di Daniele Silvetti
Sindaco di Ancona
Avete mai pensato ad Ancona come ad una vera e propria destinazione? Accogliente, aperta, capace di mettere a disposizione il suo patrimonio di arte e natura oltre che le testimonianze della sua storia millenaria?
Fare della nostra città una meta per ogni stagione è una delle nostre sfide. Per questo stiamo pianificando una strategia a medio e lungo termine sul turismo, che crediamo sia una irrinunciabile opportunità sul piano economico, sociale e culturale. Nella città che stiamo costruendo, come ho avuto più volte modo di sostenere, il turista non deve essere considerato un peso ma una risorsa di sviluppo.
La chiave è trovare un equilibrio che permetta a questo settore di crescere senza compromettere l’ambiente o la qualità della vita dei residenti. Anche la pianificazione urbanistica sarà pensata per incontrare l’obiettivo turismo: penso alle infrastrutture, ai nuovi contenitori da far rivivere con funzioni di accoglienza, penso al porto con cui il rapporto dovrà essere sempre più stretto, penso al potenziamento delle opportunità del suo essere baricentrica.
La dote che Ancona porta in questo mercato è di immenso valore artistico e naturalistico. Proprio perché ci abbiamo creduto, siamo riusciti ad ospitare il vertice internazionale del G7 Salute, l’Expo consumatori, siamo finiti sugli schermi di tutta Italia nel cinepanettone, siamo diventati un set apprezzato di film e serie tv, e tra un mese daremo il benvenuto a oltre mille giovani dell’Erasmus Generation Meeting.
I grandi eventi, che consideriamo una scossa all’economia e alla vitalità della città, si mescoleranno all’offerta culturale, al rafforzamento del brand del Conero, alla bellezza del nostro territorio per tutte le attività outdoor.
Possiamo davvero diventare una destinazione da cercare e raggiungere per la sua offerta e la sua identità.
Per continuare su questa strada serve una strategia e una visione, ma anche un salto di qualità culturale da parte della nostra comunità, che ci faccia superare diffidenze e ritrosie e recuperare l’orgoglio di una città che è sempre stata aperta agli scambi, da dove da secoli tanti sono partiti o approdati.





