La città si prepara a riaccendere le luci su uno dei suoi luoghi culturali più significativi. Il 6 dicembre 2025 riaprirà al pubblico la Pinacoteca Civica di Ancona, restituendo alla comunità uno spazio che non è solo museo, ma punto di accoglienza, orientamento e narrazione della storia artistica cittadina e marchigiana. L’annuncio è arrivato dall’assessore alla Cultura Marta Paraventi nel corso di una conferenza che si è svolta il 5 novembre a Palazzo del Popolo, dove è stato presentato anche il ritorno del Premio Marche, di cui Comunicancona ha parlato in questo articolo.
All’incontro erano quindi presenti, insieme con l’assessore Paraventi, anche gli organizzatori del Premio Marche, il presidente Stefano Tonti e la vice Arianna Trifogli con Federica Lazzerini, e gli assessori al Turismo Daniele Berardinelli e all’Istruzione Antonella Andreoli. Unanime la sottolineatura del valore di questa doppia “riapertura” come simbolo di una stagione culturale condivisa e in movimento.
La Pinacoteca riapre dopo anni di lavori finanziati dal PNRR e lo fa con un’idea chiara: diventare un hub dell’arte del territorio, un luogo che guida lo sguardo del visitatore dentro la storia culturale di Ancona e delle Marche. Sin dall’ingresso, il pubblico sarà accolto da una presenza simbolica e identitaria: il bassorilievo raffigurante Ciriaco d’Ancona, il grande umanista e viaggiatore, figura fondante della memoria cittadina. Un omaggio sentito anche alla via in cui la Pinacoteca ha sede, via Pizzecolli, che da lui prende il nome. È come essere accolti da un cittadino illustre che invita alla scoperta della propria casa.
Il piano terra ospiterà quattro sale che raccontano identità, legami e trasformazioni. La sala dedicata a Francesco Podesti sarà ampliata, con opere ricollocate da altre sezioni del museo, per valorizzare ancora di più il pittore anconetano e con lui il profilo storico della città. Accanto a essa troverà spazio una sala dedicata alle opere del Premio Marche, a sottolineare il dialogo vivo tra patrimonio e contemporaneità. Una sala sarà riservata a Valeriano Trubbiani, maestro del fantastico e dell’immaginario poetico scolpito nel metallo, radicato profondamente nella cultura marchigiana. Infine, una sala presenterà opere del Novecento, offrendo un passaggio delicato e necessario tra memoria storica e sguardi più recenti.
Salendo ai piani superiori, si svilupperà il percorso che intreccia le radici della cultura figurativa regionale con quella italiana, attraverso maestri come Tiziano, Carlo Crivelli e Lorenzo Lotto. Proprio le opere del Rinascimento veneto saranno presentate secondo un criterio espositivo più unitario, pensato per far emergere relazioni e rimandi, tra cui la Pala dell’Alabarda, capolavoro di Lotto, che tornerà a essere uno dei poli emotivi del museo. Il tutto all’interno degli spazi dei palazzi Bosdari e Bonomini, collegati dal 2016 da un intervento architettonico che consente una fruizione fluida, luminosa e contemporanea. La nuova Pinacoteca, il cui progetto di allestimento è stato realizzato dall’architetto Carla Lucarelli, sarà valorizzata anche da un nuovo impianto illuminotecnico e da un sistema di didascalie che prevede spazi di approfondimento per le opere di maggiore interesse e anche la trascrizione braille per una fruizione completa e inclusiva delle opere e dei percorsi.
Sabato 6 dicembre l’inaugurazione seguirà un programma itinerante: alle 17, in via Podesti 62, sarà presentato il restauro della targa sulla casa natale di Podesti. Si attraverserà poi la città fino a via Pizzecolli, dove la Pinacoteca aprirà le sue porte dalle 18 alle 21, con ingresso gratuito e accessi regolati a gruppi di massimo 45 persone, per garantire un’esperienza di visita attenta e raccolta. Saranno fornite con successive comunicazioni tutte le informazioni logistiche sul 6 dicembre e sull’organizzazione dei normali orari di apertura, sul costo dei biglietti di ingresso e sulla scontistica applicata.
Durante la conferenza è stato presentato anche il ritorno del Premio Marche, manifestazione storica nata nel 1957 e riconosciuta come una delle più autorevoli piattaforme dell’arte contemporanea nel Centro Italia. L’edizione 2025, la venticinquesima, inaugurerà una nuova formula biennale, frutto della collaborazione tra AMIA e Comune di Ancona. La mostra sarà curata da Elena Pontiggia e Gabriele Simongini per la sezione dedicata al lungo periodo di pausa della manifestazione, e da Giacinto Di Pietrantonio per la sezione dedicata alle ricerche contemporanee, con prestiti provenienti anche dalla Pinacoteca Civica. Una parte del progetto sarà dedicata alla dimensione educativa e alle scuole, per riportare i giovani al centro della fruizione culturale. Oltre all’articolo che Comunicancona ha dedicato a questo prestigioso ritorno, si possono leggere tutte le informazioni sul Premi anche sul sito istituzionale del Comune di Ancona.



Margherita Rinaldi




















