La scalinata del Passetto si illumina: nasce Anima Dorica

«Quando mi è arrivata la proposta di lavorare a questa scalinata, ho pensato subito a come costruire uno storytelling». Così Maurici Ginés, lighting designer spagnolo e fondatore di Artec Studio, ricorda l’inizio del progetto che il 19 settembre 2025 ha portato nuova luce sulla monumentale scalinata del Passetto: non un impianto tecnico da accendere e spegnere, ma un racconto, una storia di mare e di città tradotta in suoni e in fasci di luce, diventata esperienza collettiva per il pubblico.

L’estate del ritorno della scalinata

Il 2 settembre 2025 la scalinata è stata ufficialmente restituita agli anconetani, dopo un importante intervento di restauro conservativo e filologico. Un lavoro complesso, condotto secondo i criteri della minima invasività e con grande attenzione alla scelta dei materiali e delle tecniche, per rispettare il valore storico-artistico del monumento. La scalinata del Passetto, costruita negli anni Trenta come imponente ingresso monumentale dal mare alla città, ha così ritrovato la sua forma autentica.

Ma non solo. Contestualmente al restauro, il Comune di Ancona e iGuzzini Illuminazione hanno lavorato a un nuovo impianto, predisposto fin dall’inizio per avere tre anime: funzionale, per garantire sicurezza e accessibilità; architettonica, per valorizzare il monumento anche di notte; creativa, pensata per trasformare la scalinata in uno scenario di luce e musica.

È proprio questa terza componente a rendere speciale il progetto. L’illuminazione scenografica resterà infatti come dono permanente alla città. Potrà essere accesa in occasioni particolari, arricchendo il rapporto tra Ancona, i suoi cittadini e il loro monumento simbolo.

Una serata di musica e luce

Il 19 settembre l’inaugurazione ufficiale ha unito due linguaggi: quello della musica e quello della luce. Dapprima, il concerto della FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta da Marco Barani, con Fabrizio Falasca al violino solista, ha regalato al pubblico le Quattro Stagioni di Vivaldi dalla balconata del Passetto. Poi la scalinata è diventata palcoscenico e protagonista di Anima Dorica, lo spettacolo immersivo ideato da Ginés, con la collaborazione di un team di professionisti marchigiani e internazionali: il musicista marchigiano Pierfrancesco Ceregioli, la lighting designer Francesca Cecarini, la Ledscontrol per la programmazione artistica e Multivideo per la produzione video.

La nascita di un racconto

Per Ginés la sfida era tradurre la scalinata in un racconto visivo e sonoro. «Se non avessi trovato un’idea chiara – spiega – non avrei potuto dare a Pierfrancesco Ceregioli, il musicista, un concetto da sviluppare. La musica doveva raccontare questa storia».

Il concetto è quello di un’anima del mare: «Un’anima positiva, felice, che abita nell’acqua. Un giorno vede la scalinata, rimane colpita e nasce in lei la curiosità di andare a terra. C’è quindi una relazione tra mare e terra. All’inizio osserva con curiosità ma anche con un po’ di paura, perché non capisce bene di cosa si tratti. È qui che entra in gioco la musica, con un elemento sempre presente: il palo d’acqua, che produce il suono del mare e accompagna tutta la composizione».

n.d.r.: Il palo d’acqua (o rain stick) è uno strumento musicale costituito da un tubo riempito di semi o sassolini che, quando viene inclinato o agitato, riproduce il rumore dell’acqua o della pioggia. È utilizzato per evocare suoni naturali e creare atmosfere immersive.

La musica come viaggio

La narrazione si sviluppa come un percorso: l’anima emerge dall’acqua, si solleva e vola verso la scalinata. Il pianoforte racconta i piccoli passi – «tre, quattro, cinque gradini» – il momento in cui l’anima tocca la pietra. Il violoncello è l’acqua e il cielo, «con l’arco che va da destra a sinistra come le onde». Poi entra il sax, che rappresenta respiro e vita: «Segna il momento in cui l’anima prende vita e comincia davvero a muoversi sulla scalinata».

La musica si fa gioco: il pianoforte scandisce i salti dell’anima che esplora lo spazio, «saltando da un lato all’altro, con leggerezza e curiosità». Quando arriva in cima, l’anima vede la scalinata dall’alto e ne scopre la bellezza. «Qui la luce e il cielo accompagnano la musica, muovendosi anch’essi da destra a sinistra. Il sax porta gioia e respiro».

Ma, essendo un’anima di mare, non può restare lontana dal suo elemento: «Deve tornare indietro. Lo fa come in un arrivederci, con la promessa di tornare ancora, perché questo luogo le è piaciuto».

Un racconto breve, che dura circa quattro minuti, ma costruito con grande precisione. «Tutto questo percorso – l’arrivo dal mare, la scoperta della scalinata, il gioco, la meraviglia e il ritorno al mare – è il cuore di Anima Dorica».

La scala dorica per la città dorica

A dare ulteriore profondità al progetto è la scelta della scala musicale. «Abbiamo usato la scala dorica – spiega Ginés – perché Ancona è la città dorica. È una scala antica, già usata dai Greci, che di solito suona in tonalità minore. Ma Pierfrancesco (Ceregioli, il musicologo n.d.r.) l’ha interpretata in maggiore, per darle più positività».

Il titolo è diventato naturale: Anima Dorica. Un’anima di mare, ma anche la scala musicale e la città. «Tutte queste cose sono sottili – dice – ma alla fine ti danno un senso».

La luce come danza

La musica non bastava, doveva esserci la luce. Ginés ha scelto di lavorare con quanto già esisteva, grazie al progetto di Francesca Cecarini, lighting designer di Macerata. «Non ho creato un nuovo impianto – racconta – ma ho usato quello che c’era, programmando i giochi di luce in relazione alla musica e al racconto, con l’aiuto tecnico di Ledscontrol. Le luci diventano come una danza contemporanea: si muovono da destra a sinistra, respirano con il sax, giocano con il pianoforte. È stato un grande lavoro di adattamento, ma era importante che la luce non fosse solo cornice, bensì parte integrante della storia».

Il risultato è stato possibile anche grazie alla collaborazione di Multivideo per la produzione video. «Era fondamentale che la scalinata respirasse con la musica, che le luci diventassero racconto. Così lo spazio si trasforma, diventa vivo».

Un dono alla città

Con Anima Dorica la scalinata del Passetto non è soltanto stata restaurata e illuminata, ma ha assunto una nuova identità. Oggi, oltre a essere pienamente accessibile e sicura, può accendersi in occasione di eventi e momenti speciali, offrendo alla comunità una scenografia unica e suggestiva.

«Alla fine – conclude Ginés – è un’esperienza sinestetica: acqua, musica e luce che si intrecciano in un unico racconto. La scalinata non è più solo un monumento, ma diventa un luogo che respira, che parla alla città e al mare. È l’anima dorica, che continua a tornare».

Margherita Rinaldi

ph. illuminazione del monumento fornite da iGuzzini

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