Dal mare la Lampada di Assisi per una Cultura di Pace

Un evento inedito in favore della PACE nella Giornata Internazionale ad essa dedicata, il 21 settembre, ha coinvolto oltre cinquecento alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado e alcuni spazi significativi del centro città, in particolare il porto antico dal quale nel 1219 San Francesco partì per una missione di Pace in Oriente. Presso la Banchina a lui intitolata, il Sindaco Silvetti e l’Arcivescovo Mons. Spina hanno accolto in arrivo dal mare la Lampada della Pace di Assisi, nell’ambito della tappa anconetana del Giro d’Italia per la Pace, ideato dal Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, lo stesso che promuove l’annuale, storica Marcia per la Pace Perugia-Assisi. L’iniziativa, che ha è stata presa in carico dalla presidenza del consiglio comunale e ha coinvolto le principali istituzioni cittadine, scuole e associazioni e ha trasformato l’arrivo della Lampada in un momento di mobilitazione e in un impegno concreto per fare di Ancona, nel cammino verso Capitale Italiana della Cultura 2028, una città sempre più orientata al dialogo, all’incontro e alla costruzione della pace.

Ogni città attraversata dal Giro è stata invitata a trasformarsi in un “Cantiere e Scuola di Pace”, ovvero non un appuntamento destinato a concludersi nell’arco di una giornata, ma l’inizio o il rafforzamento di un impegno capace di proseguire nel tempo, soprattutto attraverso il protagonismo delle giovani generazioni. Bambini e ragazzi delle scuole Pascoli, Leopardi, Falcone, Don Milani, Faiani e Podesti che hanno lavorato con passione nei primissimi giorni del nuovo anno scolastico alla preparazione dei materiali (striscioni, cartelli illustrati, sciarpe, bandierine, e ogni tipo di manufatto), dei canti e delle coreografie per celebrare la Giornata internazionale della Pace. Dopo lo sbarco dalla motovedetta della capitaneria di Porto e la consegna della Lampada, accolta dalle parole del Sindaco, che ha citato i tempi difficili che stiamo attraversando rinnovando l’appello alla pace, dell’Arcivescovo che ha posto l’accento sul “fare luce” attraverso l’opearto quotidiano, del francescano Padre Alvaro Rosatelli, presidente del Comitato delle celebrazioni dell’ 800ario di San Francesco, di Flavio Lotti del Coordinamento nazionale enti locali per la Pace e dell’Ammiraglio Massimo Seno, le scolaresche in festoso -e al contempo, solenne- corteo hanno raggiunto Piazza della Repubblica accolti dalle note del celebre brano “Imagine” della coppia John Lennon e Yoko Ono, eseguito dal coro delle scuole Pascoli-Leopardi. Dopo ulteriori momenti di riflessione portati dal presidente del consiglio comunale Simone Pizzi e dal giornalista conferenziere Diego Mecenero, che ha interpretato il personaggio sel Santo Patrono d’Italia e il suo messaggio con simpatia e forza espressiva, bambini e ragazzi si sono impegnati in un flash mob che ha coinvolto tutti, ma proprio tutti. A dare man forte alla parte dedicata all’animazione il trio Cristina-Massimo e Fabio dei BanZaii, apprezzatissimo team di giovani animatori anconetani molto seguito sui social. La mattinata si è chiusa con la consegna alle scuole partecipanti delle Vele della Pace, manufatti realizzati dagli ospiti disabili del Centro Papa Giovanni XXII

La tappa di Ancona del Giro d’Italia per la Pace conferma la vocazione che il capoluogo ha sempre avuto e che ha rafforzato rivalutando il legame con la figura potentissima di San Francesco e che oggi assume un significato ancora più forte nel cammino verso Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028. “Perché – come ha sottolineato il presidente del consiglio comunale Pizzi– essere capitale della cultura significa anche interrogarsi sulla cultura che una comunità vuole generare e consegnare al futuro. E Ancona, città-porto naturalmente protesa verso l’Adriatico e il Mediterraneo, vuole fare dell’incontro, del dialogo e della pace uno dei linguaggi della propria identità: una città che si prepara a essere Capitale della Cultura e che vuole diventare sempre più anche “capitale” di Pace. Non un titolo da esibire, ma una responsabilità da vivere”. FZ

