La Pinacoteca Civica torna a vivere: inaugurazione il 6 dicembre

La città si prepara a riaccendere le luci su uno dei suoi luoghi culturali più significativi. Il 6 dicembre 2025 riaprirà al pubblico la Pinacoteca Civica di Ancona, restituendo alla comunità uno spazio che non è solo museo, ma punto di accoglienza, orientamento e narrazione della storia artistica cittadina e marchigiana. L’annuncio è arrivato dall’assessore alla Cultura Marta Paraventi nel corso di una conferenza che si è svolta il 5 novembre a Palazzo del Popolo, dove è stato presentato anche il ritorno del Premio Marche, di cui Comunicancona ha parlato in questo articolo.

All’incontro erano quindi presenti, insieme con l’assessore Paraventi, anche gli organizzatori del Premio Marche, il presidente Stefano Tonti e la vice Arianna Trifogli con Federica Lazzerini, e gli assessori al Turismo Daniele Berardinelli e all’Istruzione Antonella Andreoli. Unanime la sottolineatura del valore di questa doppia “riapertura” come simbolo di una stagione culturale condivisa e in movimento.

La Pinacoteca riapre dopo anni di lavori finanziati dal PNRR e lo fa con un’idea chiara: diventare un hub dell’arte del territorio, un luogo che guida lo sguardo del visitatore dentro la storia culturale di Ancona e delle Marche. Sin dall’ingresso, il pubblico sarà accolto da una presenza simbolica e identitaria: il bassorilievo raffigurante Ciriaco d’Ancona, il grande umanista e viaggiatore, figura fondante della memoria cittadina. Un omaggio sentito anche alla via in cui la Pinacoteca ha sede, via Pizzecolli, che da lui prende il nome. È come essere accolti da un cittadino illustre che invita alla scoperta della propria casa.

Il piano terra ospiterà quattro sale che raccontano identità, legami e trasformazioni. La sala dedicata a Francesco Podesti sarà ampliata, con opere ricollocate da altre sezioni del museo, per valorizzare ancora di più il pittore anconetano e con lui il profilo storico della città. Accanto a essa troverà spazio una sala dedicata alle opere del Premio Marche, a sottolineare il dialogo vivo tra patrimonio e contemporaneità. Una sala sarà riservata a Valeriano Trubbiani, maestro del fantastico e dell’immaginario poetico scolpito nel metallo, radicato profondamente nella cultura marchigiana. Infine, una sala presenterà opere del Novecento, offrendo un passaggio delicato e necessario tra memoria storica e sguardi più recenti.

Salendo ai piani superiori, si svilupperà il percorso che intreccia le radici della cultura figurativa regionale con quella italiana, attraverso maestri come Tiziano, Carlo Crivelli e Lorenzo Lotto. Proprio le opere del Rinascimento veneto saranno presentate secondo un criterio espositivo più unitario, pensato per far emergere relazioni e rimandi, tra cui la Pala dell’Alabarda, capolavoro di Lotto, che tornerà a essere uno dei poli emotivi del museo. Il tutto all’interno degli spazi dei palazzi Bosdari e Bonomini, collegati dal 2016 da un intervento architettonico che consente una fruizione fluida, luminosa e contemporanea. La nuova Pinacoteca, il cui progetto di allestimento è stato realizzato dall’architetto Carla Lucarelli, sarà valorizzata anche da un nuovo impianto illuminotecnico e da un sistema di didascalie che prevede spazi di approfondimento per le opere di maggiore interesse e anche la trascrizione braille per una fruizione completa e inclusiva delle opere e dei percorsi.

Sabato 6 dicembre l’inaugurazione seguirà un programma itinerante: alle 17, in via Podesti 62, sarà presentato il restauro della targa sulla casa natale di Podesti. Si attraverserà poi la città fino a via Pizzecolli, dove la Pinacoteca aprirà le sue porte dalle 18 alle 21, con ingresso gratuito e accessi regolati a gruppi di massimo 45 persone, per garantire un’esperienza di visita attenta e raccolta. Saranno fornite con successive comunicazioni tutte le informazioni logistiche sul 6 dicembre e sull’organizzazione dei normali orari di apertura, sul costo dei biglietti di ingresso e sulla scontistica applicata.

Durante la conferenza è stato presentato anche il ritorno del Premio Marche, manifestazione storica nata nel 1957 e riconosciuta come una delle più autorevoli piattaforme dell’arte contemporanea nel Centro Italia. L’edizione 2025, la venticinquesima, inaugurerà una nuova formula biennale, frutto della collaborazione tra AMIA e Comune di Ancona. La mostra sarà curata da Elena Pontiggia e Gabriele Simongini per la sezione dedicata al lungo periodo di pausa della manifestazione, e da Giacinto Di Pietrantonio per la sezione dedicata alle ricerche contemporanee, con prestiti provenienti anche dalla Pinacoteca Civica. Una parte del progetto sarà dedicata alla dimensione educativa e alle scuole, per riportare i giovani al centro della fruizione culturale. Oltre all’articolo che Comunicancona ha dedicato a questo prestigioso ritorno, si possono leggere tutte le informazioni sul Premi anche sul sito istituzionale del Comune di Ancona.

Margherita Rinaldi

IL PERSONAGGIO/ Annalisa Trasatti, una guida esperta nella meraviglia e nella storia di Ancona

Educatrice museale, guida turistica, appassionata divulgatrice di arte e storia, attualmente coordinatrice dei servizi del Museo Tattile Statale Omero: la si può incontrare in testa a un gruppo di turisti mentre illustra con la sua energia competente i monumenti di Ancona, o mentre va in giro a Capodimonte dove è considerata un punto di riferimento. Se non conoscete Annalisa Trasatti adesso ve la presentiamo noi.

