stato di salute del mosciolo selvatico nell’area del Conero, a valutare l’impatto di fattori ambientali come quelli legati al cambiamento climatico, ad affrontare il ruolo delle attività di prelievo ed il loro valore da un punto di vista sia sociale che economico. La strategia inizialmente concordata è stata quella di identificare 2 Aree di Ricerca Sperimentale (ARS), posizionate rispettivamente nelle aree del Passetto e di Portonovo dove poter confrontare l’effetto delle caratteristiche ambientali e delle attività di prelievo sulle popolazioni del mosciolo di queste due aree. In realtà, già durante i primi campionamenti effettuati a marzo 2024 (prima dell’inizio delle attività di prelievo), era stata evidenziata una limitata quantità di moscioli, molto più grave di quanto ipotizzato all’inizio, con ampie zone completamente prive di organismi soprattutto nell’ARS di Portonovo rispetto a quella del Passetto. A seguito delle analisi condotte sugli organismi insediati, la causa di questa situazione è stata associata ad uno scarso reclutamento di mitili giovanili dovuto non tanto all’assenza di seme, quanto ad una serie di probabili concause, tra cui un substrato non ideale a causa del materiale trasportato e depositatosi dopo le esondazioni del 2023, ed anche le modalità di pesca che hanno compromesso la permanenza dei mitili neo-insediati su molte rocce di Portonovo.

Lo studio sui mitili di queste due zone è continuato con una serie di analisi volte a definire il loro pattern di accrescimento, lo sviluppo riproduttivo e, più in generale, la qualità e lo stato di salute degli organismi. Altre indagini sono state finalizzate a comprendere meglio quale ruolo possano avere la tipologia del substrato e altri fattori biologici (come la predazione) sull’insediamento e la resistenza dei mitili giovanili.

Infine, sono state intraprese le prime iniziative sulla componente sociale relativa al mosciolo e al suo prelievo che hanno evidenziato la consapevolezza generale della cittadinanza su questa risorsa che è presidio Slow Food, mostrando anche un elevato gradimento nel consumo del mosciolo rispetto alle cozze allevate, ma una variabile conoscenza sull’esistenza e i dettagli del limite di raccolta consentito.

L’estate del 2024 è stata tuttavia travagliata da numerosi fenomeni che hanno reso ancora più gravi gli effetti dello scarso reclutamento primaverile dei mitili giovanili. A partire da luglio sono comparse le mucillagini che, oltre alla loro massiccia presenza in superficie, hanno anche ricoperto gran parte dei fondali del Conero. E poi una eccezionale anomalia termica con significativi e duraturi aumenti di temperatura rispetto alle medie stagionali e picchi che, per numerosi giorni consecutivi, hanno superato i valori critici per la sopravvivenza dei mitili; la conseguenza è stata la ben nota e improvvisa mortalità nelle popolazioni naturali di mitili lungo tutta la costa del Conero, particolarmente grave alle quote più superficiali, caratterizzate dalle temperature più elevate, dove tutti i mitili sono scomparsi. Questa moria non è stata tuttavia limitata all’area del Conero ma si è verificata lungo tutte le coste delle Marche e di altre regioni, interessando le popolazioni naturali e moltissimi allevamenti delle lagune del nord, del Veneto, dell’Emilia-Romagna, delle Marche, dell’Abruzzo fino alla Puglia. I monitoraggi e gli approfondimenti diagnostici hanno escluso che tali morie siano state causate da fenomeni di ipossia al fondo, o dalla presenza di microalghe bentoniche tossiche, parassiti o ceppi batterici.

In questo scenario complessivo, le immersioni effettuate agli inizi di settembre, dopo la fine dell’ondata di calore e della massiccia moria, hanno evidenziato, contrariamente alle attese, un buon tasso di sopravvivenza di mitili che erano stati sperimentalmente posizionati su substrati sperimentali (rete di cocco), o mantenuti in reste sospese, o cresciuti su alcune strutture artificiali a gabbia presenti a Portonovo, con organismi di dimensioni più grandi in quelle non soggette a prelievo.