Palombella, demolizioni dell’ex Benincasa per un parco urbano e una rotatoria

Sono state completate tra luglio e agosto le demolizioni dell’ex scuola Benincasa e dell’edificio adiacente di via Flaminia alla Palombella, da tempo in stato di abbandono e degrado. L’intervento rappresenta il primo passo del più ampio progetto di riqualificazione, che prevede la sistemazione del versante, la realizzazione di un nuovo parco urbano, di un parcheggio e di una nuova rotatoria lungo via Flaminia.
A breve prenderà avvio la lavorazione in sito delle macerie derivanti dalle demolizioni, che saranno trattate e riutilizzate nell’ambito dell’intervento di sistemazione del versante: il materiale sarà infatti impiegato per la realizzazione di strutture di sostegno terrazzate che consentiranno la realizzazione di un’area verde, percorsi e aree di sosta. I lavori di riprofilatura e sistemazione del parco dovrebbero concludersi entro febbraio 2027: al termine di questa fase prenderà avvio il cantiere per la realizzazione delle opere viarie previste dal progetto di riqualificazione.
Proprio davanti il nuovo parco, che si inserisce in una visione più ampia di connessione degli spazi verdi con il parco urbano di Posatora, sorgerà la nuova rotatoria che consentirà anche ai mezzi del trasporto pubblico extraurbano della stazione Verrocchio di effettuare le necessarie manovre.


L’intervento comprenderà anche la realizzazione di nuovi marciapiedi e di un nuovo impianto di pubblica illuminazione, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e la funzionalità degli spazi e accompagnare la complessiva riqualificazione dell’area.
A fianco della rotatoria sarà inoltre realizzato un nuovo parcheggio pubblico di circa 20 posti auto, a servizio del futuro parco urbano e del quartiere.
“Demolizioni, sistemazione del versante, nuovo parco, parcheggio e opere viarie rappresentano un intervento di recupero e trasformazione essenziale per l’ingresso alla città e per l’area della Palombella- afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Tombolini – Restituiremo al quartiere uno spazio riqualificato e fruibile, superando una situazione di degrado che si protraeva da anni e con un collegamento verde ideale e reale il parco di Posatora”.

Mosaic, da degrado a polo musicale

Inaugurato a Ponterosso accanto al centro giovanile

È stato inaugurato venerdì mattina in Via Flavia, 2, nel quartiere di Ponterosso, MOSAIC – Musica, Orientamento, Sostegno, Aggregazione per Iniziative Comuni, il nuovo hub musicale rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni, adiacente al centro giovanile. Il progetto di Mosaic nasce dalla rigenerazione di uno spazio precedentemente inutilizzato, nonché teatro di disagio e incuria, e lo trasforma in un luogo permanente dedicato alla musica, alla formazione, all’aggregazione e allo sviluppo di nuove opportunità per le giovani generazioni.

Mosaic è strutturato essenzialmente su due livelli: uno al pian terreno dedicata alla musica in ogni sua sfaccettatura, con stanze di registrazione insonorizzate, già attrezzate con tutto l’occorrente per suonare e cantare, dai microfoni all’impiantistica, dai pc alle consolle, e uno superiore con un’area polivalente che potrà essere utilizzata come area meeting, per performane e talk, una piccola area ristoro, un terrazzino e uno spazio dedicato al riciclo e al riuso, persino dotato di stampanti 3D. Il tutto contornato da un ampio giardino, luogo ideale per qualche jam session e improvvisati flash mob. I servizi igienici sono presenti su entrambi i livelli della struttura e, in fase di ristrutturazione, grande attenzione è stata posta da ERAP Marche all’abbattimento delle barriere architettoniche. Sono stati rifatti gli infissi e, oltre che rinfrescate le pareti, sono stati predisposti pannelli di insonorizzazione modulabili a seconda delle esigenze, grazie a un sistema di agile spostamento; questi moduli rispondono così contestualmente a esigenze sia estetiche che funzionali.

