LA PAROLA AI CONSIGLIERI – ANGELICA LUPACCHINI

Questo è lo spazio dedicato ai Consiglieri comunali, che, a rotazione, ogni volta un rappresentante della maggioranza e uno dell’opposizione, illustrano i progetti significativi della propria attività

“IL NUOVO PALIO DI ANCONA, UNA CITTÀ CHE SI RICONOSCE NELLA SUA STORIA”

È stato bello vedere quanto il nuovo Palio di Ancona sia riuscito a coinvolgere la città, gli anconetani e non solo. Un entusiasmo che è andato ben oltre la semplice partecipazione a un evento: il Palio è diventato, per molti, un’occasione per riscoprire un senso di identità, di appartenenza e di comunità.

La vera forza di questa manifestazione è stata proprio la partecipazione spontanea e trasversale. Il Palio ha preso vita nelle strade, nei quartieri, nelle case e nei luoghi della quotidianità, grazie alla voglia delle persone di sentirsi parte di qualcosa di comune. Lo si è visto nell’allestimento dei negozi e dei balconi, nella cura dei dettagli, nella creazione autonoma di vestiti e gadget, nell’organizzazione delle cene di rione, negli allenamenti e in tutte quelle iniziative nate dalla fantasia e dalla passione dei cittadini.

Sono state tante le sfumature che hanno contribuito a rendere speciale questa prima esperienza. Ognuno ha portato qualcosa di sé, mettendo a disposizione tempo, creatività, memoria e, soprattutto, entusiasmo. È proprio questa partecipazione diffusa ad aver dato al Palio un significato che va oltre la competizione: quello di una città che si ritrova, si riconosce e torna a vivere insieme i propri quartieri.

Particolarmente emozionante è stata la presenza di alcune vere e proprie “stelle” del Palio di un tempo. Tra loro Sergio Turchi, classe 1934, del rione San Pietro, e Ferdinando Paciotti, classe 1939, del rione Capodimonte. Entrambi hanno orgogliosamente sfilato con la bandiera sulle spalle e la medaglia al collo, portando nel corteo la memoria di una storia che appartiene alla città e che oggi può tornare a essere patrimonio delle nuove generazioni.

Accanto a loro, il corteo ha raccontato un’altra immagine bellissima di Ancona: quella dei bambini che hanno sfilato con le loro bambole, vestite con i colori e gli abiti coordinati al proprio rione. E poi le tante Stamira, di ogni età e di ogni rione, a testimoniare come il Palio sia riuscito a parlare a generazioni diverse e a mettere insieme persone che, forse, prima di questa esperienza non avevano mai avuto l’occasione di condividere un percorso comune.

È proprio questo il risultato più importante che vogliamo custodire. Il nuovo Palio di Ancona non è stato soltanto un appuntamento nel calendario cittadino, ma un’esperienza capace di far conoscere meglio la propria città, il proprio quartiere e, in molti casi, persino il proprio vicino di casa.

L’obiettivo per il 2027 è chiaro: tenere viva la fiamma. Conservare l’entusiasmo di questi mesi, alimentare il senso di coesione e rafforzare quella dimensione di comunità che si è manifestata con tanta naturalezza. Il Palio potrà crescere, evolversi e diventare sempre più ricco, ma senza perdere ciò che ne ha rappresentato il cuore: le persone.

Perché dietro ogni bandiera, ogni costume, ogni balcone addobbato, ogni cena, ogni allenamento e ogni sorriso c’è una parte di Ancona. E quando una città riesce a riconoscersi nelle proprie strade, nei propri quartieri e nelle persone che li abitano, allora un evento diventa qualcosa di più: diventa un pezzo della propria storia.

Il nuovo Palio di Ancona riparte da qui, con la voglia di continuare a unire generazioni, rioni e storie diverse. Con una fiamma da custodire e una comunità da continuare a far crescere insieme.

