Ecco il bilancio di metà mandato tra opere pubbliche, spazi ritrovati, eventi e accoglienza

“Vedo una città più viva, più consapevole delle potenzialità che ha e di cui deve assolutamente disporre per diventare più attrattiva. Credo che gli investimenti che stanno arrivando dal settore privato in ogni ambiti, l’imponente investimento nei lavori pubblici, i tanti piccoli e grandi eventi che hanno animato la nostra comunità e le cifre con il segno più che oggi possiamo mostra, la dicono lunga su quanto questa Amministrazione sia stata una leva per il capoluogo. Non ho difficoltà a dire che si conferma l’obiettivo della grande Ancona, di una città, cioè che deve riscoprire la fiducia in se stessa, quale capoluogo di regione, e la voglia di essere protagonista”. Il sindaco Silvetti traccia un bilancio di metà mandato dell’Amministrazione comunale di Ancona che si costruisce su interventi conclusi, opere in corso e programmi avviati, che segnano il ritorno della città all’interno dei propri spazi simbolo e alla riscoperta della propria identità urbana, sociale e culturale con la Pinacoteca comunale riaperta, l’Anfiteatro tornato a ospitare stagioni estive, oltre 127 mila metri quadrati di strade riasfaltate e/o sottoposte a manutenzione in tutta la città, con progetti e interventi in questo settore che proseguiranno anche nel 2026 e negli anni successivi. Cantieri attivi nei principali contenitori culturali e infrastrutture strategiche. Vediamo i punti salienti di questo bilancio

A metà mandato, il bilancio dell’attività dell’Amministrazione comunale di Ancona si costruisce su interventi conclusi, opere in corso e programmi avviati, che segnano il ritorno della città all’interno dei propri spazi simbolo e alla riscoperta della propria identità urbana, sociale e culturale.

Il G7 Salute, che si è tenuto ad Ancona nel mese di ottobre 2024, è stato un momento centrale della sindacatura, un vero e proprio volàno, che ha portato ad Ancona risorse straordinarie e interventi su viabilità, area portuale, affacci urbani e spazi pubblici. Questi lavori si sono integrati con il programma ordinario di manutenzione, che ha interessato strade, scalinate, mercati e impianti sportivi. Eventi internazionali e manifestazioni culturali hanno valorizzato luoghi identitari e generato ricadute economiche su ristorazione e ricettività.

Parallelamente, l’Amministrazione ha proseguito nel lavoro per la restituzione dei grandi spazi e contenitori alla città, dalla Mole Vanvitelliana alla biblioteca fino ai mercati storici. Questo percorso si collega anche alla prospettiva futura della candidatura di Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028, a conferma di un impegno che lega patrimonio, infrastrutture, spazi pubblici e visione urbana.


Lavori pubblici e grandi opere

I cantieri attivi testimoniano l’impegno dell’Amministrazione nella cura e nello sviluppo della città. Sono stati completati o avanzati interventi come quello che ha riguardato la Pinacoteca civica Francesco Podesti, riaperta a inizio dicembre, la messa in funzione, a settembre, della mensa scolastica di Candiala riqualificazione di Piazza della Repubblica perfettamente in linea con il cronoprogramma, i lavori al Mercato del Piano, tutti gli altri interventi PNRR, la realizzazione di un nuovo skatepark a Posatora e la restituzione alla città della scalinata monumentale del Passetto con una nuova illuminazione, funzionale ma anche artistica. Questi interventi coniugano manutenzione ordinaria e valorizzazione dei luoghi, migliorando qualità urbana e fruibilità.

Manutenzioni

La manutenzione straordinaria ha interessato, tra l’altro, oltre 127.000 metri quadrati di strade, diffuse in tutto il territorio comunale, ha previsto nuovi impianti di illuminazione e interventi di decoro urbano. Il verde della città è stato riorganizzato, con la gestione affidata ad Ancona Servizi.

Tutto questo conferma l’attenzione alla cura quotidiana della città, con impatto immediato sulla vita dei cittadini.

Piano urbanistico e rigenerazione

Ancona ha anche avviato il percorso strategico verso il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), dopo l’approvazione della nuova legge urbanistica regionale, con l’obiettivo di favorire rigenerazione urbana e contenimento del consumo di suolo. Varianti urbanistiche sono state approvate per ex Lancisi, parcheggio dell’ospedale e recupero di immobili inutilizzati, in una visione coordinata con altri enti istituzionali, come l’Agenzia del Demanio che, attraverso l’accordo “Piano città di Ancona”, prevede una gestione sinergica del territorio e uno sviluppo urbano sostenibile.

Sicurezza e protezione civile

La città ha rafforzato la sicurezza con un Corpo di Polizia Locale oggi vicino alle 100 unità grazie alle nuove assunzioni, nuove dotazioni, controllo tecnologico avanzato e nuovo presidio sempre attivo nell’ex edicola di Piazza Ugo Bassi. Grandi eventi, emergenze come alluvioni, sisma, incendi e sbarchi dei migranti sono stati gestiti in sicurezza. Il Piano Comunale di Protezione Civile è stato aggiornato per garantire interventi rapidi e coordinati.

Ambiente: qualità dell’aria e verde urbano in città

Il Comune di Ancona ha avviato un sistema strutturato per il monitoraggio della qualità dell’aria, in collaborazione con ARPAM 2 centraline fisse, collocate alla Cittadella e in zona Stazione/Palombella, rilevano in modo continuo gas e particolato secondo la normativa vigente. I dati, validati da ARPAM, sono pubblicati sul sito dedicato AnconaRespira e su diversi monitor installati in città: nel 2024 e 2025 non sono stati rilevati superamenti dei limiti di legge.

Parallelamente, l’Amministrazione lavora per reperire finanziamenti volti a migliorare la qualità dell’aria e incrementare il verde urbano, elemento chiave anche per l’adattamento ai cambiamenti climatici. In questo contesto si inseriscono i progetti Life+ A-GreeNet e C.L.I.M.A., collegati ai programmi P.I.A. – Progetto Inquinamento Atmosferico (2021–2024 e 2025–2027). Le iniziative hanno promosso un percorso partecipato che ha portato alla stipula di un Contratto di Forestazione Urbana e alla pubblicazione di un bando dedicato a progetti di microforestazione.

Porto: la stazione marittima

L’Amministrazione Comunale ha inserito tra gli obiettivi prioritari del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), attualmente in fase di redazione, la rimessa in funzione della Stazione ferroviaria Marittima. Parallelamente, si è fatta promotrice dell’istituzione di un apposito tavolo di confronto con Regione Marche, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, finalizzato alla riattivazione della stazione ferroviaria marittima all’interno dell’ambito portuale di Ancona.

L’obiettivo è quello di verificare preliminarmente, da parte di RFI, la fattibilità tecnica dell’intervento, per la quale la stessa RFI si è impegnata a redigere specifici approfondimenti progettuali entro l’inizio del prossimo anno.