L’apertura di MOSAIC ha coinciso, non a caso, con l’avvio della terza edizione di StartAn, la fiera nazionale dedicata alle startup e all’imprenditoria giovanile che per due giorni riunisce ad Ancona giovani, startup, investitori, università, imprese e associazioni di categoria. L’edizione 2026 coinvolge almeno 50 startup, circa 500 studenti e oltre 20 partner, con una partecipazione complessiva stimata in più di 2.000 persone. Per questa edizione ha compreso anche un Hackaton, la cui idea vincitrice quest’anno risponde al nome di ‘HearHere’. MOSAIC e StartAn rappresentano così due dimensioni complementari di una stessa strategia: da un lato un appuntamento annuale dedicato all’innovazione e alla nuova imprenditorialità, dall’altro uno spazio permanente destinato a trasformare interessi, competenze e idee dei giovani in percorsi di formazione, relazione e sviluppo, il tutto partendo da un immobile che rischiava di rimanere abbandonato.

“Un ragazzo che fa musica nella sua stanzetta può già essere un imprenditore, solo che ancora non lo sa” così l’assessore alle politiche giovanili e allo sviluppo imprenditoriale Marco Battino ha esordito in una intervista sul quotidiano ‘Milano Finanza’ alla domanda su che cosa consistesse il fulcro di StartAn. Mosaic, quindi, rappresenta il continuum di un percorso che non si arresta con lo spegnersi dei riflettori.

Il nuovo hub musicale si inserisce nel più ampio progetto sostenuto dal bando ANCI collegato al Fondo per le Politiche Giovanili della Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’interno di un percorso che punta a rafforzare le opportunità per i giovani e a creare connessioni tra formazione, creatività, innovazione e sviluppo imprenditoriale.

All’inaugurazione hanno partecipato il Sindaco Daniele Silvetti, l’Assessore Marco Battino e il Presidente ERAP Marche Tommaso Fagioli; dato il valore di rivitalizzazione del quartiere, ricoperto da Mosaic, venerdì ha portato i suoi saluti anche il Questore di Ancona Cesare Capocasa.

Nicoletta Canapa

L’area di ingresso da Via Flavia
Camera di registrazione

Una nuova alba a Torrette

Sopralluogo nel futuro nido costruito con fondi PNRR

Trenta nuovi posti per bimbi da 0 a 3 anni. È questo il risultato tangibile del sopralluogo effettuato oggi nel complesso di Alba Serena, accanto all’omonima scuola materna in Via Misa a Torrette.

Costruito con fondi PNRR, il polo educativo desidera essere la risposta a una doppia esigenza: ampliare i servizi per l’infanzia e dare il via, dal prossimo anno scolastico, a un vero e proprio percorso di continuità fra il nido e la materna.

 

Planimetria complesso ‘Alba Serena’ a Torrette

In tutto, fra interni e ampio spazio esterno, sono 4.636 i metri quadrati che compongono il complesso, di cui 846 metri quadrati già occupati dalla scuola d’infanzia Alba Serena.

Il nuovo asilo nido ha una superficie lorda di circa 522 metri quadrati ed è ad un solo piano, per un’altezza lorda complessiva di circa 4 metri. La forma in pianta del nuovo nido e il suo posizionamento all’interno del lotto sono stati pensati in modo tale da garantire una sorta di interazione con l’attuale scuola esistente, creando uno spazio verde di comunicazione e condivisione. Da un punto di vista energetico, l’edificio è a impatto quasi zero, dotato di pannelli fotovoltaici in copertura che andranno ad alimentare un impianto di climatizzazione a pompa di calore.

I lavori sono stati aggiudicati ed eseguiti dalla ditta Campanelli Costruzioni srl. L’importo contrattuale dei lavori è di 1,4 milioni di euro e il quadro tecnico economico complessivo dell’intervento è di 1,69 milioni di euro finanziato per 1,21 milioni di euro con fondi PNRR e 330 mila euro con entrate proprie comunali. I lavori sono stati consegnati a fine novembre 2023 e sono stati conclusi a giugno 2026, rispettando i target e le tempistiche richieste dalla relativa misura PNRR. Per completare e sistemare l’area esterna e alcune finiture di modesta entità saranno affidati i lavori di completamento per un quadro tecnico economico di intervento di 150 mila euro già finanziato con mutuo della Cassa Depositi e Prestiti.

I trenta bimbi ospitati dal prossimo anno nel nascente asilo nido di Via Misa saranno così suddivisi: 6 lattanti, 11 semi-divezzi e 13 divezzi.

