nell’ambito delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte dell’artista del Cadore
C’è un pezzo di Ancona alle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, ormai imminenti. Non una rappresentanza sportiva – le discipline su neve e ghiaccio non sono il nostro forte, ma ci sta- bensì un’ immagine iconica- la celeberrima “Pala Gozzi” di Tiziano – del patrimonio culturale della nostra città. Un patrimonio che si sta facendo strada del panorama nazionale grazie alla splendida rivisitazione della Pinacoteca civica F.Podesti, riaperta a fine 2025 e diventata in breve tempo un faro della cultura nel territorio, grazie anche a nuovi orari, nuovi abbinamenti con mostre di arte contemporanea, e perché no?, ad un efficace lavoro di comunicazione. E mettiamoci anche -neanche a dirlo- la chiamata a raccolta delle associazioni per la candidatura di Ancona, Capitale Italiana della Cultura 2028. Il dipinto è stato concesso in prestito alla Magnifica Comunità di Cadore e alla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore per l’eccezionale l’iniziativa espositiva “Tiziano e il Paesaggio”Dal Cadore alla Laguna: la Pala Gozzi e la Sommersione del Faraone con cui dal 23 gennaio al 26 marzo a Pieve di Cadore, paese natale di Tiziano (1488/90-1576) presso il Palazzo della Magnifica Comunità del Cadore si avviano le celebrazioni per i 450 anni dalla morte del sommo artista: un’ampia riflessione sul tema del paesaggio nella pittura del Maestro attraverso il dialogo tra due opere ritenute fondamentali della produzione del Vecellio entrambe degli anni venti del Cinquecento. Grande enfasi è stata data pertanto all’arrivo per la prima volta in Cadore della pala conservata ad Ancona, l’ unica opera firmata con il toponimo dell’artista, ovvero “Titianus Cadorinus”, che offre tra l’altro la possibilità di ammirare la prima veduta pittorica moderna della laguna di Venezia. La mostra su Tiziano, ideata da Bernard Aikema e curata da Thomas Dalla Costa sarà seguita da una seconda mostra nel mese di luglio e da un convegno di studi nel 2027, grazie alla collaborazione del Comune di Pieve di Cadore e all’organizzazione generale di Villaggio Globale International, con l’intento di esplorare nuovi aspetti su un tema noto ma ancora ricco di suggestioni, stimolando interrogativi, dibattiti interdisciplinari e inediti orizzonti di ricerca e riflessione .
La mostra “Tiziano e il Paesaggio”. inserita come si diceva nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ha il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e della Provincia di Belluno, il fondamentale sostegno della Fondazione Cariverona, il contributo della Regione del Veneto e del Consorzio dei Comuni Bim Piave di Belluno, partner la Rete Museale Cadore Dolomiti e il mensile Il Cadore. La “Pala Gozzi” –ovvero la Vergine con il Bambino in gloria, con i santi Francesco e Biagio e il donatore Alvise Gozzi e imponente dipinto ad olio di quasi 3 metri e mezzo di altezza (324 x 207 cm) eseguito nel 1520 per la chiesa di San Francesco ad Alto ad Ancona, potrà dunque essere ammirata in tutta la sua magnificenza dai centinaia, forse migliaia di visitatori che affolleranno Cortina e tutto il territorio.
La Pala Gozzi= l’opera commissionata dal mercante di Ragusa Alvise Gozzi – capolavoro della nostra Pinacoteca Civica – è caratterizzata da una sorta di doppio paesaggio: oltre a una vegetazione che ricorda il panorama dell’entroterra veneto nella finestra che si apre sulla sinistra, centrale è la vista di un tratto di mare e, all’orizzonte, il profilo di una città che sorge dall’acqua: chiaro riferimento alla Serenissima e di fatto prima rappresentazione della laguna veneziana nella pittura modera . Sottoposta recentemente anche ad indagini diagnostiche pubblicate e presentate per la prima volta in questa occasione – mostra tutta la sua potenza innovativa nella componente paesaggistica che è integrata con la scena religiosa in maniera dinamica ed emotivamente coinvolgente, nella struttura compositiva, nel trattamento della luce e del colore che creano un effetto di profondità spaziale e tridimensionalità, e infine nell’uso rivoluzionario della prospettiva atmosferica, che influenzerà molti pittori europei dei secoli successivi. La Pala ha un significato politico ed escatologico: è un’opera che esalta Venezia, celebrando nel 1520 la ripresa del suo dominio sull’Adriatico, con il venir meno delle misure restrittive imposte dieci anni prima da papa Giulio II, e dunque il ritorno dei dazi nei confronti di Ancona in cambio della sua sicurezza.
Concomitante, o quasi, alla presenza eccezionale in Cadore della Pala Gozzi sarà il prestito e l’esposizione alal Pinacoteca di Ancona della famosissima Annunciazione Malchiostro di Tiziano, opera che data anch’essa 1520 come la pala anconetana e conservata da sempre nella Cattedrale di Treviso. La bellissima Cappella Malchiostro, capolavoro del principale edificio sacro della cittadina veneta, impreziosita anche dagli affreschi di Pordenone, sarà infatti sottoposta nei prossimi mesi a importanti interventi di restauro che, imponendo la movimentazione del celebre dipinto di Tiziano, consentono un momento unico di dialogo e scambio culturale, grazie anche al sostegno di DBA Group.
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