Angelica Lupacchini – Consigliere Comunale per Fratelli d’Italia

I miti e le visioni di Simona Bramati esposti alla Mole

E’ la più ampia mostra personale dedicata all’artista marchigiana

– Si inserisce nel percorso di Ancona 2028 e nel progetto Venus Genetrix, dedicato alla valorizzazione della creatività e dello sguardo femminile  la mostra “SIMONA BRAMATI. MITI, METAMORFOSI, VISIONI. Colloqui immaginari nel segno dei Simbolisti” inaugurata il 27 settembre scorso alla Mole Vanvitelliana  e visitabile fino al 22 novembre.   E’ la più ampia mostra personale dedicata all’artista marchigiana, originaria di Castelplanio e attualmente attiva a Sirolo , Simona Bramati, annoverata tra le  protagoniste  del panorama artistico contemporaneo italiano. L’esposizione, curata da Emanuele Bardazzi e Beatrice Buscaroli, è sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ancona con il patrocinio del Consiglio Regionale Assemblea Legislativa delle Marche, ed è promossa e organizzata dall’Associazione Culturale FEU!LAB.

La carriera di Simona ha preso il volo nei primi anni duemila grazie a Vittorio Sgarbi, che ne ha intuito il talento inserendola in importanti mostre collettive nazionali, come “Il Male. Esercizi di pittura crudele” (Torino, 2005) e la grande esposizione sull’Arte Italiana 1968-2007 a Palazzo Reale a Milano. La sua ricerca pittorica si distingue per un’atmosfera fortemente evocativa e legata al Simbolismo e alla rilettura del mito. I suoi lavori su tela (spesso realizzati a olio) mettono frequentemente in scena: il complesso rapporto e il processo di mutamento tra l’essere umano e la natura circostante, figure e corpi femminili inseriti in contesti onirici, talvolta affiancati da animali o elementi allegorici (come maschere e piume).

La mostra di Ancona, che ha attirato l’interesse nazionale, propone un articolato percorso espositivo che mette in dialogo la ricerca dell’artista con il grande patrimonio culturale e iconografico del Simbolismo europeo, con le incisioni di alcuni dei più importanti protagonisti: Max Klinger, Austin Osman Spare, Giulio Aristide Sartorio, Arnold Böcklin, Otto Greiner, Franz von Stuck, Félicien Rops, Georges De Feure, Armand Rassenfosse, Fernand Khnopff, Sigmund Lipinsky, Marcel- Lenoir e molti altri ancora. Un dialogo che non vuole essere una citazione stilistica, ma una riflessione profonda sulla permanenza dei grandi archetipi della cultura occidentale e sulla loro sorprendente attualità.  Il percorso espositivo attraversa i principali nuclei della produzione di Simona Bramati: la mitologia classica, il femminino sacro, la simbologia cristologica, la metamorfosi, la numerologia pitagorica, le figure iconiche e la riflessione sulla condizione della donna contemporanea. Le sue opere, caratterizzate da una straordinaria precisione tecnica e da una potente dimensione evocativa, invitano il visitatore a un viaggio tra memoria, spiritualità e immaginazione. Il percorso espositivo è approfondito nell’elegante catalogo edito da Polistampa Firenze, con testi istituzionali dei curatori e di Loretta Mozzoni, Ilaria Gobbi e della numerologa Romina De Luca. All’inaugurazione saranno presenti la senatrice Elena Leonardi e il Sottosegretario alla Cultura e Turismo della Regione Marche Silvia Luconi.