Allora Annalisa, partiamo da Ancona di cui sei anche cittadina benemerita (ha ricevuto l’attestato di civica benemerenza quest’anno) e che hai indagato in un libro recente: quale credi sia il suo punto di forza rispetto al turismo?

Ritengo che la definizione che più si addice alla nostra città è “la bella sconosciuta”. L’effetto di stupore che riscontro nei turisti è tale da diventare una vera e propria arma vincente. A questo aggiungiamo la bellezza intrinseca della sua morfologia, del mare che appare all’improvviso, dove meno te ne aspetti, la luce ancora “mediterranea” , senza dimenticare la sua scenografica monumentalità.

Quale è il tour più significativo per conoscere la città?

Il cuore di Ankon batte tra il colle Guasco e il Colle Cardeto, dove sono visitabili i resti dell’anfiteatro romano, la Cattedrale, nonché il suggestivo Parco del Cardeto. Da qui a scendere si percorre un vero e proprio viaggio nel tempo lungo l’asse principale, l’ex strada Maestra, ovvero via Pizzecolli dove possiamo incontrare tutte le principali chiese e i palazzi fino al Teatro delle Muse. Immancabile una tappa alla Fontana delle Tredici Cannelle e di lì piazza Cavour

E il tuo luogo del cuore?

Non ho dubbi nel rispondere, ricordo ancora vividamente l’emozione della prima passeggiata a fine lockdown. Sono uscita di casa a piedi per raggiungere l’ingresso del Parco del Cardeto di via Birarelli, per affacciarmi sulla falesia, proprio sotto il Faro Vecchio. Come mi disse una volta una bambina che guidavo con i suoi compagni di classe, in questo luogo: “Maestra ma allora è questo l’infinito!”

Il punto della città o il monumento che desta più meraviglia?

La terrazza a mare del Passetto. Eh si perché il nostro Monumento per antonomasia non è soltanto un Altare della patria, una doppia scalinata e un ascensore, ma è soprattutto un affaccio, un “miradouro” come li chiamano a Lisbona, da dove è impossibile non “spiccare il volo” con la fantasia, e il pensiero va verso il Sud e l’Oriente.

Nella tua attività ti occupi di arte e di multisensorialità: come si sviluppa questo rapporto tra espressione artistica e sensi ? E soprattutto che impatto ha nei giovani e giovanissimi che si accostano al Museo tattile statale Omero per la prima volta?

Lasciamelo sottolineare, ad Ancona c’è l’unico Museo tattile statale al mondo! Non nego che la possibilità e la sfida di lavorare qui, oramai da oltre 20 anni, è stato uno dei motivi che mi ha permesso di restare nella mia città. E’ un vero piacere accogliere tutti i giorni studenti, ma anche ricercatori, operatori museali e docenti che ogni giorno, da tutto il mondo ci contattano e vengono in visita. Nel tempo abbiamo sempre di più sperimentato che l’idea e il sogno di due persone non vedenti (Aldo e Daniela Grassini) di toccare e far toccare l’arte anche alle persone con disabilità visive, è diventato un vero e proprio “regalo” per tutti. Chi non vorrebbe accarezzare tutto ciò che è bello, tutto ciò che si ama? La prossima sfida è coinvolgere in questo approccio multisensoriale tutta la città di Ancona, dalla prima accoglienza, alle strutture ai trasporti.

Nel tempo dei social che macinano informazioni e rendono accessibili le più svariate informazioni, che senso e importanza ha la divulgazione ?

Ritengo che sia necessaria e complementare. Io stessa a volte mi stupisco dell’apprezzamento che riscontro nei partecipanti dei miei tour, spesso dedicati anche a residenti e pensati su temi e approfondimenti ad hoc, in forma anche di giochi interattivi. Io non rinuncerei mai al contatto diretto, al dialogo, allo scambio con persone da cui posso sempre imparare. I canali social sono altrettanto utili, e li curo personalmente, e grazie a questi ( penso soprattutto ad Instagram) Ancona, vanta,oggi, finalmente, un immaginario visivo più ricco e variegato. Alcuni luoghi, scovati e ben valorizzati dagli utenti, sono diventati solo successivamente tappe turistiche. Un esempio su tutti il Belvedere Casanova da cui godere uno dei più bei tramonti dell’Adriatico.

Molti ti chiamano “il sindaco di Capodimonte” Cosa rappresenta per te questo quartiere?

Ogni volta che penso alla fortuna di essere vissuta, appena nata, in una casa- terrazza di via Cialdini affacciata sul porto, capisco il peso che quell’ “imprinting” ha avuto sul mio amore per Ancona. Poi, dai 4 anni, ho abitato nei quartieri nuovi, alle Brecce Bianche, e Capodimonte era sempre un “ritornare”, che fosse per il pranzo della domenica dalla nonna o per un giro alla scoperta della Cittadella o della Sinagoga. Capodimonte è comunque sempre stata – anche – la comunità della Parrocchia di San Giovanni Battista, storicamente francescana, che ha visto nascere la Mensa del Povero e il laboratorio artigianale di Santa Elisabetta. Nonostante i frati non ci siano più da anni lo spirito di accoglienza e generosità permane, nelle attività di volontariato di Nadia Bellelli e Giovanna Cipollari, nei presepi e nella cura del verde del sig. Nando Paciotti, nel coro natalizio della Chiesa. L’esperienza del covid ci ha uniti ancor di più e il gruppo Facebook “Io vivo a Capodimonte” che ho aperto nel 2010, appena tornata residente, durante il lock down si è vivacizzato in maniera inaspettata. Dal 2021 in poi si sono susseguite cene di quartiere, tour guidati e concertini con residenti ed amici di tutte le età. Ed è proprio recente la bella notizia che in occasione della riapertura della Pinacoteca Civica, verrà restaurata la lapide sulla facciata della casa natale di Francesco Podesti, sull’omonima via. Insomma la storia di Ancona non passa solo dal colle Guasco, tutt’altro, fino al 1797 l’ingresso via terra della città era proprio Porta Capodimonte, l’attuale Largo Casanova. Tutto è relativo, dipende dal punto di vista… e questo Ancona ce lo insegna quotidianamente!