 

Nicoletta Canapa

 

Dettagli area esterna

 

Dettagli area esterna

Le figure femminili di Nicoletta Bonarelli- In mostra alla Pinacoteca

A lungo e per scelta lontana dagli ambienti artistici, la figura e l’opera della pittrice anconetana Nicoletta Bonarelli ((Pesaro, 1906 – Cineto Romano, 2002))– vissuta a Roma per gran parte della sua vita ma rimasta legata alla terra di origine-  sono state oggetto di una importante riscoperta critica e biografica grazie agli studi dello storico dell’arte Michele Servadio e,  a partire dal mese di settembre 2026, ad una mostra antologica  che da quegli studi scaturisce e che Ancona le dedica:  “Nicoletta Bonarelli. Dal vero all’anima” ,  ospitata alla Pinacoteca Civica “F. Podesti” di Ancona e aperta fino al 1° novembre.  Un progetto, curato dallo stesso studioso, con cui si restituisce un posto di rilievo ad una artista di grande cultura, viaggiatrice e sperimentatrice che ha legato la sua vita e la sua arte a un percorso di profonda introspezione. Il percorso di Nicoletta Bonarelli si apre nel 1929, quando la pittrice si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma seguendo i corsi di pittura da cavalletto e di decorazione murale: durante le lezioni viene notata da Ferruccio Ferrazzi, che la vuole presto fra le sue allieve predilette. Le opere giovanili, fra cui Paesaggio e Figura, entrambe del 1936, restano nell’orbita della Scuola Romana e della sua componente più malinconica, quella di Scipione, con alberi spogli, architetture attraversate da luci rosse e riferimenti dichiarati a El Greco. Sono anni di intensa attività espositiva: fra il 1932 e il 1941 Bonarelli partecipa a rassegne sindacali e collettive a Pesaro, Ancona, Roma, Firenze, Recanati, Zara e Milano, un percorso che testimonia un inserimento non episodico nel sistema espositivo dell’arte marchigiana e nazionale del tempo. In questo percorso Ancona occupa un posto documentato.

Nata a Pesaro da un’antica famiglia aristocratica anconetana, la pittrice espone più volte nel capoluogo dorico prima della mostra attuale: al Teatro Stamira nel 1935, nel 1936 e nel 1938, in occasione rispettivamente della terza, della quarta e della sesta mostra sindacale interprovinciale d’arte marchigiana e nel 1939 al Palazzo didattico Podesti, per la settima edizione della stessa rassegna.  Il 1941 segna una cesura netta. Sposata con lo scultore e architetto Ferdinando Galli, suo compagno di Accademia, Bonarelli dà alla luce in quell’anno l’unico figlio, Francesco, affetto dalla sindrome di Down. Da quel momento la pittrice si ritira insieme al marito a vita privata, interrompendo per il resto della sua esistenza la partecipazione a mostre ed esposizioni pubbliche: le opere successive restano quindi sottratte alla vista del pubblico per volontà della stessa autrice, che le considera troppo personali. È a questa fase che risale il dipinto L’ombra (1941-1944), in cui una donna, riconoscibile come un autoritratto, cammina in uno spazio sospeso fra giallo, blu e rosso, seguita da un’ombra resa solida e stabile rispetto a lei.

Dal 1947 il linguaggio pittorico di Bonarelli comincia a cambiare in modo sostanziale: fra la fine del decennio e i primi anni Cinquanta prendono forma le opere che la critica ha chiamato le Figure, immagini sospese ed eteree in cui l’artista trasferisce il proprio tormento interiore. Nello stesso periodo, dopo un decennio di isolamento, fonda a Roma, prima in via Filangeri, poi in via Condotti, una scuola d’arte femminile che rimane attiva per circa cinquant’anni, formando diverse allieve, fra cui Titina de Filippo e Ornella de Cataldo. Il suo linguaggio si allontana intanto in modo definitivo dalla Scuola Romana, in un percorso che, tra la fine degli anni Quaranta e la fine degli anni Cinquanta, la conduce verso una riflessione più ampia sulla condizione femminile: ai riferimenti a El Greco e Tintoretto si affiancano le lezioni di Picasso e Cézanne, insieme a suggestioni tratte dagli idoli arcaici del Neolitico. Prende corpo l’archetipo della Grande Madre, legato a maternità e abbondanza, spesso raffigurato in mezzo al mare dentro gusci primordiali. Solo negli anni successivi, una volta elaborata la maternità, quell’iconografia lascia il posto alla donna sola, protagonista delle Figure Femminili Archetipiche: soggetti privi della presenza del bambino, accompagnati solo da elementi minimi, uno specchio, una sdraio, che ne definiscono il contesto senza intaccarne la centralità solitaria. A metà degli anni Novanta lo stile compie un’ulteriore svolta verso l’essenzialità: i tratti del volto scompaiono e le opere si riducono a forme quasi geometriche