Accanto all’esposizione sarà sviluppato un programma di iniziative culturali, dall’8 ottobre al 21 novembre, con incontri, conferenze e tavole rotonde con personalità di primo piano del panorama culturale italiano, tra le quali, ad esempio, Davide Rondoni in “Salomè. Danzante tragedia del potere”, l’ 8 ottobre alle ore 21. Verrà messa in scena la performance “Le serrature del silenzio” in collaborazione con la performer Eloise Von e paesaggi sonori sono curati da Imposta Fabbricazione Spiriti.(vedi programma eventi allegato)

“Una mostra importante e preziosa- sottoscrive Emanuele Bardazzi co-curatore presente all’anteprima- e credo unica nel panorama nazionale. Un’artista figurativa contemporanea che dialoga con oltre 130 opere, molte delle quali vere chicche, provenienti dal collezioni private. Il catalogo viaggia in perfetto allineamento con l’esposizione”.     Forte il coinvolgimento emotivo di Simona Bramati che racconta le sue opere come prodotto di una spinta interiore non spiegabile razionalmente, di una serie di visioni che guidano la mano, in totale sintonia con i simbolisti cui si ispira – lei che simbolista non è. Non è un dialogo a distanza il mio– spiega- ma un sentire che mi riconduce a loro. E’ un percorso del tutto naturale il mio, non studiato a tavolino, che spero  arrivi ai visitatori, è un viaggio per tutti”.

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INFORMAZIONI MOSTRA

“SIMONA BRAMATI. MITI, METAMORFOSI, VISIONI. Colloqui immaginari nel segno dei Simbolisti”

Orario  dal 01/10 al 22/11

– martedì, mercoledì e giovedì: dalle ore 15.00 alle ore 18.00

– venerdì, sabato, domenica e festivi: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle 18.00;

Lunedì chiuso

Biglietti

Intero: € 8,00

Ridotto: € 5,00 (studenti universitari; over 65; under 25; possessori di card: Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, University card; iscritti a: FAI, Italia Nostra, Touring Club, ICOM, soci ACI; famiglie con minori al seguito; dipendenti del Comune di Ancona che si presentino con tesserino; dipendenti di Marche Teatro che si presentino con tesserino; croceristi).

La riduzione è prevista anche per coloro che: pranzano in un ristorante di Ancona; hanno soggiornato almeno una notte nelle strutture ricettive marchigiane; visitano la Pinacoteca con un accompagnatore residente nel Comune di Ancona.

Gratuito: under 18; studenti scuole di ogni ordine e grado (fino al V anno della scuola secondaria superiore); giornalisti muniti di tesserino; guide turistiche iscritte all’albo nazionale; ospiti per almeno due notti presso strutture ricettive di Ancona; disabili e accompagnatori

☎️ *INFORMAZIONI – PINACOTECA CIVICA “FRANCESCO PODESTI”*

071 2225047

071 2226625 – 071 2226626

📧pinacoteca@comune.ancona.it

☎️ *ANCONA SERVIZI – INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

*333 6166898*

📧 pinacoteca@anconaservizi.it

LA PAROLA AI CONSIGLIERI – EDOARDO CARBONI

Questo è lo spazio dedicato ai Consiglieri comunali, che, a rotazione, ogni volta un rappresentante della maggioranza e uno dell’opposizione, illustrano i progetti significativi della propria attività

Ritengo che la politica non sia un palcoscenico.

Le organizzazioni di cui facciamo parte non sono un trampolino di lancio per il proprio personalismo e le istituzioni non sono un teatro in cui esibirsi; in esse rappresentiamo le persone. 

Nel nostro agire quotidiano, il nostro dovere non è solo rappresentare chi ci ha votato, ma agire concretamente a favore e al servizio di tutta la comunità.

Inoltre la politica vissuta come tifo non mi appartiene e non mi entusiasma. La contrapposizione e lo scontro ideologico fine a se stesso non hanno mai risolto un problema e hanno sempre alimentato un dibattito sterile, vuoto. 

A me piace l’azione pragmatica, quella vera, fatta di impegni precisi, ascolto e risposte concrete che migliorano la vita quotidiana della gente.

