Verso il city brand: partecipa al sondaggio sull’immagine e l’identità della città

Quali sono secondo te i punti di forza della città in grado di costruire una immagine e una identità? Attraverso quali percezioni ed emozioni ti piacerebbe mostrarla al mondo? E’ partito un sondaggio all’interno del percorso di ascolto e partecipazione per definire un City Brand di Ancona. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio culturale, sociale, paesaggistico ed economico della città, rendendola più attrattiva per chi la vive ogni giorno e per chi la visita, ci studia o lavora o sceglie di raccontarla.

Che tu sia un cittadino, uno studente, un lavoratore, un visitatore o un turista, partecipare al sondaggio è un’occasione per condividere la tua esperienza, le tue emozioni, le idee e le aspettative. Le tue risposte saranno utili per comprendere come viene percepita la città, individuare positività e criticità e costruire un’immagine autentica, condivisa e riconoscibile di Ancona, capace di attrarre risorse, talenti e opportunità.

Il sondaggio è anonimo e servono pochi minuti per completarlo. Lo trovi qui: https://forms.gle/hBrKfGH7TVhUQiRY9

iGuzzini: “Luci funzionali e creative, ecco come accenderemo la scalinata del Passetto”

In vista dell’inaugurazione della nuova illuminazione della scalinata monumentale del Passetto prevista per i primi di settembre, abbiamo chiesto all’azienda di illuminazione alcune anticipazioni del progetto

La nuova illuminazione del Passetto realizzata da iGuzzini esprime tutta l’attenzione con cui l’azienda di Recanati guarda al proprio territorio: questo importante intervento, che completa l’opera di restauro dell’intera scalinata, è parte di “Light for Future”, un progetto che mira ad accedere l’attenzione sulla sostenibilità e sulla tutela dei luoghi anche attraverso un uso responsabile delle luce, rafforzando l’impegno dell’azienda verso l’obiettivo Emissioni Zero e nell’adesione all’Agenda 2030 dell’ONU.

«Siamo profondamente orgogliosi di aver contribuito alla nuova illuminazione della scalinata del Passetto, un luogo simbolico per la città di Ancona e per tutta la comunità. Come amministratore delegato di un’azienda storica, radicata nel territorio ma con una forte vocazione internazionale, credo fermamente che il nostro impegno nella ricerca e nell’innovazione debba sempre avere come obiettivo una luce più responsabile, intelligente e umanocentrica. Questo progetto rappresenta pienamente i valori di iGuzzini e la nostra visione di un futuro più sostenibile, in cui la luce non è solo tecnica, ma anche cultura e connessione con le persone e i luoghi.» Commenta Cristiano Venturini, CEO iGuzzini Illuminazione di Recanati.

Nella cornice di “Light for Future”, oltre alla sponsorizzazione tecnica dell’illuminazione per il Passetto, iGuzzini ha promosso un contest destinato ai giovani lighting designer di tutto il mondo e un importante convegno dal titolo “Nuove visioni per la rigenerazione e lo sviluppo delle aree urbane e costiere” che si svolgerà il 19 settembre presso la Sala Polveri della Mole Vanvitelliana. Il convegno vedrà la partecipazione di architetti riconosciuti a livello internazionale che hanno aiutato a ridisegnare e riqualificare le città e le coste e di scienziati, esperti del settore.

Il progetto illuminotecnico di iGuzzini per la scalinata del Passetto prevede tre interventi diversi e complementari: una luce funzionale e una architetturale, progettate dalla Lighting designer Francesca Cecarini e una creativa che si collega al concorso Light For Future per giovani lighting designer. Per far fonte alla luce funzionale e architetturale verranno installati apparecchi performanti sia da un punto di vista di consumo energetico, sia per i materiali che devono essere resistenti alla salsedine e alle onde, ma anche al vento e agli atti vandalici. La temperatura colore è stata scelta accuratamente, in accordo con la Soprintendenza per valorizzare il Monumento ai Caduti, opera in marmo dell’architetto Guido Cirilli, e con l’ente Parco del Conero per rispettare i pipistrelli Chirotteri Lucifughi che abitano il Passetto. Con l’obiettivo di esaltare la bellezza dei materiali ed egli elementi che compongono la scalinata, evidenziandone forme e colori, è stata appositamente pensata anche un’illuminazione architetturale realizzata con alcuni degli apparecchi più performarti di iGuzzini, fra cui quelli della collezione Linealuce disegnata da Jean-Michel Wilmotte. Tutta la regia luminosa sarà gestita da un sistema computerizzato che permetterà di variare scale cromatiche e impostazioni in base agli eventi organizzati al Passetto o al periodo dell’anno. Lo scenario luminoso sarà arricchito con la speciale illuminazione creativa IMMERSION, per l’appunto esito del concorso “Light for Future” bandito da iGuzzini per amplificare l’esperienza visiva del luogo e vinto dalla lighting designer Loeïza Cabaret (dello studio canadese Ombrages). Questa edizione è infatti dedicata al rapporto tra mare e città per generare un effetto coinvolgente e dinamico e allo stesso tempo sensibilizzare sulla salvaguardia dell’ecosistema marino e costiero. Un sistema di apparecchi Palco InOut Framer, equipaggiati con i Gobos disegnati da Loeïza Cabaret, proietteranno in quattro punti della scalinata le suggestive immagini sulla pavimentazione, visibili sia dalla piazza sovrastante che dalla linea di costa.

iGuzzini ha inoltre affidato al lighting designer spagnolo Maurici Gines la creazione di una scenografia originale di luci e musica: data la sua unicità legata a un elemento architettonico e paesaggistico specifico, non replicabile o adattabile ad altri contesti, lo spettacolo sarà poi lasciato a disposizione della città di Ancona che ne potrà usufruire in totale autonomia in occasione di feste ed eventi cittadini. L’intervento illuminotecnico della scalinata è inoltre completato da una serie di contenuti digitali fruibili attraverso l’app Jiminy by iGuzzini, che permette agli utenti di ricevere notifiche personalizzate e accedere a informazioni dettagliate: l’app fornirà approfondimenti sulle proiezioni artistiche, oltre a contenuti culturali e turistici curati in collaborazione con il Comune di Ancona. In questo modo la scalinata del Passetto diventerà un vero e proprio museo all’aperto, accessibile, interattivo e connesso.