Il futuro si inventa qui e parla giovane: torna StartAN

A un anno di distanza dal debutto che aveva portato al teatro delle Muse oltre 1500 ragazze e ragazzi, StartAN torna ad Ancona. Questa volta alla Mole Vanvitelliana e in formato più concentrato: una sola giornata, l’11 novembre (la formula dell’evento prevede l’alternanza di edizioni a tre e a una giornata n.d.r.), ma con la stessa ambizione di diventare un luogo in cui i giovani possano vedere da vicino cosa significa fare impresa, innovare, immaginare un futuro possibile. StartAN è una fiera nazionale delle startup che parla alla città, ma non solo, e soprattutto alle nuove generazioni, ogni anno con un racconto nuovo da far crescere. Perché le idee hanno bisogno di luoghi, parole e occasioni per accendersi.

La seconda edizione si svolgerà anche con la novità di un autorevole panel di media partner: Milano Finanza, Campus, Classeditori. “Rafforzare il legame tra scuola e mondo del lavoro è una mission fondamentale che Campus ha posto tra i propri obiettivi principali”, ha rimarcato Domenico Ioppolo, amministratore delegato di Campus, “ed è questo il senso della nostra presenza”.

Una giornata per orientarsi e incontrarsi

Il programma è stato presentato in Comune alcuni giorni fa, insieme con i partner istituzionali e i promotori. L’assessore all’Imprenditoria, all’università e alle politiche giovanili Marco Battino ha spiegato che questa edizione rappresenta un anno di transizione: dopo la tre giorni della prima edizione, la volontà è di alternare formati più estesi e appuntamenti più agili. L’idea però resta identica: StartAN è un luogo di orientamento. La mattina è pensata per gli studenti delle scuole superiori, che potranno confrontarsi con chi vive il mondo universitario e il lavoro, ascoltando testimonianze pensate per accendere possibilità, desideri, domande. Il pomeriggio, invece, sarà dedicato alle imprese, alle startup, ai professionisti, con workshop e laboratori progettati insieme ad associazioni di categoria e realtà imprenditoriali. Particolare risalto sarà dedicato al mondo degli spin off universitari, realtà che – ricorda Battino – “producono più di 18 milioni di euro di indotto nel territorio”. Una mostra dedicata a queste “imprese” sarà allestita in Sala Polveri alla Mole. il Comune di Ancona arriva all’edizione 2025 dopo un’esperienza che ha portato anche un risultato concreto per alcuni giovani startupper del territorio. Nel 2024, infatti, dopo la prima edizione della fiera, grazie a un finanziamento Anci nove progetti giovanili hanno ricevuto un finanziamento grazie a un bando comunale per la nuova imprenditoria, promosso dal Comune di Ancona e dai Comuni partner di Maiolati Spontini e Sassoferrato, sostenuto da ANCI e dal Dipartimento per le Politiche Giovanili. L’obiettivo? Dare un concreto supporto alla creazione e allo sviluppo di nuove imprese under 35, rafforzando l’ecosistema locale dell’innovazione e promuovendo una cultura imprenditoriale radicata nei territori. Startan è stata presentata a maggio scorso anche come buona pratica all’assemblea nazionale di Anci giovani.

Il programma completo della giornata è disponibile qui.

Gli ospiti e le voci da ascoltare

A condurre la mattinata sarà la giornalista Lucrezia van Stegeren, alla quale nel pomeriggio si alternerà il giornalista Andrea Alfieri Padiglioni.

L’apertura dei lavori è prevista alle ore 09:30 presso l’Auditorium della Mole, con i saluti istituzionali dell’Amministrazione Comunale, di Domenico Ioppolo amministratore delegato di CAMPUS (Class Editori) e del Rettore dell’Università Politecnica delle Marche. A seguire, una serie di interventi ispirazionali offrirà testimonianze di percorsi di crescita personale e professionale. Parteciperanno, tra gli altri, il ginnasta della Nazionale Italiana Tommaso Brugnami, l’imprenditore e fondatore del Microbiscottificio Frolla Jacopo Corona, la content creator e storyteller Olimpia Peroni e la professoressa Maura Mengoni dell’UNIVPM, che affronterà il tema dell’imprenditorialità nel settore deep-tech. Nel corso della mattinata verrà inoltre presentato il progetto MOSAIC insieme alle startup premiate dal Comune di Ancona nell’ambito del progetto ANCI. Le testimonianze proseguiranno con l’intervento del cantante e autore Lorenzo Baglioni sul tema della trasformazione della propria passione in lavoro e della ballerina professionista Sofia Cagnetti, che racconterà il proprio percorso artistico oltre la televisione.

Dalle ore 10:30 alle 18:30 si svolgerà l’Hackathon Innovazione e Impatto Sociale, ideato in collaborazione con Rotary Club Ancona e AC75 Start Up Accelerator, che vedrà i giovani partecipanti impegnati nella creazione di progetti ad alto valore sociale. Un approfondimento sull’Hackaton è disponibile qui.

Nel pomeriggio, presso Sala Polveri, sarà aperta l’area espositiva dedicata alle startup e ai prodotti innovativi. Sempre in questo spazio si terranno presentazioni e incontri dedicati all’innovazione, all’intelligenza artificiale, alla sicurezza informatica e al ruolo dell’Università nella crescita delle competenze imprenditoriali, a cura di EDH4Marche e con la partecipazione di Francesco Magro, founder di Winelivery. Nel corso della sessione saranno inoltre presentati i Premi CCIAA 2025 per i migliori progetti innovativi e il progetto Mosaic, realizzato con il contributo di ANCI, in partenza proprio in occasione di StartAN.