GLI ORARI:

Fino al 30 settembre: martedì-giovedì 16:00-19:00; venerdì 14:00-19:00; sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 16:00-19:00

Dal 1° ottobre: martedì-giovedì 15:00-18:00; venerdì, sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 15:00-18:00

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – SUSANNA DINI

Questo è lo spazio dedicato ai Consiglieri comunali, che, a rotazione, ogni volta un rappresentante della maggioranza e uno dell’opposizione, illustrano i progetti significativi della propria attività

Si ritorna a scuola. Le nostre aule sono tornate a riempirsi e l’inizio di un nuovo anno scolastico porta sempre con sé entusiasmo, speranza e nuove esperienze per tutti i ragazzi della nostra città.

Il Comune dovrebbe farsi trovare pronto per far vivere al meglio la quotidianità delle nostre scuole ai bambini, ai ragazzi e al personale scolastico. Il dato numerico, a questo riguardo, fa pensare al contrario: da un lato, per l’anno scolastico 2026/2027 ha deciso di stanziare meno fondi rispetto al 2025 per le scuole per l’acquisto degli arredi scolastici, quali, si legge nell’atto, arredi, attrezzature e suppellettili (ad esempio tende, ventilatori e condizionatori, anche visto l’andamento climatico): solamente 1,26 euro ad alunno per il suo arredo scolastico e 22,50 euro a sezione. Dall’altro, contemporaneamente, ha deciso di aumentare gli abbonamenti dell’autobus, compresi quelli degli studenti, gravando ulteriormente sulle famiglie. 

Durante l’estate abbiamo assistito a un’ondata di caldo eccezionale. Proprio per questa ragione, in fase di assestamento di bilancio, a luglio, ho presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno specifico per aumentare i fondi destinati agli arredi scolastici, concentrando l’attenzione sugli impianti di climatizzazione, in particolare nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, che fino a fine luglio sono aperti.

Purtroppo, la proposta è stata bocciata dalla maggioranza. E non è la prima volta che non viene approvata una nostra proposta sulla scuola, come per esempio quella presentata in precedenza sul tema dell’educazione affettiva. Anche quella bocciata da questa maggioranza. Resta il profondo dispiacere per le occasioni perse, perché la scuola non deve avere colore politico.

Prendiamo atto che questa amministrazione fa le sue scelte, ma sono scelte con un significato preciso. La nostra idea di scuola è completamente diversa.

Susanna Dini – Capogruppo PD

LA PAROLA AI CONSIGLIERI / MONICA MELARANCI

Monica Melaranci, Componente del Gruppo Consiliare RIFORMISTI AZIONE PER CALENDA

Ad Ancona la “Camminata Metabolica”: insieme per trasformare un sogno in realtà Una giornata di movimento, solidarietà e inclusione per sostenere un progetto speciale: permettere a 24 persone con disabilità e 29 volontari di volare insieme verso Catania e vivere una settimana di vacanza.


Si è svolta il 10 maggio ad Ancona la “Camminata Metabolica”, un evento aperto a tutti organizzato dalla Carovana ODV, con il patrocinio del Comune di Ancona. Una giornata nata non soltanto per promuovere il movimento e il benessere, ma soprattutto per sostenere un progetto capace di trasformare la solidarietà in un’esperienza concreta: contribuire a realizzare il sogno di un viaggio in aereo a Catania per un gruppo di persone con disabilità e volontari, per trascorrere insieme una settimana di vacanza. Presente anche il sindaco di Ancona Daniele Silvetti, che ha espresso la vicinanza dell’Amministrazione comunale a un’iniziativa che ha saputo unire sport, solidarietà, inclusione e partecipazione. Ogni passo di questo evento ha rappresentato un contributo concreto a un progetto in cui il viaggio diventa occasione di autonomia, amicizia, scoperta e condivisione.