Se non si comprendono questi passaggi — che ritengo fondamentali — e se non si cambia drasticamente l’atteggiamento con cui si intende l’impegno politico, non dobbiamo sorprenderci della sfiducia crescente dei cittadini. Il divario profondo che si è creato con una parte sempre più ampia dell’elettorato non si colmerà mai fino a quando l’interesse personale e la ricerca di visibilità continueranno a prevalere sul senso di comunità e di servizio. La politica va vissuta cercando di “realizzare qualcosa” e non “attaccare qualcuno”.

Nelle mie funzioni di consigliere e nel mio percorso quotidiano, cerco di portare avanti questa visione; rappresentare i cittadini non significa cercare applausi o riflettori a tutti i costi, ma lavorare con tenacia e trasparenza sui problemi reali del nostro territorio e, nel mio caso, della nostra città.

Bisogna rimettere al centro i contenuti, la responsabilità e il rispetto per i ruoli che ricopriamo. Serve un cambio di rotta deciso per restituire dignità alle istituzioni e dimostrare che la buona politica esiste ed è al servizio di tutti.

Continuo e continuerò a fare la mia parte con la stessa passione di sempre: meno urla, meno personalismi, più ascolto e più fatti.

Edoardo Carboni – Consigliere Comunale per Partito Democratico

Verde pubblico e privato, ecco il primo regolamento organico

Più tutela per gli alberi, nuove piantumazioni, attenzione al cambiamento climatico e maggiore collaborazione tra cittadini e Comune. Sono i principali elementi del nuovo Regolamento comunale del verde pubblico e privato, approvato nei giorni scorsi dal Consiglio comunale. Si tratta di una novità importante per la città: Ancona non aveva mai avuto finora un Regolamento organico capace di mettere ordine e razionalizzare in un unico quadro di riferimento norme, procedure e regole relative alla gestione del verde pubblico e privato. Il nuovo strumento nasce proprio dalla necessità di superare una disciplina frammentata e un regime transitorio, fornendo al Comune, ai cittadini e a chi realizza interventi sul territorio indicazioni più chiare e uniformi. Il testo è il risultato di un lungo percorso di confronto avviato dall’Amministrazione comunale con le Associazioni ambientaliste e con stakeholder qualificati. Un lavoro durato circa otto mesi e seguito direttamente dal sindaco Daniele Silvetti, dall’assessore al Verde Daniele Berardinelli e dai tecnici comunali. «Il provvedimento introduce per la prima volta nella nostra città – ha sottolineato il sindaco – un quadro organico di regole per tutelare, valorizzare e gestire il patrimonio verde di Ancona, sia pubblico che privato. Alberi e spazi verdi sono una componente fondamentale della qualità urbana, della biodiversità e della capacità di Ancona di affrontare i cambiamenti climatici. Vogliamo quindi coniugare tutela, cura e sviluppo, con regole più chiare per il Comune, per i cittadini e per chi realizza interventi sul territorio». Uno dei capitoli centrali del nuovo Regolamento riguarda la protezione delle alberature. La tutela prevista dalla normativa regionale viene estesa, sul territorio comunale, anche ad altre specie arboree ad alto fusto che raggiungono determinate dimensioni. Particolare attenzione viene riservata alle potature, che dovranno essere eseguite rispettando la fisiologia e la morfologia degli alberi e secondo modalità tecniche definite dal Regolamento.

Un’altra regolazione fissata riguarda il rapporto tra verde e interventi edilizi. Prima di realizzare opere che possano interferire con alberi e apparati radicali sarà necessario valutare le possibili interferenze e individuare le misure per proteggere la vegetazione esistente. Uno degli aspetti più innovativi del nuovo Regolamento riguarda la progettazione del verde con riguardo anche alla scelta delle specie da piantare. Non sarà più sufficiente considerare esclusivamente l’aspetto estetico di una pianta. Nella progettazione del verde pubblico e privato dovranno essere valutate anche le caratteristiche climatiche e del terreno, le esigenze idriche, la biodiversità, la resistenza alle fitopatie e, soprattutto, la capacità delle specie di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici. Il tema dell’adattamento climatico entra così direttamente nelle scelte che riguardano il patrimonio verde della città: piantare oggi significa anche scegliere alberi e piante in grado di vivere nelle condizioni climatiche che Ancona dovrà affrontare negli anni futuri.

