Vincenzo Guerini: “Il Ciriachino d’Oro, un onore”

In questo numero, che anticipa di poco la consegna dei Ciriachini, le civiche benemerenze che il 4 maggio riceveranno coloro che si sono particolarmente distinti nella vita della città, il giornalista sportivo Paolino Giampaoli, che ha ricevuto il riconoscimento nel 2022, intervista Vincenzo Guerini, calciatore e storico allenatore dell’Ancona, al quale l’Amministrrazione comunale intende conferire il Ciriachino d’Oro 2025.

Per tutti, mister Guerini è colui che per la prima volta nella storia del calcio anconetano ha portato la nostra squadra in Serie A. Era il 7 giugno 1992, quando, alla presenza di 12.000 tifosi dorici saliti a Bologna, con un pareggio per 1-1, la formazione dorica guidata da capitan Massimo Gadda (attuale allenatore) e da Andrea Bruniera (oggi impegnato nello scouting all’interno dello staff tecnico) conquistò la promozione nella massima serie.

Di quel giorno restano tantissimi ricordi (compreso per il sottoscritto), ma quello che resterà per sempre nella memoria collettiva è la corsa liberatoria di Guerini sotto la curva biancorossa, per lasciarsi alle spalle una stagione pesante – soprattutto per il “baffo” di Brescia – e abbracciare idealmente i tifosi.

Sono passati 33 anni, ma tutti ancora ricordano quei momenti come se il tempo si fosse fermato a quel 7 giugno. Così come nessuno dimentica la finale di Coppa Italia del 1994 contro la Sampdoria di Gullit, dopo aver eliminato squadre di Serie A del calibro di Napoli e Torino. Dopo lo 0-0 nella gara d’andata, i sogni sfumarono nel secondo tempo allo stadio “Ferraris” di Genova, con i blucerchiati che segnarono sei reti contro l’unico gol dorico, realizzato da Lupo. Anche lì c’era il trio delle meraviglie: Guerini-Gadda-Bruniera.

Dopo il drammatico 4 giugno dello scorso anno, con la scomparsa dell’US Ancona targata Tiong-Canil, che non aveva ottemperato al pagamento degli stipendi e non poté iscriversi al campionato di Lega Pro (Serie C), il calcio ad Ancona ha rischiato di sparire, proprio alla vigilia del 120º compleanno del club.

La palla è passata nelle mani del Sindaco Daniele Silvetti, che si è subito messo al lavoro insieme ai suoi collaboratori per far ripartire il calcio, creando una nuova società. Tra mille difficoltà – e qualche sciacallo di troppo – ci è riuscito, trovando due imprenditori: Stefano Marconi (già presidente in passato dell’US Anconitana), che ha subito versato la cifra necessaria per l’iscrizione al campionato di Serie D, e Massimiliano Polci, che ha dato anche lui il suo apporto economico per creare da zero una struttura degna di chiamarsi Ancona. L’iniziativa è stata presentata con un’assemblea pubblica sotto la Curva Nord (tempio del tifo biancorosso) dallo stesso Silvetti, insieme ai tifosi depositari dei marchi storici, che hanno dato il loro consenso. Nasce così la Società Sportiva Calcio Ancona ASD. Per ripartire e creare nuovi stimoli dopo quella cocente delusione, serviva gente che amasse veramente questa città. Così, una lungimirante idea del Sindaco è stata quella di coinvolgere Vincenzo Guerini e Massimo Gadda, che hanno subito accettato questa scommessa. Entrambi si sono ritrovati in Comune, hanno parlato con il Sindaco Silvetti e con i due soci. Con Francesco Ancarani (oggi Direttore Generale del club), che ha fatto da collante tra il Sindaco, Guerini, Gadda e i due soci, hanno subito stilato il programma e le cose da fare (praticamente tutto da zero).

Oggi l’Amministrazione Comunale, con il Sindaco in testa, ha deciso di conferire il Ciriachino d’Oro a Vincenzo Guerini, che ha lasciato Catania (dove vive attualmente) per far ripartire insieme a Gadda questa nuova società. Visti i risultati finora ottenuti, ci sono riusciti alla grande. Una medaglia d’oro sarà consegnata il 4 maggio, festa del Santo Patrono di Ancona, San Ciriaco, in Piazza della Repubblica (proprio dove nel 1905 fu fondata l’Anconitana), davanti al Teatro delle Muse, nella tradizionale cerimonia alla presenza del sindaco Silvetti.

Oggi Guerini è Presidente onorario e responsabile tecnico e lo abbiamo avvicinato per sapere come ha accolto questa notizia.

“Mi ha chiamato il Sindaco, con il quale ho un bellissimo rapporto, e mi ha detto che il 4 maggio avrei ricevuto questo riconoscimento – ci dice Vincenzo. – In un primo momento pensavo fosse uno scherzo, poi ho capito che era vero e la cosa mi ha fatto molto piacere.

Questo è un premio che mi fa sentire ancora di più uno di voi, perché non è solo sportivo, ma anche umano. Io sono di Brescia, e nemmeno la mia città mi ha mai onorato con un riconoscimento simile.

È un premio che ritiro io, ma che voglio condividere con tutte le persone che, insieme a me, Massimo e Andrea, hanno fatto parte di quel meraviglioso gruppo. In particolare lo dedico a Totò Mazzarano, al patron Longarini, al Presidente Florini, al DS Castellani, all’Avvocato Squillace, al segretario Bizzarri, fino ai medici, ai magazzinieri… insomma, a tutti quelli che hanno avuto un ruolo importante per quella vittoria.”

La squadra, il 4 maggio, giorno della premiazione, disputerà l’ultima partita di campionato ad Avezzano…

“Non posso certamente mancare alla premiazione. È una giornata importante per la città e in campo non vado io: non hanno bisogno di me. C’è già Gadda, che ha ampiamente dimostrato il suo grande valore da allenatore, insieme al suo staff.

I ragazzi, fino all’ultimo minuto dell’ultima partita, dovranno onorare al meglio questa maglia e sono certo che lo faranno.”

Come vede il futuro per il calcio dorico e proseguire questo progetto che avete iniziato ? Ci sono i presupposti giusti? 

“Ora mi voglio godere questo meraviglioso momento e ritirare il premio. Non nascondo che sono un po’ emozionato, perché questa città non smette mai di regalarmi gioie. Lo ha fatto quando ero allenatore, e lo fa ancora oggi, in un ruolo diverso. Per il futuro ci sarà tempo per parlarne. Noi abbiamo fatto come ben sapete le nostre richieste. 

Quando sono ad Ancona mi sento a casa. Anche dopo trent’anni, nulla è cambiato: l’amore nei miei confronti è sempre stato lo stesso, pur essendo passate due generazioni. Una cosa del genere, nel mondo del calcio di oggi , non è facile da trovare”.

Personalmente so che cosa si prova ricevere un premio così perché nel 2022 ho ricevuto dall’allora Sindaco Valeria  Mancinelli l’Attentato di Civica Benemerenza e ancora oggi da innamorato della mia città è stato una grande soddisfazione per me  e sono certo che anche per Guerini ormai anconetano di adozione sarà la stessa cosa. 

Paolino Giampaoli

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