Le analisi e le osservazioni effettuate hanno permesso agli Enti scientifici di affermare che alla difficile situazione del mosciolo osservata a partire dalla primavera del 2024, abbiano contribuito una serie di fattori multipli, che hanno interagito tra loro con dinamiche complesse e non facilmente prevedibili. Tra questi fattori, variabili anche in funzione della profondità, vanno sicuramente citati il ridotto reclutamento osservato per i giovanili, le caratteristiche del substrato alterate dal materiale trasportato durante le esondazioni del 2023 o dalle modalità di prelievo dei mitili, l’elevata temperatura del mare e le prolungate ondate di calore, le condizioni trofiche alterate rispetto alla media con basse concentrazioni di nutrienti e biomassa planctonica, le condizioni ambientali con scarse precipitazioni e il limitato rimescolamento della colonna d’acqua, la presenza di mucillagine.

Ma a questo punto, quale situazione ci dobbiamo aspettare per il prossimo o per gli anni a venire? Ovviamente non è possibile pensare di modificare con interventi locali quei fattori ambientali (temperatura, nutrienti, piovosità), che influiscono su reclutamento e sopravvivenza dei mitili giovanili in primavera, o sulla mortalità massiccia dei moscioli come osservato nell’agosto 2024. E’ pertanto evidente che di fronte al ripetersi di fenomeni climatici estremi, eventi di mortalità massiccia, simili a quelli dell’ultima estate, potrebbero ripetersi. Tuttavia, il Tavolo Tecnico ha già proposto alcuni interventi da realizzare il prima possibile con finanziamenti dedicati, finalizzati ad individuare le migliori condizioni per favorire l’attecchimento del nuovo seme e degli adulti, il continuo monitoraggio delle condizioni ambientali nell’area del Conero e lo stato di salute dei moscioli. Tra questi la sperimentazione con i substrati più promettenti per il reclutamento dei giovanili, il posizionamento in mare di nuove strutture artificiali con materiali innovativi ed ecocompatibili, che favoriscano idrodinamismo e dunque creino condizioni più ottimali per gli organismi; ma è stata suggerita anche l’installazione di una boa oceanografica nell’area del Conero per il monitoraggio e la trasmissione in continuo dei dati ambientali da integrare con la prosecuzione delle analisi sulle dinamiche di accrescimento e lo stato di salute dei mitili, utili a calibrare ed ottimizzare eventuali ulteriori interventi e per le quali gli enti scientifici hanno già confermato la loro disponibilità istituzionale.

Il Tavolo Tecnico ha anche sottolineato l’importanza di una campagna di sensibilizzazione rivolta a cittadini e operatori del settore, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sull’importanza della risorsa e le eventuali riduzioni nelle attività di prelievo, promuovere pratiche di sfruttamento sostenibile e favorire la partecipazione attiva alla sua conservazione. Durante il primo anno di attività, è stata evidenziata la necessità di implementare un sistema di monitoraggio integrato per la raccolta dei dati sulla cattura dei mitili, necessario per una stima accurata dello stato della risorsa e delle dinamiche di prelievo. Dalle ultime uscite in mare effettuate a inizio 2025, le attività di prelievo dei moscioli saranno probabilmente condizionate dalla mancanza o limitata presenza di organismi di taglia commerciale prevista per il periodo estivo. Sebbene la sospensione temporanea delle attività di prelievo professionale e ricreativo su una risorsa sotto stress possa essere considerata come una scelta di buon senso, utile a favorire il recupero delle popolazioni già stressate e il pieno sviluppo dei giovanili che si stanno insediando, va tuttavia sottolineato che allo stato attuale non esistono ancora dati sufficienti per poter stabilire il reale impatto delle attività di prelievo sulla risorsa del mosciolo, dati necessari per fornire raccomandazioni gestionali solide da un punto di vista scientifico. Soltanto l’insieme delle conoscenze scientifiche, delle sperimentazioni in atto, del costante monitoraggio delle condizioni ambientali e delle attività umane potrà permettere la definizione di un modello di gestione adattativa della risorsa mosciolo, condiviso tra amministrazione, pescatori, ricercatori ed altre associazioni, che possa consentire la tutela della risorsa biologica e di quella economica tenendo in considerazione i possibili cambiamenti dei vari scenari.

