Trentatremila anziani soli nella provincia di Ancona. Una generazione di giovani — molti dei quali non studiano e non lavorano — schiacciata dalla precarietà abitativa. Il progetto GAP – GenerAzioni Proattive – parte da questi due numeri e li mette sotto lo stesso tetto.
Due fragilità sotto lo stesso tetto
Da una parte un anziano con una casa grande e sottoutilizzata, i cui costi energetici pesano sul bilancio domestico, dall’altra un giovane che non riesce a trovare un posto dignitoso dove vivere. I costi si dividono, gli spazi tornano abitati, e quella solitudine che la medicina riconosce come principale fattore di declino cognitivo comincia ad allentarsi. La coabitazione rimette in circolo un patrimonio abitativo esistente e sottoutilizzato, costruendo una rete di sicurezza sociale che va oltre il singolo alloggio. L’housing sociale intergenerazionale risponde a due fragilità che si compensano.
«La casa è il luogo in cui si costruiscono le relazioni e si trasmettono i valori tra generazioni» dice Orlanda Latini, assessore alle Politiche della Casa e alla Famiglia del Comune di Ancona. «Questo progetto restituisce centralità a quel legame, mettendo insieme chi ha spazio e chi cerca stabilità, chi ha esperienza e chi ha energia. L’amministrazione ha scelto di sostenere questo modello perché risponde a bisogni reali con strumenti concreti, ottimizzando le risorse.»
Chi fa cosa
Il progetto, finanziato dalla Regione Marche con risorse del Fondo Sociale Europeo Plus 2021–2027 per un importo complessivo di quasi 597.000 euro, è guidato da Auser Provinciale Ancona APS insieme con una rete di partner che include Sanidoc, CIFA e Pallaksch, con il coordinamento scientifico dell’INRCA e la collaborazione delle Università di Macerata, Politecnica delle Marche e Tor Vergata. Il Comune di Ancona facilita il raccordo con i Servizi Sociali, mette a disposizione le proprie piattaforme per le iscrizioni e sostiene la connessione con la rete associativa locale. Auser individua i partecipanti, gestisce il matching tra i profili, supporta la negoziazione dei patti di convivenza e monitora le coabitazioni nel tempo. «Il progetto GAP nasce dalla consapevolezza che i problemi complessi possono essere affrontati solo in maniera sinergica sul territorio e costruendo reti che non si esauriscono con il singolo progetto ma consolidano collaborazioni attraverso la sperimentazione di percorsi innovativi» spiega Manuela Carloni, presidente di Auser Provinciale Ancona. «Noi ci auguriamo che il forte sostegno delle istituzioni possa trasformarsi in servizi consolidati a sostegno delle persone più fragili in cui il ruolo sussidiario del Terzo Settore diventa sempre di più leva di cambiamento capace di trasformare criticità in opportunità.»
Imparare a stare insieme
GAP è anche una sfida agli stereotipi dell’ageismo: l’anziano come risorsa proattiva per la comunità, il giovane come motore di innovazione civica. Prima di mettere in comune una casa, bisogna imparare a stare insieme. Il percorso “Parla con me: Parlare, ascoltare, capirsi”, avviato il 24 aprile presso la sede Auser Filo d’Argento di Ancona e organizzato da CIFA ETS, propone nove appuntamenti — cinque in presenza e quattro webinar — fino al 16 giugno, aperti gratuitamente a tutti i cittadini e in particolare a giovani, anziani, genitori, insegnanti e operatori sociali. Gli incontri in presenza toccano temi come il fare gruppo, l’ascolto empatico, le risorse personali e la felicità, mentre i webinar esplorano la mente adolescente, la fatica di crescere e il benessere a tutte le età. «All’interno della cornice innovativa di GAP, C.I.F.A. ETS ha lanciato il percorso esperienziale “PARLA CON ME: Parlare, ascoltare, capirsi”» racconta Cristiana Cesini, responsabile sede e referente locale per C.I.F.A. ETS. «Presso la sede Auser Filo d’Argento, giovani e anziani possono riconoscersi come risorsa reciproca. Attraverso 5 incontri in presenza e 4 webinar, costruiremo fiducia e senso di comunità, valorizzando punti di vista diversi per abbattere le barriere relazionali. È un investimento gratuito sulla coesione del territorio che proseguirà con 8 cicli formativi tra il 2026 e il 2027.» Le iscrizioni agli incontri in presenza si raccolgono al numero 071.2801070 nei giorni feriali dalle 8.30 alle 12.30; per i webinar si contatta CIFA il mercoledì e il giovedì al 331 1765755.
Teatro, finanza, parola
Il progetto ha una durata di ventiquattro mesi e prevede, tra il 2026 e il 2027, otto cicli formativi successivi. Pallaksch sviluppa laboratori teatrali e narrativi: «Con G.A.P., le attività di Pallaksch si arricchiscono di un’occasione entusiasmante» dice il direttore artistico Giacomo Lilliù. «Scegliere le arti performative per contribuire al recupero e alla rigenerazione del tessuto intergenerazionale vuol dire dimostrare ancora una volta quanto i giovani professionisti del contemporaneo desiderino assumersi concretamente la responsabilità di rinnovare il ruolo della creazione artistica, che deve tornare centrale per lo sviluppo di comunità complesse e votate all’ascolto. I laboratori teatrali curati da Matteo Principi e dalla sua squadra di formatori e formatrici offriranno un percorso di formazione eclettico, qualificato e orizzontale, mosso dalla certezza che la cultura può sprigionare benessere solo come effetto di un profondo dialogo fra artista e pubblico.» Sanidoc avvia a settembre 2026 percorsi dedicati al benessere finanziario e al public speaking. «Abbiamo progettato due percorsi distinti» spiega Oliviero Gorrieri, presidente Sanidoc. «Il primo, dedicato al benessere finanziario, fornirà strumenti pratici per una gestione serena del patrimonio, grazie alla competenza del consulente Simone Petrelli e di Norella Marzioni (Patronato CNA). Il secondo, un corso di Public Speaking curato dalla formatrice Alessia Racci Chini, ha l’obiettivo di trasformare la memoria storica in narrazione magnetica: vogliamo che gli anziani non siano solo custodi del passato, ma comunicatori efficaci capaci di ispirare le nuove generazioni.»
Un esperimento da consolidare
Il modello che GAP sperimenta ad Ancona punta sulla costruzione di reti in cui la solidarietà diventa risorsa strutturata. «Ancona sta costruendo una risposta strutturata alle fragilità sociali del nostro tempo, su più fronti e con progetti che si integrano tra loro» conclude l’assessore alle Politiche Sociali Manuela Caucci. «GAP è uno di questi: trasforma un problema demografico in un’opportunità concreta di coesione sociale, ed è il tipo di welfare su cui questa amministrazione vuole continuare a investire.» Se funziona, il passo successivo è farne un servizio stabile. I prossimi mesi diranno se l’esperimento regge.
Margherita Rinaldi