Ancona verso il suo city brand: “Vi spiego il progetto per turismo e identità della città”

Il progetto “Ancona Destinazione Turistica” nasce dall’intuizione e dalla volontà dell’Assessore al Turismo Daniele Berardinelli, nata da una riflessione profonda e da un’esigenza concreta, che ho condiviso: la città di Ancona, pur possedendo un patrimonio storico, paesaggistico e culturale di grande valore, non è mai riuscita a proporsi in modo strutturato e competitivo come meta turistica. Questa consapevolezza ha rappresentato il punto di partenza per un percorso di lavoro condiviso, che oggi prende forma attraverso un piano di sviluppo strategico volto a restituire alla città una nuova immagine, riconoscibile, coerente e proiettata verso un futuro sostenibile.

Il primo passo è stato quello di ascoltare. Abbiamo attivato un ciclo di incontri con tutti gli attori del sistema turistico locale – istituzioni, operatori, associazioni, cittadini – ponendo al centro la partecipazione attiva e il confronto. Da ognuno di questi momenti è emersa una forte richiesta di visione comune, di strumenti concreti, di identità. Una richiesta che abbiamo raccolto e trasformato in progettualità.

La prima grande sfida è stata proprio quella dell’identità: Ancona non aveva un city brand, non disponeva di un’immagine unitaria capace di raccontare il suo valore in modo efficace, né a livello nazionale né internazionale. Eppure oggi, in un contesto turistico sempre più competitivo, non basta avere bellezza, storia o cultura: serve sapere comunicare tutto questo con coerenza e autenticità. Per questo abbiamo avviato la costruzione di un vero e proprio brand urbano, un’identità visiva e valoriale che sia al tempo stesso distintiva, condivisa e flessibile. Non si tratta solo di un logo, ma di un sistema di segni, colori, parole e immagini che rappresenteranno Ancona in ogni contesto: dalle brochure agli eventi, dai social media ai totem informativi, dai kit di benvenuto nelle attività ricettive fino alla segnaletica urbana, dai prodotti tipici ai festival culturali.

Per garantire qualità progettuale, trasparenza e partecipazione, abbiamo scelto di collaborare con AIAP – Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva, punto di riferimento nazionale nel campo del graphic design e della comunicazione pubblica. La collaborazione con AIAP rappresenta una scelta strategica non solo per il valore tecnico che assicura, ma anche perché ci dà la certezza che il bando pubblico per la creazione del City Brand raggiunga le migliori competenze professionali a livello nazionale e si svolga secondo criteri di trasparenza, merito e democraticità. È per noi fondamentale che questo passaggio – così centrale per la futura identità visiva di Ancona – venga condotto con il massimo rigore e apertura. Abbiamo previsto un bando pubblico per selezionare la proposta progettuale più adatta a rappresentare la città. Il vincitore sarà chiamato a sviluppare un Brand Book, uno strumento operativo che ne regolerà gli usi e garantirà coerenza su ogni applicazione, da quelle strettamente turistiche fino a quelle istituzionali e di settore.

Il progetto prevede infatti una diffusione ampia e trasversale. Oltre agli ambiti del turismo e della comunicazione pubblica, il brand sarà adottato per valorizzare la rete museale, i parchi, i percorsi green, i materiali scolastici, i progetti culturali e sportivi. Sarà messo a disposizione anche delle imprese locali e degli artigiani, come strumento di marketing territoriale, e sarà presente nelle attività di promozione B2B a livello nazionale e internazionale.

Un altro asse fondamentale del progetto riguarda la strategia digitale. Stiamo lavorando per migliorare il posizionamento di Ancona sui motori di ricerca, per potenziare la presenza e la community sui canali social, per attivare una redazione turistica in grado di produrre contenuti editoriali – blog, newsletter, rubriche – capaci di parlare al pubblico in modo diretto e autentico. Abbiamo previsto azioni di influencer marketing per raggiungere nuovi target, e una partecipazione attiva alle principali fiere di settore, così da far conoscere il nostro nuovo volto anche agli operatori del turismo organizzato e agli investitori.

Il nostro obiettivo non è solo quello di attrarre visitatori. Vogliamo rendere Ancona una città più consapevole di sé, più attrattiva per chi vuole investire in un’impresa turistica sostenibile, più accogliente per chi arriva e più orgogliosa per chi ci vive. Vogliamo che il turismo diventi una leva di sviluppo che genera lavoro, innovazione, relazioni, e qualità urbana.

Il progetto si sviluppa tra il 2024 e il 2026, e richiede l’impegno convinto di tutte le componenti della comunità. Ma siamo già oltre la fase delle parole: il piano esecutivo è partito, i primi strumenti sono in fase di realizzazione, e molti operatori locali hanno già dimostrato interesse e disponibilità a far parte di questo cambiamento.

Sandro Giorgetti, progettista

Foto di Andrea Savolini

IL PERSONAGGIO Massimo Baldini e le sue tinture millenarie tratte da raguse, piante e peperoni

Estrae colori da piante e raguse, come secoli fa, con le stesse tecniche artigianali talentuose, nella sua bottega nel centro storico anconetano. E ci racconta, in particolare, della storia del guado (Isatis Tinctoria), noto con il nome di pianta blu, che veniva esportato fin dal 1200 dal porto di Ancona. A farci scoprire la storia di questa pianta originaria del Caucaso, presente in Europa sin dalla Preistoria divenendo una risorsa economica primaria in molti territori, è Massimo Baldini, fondatore di Tintúra.

