IL PERSONAGGIO Dolphins per passione: l’entusiasmo di Paolo Belvederesi

152 tesserati su meno di 100.000 abitanti, come dire che ad Ancona uno su mille pratica il football americano. Ma ci sono anche atleti che scelgono di giocare nella dorica e provengono anche da altre parti d’Italia; giovani coccolati e non viziati ma seguiti con un percorso evolutivo di crescita. Per i ragazzi è una famiglia quella dei Dolphins di Ancona, storica squadra del football americano che dall’83 vive e prospera in città suddividendosi tra lo stadio “Giuliani” di Torrette, impianto oramai collaudato e quanto mai gradito dalla Federazione Italiana di Football Americano, e il “Nelson Mandela”: lo stadio della palla ovale condiviso con il rugby. Reduce da poco da una combattutissima finale persa con onore a Toledo, in Ohio, contro i Guelfi di Firenze, i GLS Dolphins sono qualcosa di più di una semplice squadra come racconta il general manager, Paolo Belvederesi.

“Il nostro gruppo conta diversi giovani di differenti etnie, religioni e costumi ma raggruppati e uniti tutti in nome dello sport – spiega Belvederesi – per le giovanili, gli allenatori sono soprattutto educatori, con massima attenzione per scuola e studio, dei veri numi tutelari in caso di marachelle”. Al di là dell’aspetto agonistico, che comunque nel tempo ha visto raggiungere importanti traguardi, è l’impegno verso i giovani con una forte valenza educativa, il valore aggiunto dell’esperienza Dolphins. L’ensemble conta 26 ragazze senior, 55 atleti di prima squadra ma per il resto tutti ragazze e ragazzi under 18…

”Con una trentina di dirigenti – puntualizza Belvederesi, a fianco dei ragazzi abbiamo istituito anche la pratica del “Body Team”, una sorta di tutoraggio con un maggiorenne che si affianca ad un minorenne, sostenendo il giovanissimo nel percorso di crescita. Questa sorta di tutor da’ ripetizioni, consigli, supporta il ragazzo in maniera concreta. E’ un modo davvero importante e valido per condividere la passione per lo sport ma anche l’approccio alla vita”.

Alla base di questa virtuosa esperienza c’è tanto volontariato e passione. “Tutti gli allenatori sono attori di un dilettantismo professionale – precisa il general manager dei Dolphins – unico rimborso quello del capo allenatore della prima squadra Rick Parker che ha gettato le basi per l’attuale successo rivoluzionando gli allenamenti, la comunicazione, la gestione ed il marketing”. Il fondamento è l’amore per lo sport ma anche per i giovani, tant’è che la società ha deciso di far entrare allo stadio gratuitamente per tutti gli incontri gli under 18. Ed è un affetto corrisposto perché al ritorno dalla trasferta di Toledo a notte fonda, i 65 che avevano vissuto l’esperienza americana hanno trovato a riceverli oltre 300 persone. “E la cosa ci ha stupito e non poco ma ci ha dato anche tanta soddisfazione e voglia di ricominciare. Quello che facciamo è anche un modo concreto di promuovere la pratica sportiva e sappiamo quanto lo sport con i suoi valori e i suoi principi sia importante per tenere i nostri giovani lontani da eventuali fenomeni di devianza” dice Belvederesi.

Adesso si guarda al futuro dopo la finale scudetto persa a Toledo in Ohio negli USA ma la trasferta americana è stata fruttuosa…”Accompagnare 50 ragazzi in questo viaggio è stato davvero esaltante. È stato bello vedere il loro entusiasmo e le loro emozioni. Adesso siamo pronti a ripartire. Ad agosto avremo tre settimane di pausa ma poi riprenderemo con forza con gli allenamenti con la seconda edizione della “Dolphins Combine” e con il camp di settembre, la 7° FINS UP CAMP (in programma alla Ginestra di Montelparo per il prossimo 4-5-6-7 settembre) con giovani provenienti da tutta Italia; poi ripartiranno anche i campionati. E’ chiaro che puntiamo ad un’altra finale scudetto e a vincerla, ma il nostro obiettivo è mandare almeno uno dei nostri giocatori o giocatrici negli Stati Uniti con una borsa di studio entro il 2027” racconta il general manager. Due ragazzi anconetani intanto partiranno quest’estate, a proprie spese. Si tratta di Andrea Gaggiotti e Francesco Petrilli che frequenteranno il quarto anno in una Highschool oltreoceano. “E’ una esperienza privata che non è sponsorizzata tecnicamente dalla società ma che comunque vede due nostri giovani impegnati nel football anconetano confrontarsi con la realtà statunitense e chissà che tornando, non possano condividere emozioni e quanto appreso con i propri coetanei, facendo crescere tutto il gruppo e soprattutto l’entusiasmo di tutti i nostri ragazzi” conclude Belvederesi.

Rosanna Tomassini

Altri articoli