Capitale della Cultura 2028: orgoglio collettivo e dichiarazione di futuro


di Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona

La proclamazione di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028 rappresenta l’inizio di una nuova epoca per la nostra città e un’emozione profonda per me e per tutta la nostra comunità. È un orgoglio che appartiene a ogni singolo cittadino, una scintilla che trasforma il nostro senso di appartenenza in un obiettivo collettivo.

Il titolo del nostro dossier, “Questo. Adesso”, non è un semplice slogan, ma una dichiarazione di futuro. Ci dice che il prezioso patrimonio storico è il carburante per accendere il motore del presente. Significa abitare la nostra storia con occhi nuovi, consapevoli che le radici doriche e il prestigio di Ancona “Porta d’Oriente” sono le fondamenta su cui stiamo costruendo la città di domani.

La Commissione ha premiato un progetto solido, capace di declinare la cultura in azioni concrete attraverso quattro direttrici fondamentali, definendolo “eccellente”.

Il Mare: non più solo un confine o un’infrastruttura logistica, ma lo specchio della nostra identità, un ponte verso l’Adriatico e il Mediterraneo.

Il Parco: la valorizzazione dei nostri polmoni verdi, il Conero e il Cardeto, inteso come spazio di benessere e sostenibilità dove la natura si fa cultura.

La Rigenerazione Urbana: un impegno a ricucire il tessuto della città, trasformando spazi dimenticati in centri pulsanti di creatività e incontro.

I Nuovi Linguaggi per i Giovani: la sfida più ambiziosa. Vogliamo che Ancona parli la lingua delle nuove generazioni, offrendo loro spazi di espressione, innovazione digitale e protagonismo culturale.

Questo successo non ha un solo autore: è il frutto di un lavoro di squadra senza precedenti coordinato dell’assessore alla Cultura Marta Paraventi. Un ringraziamento profondo va alla Regione Marche, che ha creduto fin da subito nel valore del progetto per il capoluogo e per il territorio e all’Anci per il costante supporto: tutta la rete dei Comuni beneficerà di questo titolo.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza gli altri partner d’eccellenza: l’Università Politecnica delle Marche, bussola del sapere e dell’innovazione, e Marche Teatro, eccellenza nazionale che sarà il nostro ente attuatore. Insieme a loro, ringrazio ogni istituzione, associazione e professionista che ha messo il proprio talento al servizio della candidatura.

Sia chiaro: la vittoria non è il traguardo, ma la linea di partenza. Da oggi siamo chiamati a un impegno straordinario. La sfida più grande in città non è solo infrastrutturale, ma culturale: dobbiamo evolvere il nostro modo di accogliere.

Vogliamo che Ancona diventi una città capace di abbracciare il visitatore, di raccontarsi con fierezza gentile e di offrire un’esperienza umana di alto profilo. Ogni cittadino, commerciante e operatore sarà un ambasciatore della nostra bellezza.

Ci aspettano mesi di preparazione intensa affinché il 2028 non sia solo un calendario di eventi, seppure corposo e attrattivo, ma un anno capace di lasciare un’eredità duratura. Lavoreremo per portare la cultura in ogni quartiere e in ogni settore e per consolidare Ancona come capitale del dialogo tra i popoli. Il cammino è tracciato. Siamo pronti ad aprire il cantiere della creatività, del futuro, dell’accoglienza.

LA PAROLA AI CONSIGLIERI / FABIOLA FAVA


Fabiola Fava, Componente del gruppo Consiliare FRATELLI D’ITALIA

Nuova illuminazione per la Mole Vanvitelliana, approvata la mozione in Consiglio comunale

Il giorno 16 marzo in Consiglio comunale ho presentato la mozione “Adeguamento luci Mole Vanvitelliana nell’ambito della candidatura Ancona Capitale della Cultura 2028”.

Si tratta di una mozione per rendere le luci che illuminano la nostra bellissima Mole alla stessa stregua di quelle che illuminano dallo scorso anno il Monumento dei Caduti, per rafforzare il concept DA MARE A MARE in cui questa Amministrazione crede tantissimo, perché appunto Ancona, dal greco Ankon che vuol dire gomito, sorge su un promontorio lambito dal mare, dove appunto a Est troviamo il Monumento ai Caduti e a Ovest il porto e la Mole Vanvitelliana, che si può considerare punto di partenza o arrivo per quel percorso che si snoda attraverso il Mandracchio fino al Monumento ai Caduti in fondo al Viale della Vittoria. La Mole Vanvitelliana è importante sia sotto il profilo turistico, con questo grande complesso architettonico di forma pentagonale e con all’interno il tempietto neoclassico di San Rocco al centro del cortile interno, sia dal punto di vista culturale, in quanto oggi è uno spazio vivo e polivalente dove si tengono mostre, concerti, presentazioni di libri, spettacoli ed è sede del Museo Tattile Omero. La mia mozione è passata all’unanimità. Questo è un grande segno che la cultura sta a cuore a tutto il Consiglio comunale.

Fabiola Fava