Il programma sarà arricchito anche da workshop tematici presso l’Aula Didattica, tra cui un laboratorio dedicato al rapporto tra musica e social network con Lorenzo Baglioni e un convegno sull’intelligenza artificiale e la proprietà intellettuale, realizzato in collaborazione con Rotary Club Ancona 25-35, che consentirà l’acquisizione di crediti formativi riconosciuti dall’Ordine degli Avvocati di Ancona. Seguirà il workshop dedicato al Fondo Autoimpiego a cura di The Hive. Parallelamente, presso il Caffè Letterario, si svolgeranno presentazioni di libri e attività divulgative sui temi dell’economia, della sostenibilità e dell’orientamento professionale. Parteciperà, tra gli altri, il giornalista economico Massimo Taddei. La giornata si concluderà con un DJ Set nella corte della Mole dalle ore 20:00 alle ore 22:00.

Il ruolo dei partner: hackathon, formazione, networking e momenti creativi

Proprio su questi temi sono intervenuti, durante la conferenza stampa, diversi partner progettuali. Andrea Morandi, presidente del Rotary Club Ancona, ha anticipato l’organizzazione di un hackathon dedicato alla risoluzione di una sfida sociale. Gaetano Ascenzi, direttore operativo di EDIH4Marche, ha sottolineato l’importanza di far dialogare startup e aziende già radicate sul territorio, così da favorire crescita reciproca. Lorenzo Sardella di The Hive ha presentato il workshop sul ruolo dell’incubatore come sostegno concreto alle giovani imprese. Luca Casagrande di Confartigianato ha annunciato invece un tavolo di confronto su AI, cybersicurezza, robotica, data analysis e compliance. Da parte dei giovani presenti, è intervenuta Silvia Renzi, segretario generale di JEPA – Junior Enterprise Ancona, portando il punto di vista di chi si affaccia adesso nel mondo dell’imprenditorialità. Ma la giornata non sarà solo lavoro e idee: come lo scorso anno, ci sarà spazio anche per la musica, con un appuntamento serale sempre alla Mole e performance distribuite nel corso della giornata.

Chi rende possibile StartAN

Partner Istituzionali
Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale
ANCI
MOSAIC
Comune di Ancona
Università Politecnica delle Marche
Città di Maiolati Spontini
Comune di Sassoferrato

Patrocinio
Regione Marche
Casa del Made in Italy – Ancona

Sponsor
gCUBE
Generali – Agenzia del Viale
FMG Frittelli Maritime Group

Media Partner
Campus
Milano Finanza
Classeditori

Partner Progettuali
CNA
Confindustria Ancona
Confcommercio
Confartigianato
JEPA
The Hive
Camera di Commercio delle Marche
Coldiretti Ancona
Confapi Industria Ancona
EDIH4 Marche
AC75 Startup Accelerator
Rotary Club Ancona
Rotary Club Ancona 25-35

Margherita Rinaldi

Ancona e la musica, da oltre un secolo un dialogo di armonia e qualità

Centoquattro rassegne di musica classica, oltre mille concerti. È un legame ormai indissolubile quello fra la città di Ancona e la Società Amici della Musica “Guido Michelli”, una delle più antiche associazioni concertistiche italiane tuttora attive (1914 l’anno di fondazione). Filo che si è interrotto solo durante le guerre mondiali, per poi essere riannodato con ancora più vigore grazie alla forza dirompente delle note e della bellezza.

«Osservare i musicisti dialogare con se stessi e tra di loro, rendendo il pubblico partecipe di questa “conversazione”, è forse il modo migliore per riscoprire e sviluppare quelle capacità di ascolto che nella società contemporanea si stanno progressivamente perdendo». Questo, sintetizzato dal direttore artistico, Fabio Tiberi, è l’obiettivo prioritario degli Amici della Musica di Ancona, che possono contare sull’affetto consolidato del capoluogo dorico, da sempre crocevia di culture differenti.

“Dove le parole non arrivano, la musica parla”. E diviene “l’armonia dell’anima”. «La musica – sostiene Gino Fabrizio Ferretti, presidente degli Amici della Musica di Ancona – migliora la qualità della vita e la coesione sociale. È quindi doveroso sostenerla e contribuire a rendere più bella, vivace e attrattiva la nostra città. Cerchiamo di tenere vivo l’amore per la musica proponendo stagioni concertistiche di altissima qualità, tradizionali e innovative allo stesso tempo, e ospitando musicisti presenti nei cartelloni dei più importanti teatri del mondo».

“Contrappunti”. Questo è il titolo della rassegna 2025/26 di cui è già andata in scena un’anteprima al Ridotto del Teatro delle Muse di Ancona. «Continuiamo a perseguire l’obiettivo artistico di far dialogare tra loro, mettendole in connessione, musiche di epoche e di stili differenti, all’interno dello stesso programma e nell’arco della medesima stagione – spiega Fabio Tiberi, direttore artistico degli Amici della Musica di Ancona -. Linea di indirizzo condensata nel concerto inaugurale in cui Rea e Bahrami, ovvero jazz e classica, spartito e improvvisazione, si incontrano e si intersecano su Bach».

Danilo Rea e Ramin Bahrami, ma non solo. Anna Tifu, Enrico Dindo, Alessandro Taverna, Filippo Gorini. Sono solo alcuni dei grandi musicisti presenti in cartellone. Otto i concerti in programma ad Ancona, di cui cinque al Teatro Sperimentale, due al Teatro delle Muse e uno nell’Aula Magna dell’Università Politecnica delle Marche. «Un appuntamento irrinunciabile – evidenzia l’assessore alla cultura, Marta Paraventi -. Gli Amici della Musica di Ancona, soggetto fra l’altro presente con un progetto all’interno del dossier di candidatura Ancona 2028, sono un vero e proprio pilastro del sistema della musica e della cultura della città».