“Il guado, nonostante non sia oggi molto conosciuto – ci racconta – è stato famosissimo dal Medioevo in poi, quando scoppiò la moda del blu, al punto da diventare noto come “oro blu”, poiché era l’unica pianta disponibile come colorante naturale in grado di donare una tonalità azzurra di grande qualità non solo a livello cromatico, ma anche di resistenza alla luce e all’usura. Venne usato, oltre che per tingere tessuti ed arazzi, anche per miniare libri e per realizzare opere pittoriche, divenendo così merce di grande pregio”.

La fama del guado si è poi bruscamente interrotta nel corso del Seicento, quando per ottenere il pigmento azzurro-blu si iniziò a utilizzare l’indaco, più semplice da estrarre e più economico. Nel 1800 poi, sembra avere la possibilità di tornare alla ribalta ma a causa della rivoluzione nel modo tecnico e scientifico dei metodi di produzione, la colorazione naturale viene del tutto soppiantata dai nuovi colori artificiali. Dal seme della pianta del guado è anche possibile ottenere un olio ricco di proprietà e adatto all’utilizzo nella cosmetica e nella saponeria.

Ma perché parliamo di guado e del suo legame con le Marche e la città di Ancona?

Lo facciamo proprio grazie a due storici marchigiani, Corrado Leonardi e Delio Bischi: il primo, negli anni ‘70 ha scovato nelle Chiese della Valle del Metauro tovaglie d’altare tessute in lino e cotone, colorate a fasce blu di turchino di guardo, pezzi unici di rara bellezza che furono cruciali per scoprire l’importante produzione di guado del territorio. Bischi invece, negli anni ‘80 scopre e cataloga 50 macine da guado in pietra, reperti di “archeologia industriale” ritrovati nella provincia di Pesaro-Urbino che testimoniano l’importante produzione della regione. Ed ecco come la nostra città entra all’interno della storia: il guado marchigiano era così importante in Europa che dalla metà del 1200 in avanti fu oggetto di importanti scambi commerciali ed esportato attraverso il porto di Ancona, come testimoniato dalla documentazione d’archivio.

Ed è proprio grazie all’incontro con questi due storici che Baldini si interessa alle piante tintorie e comincia la sua ricerca per riprendere in mano il processo di tintura con i coloranti naturali. Non è solo spinto dalla curiosità e dalla passione, ma soprattutto dalla volontà di ridare valore ad un passato che racconta molto del nostro territorio e per la necessità di riportare la sostenibilità nell’industria manifatturiera, considerando l’impatto ambientale che hanno i coloranti chimici che vengono usati oggi.

Ma non si è fermato al guado, lavora oggi con circa 40-50 piante tra coltivate, spontanee e prese dagli scarti delle produzioni agricole per creare una gamma di colori completi in un processo altamente sostenibile: per esempio lo scotano, il peperone, il melograno e tante altre piante che sono ottimi coloranti per diversi tipi di materiali, anche nuovi e strettamente connessi alla città: materiali di scarto delle barche, pelli di animali acquatici, olio ottenuto dal guado e saponi. La sua ricerca e la sua attività sono create in collaborazione con realtà del territorio per creare e valorizzare un network sul colore.

Un’altra sostanza colorante, molto più nota del guado e che ha un forte legame con Ancona è la porpora, ottenuta con lo stesso sistema estrattivo del guado e che poi diventa pigmento. Da che cosa si ottiene? Dal murice spinoso, noto e amato dagli anconetani come ragusa, molto più nella tradizione culinaria che in quella tessile. Baldini è ripartito anche dalle raguse per creare e utilizzare la sua porpora ‘made in Ancona’.

Ma c’è anche un’altra curiosità, forse non nota ai più, che ci parla di un’inaspettata eccellenza anconetana: “La città primeggiava infatti – dice Massimo – nell’industria del sapone e per questo importava grandi quantità di allume, impiegato anche come fissante nell’industria tessile, e di ceneri dal Libano e dalla Siria, che servivano specificamente per emulsionare i grassi del sapone con l’acqua”.

Ancona tra ‘400 e ‘500 è stata la capitale del sapone in Europa, e con l’olio di oliva marchigiano ha iniziato a produrre un sapone noto come “sapo anconitanum” in cui – non essendo ancora disponibile la soda caustica – veniva aggiunta la Salsola soda, che conosciamo oggi come la pianta degli agretti e in Ancona come roscani. Ed era proprio Ancona importare la salsola soda da Siria e Libano: una volta arrivata in città veniva emulsionata con l’olio di oliva e da qui, il prodotto creato nelle oltre centro saponerie della città, veniva esportato in tutta Europa.

Guardate il suo racconto in video: nella bottega di Baldini si fa un viaggio nel tempo alla scoperta di un colore unico che ci ricorda il cielo e il mare, tra i sapori e le alchimie e che ci ha mostrato un pezzo inedito della storia della nostra città.

Greta Sturm

Venite con noi nei luoghi dell’estate, che con gli eventi ci fanno riscoprire la città

Usciamo, è estate.

Non per cercare gli eventi, per altro mai tanto numerosi e stimolanti come quest’anno. Oggi andiamo a fare un giro nei luoghi dell’estate. Alcuni sono i soliti, amati, frequentati. Altri sono luoghi che non c’erano e ora ci sono, e che speriamo si radichino nelle belle abitudini della gente. Altri ancora sono veri centri di storia riscoperti. Andiamo?

Partiamo dall’alto. Partiamo da dove il parco urbano del Cardeto si affaccia sulla storia cittadina, dal belvedere che guarda il Duomo e da dove si può godere il più bel tramonto della città e quindi del mondo (lo sapete che il padre di Goethe diceva che da Ancona si ammirano i tramonti più belli del mondo? Quindi…). Qui, accanto al vecchio Faro, dove è stato montato un palco e allestito un food truck, dal 9 luglio si potrà prendere l’aperitivo e ascoltare musica dal vivo, incontrarsi, stare al fresco (si spera), farsi pure un selfie panoramico, se proprio vi va. Ci saranno lucine, note, serate a tema.

