Di Simone Pizzi, Presidente del Consiglio Comunale di Ancona
Essere il trait d’union tra la città e la pubblica amministrazione significa assumere una responsabilità che va oltre la mediazione politica: significa custodire il bene comune, traducendo le attese dei cittadini in scelte coerenti, giuste e lungimiranti. In questa prospettiva, il bilancio comunale non è un esercizio tecnico né un mero atto contabile, ma un vero e proprio atto etico, nel quale una comunità dichiara ciò che ritiene essenziale e ciò che intende consegnare al proprio futuro.
Il Consiglio Comunale di Ancona ha affrontato questo passaggio con senso delle istituzioni e con uno spirito di servizio che merita di essere sottolineato. La presenza costante, la qualità del confronto e la partecipazione attiva dei consiglieri – molti dei quali giovani – testimoniano una politica vissuta non come gestione del potere, ma come responsabilità verso le persone, in particolare verso le più fragili.
Come ricordano Luigino Bruni e Alessandra Smerilli in Benedetta economia, l’economia è davvero tale quando non diventa fine a se stessa, ma rimane strumento di relazione, di cura e di giustizia. È questa la chiave che ispira il nostro lavoro sul bilancio: considerare le risorse pubbliche non come numeri astratti, ma come possibilità concrete di inclusione, di sviluppo umano e di coesione sociale. Un bilancio giusto non è semplicemente quello che torna, ma quello che tiene insieme equilibrio finanziario e dignità delle persone.
Il dibattito consiliare rappresenta il luogo privilegiato in cui questa visione prende forma. Quando il confronto è rispettoso, aperto e orientato all’ascolto, le differenze politiche cessano di essere motivo di contrapposizione sterile e diventano occasione di arricchimento reciproco. Un’economia separata dall’etica finisce per perdere se stessa, mentre una politica che assume la responsabilità morale delle proprie scelte diventa capace di generare fiducia e futuro.
In questa stessa linea si colloca l’insegnamento di Alcide De Gasperi, per il quale la politica è autentica solo quando è animata da una profonda tensione morale. «La politica è servizio, non ambizione»: un monito che richiama tutti noi a un esercizio sobrio e rigoroso della responsabilità pubblica, soprattutto quando si amministrano risorse che appartengono all’intera comunità.
È dovere del Presidente del Consiglio comunale accompagnare questo percorso collettivo, garantendo che la discussione del bilancio diventi spazio di sintesi e non di contrapposizione, luogo di responsabilità condivisa e non di mero calcolo. È nella cura delle procedure, nel rispetto delle opinioni e nella valorizzazione del confronto che la democrazia locale trova la sua forza più autentica.
Oggi il Consiglio Comunale di Ancona conferma di voler essere non solo un organo deliberante, ma una comunità istituzionale consapevole del proprio ruolo etico. In questo cammino, il bilancio diventa lo specchio di una città che sceglie di mettere al centro la persona, la giustizia e il futuro, nella convinzione che solo un’economia orientata al bene comune possa dirsi davvero “benedetta”.





