LA PAROLA AI CONSIGLIERI – MARINA TAUS

Marina Taus, Capogruppo del Gruppo Consiliare LEGA SALVINI

L’EXTRA G7 SALUTE: UN’OCCASONE IMPORTANTE PER PROMUOVERE I CORRETTI STILI DI VITA E PER LA SANA ALIMENTAZIONE

“Le Marche sono un plurale. Il nord ha tinta romagnola; l’influenza toscana e umbra è manifesta lungo la dorsale appenninica;
la provincia di Ascoli Piceno è un’anticamera dell’Abruzzo e della Sabina.
Ma per quanto ne accolgano i riverberi, le Marche non somigliano
né alla Toscana, né alla Romagna e neppure all’Abruzzo, o all’Umbria”
[Guido Piovene in Viaggio in Italia]

Una delle attività del consiglio comunale è quella di porre attenzione al corretto stile di vita e alla sana alimentazione. Fino ad oggi sono state promosse alcune iniziative da me curate, quali:

  • ESTATE IN MOVIMENTO 2024- ALIMENT-AZIONE PER LA SALUTE
  • I DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELLA ALIMENTAZIONE NELLA NOSTRA REALTA’
  • STILE DI VITA MARCHIGIANO: UN MODELLO SALUTARE (IN OCCASIONE DELL’extra G7 SALUTE 4 OTTOBRE 2024)

In questi progetti ho messo a disposizione le mie conoscenze e competenze professionali, insieme al mio gruppo di lavoro che sempre ringrazio e per il prezioso contributo (medici, dietisti e infermieri) della SOD di Dietetica e Nutrizione Clinica della AOU delle Marche, della quale sono Direttore.

Di seguito una sintesi dell’evento sullo stile di vita marchigiano in occasione dell’extra G7.

Le Marche sono una delle regioni più longeve d’Europa.

A dimostrarlo intervengono i più recenti dati ISTAT a nostra disposizione che mostrano come, nelle Marche, la speranza di vita alla nascita (espressa in anni) sia pari ad 85,7 per le donne dopo Trento e ad 81 per gli uomini dopo Trento e Bolzano, superiore alla media nazionale pari ad 85 e ad 80,3 rispettivamente per le donne e gli uomini.

Probabilmente, i principali fattori alla base della più lunga prospettiva di vita nelle Marche risiedono proprio nelle specifiche caratteristiche orografiche, climatiche e sociali della regione o in una loro interazione.

Il paesaggio prevalentemente collinare, limitato da un versante montuoso da una parte e uno pianeggiante dall’altra, le favorevoli escursioni termiche, la fiorente piccola-media industria ad alta specializzazione, distribuita equamente su tutto il territorio, e la forte vocazione rurale con attività di agricoltura e allevamento biologiche, rappresentano solo alcuni dei tasselli che compongono il puzzle alla base della complessa longevità marchigiana.

La dieta mediterranea nelle Marche: l’Italia, in particolare le Marche, ha avuto un ruolo centrale nel Seven Countries Study, studio condotto da Ancel Keys, basato sull’ipotesi secondo cui lo stile di vita, soprattutto la composizione della dieta, potesse modificare, in positivo o in negativo, il rischio di sviluppare malattie cardiache.

Dai risultati ottenuti è emerso che la Dieta Mediterranea seguita dalla gran parte della popolazione marchigiana e associata ad un minor tasso di malattie coronariche, potrebbero spiegare, in parte, il record di longevità delle Marche.

Infatti, la Dieta Mediterranea rappresenta un modello comportamentale che unisce cultura, salute, piacere, socializzazione e tradizioni inerenti la raccolta e la preparazione del cibo, caratteristici del territorio marchigiano.

A tal proposito, nel 2018 è stato approvato un comitato per la tutela e la valorizzazione della Dieta Mediterranea nelle Marche. La Legge Regionale 17 maggio 2018 n°14 sottolinea che la Regione “riconosce e valorizza il ruolo della comunità marchigiana nella nascita, validazione scientifica, trasmissione e mantenimento dello stile alimentare della Dieta Mediterranea” e per questo si impegna in una serie di obiettivi volti a diffondere il modello mediterraneo nella comunità marchigiana.

I prodotti alla base della piramide alimentare sono gli stessi che nel passato hanno sfamato le comunità marchigiane di marinai, pastori e contadini: cereali e pane accompagnati da preparazioni a base di legumi, ma anche abbondanti quantità di frutta, verdura, frutta secca e spezie, fonti di fibre e preziosi nutrienti, costituivano i pasti quotidiani. Ulteriore punto di forza è il consumo di olio di oliva: le coltivazioni di ulivo, ampiamente diffuse sul territorio collinare marchigiano, offrono un olio di elevata qualità. Grazie alla lieve altitudine e alla vicinanza al mare, con le costanti correnti salmastre, gli uliveti marchigiani crescono in un microclima ottimale, ideale per la produzione di olive di qualità.