(foto di archivio – Portonovo maggio 2017)

Rimodulazione tariffe di sosta per agevolare residenti e mobilità produttiva

Una piccola rivoluzione della sosta che vuole dare uno stimolo alla mobilità e alla rotazione degli stalli, e soprattutto agevolare la ricerca di parcheggio dei residenti, per i permessi dei quali non sono previsti aumenti . Incremento degli stalli blu, rimodulazione dei corrispettivi orari con tariffa media, incentivazione dell’uso di parcheggi cerniera per i pendolari che non devono soffocare la sosta in città: è questa la logica della delibera consiliare recentemente approvata sulle modalità operative di prima attuazione del contratto tra Comune di Ancona e Società Ancona Servizi per la gestione dei parcheggi a raso e in struttura.
In alcune zone i prezzi orari per parcheggiare saranno aumentati mentre in altri, meno centrali, verranno abbassati: una articolazione che verrà definita nei dettagli delle singole strade con altra delibera e che ha due obiettivi principali: la tutela dei residenti e una diversa mobilità, che stimoli il più possibile la rotazione, la circolarità e non favorisca la sosta prolungata e improduttiva.
“Questa delibera – spiega l’assessore alla viabilità Giovanni Zinni – individua il numero preciso degli stalli che vogliamo realizzare con le zone blu. Seguirà una delibera di dettaglio in cui indicheremo il posizionamento stallo per stallo. Questo atto fa parte di un percorso di riforma che ci deve portare a far sì che le zone blu siano uno strumento di tutela dei residenti, di circolarità della sosta a favore della produttività. Non vogliamo una città ferma e immobile. Ai pendolari diciamo: usate i parcheggi scambiatori”.
L’obiettivo della rimodulazione della sosta è, appunto, di una diversa mobilità: la sosta dei lavoratori che giungono in città quotidianamente deve essere dirottata nei parcheggi scambiatori a ridosso dal centro serviti dal mezzo pubblico.
Per favorire la sosta produttiva viene diminuito il costo (da 2,5 euro e 2) della seconda ora nelle zone di sosta veloce. Istituite inoltre le cosiddette “zone cuscinetto” per residenti che, collocandosi tra due aree con permessi diversi, si trovavano in difficoltà.
“Non è una rimodulazione pensata per fare cassa – assicura l’assessore – ma per gestire la sosta con altro approccio: all’aumento di una zona più interessata dalla sosta improduttiva farà da compensazione la diminuzione di altre. Si attuerà quindi una diversificazione tariffaria nelle diverse zone previste nel contratto al fine di garantire l’ordine di priorità, insieme con l’impegno di mantenere invariata la tariffa media delle singole zone”
La nuova politica sarà monitorata attraverso report periodici da parte dei Ancona Servizi Spa, anche per procedere con eventuali aggiustamenti qualora si evidenziassero situazioni di necessità.

La delibera approvata stabilisce che si possono istituire stalli di sosta a pagamento in:
ZONA ADRIATICO
Via Thaon de Revel
Via Santa Margherita
Via Raffaele della Pergola

ZONA CITTADELLA
Via Circonvallazione
Via Scandali
Via XXV Aprile
Via Gervasoni
Via Marini
Piazza Fontana
Via Vallemiano
Via Verdi

ZONA PIANO SAN LAZZARO
Via Pesaro, dall’incrocio Via Dalmazia a P.le Camerino
Via Ascoli Piceno

ZONA PALOMBINA
Via Flaminia: dal civico 357 fino al confine comunale con Falconara Marittima
lato civici pari
Via Costantini
Via Mercantini
Via Panzini

Occorrerà inoltre prevedere l’introduzione di aree con modalità di gestione tramite disco orario o altri strumenti manuali o elettronici, nella
ZONA ADRIATICO
Via Thaon de Revel: parcheggio “a cassonata” dopo civico 20;
Via Thaon de Revel: 10 posti a ridosso della scalinata di accesso alla “Piscina
Comunale del Passetto”

