Nella settimana che porta al tradizionale appuntamento con la Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo) urge una serie e circostanziata riflessione riguardo alla scelleratezza con la quale si spreca l’acqua ritenendola a torto una risorsa infinita laddove infinita non è. Basti, ad esempio, ricordare che ad oggi nel mondo circa 2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e il 13% del territorio italiano è esposto a rischio di siccità media o severa. Si aggiunga pure che i risultati che emergono dalle rilevazioni sulla qualità del nostro mare sono figli di un cronico ritardo sugli investimenti infrastrutturale in Italia: su oltre 8000 Km di costa italiana, circa 2880 non sono serviti da impianti di depurazione adeguati a dispetto della cura e salvaguardia dell’ambiente, degli sforzi per promuovere turisticamente il nostro territorio e delle sanzioni alle quali l’Italia va incontro per le procedure di infrazioni comunitarie avviate dall’U.E.
Nelle Marche e nella parte di territorio di pertinenza Viva Servizi quello della provincia di Ancona, il quadro è più confortante. Il 25% della costa è classificato come oltre i limiti di legge ma le non conformità si rilevano principalmente alle foci dei fiumi, mentre il 93% delle acque della costa balneabili è classificato di qualità “eccellente”.
Per diffondere consapevolezza su un tema storicamente sottovalutato occorre conoscenza. Per questo la linea intrapresa dal gestore del servizio idrico è una operazione di trasparenza migliorando la comunicazione nei confronti degli utenti per accrescerne la cultura e per spiegare come un’azienda pubblica spende i soldi dei contribuenti cercando nuove fonti di finanziamento a partire dai fondi PNRR e sensibilizzando le giovani generazioni ad una migliore coscienza critica. Per questo, anche per l’anno scolastico 2024/2025, Viva Servizi ha presentato un progetto con un’offerta formativa differenziata per età e argomenti a seconda delle scuole interessate. Si chiama “A scuola con Viva” e l’obiettivo è rinnovare l’impegno per la tutela dell’ambiente tra i più giovani spiegando agli studenti perché l’acqua non si deve sprecare”. I comportamenti virtuosi di cui i ragazzi comprendono l’importanza non solo li renderà cittadini più consapevoli ma influenzeranno positivamente anche gli adulti che vivono con loro orientando le famiglie alla sostenibilità. Coerentemente con questo percorso verranno installati dei pannelli sulle spiagge di Palombina e Falconara che illustreranno in maniera chiara a turisti e residenti il progetto che prevede la realizzazione di una grande condotta in spiaggia per impedire ai collettori di riversare liquami in mare. L’intervento prevede diversi stralci ed i primi due (ripascimento zona Villanova di Falconara ed intervento sul fosso della Palombina di Ancona) troveranno realizzazione nei prossimi mesi testimoniando che di fatto il 2025 è l’anno di avvio delle opere. La soluzione progettuale scelta di concerto con i Comuni di Ancona e Falconara è stata adottata al termine di un percorso che ha previsto l’adozione di un documento preliminare di progettazione con un investimento molto significativo di oltre 45 milioni. Il completamento dei lavori impatterà positivamente anche sulla Blue Economy nelle Marche. Eppure, sempre pensando alla qualità dell’acqua che viene immessa in ambiente dopo la depurazione, vi sono fattori che non inducono all’ottimismo come gli inquinanti emergenti, in modo particolare medicinali e prodotti per personal care che, per essere trattati, richiedono importanti interventi di adeguamento dei grandi depuratori.
La cultura del non spreco non riguarda solo l’uso privato del singolo cittadino ma va perseguita fin dalla captazione quando entra nella rete distributiva per giungere a destinazione. I numeri relativi alle dispersioni in Italia sono inquietanti: 2 litri su 5 circa si perdono lungo il percorso dalle sorgenti alle case. Viva Servizi ha dimostrato capacità progettuale intercettando fondi PNRR per 28 milioni di euro su un progetto complessivio di 38 milioni per la digitalizzazione di metà della rete idrica e la lotta alla dispersione che consentirà di ridurre lo spreco entro il 2026 al 23%.
Non solo presente e futuro ma anche il passato è molto importante per creare la consapevolezza che ciò che si ha la fortuna di avere, cioè l’acqua in casa e di ottima qualità, non vada data per scontata. Nel corso di una recente conferenza stampa è stato presentato un progetto di studio con l’Università Politecnica delle Marche per indagare la storia dell’acqua ad Ancona, le fonti di approvvigionamento idrico della città di Ancona e del territorio circostante quando l’acqua aveva un uso collettivo e la fruizione era un’occasione di socialità per la comunità prima che la capillarizzazione del servizio ne rendesse l’uso individuale. I risultati dello studio attesi per l’anno prossimo saranno sicuramente interessanti.
Una riflessione a parte merita, infine, la percezione del costo dell’acqua e il rapporto sempre conflittuale di ciascun utente con la sua bolletta. La spesa media per una famiglia di 3 persone residente nei comuni di Ancona e provincia che consuma annualmente circa 120 mc d’acqua, nel 2023 era di 317 euro, nel 2024 è stata di 340 euro, nel 2025 ne spenderà 366 con un rincaro di 4 euro al mese pur considerando che la tariffa di 1,6 euro al metrocubo di acqua, rispetto agli standard europei, è significativamente bassa. Nel nord Europa a parità di consumo si spende 4-5 volte in più. Il punto nodale è che il cittadino e tutti noi comprendiamo che ciò che paghiamo con la bolletta serve per effettuare gli investimenti per mantenere e migliorare il servizio, attività che hanno costi ingentissimi.
Fabio Lo Savio