Sinergie è la parola d’ordine. «Coltiviamo stretti rapporti con altre istituzioni culturali – sottolinea Gino Fabrizio Ferretti, presidente degli Amici della Musica di Ancona -, prime fra tutte l’Orchestra Filarmonica Marchigiana e l’Università Politecnica delle Marche e con molte altre realtà, non solo musicali, sia in ambito regionale che nazionale, al fine di coinvolgere un pubblico vasto e favorire l’incrocio e la contaminazione tra saperi diversi. Fondamentale è il rapporto con le scuole e il mondo dell’educazione, dalla scuola primaria, per la quale abbiamo previsto due iniziative ad hoc, all’Università. Riserviamo inoltre condizioni particolarmente vantaggiose per i giovani fino a 26 anni. Fondamentale dunque il ringraziamento agli enti pubblici (Ministero della Cultura, Regione Marche, Comune di Ancona, Università Politecnica delle Marche) per il loro prezioso contributo alla nostra attività».

CONTRAPPUNTI

A inaugurare la stagione saranno i pianisti Danilo Rea e Ramin Bahrami con “Bach is in the air”, giovedì 13 novembre 2025, ore 20.30, nell’Aula Magna dell’Università Politecnica delle Marche di Ancona: un incontro tra due importanti interpreti nel nome del grande compositore tedesco per una rivisitazione, allo stesso tempo estrosa e accurata, capace di gettare un ponte tra il linguaggio della musica colta e l’improvvisazione jazzistica.

Domenica 30 novembre (ore 17.30), il palcoscenico del Teatro Sperimentale di Ancona vedrà protagonista il Quartetto Goldberg – vale a dire Jingzhi Zhang e Giacomo Lucato ai violini, Matilde Simionato alla viola e Martino Simionato al violoncello – con “Metamorfosi”, un coinvolgente percorso che parte dal rigore formale di Haydn per arrivare alla visione “cubista” di Stravinsky, passando per il lirismo romantico di Mendelsshon.

Immancabile il tradizionale concerto di Natale in collaborazione con UNIVPM e Form, al teatro delle Muse di Ancona, lunedì 22 dicembre, ore 20.30. Sul palco, oltre all’Orchestra Filarmonica Marchigiana, la pluripremiata e acclamata violinista Anna Tifu, una delle migliori interpreti della sua generazione, e il direttore David Crescenzi. In programma, opere di Mendelssohn e la famosissima Sesta Sinfonia “Pastorale” (op. 68) di Beethoven.

In occasione della Giornata della Memoria, martedì 20 gennaio 2026, ore 20.30, al teatro Sperimentale di Ancona, si esibirà il Trio Rinaldo (Leonardo Ricci al violino, Rebecca Ciogli al violoncello e Lorenzo Rossi al pianoforte) su musiche di A. Krein, D. Šostakovič e A. Dvořák.

Si torna al teatro delle Muse, Sabato 24 gennaio, ore 18, per ascoltare il virtuoso Alessandro Taverna in una della pagine più note del repertorio pianistico: il Concerto n.1 di P.I. Čaijkovskij accompagnato dalla Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana e dal direttore Matthias Bamert che nella seconda parte presenterà la sinfonia n.3 di Johannes Brahms.

Domenica 22 febbraio, ore 17.30, al teatro Sperimentale di Ancona spazio a Filippo Gorini, giovane ma già affermato pianista a livello nazionale ed internazionale. Artista in Residenza degli Amici della Musica, particolarmente apprezzato nella scorsa stagione concertistica, eseguirà musiche di Schumann, Schubert e Beethoven per uno straordinario viaggio di “poetico” virtuosismo.

Venerdì 20 marzo, ore 20.30, sempre allo Sperimentale il chitarrista Eugenio Della Chiara e il mezzosoprano Mariangela Marini presenteranno “Souvenirs D’Espagne”, un omaggio a Manuel de Falla in occasione dei 150 anni dalla nascita. In programma le musiche di uno dei maggiori esponenti dell’impressionismo musicale, affiancate a quelle di Joaquín Turina, allievo dello stesso de Falla.

Sarà il direttore e solista Enrico Dindo a chiudere “Contrappunti”, giovedì 16 aprile, ore 20.30, al teatro Sperimentale di Ancona. Al fianco della Form, il celebre violoncellista eseguirà brani di Weimberg, Strauss, Dvořák e Haydn.

Matteo Tarabelli, Società Amici della Musica “Guido Michelli”

Non distrarti e modera la velocità. L’appello agli automobilisti

L’Amministrazione comunale con la Polizia Locale promuove una campagna per la sicurezza stradale.

In città rallenta” è l’appello che l’Amministrazione comunale insieme con la Polizia Locale, unitamente a quello di evitare distrazioni,  rivolge alla cittadinanza lanciando una campagna di comunicazione via social. L’iniziativa, da tempo ponderata dall’ente, si lega al fenomeno dell’incidentalità urbana che nel territorio locale così come in quello nazionale presenta purtroppo numeri molto elevati, nonostante le azioni sanzionatorie, le raccomandazioni e le iniziative di prevenzione svolte a diversi livelli. Morti e feriti, tanti, troppi: gli incidenti stradali hanno un costo sociale e umano pesante che si ripercuote sulla comunità. Venticinque milioni di euro la cifra stimata. Per “mettere un freno” al fenomeno, ciascuno può e deve fare la sua parte perché – come evidenziano le locandine della campagna di comunicazione, semplice e immediata – “la sicurezza dipende da te”, da ognuno di noi che si trovi alla guida di un mezzo, di qualsiasi tipo, due o quattro ruote.