La città si è riaccesa con grandi eventi

Ancona ha riconquistato il proprio spazio pubblico attraverso eventi di forte impatto culturale e internazionale. Concerti, manifestazioni istituzionali e il G7 Salute hanno valorizzato luoghi simbolo, creando non solo occasioni di aggregazione ma anche benefici economici per il territorio. La città ha rafforzato la propria reputazione anche come set cinematografico e location per trasmissioni nazionali, ampliando la visibilità e l’attrattività del patrimonio urbano.

Turismo e accoglienza

L’attenzione verso il turismo e l’accoglienza ha prodotto risultati concreti: nel 2025 i visitatori sono aumentati quasi del 14% (+20,2% gli stranieri), con 45.575 presenza assolute, con 7.640 partecipanti alle visite guidate e 20.000 presenze a due edizioni dell’Ulisse Fest. I luoghi della città, riaperti e restituiti alla fruizione, hanno favorito eventi e momenti di aggregazione, mentre il progetto di city brand coinvolge cittadini e categorie economiche per promuovere una visione condivisa della città.

Ancona definisce la propria vocazione universitaria

I posti letto per studenti sono cresciuti da 358 a 500, con una previsione di 990 per il prossimo anno. Più di 4.000 giovani non solo dall’Italia, ma da tutta Europa, sono stati accolti tra Erasmus Generation Meeting e Campionati nazionali Cus, mentre oltre 2.000 ragazzi hanno partecipato alle due edizioni di Startan, la prima fiera italiana dell’imprenditoria giovanile, dedicata all’orientamento “smart” delle nuove generazioni, con 9 nuove startup del territorio finanziate nel 2025. Tutto questo ha consolidato la città come polo dinamico per innovazione e formazione, in stretta sinergia con l’università, con le imprese del territorio, con gli incubatori e gli acceleratori di startup, con la rete Anci dei Comuni marchigiani.

Cultura e partecipazione

La cultura rimane al centro delle strategie della città, con Ancona candidata a Capitale italiana della Cultura 2028. Dal 2023 sono stati concessi oltre 300 patrocini e finanziati 70 progetti culturali, rafforzando il rapporto con associazioni e operatori locali. La riapertura della Pinacoteca, dopo due anni di lavori, segna un punto di svolta simbolico, mentre il ritorno del Premio Marche in città rafforza il legame con la tradizione e il patrimonio culturale locale.

Scuola, natalità e servizi alla famiglia

Le tariffe dei nidi sono state calmierate, i centri estivi hanno registrato un numero record di iscritti, le mense scolastiche hanno ottenuto il bollino oro nazionale per il livello biologico. Cinque nuovi scuolabus elettrici migliorano la mobilità scolastica, mentre il Bonus Bebè e il Bonus Utenze hanno supportato famiglie a basso reddito.

Attenzione alle donne e alla parità

Iniziative e convegni hanno affrontato la violenza di genere, mentre il Premio Stamira è stato istituito per valorizzare ogni anno le donne che hanno dato lustro alla città. La rete con la Commissione Pari Opportunità Regionale è stata rafforzata, creando strumenti concreti di sostegno e riconoscimento.

Servizi sociali e cura dei fragili

Il Tavolo Minori con istituzioni e terzo settore è stato riattivato: mira alla ridefinizione dei servizi per l’Infanzia; aumentato il numero dei minori a carico: attualmente sono 575 i minori seguiti su indicazione del tribunale; il PUA, centro di integrazione sociosanitaria è operativo al Poliambulatorio Bonarelli. Sono in fase di realizzazione progetti di cohousing intergenerazionale e abitazioni emergenziali, istituita la nuova Consulta della Disabilità e organizzato il Festival della Salute per dare continuità al format del G7 Extra Salute programmato in occasione dell’incontro intergovernativo internazionale di ottobre 2024.


Digitalizzazione e servizi al cittadino

Sono 194 i servizi digitali oggi attivi, con le attivazioni SPID passate da 3 a 276. Le certificazioni di stato civile digitali sono aumentate da 8.141 a 12.800, affiancate da sportelli di alfabetizzazione digitale per garantire accesso e inclusione.


Potenziamento della macchina comunale per garantire risultati e sviluppo

Il piano assunzionale 2023–2025 ha portato 253 nuove unità, con la forza lavoro complessiva prevista in crescita da 725 a 780 dipendenti. L’incremento ha riguardato in particolare la Polizia Locale e i servizi tecnici, per garantire capacità organizzativa e risposta efficace alle esigenze della città, soprattutto in termini di sicurezza, manutenzioni e cura del decoro.

L’esperto sui lupi “Sono predatori, dimentichiamo Cappuccetto Rosso”


L’avvistamento ormai non più occasionale di esemplari di lupo anche nella periferia della città ha creato allarmismo tra i cittadini. Per comprendere cosa stia accadendo abbiamo chiesto a Ciro Manente, Fondatore dell’Associazione Popoli&Lupi, studioso e divulgatore scientifico di questo predatore da oltre 40 anni, il quadro della situazione alla luce del suo lavoro di studio e ricerca con Parchi e Riserve in molte parti d’Italia tra le quali l’Ente Parco regionale del Conero.

“Grazie alla collaborazione da circa 4 anni con il Parco del Conero – dice Manente – stiamo monitorando mediante l’utilizzo di fototrappole il branco composto da 3 esemplari che vive sul Conero e che presidia il proprio territorio. La lupa che abbiamo ribattezzato “Pocaluce” perché ha un occhio menomato, è arrivata sul Conero a seguito della pandemia che ha consentito ai cinghiali di riappropriarsi di una parte di territorio fino al mare approfittando della forzata permanenza di tutti noi nelle case. Il cinghiale è la preda principale del lupo. La lupa “Pocaluce” poi ha accolto un compagno con il quale ha avuto la prima cucciolata. Una figlia di questa prima cucciolata vive ancora con i genitori ed ha il ruolo di “helper” cioè di aiutante della coppia dominante a crescere le successive generazioni ma non si riproduce. I cuccioli restano circa un anno coi i genitori poi vengono accompagnati fuori dal territorio familiare e “invitati” a cercarne uno proprio diventando lupi in dispersione”.

I lupi che vengono avvistati nella periferia sono lupi in dispersione?

Esattamente. Sono esemplari che, spinti dalla fame, cercano cibo “facile” e i nostri animali da affezione e da cortile sono per loro, giovani, spesso inesperti e debilitati dalla fame, prede facili ma è una fase temporanea che dura di solito fino a gennaio. Sono visibili perché, per evitare di giungere a contatto con altri branchi passano in territori non presidiati. Il lupo percorre anche 50-60km al giorno. Un lupo radiocollarato sulla Sila, dopo un mese era sulle colline sopra Montecarlo.

Perché non cacciano i cinghiali?

