“È Portonovo il mio luogo del cuore dove mi rifugio appena possibile. Sia d’estate che d’inverno è meraviglioso”. Si sente dalla voce, dall’emozione che esprime Simone Barontini, da qualche settimana a Londra per la preparazione atletica, che gli manca la sua Ancona e soprattutto quei luoghi all’aperto che adora, come Portonovo.

“Quando incontro gli atleti stranieri nelle varie gare in giro per il mondo tutti mi chiedono se io sia di Roma o di Milano e io devo spiegare dov’è Ancona, che dista tot chilometri da Bologna, ma non sanno neanche dov’è Bologna…per cui comincio a spiegare parlando del mare Adriatico, via via, fino ad indicare Ancona. Ogni volta voglio raccontare così la mia città perché è splendida “. Ma nel suo cuore c’è anche la pista del Conti alle Palombare: “E chi se la dimentica! Li ci ho passato 10 anni”!
Simone Barontini, mezzofondista, si racconta sulle pagine di ComuniAncona. Nato ad Ancona nel 1999, è campione europeo under 23 degli 800 metri piani a Tallinn nel 2021. Negli 800 metri piani è stato anche finalista agli Europei di Monaco in Germania nel 2022, ai Mondiali under 20 di Tampere nel 2018, e agli Europei under 23 a Gayle nel 2019 nonché vincitore della medaglia di bronzo agli Europei allievi di Tblisi 2016 sulla stessa distanza è tricampione nazionale assoluto all’aperto. La sua attività, ora con le Fiamme Azzurre, inizia con la Sef Stamura Ancona allenato da Fabrizio Dubbini.
L’obiettivo di ogni atleta sono le Olimpiadi, dove tu hai partecipato a Parigi. Eri uno dei quattro anconetani all’edizione 2024 a cinque cerchi insieme al portabandiera azzurro e capitano della nazionale d’atletica, Gianmarco Tamberi, al ginnasta, Lorenzo Minh Casali e allo schermitore, Tommaso Marini. Come è stata questa esperienza? “Le Olimpiadi si vivono con trepidazione sotto ogni punto di vista e sono una grande occasione per un atleta; in quei giorni si rivive un po’ tutto il proprio percorso professionale e poi è stato emozionante perché erano presenti sia tutta la mia famiglia che il mio coach. Le Olimpiadi rappresentano davvero una grande opportunità”.

Quale è il tuo rapporto con il pubblico? “Io mi esalto quando corro davanti ad un folto pubblico, la carenza di spettatori un atleta in pista la sente. L’emozione più bella, che ancora oggi mi ricordo, e’ stata quella del 2018 a Berlino: sugli spalti c’erano circa 80.000 persone ed eravamo nella gara del ripescaggio e quando, alla fine, supero il francese (che quindi non passerà al turno successivo) ecco in quel momento si è sentito un “noooooo” di migliaia e migliaia di persone che mi ha lasciato a bocca aperta e che ancora oggi, ogni tanto, mi viene in mente”!

Ancona è anche una città dove numerosissimi sono i giovani che si avvicinano all’atletica e anche alla mezzofondo, che consiglio puoi dare ai ragazzi? “Per quanto riguarda l’atletica bisogna affidarsi agli allenatori cosi si trova modo di crescere e di non vivere lo sport, anche agonistico, come un sacrificio ma come una grande passione. Però non bisogna mai trascurare altri aspetti della vita. Io per esempio mi alleno 4 ore, se ho anche poi fisioterapia arrivo a 6 ore al giorno dedicate alla mia professione. Quindi ci sono anche le altre cose che non vanno trascurate. Ecco i ragazzi devono tener conto che esiste lo studio (Barontini è laureato in Economia e Commercio n.d.r.), la famiglia, gli amici senza smettere mai di sognare in grande nello sport”.

Le tue passioni? “Sono soprattutto un appassionato di motori e un fan di Valentino Rossi. Pensa che quando Malagò me l’ha presentato ad una iniziativa ufficiale…ecco quando l’ho conosciuto per tutta quella mezz’ora che ho parlato con lui, tremavo tanto ero emozionato e non mi è mai successo con nessun altro campione che ho incontrato nella mia vita”.
Che futuro vedi per gli italiani nella Moto Gp? “Anche se mi piacciono molto Pecco Bagnaia, Bastianini, Bezzecchi, gli spagnoli ci stanno dando molto filo da torcere. I nuovi campioni vengono dalla scuola spagnola e fortuna che noi abbiamo l’Academy di Valentino che tiene alta la bandiera italiana. Io ammiro molto i piloti di motori sia moto che auto, ma soprattutto moto. Perchè noi nel gareggiare possiamo avere un infortunio, però loro rischiano davvero la vita. Ricordo ancora la tragedia di Marco Simoncelli nella gara di Sepang a cui assistetti davanti alla tv”.

Ma che rapporto c’è fra lo sport e la società, secondo te in Italia è differente rispetto all’estero? “Negli altri paesi sono molto più attenti al supporto allo sport sia da parte del pubblico, che frequenta anche in massa le manifestazioni sportive di qualsiasi livello siano, sia per quanto riguarda le aziende. Stessa cosa non c’è in Italia. Spesso gli eventi sportivi in Italia vanno quasi deserti ed è davvero un peccato mentre all’estero c’è molta più partecipazione da parte del pubblico e un vero sostegno nelle sponsorizzazioni. Per esempio in Spagna questo è davvero evidente ed anzi è quasi un demerito per una impresa non appoggiare un atleta di qualsiasi attività sportiva. Questo è un aspetto importante per sostenere la crescita dello sport soprattutto per i giovani. Io sono stato fortunato ho avuto uno sponsor che sin dall’inizio della mia carriera ha creduto in me e che tuttora ringrazio”.

E i prossimi progetti? “Vorrei tornare a divertirmi in pista. Ho inanellato prestazioni negative nell’ultimo anno. Mi sto impegnando a fondo e il mio obiettivo sono gli Europei ad agosto del prossimo anno”.
Rosanna Tomassini