Per le aree di “Sosta veloce”:
la tariffa oraria sarà di € 0,50 per la prima ora e di € 2,00 per le ore successive.
In queste zone non è valido nessun tipo di permesso, fatta eccezione per quelli rilasciati alle persone con disabilità.
La sosta veloce viene riconfermata ed istituita nelle seguenti vie:
P.zza della Repubblica
Largo Sacramento
P.zza Stamira
Via Palestro: da Via Varlè a Via Simeoni
Corso Amendola: dal civico 8 al 18, dal civico 46 al 50;
Via Trieste: dall’incrocio con via Toti al civico 43 su entrambi i lati
Via Chiesa: tra via Maratta e Corso Amendola – lato civici dispari
P.zza Rosselli (kiss & ride)
Viale Cristoforo Colombo: Dal civico 4 al civico 22;
Corso Carlo Alberto: dal civico 66 al civico 74

Al fine di garantire una buona accessibilità ai presidi sanitari ambulatoriali e alle attività commerciali site in zona Adriatico e Centro, nonché di agevolare la fruizione della stazione ferroviaria, è stato ritenuto necessario incentivare la rotazione degli stalli di sosta in aree particolarmente frequentate.
Sono state quindi istituite zone in cui non è valido nessun tipo di permesso, a eccezione dei permessi per persone con disabilità, definite “zone a pagamento per tutti”, nelle vie indicate di seguito:
Via Thaon de Revel: parcheggio fronte civico 6
Largo Cappelli
Parcheggio fronte Stadio Dorico
Piazza IV Novembre: parcheggio fronte ristorante e parcheggio fronte civico 60
Piazza Rosselli
Via Corridoni, dall’incrocio con via Monfalcone a quello con via Panoramica.

La grande lirica torna da ottobre alle Muse con Verdi e Rossini

La Stagione Lirica di Ancona 2025 al Teatro delle Muse “Franco Corelli” propone quest’anno due capolavori del grande repertorio: Il Trovatore di Giuseppe Verdi e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini. Il cartellone della stagione lirica si apre venerdì 10 ottobre alle ore 20.30 con replica domenica 12 ottobre alle ore 16.00 con Il Trovatore libretto di Salvatore Cammarano e Leone Emanuele Bardare, dal dramma El Trobador di Antonio Garcia Gutiérrez, musica di Giuseppe Verdi, direttore Andriy Yurkevych, regia Giuseppe Dipasquale. La produzione è un nuovo allestimento della Fondazione Teatro delle Muse.

Venerdì 5 e domenica 7 dicembre va in scena Il Barbiere di Siviglia libretto di Cesare Sterbini, dalla commedia omonima di Pierre Carón de Beaumarchais, musica di Gioachino Rossini, direttore Jacopo Brusa, regia e scene Damiano Michieletto, costumi Carla Teti. L’allestimento del Maggio Musicale Fiorentino, Fondazione Teatro delle Muse in coproduzione con Fondazione Rete Lirica delle Marche.

L’OPERA DAL TEATRO DRAMMATICO è il tema che accomuna i due titoli: non solo la Stagione 2025 ma l’intera programmazione del triennio 2025-2027 si svolgerà, infatti, lungo un percorso tematico che mette in relazione alcune delle più celebri opere del repertorio con le loro fonti – drammi, tragedie, commedie – in un processo di assimilazione e di rielaborazione della letteratura europea che ha fatto del melodramma italiano il laboratorio di nuove drammaturgie. Nel 2025 si confrontano El Trobador di Antonio Garcia Gutiérrez (1813-1884), con il celeberrimo Trovatore verdiano e Le Barbier de Seville, la prima delle tre commedie della trilogia di Beaumarchais – già intrise di spiriti prerivoluzionari – con il capolavoro di Rossini, fornendo stimoli più ampi e approfondimenti più interessanti al consueto e al nuovo pubblico delle scuole e delle università, a cui saranno dedicati incontri ed eventi. In questa chiave è significativa la scelta dei registi, entrambi attivi tra prosa e teatro musicale: Giuseppe Dipasquale e Damiano Michieletto.