Non è vero che non cacciano i cinghiali. Dall’esame delle immagini scattate dalle fototrappole i cuccioli di cinghiale restano la preda preferita tanto che, a seguito dell’arrivo del lupo nel Parco, i cinghiali nella zona tra il Musone e il Conero si sono imbrancati, cioè hanno costituito gruppo sempre più numerosi per difendersi meglio dagli attacchi del loro predatore principale. Il cinghiale fa 8-10 cuccioli ad ogni parto. Considerato che per ristabilire lo squilibrio che s’era creato, il Parco del Conero ha attivato una serie di azioni dirette ed indirette molto efficaci, formando i selettori e contenendo così la crescita del numero in modo costante e puntuale. Nel solo 2025, da gennaio ad oggi, sono stati abbattuti circa 300 cinghiali. Si tenga conto che era un’attività assolutamente necessaria e tempestiva perché i cinghiali sono in grado di arrecare grossi danni all’agricoltura e causare incidenti stradali. Una famiglia di lupi alleva e cresce i propri cuccioli solo se ha abbastanza cibo per sé stesso e per i nuovi nati, cosa che non avviene invece per i cinghiali.

Veniamo all’aspetto della sicurezza: c’è da temere se si avvista un lupo?

Non bisogna farlo avvicinare scacciandolo muovendo le braccia, urlando e non perdendo tempo a scattare foto o registrare video. Col Parco del Conero abbiamo messo a punto un decalogo con le buone pratiche che è stato stampato in migliaia di copie e che è stato distribuito nelle 15 conferenze che dal 2024 abbiamo cominciato a tenere ad Ancona e nei comuni limitrofi per formare ed informare i cittadini sulla presenza del lupo e che è a disposizione di cittadini e turisti presso l’Infocenter del Centro Visite del Parco a Sirolo, negli Iat dei comuni del Parco e online nel sito del Parco. L’Ispra certifica casi di attacchi all’uomo da parte di esemplari problematici, uno in Abruzzo ad esempio, ma sono veramente eccezioni. Lasciamo ai libri per bambini la narrazione fiabesca. La realtà è che il lupo ha una grande paura dell’uomo ed è bene che continui ad averne: il lupo confidente è problematico e può essere pericoloso. Il lupo confidente è quel lupo che, se scacciato, non fugge perché ormai è abituato all’uomo e non ne ha paura.

Il lupo a livello europeo è stato declassato da specie “rigorosamente protetta” a “protetta” a livello europeo: che significa?

Nella realtà poco cambia perché il lupo rimane una specie protetta e non cacciabile. Solo in casi eccezionali e con deroghe specifiche, un esemplare può essere catturato e portato in territorio montano una volta accertato dalle autorità che si sia in presenza di un particolare lupo problematico. In Italia sono censiti circa 3.300 lupi. Nel caso le autorità decidano per l’abbattimento di un esemplare è un compito che spetta alla Forestale o alla Polizia Provinciale oppure il Presidente di Regione individua un candidato che viene formato con un corso approvato da Ispra e viene autorizzato ad abbattere quel lupo certificato come problematico.

Fabio Lo Savio – Ufficio Stampa Parco del Conero

La parola agli assessori/ Angelo Eliantonio “Il nuovo baricentro degli eventi”

Di Angelo Eliantonio

Rafforzare la visibilità e il posizionamento di Ancona nel panorama dei grandi eventi musicali e istituzionali, fare rete con gli operatori del commercio e della ristorazione, dare una scossa all’economia locale e alla attrattività del capoluogo: il lavoro fatto in questi anni sull’organizzazione di eventi ha risposto a questi obiettivi, in un percorso che ha restituito ad Ancona una rinnovata credibilità.

Un lavoro che ha permesso di valorizzare i nostri luoghi del cuore: dal Monumento ai Caduti del Passetto al Porto Antico – nell’iconico percorso da mare a mare – dall’Anfiteatro Romano al Parco del Cardeto. Spazi che, attraverso la musica e la partecipazione popolare, sono diventati scenari capaci di unire la comunità e rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini. Nei grandi eventi, infatti, non c’è solo spettacolo: c’è identità, memoria, orgoglio di essere parte di una stessa storia.

Accanto alla dimensione culturale e sociale, non va dimenticato l’impatto economico che questi appuntamenti generano sul territorio. Le attività di ristorazione, somministrazione e ricettività beneficiano in modo diretto dell’afflusso di pubblico, contribuendo a sostenere il tessuto commerciale della città e ad alimentare un circuito virtuoso che coinvolge imprese e lavoratori.

Oggi però si apre una nuova fase. Dopo aver riportato alla ribalta i luoghi simbolici della nostra città e della nostra storia, l’Amministrazione intende ora costruire un modello di eventi ancora più capillare e riconoscibile, definendo un nuovo baricentro: la piazza più centrale della città, che diventerà il fulcro della programmazione futura.
Una scelta strategica, pensata per rendere gli eventi più accessibili, più frequentati e più integrati nella quotidianità degli anconetani, oltre che per creare nuove opportunità per le attività commerciali limitrofe.

Piazza Cavour, cuore pulsante della vita urbana, diventerà così lo spazio privilegiato per grandi rassegne, concerti, appuntamenti culturali e momenti di condivisione collettiva. Un luogo aperto e attrattivo, con una importante capacità ricettiva anche per tour che richiedono una determinata capienza, che può generare economia e rappresentare, in modo ancora più incisivo, l’immagine di una città che guarda avanti.

Ancona ha già dimostrato di saper essere protagonista. Con questo nuovo passo, siamo pronti a farla diventare punto di riferimento stabile per i grandi eventi, confermando una visione che mette al centro la comunità, la cultura e lo sviluppo del territorio.

IL PERSONAGGIO/ Annalisa Trasatti, una guida esperta nella meraviglia e nella storia di Ancona

Educatrice museale, guida turistica, appassionata divulgatrice di arte e storia, attualmente coordinatrice dei servizi del Museo Tattile Statale Omero: la si può incontrare in testa a un gruppo di turisti mentre illustra con la sua energia competente i monumenti di Ancona, o mentre va in giro a Capodimonte dove è considerata un punto di riferimento. Se non conoscete Annalisa Trasatti adesso ve la presentiamo noi.

Allora Annalisa, partiamo da Ancona di cui sei anche cittadina benemerita (ha ricevuto l’attestato di civica benemerenza quest’anno) e che hai indagato in un libro recente: quale credi sia il suo punto di forza rispetto al turismo?

Ritengo che la definizione che più si addice alla nostra città è “la bella sconosciuta”. L’effetto di stupore che riscontro nei turisti è tale da diventare una vera e propria arma vincente. A questo aggiungiamo la bellezza intrinseca della sua morfologia, del mare che appare all’improvviso, dove meno te ne aspetti, la luce ancora “mediterranea” , senza dimenticare la sua scenografica monumentalità.

Quale è il tour più significativo per conoscere la città?