Ora scendiamo un po’ per uscire su via del Faro, magari dopo l’aperitivo e all’ora degli spettacoli. Ed eccoci all’Anfiteatro.

L’epicentro della nostra storia diventa da monumento da ammirare (ci sono comunque le visite guidate grazie all’accordo con il Museo archeologico nazionale delle Marche) a luogo da vivere con una nuova pienezza. Qui l’atmosfera è unica, lo sapete.

Immaginate, in quella “sella” inclinata tra due colli a picco sul mare di sentire risuonare jazz, poesia, musicisti internazionali, vedere il teatro e la danza mentre la luce cala sul Guasco.

Ma ora risvegliatevi dal romanticismo, è ora di ripartire. Il tempo di percorrere le curve del Duomo o scendere lungo la via Maestra e entriamo al porto antico: l’atmosfera si fa un po’ più movimentata. Eccola, l’Arena sul Mare con il suo skyline unico, i suoi 3000 posti (per gli eventi in piedi), affacciata sull’Adriatico, con alle spalle l’Arco di Traiano. L’Arena è un posto unico creato dal nulla ma sulla forte spinta dei cittadini che da sempre si spingono fino là nelle loro passeggiate, affamati di lungomare. Qui è appena terminato l’Ulisse Fest ma la musica continuerà ad andare forte per tutto luglio con concerti, talk e street food.

Usciamo dal porto: possiamo andare a fare un salto in piazza Pertini, luogo dell’estate deputato agli eventi sportivi come calcetto o padel, nei locali del centro dove i commercianti hanno organizzato appuntamenti con musica, dj set e food, oppure proseguire verso la Mole.

Luogo dell’estate (e non solo, certo) per eccellenza: questa estate con il “nuovo” Lazzabaretto, il cinema nel canalone verso Porta Pia, mostre e musica e molto altro alla Corte, convegni e aperitivi. La nostra cittadella della cultura e dell’intrattenimento, dove si entra al pomeriggio, si fanno un sacco di cose, e si potrebbe uscire a notte fonda….

E adesso? La mappa dell’estate non finisce qui. Questa è una città che ha molti luoghi del cuore, si sa. Quindi possiamo proseguire fino ai Laghetti del Passetto dove l’aria di mare ti accarezza e il food truck ha di nuovo aperto i tavolini con vista sulle grotte, oppure salire finoal Posapark dove i nuovi gestori del chiosco organizzano cene ed eventi dalla sommità che ha la vista più spettacolare della città, nel parco di Posatora.

Questo viaggio nei luoghi dell’estate potrebbe proseguire nelle piazze, nei borghi, a Portonovo. Noi vi abbiamo portato solo in quelli dove c’è (per ora) un’offerta di eventi strutturata, che spingono a riappropriarci della nostra città. E per agevolarvi nella scelta, vi indichiamo pure dove trovare tutti gli appuntamenti (così non avete scuse per non uscire)

Anfiteatro https://www.comune.ancona.it/it/news/echi-cartellone-estate-2025-anfiteatro-romano

Eventi dell’Arena https://www.comune.ancona.it/it/news/all-arena-sul-mare-con-il-bus-di-collegamento-ecco-i-percorsi-e-gli-orari-di-partenza-per-partecipare-agli-eventi

Quassù al Faro (Parco del Cardeto) https://www.comune.ancona.it/it/news/il-parco-del-cardeto-tra-natura-cultura-e-nuovi-spazi-pubblici

Lazzabaretto musica cinema e food https://www.lazzabaretto.it/

Eventi in centro nei locali https://www.comune.ancona.it/it/news/r-estate-in-centro-aperitivi-cene-musica-nei-locali-del-centro

Mostre, sport, festival e tutta l’agenda dell’estate giorno per giorno https://www.comune.ancona.it/it/news/ancona-estate-ecco-il-calendario-corretta?type=1

Barbara Ulisse

Metteresti in casa un materasso abbandonato? La campagna di Anconambiente contro il degrado

Un materasso sporco, consumato, piazzato al centro di una camera da letto elegante. Un’immagine d’impatto, volutamente disturbante, che diventa il cuore della nuova campagna lanciata da AnconAmbiente. Il messaggio è diretto: “E se lo abbandonassero a casa tua?”. Perché quello che non accetteremmo mai tra le pareti domestiche finisce troppo spesso per essere ignorato nello spazio pubblico.

La campagna, partita simbolicamente il 21 giugno – solstizio d’estate, giornata più lunga dell’anno e metafora di nuova luce e consapevolezza – mette al centro il tema del decoro urbano. Non più solo come questione estetica, ma come espressione concreta di rispetto, appartenenza e civiltà.

La scelta del materasso non è casuale. È il rifiuto ingombrante più frequentemente abbandonato sul territorio servito da AnconAmbiente. Portarlo nel cuore di una camera da letto pulita e raffinata, un luogo intimo, ordinato, che rappresenta la nostra idea di casa, serve a creare uno shock visivo e culturale. Nessuno ci dormirebbe sopra. Ma fuori, per strada, diventa “accettabile”. Il messaggio è chiaro: la città è casa tua. Trattala come tale.

Altro protagonista della campagna è un vecchio divano, logoro e fuori contesto, collocato nel centro di un salotto moderno e curato. Anche qui, l’invito è a immaginare di viverci accanto, di sedersi lì, ogni giorno. Una scena che risulterebbe inaccettabile tra le mura domestiche, eppure nelle nostre strade è diventata una triste abitudine. L’obiettivo della campagna è proprio questo: ribaltare il punto di vista e portare il senso del “privato” nello spazio pubblico.

La campagna arriva in un momento in cui tutti i Comuni gestiti da AnconAmbiente – tra cui Ancona, Fabriano, Sassoferrato, Cerreto d’Esi e Serra De’ Conti – hanno superato il 65% di raccolta differenziata. Numeri importanti, che permettono ora di alzare l’asticella: non più solo informazione tecnica, ma un vero e proprio cambio di sguardo. Il decoro urbano viene raccontato come patrimonio collettivo, segno tangibile di una comunità consapevole.