La nuova produzione de Il Trovatore è firmata da Giuseppe Dipasquale, Direttore di Marche Teatro e prestigiosa presenza nelle stagioni del teatro italiano, che torna all’opera dopo il debutto con Traviata al Teatro Massimo Bellini di Catania nel 2012. Damiano Michieletto – una delle figure più eminenti del teatro europeo – firma la regia e l’impianto scenico della produzione del Barbiere di Siviglia, nata per il Maggio Musicale Fiorentino: lo spettacolo rappresenta una delle prime tappe della carriera internazionale del regista ed è la testimonianza della genialità di un giovane artista che, agli inizi degli anni duemila, si confermò raffinato uomo di teatro producendo alcuni degli spettacoli più intelligenti ed efficaci dell’intero panorama operistico. Di livello internazionale i direttori d’Orchestra. Dirigerà Trovatore il direttore ucraino Andriy Yurkevych, che – dopo gli esordi come direttore stabile presso il Teatro Lirico Statale d’Opera e Balletto di Lviv – si è rivelato nel 2010 debuttando all’Opera di Roma con Falstaff e si è affermato rapidamente a livello internazionale con numerosi inviti presso l’Opéra di Montecarlo, il Théâtre Royal de la Monnaie, la Bayerische Staatoper, il Liceu di Barcellona, il Teatro Municipale di Santiago del Cile, la Greek National Opera e la San Franscisco Opera. È stato inoltre Direttore Musicale del Teatro Nazionale di Odessa. Attualmente è Direttore Musicale dell’Opera Nazionale Polacca al Teatro Wielki di Varsavia.

Sul podio per Il Barbiere di Siviglia sale Jacopo Brusa, che ha approfondito il repertorio rossiniano dirigendo L’inganno felice al Fraschini di Pavia con l’orchestra Virtuosi Brunenses di Brno, La cambiale di matrimonio al Festival “Rossini in Wildbad”, La Cenerentola al Piccolo Festival del Friuli Venezia Giulia. Nel 2024 è stato invitato a dirigere uno dei “Concerti di Belcanto” al Rossini Opera Festival di Pesaro.

Come di consueto una serie di incontri con il pubblico e con le scuole farà da introduzione ai titoli in programma.

Sono previste due serate come anteprima giovani, perIl Trovatore l’8 ottobre e perIl Barbiere di Sivigliail 3 dicembre, entrambe alle ore 18:00di ciascuna opera agli allievi delle scuole secondarie e agli studenti dell’Università Politecnica delle Marche.

Così come sono previste al Ridotto del Teatro delle Muse le guide all’opera gratuite aperte alla città la domenica precedente il debutto di ciascun titolo. Quindi domenica 5 ottobre guida all’opera per Il Trovatore e domenica 30 novembre la guida all’opera per Il Barbiere di Siviglia.