Il cuore di Ankon batte tra il colle Guasco e il Colle Cardeto, dove sono visitabili i resti dell’anfiteatro romano, la Cattedrale, nonché il suggestivo Parco del Cardeto. Da qui a scendere si percorre un vero e proprio viaggio nel tempo lungo l’asse principale, l’ex strada Maestra, ovvero via Pizzecolli dove possiamo incontrare tutte le principali chiese e i palazzi fino al Teatro delle Muse. Immancabile una tappa alla Fontana delle Tredici Cannelle e di lì piazza Cavour

E il tuo luogo del cuore?

Non ho dubbi nel rispondere, ricordo ancora vividamente l’emozione della prima passeggiata a fine lockdown. Sono uscita di casa a piedi per raggiungere l’ingresso del Parco del Cardeto di via Birarelli, per affacciarmi sulla falesia, proprio sotto il Faro Vecchio. Come mi disse una volta una bambina che guidavo con i suoi compagni di classe, in questo luogo: “Maestra ma allora è questo l’infinito!”

Il punto della città o il monumento che desta più meraviglia?

La terrazza a mare del Passetto. Eh si perché il nostro Monumento per antonomasia non è soltanto un Altare della patria, una doppia scalinata e un ascensore, ma è soprattutto un affaccio, un “miradouro” come li chiamano a Lisbona, da dove è impossibile non “spiccare il volo” con la fantasia, e il pensiero va verso il Sud e l’Oriente.

Nella tua attività ti occupi di arte e di multisensorialità: come si sviluppa questo rapporto tra espressione artistica e sensi ? E soprattutto che impatto ha nei giovani e giovanissimi che si accostano al Museo tattile statale Omero per la prima volta?

Lasciamelo sottolineare, ad Ancona c’è l’unico Museo tattile statale al mondo! Non nego che la possibilità e la sfida di lavorare qui, oramai da oltre 20 anni, è stato uno dei motivi che mi ha permesso di restare nella mia città. E’ un vero piacere accogliere tutti i giorni studenti, ma anche ricercatori, operatori museali e docenti che ogni giorno, da tutto il mondo ci contattano e vengono in visita. Nel tempo abbiamo sempre di più sperimentato che l’idea e il sogno di due persone non vedenti (Aldo e Daniela Grassini) di toccare e far toccare l’arte anche alle persone con disabilità visive, è diventato un vero e proprio “regalo” per tutti. Chi non vorrebbe accarezzare tutto ciò che è bello, tutto ciò che si ama? La prossima sfida è coinvolgere in questo approccio multisensoriale tutta la città di Ancona, dalla prima accoglienza, alle strutture ai trasporti.

Nel tempo dei social che macinano informazioni e rendono accessibili le più svariate informazioni, che senso e importanza ha la divulgazione ?

Ritengo che sia necessaria e complementare. Io stessa a volte mi stupisco dell’apprezzamento che riscontro nei partecipanti dei miei tour, spesso dedicati anche a residenti e pensati su temi e approfondimenti ad hoc, in forma anche di giochi interattivi. Io non rinuncerei mai al contatto diretto, al dialogo, allo scambio con persone da cui posso sempre imparare. I canali social sono altrettanto utili, e li curo personalmente, e grazie a questi ( penso soprattutto ad Instagram) Ancona, vanta,oggi, finalmente, un immaginario visivo più ricco e variegato. Alcuni luoghi, scovati e ben valorizzati dagli utenti, sono diventati solo successivamente tappe turistiche. Un esempio su tutti il Belvedere Casanova da cui godere uno dei più bei tramonti dell’Adriatico.

Molti ti chiamano “il sindaco di Capodimonte” Cosa rappresenta per te questo quartiere?

Ogni volta che penso alla fortuna di essere vissuta, appena nata, in una casa- terrazza di via Cialdini affacciata sul porto, capisco il peso che quell’ “imprinting” ha avuto sul mio amore per Ancona. Poi, dai 4 anni, ho abitato nei quartieri nuovi, alle Brecce Bianche, e Capodimonte era sempre un “ritornare”, che fosse per il pranzo della domenica dalla nonna o per un giro alla scoperta della Cittadella o della Sinagoga. Capodimonte è comunque sempre stata – anche – la comunità della Parrocchia di San Giovanni Battista, storicamente francescana, che ha visto nascere la Mensa del Povero e il laboratorio artigianale di Santa Elisabetta. Nonostante i frati non ci siano più da anni lo spirito di accoglienza e generosità permane, nelle attività di volontariato di Nadia Bellelli e Giovanna Cipollari, nei presepi e nella cura del verde del sig. Nando Paciotti, nel coro natalizio della Chiesa. L’esperienza del covid ci ha uniti ancor di più e il gruppo Facebook “Io vivo a Capodimonte” che ho aperto nel 2010, appena tornata residente, durante il lock down si è vivacizzato in maniera inaspettata. Dal 2021 in poi si sono susseguite cene di quartiere, tour guidati e concertini con residenti ed amici di tutte le età. Ed è proprio recente la bella notizia che in occasione della riapertura della Pinacoteca Civica, verrà restaurata la lapide sulla facciata della casa natale di Francesco Podesti, sull’omonima via. Insomma la storia di Ancona non passa solo dal colle Guasco, tutt’altro, fino al 1797 l’ingresso via terra della città era proprio Porta Capodimonte, l’attuale Largo Casanova. Tutto è relativo, dipende dal punto di vista… e questo Ancona ce lo insegna quotidianamente!

Ancona e la musica, da oltre un secolo un dialogo di armonia e qualità

Centoquattro rassegne di musica classica, oltre mille concerti. È un legame ormai indissolubile quello fra la città di Ancona e la Società Amici della Musica “Guido Michelli”, una delle più antiche associazioni concertistiche italiane tuttora attive (1914 l’anno di fondazione). Filo che si è interrotto solo durante le guerre mondiali, per poi essere riannodato con ancora più vigore grazie alla forza dirompente delle note e della bellezza.

«Osservare i musicisti dialogare con se stessi e tra di loro, rendendo il pubblico partecipe di questa “conversazione”, è forse il modo migliore per riscoprire e sviluppare quelle capacità di ascolto che nella società contemporanea si stanno progressivamente perdendo». Questo, sintetizzato dal direttore artistico, Fabio Tiberi, è l’obiettivo prioritario degli Amici della Musica di Ancona, che possono contare sull’affetto consolidato del capoluogo dorico, da sempre crocevia di culture differenti.

“Dove le parole non arrivano, la musica parla”. E diviene “l’armonia dell’anima”. «La musica – sostiene Gino Fabrizio Ferretti, presidente degli Amici della Musica di Ancona – migliora la qualità della vita e la coesione sociale. È quindi doveroso sostenerla e contribuire a rendere più bella, vivace e attrattiva la nostra città. Cerchiamo di tenere vivo l’amore per la musica proponendo stagioni concertistiche di altissima qualità, tradizionali e innovative allo stesso tempo, e ospitando musicisti presenti nei cartelloni dei più importanti teatri del mondo».