Il Regolamento pone inoltre particolare attenzione al mantenimento del suolo permeabile vegetale. Nei piani urbanistici attuativi, le aree destinate a verde dovranno essere costituite almeno per l’80% da superfici effettivamente verdi, mentre vengono fissate specifiche percentuali di copertura arborea e arbustiva per i nuovi insediamenti residenziali, terziari e produttivi.

Il Regolamento riguarda l’intero territorio comunale e quindi anche il verde di proprietà privata. I proprietari e gli aventi titolo saranno chiamati a gestire alberi e spazi verdi secondo criteri di buona pratica colturale e nel rispetto delle nuove disposizioni. Per gli alberi privati vengono definite procedure specifiche per gli abbattimenti e per le potature straordinarie, mentre la potatura ordinaria, se effettuata secondo le modalità previste, non richiederà autorizzazioni o comunicazioni. Anche in questo caso la scelta delle specie vegetali dovrà essere orientata non soltanto dall’estetica, ma dalle caratteristiche del luogo, dalla disponibilità di acqua, dalla biodiversità e dalla capacità delle piante di resistere alle condizioni climatiche future, oltre che dall’eventuale presenza di parassiti e malattie. Tra gli elementi qualificanti c’è la definizione regolamentare per l’attuazione concreta di molteplici forme di gestione partecipata del verde pubblico, coinvolgendo Associazioni, cittadini e altri soggetti nella cura di parchi, aree verdi di quartiere, aiuole, aree per gli animali da affezione e percorsi pedonali. È un’impostazione che punta a rafforzare il rapporto tra Amministrazione e Comunità: il verde pubblico non viene considerato soltanto come un patrimonio da amministrare, ma come uno spazio condiviso, la cui cura può diventare anche occasione di collaborazione tra ente pubblico, cittadini e realtà associative. «Questo Regolamento – ha spiegato l’assessore Daniele Berardinelli – nasce anche dall’esperienza quotidiana sul territorio, dall’ascolto delle segnalazioni dei cittadini e dal confronto con chi ogni giorno si prende cura del verde della nostra città. Abbiamo lavorato per mettere ordine, dare regole più chiare e soprattutto rafforzare la tutela degli alberi e degli spazi verdi. Non è soltanto un insieme di norme: è uno strumento concreto per prenderci maggiore cura della qualità degli spazi che viviamo ogni giorno»

Topolino parla in anconetano, e il numero va a ruba

…e te nun cel zapevi?

Da Mickey Mouse, celebre personaggio dei fumetti americano nato nel 1928 dalla fantasia di Walt Disney, a Topolì de noaltri ( o potremmo chiamarlo sorcetto?) quasi cento anni dopo. Il più celebre tra i magazine a fumetti, con oltre 3600 pubblicazioni alle spalle, andato a ruba in questi giorni nelle edicole, parla a sorpresa il vernacolo di casa nostra, e in altre regioni l’aquilano, il sardo e il ladino. Si tratta di 4 versioni speciali della storia “Topolino e l’intralcio (in)volontario” scritto da Marco Boschi per i disegni di Luca Usai, tradotto nei quattro diversi dialetti sparsi nel territorio peninsulare, nell’ambito dei una operazione che ha toccato tutte le regioni italiane. Al progetto è dedicata anche un’imperdibile cover realizzata da Andrea Freccero, con protagonista Pippo, il grande amico del personaggio principale. Per declinare Topolino e l’intralcio (in)volontario in sardo, anconetano, aquilano e ladino, Panini Comics si è avvalsa di un team di linguisti guidati dal prof. Riccardo Regis –Università degli Studi di Torino, tra i quali figura la linguista anconetana Giuliana Giusti docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che insieme alla collega Laura Brugè ha svolto con competenza il proprio incarico. Un’ iniziativa- dicono i cultori del dialetto- che ha il pregio di avvicinare i lettori di tutte le età alle tradizioni linguistiche italiane attraverso il linguaggio universale del fumetto. Una iniziativa che è piaciuta parecchio all’assessore alla cultura Marta Paraventi anche perché nel progetto per Ancona Capitale della Cultura 2028 l’Amministrazione ha investito sulla valorizzazione del dialetto anconetano, dando mandato alla prof.ssa Giusti di condurre in questo ambito una serie di ricerche sul campo per documentare l’anconetano contemporaneo.

