Di Claudio Bruschi, studioso e divulgatore di storia locale
Tra le varie offerte culturali che la città potrà offrire durante l’anno in cui sarà Capitale della Cultura Italiana, c’è una piccola “chicca” che è ancora poco conosciuta agli anconetani stessi. Si tratta del “Museo Civico del Risorgimento” che si trova in piazza Benvenuto Stracca presso la sede della Deputazione di Storia Patria per le Marche. Il Museo raccoglie cimeli e documenti di quel periodo passato alla storia come “Risorgimento”. Vi si può ammirare la penna con cui Vittorio Emanuele II firmò, da villa Colonnelli a Posatora, il “Proclama ai Popoli Meridionali” nel settembre 1860, la casacca rossa di Augusto Elia, ferito a Calatafimi per fare scudo a Garibaldi, manifesti, divise ed altro ancora. Una serie di pannelli illustra le vicende che hanno coinvolto Ancona in quell’eroico periodo. Allestito con cura da Palermo Giangiacomi, commediografo, storico, scrittore amante della sua Ancona, il Museo fu inaugurato il 4 novembre 1919, un anno esatto dopo la fine della Prima Guerra Mondiale (o 4° guerra d’Indipendenza), presso alcuni locali del Palazzo di Giustizia in corso Mazzini. Passato non indenne attraverso le vicissitudini della Seconda Guerra Mondiale e del terremoto del 1972, era stato confinato in alcune casse depositate in luoghi insalubri. Finalmente, nel 2023, quanto ancora rimasto, ha trovato degna collocazione nei locali della Deputazione che se ne è presa carico per restituire ai cittadini anconetani la fruibilità di un bene per troppo tempo rimasto inutilizzato. Inoltre, da quando è stato riallestito, il Museo si è anche arricchito di nuove dotazioni quali alcuni busti di personaggi risorgimentali opera di famosi scultori locali (Morelli, Castellani, Blasi, Emendabili) di proprietà della Provincia di Ancona e ivi depositati e di altro materiale pervenuto da singoli cittadini. Adesso l’auspicio è che gli Anconetani facciano loro questo patrimonio andandolo a visitare per rendersi conto di quanto sia stata complessa e gloriosa la storia della loro città in quei turbolenti anni.