I dati (Comando Polizia Locale): Oltre 3000 decessi a seguito di incidenti si sono verificati sul piano nazionale lo scorso anno (2024), dei quali 73 nel territorio regionale, 26 in quello provinciale, con 2116 feriti (provincia di Ancona).

Nel corso del 2025, a due mesi e mezzo dalla fine dell’anno, su 403 incidenti avvenuti nel capoluogo, 2 sono risultati mortali, con quasi 200 feriti. Teatro degli incidenti più gravi sono tanto la Strada Flaminia, ad alto scorrimento, quanto il centralissimo Viale della Vittoria, a riprove del fatto che le cause identificate sono quelle note a tutti: la distrazione (legata a uso di smartphone, navigatori e connessioni musicali), subito seguita dalla velocità, inadeguata rispetto al contesto urbano, e periferico. A complicare il quadro- riferiscono gli addetti ai lavori- la convivenza con nuovi mezzi, quali i monopattini, in costante aumento e difficili da disciplinare, che non richiedono possesso della patente né una assicurazione ma- ad oggi- soltanto l’obbligo del casco.

L’appello è in particolare quello di rallentare la velocità, ma anche di osservare le norme del Codice della Strada e a concentrarsi sul percorso con attenzione, evitando possibili distrazioni che possono essere causa di gravi danni agli altri- conducenti e pedoni- e a se stessi.Sulla strada – sottolineano gli amministratori comunali insieme al Comandante della Polizia locale- dobbiamo circolare in tanti, sostanzialmente tutti, chi con mezzi pubblici, chi privati, e perciò l’interesse ad una mobilità in sicurezza dovrebbe essere un obiettivo comune, che stia cuore a tutti i cittadini, per salvaguardare bambini, anziani e ogni fascia d’età della popolazione. L’appello che lanciamo è al senso di responsabilità di ciascuno affinché si metta alla guida in condizioni di lucidità e di consapevolezza, affinchè rispetti sempre e comunque i limiti di velocità, mantenga la dovuta distanza di sicurezza e si concentri sull’attività di guida senza distrazioni, nel pieno rispetto della vita umana, propria e altrui.”

Federica Zandri

Con la presentazione del libro di Diego Franzoni si rinforzano gli scambi Ancona-Spalato

Nell’ambito delle iniziative e degli scambi culturali promossi sulla base del Protocollo d’intesa sottoscritto ad Ancona nell’agosto 2019 tra Regione Marche e Regione Spalatino Dalmata, e data la storica cooperazione culturale tra Ancona e Spalato, città gemellate dagli anni Settanta, la Comunità Italiana di Spalato ha organizzato la promozione del libro “Sulle tracce di mio Padre” dello scrittore italiano Diego Franzoni.

La promozione- ha affermato il presidente del consiglio comunale di Ancona, Simone Pizzi nel suo messaggio ai partecipanti – non è solo uno scambio di beni culturali, ma anche un significativo passo avanti nei rapporti tra Ancona e Spalato.  Le due città sono collegate dal mare Adriatico, che non è mai stato un confine, ma un percorso di cooperazione e uno specchio che unisce destini e culture” . Sottolineando che il libro di Franzoni è un racconto di un viaggio attraverso luoghi e memorie, oltre che valori comuni legati alla tutela dell’ambiente e al senso di appartenenza all’Europa, Pizzi ha sottolineato che si tratta di temi che ci riguardano tutti, perché mettono al centro l’uomo, le sue radici e la responsabilità per il futuro, per cui il nostro Adriatico rappresenta sia il passato che il futuro, la radice e l’orizzonte del mare che parla la stessa lingua ad entrambe le sponde.

Parlando a nome della Città di Spalato, il responsabile delle Relazioni internazionali del Comune di Split/Spalato, Nikola Aleksić ha presentato il medesimo concetto rimarcando che l’autore stesso, seguendo le numerose idee del padre, ha cercato di promuovere la cooperazione tra Spalato e Ancona, sia organizzando gare sportive ad Ancona sia portando a Spalato numerosi giovani atleti, circa 400.

Il libro è scritto in italiano e, come hanno sottolineato le promotrici, la Prof.ssa Luisa Quien e la Prof.ssa Katica Babarović, è un libro insolito che racconta la storia del viaggio del padre dello scrittore nel 1953 su una piccola motocicletta, una Lambretta, insieme a un amico verso i Paesi Bassi. Il libro è composto dai racconti di un viaggio di 1.836 chilometri, attraverso la Svizzera, la Germania fino al villaggio di Osterland nei nord dei Paesi Bassi e ritorno lungo lo stesso percorso, appena otto anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lo scrittore ha intrapreso lo stesso viaggio da solo su uno scooter Yamaha 125 nel 2022 per capire che tipo di uomo fosse suo padre.

La promozione del libro ha ricevuto particolare rilievo anche dalla lettera del Sindaco Daniele Silvetti: “ I nostri popoli- scrive, salutando Comunità Italiana “nella speranza di future occasioni di incontro e progetti comuni”- hanno sempre navigato gli stessi mari. Così “anche il nostro Franzoni è salpato, con un libro e fisicamente, per presentarsi a Spalato. Il ponte della cooperazione è fatto sia di scrittura che di narrazione”.