.Giuliana Giusti e Laura Brugè  entrambe anconetane, sono linguiste del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Giuliana Giusti è la referente del progetto Anconetano QUESTO – ADESSO, che si avvale di una borsa di ricerca finanziata dal Comune di Ancona. Nel corso dei focus group svolti in Pinacoteca nello scorso mese di luglio, la prof.ssa Giusti ha potuto consultare numerosi parlanti di entrambi i generi e di età e provenienze rionali diverse su questioni anche riguardanti l’adattamento in oggetto. Lo studio linguistico del dialetto anconetano che è proseguito con interviste strutturate guidate dalla docente alla Mole in questo mese di settembre, è parte del dossier di Ancona Capitale della Cultura 2028. I risultati della ricerca forniranno la base per una grammatica dell’anconetano ad uso della cittadinanza e della comunità linguistica nazionale e internazionale.

Topolino è il magazine più letto dai ragazzi tra i 5 e i 13 anni e propone ogni settimana 6 storie a fumetti inedite con una costante attenzione alla qualità per soddisfare un pubblico incredibilmente trasversale (dai 5 ai 99 anni.). Alle grandi avventure, ben radicate nella tradizione, si affiancano storie legate all’attualità (dallo sport, alla musica, a cinema e televisione), lo studio continuo di nuovi personaggi e l’arricchimento di quelli più amati.

In anconetano, che dire? ce piace un bel po’!!!

F Z

Il racconto del Palio riscoperto

Dame e armigeri, fabbri e cortigiane, nobili rapaci e vessilli storici. Ancona ha di nuovo il suo Palio, e lo grida forte e chiaro. Come un antico sentimento celato, sopito da tempo e improvvisamente sbocciato in una domenica di fine estate, Ancona è tornata a vivere la festa dei 14 rioni. Ma era festa anche per chi non vestiva in costume, era festa per chi non apparteneva a nessun rione e chissà, proprio per questo, tifava un po’ per tutti, era festa per chi semplicemente era felice di esserci.

Alessandro Moscardi vince per il Rione Adriatico
Alessandro Moscardi vince per il Rione Adriatico

E quando si dice ‘il percorso conta più della meta’ ecco che Ancona si svela in tutto il suo orgoglio: da giorni la città mostrava vessilli a balconi e finestre, i partecipanti alla gara iniziavano a conoscersi e a scrutarsi l’un l’altro, avanzando già timidamente le prime ipotesi di trionfo. Bar e locali quella domenica hanno mostrato segni di un rapido ritorno al medioevo e che dire infine di una Piazza Cavour invasa da otto gruppi di rievocazione, falconieri, giocolieri e laboratori: c’era chi imparava a realizzare fogli di carta a mano, chi simulava il conio con il mastro artigiano e chi, accanto al fabbro, apprendeva le tecniche per la lavorazione di piccoli oggetti in metallo. Non potevano mancare i combattimenti, di spada vera o in legno, e c’era chi non ha perso l’occasione per farsi fare i tarocchi. In molti sono rimasti affascinati dalle nozioni snocciolate alla buona dal fraticello cerusico e speziale. In tutto erano 136 i rievocatori e 200 i figuranti del corteo. Era forse la contaminazione il lato più apprezzabile della giornata: le famiglie con i passeggini a due passi dai cavalieri in maglina, fabbri e erboristi accanto a signore vestite di tutto punto.