“Contrappunti”. Questo è il titolo della rassegna 2025/26 di cui è già andata in scena un’anteprima al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona. «Continuiamo a perseguire l’obiettivo artistico di far dialogare tra loro, mettendole in connessione, musiche di epoche e di stili differenti, all’interno dello stesso programma e nell’arco della medesima stagione – spiega Fabio Tiberi, direttore artistico degli Amici della Musica di Ancona -. Linea di indirizzo condensata nel concerto inaugurale in cui Rea e Bahrami, ovvero jazz e classica, spartito e improvvisazione, si incontrano e si intersecano su Bach».

Danilo Rea e Ramin Bahrami, ma non solo. Anna Tifu, Enrico Dindo, Alessandro Taverna, Filippo Gorini. Sono solo alcuni dei grandi musicisti presenti in cartellone. Otto i concerti in programma ad Ancona, di cui cinque al Teatro Sperimentale, due al Teatro delle Muse e uno nell’Aula Magna dell’Università Politecnica delle Marche. «Un appuntamento irrinunciabile – evidenzia l’assessore alla cultura, Marta Paraventi -. Gli Amici della Musica di Ancona, soggetto fra l’altro presente con un progetto all’interno del dossier di candidatura Ancona 2028, sono un vero e proprio pilastro del sistema della musica e della cultura della città».

Sinergie è la parola d’ordine. «Coltiviamo stretti rapporti con altre istituzioni culturali – sottolinea Gino Fabrizio Ferretti, presidente degli Amici della Musica di Ancona -, prime fra tutte l’Orchestra Filarmonica Marchigiana e l’Università Politecnica delle Marche e con molte altre realtà, non solo musicali, sia in ambito regionale che nazionale, al fine di coinvolgere un pubblico vasto e favorire l’incrocio e la contaminazione tra saperi diversi. Fondamentale è il rapporto con le scuole e il mondo dell’educazione, dalla scuola primaria, per la quale abbiamo previsto due iniziative ad hoc, all’Università. Riserviamo inoltre condizioni particolarmente vantaggiose per i giovani fino a 26 anni. Fondamentale dunque il ringraziamento agli enti pubblici (Ministero della Cultura, Regione Marche, Comune di Ancona, Università Politecnica delle Marche) per il loro prezioso contributo alla nostra attività».

CONTRAPPUNTI

A inaugurare la stagione saranno i pianisti Danilo Rea e Ramin Bahrami con “Bach is in the air”, giovedì 13 novembre 2025, ore 20.30, nell’Aula Magna dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona: un incontro tra due importanti interpreti nel nome del grande compositore tedesco per una rivisitazione, allo stesso tempo estrosa e accurata, capace di gettare un ponte tra il linguaggio della musica colta e l’improvvisazione jazzistica.

Domenica 30 novembre (ore 17.30), il palcoscenico del Teatro Sperimentale di Ancona vedrà protagonista il Quartetto Goldberg – vale a dire Jingzhi Zhang e Giacomo Lucato ai violini, Matilde Simionato alla viola e Martino Simionato al violoncello – con “Metamorfosi”, un coinvolgente percorso che parte dal rigore formale di Haydn per arrivare alla visione “cubista” di Stravinsky, passando per il lirismo romantico di Mendelsshon.

Immancabile il tradizionale concerto di Natale in collaborazione con UNIVPM e Form, al teatro delle Muse di Ancona, lunedì 22 dicembre, ore 20.30. Sul palco, oltre all’Orchestra Filarmonica Marchigiana, la pluripremiata e acclamata violinista Anna Tifu, una delle migliori interpreti della sua generazione, e il direttore David Crescenzi. In programma, opere di Mendelssohn e la famosissima Sesta Sinfonia “Pastorale” (op. 68) di Beethoven.

In occasione della Giornata della Memoria, martedì 20 gennaio 2026, ore 20.30, al teatro Sperimentale di Ancona, si esibirà il Trio Rinaldo (Leonardo Ricci al violino, Rebecca Ciogli al violoncello e Lorenzo Rossi al pianoforte) su musiche di A. Krein, D. Šostakovič e A. Dvořák.

Si torna al teatro delle Muse, Sabato 24 gennaio, ore 18, per ascoltare il virtuoso Alessandro Taverna in una della pagine più note del repertorio pianistico: il Concerto n.1 di P.I. Čaijkovskij accompagnato dalla Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana e dal direttore Matthias Bamert che nella seconda parte presenterà la sinfonia n.3 di Johannes Brahms.

Domenica 22 febbraio, ore 17.30, al teatro Sperimentale di Ancona spazio a Filippo Gorini, giovane ma già affermato pianista a livello nazionale ed internazionale. Artista in Residenza degli Amici della Musica, particolarmente apprezzato nella scorsa stagione concertistica, eseguirà musiche di Schumann, Schubert e Beethoven per uno straordinario viaggio di “poetico” virtuosismo.

Venerdì 20 marzo, ore 20.30, sempre allo Sperimentale il chitarrista Eugenio Della Chiara e il mezzosoprano Mariangela Marini presenteranno “Souvenirs D’Espagne”, un omaggio a Manuel de Falla in occasione dei 150 anni dalla nascita. In programma le musiche di uno dei maggiori esponenti dell’impressionismo musicale, affiancate a quelle di Joaquín Turina, allievo dello stesso de Falla.

Sarà il direttore e solista Enrico Dindo a chiudere “Contrappunti”, giovedì 16 aprile, ore 20.30, al teatro Sperimentale di Ancona. Al fianco della Form, il celebre violoncellista eseguirà brani di Weimberg, Strauss, Dvořák e Haydn.

Matteo Tarabelli, Società Amici della Musica “Guido Michelli”

Nel verde di Posatora aperto Il Giallo, lo skatepark di Ancona

Nel verde di Posatora, lungo strada della Grotta, è stato aperto il nuovo skatepark “Il giallo”, un impianto di oltre 1000 metri quadrati che non solo i tecnici e gli atleti ma anche il campione italiano della specialità non esita a definire innovativo e di assoluto livello, destinato a diventare un centro all’avanguardia per allenamenti e per gare nazionali oltre che uno spazio di aggregazione locale per i giovani e gli appassionati.

Lo skatepark, costato circa 600 mila euro e interamente finanziato dall’Amministrazione, dispone di tutte le caratteristiche strutture come quarter, rail, bank, una piastra di allenamento antistante da 245 mq (10 x 24,50 m) per una superficie complessiva di 1.470 mq dal design moderno, colorato (giallo, appunto) e un impianto di illuminazione con punti luce a basso consumo ed elevata efficienza. Tutto ciò che serve, insomma, per allenarsi e divertirsi con la tavola a rotelle ma soprattutto per avere l’omologazione per competizioni o esibizioni nazionali. Ed è proprio nella direzione di appuntamenti di livello nazionale che l’Amministrazione pensa per il futuro dell’impianto, tanto da stare lavorando per ospitare nel 2026 i Campionati italiani della disciplina, come ha annunciato l’assessore agli impianti sportivi Daniele Berardinelli nel corso dell’inaugurazione giorni fa insieme al presidente di Coni Marche Fabio Luna, in una chiave che coniughi l’impulso allo sport giovanile e la capacità di attrazione anche in chiave turistica. Al taglio del nastro era presente anche Augustin Aquila, 23 anni, quattro volte campione italiano nella specialità street, che si è detto molto impressionato dal livello dell’impianto anconetano dove spera di poter gareggiare presto in vista delle prossimi Olimpiadi.