F Z

IL PERSONAGGIO/ Vincenzo Pirani, la memoria architettonica della città

Uomo d’altri tempi, Vincenzo Pirani è tra i grandi storici di Ancona. Architetto, ha studiato la forma urbis della sua città, le stratificazioni subite negli ultimi secoli, i palazzi storici fin nei minimi dettagli. Se altri ne verranno, a lui dovranno riferirsi, perché ha scritto pagine definitive sull’architettura, civile e religiosa, così come si presentava alla fine del secondo millennio. Molto altro avrebbe potuto indagare e scrivere, se non se ne fosse andato, a soli 74 anni, nel 1994. I trent’anni, che sono trascorsi da allora, sono bastati, agli anconetani, distratti quando si tratta di salvare la memoria dei suoi protagonisti più insigni, per dimenticare lo sforzo documentale dell’architetto Pirani e l’attività pubblica dedicata a disseminare conoscenza. Ma poi, un manipolo di suoi amici e sodali ha deciso che, a trent’anni dalla scomparsa, era tempo, ancorché tardi, di rievocare la sua figura, i meriti, acquisiti nella conoscenza storica locale, e le pubblicazioni. Con l’alleanza dell’Accademia Marchigiana di Scienze, che l’aveva visto socio fin dal 1988, e della Deputazione di Storia Patria per le Marche, di cui era entrato a far parte nel 1992, alcuni intellettuali, tra cui Massimo Di Matteo, Michele Polverari e Marina Massa, insieme alle nipoti Simonetta e Giovanna, hanno organizzato un pomeriggio di studio a lui dedicato. Non poteva restarne fuori Maurizio Sebastiani, vice presidente nazionale di Italia Nostra, presidente della sezione anconetana, intitolata proprio a Vincenzo Pirani.
Fondamentale, l’adesione al progetto da parte dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi, che ha messo a disposizione il Ridotto delle Muse, facilitando l’iter per l’apposizione di una targa intitolata all’architetto, da affiggere alla facciata della casa in cui visse e lavorò, in via Indipendenza 1. Portando al convegno i saluti dell’amministrazione comunale, la prof Paraventi ha detto che «ricordare Vincenzo Pirani è un dovere, per l’immenso lavoro di studio e ricerca dedicato al patrimonio culturale della città; per questo l’assessorato alla Cultura, che ha tra i suoi obiettivi la valorizzazione dell’identità e della radici culturali della città, ha condiviso con i promotori il progetto della giornata di studi in ricordo dello studioso».
Un lavoro, il suo, che definire immenso non deve suonare esagerato, non solo per i libri fondamentali, tra cui è d’obbligo ricordare “Ancona dentro le mura” (Bagaloni, 1979), “Palazzi storici di Ancona” (il lavoro editoriale, 1994) e “Le chiese di Ancona” (1998). Ma anche per l’opera di divulgazione da lui svolta, con l’energia di un ventenne, alla guida di visite pubbliche della città vecchia, sia con Italia Nostra che con il circolo culturale “Il Faro”. A quelle affollate passeggiate partecipavano anche tanti giovani, che oggi, ormai maturi, si ricordano delle lezioni di Pirani. Lezioni di storia, ma più ancora lucidi esempi di analisi dei documenti e dei segnali che il passato ha sedimentato negli insediamenti, che frequentiamo ogni giorno, senza porre attenzione ai particolari. Molti di loro hanno colto l’occasione del convegno alle Muse per testimoniare, con la presenza, accanto ai coetanei di Pirani, la loro gratitudine. Ne hanno ritrovato il rigore e la serietà nelle parole dell’architetto Pierluigi Salvati, suo collega in Soprintendenza, che l’ha definito «un uomo d’altri tempi». Tutt’altro che negativa, secondo il relatore la definizione identifica uno stile, antiquato certo, ma prezioso, in quanto volano del rispetto delle regole, dei valori, della tutela e della valorizzazione del nostro passato. Una lezione da tramandare ai posteri, coinvolgendo le scuole anconetane, primarie e medie. L’ha suggerito Chiara Censi, che ha chiuso il convegno con Gianni, il figlio di Giorgio Occhiodoro, ricordandone l’amicizia e la lunga collaborazione con Vincenzo Pirani e Sandro Censi al circolo “Il Faro”.
«L’attenzione, innata in Vincenzo, nella registrazione dei particolari – ha osservato nella sua relazione Marina Massa – gli ha permesso di rintracciare, e segnalare alla comunità, elementi architettonici e dati documentali, tanto trascurabili per chiunque altro, quanto importanti per ricostruire storie di palazzi, chiese, interi quartieri della città». E ha portato l’esempio di un’edicoletta, tuttora inserita sulla facciata di un edificio settecentesco di via Matteotti, raffigurante l’Immacolata Concezione. Questo e mille altri gioielli si squadernano al lettore dei suoi libri, in primis “Le chiese di Ancona”, il cui manoscritto Pirani affidò a Roberto Giampieri poco prima di morire. L’amico riuscì poi a pubblicarlo, sostenuto dall’Arcidiocesi d’Ancona e Osimo, nel 1998, ed è tra quelli che sarebbe opportuno ripubblicare, quasi un testamento, morale e culturale.


Lucilla Niccolini

Laureato in Architettura, Vincenzo Pirani (Ancona, 1920-1994) aveva iniziato la carriera nelle Soprintendenze ai monumenti della Campania e della Liguria. È di quegli anni la pubblicazione, nel 1956, dello studio “Il palazzo reale di Genova e itinerario a Genova”. Nel capoluogo ligure partecipò, con altri, al concorso nazionale per l’ammodernamento, l’ampliamento e la nuova sistemazione del porto, ottenendo anche un premio. L’ha ricordato, al convegno, il prof Giuseppe Conte, presidente dell’Accademia Marchigiana di Scienze Lettere ed Arti, iscritto alla quale, Vincenzo fu inserito nella commissione giudicatrice del premio “Giovanni Crocioni”. Si ricordano i progetti illustri di cui fu autore, come quello per la chiesa-santuario degli Angeli Custodi, a Molini di Franconalto (Alessandria), nella diocesi di Genova. Di lui, oltre ai volumi dedicati alla sua città, si ricordano, per l’architettura militare, la collaborazione, nel 1985, ai volumi “Architettura fortificata nelle Marche. Mura torri rocche castelli”; “Colmurano nella storia”, dell’anno seguente; “Rocche fortilizi castelli in Emilia Romagna Marche”, nel 1988, e “Camerata Picena: storia economica e società”.