Come anteprima rispetto al cartellone lirico, a pochi giorni dalle festività pasquali Ancona con il Teatro delle Muse sarà protagonista di un concerto straordinario ospitando l’orchestra su strumenti originali Frau Musika diretta da Andrea Marcon, uno degli interpreti di riferimento per il repertorio barocco e classico, che accosta al Requiem di Mozart il Te Deum di Salieri, di cui ricorrono i 200 anni dalla morte. Nel programma c’è spazio anche per il Concerto n.1 per violino e orchestra in Si bemolle maggiore K 207 di Mozart, frutto della sua giovanile inventiva, con il violino solista di Paolo Tagliamento. L’orchestra è affiancata dal Coro del Friuli Venezia Giulia e da quattro voci soliste di livello internazionale: il soprano Jeanne-Marie Lelièvre, il contralto Francesca Ascioti, il tenore Leonardo Cortellazzi e il basso boliviano José Coca Loza. Il concerto tocca cinque città italiane, partendo da Ancona, realizzando un progetto di Andrea Marcon e di Frau Musika sostenuto in art bonus da Fondazione Cariverona. L’appuntamento è a cura di Fondazione Teatro delle Muse in collaborazione con Marche Teatro. Frau Musika propone un’immersione nella musica sacra di due grandi maestri come Antonio Salieri e Wolfgang Amadeus Mozart, che operarono nella Vienna di Giuseppe II. La storia li vide rivali sul palcoscenico del Teatro di Corte e negli eventi musicali della Capitale; la leggenda volle indicare Salieri come responsabile della morte prematura del più giovane collega: il dramma di Puskin nell’Ottocento, quello di Shaffer nel Novecento, ma soprattutto il film di Forman hanno reso popolare un sospetto che non ha alcun fondamento. A seguire c’è l’ampia parentesi mozartiana che inizia con il Concerto n. 1 in Si bemolle maggiore per violino e orchestra completato nell’aprile di 250 anni fa. Venuto alla luce a Salisburgo quando Mozart aveva 19 anni, il Concerto si distingue per l’estrema cura della scrittura solistica e per la ricchezza delle linee melodiche. Infine il Requiem in Re minore per soli, coro e orchestra, capolavoro ultimo la cui incompiutezza ha generato una ridda di speculazioni e di leggende, ma ha anche contribuito ad alimentare la fama postuma del suo autore. Completato da Franz Xaver Süssmayr – allievo e amico di Mozart – e da altri allievi sulla base degli appunti rinvenuti dalla vedova Constanze, il Requiem continua ad essere non solo una delle pagine più analizzate e studiate della letteratura musicale di tutti i tempi, ma soprattutto una delle opere più amate dal pubblico di tutte le età e delle più diverse culture. Fondato nel 2001, il Coro del Friuli Venezia Giulia ha al suo attivo oltre 400 concerti, grazie anche alla gestione modulare del suo organico che consente di affrontare repertori molto diversi nell’ambito della musica antica, classica, contemporanea, jazz e pop. Ospite di importanti teatri, festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero, il Coro è preparato fin dagli esordi dal maestro Cristiano Dell’Oste. Paolo Tagliamento, solista nel Concerto per violino, è nato a Conegliano nel 1977 e si è diplomato al Conservatorio di Milano ad appena 15 anni. Perfezionatosi all’Accademia Chigiana, all’Accademia Stauffer con Salvatore Accardo, poi a Madrid e a Monaco, ha intrapreso una carriera come solista e camerista che lo ha già portato ad esibirsi nei più importanti palcoscenici del mondo. Paolo suona il magnifico violino Pietro Giacomo Rogeri “il Milanollo” del 1701 concessogli in uso dalla Fondazione Pro Canale di Milano. Organista, clavicembalista e direttore, Andrea Marcon è una delle personalità musicali più in vista del repertorio barocco a livello internazionale. Già fondatore della Venice Baroque Orchestra nel 1997, che ha diretto nei più prestigiosi teatri del mondo, dal 2005 guida il complesso La Cetra Basel con il quale ha intrapreso un approfondito lavoro di ricerca sul suono originale. In veste di direttore ospite Marcon è salito sul podio di orchestre del calibro dei Berliner Philharmoniker, della Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester e delle orchestre sinfoniche delle principali radio tedesche, ed è presente nella programmazione di alcuni dei più importanti teatri d’opera, tra cui la Scala, la Fenice di Venezia, il Bolshoi di Mosca, il Palau de les Arts di Valencia.

I prezzi della Stagione Lirica restano invariati rispetto allo scorso anno.

La campagna abbonamenti della Stagione Lirica si apre:

  • da venerdì 6 giugno 2025 riconferma abbonamenti
  • da lunedì 16 giugno 2025 nuovi abbonamenti
  • da martedì 1 luglio 2025 vendita biglietti singole opere

www.fondazionemuse.org

I biglietti del concerto del 7 aprile sono in vendita dal 12 marzo in biglietteria e su www.vivaticket.com prezzi interi: platea €30, prima galleria e 1° ordine di palchi €25, seconda galleria e 2° ordine di palchi €20, terza galleria e 3° ordine di palchi €10.

www.fondazionemuse.orgwww.marcheteatro.it

Federica Zandri

I nuovi ponti accendono il futuro della Mole

Sono accesi ormai da qualche giorno i nuovi impianti di illuminazione dei due ponti della Mole Vanvitelliana, realizzati all’interno dei lavori G7 che si erano conclusi nei mesi di settembre-ottobre, prima dell’arrivo delle delegazioni internazionali. Sui due ponti sono stati installati due tipi di lampione: il primo destinato all’illuminazione del portale in pietra e del percorso e il secondo solo del percorso. I proiettori hanno quindi due tipi di ottica: ellittica per l’illuminazione del portale in pietra (led 3000K) e stradale per l’illuminazione del percorso (led 3000k). I pali, alti 5 metri, in acciaio zincato colore grigio ghisa, sono inoltre dotati di una struttura in alluminio portastendardo sulla sommità. 