La gestione triennale di Giallo è stata affidata all’associazione sportiva Conero Roller, già punto di riferimento sul territorio per il pattinaggio artistico, freestyle e da oggi anche per lo skateboarding. Questa scelta strategica garantisce esperienza specifica e un solido legame con la Federazione Italiana Sport Rotellistici Skate Italia e la federazione internazionale World Skate, proiettando il park anconetano nel circuito degli eventi agonistici nazionali e internazionali. Cosa troveranno per ora i giovani e in genere i cittadini in questo centro in mezzo al verde tra Posatora e Torrette? Apertura tutti i giorni tranne il lunedì dalle 15 alle 19, corsi di gruppo o lezioni individuali di skateboarding, possibilità di abbonamenti o di ingressi singoli e prove gratuite. (Per contatti: 3396518790) Qui trovate il regolamento e molte informazioni https://linktr.ee/skateparkilgiallo

IL PERSONAGGIO/ Vincenzo Pirani, la memoria architettonica della città

Uomo d’altri tempi, Vincenzo Pirani è tra i grandi storici di Ancona. Architetto, ha studiato la forma urbis della sua città, le stratificazioni subite negli ultimi secoli, i palazzi storici fin nei minimi dettagli. Se altri ne verranno, a lui dovranno riferirsi, perché ha scritto pagine definitive sull’architettura, civile e religiosa, così come si presentava alla fine del secondo millennio. Molto altro avrebbe potuto indagare e scrivere, se non se ne fosse andato, a soli 74 anni, nel 1994. I trent’anni, che sono trascorsi da allora, sono bastati, agli anconetani, distratti quando si tratta di salvare la memoria dei suoi protagonisti più insigni, per dimenticare lo sforzo documentale dell’architetto Pirani e l’attività pubblica dedicata a disseminare conoscenza. Ma poi, un manipolo di suoi amici e sodali ha deciso che, a trent’anni dalla scomparsa, era tempo, ancorché tardi, di rievocare la sua figura, i meriti, acquisiti nella conoscenza storica locale, e le pubblicazioni. Con l’alleanza dell’Accademia Marchigiana di Scienze, che l’aveva visto socio fin dal 1988, e della Deputazione di Storia Patria per le Marche, di cui era entrato a far parte nel 1992, alcuni intellettuali, tra cui Massimo Di Matteo, Michele Polverari e Marina Massa, insieme alle nipoti Simonetta e Giovanna, hanno organizzato un pomeriggio di studio a lui dedicato. Non poteva restarne fuori Maurizio Sebastiani, vice presidente nazionale di Italia Nostra, presidente della sezione anconetana, intitolata proprio a Vincenzo Pirani.
Fondamentale, l’adesione al progetto da parte dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi, che ha messo a disposizione il Ridotto delle Muse, facilitando l’iter per l’apposizione di una targa intitolata all’architetto, da affiggere alla facciata della casa in cui visse e lavorò, in via Indipendenza 1. Portando al convegno i saluti dell’amministrazione comunale, la prof Paraventi ha detto che «ricordare Vincenzo Pirani è un dovere, per l’immenso lavoro di studio e ricerca dedicato al patrimonio culturale della città; per questo l’assessorato alla Cultura, che ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione dell’identità e della radici culturali della città, ha condiviso con i promotori il progetto della giornata di studi in ricordo dello studioso».
Un lavoro, il suo, che definire immenso non deve suonare esagerato, non solo per i libri fondamentali, tra cui è d’obbligo ricordare “Ancona dentro le mura” (Bagaloni, 1979), “Palazzi storici di Ancona” (il lavoro editoriale, 1994) e “Le chiese di Ancona” (1998). Ma anche per l’opera di divulgazione da lui svolta, con l’energia di un ventenne, alla guida di visite pubbliche della città vecchia, sia con Italia Nostra che con il circolo culturale “Il Faro”. A quelle affollate passeggiate partecipavano anche tanti giovani, che oggi, ormai maturi, si ricordano delle lezioni di Pirani. Lezioni di storia, ma più ancora lucidi esempi di analisi dei documenti e dei segnali che il passato ha sedimentato negli insediamenti, che frequentiamo ogni giorno, senza porre attenzione ai particolari. Molti di loro hanno colto l’occasione del convegno alle Muse per testimoniare, con la presenza, accanto ai coetanei di Pirani, la loro gratitudine. Ne hanno ritrovato il rigore e la serietà nelle parole dell’architetto Pierluigi Salvati, suo collega in Soprintendenza, che l’ha definito «un uomo d’altri tempi». Tutt’altro che negativa, secondo il relatore la definizione identifica uno stile, antiquato certo, ma prezioso, in quanto volano del rispetto delle regole, dei valori, della tutela e della valorizzazione del nostro passato. Una lezione da tramandare ai posteri, coinvolgendo le scuole anconetane, primarie e medie. L’ha suggerito Chiara Censi, che ha chiuso il convegno con Gianni, il figlio di Giorgio Occhiodoro, ricordandone l’amicizia e la lunga collaborazione con Vincenzo Pirani e Sandro Censi al circolo “Il Faro”.
«L’attenzione, innata in Vincenzo, nella registrazione dei particolari – ha osservato nella sua relazione Marina Massa – gli ha permesso di rintracciare, e segnalare alla comunità, elementi architettonici e dati documentali, tanto trascurabili per chiunque altro, quanto importanti per ricostruire storie di palazzi, chiese, interi quartieri della città». E ha portato l’esempio di un’edicoletta, tuttora inserita sulla facciata di un edificio settecentesco di via Matteotti, raffigurante l’Immacolata Concezione. Questo e mille altri gioielli si squadernano al lettore dei suoi libri, in primis “Le chiese di Ancona”, il cui manoscritto Pirani affidò a Roberto Giampieri poco prima di morire. L’amico riuscì poi a pubblicarlo, sostenuto dall’Arcidiocesi d’Ancona e Osimo, nel 1998, ed è tra quelli che sarebbe opportuno ripubblicare, quasi un testamento, morale e culturale.