Nei mesi estivi, i territori serviti da AnconAmbiente diventano meta per migliaia di turisti. Chi arriva è attratto dalla bellezza del paesaggio collinare, dalla storia dei borghi, ma anche dal mare e dalle spiagge. Mostrare strade pulite, spazi curati e rifiuti gestiti correttamente non è solo un dovere civico, è anche una forma di ospitalità. Un modo per dire: “Benvenuti, qui ci prendiamo cura di ciò che abbiamo”.

La campagna ricorda che esistono alternative concrete all’abbandono. Il ritiro dei rifiuti ingombranti è gratuito e facilmente attivabile attraverso il numero verde 800.680.800 o dal sito www.anconambiente.it. Inoltre, ci sono i CentrAmbiente, luoghi attrezzati per conferire correttamente e senza costi divani, materassi e altri rifiuti ingombranti. Il messaggio pratico è efficace nella sua semplicità: È gratuito. È semplice. È doveroso.

Questa campagna sceglie di non puntare il dito, ma di coinvolgere. Non si limita a parlare di rifiuti, ma di relazioni, cultura, rispetto. Perché ogni strada, ogni piazza, ogni angolo della città racconta chi siamo. E prendersene cura è un gesto che parte da ciascuno di noi. Un materasso abbandonato non è solo un oggetto fuori posto. È un segnale. E oggi, più che mai, abbiamo bisogno di città che parlino di attenzione, dignità e convivenza.

Gabriele Costantini

Il sindaco: “Ecco la città che stiamo costruendo: attrattiva, baricentrica, con spazi rigenerati”

di Daniele Silvetti

Sono stati due anni intensi. Di incontri, decisioni, nodi da sciogliere. Due anni impegnativi ma entusiasmanti fatti di grandi sfide. Ora vi racconto come cambierà la città. 

Direi prima di tutto che Ancona sta imparando ad accogliere, che ha capito che può essere attrattiva e ospitale. Certo, la rivoluzione culturale che serve è appena iniziata, ma vedere la propria città sede di eventi internazionali, di set cinematografici, di grandi concerti, aiuta a percepirsi in maniera diversa rispetto alla proverbiale diffidenza verso il “visitatore” esterno, in maniera più orgogliosa.

Sono convinto che appuntamenti internazionali come il G7 e come l’Erasmus generation meeting che ha riempito la città di mille giovani provenienti da 40 paesi e i grandi eventi di musica siano una scossa benefica alla economia locale e una leva per far diventare Ancona per davvero una destinazione turistica. 

Su questo ultimo punto stiamo lavorando ad un piano strategico dedicato non solo alla creazione di Ancona come meta di storia e  dal grande valore paesaggistico, ma ad un processo partecipato con associazioni e categorie che arrivi a definire un city brand condiviso. 

Accoglienza, dunque, per turisti, studenti, pendolari, visitatori e…cittadini. Forse l’esempio è piazza della Repubblica che stiamo trasformando da “slargo” anonimo a piazza curata negli arredi, capace di collegare mare e centro e di dare il benvenuto a chi scende dal porto.

Accoglienza che si declina anche in termini di urbanistica e di rigenerazione urbana. Come? E’ iniziato un percorso per definire il nuovo strumento di pianificazione, il Piano Urbanistico Generale che sostituirà il Prg (l’ultimo di cui disponiamo è del ’93) e che introduce un approccio più flessibile e integrato alla gestione del territorio, ponendosi come obiettivi il contenimento del consumo di suolo, la rigenerazione urbana, e che destinerà alcuni contenitori a funzioni di ospitalità. 

Un esempio su tutti: l’ex caserma al Cardeto si trasformerà in uno studentato, l’ex deposito derrate lo sta già facendo. Questo significa più posti letto, certo, – l’accoglienza deve anche essere rivolta agli universitari – ma anche nuove funzioni per il nostro meraviglioso parco urbano e a un progetto di rigenerazione di un edificio fatiscente.

Posizione più baricentrica e finalmente fuori da un isolamento viario arriverà dalle grandi infrastrutture – su tutte l’ultimo miglio e il collegamento tra il porto e l’autostrada – capaci di toglierci il peccato originale della marginalità in termini di collegamenti e di trasporti.

Ecco dunque che si definisce il disegno della Grande Ancona che stiamo costruendo: attrattiva, ospitale, capace di rigenerare i suoi spazi in disuso (la cittadella giudiziaria che andrà all’ex Inps), di valorizzare i suoi luoghi più iconici (su tutti l’anfiteatro romano che farà da cornice suggestiva a una stagione di musica e teatro potente). Pensate all’Arena su mare: un luogo che non c’era e ora si mette a disposizione dei cittadini con 1500 posti. Un palcoscenico davanti all’arco di Traiano, che si affaccia sull’Adriatico e che ospiterà grandi nomi, musica e l’Ulisse fest.

A proposito di spazi in divenire: voglio solo citare – ci sarà modo per approfondire e darvi conto dello stato dei lavori – i 45 cantieri tra quelli che abbiamo concluso e che stiamo portando avanti, tra difficoltà tecniche e operative non da poco: scuole, mense, mercati. Conclusi i lavori alla Pinacoteca (ora aspettiamo gli arredi), stanno procedendo spediti gli asili, gli impianti sportivi  ed i mercati. Sul Mercato delle Erbe, vero fulcro futuro della vita sociale del centro, si sta implementando un progetto di animazione che coniughi le originarie funzioni di vendita al dettaglio e la vitalità di una vera piazza al coperto. In attesa di veder risorgere questo edificio simbolo e bellissimo, partiranno presto i lavori per ridare smalto e luce al nostro Corso Garibaldi, che saprà coniugare luce, decoro ed eleganza.

Si riaccende la nostra Ancona.