L’intero progetto riguardante i ponti della Mole, che prevedeva anche il cavidotto di linea elettrica per le nuove illuminazioni, ha consentito, in generale, di riqualificare gli ingressi della Mole Vanvitelliana e di migliorare la viabilità pedonale garantendo una migliore fruibilità della Mole stessa. Il ponticello lato Porta Pia è stato riqualificato con la creazione di un percorso pedonale con cubetti in pietra arenaria al posto delle precedenti mattonelle con materiale bituminoso. Nel ponte lato Mandracchio è stata sistemata la pavimentazione in pietra con un’opera di lavorazione, ripulitura ed eliminazione degli avvallamenti. La linea ferrata ora dismessa, in passato al servizio della Mole, è stata mantenuta come oggetto storico. L’intervento ha comportato un investimento di 270 mila euro.

La breve cerimonia di accensione, a cui hanno preso parte il Sindaco Daniele Silvetti e l’Assessore ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini insieme con i tecnici comunali che hanno seguito i lavori, è stata anche l’occasione per fare il punto sugli interventi di completamento e valorizzazione della Mole Vanvitelliana, che si avvalgono di un finanziamento PNRR di 3,3 milioni di euro.

L’avanzamento dei lavori PNRR è attualmente al 66 per cento. Per quanto riguarda la riqualificazione del Ponte Nord, è stata conclusa la realizzazione dei 40 micropali di fondazione ed è in fase di produzione la struttura provvisionale, realizzata su misura, da installare per le successive fasi di lavorazione. E’ stata inoltre completata l’installazione di quasi tutti i nuovi infissi, incluse le lunette. Nella Sala Tabacchi sono stati completati la nuova pavimentazione, i nuovi servizi igienici, il nuovo ascensore, la nuova scala su misura, che è in fase di installazione. Sono in fase di ultimazione i nuovi impianti e sono da realizzare l’allaccio fognario, le opere di finitura da fabbro, il trattamento anti spolvero delle volte, le opere di finitura generali. Nelle Sale Viani e Mercanti sono stati completati i nuovi infissi, i nuovi servizi igienici ed è quasi ultimata realizzazione dei nuovi impianti. Sono da realizzare opere di finitura generali. La conclusione è prevista tra un anno, per il mese di marzo 2026.

Margherita Rinaldi

L’acqua risorsa non infinita. L’impegno di Viva Servizi

Nella settimana che porta al tradizionale appuntamento con la Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo) urge una serie e circostanziata riflessione riguardo alla scelleratezza con la quale si spreca l’acqua ritenendola a torto una risorsa infinita laddove infinita non è. Basti, ad esempio, ricordare che ad oggi nel mondo circa 2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e il 13% del territorio italiano è esposto a rischio di siccità media o severa. Si aggiunga pure che i risultati che emergono dalle rilevazioni sulla qualità del nostro mare sono figli di un cronico ritardo sugli investimenti infrastrutturale in Italia: su oltre 8000 Km di costa italiana, circa 2880 non sono serviti da impianti di depurazione adeguati a dispetto della cura e salvaguardia dell’ambiente, degli sforzi per promuovere turisticamente il nostro territorio e delle sanzioni alle quali l’Italia va incontro per le procedure di infrazioni comunitarie avviate dall’U.E.

Nelle Marche e nella parte di territorio di pertinenza Viva Servizi quello della provincia di Ancona, il quadro è più confortante. Il 25% della costa è classificato come oltre i limiti di legge ma le non conformità si rilevano principalmente alle foci dei fiumi, mentre il 93% delle acque della costa balneabili è classificato di qualità “eccellente”.

