Angelo Pittro: Ancona è la città giusta per Ulisse Fest

UlisseFest torna ad Ancona per l’estate 2025, e sarà la seconda edizione dorica del format Lonely Planet che lo scorso anno ha portato in città 20 mila presenze, riuscendo a calamitare gli interessi di un pubblico eterogeneo, con una copertura di 70 mila visite sul sito uffciale e oltre un milione e mezzo di interazioni solo sugli account Instagram e Facebook del festival. E’ stata, per Ancona, un’esperienza significativa in termini di accoglienza e di diffusione degli eventi, che nei tre giorni della manifestazione avvenivano in contemporanea, dalla Mole alla Loggia dei Mercanti, dalle piazze all’Arena sul Mare. Dopo l’annuncio, alla Bit di Milano nel mese scorso, del ritorno del festival ad Ancona nell’edizione 2025 , abbiamo chiesto ad Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia e direttore di UlisseFest, di raccontarci l’esperienza anconetana dello scorso anno e di delineare l’immagine della città dal punto di vista degli organizzatori del festival, nel momento in cui abbiamo già i primi nomi dei cantanti che si esibiranno all’Arena sul Mare: i Coma Cose e Max Gazzè.

Cos’è Ancona per UlisseFest?

Ancona – afferma Pittro – è ancora una città tutta da scoprire, un crocevia di culture e storie che ha voglia di aprirsi, accogliere e raccontarsi. È il genere di destinazione che i lettori di Lonely Planet amano esplorare: autentica, sorprendente, piena di vita. Per questo è la casa perfetta per UlisseFest. Il nostro festival non è solo un evento, ma un punto d’incontro tra viaggiatori, scrittori, artisti, content creator e chiunque abbia il desiderio di esplorare il mondo con curiosità. Ancona, con la sua storia millenaria e la sua capacità di stupire, incarna perfettamente questo spirito.

Quante voci ha raccolto e quali “forze” ha messo in moto la prima edizione di UlisseFest lo scorso anno?

La prima edizione di UlisseFest ad Ancona è stata un successo, forse anche oltre le aspettative. L’arena sul mare, che abbiamo inaugurato proprio per l’occasione, è diventata subito un punto di riferimento. Il festival ha creato un’energia nuova, capace di coinvolgere istituzioni, imprese locali e, soprattutto, i cittadini, che hanno risposto con entusiasmo. Abbiamo visto una forte voglia di raccontare e ascoltare storie, di incontrarsi e lasciarsi ispirare. È stata la prova che c’è un desiderio autentico di confronto e di scoperta, e che Ancona è pronta a raccogliere questa sfida.

Quanto contano la consapevolezza e l’engagement dei cittadini per una città che vuole diventare una meta turistica riconosciuta?

Tantissimo. Il turismo non è solo numeri e visitatori: è atmosfera, accoglienza, esperienze. E in questo, i cittadini giocano un ruolo chiave. Sono loro i primi ambasciatori della città, quelli che possono fare la differenza nel rendere Ancona un luogo davvero speciale da visitare. Quando una comunità è consapevole del valore del proprio patrimonio e ha voglia di condividerlo, il turismo diventa un’opportunità di crescita per tutti, in modo sostenibile e autentico. Ancona ha tutte le carte in regola per farsi conoscere e apprezzare, e il primo passo è proprio quello di chi la vive ogni giorno: aprirsi, raccontarsi, accogliere.

Margherita Rinaldi

Foto credit copertina: KGproduction

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