Ad oggi, la filiera del biologico comprende oltre 2.300 aziende e 84.000 ettari di terreno destinati alla sua coltivazione, pari al 18% della superficie agricola della Regione e quasi 14.000 ettari in conversione.

Inoltre, la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) della Regione Marche dedicata al biologico supera del 20% la SAU media nazionale, tanto che nel 2020 è stato istituito il Distretto Biologico delle Marche, il più grande d’Europa. Il suo obiettivo è quello di incentivare e consolidare le filiere del biologico per promuovere le Marche come regione con un ridotto impatto ambientale.

L’agricoltura biologica ha infatti come obiettivo principale il mantenimento e l’aumento dei livelli di sostanza organica nei suoli, tramite la riduzione o l’eliminazione dell’utilizzo di fertilizzanti di sintesi, erbicidi e fitofarmaci, promuovendo la biodiversità locale.

Il metodo di produzione biologico, pertanto, esplica una duplice funzione: offrire ai consumatori alimenti salubri, nutrienti e sicuri, che garantiscono il raggiungimento di un ottimale stato nutrizionale e contribuire alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.

Frutta e verdura, olio d’oliva, pesce azzurro, latte e carni sono alimenti di alta qualità nutrizionale.

Oltre alla frutta e verdura di qualità e con connotazioni organolettiche rare, per via del particolare clima e delle peculiarità orografiche delle zone in cui viene coltivata, le Marche vantano eccellenza anche nella produzione di olio d’oliva.

Le particolari condizioni pedoclimatiche dell’area di produzione influiscono fortemente nella determinazione del livello di piccantezza dell’olio, mentre le escursioni termiche quelle di fruttato.

L’olio marchigiano è un prodotto riconoscibile dal colore giallo-verde e da un aroma fruttato medio o medio-intenso con sentori peculiari di erba, carciofo e mandorla verde e con lievi percezioni di amaro e piccante ben equilibrate tra loro.

Non a caso, l’olio marchigiano ha conseguito numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali. In particolare, l’olio extravergine d’oliva “Marche” ha ufficialmente guadagnato la denominazione IGP (Indicazione Geografica Protetta).

La reputazione di prodotto d’eccellenza è molto antica e si è mantenuta fino ai giorni nostri: i riferimenti storici più antichi risalgono all’olio “di Marca” o “de Marchia” nel 1228. 

L’olio “Marche” si contraddistingue per il più alto contenuto di polifenoli, con una concentrazione minima di 200 mg/kg, ed un livello di acidità massima pari allo 0,4%, il più basso in assoluto tra le denominazioni registrate.

I polifenoli, oltre a proteggere l’olio dalle reazioni ossidative, svolgono un ruolo organolettico, essendo responsabili del tipico pizzicore del prodotto, e soprattutto nutraceutico, con una potente azione anti-infiammatoria, anti-aggregante, antiossidante e ipolipemizzante. Il loro contenuto di polifenoli risulta essere influenzato da diversi fattori, come la varietà, il grado di maturazione delle olive, il periodo di stoccaggio e le tecniche di oleificazione.

La qualità del prodotto è garantita anche dalla particolare attenzione tradizionalmente prestata alla fase di raccolta, che avviene direttamente dalla pianta e garantisce l’integrità del frutto. Nelle Marche non è mai stata praticata la raccolta dell’oliva caduta a terra, ma si prediligono tecniche non aggressive come la brucatura.

Il Pesce: Anche in questo ambito, le Marche rivestono un ruolo rilevante a livello nazionale: la flotta peschereccia marchigiana, infatti, è costituita da 900 imbarcazioni, pari al 6% della flotta nazionale, distribuite negli otto porti pescherecci della regione: Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, Civitanova Marche, Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto.

In particolare, nelle Marche si pesca un decimo della produzione italiana di pesce, costituita principalmente da alici, sarde, triglie, seppie, sogliole, merluzzo, molluschi e crostacei ma anche sgombro e tonno.

Inoltre, il mercato ittico di Ancona risulta essere il secondo dell’Adriatico e il sesto in Italia per la commercializzazione del pesce. Tuttavia, la flotta marchigiana non opera solo a livello del territorio nazionale, bensì si espande fino all’Oceano Atlantico con la cosiddetta “grande pesca”.

L’elevata qualità del pescato marchigiano è garantita da diversi fattori:

  • Conformazione dei fondali: estremamente diversificata e con condizioni di vita ottimali a numerose tipologie di pesce, soprattutto azzurro;
  • Caratteristiche dell’acqua: la temperatura e il livello di salinità del Mare Adriatico, uniti all’influenza dei fiumi che attraversano la regione, rendono il pescato marchigiano unico;
  • Profondità delle zone di pesca: le profondità sondabili per la pesca mostrano un’eccezionale varietà che si riflette sulla tipologia dei prodotti ittici catturabili e sulle loro caratteristiche.

La carne: La Marchigiana è una delle più note e apprezzate tra le razze da carne italiane, terza per produzione dopo la Fassona e la Chianina ed è quella dotata della migliore struttura morfologica di tutto il ceppo podolico.