Una delle esposizione artigianali presenti in Piazza Cavour (a cura di Crux Dorica)

Ma torniamo allo svolgimento del Palio. Alle 16 e qualche minuto il Corteo ha mosso i suoi primi passi fra tamburi, fiati e grancasse ed è partito da Piazza Cavour per raggiungere Piazza della Repubblica. Il Teatro delle Muse ha fatto da sfondo ai quattordici stendardi e, con il gonfalone in testa, tutti erano schierati davanti a una fiumana di gente. Centoventisei gli atleti schierati per il Palio di Ancona, 9 per ciascuno dei 14 rioni. Al centro gli occhi erano tutti per lei, la bella Stamira (impersonata da Angelica Lupacchini) che avrebbe dato il via alla competizione. Il percorso agonistico, proprio come la città di Ancona, abbraccia terra e mare: prima una prima sessione podistica (dal Teatro delle Muse alla fontana dei due soli), poi una in canoa biposto (fino alla Mole) e infine un ritorno alla corsa (dalla Mole al centro, passando per il Viale della Vittoria). Ogni più rosea previsione, cronometro alla mano, è stata stracciata dall’atleticità del rione Adriatico che, con lo sportivo Alessandro Moscardi come staffettista finale, ha raggiunto la meta. Davanti al braciere l’orologio segnava le 17:22 quando è stato possibile alzare in alto la fiaccola insieme a Stamira.

Il momento dello start in Piazza della Repubblica

Alla spicciolata sono arrivati anche gli altri concorrenti, ma al Palio poco conta arrivare secondo o terzo: si aggiudica il trofeo, da custodire per un anno, solo il rione che taglia il traguardo per primo. Il pallium, la statua raffigurante l’eroina anconetana Stamira, sarà quindi detenuto dal quartiere Adriatico, il rione dal colore verde, il cui stemma è un carciofo, in memoria dell’antica destinazione agraria di quei lotti affacciati sul mare.

Questo e molto altro è stato il 27 settembre 2026. Quanti di voi possono dire di esserci stati? Ma soprattutto, quanti non essendoci stati non mancheranno l’anno prossimo?

Nicoletta Canapa

La folla presente lungo Corso Mazzini durante il Palio di Ancona

Mole: verso il recupero totale del complesso

Il punto sulla Mole Vanvitelliana: dopo la conclusione dei lavori con fondi PNRR (per il restauro e la rivalorizzazione di alcune sale interne e del ponticello), a novembre verrà consegnato il cantiere per il nuovo lotto ‘Piano Nazionale delle città’; inoltre con una recente Delibera di Giunta è stato formalizzato il nuovo contratto per una governance con Ancona Servizi (con estensione dei servizi offerti alla collettività). Vediamo tutto nel dettaglio.

Restyling con fondi PNRR (e non solo)

L’antico complesso è stato restituito alla collettività dopo un intervento con fondi PNRR dal valore di 3,3 milioni di euro per un totale di circa 2 mila metri quadrati di superficie. Il restyling insiste sul lato destro del complesso ed è stato portato avanti nel totale rispetto dei vincoli storico-architettonici, con la supervisione della Soprintendenza.

StartAn, ExtraSalute e la mostra di Simona Bramati (aperta fino al 22 novembre) sono solo gli ultimi eventi ultime, in ordine cronologico, che sono stati ospitati alla Mole Vanvitelliana. Gli interventi di rivalorizzazione e riqualificazione, nonché messa in sicurezza, strizzano l’occhio anche a ‘Capitale della Cultura 2028’: all’interno del dossier, infatti, proprio la Mole riveste un ruolo cruciale al capitolo ‘Questo mare’.