(Foto panoramica di Ancona di Andrea Salvolini)

In arrivo Ulissefest, il festival del viaggio con 100 ospiti dedicato alla capacità di meravigliarci

Con oltre 100 ospiti e più di 40 appuntamenti, UlisseFest porterà ad Ancona dal 4 al 6 luglio tre giornate dense di suggestioni, riflessioni e immaginazione, con un ricco calendario di anteprime che precederanno il cuore del festival. Tra gli ospiti di questa edizione: Licia Colò, Maurizio de Giovanni (che ha già animato una bellissima anteprima) Edoardo Prati, Max Gazzè, Coma_Cose, Vincenzo Schettini, Daniel Lumera, Jan Brokken, Vittorio Lingiardi, Chiara Barzini, Matteo Bordone, Marco Maccarini, Gianluca Vitiello e tanti altri. Numerose sono le attività sviluppate in collaborazione con enti del turismo italiani e stranieri: Tahiti, Cina, Slovenia, Svizzera e la Ferrovia Retica, Toscana e Genova.

Suggestivo il tema di questa edizione: : “E ancora mi stupisco” che celebra la capacità di meravigliarsi, di lasciarsi ancora sorprendere dal mondo proprio quando ci sembra dominato da conflitti e ferito nella sua bellezza. È il momento in cui il viaggio smette di essere occasione di semplice svago e diventa un’intensa esperienza personale, fatta di incontri, immagini e racconti che cambiano il nostro modo di vedere le cose.

Come ogni anno, UlisseFest resta fedele alla sua natura itinerante e diffusa, coinvolgendo molti dei luoghi più suggestivi del capoluogo marchigiano. Sarà all’Arena sul Mare, alla Mole Vanvitelliana e nei teatri, nelle logge e nelle piazze. La cornice ideale per un festival che vuole essere punto di approdo e incontro tra storie, culture e idee, dove l’incanto del viaggio si trasforma in esperienza viva e condivisa.

Per avvicinarsi al festival, la seconda anteprima è prevista il 26 giugno, al Teatro delle Muse con Edoardo Prati e lo spettacolo Come è profondo il mare: un viaggio che si rivela una riflessione potente sull’identità, il desiderio di conoscersi e il significato delle parole persone (prevendite su Vivaticket). Poi si entrerà nel vivo: opening Day giovedì 3 luglio: Ancona diventa teatro di una sessione speciale delle selezioni ufficiali del Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio®️. Un appuntamento vivace e coinvolgente, guidato da Roberto Panizza, che unisce cultura gastronomica e tradizione ligure.

Il potente richiamo di un luogo iconico come la Polinesia francese aprirà la serata con il vernissage della mostra Isole di Tahiti: l’anima primordiale, esposizione fotografica che racconta l’essenza di Tahiti, tra paesaggi ancestrali e culture millenarie. In collaborazione con Tahiti Tourisme. Di seguito un altro vernissage: quello della mostra dell’Assessorato alla Cultura Pictures of you. La stessa sera infiniti intrecci di spiritualità e viaggio, Vittorio Lingiardi, psicanalista candidato al Premio Strega Saggistica 2025 che accompagnerà il pubblico attraverso paesaggi esterni e interni, scienza e poesia, conoscenza e meraviglia. Poi il battito della terra si farà suono con l’Opening party di UlisseFest 2025 a ingresso gratuito. Al calare della notte, nella corte della Mole Vanvitelliana, la musica intesa come pratica catartica darà vita a un rituale energico in forma di Dj set: tra elettronica percussiva e psichedelia estatica, Tyler Ov Gaia apre la Festa del Viaggio di Lonely Planet.

Concerti e dj set Anche quest’anno l’Arena sul Mare del Porto Antico sarà il cuore musicale del festival. Il 4 luglio saranno protagonisti i Coma_Cose, il duo milanese che ha fatto del viaggio – fisico, emotivo e artistico – una costante della propria musica. Fausto Lama e California trasformeranno la notte di Ancona in un viaggio in musica tra sogni, esperienze e voglia di esplorare nuovi orizzonti (prevendite su Ticketone). A seguire, impossibile restare fermi con 2000 Mania Party: le migliori hit, dal 2000 a oggi, in un lungo dj set a ingresso gratuito per ballare con la brezza del mare in faccia e il Colle Guasco negli occhi.

Il 5 luglio sarà la volta di Max Gazzè accompagnato dall’Orchestra Popolare del Saltarello che presentano Musicae Loci 2025, progetto che promette di trasformare il Porto Antico in un’arca sonora, mescolando strumenti tradizionali e arrangiamenti inediti, per un’esperienza collettiva che è un vero invito al viaggio (prevendite su Ticketone).

La musica, a UlisseFest, non è solo concerti. Con un balzo porterà il pubblico nella New York del jazz, tra luci soffuse, club fumosi e notti che sembrano non finire mai. Viaggeremo nel mondo di Pannonica de Koenigswarter, straordinaria mecenate di artisti del calibro di Thelonious Monk, con Nica’s Dream accompagnati dalla voce narrante di Valerio Corzani, la tromba magnetica di Giorgio Li Calzi e le Polaroid di Nica animate da Andrea Daddi, in un tributo a chi ha fatto del jazz una casa, e di New York una promessa di libertà.

E a proposito di musica, anche quest’anno Radio Capital sarà presente con alcune delle voci più amate del palinsesto: da Doris Zaccone a Marco Maisano.