La Marchigiana ha una storia relativamente recente, visto che “nasce” ufficialmente nel 1932, dalla selezione degli incroci migliori tra Chianina e Romagnola in termini di adattabilità al pascolo, utilizzo dei foraggi, resistenza alle malattie, resa produttiva.

La carne marchigiana vanta il riconoscimento IGP per la carne bovina in Italia con la denominazione “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale”.

Ha colore rosato, grana fine e grado di infiltrazione di grasso tale da conferire una particolare tenerezza ed un gusto saporito.

La carne che si ottiene dalla Marchigiana è tenera, contiene una minore percentuale di acidi grassi saturi, come l’acido miristico e palmitico, e una maggiore quantità di acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) rispetto alle altre carni in commercio. Anche gli acidi grassi polinsaturi (acido linoleico e linolenico) sono presenti in maggiore quantità nella carne di razza Marchigiana rispetto alle altre carni in commercio

Il latte: Le Marche sono una terra ricca di pascoli, dove il bestiame si alimenta in modo naturale, producendo un latte sano e ricco di nutrienti.

Infatti, la produzione di un buon latte parte proprio dall’alimentazione delle vacche: l’utilizzo di foraggio di qualità e dalla ottimale composizione nutrizionale è fondamentale.

Come evidenziato dal progetto Monitoraggio qualità dei foraggi secchi nelle aziende agro-zootecniche delle Marche, l’erba medica, la foraggera più diffusa nelle aziende agro zootecniche marchigiane, ha un’ottimale composizione nutrizionale: è particolarmente ricca in proteine e povera in grassi e contiene un adeguato quantitativo di fibra, rendendo il foraggio facilmente digeribile, fattore che stimola la produzione di latte.

Ulteriori elementi che influiscono sia sulla quantità che sulla qualità del latte sono le caratteristiche di razza e il patrimonio genetico della vacca lattifera. La composizione corporea della razza marchigiana, la più diffusa nella regione, è caratterizzata da un notevole sviluppo della massa muscolare e da un basso grado di infiltrazione di grasso.

L’alimentazione di qualità e le favorevoli caratteristiche genetiche delle vacche lattifere marchigiane permettono quindi la produzione di uno dei latti più nutrienti di Italia: secondo i dati elaborati dalla Coldiretti di Ascoli Piceno e Fermo, il latte prodotto nelle Marche ha una bassa percentuale di grassi, pari a 3.51 g per 100 ml di latte, seconda solo al latte prodotto in Valle d’Aosta, e la più alta percentuale di proteine, pari a 3.67 g per 100 ml di latte, il migliore dato tra le produzioni regionali.

Non dimentichiamo infine che la dieta Mediterranea così radicata nel nostro territorio, va sempre associata a attività fisica; la varietà dei paesaggi marchigiani concede numerose possibilità per gli amanti della bicicletta e delle lunghe passeggiate.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’attività fisica come «qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico». Affinché un individuo possa essere considerato “fisicamente attivo” sono sufficienti le azioni e i movimenti che fanno parte della vita quotidiana, come camminare, ballare, andare in bicicletta e fare i lavori domestici.

Attualmente, l’OMS raccomanda ad adulti e ultra 65enni di praticare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata, o 75 minuti di attività intensa, o combinazioni equivalenti delle due modalità.

La regione promuove lo sport e le attività motorio-ricreative in genere quale strumento fondamentale per la formazione e la salute della persona, per il miglioramento degli stili di vita individuali e collettivi nonché per lo sviluppo delle relazioni sociali e dell’integrazione interculturale.

A tal proposito la stessa città di Ancona ha organizzato lo scorso anno incontri per la cittadinanza su corretta Alimentazione associata a attività fisica, con particolare riguardo alla terza età. Vista la grande partecipazione tali iniziativa verrà ripetuta anche quest’anno.

Piatti tipici marchigiani, tra ingredienti di qualità e metodi di cottura: la cucina marchigiana è la cucina rustica dei monti, saporita delle colline e raffinata del mare, che non prevede preparazioni complesse e che si basa su ingredienti semplici e cotture a fuoco lento. Le ricette tradizionali prevedono spesso proporzioni “a occhio” e tempi di cottura non codificati, sebbene infallibili.

Scarica qui l’opuscolo delle ricette culinarie della longevità, realizzato in occasione dell’Extra G7 Salute, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche

Conclusione: Dunque, in cosa consiste la ricetta della longevità marchigiana? Come ogni ricetta che si rispetti, anche in questo caso gli ingredienti sono pochi, semplici ma di elevata qualità: un modello alimentare di tipo mediterraneo, con verdura e frutta di stagione, legumi e cereali integrali, una costante attività fisica, meglio se a stretto contatto con la natura, dalle passeggiate sulla costa alle escursioni sui monti, e il giusto riposo rappresentano, infatti, le sane abitudini di un tempo che ritroviamo alla base della lunga aspettativa di vita che contraddistingue la popolazione della regione Marche.

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