Ancona entra nella fase operativa del percorso verso il 2028, quando sarà Capitale italiana della Cultura. Due recenti atti dell’Amministrazione Silvetti segnano un’accelerazione concreta: da una parte, la variazione del Programma triennale dei lavori pubblici, che consente di anticipare le risorse per progettare una serie di interventi legati anche al dossier della Capitale; dall’altra, l’approvazione dello schema di governance, che definisce l’architettura organizzativa chiamata a coordinare istituzioni, operatori culturali e soggetti coinvolti nella preparazione e percorso: rendere pronti gli interventi e costruire la macchina organizzativa necessaria per realizzare il programma culturale.
Le opere pubbliche: anticipare la progettazione per arrivare pronti al 2028
La Giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Stefano Tombolini, la variazione al Programma triennale dei lavori pubblici 2026-2028: l’aggiornamento nasce da una ricognizione delle necessità dell’ente e attribuisce particolare rilievo agli interventi connessi o inseriti nel dossier di Ancona Capitale italiana della Cultura. Tra gli interventi più significativi figura il parcheggio San Martino, per il quale è previsto un investimento complessivo di 2,2 milioni di euro, con 1,75 milioni anticipati attraverso la variazione. Alla riqualificazione dell’area si collega anche il recupero della vicina caserma San Martino, per un importo di 2 milioni di euro.
Un altro progetto di rilievo è la valorizzazione illuminotecnica delle vie di accesso al centro e ai quartieri della seconda Ancona, con uno stanziamento di 1,75 milioni di euro. L’intervento mira a migliorare la qualità e la riconoscibilità degli spazi urbani in vista del 2028. A esso si affianca un investimento di 600 mila euro per la mascheratura dei cassonetti lungo le strade interessate dal progetto.
La programmazione comprende inoltre il percorso pedonale per Portonovo, la riqualificazione di piazza Rosselli, l’allargamento della strada provinciale di Sappanico. Nel capitolo della riqualificazione urbana rientrano la manutenzione straordinaria di piazza Malatesta, quella della Centrale del Latte, la riqualificazione esterna di Porta Pia, la Casa del Capitano e la manutenzione straordinaria dell’ex Polveriera Castelfidardo.
La governance: una struttura per coordinare istituzioni, cultura e territorio
Accanto alla programmazione delle opere, la Giunta ha approvato lo schema di governance di Ancona Capitale italiana della Cultura proposto dall’assessore alla Cultura Marta Paraventi, traducendo in un assetto organizzativo concreto l’impianto culturale previsto dal dossier “Ancona. Questo Adesso”.
Il provvedimento definisce funzioni, responsabilità e modalità di collaborazione tra i soggetti coinvolti, distinguendo l’indirizzo politico dalla gestione amministrativa, dall’attuazione dei progetti e dal monitoraggio. La finalità è accelerare il lavoro, coordinare gli uffici, chiarire i compiti e costruire un percorso condiviso per trasformare le proposte in iniziative realizzabili. Il nucleo strategico è rappresentato dalla Cabina di regia politico-istituzionale, composta dai quattro enti promotori del dossier: Comune di Ancona, Regione Marche, ANCI Marche e Università Politecnica delle Marche. A questa si affianca la Cabina di regia allargata degli enti aderenti, che coinvolge istituzioni, sistema portuale, mondo culturale, categorie economiche e organizzazioni sindacali, offrendo una sede stabile per sviluppare collaborazioni e progettualità condivise. Tra gli elementi qualificanti dello schema c’è l’istituzione del Comitato dei Garanti, con funzioni di garanzia, consultazione e rappresentanza democratica. Ne fanno parte anche il presidente e il vicepresidente del Consiglio comunale e il presidente della Commissione Cultura, insieme ai promotori del dossier e a competenze del settore culturale. Il Comitato verificherà la coerenza dei progetti con il dossier e con l’eredità che Ancona intende lasciare alla città, approvandone l’inserimento ufficiale nel programma sulla base dell’istruttoria tecnica.
Lo schema formalizza inoltre il ruolo di Marche Teatro quale soggetto attuatore e stabilisce gli indirizzi per la successiva convenzione con il Comune, che definirà attività, responsabilità, professionalità da coinvolgere, rendicontazione e condizioni economiche.
Particolare attenzione viene riservata anche al volontariato civico, alle associazioni culturali e al coinvolgimento di giovani, scuole, università e terzo settore. Il loro contributo potrà riguardare l’accoglienza, l’informazione, l’accessibilità e le attività culturali. Sponsor e mecenati potranno concorrere ad ampliare le risorse disponibili e a rafforzare la partecipazione del sistema economico alla vita culturale cittadina.
Completano l’assetto il coordinamento amministrativo tra gli uffici, una comunicazione unitaria e il monitoraggio degli impatti con il contributo dell’Università Politecnica delle Marche. Tra i prossimi passaggi sono previsti il disciplinare del marchio Ancona 2028, le regole per la licenza commerciale e il co-branding, la convenzione con Marche Teatro e la revisione operativa dei progetti, per precisarne contenuti, responsabilità, risorse e tempi.
Il sindaco: «Dalla visione ai fatti, costruiamo le condizioni per il 2028»
«Con questi due passaggi compiamo un avanzamento importante nel percorso verso Ancona Capitale italiana della Cultura 2028. Da una parte lavoriamo per anticipare la progettazione degli interventi, così da arrivare preparati all’appuntamento e lasciare alla città opere e riqualificazione di spazi importanti. Dall’altra mettiamo in campo una struttura organizzativa chiara, capace di tenere insieme istituzioni, operatori culturali, realtà economiche e sociali del territorio. Il 2028 non può essere soltanto un anno di eventi: deve diventare un’occasione di crescita per Ancona, con risultati concreti e un’eredità duratura. Per questo stiamo lavorando contemporaneamente sulle infrastrutture, sull’organizzazione e sulla partecipazione, trasformando la visione contenuta nel dossier in un programma operativo e condiviso».
Foto Andrea Salvolini