Il Ponte Nord prima dei lavori di riqualificazione
Il Ponte Nord dopo l’intervento con fondi PNRR

A rifarsi il look sono stati Ponte nord, Sala Tabacchi, collegamento con Sala Vanvitelli e Sale Viani-Mercanti; oltre al restyling interno ed esterno, sono stati realizzati nuovi servizi igienici, una nuova linea fognaria per l’allaccio dei nuovi servizi igienici e l’integrazione dell’impiantistica delle sale in generale.

In particolare sul Ponte nord l’intervento è stato volto secondo il vincolo ‘ope legis’, essendo una struttura di oltre 70 anni: si è quindi provveduto alla sua messa in sicurezza e al posizionamento di una balaustra identica a quella che c’era prima, rispettando nel complesso la forma pre-esistente. La Sala Tabacchi è stata completamente riammodernata ed è stata installata una bella scala per collegarsi alla Sala Vanvitelli. In particolare, qui le colonne ad un occhio inesperto potrebbero sembrare non ultimate: si tratta di un risultato di compromesso di preservazione storico-architettonica. Il tutto è stato realizzato in continuità estetica con le restanti zone del complesso. La Sala Tabacchi ora può ospitare fino a 450 persone. Infine la Sala Viani-Mercanti l’intervento si è concentrato sulla pavimentazione, che aveva bisogno di essere più omogenea.

Sala Tabacchi dopo i lavori di riqualificazione
Sala Tabacchi dopo i lavori di riqualificazione

Il cantiere è stato consegnato a gennaio 2024 ed i lavori sono terminati a giugno 2026 (entro i termini previsti).

L’intervento, finanziato per un importo complessivo di 3,3 milioni di euro, prevede lavori per 1.777.023 euro, oltre IVA, comprensivi degli oneri per la sicurezza. I lavori risultano completati al 100%. (Riferimento PNRR – CUP: E35F21000320001 – Restauro e manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela ai sensi delle disposizioni in materia di beni culturali e ambientali).

Proseguiranno i lavori di ripristino e ottimizzazione degli spazi in uno dei luoghi iconici della città dorica.

Riepilogo degli interventi che insistono sulla Mole Vanvitelliana

E non è tutto: il prossimo mese consegna dei lavori del lotto area terra

Come anticipato il prossimo step dei lavori sulla Mole Vanvitelliana sarà la consegna dei lavori, entro il mese di novembre 2026, del restauro e del recupero della porzione della Mole che insiste sul lato terra per un totale di 4,9 milioni di euro grazie al ‘Piano nazionale delle città’”. In particolare, l’imminente consegna di questo lotto cantieristico è possibile grazie a una transazione che ha portato all’escussione delle polizze a seguito del contenzioso con la ditta precedente. A questa somma vanno poi aggiunti i trasferimenti del ‘Piano nazionale delle città’; l’intervento comprenderà nuove sale espositive e uno spazio dedicato alla ristorazione, oltre che a opere strutturali e impiantistiche.

Sopralluogo con la stampa di lunedì 5 ottobre 2026

Nuova governance

La Mole Vanvitelliana, al centro del dossier ‘Ancona Capitale della Cultura 2028‘, è stata recentemente oggetto di un restyling dal punto di vista della governance: con una Delibera di Giunta, infatti, questo complesso viene affidato con durata quinquennale a Ancona Servizi, che ne garantirà i servizi di portineria, custodia e accoglienza, il coordinamento con tutti i soggetti che operano stabilmente nel complesso, la gestione del calendario degli spazi, l’assistenza agli operatori, la manutenzione ordinaria per le voci previste dal contratto, la comunicazione, la promozione e la valorizzazione commerciale. La Mole sarà aperta 7 giorni su 7 e al Comune di Ancona verrà riconosciuto il 30 per cento dei ricavi commerciali complessivi in sede di conguaglio annuale, ampliando quindi la base delle attività interessate rispetto al precedente sistema concentrato prevalentemente sul noleggio degli spazi.

Nicoletta Canapa