Premio Marche, un ritorno in grande stile

Dopo venticinque anni torna ad Ancona il Premio Marche.   Un annuncio che riempie di soddisfazione gli ambienti culturali cittadini che si interrogavano da tempo sul recupero di questo evento nato per valorizzare la produzione artistica contemporanea.  Il Premio aveva preso forma infatti nel 1957 grazie ad Alfredo Trifogli, illustre Sindaco di Ancona e personaggio cardine della storia cittadina, con lo scopo di promuovere la ricerca nell’arte contemporanea.  Nel 1999 il percorso si interrompe e riprende poi nel 2018 con due edizioni realizzate ad Ascoli Piceno e altre due ospitate ad Urbino. Nel 2025 il Premio Marche torna definitivamente ad Ancona grazie alla volontà del Comune, riaffermando i suoi principi ispiratori e allo stesso tempo proponendosi come un appuntamento biennale che possa rilanciare la città come polo d’arte contemporanea, in linea con quanto indicato nel dossier di candidatura a Capitale italiana della Cultura 2028.

IL Premio Marche  riparte con una mostra dal titolo Erratica che sarà ospitata alla Mole Vanvitelliana dal 22 novembre 2025 al 28 febbraio 2026. Promossa e co-organizzata da AMIA e Comune di Ancona-Assessorato alla Cultura con il sostegno della Regione Marche, ne racconta la storia, attraverso tre differenti sezioni: un excursus dagli esordi fino alla fine degli anni Novanta del Novecento, poi un focus sui 25 anni in cui si è svolto lontano dalla natia Ancona dal 2000 al 2024 a cura di Elena Pontiggia e Gabriele Simongini e infine una parte dedicata agli artisti che rappresentano lo stato attuale dell’arte contemporanea a cura di Giacinto di Pietrantonio. 

Erratica -dichiara l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi- è il titolo scelto per accogliere ad Ancona la storica rassegna di arte contemporanea che da decenni ha segnato la vita culturale regionale e nazionale: il Premio Marche, fondato da Alfredo Trifogli, già sindaco della città e instancabile promotore di cultura. La Mole Vanvitelliana è lo scenario ideale per ospitare «Erratica», curata da un team di esperti — Elena Pontiggia, Gabriele Simongini e Giacinto Di Pietrantonio — e concepita per guidare il pubblico, attraverso servizi didattici e una serie di conferenze, alla scoperta dei protagonisti dell’arte contemporanea degli ultimi decenni. Per l’occasione, inoltre, grazie al supporto di Estra e ViVa Energia, sarà pubblicata la prima guida alle opere di scultura monumentale contemporanea, uno strumento utile ad arricchire l’offerta di turismo culturale in città”.

Il percorso espositivo inizia con un excursus che ripercorre la storia del PREMIO MARCHE dagli anni Cinquanta agli anni Novanta del Novecento ricordando la figura di Alfredo Trifogli, e valorizzando la collezione d’arte contemporanea della Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona, nata proprio grazie alle opere del Premio Marche, con una selezione di opere a cura di Marco Tittarelli provenienti dalla Pinacoteca stessa.

Il cuore della mostra presenta un focus, a cura di Elena Pontiggia e Gabriele Simongini, che riflette sul tema dell’assenza della manifestazione dal 2000 al 2024, realizzando una ricognizione dello stato dell’arte contemporanea durante questi 25 anni attraverso 25 artisti che a livello nazionale hanno caratterizzato con il proprio lavoro il corso di questi cinque lustri e che si sono imposti in questo arco di tempo all’attenzione della critica e del pubblico. Sono Vanessa Beecroft, Gabriella Benedini, Giuseppe Bergomi, Alberto Biasi, Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Chiara Dynys Omar Galliani, Massimiliano Galliani, Giuliano Giuliani, Giorgio Griffa, Emilio Isgrò, Maria Lai, Ugo La Pietra, Eva Marisaldi, Giuseppe Penone, Paola Pezzi, Lisa Ponti, Rosa Maria Rinaldi, Arcangelo Sassolino, Marinella Senatore, Grazia Toderi, Grazia Varisco, Cordelia von der Steinen, Gilberto Zorio.

Una terza sezione a cura di Giacinto Di Pietrantonio espone le opere di un’altra ventina di autori che ad oggi possono rappresentare, secondo la scelta curatoriale, lo stato attuale dell’arte contemporanea, e dove non mancheranno anche rappresentanti marchigiani. Si tratta di artiste e artisti che utilizzano vari media, selezionati per la loro capacità di lavorare in modo innovativo sia con le tecniche tradizionali come pittura, disegno, scultura che con quelle più moderne come la fotografia, il digitale e il mondo del web, tra i quali si segnalano: Paola Angelini, Stefano Arienti, Simone Berti, Luigi Carboni, Giuliana Cunéaz, Loredana Di Lillo, Iulia Ghita, Federica Di Pietrantonio, Silvia Mariotti, Marco Pace, Edoardo Piermattei, Alice Romano, Luca Rossi, Lorenzo Scotto Di Luzio, Vedovamazzei.     Tra gli artisti di quest’ultima sezione sarà scelto e proclamato il vincitore del Premio Marche 2025, al quale sarà conferito un premio simbolico. Tra questi artisti verrà anche assegnata la targa “Alfredo Trifogli”, a menzione dello storico Presidente e principale promotore del Premo Marche. 

La Direzione Artistica della rassegna è di Stefano Tonti e Arianna Trifogli e il Comitato Scientifico è composto da: Giacinto Di Pietrantonio, Stefano Papetti, Elena Pontiggia, Gabriele Simongini, Stefano Tonti e Arianna Trifogli.

In occasione del Premio Marche 2025 verranno organizzate conferenze, attività didattiche e visite guidate sia in avvicinamento del premio che durante la sua esposizione.

Federica Zandri