L’autunno della ripartenza

di Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona

È stata un’estate unica, e ci lascia lo slancio giusto per affrontare l’agenda di governo dell’autunno alle porte. Un’estate unica perché la città è stata viva, piena di persone, attraversata da eventi capaci di parlare a sensibilità diverse e ospitati in tanti luoghi suggestivi. Abbiamo respirato un’aria di città aperta, curiosa, partecipe. È l’Ancona che vogliamo e che stiamo costruendo.
Non mi stancherò mai di ripeterlo: gli eventi non hanno un valore effimero di semplice intrattenimento. Sono un volano economico, un atto di accoglienza verso chi visita la città, un’occasione di crescita e di socialità per tutta la comunità. I numeri ci stanno dando ragione: quasi diecimila persone alla Festa del Mare, il tutto esaurito agli appuntamenti dell’Anfiteatro, una grande partecipazione alle mostre e alle visite guidate e, soprattutto, uno straordinario aumento di turisti in città.
È una strada che intendiamo proseguire, insieme a quella, parallela e altrettanto importante, della trasformazione urbana e del sostegno a chi sceglie Ancona per investire, lavorare e costruire il proprio futuro. Penso al project financing di piazza d’Armi, al nuovo hotel, agli studentati privati, ai nuovi locali che stanno aprendo, fino alla stagione entusiasmante che si è sviluppata a Posatora. Sono tutti segnali di una città che si muove, che torna ad attrarre investimenti e che può finalmente guardare al proprio sviluppo con fiducia.
E sarà soprattutto un autunno di opere importanti, di cantieri che arrivano al traguardo e di inaugurazioni destinate a lasciare il segno.
Penso al Mercato delle Erbe, per il quale abbiamo immaginato una gestione moderna, capace di coniugare le attività tradizionali di vendita con la ristorazione, la socialità e l’animazione. Penso alla nuova piazza della Repubblica. Ve la ricordate con le vecchie pensiline, quell’aria triste e di dismissione? La vedremo trasformata, illuminata, accogliente, finalmente capace di ricucire in modo naturale il rapporto tra il porto e il corso principale. Penso al nuovo mercato di piazza d’Armi, pronto ad accogliere gli operatori del Piano in una struttura moderna ed efficiente.
Sono solo alcune delle opere che si apprestano ad aprire le porte, ma raccontano bene la direzione che abbiamo scelto.
E sono numerosi gli interventi significativi sui quali abbiamo messo mano e che continueremo a sviluppare, a partire da quelli finanziati dal PNRR, ormai completati.
Ci sono poi altri luoghi e altri progetti che cambieranno il volto della città: l’affaccio sotto il Duomo, le nuove scuole realizzate grazie al PNRR, gli interventi di rigenerazione urbana. E penso alla Palombella, dove a luglio abbiamo abbattuto due edifici simbolo di un degrado che durava da troppo tempo: l’ex scuola Benincasa e la casa adiacente, da anni abbandonate all’incuria. Al loro posto nasceranno un piccolo giardino, un’area per la sosta dei camper e una nuova rotatoria per l’ingresso in città. Un intervento semplice, ma importante: perché anche il modo in cui ci si presenta a chi arriva racconta la dignità e la qualità di una comunità.
Accanto alle opere fisiche c’è poi un’altra grande sfida, quella della cultura.
Siamo già al lavoro per costruire le fondamenta di Ancona Capitale italiana della Cultura 2028. I tavoli di lavoro per definire la governance e dare attuazione al dossier che ci ha consentito di conquistare il titolo sono stati avviati. Stiamo trasformando quella vittoria in un percorso concreto, capace di coinvolgere la città e di produrre effetti duraturi. La programmazione degli eventi, i progetti di rigenerazione, le attività dedicate ai giovani, il rapporto con le associazioni, con il mondo della cultura e con quello dell’impresa: sono questi alcuni dei capitoli sui quali stiamo lavorando.
Il 2028 non deve essere soltanto un grande anno di celebrazioni. Deve essere un’occasione per lasciare ad Ancona nuove competenze, nuovi spazi, nuove relazioni e una capacità ancora maggiore di essere attrattiva e contemporanea.
L’estate ci ha mostrato una città che ha voglia di esserci. L’autunno ci chiede di fare un passo in più: trasformare quell’energia in opere, servizi, investimenti e nuove opportunità. È questa la nostra agenda. Una città più viva, più bella, più accogliente e più capace di costruire futuro.

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