Il diritto di vivere il proprio tempo libero
Per comprendere il significato di questa iniziativa bisogna conoscere la realtà della Carovana ODV. “Siamo volontari, persone con disabilità, amici. Siamo persone diverse, con storie diverse, ma con una cosa in comune: ci piace stare insieme.” È questa la filosofia che anima l’associazione dopo 37 anni di attività.
Quando si parla di disabilità, molto spesso l’attenzione si concentra su scuola, lavoro, assistenza e diritti fondamentali. Temi indispensabili, ma che non esauriscono ciò che significa vivere pienamente la propria vita. Esiste anche un altro diritto, forse meno raccontato: il diritto al tempo libero.
Il diritto ad avere amici, a viaggiare, ad andare al mare, a mangiare una pizza, assistere a un concerto, innamorarsi, scegliere dove andare e cosa fare. Il diritto, semplicemente, di vivere esperienze e momenti di svago come tutte e tutti.
È proprio da questa consapevolezza che nasce l’impegno della Carovana ODV.

Un viaggio che diventa un’esperienza di vita
Il progetto sostenuto dalla raccolta fondi della “Camminata Metabolica” ha un obiettivo preciso e ambizioso: permettere a 24 ragazzi con disabilità e 29 ragazzi volontari di partire insieme in aereo alla volta di Catania e trascorrere una settimana di vacanza. Non si tratta soltanto di raggiungere una destinazione.
Dietro quel viaggio ci sono l’organizzazione, la programmazione, la necessità di affrontare gli ostacoli e trovare soluzioni. Ma soprattutto ci sono la voglia di stare insieme e la possibilità di vivere un’esperienza che, per molti, può rappresentare qualcosa di davvero speciale.
Salire su un aereo, partire per una vacanza, scoprire un luogo nuovo, condividere giornate e momenti con gli amici, creare ricordi indelebili, gesti che per molti fanno parte della normalità, ma che possono diventare molto più complessi quando entrano in gioco le esigenze legate alla disabilità. Ed è proprio per questo che la Carovana vuole trasformare ciò che spesso viene considerato “straordinario” in qualcosa di sempre più normale.

La forza della comunità
La “Camminata Metabolica” ha dato alla città di Ancona la possibilità di fare la propria parte. Partecipare significa contribuire, attraverso una giornata di festa e di movimento, alla realizzazione di un progetto che mette al centro le persone e le relazioni. La presenza del sindaco e il patrocinio del Comune di Ancona hanno accompagnato un’iniziativa che ha coinvolto la comunità in un messaggio semplice ma importante: l’inclusione non è soltanto
garantire servizi e diritti, ma creare le condizioni perché ciascuno possa vivere pienamente anche il proprio tempo libero.
La vacanza a Catania diventa così il simbolo di qualcosa di più grande: la possibilità di scegliere, partire, divertirsi e condividere esperienze senza che la disabilità rappresenti un limite alla possibilità di vivere.


“Noi vogliamo continuare a viverla. Insieme.”
La storia della Carovana ODV racconta un modo diverso di intendere l’inclusione. Non come qualcosa che viene concesso, ma come una dimensione naturale della vita. Un percorso costruito insieme da persone con disabilità, volontari e amici. L’associazione lo dice con chiarezza: crede nell’amicizia, nell’autodeterminazione e nelle differenze. E le differenze, dice, le ama.
Dopo 37 anni di attività, quella che potrebbe sembrare soltanto una vacanza diventa quindi una
conquista collettiva: un gruppo di persone che organizza un viaggio, affronta le difficoltà, sale su
un aereo e parte insieme.
E soprattutto diventa un messaggio rivolto a tutta la comunità: “non dovrebbe essere straordinario prendere un aereo in 54, di cui 25 persone con disabilità. Straordinario dovrebbe essere che tutti possano farlo.”
È questo lo spirito che ha accompagnato la “Camminata Metabolica” del 10 maggio ad Ancona:
tanti passi diversi, un unico obiettivo.
Quello di rendere possibile un viaggio, ma anche di affermare un principio molto più
grande: viaggiare, divertirsi, partire e scoprire il mondo non sono privilegi. Sono parte della vita.
E la Carovana ODV vuole continuare a viverla così.
Insieme