Tavola rotonda – turismo accessibile Venerdì 4 luglio, si comincia nel pomeriggio con la tavola rotonda “Un viaggio per tutti: accessibilità, innovazione e inclusione nel turismo del futuro”. L’iniziativa accende i riflettori su un turismo sostenibile che sia realmente inclusivo, privo di barriere fisiche, sensoriali e culturali. Ad aprire l’incontro saranno Daniele Berardinelli, Assessore al Turismo del Comune di Ancona, che illustrerà l’impegno della città nel promuovere buone pratiche di accessibilità, e Paul Yanover, CEO di Lonely Planet, che condividerà una visione internazionale sul valore dell’inclusività nel turismo del futuro. Partecipano inoltre Roberta Garibaldi, docente e Presidente dell’Associazione Italiana del Turismo Enogastronomico, Cristina Nadotti, giornalista e autrice, Antonio Laveneziana, Territory Manager Italia e Sud Est Europa di Airbnb, Mirko Lalli, CEO e Founder di The Data Appeal Company, Giovanni Ferrero, Presidente di Turismabile, e Andrea Lanfri, atleta del team Ferrino – per tracciare nuove rotte verso un’accoglienza più equa e intelligente. Tra le esperienze presentate, spiccano esempi virtuosi di accessibilità culturale come i progetti del Museo Tattile Statale Omero di Ancona e della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

Incontri e percorsi In omaggio allo stupore che ispira il tema dei quest’anno, all’Arena sul Mare ci faremo accompagnare da Vincenzo Schettini, il prof più amato del web, in un viaggio sorprendente: quello della fisica come “linguaggio segreto” che racconta il mondo, la natura e perfino noi stessi. E ancora mi stupisco sarà infatti un appuntamento che unisce scienza, emozione e meraviglia. Perché stupirsi, ogni giorno, è il primo passo per amare il pianeta in cui viviamo (prevendite su Vivaticket). Daniel Lumera ci guiderà in un percorso dentro noi stessi, svelandoci ciò che accade quando smettiamo di correre e cominciamo davvero a viaggiare. La dimensione visiva del viaggio, tradotta da parole che sanno cogliere le storie delle persone, sarà al centro dell’incontro con Jan Brokken: il grande scrittore olandese, con la sua capacità di rivelare gemme nascoste attraverso percorsi poetici e romanzeschi, ci accompagnerà alla scoperta della luce unica dell’Olanda. Con il supporto dell’Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia.

Ancona sarà al centro degli incontri legati al viaggio con il lancio del format culturale Ancona Cultura Aperta. Visioni, viaggi e identità per raccontare Ancona nel mondo che propone due focus e due personaggi che hanno reso grande questa città, con Giorgio Mangani, Tiziana Maffei e Marta Paraventi. Il primo dedicato alla figura di Ciriaco I viaggi di Ciriaco d’Ancona e il secondo dal titolo In viaggio da Ancona a Caserta sulla figura di Luigi Vanvitelli. Di luoghi lontani e affascinanti ci si occuperà, nel puro spirito Lonely Planet, con Matteo Bordone, autore del podcast Viaggio a Tokyo, in collegamento con Flavio Parisi, da vent’anni residente in Giappone, per svelarci molti degli enigmi del Sol Levante. In collaborazione con Il Post. Matteo Miavaldi e Sabina Minardi ci porteranno in India, per scoprire un Paese diverso da come lo abbiamo sempre immaginato.

In Africa andremo a sondare il volto autentico della Mauritania con Ahmed Mahmoud Jemal Ahmedou, diplomatico e custode di libri antichi, Ebba Mheimde, operatore turistico, Gigi Montali, fotografo e Ludovico Scortichini, presidente di Go World. In collaborazione con Go World e Italian Travel Press.

Anche l’Italia sarà protagonista sul palco: gli autori Lonely Planet Italia ci accompagneranno alla ricerca dei luoghi più suggestivi di Sardegna, Genova e Toscana con particolare attenzione ai loro posti del cuore. Genova e Toscana saranno protagoniste anche con i loro sapori tipici, segnaliamo gli aperitivi del venerdì e del sabato, il laboratorio di Cantucci con Vetrina Toscana e il campionato del pesto. Sul nostro Paese e sul suo indissolubile rapporto con la bellezza, ci soffermeremo in un viaggio tra letteratura, arte e natura ispirato da 500 grandi autori che, da Orazio a Montale, hanno saputo cantare i 60 siti italiani Patrimonio dell’Umanità UNESCO. In omaggio al naturale impulso che porta UlisseFest a declinare il viaggio in tutte le sue forme, ripercorreremo il cammino dell’acqua di un celebre acquedotto di Los Angeles, mito americano per eccellenza, condotti da Chiara Barzini, scrittrice e sceneggiatrice, in una riflessione sull’ecologia e sull’importanza di un bene primario sempre più scarso sul nostro pianeta.

Tra i grandi totem che da sempre popolano l’immaginario, le isole affascinano e invitano al viaggio, come sapeva l’eroe omerico, come metafora di una felicità lontana, da raggiungere ma talvolta transitoria. Di questi temi si parlerà con Davide Ferrario, a proposito dell’ascesa e della caduta di Nauru, sperduta isola dell’Oceano Pacifico e con Marco Lupis che ci porta con sé nelle sue missioni da corrispondente, inviato speciale e reporter di guerra ai quattro angoli della Terra, fino alla remota Antartide.

Di ponti e luoghi che consentono connessioni si parlerà con Gavin Francis, medico e grande viaggiatore scozzese, profondo indagatore di quella magnifica ossessione che ponti e isole rappresentano, tra viaggio, racconti e carte geografiche.

Come di consueto l’attenzione di UlisseFest si rivolgerà anche alle attività outdoor. Saranno avventure estreme e sfide quasi impossibili nel racconto dell’atleta paralimpico Andrea Lanfri il primo pluriamputato al mondo a salire in autonomia sull’Everest. In collaborazione con Ferrino.

Nell’incontro Bike revolution dedicato al cicloturismo, indagheremo le possibilità di questo modo di viaggiare parlando di ciclovie spettacolari, viaggi intermodali e sostenibilità con Ilaria Fiorillo, attivista e autrice del progetto Milano in bicicletta, Alfredo Di Giovampaolo, giornalista RaiNews24 e conduttore del programma Pedala Italia, e Mauro Fumagalli, ex ciclista professionista e fondatore di MarcheBikeLife.

Marco Maccarini, storico volto di MTV parlerà di viaggi a piedi e di come, passo dopo passo, hanno saputo cambiare il proprio sguardo sul mondo. Tahiti tornerà protagonista nel Salotto del Mondo con Messico, Cina e Boston.

