Crisi abitativa, due regolamenti per emergenze alloggi e cohousing

Due regolamenti per definire l’utilizzo degli spazi in caso di cohousing o accesso alle abitazioni di emergenza.   Il Consiglio comunale ha approvato i due nuovi strumenti, messi a punto dall’Assessorato ai Servizi Sociali, con l’obiettivo di fornire un servizio sempre più puntuale ed efficace riguardo all’accesso o utilizzo degli alloggi.

La crisi abitativa

Un numero sempre crescente di persone è oggi direttamente interessato dal problema della casa che per molti assume i contorni di una vera e propria emergenza. Per rispondere alla crescente domanda sono state rafforzate le azioni dell’Amministrazione comunale attraverso l’utilizzo di alloggi del patrimonio comunale destinati a progetti di coabitazione/co-housing, la rete degli alloggi di emergenza sociale, le riserve di alloggi di edilizia residenziale pubblica e i bandi speciali. Negli ultimi anni è tra l’altro aumentato il numero degli sfratti per morosità e spesso il mercato immobiliare non offre risposte adeguate ai cittadini che vivono situazioni di forte isolamento e disagio familiare, economico, sociale o sanitario.

E’ emergente un nuovo target di soggetti che non trovano risposta ai loro problemi abitativi né attraverso il mercato alloggiativo, né attraverso l’intervento pubblico in quanto non rientrano nelle graduatorie di edilizia residenziale pubblica: si tratta, in particolare, di pensionati, giovani coppie, soggetti vulnerabili, famiglie monoreddito provenienti in parte da nuove marginalità e in parte dal processo di scomposizione dei nuclei familiari. Aumentano così le domande per alloggi di emergenza sociale per coloro che son soggetti al rischio di nuove emarginazioni. Nasce da questo quadro il nuovo regolamento sugli alloggi di emergenza sociale, che modifica il precedente, approvato nel 2019.

“Il regolamento per l’assegnazione degli alloggi d’emergenza è stato rivisto alla luce della normativa regionale – afferma l’assessore ai Servizi Sociali Manuela Caucci – , affinché l’uso delle risorse abitative sia temporaneo, mirato e funzionale alla costruzione di soluzioni stabili. Abbiamo rafforzato il ruolo centrale del Servizio Sociale nel guidare i percorsi individualizzati e nel monitorare gli obiettivi, per garantire che ogni assegnazione rappresenti davvero un’opportunità di ripartenza”.

Il regolamento per il cohousing

Completamente nuovo è invece il Regolamento per il funzionamento dei cohousing, nato dall’esigenza di disciplinare le modalità di accesso e quelle di coabitazione, gli impegni dei nuclei collocati, le norme di convivenza, la gestione degli spazi, nonché le modalità di uscita/dimissione e dalla necessità di dare regole che consentano a tutti i beneficiari di vivere un’esperienza di crescita ed autonomia seppur originata da una condizione di difficoltà socio-economico e abitativa. Per il cohousing, che negli appartamenti del Comune di Ancona riguarda soprattutto famiglie sottoposte a sfratto o madri sole con minori, non è mai esistito un regolamento che disciplinasse l’uso dei luoghi e la loro cura.

Il cohousing è da ora regolamentato con norme che mirano a garantire la civile convivenza negli spazi assegnati e chi non le rispetta vedrà decadere il diritto a restare nel cohousing. Ogni ospite dovrà quindi provvedere in autonomia al proprio nucleo sia in termini di alimenti che di prodotti per l’igiene personale e della casa. Regole anche sull’utilizzo degli elettrodomestici e obbligo di raccolta differenziata. Sigarette e alcol sono vietati negli spazi comuni, vanno evitati vestiari non consoni e di notte vanno rispettati gli orari di silenzio per il riposo di tutti. Regole anche per la gestione degli spazi comuni e criteri standard anche per le pulizie e va rilasciata la propria utenza mobile per essere rintracciati dagli operatori. L’uscita può essere volontaria, se sono mutate le condizioni che hanno ammesso al cohousing, oppure alla scadenza del termine fissato nel contratto stipulato in base al progetto individualizzato, redatto con l’assistente sociale.

“Il regolamento sul Cohousing, che ho fortemente voluto – spiega l’assessore Manuela Caucci – nasce da un lavoro approfondito condotto in questi due anni a stretto contatto con la realtà dell’emergenza abitativa. Abbiamo costruito uno strumento capace di dare una prima risposta concreta a persone e famiglie in difficoltà, delineando criteri chiari per l’accesso, la gestione degli spazi, la convivenza e la permanenza. Si tratta di un modello circolare, pensato per promuovere percorsi di autonomia e identità, prevenendo criticità durante la coabitazione attraverso regole puntuali e condivise”.

Rosanna Tomassini

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