Genny forever. L’abbraccio della città a Donatella Girombelli.

 Se la scomparsa di Mina dallo schermo e da ogni evento artistico e sociale ne ha alimentato la leggenda di icona della Musica,  il ritiro discreto di  Donatella “Genny” Girombelli  dagli scenari della moda  – di cui è stata protagonista nella stagione d’oro del settore e del boom economico-   così come dalla sua città di appartenenza, ha generato un sentimento acceso di nostalgia e di riverenza per la sua figura, e per ciò che ha rappresentato per la comunità. In un’epoca in cui  invidiosi ed haters spesso hanno la meglio, lei mette d’accordo tutti,  quanto ad ammirazione e gratitudine. Una personalità e una classe inimitabili che il tempo non scalfisce, una lady che ha fatto conoscere Ancona nel mondo,  come si fa a dimenticarla?    Tra le sue ultime apparizioni in pubblico, insieme all’amica Ornella Vanoni, la si ricorda, straordinariamente elegante come sempre, all’inaugurazione del Teatro delle Muse nel 2002, poi, più nulla.  E’ stato quindi con sincera emozione che tanti anconetani si   sono messi in fila, in un piovoso pomeriggio di fine marzo, per rivederla, per ascoltarla dal vivo,  per rivivere insieme a lei quel sogno nel quale tutti si sono identificati,  facendo il tifo perché l’azienda nata dall’intuizione del marito Arnaldo, diventasse un marchio leader  nel mondo riverberando su Ancona fama e bellezza.    L’incontro pubblico è stato possibile grazie all’impegno del Lions Club Ancona Host- in particolare di Stefania Annini, Patrizia Niccolini, Isabella Gorbi,  Annalisa Galeazzi che da anni curano il progetto “Ancona tra passato e futuro” regalando alla città preziose mostre fotografiche e altri appuntamenti. A queste infaticabili operatrici culturali si affiancano la giornalista Lucilla Niccolini, che ha curato e presentato nell’occasione una ricerca sulle storiche  boutique anconetane che si sono sviluppate nel secondo dopoguerra, e Antonio Luccarini,  già docente e assessore alla Cultura negli anni Novanta, appassionato intellettuale e memoria storica della città.  Con la regia di Carlo Mancini, Luccarini ha realizzato una lunga videointervista a Donatella Ronchi Girombelli nella sua dimora al Barcaglione,  che si candida a diventare un piccolo grande documento di una stagione eccezionale per il territorio ma anche per la Storia dello sviluppo del Paese.  Alla signora della Moda- entrata in azienda nel 1966 come responsabile dello stile- Ancona deve molto e viceversa.  Molto, moltissimo alla laboriosità e l’abilità dei quattrocento dipendenti – come ha ricordato l’ex imprenditrice-  così come alla comune volontà di dare il massimo per un progetto visionario, firmato dalla coppia di talenti,   che sposava la qualità del capo di fattura artigianale) con la produzione di tipo industriale-. Una volontà spiccata di contribuire all’emancipazione della donna, a infonderle sicurezza – ha raccontato la signora Donatella- è stata la prima motivazione per impegnarsi a creare abiti adatti per la nuova epoca proiettata verso il progresso,  puntando sul pret- a- porter.   Decisivo, lungo il percorso, l’incontro con Gianni Versace, allora praticamente sconosciuto, che i Girombelli conobbero a Firenze e con il quale collaborarono per oltre  vent’anni.   I punti di forza del successo della maison – ha spiegato al microfono del prof- Luccarini- sono stati  la qualità del prodotto, la creatività e la sartorialità che, insieme all’eleganza delle linee,  hanno reso  Genny famosa nel mondo,  contesa dagli Stati Uniti  di Ronald Reagan così come dalla Cina di Deng XiaoPing.    Palpabile la commozione dell’ ex imprenditrice la cui bellezza il tempo non ha scalfito,  a più riprese applaudita nel corso della proiezione e nel suo saluto successivo, e dei partecipanti tra i quali molti protagonisti della altrettanto brillante stagione del commercio dorico di tessuti e confezioni di prestigio (Ida e Oriana Girombelli, Elvio Carsughi, Ramas, Rocchetti, Milton, Bedeschi e prima ancora Zamboni, Bambi, Regalobello, Pizzi, Zannini e numerosi altri)   e anche di atelier sartoriali,  quale il celebre sarto Vittorio Belvederesi.

Per la pioniera del pret-a- porter, tra le poche donne capitane di industria all’epoca, Ancona è sempre stata un’ oasi di serenità, un porto sicuro dove rifugiarsi, prendendo fiato da quel mondo competitivo e complesso  nel quale ha operato, affrontando con coraggio le tante difficoltà, diventate più pesanti dopo avere perso il suo compagno di vita e di lavoro. Parole di affetto e incoraggiamento le ha spese per i giovani: “ molto più preparati e sensibili di noi alla loro età, specialmente in tema di sostenibilità,   e però più fragili, perché viene meno la speranza per il futuro”-    Un omaggio a Donatella e all’eredità di Genny e degli altri brand aziendali è arrivato anche dai giovani delle associazioni di categoria presenti, che hanno dato vita a un breve talk show. A salutarla e ringraziarla in apertura il  sindaco Daniele Silvetti insieme a Michele Menghini presidente del Lions Club Ancona,  con la promessa di tenere la barra dritta verso il futuro,  coltivando la lezione del passato. L’ evento, condotto da Maria Pia Tedesco di E’tv Marche, è stato realizzato in collaborazione con il Comune.

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