Lucilla Niccolini

Laureato in Architettura, Vincenzo Pirani (Ancona, 1920-1994) aveva iniziato la carriera nelle Soprintendenze ai monumenti della Campania e della Liguria. È di quegli anni la pubblicazione, nel 1956, dello studio “Il palazzo reale di Genova e itinerario a Genova”. Nel capoluogo ligure partecipò, con altri, al concorso nazionale per l’ammodernamento, l’ampliamento e la nuova sistemazione del porto, ottenendo anche un premio. L’ha ricordato, al convegno, il prof Giuseppe Conte, presidente dell’Accademia Marchigiana di Scienze Lettere ed Arti, iscritto alla quale, Vincenzo fu inserito nella commissione giudicatrice del premio “Giovanni Crocioni”. Si ricordano i progetti illustri di cui fu autore, come quello per la chiesa-santuario degli Angeli Custodi, a Molini di Franconalto (Alessandria), nella diocesi di Genova. Di lui, oltre ai volumi dedicati alla sua città, si ricordano, per l’architettura militare, la collaborazione, nel 1985, ai volumi “Architettura fortificata nelle Marche. Mura torri rocche castelli”; “Colmurano nella storia”, dell’anno seguente; “Rocche fortilizi castelli in Emilia Romagna Marche”, nel 1988, e “Camerata Picena: storia economica e società”.

Rigenerare il Piano: una nuova centralità per la seconda Ancona

di Daniele Silvetti

Rendere il quartiere del Piano più attrattivo, vivibile e sicuro è una delle priorità dell’Amministrazione comunale per l’autunno. E’ arrivato il momento di dare nuova dignità a una parte fondamentale della città, restituendole valore, funzioni e servizi.

Il Piano, che da sempre rappresenta l’altra faccia di Ancona, merita una visione progettuale complessiva che tenga insieme grandi interventi infrastrutturali e servizi minori di cura dello spazio urbano e presenza istituzionale. In questa direzione, stiamo lavorando su più fronti, con investimenti pubblici e sinergie con il privato, per avviare una vera e propria rigenerazione urbana.

Piazza D’Armi e studenti: il cuore della trasformazioni

Il punto di partenza è Piazza D’Armi, epicentro della trasformazione in corso. Qui è in costruzione il nuovo mercato coperto, un’infrastruttura moderna e funzionale che restituirà al quartiere un servizio essenziale in chiave contemporanea. Accanto a questo, è in fase di progettazione un centro commerciale di nuova generazione con parcheggi e servizi, la cui realizzazione sarà affidata ai privati attraverso un project financing da 14 milioni di euro. A breve la Giunta comunale approverà la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera, primo passo per selezionare i migliori partner tramite un confronto competitivo.

La rivitalizzazione dell’area non si fermerà alle opere pubbliche. Il vero cambiamento passa anche attraverso nuove funzioni urbane e sociali, capaci di attrarre persone e generare nuova vita. In quest’ottica, abbiamo approvato la cessione in comodato d’uso a Erdis dell’ex ufficio M&P in disuso da tempo per trasformarlo in studentato. Stiamo lavorando inoltre per destinare le abitazioni dietro il vecchio mercato a student housing, offrendo alloggi agli universitari e rafforzando il legame tra il quartiere e il mondo accademico. Inoltre il Comune ha recentemente acquisito uno stabile in via Ciavarini, tra le Grazie e il Piano, che sarà trasformato in un innovativo progetto di co-housing sociale intergenerazionale, con l’obiettivo di favorire la convivenza tra giovani e anziani in un modello abitativo inclusivo e sostenibile.

Sicurezza, servizi e qualità urbana

La qualità della vita passa anche attraverso la sicurezza. Nei prossimi giorni sarà inaugurato il nuovo presidio della Polizia Locale nell’ex edicola in piazza Ugo Bassi: una presenza costante di vigili urbani che rappresenterà un punto di riferimento per i cittadini e contribuirà a garantire maggiore tranquillità e una migliore percezione di sicurezza.

In parallelo, il Piano sarà protagonista anche nel nuovo piano delle opere pubbliche, che prevede un intervento importante per il rinnovamento dell’illuminazione pubblica, migliorando sicurezza e decoro urbano, soprattutto nelle ore serali.

Un Natale di comunità

Infine, il quartiere tornerà al centro anche nella programmazione degli eventi natalizi. Il calendario di quest’anno riserverà al Piano un ruolo di primo piano, con numerose iniziative, installazioni luminose e attività culturali che animeranno le sue vie, rendendolo un luogo da vivere e non solo da attraversare.

Quello che vogliamo costruire è un vero e proprio nuovo protagonismo del Piano, quartiere complesso e in trasformazione più di altri, fatto di servizi, relazioni, integrazione.

Crisi abitativa, due regolamenti per emergenze alloggi e cohousing

Due regolamenti per definire l’utilizzo degli spazi in caso di cohousing o accesso alle abitazioni di emergenza.   Il Consiglio comunale ha approvato i due nuovi strumenti, messi a punto dall’Assessorato ai Servizi Sociali, con l’obiettivo di fornire un servizio sempre più puntuale ed efficace riguardo all’accesso o utilizzo degli alloggi.

La crisi abitativa

Un numero sempre crescente di persone è oggi direttamente interessato dal problema della casa che per molti assume i contorni di una vera e propria emergenza. Per rispondere alla crescente domanda sono state rafforzate le azioni dell’Amministrazione comunale attraverso l’utilizzo di alloggi del patrimonio comunale destinati a progetti di coabitazione/co-housing, la rete degli alloggi di emergenza sociale, le riserve di alloggi di edilizia residenziale pubblica e i bandi speciali. Negli ultimi anni è tra l’altro aumentato il numero degli sfratti per morosità e spesso il mercato immobiliare non offre risposte adeguate ai cittadini che vivono situazioni di forte isolamento e disagio familiare, economico, sociale o sanitario.

E’ emergente un nuovo target di soggetti che non trovano risposta ai loro problemi abitativi né attraverso il mercato alloggiativo, né attraverso l’intervento pubblico in quanto non rientrano nelle graduatorie di edilizia residenziale pubblica: si tratta, in particolare, di pensionati, giovani coppie, soggetti vulnerabili, famiglie monoreddito provenienti in parte da nuove marginalità e in parte dal processo di scomposizione dei nuclei familiari. Aumentano così le domande per alloggi di emergenza sociale per coloro che son soggetti al rischio di nuove emarginazioni. Nasce da questo quadro il nuovo regolamento sugli alloggi di emergenza sociale, che modifica il precedente, approvato nel 2019.

“Il regolamento per l’assegnazione degli alloggi d’emergenza è stato rivisto alla luce della normativa regionale – afferma l’assessore ai Servizi Sociali Manuela Caucci – , affinché l’uso delle risorse abitative sia temporaneo, mirato e funzionale alla costruzione di soluzioni stabili. Abbiamo rafforzato il ruolo centrale del Servizio Sociale nel guidare i percorsi individualizzati e nel monitorare gli obiettivi, per garantire che ogni assegnazione rappresenti davvero un’opportunità di ripartenza”.

Il regolamento per il cohousing

Completamente nuovo è invece il Regolamento per il funzionamento dei cohousing, nato dall’esigenza di disciplinare le modalità di accesso e quelle di coabitazione, gli impegni dei nuclei collocati, le norme di convivenza, la gestione degli spazi, nonché le modalità di uscita/dimissione e dalla necessità di dare regole che consentano a tutti i beneficiari di vivere un’esperienza di crescita ed autonomia seppur originata da una condizione di difficoltà socio-economico e abitativa. Per il cohousing, che negli appartamenti del Comune di Ancona riguarda soprattutto famiglie sottoposte a sfratto o madri sole con minori, non è mai esistito un regolamento che disciplinasse l’uso dei luoghi e la loro cura.