Per diffondere consapevolezza su un tema storicamente sottovalutato occorre conoscenza. Per questo la linea intrapresa dal gestore del servizio idrico è una operazione di trasparenza migliorando la comunicazione nei confronti degli utenti per accrescerne la cultura e per spiegare come un’azienda pubblica spende i soldi dei contribuenti cercando nuove fonti di finanziamento a partire dai fondi PNRR e sensibilizzando le giovani generazioni ad una migliore coscienza critica. Per questo, anche per l’anno scolastico 2024/2025, Viva Servizi ha presentato un progetto con un’offerta formativa differenziata per età e argomenti a seconda delle scuole interessate. Si chiama “A scuola con Viva” e l’obiettivo è rinnovare l’impegno per la tutela dell’ambiente tra i più giovani spiegando agli studenti perché l’acqua non si deve sprecare”. I comportamenti virtuosi di cui i ragazzi comprendono l’importanza non solo li renderà cittadini più consapevoli ma influenzeranno positivamente anche gli adulti che vivono con loro orientando le famiglie alla sostenibilità. Coerentemente con questo percorso verranno installati dei pannelli sulle spiagge di Palombina e Falconara che illustreranno in maniera chiara a turisti e residenti il progetto che prevede la realizzazione di una grande condotta in spiaggia per impedire ai collettori di riversare liquami in mare. L’intervento prevede diversi stralci ed i primi due (ripascimento zona Villanova di Falconara ed intervento sul fosso della Palombina di Ancona) troveranno realizzazione nei prossimi mesi testimoniando che di fatto il 2025 è l’anno di avvio delle opere. La soluzione progettuale scelta di concerto con i Comuni di Ancona e Falconara è stata adottata al termine di un percorso che ha previsto l’adozione di un documento preliminare di progettazione con un investimento molto significativo di oltre 45 milioni. Il completamento dei lavori impatterà positivamente anche sulla Blue Economy nelle Marche. Eppure, sempre pensando alla qualità dell’acqua che viene immessa in ambiente dopo la depurazione, vi sono fattori che non inducono all’ottimismo come gli inquinanti emergenti, in modo particolare medicinali e prodotti per personal care che, per essere trattati, richiedono importanti interventi di adeguamento dei grandi depuratori.

La cultura del non spreco non riguarda solo l’uso privato del singolo cittadino ma va perseguita fin dalla captazione quando entra nella rete distributiva per giungere a destinazione. I numeri relativi alle dispersioni in Italia sono inquietanti: 2 litri su 5 circa si perdono lungo il percorso dalle sorgenti alle case. Viva Servizi ha dimostrato capacità progettuale intercettando fondi PNRR per 28 milioni di euro su un progetto complessivio di 38 milioni per la digitalizzazione di metà della rete idrica e la lotta alla dispersione che consentirà di ridurre lo spreco entro il 2026 al 23%.

Non solo presente e futuro ma anche il passato è molto importante per creare la consapevolezza che ciò che si ha la fortuna di avere, cioè l’acqua in casa e di ottima qualità, non vada data per scontata. Nel corso di una recente conferenza stampa è stato presentato un progetto di studio con l’Università Politecnica delle Marche per indagare la storia dell’acqua ad Ancona, le fonti di approvvigionamento idrico della città di Ancona e del territorio circostante quando l’acqua aveva un uso collettivo e la fruizione era un’occasione di socialità per la comunità prima che la capillarizzazione del servizio ne rendesse l’uso individuale. I risultati dello studio attesi per l’anno prossimo saranno sicuramente interessanti.

Una riflessione a parte merita, infine, la percezione del costo dell’acqua e il rapporto sempre conflittuale di ciascun utente con la sua bolletta. La spesa media per una famiglia di 3 persone residente nei comuni di Ancona e provincia che consuma annualmente circa 120 mc d’acqua, nel 2023 era di 317 euro, nel 2024 è stata di 340 euro, nel 2025 ne spenderà 366 con un rincaro di 4 euro al mese pur considerando che la tariffa di 1,6 euro al metrocubo di acqua, rispetto agli standard europei, è significativamente bassa. Nel nord Europa a parità di consumo si spende 4-5 volte in più. Il punto nodale è che il cittadino e tutti noi comprendiamo che ciò che paghiamo con la bolletta serve per effettuare gli investimenti per mantenere e migliorare il servizio, attività che hanno costi ingentissimi.

Fabio Lo Savio