Laboratori ed esperienze Come da tradizione, anche quest’anno torna alla Mole Vanvitelliana il corso Lonely Planet Come diventare scrittore di viaggio. Un’occasione unica per apprendere l’arte del racconto di viaggio, trasformando esperienze personali in storie capaci di emozionare e ispirare. L’edizione 2025 offrirà un valore aggiunto: la possibilità di ottenere crediti formativi per giornalisti.

Molti i laboratori gratuiti con prenotazione obbligatoria: dalla cucina per famiglie agli aperitivi in collaborazione con Toscana, dalle scoperte di tinture antiche, come il blu di guado, alla masterclass di pesto di Genova.

Non mancheranno momenti di racconto, degustazione e scoperta dedicati al vino con Umani Ronchi, in un viaggio nel paesaggio marchigiano.

Per informazioni e aggiornamenti del programma www.ulissefest.it

Si vota per i Consigli territoriali, la voce dei quartieri

Si rinnovano i Consigli territoriali di Partecipazione (detti Ctp), gli organismi di rappresentanza che danno voce ai quartieri, alle periferie e ai cittadini. Segnate in agenda: le votazioni per eleggere i consigli saranno il 28 giugno (dalle 9 alle 20) e potranno votare anche i giovani dai 16 anni di età.

“Organismi di rappresentanza articolati su base territoriale finalizzati a consentire la partecipazione attiva della cittadinanza nelle materie di interesse locale, in ossequio al principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione”: cosa corrisponde nella pratica a questa definizione ufficiale? Cosa possono fare i Ctp? Innanzitutto, essere un punto di riferimento del territorio per l’ascolto dei cittadini sui temi importanti della vita dei quartieri e collaborare con il volontariato individuale o organizzato in associazioni. Attraverso questi organismi, i cittadini possono fare proposte di miglioramento della qualità della vita e segnalare disservizi. In caso di atti fondamentali della vita amministrativa come il piano regolatore o il Pums o altri strumenti strategici, i Ctp vengono consultati e inviare proposte.

Sono 9 i Consigli territoriali che verranno eletti a suffragio diretto con sistema proporzionale. I consiglieri eleggono poi un presidente.

A quale Ctp si appartiene? Queste le sezioni elettorali che corrispondono ai nove Consigli territoriali. Le sezioni elettorali sono indicate nella tessera elettorale: chi ha 16/18 anni e non ha la tessera elettroale può verificare a quale Ctp appartiene e dove votare in base alla residenza

Consiglio territorio 1

Centro Storico – Guasco – San Pietro – Capodimonte – Porto – Spina dei corsi – Piazza Cavour – Via Palestro – Via Santo Stefano, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 1-2-3-6-14-15-16-17-18;

Consiglio territorio 2

Passetto – Adriatico – Pietralacroce – Borgo Rodi, corrispondenti alle sezioni elettorali nn.4-5-7-8-9-i0-ll-12-13-19-20- 21 22 – 69 – 70;

Consiglio territorio 3

Archi – Vallemiano – Via Tiziano – Via XXV Aprile – Via M. Resistenza – Stazione – Palombella – Via De Gasperi – Monte Marino – Via della Ferrovia, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 23 – 24 – 25 -26 -27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33 – 41- 71;

Consiglio territorio 4

Grazie – Tavemelle – Via Ranieri, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 36 – 37 – 38 – 39 – 47 – 48 – 49 – 50 – 51 – 52 – 53 – 54:

Consiglio territorio 5

Brecce Bianche Q1 – Q2 – Q3 – Ponterosso – Passo Varano – PIP Baraccola – Pinocchio – Università – Pontelungo – Via Alpi – Via Appennini, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 56 – 57 – 58 -72-74- 75 -76- 77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82 – 100;

Consiglio territorio 6

Piano S. Lazzaro – Palombare – Scrima – Posatora – Fornetto, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 34 – 35 – 40 – 42- 43 – 44 – 45 – 46- 55 – 59 – 60 – 99;

Consiglio territorio 7

Torrette – Barcaglione – Colleameno – Collemarino – Palombina, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 61 – 62 – 63 – 64 – 65 – 66 – 67 – 68 – 98;

Consiglio territorio 8

Frazioni: Montacuto – Poggio – Varano – Massignano, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 73 – 83 – 84 – 85 – 86;

Consiglio territorio 9

Frazioni: Montesicuro – Sappanico – Gallignano – Aspio – Candia – Paterno/Casine di Paterno – Ghettarello, corrispondenti alle sezioni elettorali nn. 87 – 88 – 89 – 90 – 91 – 92 – 93 – 94;

I cittadini votanti dovranno presentarsi il 28 giugno presso la sede elettorale su cui insiste la propria sezione elettorale muniti di un documento di riconoscimento e di tessera elettorale (i minorenni solo di documento). Ognuno deve votare per il Consiglio nel cui territorio ha la residenza.

A questo link https://www.comuneancona.it/ctp-si-vota-il-28-giugno-approvate-le-modalita-per-le-elezioni-3/ trovate informazioni utili e di approfondimento: il nuovo Regolamento approvato dal Consiglio comunale che fissa funzioni e modalità operative dei Ctp, le sedi dove si vota, le liste in corsa (quando verranno definite dopo la scadenza del termine di presentazione)

Dentro la mostra Rinascimento marchigiano davanti ai due crocefissi lignei

Tra le opere della mostra Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma lungo i cammini della fede” in corso alla Mole, soffermiamoci sui dettagli dei meravigliosi crocefissi lignei con le parole di uno dei curatori, prof Stefano Papetti.

https://www.comuneancona.it/mostra-rinascimento-marchigiano-orari-biglietti-e-agevolazioni-per-la-promozione-del-territorio/utte le informazioni sulle opere, le agevolazioni e gli orari della mostra le trovate a https://www.comuneancona.it/mostra-rinascimento-marchigiano-orari-biglietti-e-agevolazioni-per-la-promozione-del-territorio/