Il cohousing è da ora regolamentato con norme che mirano a garantire la civile convivenza negli spazi assegnati e chi non le rispetta vedrà decadere il diritto a restare nel cohousing. Ogni ospite dovrà quindi provvedere in autonomia al proprio nucleo sia in termini di alimenti che di prodotti per l’igiene personale e della casa. Regole anche sull’utilizzo degli elettrodomestici e obbligo di raccolta differenziata. Sigarette e alcol sono vietati negli spazi comuni, vanno evitati vestiari non consoni e di notte vanno rispettati gli orari di silenzio per il riposo di tutti. Regole anche per la gestione degli spazi comuni e criteri standard anche per le pulizie e va rilasciata la propria utenza mobile per essere rintracciati dagli operatori. L’uscita può essere volontaria, se sono mutate le condizioni che hanno ammesso al cohousing, oppure alla scadenza del termine fissato nel contratto stipulato in base al progetto individualizzato, redatto con l’assistente sociale.

“Il regolamento sul Cohousing, che ho fortemente voluto – spiega l’assessore Manuela Caucci – nasce da un lavoro approfondito condotto in questi due anni a stretto contatto con la realtà dell’emergenza abitativa. Abbiamo costruito uno strumento capace di dare una prima risposta concreta a persone e famiglie in difficoltà, delineando criteri chiari per l’accesso, la gestione degli spazi, la convivenza e la permanenza. Si tratta di un modello circolare, pensato per promuovere percorsi di autonomia e identità, prevenendo criticità durante la coabitazione attraverso regole puntuali e condivise”.

Rosanna Tomassini

L’estate degli eventi ad agosto non è finita: dalla Mole ai parchi fino agli appuntamenti di Adriatico Mediterraneo

Gli anconetani lo sanno e lo dicono da sempre: in estate la città si svuota, tutti si spostano verso le spiagge per godersi le giornate estive sotto il sole e fare una nuotata per riprendersi dalle alte temperature. Di recente, però, c’è un certo movimento, un brulicare di turisti che camminano per Corso Garibaldi e vie limitrofe: l’estate anconetana sembra essere riuscita ad allungare il passo, con negozi e ristoranti aperti più a lungo, un cartellone strutturato in diverse location ed eventi per tutti i gusti: musica, teatro, dj set, mostre e altro ancora… Insomma: no, ad agosto l’estate non è ancora finita. Ci sono eventi cui partecipare e luoghi da vivere. Quali? Ve li raccontiamo.
Iniziamo con un luogo nevralgico della cultura anconetana, la Mole, che rimane sempre attiva: potete trovare come sempre il Museo Tattile Statale Omero, con la sua collezione scultorea e la Collezione Design, e che fi no al 31 agosto ospita la mostra “L’ombra vede” dedicata a Enzo Cucchi, scultore marchigiano famoso a livello nazionale. Oltre alle sculture, la peculiarità della mostra è la presenza della “Grotta degli Idoli” in cui fare un’esperienza tattile al buio alla scoperta di alcune opere dell’artista. Ma è anche grazie al Museo Omero che la Corte della Mole continua ad animarsi ogni mercoledì sera, fi no al 3 settembre, con i concerti e gli spettacoli gratuiti della rassegna Sensi d’estate, ormai giunta alla sua 24esima edizione. Sempre alla Mole, negli spazi della Sala Vanvitelli, dalle 17 alle 21 potete visitare “I colori delle stagioni”, mostra fotografi ca dedicata al perugino Giorgio Cutini e al suo percorso artistico. La mostra e il museo hanno la riduzione reciproca per il biglietto di ingresso. Ma la Mole d’estate è da sempre anche Lazzabaretto, con le sue rassegne “Provviste d’estate” con presentazioni di libri e poi gli appuntamenti legati alla musica di “Sconcerti” e “Lazzaselecta”, che quest’anno si aggiunge per gli amanti della musica dal vivo. Continuano inoltre, per tutto il mese, meteo permettendo, le serate del cinema all’aperto, sia all’Arena Cinema alla Mole che al Cinema Italia con “Tropicittà”.
Sempre alla Mole, questa settimana vi aspetta anche una novità: “Adria Fest” arriva con la sua prima edizione, una manifestazione per la città, per esaltare la vocazione all’incontro e il suo essere crocevia tra le genti attraverso laboratori, proiezioni, mostre, dibattiti e DJ set organizzati dall’Associazione Communia l’8 e il 9 agosto.
Ma camminando verso il Corso e il Viale, potreste incappare anche in uno degli eventi organizzati dagli esercenti che partecipano a “R’estate in centro”, la serie di iniziative create proprio per far vivere il centro città anche in questo periodo estivo. Tutti i prossimi
weekend, infatti, già dal pomeriggio fi no a tarda sera saranno allestiti i mercatini di artigianato e oggettistica organizzati da Mylove eventi lungo il Viale della Vittoria, mentre dall’orario dell’aperitivo in poi sono tanti i bar che organizzano serate di musica dal vivo, karaoke, stand up comedy e non solo!
E se siete appassionati di musica o performance dal vivo, non perdete l’occasione per fare un salto al Parco del Cardeto, che quest’anno ha un cartellone tutto suo “quassù al Faro” con diverse serate e la possibilità di prendersi qualcosa da bere al Food Truck presente al Vecchio Faro!
Sempre parlando di parchi e luoghi all’aperto in cui godersi un aperitivo con vista, continuano anche gli appuntamenti al PosaPark all’interno del Parco di Posatora ed è tornato anche ai Laghetti del Passetto il Food Truck di Elis Marchetti.
A chiudere questo ricco mese di agosto torna anche il tradizionale appuntamento con il festival “Adriatico Mediterraneo” dal 24 al 30. La serata inaugurale sarà lunedì 25, alla Corte della Mole con Alborosie, nome d’arte di Alberto D’Ascola, ha lasciato un segno indelebile nel panorama musicale mondiale come artista reggae, riuscendo ad integrare le sue radici siciliane con la musica giamaicana, creando uno stile tutto personale. Conosciuto per il suo sound autentico e le collaborazioni di prestigio, ha lavorato con artisti del calibro di Fabri Fibra, Caparezza, Guè Pequeno e altri. Il secondo ospite annunciato è Seun Kuti che martedì 26 agosto si esibirà all’Anfi teatro Romano. Figlio del pioniere dell’Afrobeat, Fela Kuti, Seun, musicista, cantante e cantautore nigeriano noto per le sue performance accattivanti e per la sua musica socialmente consapevole – che ha raccolto l’eredità musicale e politica del padre – sarà sul palco con i suoi ultimi successi.
Il calendario estivo completo e in costante aggiornamento lo trovate su www.comune.ancona.it

Greta Sturm